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L’Asiago celebra il decennale della Dop con il premio “Turismo 2017” per la diffusione del nome Asiago nel mondo

Il Consorzio di tutela Asiago Dop è stato insignito dal comune di Asiago del premio “Turismo 2017” a riconoscimento dello sforzo fatto per la diffusione del nome Asiago nel mondo. Non c’era modo migliore per festeggiare i dieci anni da quando è stata riconosciuta, prima DOP europea, l’Asiago Prodotto della Montagna.

Tutela della biodiversità. Il percorso di valorizzazione del legame tra il prodotto e il suo territorio, che ha impegnato produttori e Consorzio di tutela, ha portato, dal 2006 ad oggi, un graduale aumento del numero di malghe e di caseifici che producono questa specialità arrivate a rappresentare il 32% sul totale delle aziende produttrici, con una produzione che, nel solo triennio 2013-2016, è passata dalle 37.292 forme del 2013 alle 61.038 forme del 2016, segnando un +63%. “La sinergia tra prodotto d’origine e territorio è sempre più occasione unica e inimitabile di promozione e valorizzazione del genius loci. Su questa strada, il Consorzio ha lavorato negli ultimi dieci anni per mantenere viva la produzione dell’alpeggio estivo e per diffondere e valorizzare il nome di Asiago e del suo prodotto più tipico, il formaggio, in Italia e all’estero. E’ questa una grande opportunità per tutti di cui prendere consapevolezza agendo uniti”, ha affermato il presidente del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Asiago Dop

 

 

Dal 9 al 17 settembre 2017 digiuno a staffetta in nome del Cansiglio

Radio Gamma 5, insieme alle associazioni ambientaliste Ecoistituto del Veneto, Mountain Wilderness del Veneto, WWF, Legambiente, Lipu, propongono da oggi un digiuno a staffetta a coloro che hanno a cuore l’integrità dell’Antica Foresta, il Cansiglio.

Il digiuno inizia stamattina alle ore 10 a Venezia, in occasione della conferenza stampa indetta dagli organizzatori in campo San Tomà, nei pressi della Giunta regionale e della Scoletta dei Calegheri. L’astinenza a staffetta si concluderà con una grande Festa-Raduno in Cansiglio domenica 17 settembre dalle ore 9.30.

La motivazione alla base del digiuno sta nel timore che il Cansiglio possa essere “svenduto” dalla Regione Veneto, che ne ha la gestione, con privatizzazioni che metterebbero a rischio la foresta e la riserva naturale. In particolare, il problema inizia con il quarto bando regionale, promulgato dopo le gare andate deserte per la vendita dell’ex albergo San Marco in Pian Cansiglio. Se anche questa gara andrà deserta, la Regione potrà procedere alla sua vendita con trattativa privata o cederlo al comune di Tambre (nel quale ricade).

Esiste un’offerta di ristrutturazione non presa in considerazione dalla Regione. Gli organizzatori dell’iniziativa ritengono che la vendita dell’ex San Marco potrebbe essere “il grimaldello attraverso cui la Regione aprirebbe la porta ad una lunga serie di privatizzazioni o cessioni in Cansiglio e in altre importati parti di demanio regionale come il campo da golf, l’albergo Sant’Osvaldo, le aziende zootecniche, gli agriturismi, i pascoli e, naturalmente, la foresta. Gli organizzatori rivelano che un imprenditore, da oltre due anni, manifesta l’intenzione di ristrutturare a proprie spese l‘ex hotel San Marco in cambio di una concessione in affitto per qualche decina d’anni per poi restituirlo alla Regione, ma che quest’ultima non ha preso in considerazione l’offerta. Perché?

Ad iniziare il digiuno, sarà Toio de Savorgnani, premio Argav 2016. “Ribadiamo tutti insieme il nostro no a questa scelta della Regione Veneto poiché, se si rompesse il principio dell’inalienabilità del Cansiglio, anche per una sua piccola parte, poi anche tutto il resto sarebbe in pericolo”, affermano gli organizzatori del digiuno a staffetta, che seguirà queste modalità di esecuzione: sabato 9 settembre ore 10.00 inizio digiuno di Toio de Savorgnani (premio Argav 2016) e Michele Boato insieme a tutte le persone disponibili; il digiuno proseguirà a staffetta (uno o più giorni a testa) fino al mattino di domenica 17, con l’inizio del raduno in Pian Cansiglio alle ore 9.30 al parcheggio davanti al ristorante Genziana verso Casa Vallorch. Alle ore 10.00 ci sarà l’escursione nella Foresta con partenza da Casa Vallorch ai villaggi cimbri e lungo i sentieri naturalistici nel bosco. Alle ore 13.00 pranzo e musica nei pressi di Casa Vallorch, alle ore 16.00 visita ai grandi alberi, con spostamento in auto e breve camminata.

“Il Cansiglio non è in vendita”. Durante la settimana di digiuno, Michele Boato e Toio de Savorgnani saranno presenti in Cansiglio nel piazzale del Rifugio S. Osvaldo, dalle 10.30 alle 16 circa, nelle giornate di domenica 10, martedì 12 e giovedì 14. Chi vuole portare solidarietà sarà il benvenuto (cercare lo striscione esposto Cansiglio non è vendita). Allo steso modo, gli organizzatori invitano a partecipare al digiuno, anche solo per un giorno, comunicando l’adesione e la giornata di digiuno a micheleboato@tin.it oppure a toiodesavorgnani@virgilio.it. In questo modo, si potrà far conoscere di giorno in giorno quanti sostengono l’iniziativa e chi digiunerà durante la settimana (si dovrà specificare nella mail se si potrà divulgare il nome o se si preferisce mantenere l’anonimato, ma entrare nella somma di persone che stanno digiunando).

Fonte: “Il Cansiglio non è in vendita”

Influenza aviaria in Veneto, dal tavolo di crisi proposte per indennizzi e investimenti in biosicurezza. L’epidemia avvenuta tra il 2016/17 la più grave mai registrata in Europa: da giugno 2017, partito un progetto internazionale di ricerca a cui partecipa l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Revisione della normativa igienico-sanitaria, indennizzi anche indiretti per i periodi di “fermo” obbligatorio, aiuti per investire negli allevamenti e sostenere delocalizzazioni e misure di biosicurezza, nuove regole urbanistiche per gli stabilimenti della filiera avicola: sono le proposte formulate dai rappresentanti delle imprese e delle categorie economiche del settore avicolo in merito all’emergenza aviaria, al tavolo di crisi convocato nei giorni scorsi dagli assessori regionali all’Agricoltura e alla Sanità.

Azione di pressing su Governo. “La Regione Veneto, con l’aiuto dei rappresentanti delle associazioni professionali di settore, metterà ora a punto un pacchetto di richieste che condividerò martedì prossimo 12 settembre a Milano, con i colleghi della Regioni Lombardia ed Emilia Romagna e della provincia autonoma di Trento. L’obiettivo è coordinare le richieste delle maggiori regioni produttrici per fare pressing sul governo al fine di ottenere adeguate misure in favore dell’industria avicola. Il Veneto è leader in Italia nella produzione di polli e tacchini e quindici anni di focolai di influenza aviaria rischiano di mettere in crisi il potenziale produttivo e occupazionale dell’intera filiera”, spiega in una nota il titolare del referato per l’Agricoltura e il settore primario.

La situazione. Nel corso del 2017 la Regione Veneto è stata interessata da 16 focolai e 18 abbattimenti preventivi, che hanno comportato l’eliminazione di oltre 254 mila capi (per l’85% tacchini) in particolar modo nella Bassa Veronese (che produce il 70% della carne di tacchino e il 50% della carne di pollo), nella Bassa Padovana, nel Polesine, e nel Veneziano. Per i danni diretti (indennizzo degli animali e spese operative/connesse) sono stati sinora corrisposti 2.638.145,11 euro; sono in arrivoulteriori indennizzi per un milione e 300 mila euro.

Aiuti a chi innova. “L’istituzione regionale è pronta a fare la propria parte – ha detto l’assessore all’Agricoltura – e siamo già al lavoro per individuare una specifica misura nel Programma di sviluppo rurale che renda disponibili fondi comunitari per le imprese avicole che investano in biosicurezza e in nuove tecniche di allevamento. Il budget ipotizzabile per questo tipo di misura ammonta a 5 milioni di euro”. Quanto al sistema sanitario regionale (al quale fanno capo la sicurezza alimentare e veterinaria), l’assessore di comparto ha assicurato la massima disponibilità a recepire le richieste di adeguamento normativo formulate da associazioni e categorie, già a partire dalla prossima legge di semplificazione attualmente al vaglio del Consiglio regionale.

Riguardo la lotta all’influenza aviaria, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie informa che lo scorso 1 giugno è partito il progetto di ricerca internazionale DELTA-FLU, che ha l’obiettivo di chiarire “le dinamiche dell’influenza aviaria in un mondo che cambia”. Il progetto, finanziato per 5 anni dall’Unione Europea, sarà realizzato da un consorzio internazionale di 10 istituti di ricerca, tra i quali, per l’Italia, l’IZSVe. A coordinare il progetto sarà l’Istituto Friederich-Loeffler (FLI, Germania), mentre il co-coordinatore sarà l’ERASMUS University Medical Center (EMC, Rotterdam). Gli altri partner del progetto sono: Secretary of state for environment, food and rural affairs (DEFRA-APHA, Regno Unito), Universität Gent (UGENT, Belgio), Roslin Institute, University of Edinburgh (UEDIN, Scozia), Linnaeus University (LNU, Svezia), University of Hong Kong (UHK, Hong Kong), Southeast Poultry Research Laboratory, (SEPRL, Stati Uniti), Canadian Food Inspection Agency (CFIA, Canada).

La ricerca. I virus che causano l’influenza aviaria subiscono in modo naturale cambiamenti rapidi e costanti, determinando in tutto il mondo epidemie devastanti negli uccelli selvatici e nel pollame domestico. L’ultima epidemia, causata dal virus H5N8, avvenuta tra il 2016/17, è stata la più grave mai registrata in Europa. I partner del progetto DELTA-FLU condurranno delle ricerche sui meccanismi di questi patogeni nel pollame ed in altri ospiti, nonché su fattori correlati agli ospiti e all’ambiente che sono cruciali per la loro replicazione e diffusione. Una miglior comprensione di questi aspetti è essenziale per la progettazione di strategie efficaci per la diagnostica, la prevenzione e il controllo della malattia. Verranno effettuate delle sperimentazioni con polli, anatre, topi e furetti, che forniranno indicazioni sulla patogenicità della malattia in diverse specie animali ospite. Saranno condotte indagini sulla stabilità dei virus nell’ambiente e sulla loro attività tramite le proteine codificate dall’ospite (enzimi), nonché sulla reazione immunitaria del rispettivo ospite e le capacità di resistenza del virus. Inoltre il consorzio DELTA-FLU condurrà studi su altri temi chiave della ricerca sull’influenza aviaria, come: i meccanismi con i quali i virus dell’influenza aviaria del pollame si mantengono nella popolazione di uccelli selvatici, e possono quindi diffondersi nelle lunghe distanze; i fattori rilevanti per l’introduzione dei virus dell’influenza aviaria nelle aziende di pollame domestico; il ruolo svolto dai suini in una possibile trasmissione dei virus all’uomo.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Istituto Zooprofilattico delle Venezie

 

 

9 e 10 settembre 2017, due mattinate dedicate all’agricoltura biologica e al gusto della dolcezza al Festival della Politica a Mestre (VE)

Inizia oggi a Mestre (VE) per terminare il 10 settembre, il Festival della Politica, organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani in collaborazione con il comune di Venezia. Giunto alla settima edizione, il Festival, il cui tema quest’anno è la crisi internazionale e il “disordine globale” che stiamo vivendo, rappresenta un appuntamento ormai consolidato, animato dai protagonisti del panorama culturale italiano. Tra gli argomenti che saranno discussi, ci saranno due mattinate dedicate alla cultura enogastronomica italiana, organizzate in piazzetta Battisti, dalle ore 11.30, in collaborazione con il Master in “Filosofia del Cibo e del Vino” dell’Università San Raffaele.

9 settembre, “L’agricoltura biologica, non solo un certificato, ma uno stile di coltivazione e di vita”. Il comparto del biologico in Italia fa registrare numeri da record: 1,5 milioni di ettari coltivati a bio. più di 60.000 aziende agricole bio, oltre 8.000 imprese di trasformazione, 250.000 addetti, un valore di 3 miliardi di euro, crescita media di mercato, dal 2010 ad oggi, dell’11%. In questo contesto, la Camera dei Deputati ha approvato  il 2 maggio scorso la nuova legge sull’agricoltura biologica (attende ora l’approvazione del Senato), che s’intitola “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”. Il testo della legge recita, “affinché l’agricoltura biologica venga valorizzata, nell’interesse dei consumatori e dei produttori, in modo adeguato alla crescente rilevanza che assume per l’economia rurale italiana e per lo sviluppo di produzioni di qualità, rispettose dell’ambiente e delle risorse naturali”. Si tratta, quindi, di una legge tendente a far uscire l’agricoltura biologica dall’idea che sia solo un “certificato”, elevandola a stile di vita, a sano modello di interazione uomo/natura. Trattasi infatti di una cornice normativa che può peraltro concretamente trasformare le scelte a tavola di ognuno di noi, cioè il mangiare, in “atto agricolo” per salvaguardare la fertilità dei suoli. A discuterne, saranno Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario del Testo unico sull’agricoltura biologica, Carlo Favaro, direttore del Consorzio Vini Venezia e promotore del Biodistretto Vini Venezia, Daniele Piccinin, titolare de Le Carline e presidente del Biodistretto veneto, Andrea Rigoni, amministratore delegato Rigoni di Asiago, Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì. A coordinare la discussione, sarà Gianni Moriani, Master in Filosofia del Cibo e del Vino, Università Vita-Salute San Raffaele Milano.

10 settembre, “Il gusto della dolcezza”. Questa mattinata sarà invece animata dal dialogo tra due famosi pasticceri, Dario Loison, direttore dell’omonima pasticceria e Giancarlo Perbellini, della Dolce Locanda di Verona. A coordinare gli interventi, sarà sempre il professor Gianni Moriani.

Fonte: Master in Filosofia del Cibo e del Vino Università Vita-Salute San Raffaele Milano/Consorzio Vini Venezia

 

 

 

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Vendemmia e nuovi voucher, flop annunciato, in campagna si ricorre ai contratti a tempo determinato

I nuovi voucher hanno dato il colpo di grazia ad uno strumento nato per far fronte alle necessità del settore primario e invece stravolto nel corso degli anni. In occasione della vendemmia e dell’avvio della stagione della raccolta di prodotti ortofrutticoli le aziende agricole hanno scelto di abbandonare i voucher e reclutare il personale necessario con le assunzioni a tempo determinato, con tutto ciò che comporta in termini di aggravio di costi e di ulteriori adempimenti. A confermarlo è Coldiretti, che in queste settimane sta fornendo alle imprese del settore primario l’assistenza necessaria per procedere in tempi rapidi alle assunzioni e consentire in questo modo il regolare svolgimento del lavoro in campagna.

Uno strumento abusato, ma non dal comparto agricolo. “Un uso poco responsabile dei voucher da parte di settori economici ben diversi dall’agricoltura ha costretto ad una riforma che di fatto ha cancellato questo strumento che se correttamente usato aveva i suoi pregi”, afferma in una nota Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova. L’agricoltura è stata il settore che ne ha fatto un uso assai ridotto, senza mai abusarne, limitato appunto alla specificità delle raccolte stagionali (nella provincia di Padova su oltre 3 milioni di voucher venduti lo scorso anno l’agricoltura ne ha usati poco più di 30 mila, pari all’1 per cento).

A decretare il fallimento dei nuovi voucher le limitazioni iniziali all’accesso portale dell’INPS, il limite dei 6.666 euro l’anno per utilizzatore, una somma un po’ bassa per aziende agricole che in particolari periodi hanno bisogno di parecchie persone in campagna. A questo si aggiunge l’importo minimo di 4 ore al giorno da riconoscere al lavoratore, senza tenere conto della variabilità del meteo che potrebbe costringere a riduzioni improvvise.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

L’imprenditoria in rosa in Veneto guarda al mondo bio, l’11 settembre apre a Thiene (VI) il decimo punto vendita Biosapori, nato 32 anni fa da un’idea di un’imprenditrice veneta

Biosapori di Villorba

La collega giornalista socia Argav Serena Aversano ci rende partecipi in qualità di ufficio stampa di  Biosapori, marchio di supermercati specializzati nella vendita di prodotti biologici in Veneto, del fatto che il prossimo 11 settembre aprirà al pubblico il decimo negozio a Thiene (in Via delle Arti 3),  in provincia di Vicenza. Il taglio del nastro ufficiale sarà sabato 23 settembre (in occasione dell’inaugurazione, dal 21 al 23 settembre sarà praticato uno sconto del 15% sulla spesa).

Biosapori di Vicenza

Obiettivo, garantire prezzi di vendita equi per consumatori e produttori. Il supermercato di Thiene si unisce ai precedenti punti vendita Biosapori – che offrono una ricca selezione di oltre 20.000 referenze tra alimenti biologici, biodinamici, rimedi fitoterapici e cosmetici bio – e che si trovano a Vicenza, Bassano del Grappa, San Giuseppe di Cassola, Treviso, Castelfranco Veneto, Villorba, Castagnole di Paese e Noventa Padovana. “Il nostro obiettivo è quello di fare cultura nel mondo del biologico attraverso un percorso quotidiano di selezione verso ciascun prodotto che proponiamo, supportando allo stesso tempo i piccoli agricoltori e le economie locali. Rendiamo i nostri clienti consapevoli del valore dell’agricoltura biologica e biodinamica e del ruolo chiave della sana alimentazione per un corretto stile di vita”, afferma Adriana Cazzin, fondatrice dell’azienda. Che, 32 anni fa, partendo da un piccolo pastificio artigianale a cui seguì dieci anni dopo una gastronomia specializzata in nuove referenze, ha creato una realtà imprenditoriale di grande valore economico per il territorio, con oltre 130 dipendenti (età media 28 anni).

 

 

Erogazioni contributi in agricoltura, Regione Veneto conferma buone capacità amministrative

ll Veneto si conferma la prima Regione in Italia nell’avanzamento di spesa del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), contenuta nel Report del secondo Trimestre 2017 diffuso dalla Rete Rurale Nazionale, che monitora le performance di erogazione dei contributi pubblici dei PSR di ogni Regione.

47 bandi, circa 20 mila le domande di sostegno finanziate. Finora i bandi emessi sono stati in totale 47, 9 dei quali aperti o in corso di istruttoria in questi giorni. Le domande di sostegno finanziate dalle diverse misure sono state poco meno di 20.000.

Secondo ente in Italia per velocità di pagamento. Inoltre, Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, risulta essere tra i migliori pagatori in Italia per velocità di liquidazione ai fornitori. Lo stabilisce la classifica del Ministero dell’Economia dei Top 500 dei migliori pagatori: AVEPA con 1.018 fatture per un totale di 11.390.353,23 euro pagati, si è posizionata immediatamente alle spalle della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (con 16.760 fatture per un totale di 39.542.644,58 euro pagati).

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

6 settembre 2017, direttivo Argav al circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Mercoledì 6 settembre 2017 dalle ore 18.30 si terrà nella sede del circolo di campagna Wigwam Arzarello di Piove di Sacco (PD) il drettivo Argav con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, congresso assemblea Argav, candidature per rinnovo cariche direttivo, prossime attività, varie ed eventuali.

Prevenzione e vigilanza contro gli scarichi abusivi nei fiumi, Regione poco reattiva secondo il vice presidente della Commissione Ambiente regionale

“Quest’estate c’è stata una vera e propria strage di pesci da Treviso a Padova per cause spesso ignote. La Regione ha il dovere di proteggere le risorse idriche e l’ittiofauna del Veneto, adottando misure di prevenzione e vigilanza. I troppi episodi accaduti nelle ultime settimane dimostrano invece che non si sta facendo abbastanza”. Ad affermarlo è il consigliere regionale, vice presidente della Commissione Ambiente, Andrea Zanoni che, sulla questione ha presentato un’interrogazione urgente.
I casi nel Trevigiano. Spiega in una nota Zanoni: “A fine luglio c’è stata una morìa di trote in un’azienda ittica di Roverbasso, nel comune di Codognè, in provincia di Treviso, ben sessanta quintali di pesce, con ovvie e pesanti ripercussioni economiche. I vigili del fuoco hanno installato una barriera assorbente all’imbocco del Resteggia, che ‘rifornisce’ l’allevamento, per bloccare l’eventuale fonte di inquinamento. I tecnici dell’Arpav hanno eseguito dei prelievi a campione nelle vasche dell’allevamento e a monte del fiume, mentre i carabinieri hanno avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità. Nella stessa zona, a pochi di chilometri di distanza, si era già verificata una situazione analoga, in un allevamento a Tempio di Ormelle, con 60mila trote, circa 300 quintali, morte”.
I casi in provincia di Padova. “È invece più recente – prosegue Zanoni – quanto accaduto lungo il fiume Tergola, tra le località Codiverno nel comune di Vigonza e la frazione di Reschigliano, a Campodarsego, in provincia di Padova: anche in questo caso, una morìa di pesci con segnalazioni dei residenti ‘allertati’ dagli odori nauseabondi causati dalla decomposizione. L’Enpa ha sollecitato l’intervento di Arpav per scoprire le cause della nuova strage. E un ennesimo episodio è stato rilevato sempre in provincia di Padova, a Solesino, nel canale-scolo Degora Rotella. Questi casi rappresentano solo la punta dell’iceberg, perché troppo spesso non arrivano neanche le segnalazioni alle autorità competenti”.
I “furbetti” dello scarico abusivo. “La Regione – concude il consigliere – ha il dovere di dare risposte ai cittadini e si deve attivare per salvaguardare le risorse idriche e la biodiversità dei corsi d’acqua del territorio. Perciò deve dirci quali accertamenti sono stati effettuati sia da Arpav che dalle Ulss competenti, per individuare le cause e gli eventuali responsabili. Da questo punto di vista, però, la Giunta non brilla per tempismo e sensibilità, visto che il primo giugno scorso ho presentato un’interrogazione sull’inquinamento dei corsi d’acqua di Vedelago, che confluiscono nel Sile, con un’ingente formazione di schiuma e la conseguente morìa di centinaia pesci. Sto ancora aspettando una risposta, anche se l’Arpav mi ha fatto sapere che la causa sarebbe lo scarico abusivo dei reflui provenienti dalla pulizia e lavaggio di griglie per la cottura di carni argentine di una azienda locale”.
Fonte: Consiglio Regionale Veneto

Omnibus agricolo, semplificazione della Pac (e non solo) nel mirino. A metà ottobre 2017, Veneto Agricoltura organizzerà un incontro in vista del termine della discussione tra Consiglio e Commissione europei.

Paolo De Castro

Iniziati ai primi di luglio, i negoziati sulla parte agricola del Regolamento Omnibus, presieduti dal primo vice presidente Paolo De Castro, correlatore insieme al collega Albert Dess del parere del Parlamento europeo, si annunciano ambiziosi per contenuti e obiettivi. “Il Regolamento Omnibus rappresenta un’importante
opportunità per semplificare alcune problematiche che i nostri agricoltori hanno riscontrato nei primi tre anni di applicazione della PAC 2014-2020 – ha detto al riguardo De Castro – ma soprattutto rappresenta molto probabilmente l’unico atto legislativo dove poter intervenire sulla PAC”.

Rischio esclusione della parte agricoal dall’accordo finale. “La proposta del Parlamento – prosegue l’europarlamentare – si attiene a tre obiettivi principali: la semplificazione delle procedure, il rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi e il miglioramento delle misure di mercato. L’Europarlamento, pur condividendo largamente la proposta del Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan, havoluto essere più ambizioso della Commissione cercando di ottenere dei risultati in più per gli agricoltori europei. Al momento, la posizione del Consiglio non è ancora definita ma ci auguriamo possa convergere sulla posizione del Parlamento europeo. Speriamo sia possibile avere uno spirito collaborativo e costruttivo durante tutta la fase negoziale al fine di non rischiare che gli sforzi fatti finora per raggiungere un risultato che semplifichi e migliori l’applicazione della PAC per i nostri agricoltori, possano essere vanificati con un’esclusione della parte agricola della proposta dall’accordo finale. In questo senso, voglio ricordare che non ci sarà alcun accordo se non sarà completato il negoziato su tutti e quattro gli articoli riguardanti i quattro atti di base della PAC”.

In cosa consiste il Regolamento Omnibus agricolo oggetto di discussione in questi mesi tra le Istituzioni europee? Vediamo, in sintesi, i punti salienti. Il 10 aprile di quest’anno il Comitato speciale Agricoltura (CSA) ha annunciato la sua posizione sulla parte agricola della proposta che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’UE, il cosiddetto Regolamento Omnibus. In linea con la proposta della Commissione, la posizione del Consiglio punta a semplificare ulteriormente la Politica Agricola Comune (PAC) apportando una serie di miglioramenti tecnici ai quattro Regolamenti della stessa PAC, vale a dire: i Pagamenti diretti, lo Sviluppo rurale, l’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) e il Regolamento orizzontale. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore all’inizio del 2018.

Elementi confermati dal CSA. Il CSA ha confermato la maggior parte degli elementi della proposta della Commissione, quali lo strumento di stabilizzazione del reddito (la soglia che innesca tale meccanismo viene abbassata e parte ora dal 20% del calo di reddito); si introduce inoltre uno strumento specifico per settore; gli agricoltori in attività (la relativa condizione è resa facoltativa per gli Stati membri); gli strumenti finanziari (se ne promuove l’uso attenuando le norme applicabili); i produttori nel settore ortofrutticolo (le procedure per concedere un aiuto finanziario nazionale vengono semplificate); la disciplina finanziaria (si semplifica la procedura, che d’ora in poi sarà gestita unicamente dalla Commissione).

Differenze Consiglio/Commissione. La posizione del Consiglio diverge dalla proposta della Commissione per quanto riguarda: il pascolo permanente (si prevedono modifiche supplementari al regime dei pagamenti diretti, così da concedere agli Stati Membri una maggiore flessibilità nell’applicazione nazionale dell’obbligo corrispondente); il regime per i Giovani agricoltori (mentre nel Regolamento sullo Sviluppo rurale la flessibilità proposta è mantenuta, in quello sui Pagamenti diretti si è preferito fissare norme stabili per gli agricoltori); il sostegno accoppiato facoltativo (viene aggiunta la possibilità di eseguire una revisione annuale); la regola del 50/50 (il Consiglio ha respinto la proposta della Commissione di eliminare la cosiddetta “regola del 50/50” per la condivisione dei pagamenti irregolari non recuperabili).

Prossime tappe: in arrivo anche un incontro promosso da Veneto Agricoltura. I triloghi tra la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti della Commissione e del Parlamento (i cui obiettivi, come sottolinea l’on. De Castro, sono più ambiziosi rispetto a quanto ha osato l’Esecutivo) si concluderanno nel prossimo mese di ottobre. Segnaliamo che proprio nella seconda metà di ottobre, Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) sul tema dell’Omnibus agricolo un focus che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle Istituzioni europee, nazionali e locali, dell’Università, delle Organizzazioni agricole e dei produttori.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa