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24-25 maggio, nel Museo Esapolis di Padova, il più grande insettario d’Europa, si tiene la prima edizione di Artropocene Festival, che invita a conoscere meglio gli artropodi

Il 24 e 25 maggio 2025, nel Museo Esapolis di Padova, prende vita la prima edizione di Artropocene Festival: due giornate di incontri, spettacoli, musica e installazioni per esplorare il rapporto tra esseri umani e natura attraverso lo sguardo di chi la abita da centinaia di milioni di anni: gli artropodi.

Il festival, il cui obiettivo è quello di promuovere il pensiero critico e la cultura scientifica attraverso linguaggi accessibili e interdisciplinari, in un contesto che unisce consapevolezza, stupore e inclusività, ospiterà alcuni dei nomi più autorevoli della divulgazione scientifica italiana, tra cui il professor Giorgio Vallortigara, con un intervento dedicato ai “Cervelli in miniatura”; Giacomo Moro Mauretto (Entropy for Life), con cui si parlerà di alimentazione a base di insetti; Riccardo De Marco (Content creator di Geopop (@il_dena_), che ci guiderà alla scoperta dei meccanismi (e dei rimedi) delle punture di zanzara. E ancora: Generazione STEM, Andrea Boscherini, Non è la Zebra, Seli Nature, Jacopo De Luca e molti altri, per promuovere un approccio sempre più curioso, informato e consapevole verso la natura che ci circonda.

Le giornate si concluderanno con spettacoli di stand-up comedy, come Fill Pill e il suo show “Divulgazione Coatta Ambientale”, e performance musicali dal vivo, tra cui Bum Bum Fritz, Paul Lution e Mystic Natural. Non mancheranno attività per tutte le età: laboratori interattivi a cura del Museo Esapolis (laboratori tattili), Brio Sfera (“1000 modi per estinguersi” e “50 sfumature di biodiversità”) e Fattoria Mini Mondo (“Impariamo a conoscere e rispettare gli animali esotici”).

In occasione del festival, verrà inaugurata la mostra fotografica WANE – We Are Nature Expedition di Valeria Barbi (autrice) e Davide Agati (fotografo e videomaker). Un reportage costruito in 22 mesi di viaggio lungo la Panamericana, attraverso 16 paesi e quasi 80.000 chilometri, per raccontare gli impatti delle attività umane sulla biodiversità e le storie di chi si impegna ogni giorno per proteggerla. Programma completo e info sul sito https://artropocenefestival.odoo.com/website
Biglietti su Eventbrite https://www.eventbrite.it/…/artropocene-festival (entrata gratuita per bambini fino a 10 anni)

Fonte: Museo Esapolis

31 maggio, a Quero (Belluno) il musical “Molliccio, hai perso…perché io ho loro!”, evento benefico a sostegno dei malati oncologici

L’Associazione Amici del Presepio di Segusino, con cui Argav ha un solido rapporto di amicizia e stima, ci rende partecipi di un evento un po’ fuori dal comune dagli argomenti da noi trattati, ma di grande valore umano.

Si tratta di un musical che racconta (a tratti in maniera emozionale e intensa, a volte in maniera più allegra) la storia vera di Elena Mondin, una ragazza di Quero (Belluno) che all’età di 39 anni ha sofferto di un grave tumore al seno; e di come lei lo stia sconfiggendo, oltre che col supporto medico, anche grazie alla condivisione, alla forza d’animo e al supporto di tutti i suoi amici molto allegri ed “estrosi”.

Il musical si intitola: “Molliccio, hai perso… perché io ho loro!!” e andrà in scena al Centro culturale “Bice Lazzari” di Quero, Setteville (Belluno) sabato 31 maggio 2025 alle or 20:30 con ingresso libero (fino a esaurimento posti).

Lo scopo della serata è quello di dare un messaggio di speranza a chi sta vivendo una grave malattia, ma anche di raccogliere fondi per l’associazione “Una stanza per un sorriso”, che si occupa di dare sostegno ai malati oncologici e di fornire parrucche a prezzo agevolato alle pazienti in chemioterapia, parrucche realizzate grazie alla donazione di capelli.  L’associazione ha sede ad Altamura (Bari), ed Elena Mondin è la referente per il Veneto.

23 maggio, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti dedicato al tema: “La sabbia, un ecosistema vivo”

Si tiene venerdì 23 maggio p.v., dalle 18.30 alle 20.30, il corso di formazione giornalisti “La sabbia, un ecosistema vivo” organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav. Accredito in piattaforma formazione (2 crediti).

La sabbia è un elemento familiare nel panorama del litorale veneto, ma non è solo il fondo che calpestiamo in spiaggia: è un ecosistema ricco di vita e di molteplici sfaccettature. Quanti tipi di sabbia esistono? Dove si trovano? Come vengono utilizzati? Da chi sono abitati? Il corso illustrerà i diversi aspetti di un ambiente insospettabilmente vivace: tra gli argomenti citati “La sabbia, un elemento caratterizzante l’ambiente veneto”, “Vite nella sabbia”, “Il giro del mondo di sabbia in sabbia”.

Relatori

Fabrizio Stelluto, giornalista, Presidente Argav, modererà la serata; Jacopo Richard, tecnico Gestione naturalistica aree litoranee Veneto Agricoltura, parlerà di “Vite nella sabbia”; Stefano Boscolo Cucco, ingegnere idraulico, rappresenta la quinta generazione di una storica famiglia di “sabionanti” e collabora con università, enti pubblici e gruppi di ricerca scientifica sulle problematiche interconnesse agli ambienti costieri e parlerà de “Il giro del mondo di sabbia in sabbia”; Elena Lana, coordinatrice “Jesolo Sand Nativity”, parlerà di “Sabbia e arte”.

Fino al 25 maggio, la Settimana nazionale della bonifica, in Veneto tanti eventi promossi dagli 11 Consorzi

Decolla la Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, promossa da ANBI Associazione Nazionale Bonifica e Irrigazione fino al 25 maggio, e che quest’anno in Veneto si rafforza numericamente e qualitativamente come un grande evento diffuso su tutta la regione e un unico filo conduttore: “Il cerchio dell’acqua. Risorse idriche e multifunzionalità per la sostenibilità”, tema che racchiude tematiche inerenti al ciclo dell’acqua, alla gestione attenta e al riuso della risorsa, ai servizi ecosistemici generati dalla pratica irrigua. Ma, come sempre, rappresenta soprattutto uno spunto di riflessione che i consorzi declinano in visite guidate a impianti idrovori e grandi opere di presa, biciclettate, passeggiate ecologiche, convegni, presentazioni, inaugurazioni.

30 eventi (quasi) tutti gratuiti; necessaria, in alcuni casi, la registrazione attraverso le procedure indicate dai consorzi di bonifica nelle rispettive pagine Facebook e nei rispettivi siti dove sono riportati i programmi completi e informazioni utili. Per aggiornamenti, modalità di partecipazione e altre info utili si rimanda ai siti e alle pagine social dei singoli consorzi di bonifica.La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da UNARGA, l’Unione nazionale delle Associazioni Regionali dei Giornalisti Agroambientali. Media partner: Rai Tg Regione

Il Veneto Orientale racconta la storia della bonifica

Il ricco programma predisposto dal Consorzio di bonifica Veneto Orientale (San Donà di Piave, VE)si configura come un vero e proprio festival con iniziative rivolte a pubblici molto diversi: famiglie, amanti dello sport, appassionati di storia e territorio. Nel fine settimana del 24-25maggio sono previste visite guidate alle storiche idrovore di Termine, Torre di Fine, Cittanova e Sindacale, una mostra fotografica (in piazza indipendenza a San Donà di Piave), tour di gravel, passeggiate ecologiche, musica e incontri.

Eventi in tutto il Veneto

Visite guidate a impianti un po’ ovunque: il Consorzio di bonifica Veronese (Verona) apre la presa irrigua sull’Adige a Sciorne, il consorzio di bonifica Brenta (Cittadella, Pd) guida i visitatori nel Parco di San Lazzaro a Bassano del Grappa, il consorzio di bonifica Acque Risorgive (Venezia-Mestre) apre la rinnovata idrovora di Lova a Campagna Lupia, il consorzio di bonifica Piave (Montebelluna, TV) guiderà i visitatori all’idrovora di Portesine di Roncade, alle opere di presa irrigua a Nervesa della Battaglia e Fener e alle aree umide di Castelfranco Veneto, il consorzio Bacchiglione (Padova) aprirà l’idrovora di Santa Margherita a Codevigo e guiderà il pubblico in visita al canale Alicorno di Padova e all’area umida di Dolo (VE); visite ai bacini di Giavenale e alle risorgive del Bacchiglione per il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (San Bonifacio, Vr) che promuove anche l’incontro SOS Agri.clima presso l’azienda Buggiani di Legnago (22 maggio). Per Acque Risorgive la settimana della Bonifica è anche occasione per inaugurare l’ampliamento dell’idrovora di Lova di Campagna Lupia (Ve). Tra le iniziative oltre la Settimana della Bonifica, ma idealmente sempre all’interno di questo contesto, il convegno promosso dal consorzio di bonifica Delta del Po (Taglio di Po, Ro) dedicato alle aree costiere del Delta (Taglio di Po, Idrovora di Ca’ Vendramin, 28 maggio), l’inaugurazione di un grande intervento di riconversione irrigua ad opera del consorzio Piave (5 giugno, Crocetta del Montello), il consorzio di bonifica Adige Euganeo (Este, PD) celebra i 100 anni dell’idrovora di Barbegara a Correzzola (data da definire).

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Aviaria: in Italia situazione sotto controllo, criticità in Polonia e Ungheria

In Italia l’ultimo report relativo all’influenza aviaria segnalava, a partire da settembre 2024, 97 focolai tra gli uccelli selvatici, 56 per quanto riguarda il pollame domestico e 3 focolai tra i mammiferi. Negli ultimi mesi, da febbraio 2025, si è registrato un unico focolaio in un allevamento di polli in Piemonte, e 5 isolamenti in uccelli selvatici, tutti limitati al mese di febbraio.

Una situazione di fatto sotto controllo, frutto di un lavoro sinergico tra Ministeri, Istituti Zooprofilattici, autorità sanitarie competenti e comparto avicolo. Nel resto d’Europa le condizioni purtroppo non sono le stesse.

Sempre nel periodo ottobre 2024-marzo 2025, nel Vecchio Continente il totale dei focolai è salito a 1.500, di cui 934 tra gli uccelli selvatici e 566 tra gli allevamenti, in 34 Paesi diversi. Gli stati maggiormente colpiti sono Germania e Paesi Bassi, per i volatili selvatici, mentre Polonia e Ungheria per quanto riguarda gli allevamenti. Difficile anche la situazione negli Stati Uniti, dove la malattia si è diffusa anche tra i bovini con oltre un migliaio di focolai attivi. Qui il prezzo delle uova, per riflesso condizionato, è volato alle stelle.

“Queste situazioni di criticità – precisa Antonia Ricci, direttrice generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie dove ha sede il Laboratorio di referenza europeo per l’influenza aviaria – sono sicuramente allarmanti e da tenere sotto stretto monitoraggio. Dimostrano come questa sia una malattia molto pericolosa per gli animali e che si diffonde con una rapidità enorme.”“Se non si è pronti a mettere in atto misure di controllo e contenimento efficaci la malattia diventa ingovernabile. In Italia abbiamo – purtroppo – un’esperienza di molti anni in questo campo, che ci permette di intervenire prontamente, lavorando in collaborazione con il Ministero della Salute e le autorità regionali, e che ci ha fatto diventare un riferimento a livello internazionale, non solo per l’Europa ma anche per l’Organizzazione mondiale della salute animale (WOAH) e per la FAO. La prossima settimana un team di nostri esperti sarà proprio in Polonia per aiutare i colleghi polacchi a controllare la diffusione della malattia.”

“È fondamentale ricordare – continua Ricci – che non c’è nessun rischio di trasmissione del virus attraverso il consumo di carne e di uova. È un virus che può diventare potenzialmente pericoloso per l’uomo attraverso la trasmissione respiratoria ma ad oggi non abbiamo evidenza che questo salto di specie stia avvenendo.”“In Italia opera un’industria avicola molto sviluppata, moderna e autosufficiente Nel nostro paese produciamo più carne di pollo di quanta ne viene consumata e dunque non c’è l’esigenza di importare. L’industria avicola nel corso del tempo ha saputo rispondere alle numerose sfide dal punto di vista sanitario, per esempio riducendo drasticamente l’uso di antibiotici, diventando dunque un modello anche per gli altri Paesi.”

“Su mandato del Ministero della Salute e assieme al comparto industriale, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, agli Istituti Zooprofilattici e alle istituzioni sanitarie locali e regionali – conclude Ricci – stiamo lavorando a un piano strategico nazionale per il controllo dell’influenza aviaria che possa prevedere anche la vaccinazione come strumento di prevenzione, insieme a tutte le altre misure che abbiamo visto essere efficaci per il controllo della malattia.”

Fonte: servizio stampa Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezia

 

17-18 maggio, a Torri del Benaco (Verona) c’è la Festa dell’olio

Il 17 e 18 maggio a Torri del Benaco, sulla sponda veronese del lago di Garda, è di scena l’edizione di primavera della Festa dell’olio, organizzata dal Comune di Torri del Benaco in collaborazione con Slow Food del Veneto.

La giornata di sabato 17 maggio sarà dedicata all’approfondimento tecnico per gli olivicoltori, mentre domenica 18 maggio il porticciolo della cittadina rivierasca ospiterà una mostra mercato di alcuni dei migliori produttori di olio extravergine di oliva del Veneto, della Lombardia e del Trentino, oltre a laboratori di degustazione e lezioni di cucina. “È un passo importante verso la valorizzazione dei prodotti tipici dell’agricoltura e della gastronomia di Torri del Benaco, che viaggia in parallelo con il recente riconoscimento della nostra De.Co., la denominazione comunale” dice il sindaco Stefano Nicotra.

La rassegna si apre sabato 17 maggio, alle ore 10.30, presso l’auditorium della chiesa romanica di San Giovanni con la tavola rotonda dal titolo “Quale olivicoltura al servizio dell’ambiente?”. I relatori saranno Francesca Baldereschi, curatrice della “Guida agli Extravergini” di Slow Food, e i coordinatori regionali della guida per il Trentino, la Lombardia e il Veneto, Meri Ruggeri, Marco Antonucci e Mauro Pasquali. Al termine dell’incontro saranno premiati i produttori oleari delle tre regioni che abbiano ricevuto premi speciali da parte della guida. L’ingresso è libero.

Domenica 18 maggio, dalle 10.30 alle 18.30, la manifestazione si sposta nella piazzetta del porto di Torri del Benaco, presso la quale saranno allestiti gli stand di una ventina di produttori veneti, lombardi e trentini di oli di eccellenza, selezionati da Slow Food, che porteranno in assaggio anche altri prodotti agroalimentari di qualità, come vini, mieli e confetture. Accanto a loro, i produttori dei presìdi Slow Food del formaggio Monte Veronese di malga e del riso di Grumolo delle Abbadesse. Sempre sul molo, nell’area della Vela degli Olivi, Slow Food proporrà alcuni laboratori del gusto dedicati agli extravergini, che si alterneranno con i cooking show del cuoco torresano Isidoro Consolini, già stella Michelin, autore del volume “Olio: forme e aromi”. Saranno inoltre in degustazione alcuni prodotti tipici del lago di Garda e del monte Baldo abbinati con l’olio extravergine prodotto a Torri del Benaco.

Nella stessa giornata di domenica 18 maggio, in occasione della Giornata internazionale dei Musei, sarà possibile visitare gratuitamente il Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco, recentemente riaperto al pubblico dopo la pausa invernale, e in particolare la sua ricca collezione di frantoi antichi e di strumenti dell’olivicoltura tradizionale. In caso di pioggia, anche la mostra mercato e i laboratori di gastronomia si terranno nelle sale del Castello Scaligero.

Altra apertura eccezionale, domenica 18 maggio dalle ore 14.30 alle 17.30, è quella del piccolo frantoio settecentesco della contrada di Crero, con visita guidata da parte degli animatori del Ctg El Vissinel. Sempre a Crero, sarà possibile visitare un oliveto che contiene olivi plurisecolari della varietà autoctona Drizzar e delle ormai quasi estinte cultivar Trép, Fòrt, Ràsa e Favaróla. Alle 15.30, musica tra gli olivi di fronte alla chiesetta di San Siro. In entrambe le giornate, infine, i ristoranti e gli hotel di Torri del Benaco e delle frazioni di Albisano e Pai proporranno ai visitatori piatti tipici a base di olio extravergine di oliva.

Fonte: servizio stampa Festa dell’Olio di Torri del Benaco

A Vallevecchia (Venezia), prima schiusa di fratini, rara specie di uccelli

Bora, maltempo e poi la notizia lieta. Dopo le peripezie migratorie affrontate dai genitori, nella mattinata di lunedì 14 aprile scorso si sono schiuse le prime uova di fratino del 2025 sulla spiaggia di Vallevecchia (Venezia). Una nascita di cui è protagonista anche Veneto Agricoltura, che monitora e gestisce le nidificazioni di questa rara specie di uccello da ormai cinque anni.

Il progetto messo in piedi dall’Agenzia prevede la protezione dei nidi rinvenuti durante i monitoraggi attraverso l’istituzione di un’area di rispetto nell’intero spazio circostante e il posizionamento di una gabbia metallica che consente l’entrata e l’uscita dei genitori, evitando nel contempo la predazione delle uova da parte di altri animali. In questo modo, cova, schiusa e cura dei piccoli possono avvenire in condizioni ideali e così i fratini, minacciati, oltre che dai cambiamenti ambientali, anche dai cani lasciati liberi a scorrazzare nelle spiagge, riescono ad allontanare in tutta sicurezza la minaccia d’estinzione che ancora li riguarda.

I tre pulcini inanellati ieri a Vallevecchia rappresentano solo il primo segnale positivo del 2025: dalle attività di monitoraggio delle nidificazioni eseguite del personale di Veneto Agricoltura, assieme alla Polizia Metropolitana della Città di Venezia e ai volontari di Guardia Costiera Ausiliaria Delta Tagliamento, emerge che, a breve, altre buone nuove potrebbero giungere da un nido poco distante da quello oggetto della schiusa inaugurale. Un successo possibile anche grazie ai contributi decisivi del Comune di Caorle, che ha emesso un’ordinanza per recintare un tratto di spiaggia e aumentare le possibilità di sopravvivenza di uova e pulcini, e dei visitatori di Vallevecchia (e non solo), che, adottando semplici norme comportamentali, tra cui rimanere fermi in prossimità dei nidi, segnalare a Veneto Agricoltura quelli non protetti e tenere i cani al guinzaglio, facilitano in maniera considerevole la conservazione dei fratini negli habitat costieri del Veneto.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

Innovazione in vigna: tecnologie italiane per sostenere la filiera vitivinicola al tempo del cambiamento climatico

Con oltre 696.000 ettari di vigneti e una produzione stimata di 41 milioni di ettolitri nel 2024 (+7% rispetto al 2023)1, la filiera vitivinicola italiana si conferma un’importante leva strategica per l’economia nazionale. Ma dietro questi numeri positivi si nascondono sfide sempre più urgenti.

Il settore è infatti sotto pressione a causa degli effetti del cambiamento climatico e della necessità di rendere i processi produttivi più sostenibili. Il riscaldamento globale sta alterando tempi e modalità di coltivazione e, nei casi più estremi, compromettendo interi raccolti. Da una parte il riscaldamento globale sta modificando tempi e metodi di produzione e, in casi più estremi, danneggiando il raccolto. Dall’altra, periodi prolungati di siccità riducono la disponibilità d’acqua per le viti: in Abruzzo, Campania e Marche, le perdite produttive hanno superato il 40%2. Infine, eventi estremi fuori stagione, come geli, grandinate e nubifragi, rendono sempre più difficile pianificare la gestione agricola, compromettendo la qualità delle uve e incidendo sulla competitività del settore. Secondo recenti stime, il settore vitivinicolo italiano ha subito perdite superiori a 1 miliardo di euro3 solo nell’ultimo anno. In un contesto sempre più complesso, la ricerca e l’innovazione si confermano strumenti essenziali per garantire la resilienza e la sostenibilità dell’intera filiera.

Vigne 2.0: le tecnologie Made in Italy per salvaguardare il futuro del vino

Di fronte alle sfide globali, la risposta arriva proprio da due startup Made in Italy selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione AgriFoodtech della Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR, realizzato con il supporto di Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures – tra i principali acceleratori FoodTech a livello globale, nonché co-investitore e gestore operativo del programma.FoodSeed ha, infatti, scommesso su BeadRoots e Agreen Biosolutions, due realtà italiane impegnate a rivoluzionare la viticoltura con tecnologie sostenibili e innovative per combattere la crisi climatica e sostenere uno dei settori più iconici del Made in Italy.

BeadRoots: ottimizzazione dell’utilizzo di acqua nei vitigni

BeadRoots, startup biotecnologica con sede a Lecce, ha sviluppato polimeri superassorbenti di origine naturale in grado di migliorare la ritenzione idrica del suolo e rilasciare gradualmente l’acqua alle radici delle viti, contenendo l’evaporazione. Questa soluzione permette di ridurre il consumo idrico fino al 40%, aiutando i viticoltori a fronteggiare la sempre più frequente siccità. I polimeri, oltre ad essere 100% biodegradabili, contribuiscono inoltre al miglioramento della fertilità del suolo senza lasciare residui nocivi e stimolano la presenza di batteri benefici, con effetti positivi anche sulla produttività delle viti. I primi test su colture vitivinicole stanno dimostrando come gli idrogel possano rappresentare un alleato strategico nelle aree più colpite dalla siccità.

Agreen Biosolutions: oli ozonizzati per una viticoltura sostenibile

Agreen Biosolutions con sede a Udine, ha invece ideatp OZ.ON, un innovativo olio ozonizzato che aumenta del 30% la resistenza delle piante agli stress climatici e potenzia le loro difese naturali contro parassiti e malattie. Questa tecnologia permette di ridurre fino al 50% l’uso di pesticidi chimici, offrendo un’alternativa più sostenibile per i viticoltori e migliorando la qualità delle uve senza impattare negativamente sull’ambiente. Un prodotto biostimolante, che agisce sia in fase preventiva che curativa e offre una risposta concreta alle richieste europee in termini di riduzione dell’impatto ambientale. Grazie a OZ.ON, i viticoltori possono oggi proteggere le proprie coltivazioni in modo efficace, sostenibile e competitivo anche dal punto di vista economico.

Fonte: servizio stampa Eatable Adventure

La tecnologia al servizio delle api

Le api rappresentano un pilastro essenziale dell’equilibrio ecologico e della produttività agricola. È un dato ormai acquisito nel mondo agricolo che circa il 75% delle piante da fiore e più del 30% delle colture globali dipendano, almeno in parte, dall’impollinazione animale, soprattutto quella effettuata dalle api. Frutta, ortaggi, foraggi e molte colture strategiche come mele, mandorle o pomodori non potrebbero esistere, o lo farebbero con estrema difficoltà, senza il loro contributo. Ma il ruolo delle api va ben oltre la produttività: sono custodi silenziose della biodiversità e della salute dell’ambiente.

Negli ultimi decenni, però, questo equilibrio è stato messo seriamente a rischio da una molteplicità di fattori: cambiamenti climatici, inquinamento, perdita di habitat, nuove malattie. La protezione delle api è diventata quindi un’urgenza concreta, non solo per la salvaguardia ambientale, ma anche per la sopravvivenza di interi settori produttivi. In questo contesto si inserisce un’iniziativa ambiziosa e lungimirante, frutto della collaborazione tra Co.Di.Pr.A. Trento (Consorzio di Difesa dei Produttori Agricoli della Provincia di Trento), Melixa, ITAS Mutua, Agriduemila Hub Innovation, Rurall e Agririsk.

Le realtà coinvolte hanno siglato un accordo di sperimentazione per una polizza collettiva contro la mancata produzione di miele, basato sull’introduzione delle “arnie digitali” Melixa. “L’accordo prevede la fornitura gratuita, per tutto il 2025, di arnie digitali a una selezione di apicoltori che aderiscono alla polizza per la mancata produzione di miele attivata in collaborazione con ITAS Mutua – ha spiegato Alessandro Zorer, responsabile ricerca e sviluppo di Melixa. Le arnie, dotate di bilancia ad alta sensibilità e sensori ambientali, consentono un monitoraggio continuo e in tempo reale dell’attività delle colonie di api. Questi strumenti permettono non solo di rilevare con precisione eventuali cali produttivi, ma anche di comprendere in profondità i fattori che influenzano la salute degli alveari e la resa del miele”. Il progetto ha già riscosso notevole successo tra gli apicoltori soci del Consorzio che hanno potuto conoscere in anteprima le potenzialità di questa sperimentazione grazie ad un incontro organizzato presso la sede di Co.Di.Pr.A. a Trento.

Agriduemila Hub Innovation e Rurall cureranno la raccolta e la gestione dei dati attraverso una piattaforma dedicata, mentre Melixa si occuperà della fornitura e del supporto tecnico degli strumenti. Agririsk faciliterà l’adesione al progetto e il processo autorizzativo per l’uso dei dati. Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dall’analisi scientifica dei dati raccolti: Co.Di.Pr.A. e ITAS Mutua, insieme agli altri partner, si impegnano a definire una metodologia rigorosa per valutare le perdite produttive e, di conseguenza, migliorare l’efficacia della copertura assicurativa.

Se i risultati della sperimentazione si riveleranno solidi e coerenti, i dati raccolti potrebbero essere integrati nella polizza collettiva già a partire dalla campagna assicurativa 2026, segnando un’evoluzione significativa nel modo in cui si proteggono gli apicoltori dai rischi legati al clima e ad altri fattori critici.

Dietro questa sperimentazione c’è una visione più ampia, che vuole integrare le tecnologie digitali nelle pratiche agricole per affrontare in modo più consapevole e resiliente le sfide ambientali e produttive. L’arnia digitale di Melixa, alimentata da pannelli solari e gestibile da remoto via app o portale web, è un esempio concreto di come l’innovazione possa diventare alleata della sostenibilità. Progettata in Italia, consente di ottimizzare la gestione degli apiari, ridurre i costi e anticipare criticità grazie a un sistema modulare e adattabile. A testimonianza della sinergia tra tecnologia e sviluppo sostenibile, Agriduemila Hub Innovation ha recentemente acquisito una quota del capitale di Melixa, rafforzando così un progetto industriale che guarda con determinazione alla transizione ecologica e alla valorizzazione delle filiere locali.

La collaborazione punta ad affermare un nuovo modello di apicoltura, intelligente e responsabile, in grado di rispondere alle esigenze del territorio ma anche alle sfide globali. L’interpretazione dei dati consentirà di sviluppare sistemi di conoscenza ambientale e di sostenibilità. “L’introduzione delle arnie digitali nel contesto assicurativo – ha evidenziato Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. – rappresenta un cambio di paradigma: da una gestione del rischio basata su stime generiche, si passa a un modello più preciso, trasparente e personalizzato, fondato su dati oggettivi e misurabili. È un’opportunità unica per migliorare la competitività delle imprese agricole, tutelare la biodiversità e promuovere un’agricoltura sempre più attenta alle dinamiche ambientali.

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

Merano (Bolzano) e i giardini di Trauttmansdorff

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Fino al 9 novembre 2025 sono aperti ai visitatori i Giardini di Castel Trauttmansdorff e il Touriseum, un vero splendore floreale e di esperienze naturalistiche da visitare. In primavera i Giardini di Castel Trauttmansdorff, situati alla periferia orientale di Merano (Bolzano), sono una delle mete escursionistiche più amate dell’Alto Adige.

I giardini sono in piena fioritura e spuntano a ogni angolo tulipani, narcisi, corone imperiali, ranuncoli e papaveri islandesi.

L’aria è piena di profumi diversi. Oltre alle rose, in primavera, migliaia di giacinti sprigionano il loro profumo dolce e inebriante. Gli alberi di limoni e aranci fioriscono e tutto prende vita.
I Giardini di Trauttmansdorff  invitano a conoscere la flora del nostro pianeta. Intorno al Laghetto delle Ninfee, cuore dei Giardini di Castel Trautmansdorff, su una superficie di 12 ettari si possono ammirare oltre 80 tipologie di giardini provenienti da tutto il mondo. Una visita da non perdere è la mostra “International Garden Photographer of the Year (IGPOTY)”, che presenta straordinarie fotografie a tema naturalistico e le innumerevoli bellezze dei giardini. In estate si tengono le “Garden Nights”, concerti estivi all’aperto con musicisti e band internazionali. Da giugno ad agosto, è possibile gustare un aperitivo al Palm Café.

L’ampia zona naturalistica è suddivisa in quattro aree tematiche

Sul lato nord del castello si estendono i “Boschi del Mondo”, con esemplari tipici di conifere provenienti dal Nord America e dall’Asia orientale; “I Giardini del Sole” sono caratterizzati da un’atmosfera mediterranea con agrumi, cipressi, salvia e altre piante aromatiche; Lungo il corso di un ruscello artificiale, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano i caratteristici “Paesaggi dell’Alto Adige”, con boschetti situati lungo corsi d’acqua, un bosco ripariale con ontani e salici, seguito poi, dalla tipica vegetazione palustre, a tife e canneto; infine, ci sono i “Giardini Acquatici e Terrazzati” per conoscere le diverse architetture dei Giardini europei con il grande laghetto delle ninfee dove  immacolati fiori di Loto e un fitto palmento costeggia la riva. Qui in primavera fioriscono camelie e azalee sotto le oltre 200 palme da canapa. I Giardini di Trauttmansdorff sono un mondo da scoprire per tutta la famiglia, presentando numerose attrazioni, come una spettacolare piattaforma panoramica, il “Mondo sotterraneo botanico” e il “Giardino degli Innamorati”.

È possibile prenotare delle visite guidate, tra l’altro all’insegna dell’Imperatrice, con il titolo “Confidenze su Sissi” oppure “Udienza con Sissi”

L’Imperatrice Sissi trascorse due volte le sue vacanze a Castel Trauttmansdorff, nei mesi invernali del 1870/71 e del 1889/90, dando così un impulso al turismo in tutta la regione dell’Alto Adige. Nel Castello ci sono tre sale dedicate all’Imperatrice con reperti originali. Il Castello di Trauttmansdorff ospita dal 2003 anche il Touriseum, il Museo Provinciale del Turismo dell’Alto Adige. Il Touriseum è il primo museo in tutto l’arco alpino dedicato esclusivamente alla storia del turismo, dai primi e complessi viaggi nella regione alpina al turismo diffuso dei giorni nostri.
Con le mostre “Il futuro del viaggio” ad aprile e “Boom ’70” a giugno, il Touriseum getta uno sguardo sul futuro e sul passato. Ulteriori info: www.trauttmansdorff.it   http://www.touriseum.it

Fonte: servizio stampa Giardini di Trauttmansdorff