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Educazione alimentare. Figli dipendenti da energy drink e merendine, l’82% delle famiglie chiede aiuto

L’82% delle famiglie chiede un piano pubblico per salvaguardare la salute dei propri figli, sempre più dipendenti da energy drinks, merendine e cibi ultra-trasformati, una vera e propria dipendenza che crea enormi pericoli per il loro sviluppo. Un grido d’allarme da parte dei genitori che vedono fallire il ricorso a divieti o altre forme di coercizione proprio mentre si levano più forti gli allarmi del mondo medico scientifico. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti/Censis presentato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione tenutosi a Roma lo scorso 29 novembre.

Il progetto Semi’insegni

Una battaglia sostenuta da sempre da Coldiretti, che è impegnata a promuovere nelle scuole il progetto Educazione alla Campagna Amica, un percorso educativo che in Veneto prende il titolo di “Semi’nsegni” che dal 2003 ad oggi coinvolge ogni anno 20mila studenti degli istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli per valorizzare i fondamenti della Dieta Mediterranea e fermare così il consumo del cosiddetto junk food che mette a rischio la salute e fa aumentare l’obesità, come sostenuto unanimemente dalla scienza medica. Un cibo fatto in laboratorio che, entrando sempre più prepotentemente nelle abitudini alimentari quotidiane, fa inevitabilmente da apripista a quello artificiale. “Un fenomeno, quello degli ultra-trasformati, che va combattuto – sottolinea Coldiretti Veneto – aumentando le ore di educazione alimentare nelle scuole e mettendo in campo campagne di sensibilizzazione per far conoscere i pericoli associati all’assunzione sistematica e continuativa di cibi ultra-trasformati, come chiesto dai genitori italiani. Un passo decisivo sarebbe la definizione di forme di etichettatura per evidenziare che un determinato prodotto appartiene alla categoria degli ultra-trasformati”.

Cibi ultraprocessati da vietare anche nelle mense scolastiche
e nei distributori automatici, limitandone anche la pubblicità

Ma l’utilizzo di questi prodotti va anche vietato nelle mense scolastiche e nei distributori automatici diffusi negli edifici pubblici, a partire proprio dalle scuole, con precisi limiti anche alla pubblicità, seguendo l’esempio del Regno Unito che ha vietato le fasce orarie di maggiore esposizione per bambini e adolescenti. “E del fatto che i propri figli appena possono scelgono cibi ultra-trasformati se ne è reso conto quasi un genitore su due (48%). E non sembrano funzionare i divieti, una strada scelta dal 37% di famiglie – secondo Coldiretti/Censis – che hanno imposto ai bambini di non mangiare merendine, caramelle, bibite gassate e junk food di vario tipo, anche dinanzi alle sempre più chiare evidenze scientifiche sui rischi ad essi collegati”. Dinanzi al sostanziale fallimento di politiche coercitive non sorprende, dunque, che oltre otto famiglie su dieci pensino che sarebbe importante attivare una grande campagna, dalla scuola al web, rivolta ai ragazzi sul tema dell’educazione al mangiare bene. Riconoscere di aver bisogno di un aiuto esterno per il raggiungimento di tale obiettivo, è un chiaro segnale dell’importanza che attribuiscono all’insegnamento di una buona educazione alimentare, considerandolo un dovere imprescindibile.

Il Giardino Salvi di Vicenza candidato a diventare “luogo del cuore” Fai, un invito a votarlo

Giardino Salvi VicenzaLa Biblioteca internazionale La Vigna invita a votare il Giardino Salvi, cuore verde di Vicenza, tra “I luoghi del cuore” Fai (Fondo ambiente italiano). Si tratta di uno storico parco dai monumenti simbolo – la Loggia Valmarana, la Longhena e l’ex Fiera – che si trova tra stazione, corso Palladio e corso Fogazzaro, e che merita di tornare a essere un luogo sicuro e vivibile per tutti. Partecipare al censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fai e da Intesa Sanpaolo, è un’occasione per garantire interventi concreti di recupero e valorizzazione del Giardino. Il progetto della Delegazione Fai di Vicenza prevede spazi accoglienti per socializzare, leggere, sorseggiare un caffè, come nei parchi delle grandi città, riportando vita e sicurezza nell’area. Si può votare a questo link.

Descrizione del luogo

Voluto dal nobile Giacomo Valmarana verso la metà del’50  come “luogo di delizie” a fianco della sua dimora, il Giardino Salvi è un piccolo polmone elegante, luogo ricco di storia circondato da gioielli architettonici, numerosissime sono le testimonianze letterarie e iconografiche che evidenziano la sua importanza per la città di Vicenza. Nel 1591 vi viene costruita, forse da Leonardo Valmarana, la “Loggia palladiana”, spazio deputato alla gioia e alla spensieratezza. Nel 1592 il Giardino, aperto anche al pubblico e ai visitatori, appare come un luogo suggestivo, ricco di piante, una conigliera, uccelli variopinti e tartarughe. Per poi accrescerne il valore aristocratico, Luigi e Massimiliano Valmarana commissionano a Baldassarre Longhena, sul lato nord del Giardino, la Loggetta, destinata ad accogliere dotte riunioni accademiche. Passato in eredità ai fratelli Salvi nel 1813, il Giardino subisce numerose variazioni e diversi sono gli interventi che mirano al miglioramento del patrimonio di fiori e piante, anche con la costruzione di una serra calda. Nel 1878 il Comune di Vicenza ne diviene proprietario, nel 1897 viene abbattuto il muro di cinta verso corso SS Felice e Fortunato e il Giardino viene reso visibile anche dall’esterno per essere aperto definitivamente al pubblico nel 1907. Nel corso del XX secolo mantiene la sua struttura ottocentesca, ma vengono aggiunte numerose sculture, che lo rendono luogo della memoria e spazio espositivo per mostre d’arte e artigianato. Non è un caso che proprio qui, tra il 1947- 1948, vengano edificati, su proposta del neonato Ente Fiera ad opera dell’architetto Sergio Ortolani, i padiglioni per l’Esposizione della Fiera Campionaria, che, trasferita poi in zona industriale negli anni ’70, fa perdere a questo spazio la vitalità e il desiderio di goderlo appieno. 

Fonte: Biblioteca internazionale La Vigna

Monselice (Padova). Sabato 7 dicembre la premiazione dell’entomologo Lorenzo Furlan premio Argav 2024, premio speciale all’imprenditore Remo Pedon

E’ il sandonatese Lorenzo Furlan, dirigente di Veneto Agricoltura, ma soprattutto scienziato ed entomologo di fama internazionale, il Premio Argav 2024, indicato dal Consiglio direttivo Argav fra le personalità che, con la loro attività, danno lustro al Veneto. Il Premio sarà consegnato nel corso di una semplice cerimonia, che si terrà sabato 7 dicembre prossimo, alle ore 12.00, nel salone del ristorante Villa Contarini, a Monselice (Padova).

Premio speciale

Nell’occasione sarà anche attribuito un Premio speciale all’imprenditore vicentino, Remo Pedon, per i 40 anni dell’omonimo gruppo alimentare ed il suo impegno filantropico.

COP29: l’Ue presenta una tabella di marcia con i partner per raggiungere l’obiettivo collettivo di ridurre le emissioni di metano di almeno il 30%

BandiereBruxelles

In occasione della COP29 di Baku, in Azerbaigian, la Commissione europea in collaborazione con i paesi partner, l’Agenzia internazionale per l’energia e diverse Ong, ha presentato la Methane Abatement Partnership Roadmap, una nuova tabella di marcia per accelerare ulteriormente la riduzione delle emissioni  di metano associate alla produzione e al consumo di energia fossile. Wopke Hoekstra, Commissario Ue per l’Azione per il clima, ha dichiarato: “Ridurre le emissioni di metano provenienti dal settore dell’energia è un risultato facile da raggiungere per l’azione per il clima. Ha senso dal punto di vista economico perché contribuisce a rafforzare la sicurezza energetica riducendo nel contempo le emissioni. La tabella di marcia mostra la via da seguire per promuovere la cooperazione tra i paesi importatori e i paesi esportatori. Per l’Ue è chiaro: saremo in grado di affrontare efficacemente le emissioni di metano solo se collaboriamo in tutte le catene di approvvigionamento globali, con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti”.

Le azioni da intraprendere

Nell’ambito dell’impegno mondiale sul metano, varato da Ue e Stati Uniti, oltre 150 paesi perseguono ora l’obiettivo collettivo di ridurre le emissioni antropogeniche globali di metano di almeno il 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020. La nuova tabella di marcia definisce una serie di azioni concrete da intraprendere, tra cui un solido sistema di monitoraggio, comunicazione e verifica basato sui principi dell’Oil and Gas Methane Partnership 2.0 (OGMP 2.0) e un piano di progetto per ridurre le emissioni dei beni esistenti, completo di un calendario preciso, di un piano di investimenti e del fabbisogno di risorse umane. Tali partenariati sono stati annunciati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen in occasione della COP28 di Dubai e si basano sulla dichiarazione comune degli importatori e degli esportatori di energia sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra provenienti dai combustibili fossili firmata da Unione europea, Stati Uniti, Giappone, Canada, Norvegia e Singapore in occasione della COP27. A seguito dell’avvio della tabella di marcia, i primi esempi di attuazione del partenariato saranno presentati in occasione della COP30 in Brasile.

Fonte: Rappresentanza Ue in Italia

Stasera al teatro La Fenice di Venezia l’anteprima nazionale de “Il respiro dell’acqua”, a cura di Andrea Vettoretti. Fra i testimonial sul palco, il presidente Argav Fabrizio Stelluto

Sarà la sala Apollinea grande del teatro La Fenice di Venezia a ospitare stasera, mercoledì 4 dicembre, alle ore 20.00, l’anteprima del nuovo progetto del chitarrista trevigiano Andrea Vettoretti: “Il Respiro dell’Acqua”. I biglietti sono acquistabili a teatro, è comunque consigliata la prenotazione gratuita telefonando al numero dedicato 320 0517000  oppure inviando una email a festival@musikrooms.com

Un viaggio poetico e musicale, che celebra la connessione profonda
tra l’uomo e il primo elemento di vita

Ogni brano (l’uscita dell’album è prevista a fine 2025) si ispira a un’immagine idrica: la danza della pioggia, la forza dei fiumi, l’immensità degli oceani, la purezza delle sorgenti. Andrea Vettoretti, direttore artistico del Festival delle Due Città Treviso-Venezia, mette da tempo la sua musica (l’album Rain uscì nel 2015) a servizio dell’impegno per la tutela delle risorse del Pianeta. Per questo a fargli da testimonial sul palco saranno Lorenzo Furlan, scienziato considerato uno degli entomologi più influenti al mondo e dirigente di Veneto Agricoltura; Eriberto Eulisse, direttore del Global Network of Water Museums; Fabrizio Stelluto, presidente Argav e vicepresidente vicario di Unarga (Unione Nazionale Associazioni Regionali  Giornalisti Agroambientali).

La serata-evento a Venezia

Il concerto, che gode anche del patrocinio RAI, è un viaggio musicale che unisce due progetti artistici di grande profondità: il nuovo lavoro “Il Respiro dell’Acqua” sarà, infatti, accompagnato dall’esecuzione di brani da “Q1-Quantum One”, il precedente lavoro dedicato all’Universo e al futuro della Terra. Attraverso composizioni come “Sound from Stars” e “Serendipity”, il pubblico sarà trasportato in un viaggio tra le stelle, dove la musica diventa un ponte tra l’infinitamente grande e l’intimità delle emozioni umane: un invito alla riflessione sul nostro rapporto con la natura e l’equilibrio del mondo, che ci circonda. A conclusione del Festival Chitarristico Internazionale delle Due Città 2024, l’esibizione rappresenta un incontro tra il macrocosmo celeste e il microcosmo terrestre, celebrando la bellezza e la fragilità del nostro pianeta.

Fonte: servizio stampa Andrea Vettoretti

Agromafie, in Veneto un progetto regionale per promuovere la legalità

IMG-20241126-WA0031“Quello di Coldiretti è un impegno costante per la legalità a tutela di tutti, agricoltori e consumatori. A livello nazionale opera l’Osservatorio Agromafie con un progettualità territoriale che proprio in Veneto ha favorito la programmazione di azioni mirate che continuano a coinvolgere enti ed istituzioni nel comune obiettivo di promuovere la trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare”. E’ quanto è stato puntualizzato a Verona nei giorni scorsi in occasione del convegno organizzato da Unioncamere e Regione del Veneto dal titolo:”Come studiare le mafie: analisi interdisciplinare” a cui ha partecipato Alberto Bertin dell’area legislativa di Coldiretti Veneto portando uno spaccato della realtà del settore primario.

La mafia arriva a controllare intere catene di supermercati e ristoranti

L’attività intrapresa con il coordinamento del comitato scientifico dell’Osservatorio stesso insieme all’ex Ispettorato Interregionale del lavoro, ai carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare, al nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia, all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Nord-est ha permesso la realizzazione di studi e ricerche sulla realtà regionale e soprattutto una capillare promozione nelle scuole di ogni grado e ordine di interventi per favorire comportamenti attenti e virtuosi di fronte ai segnali della presenza confermata di un sistema malavitoso anche in Veneto. “Le infiltrazioni mafiose  compromettono la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del Made in Italy nel mondo – ha spiegato Bertin riportando il quadro generale raccolto nei dossier. Le mafie nelle campagne operano attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, pratiche commerciali sleali, caporalato, truffe nei confronti dell’Unione europea fino al controllo di intere catene di supermercati e ristoranti con un business criminale stimato – secondo Coldiretti – in oltre 24,5 miliardi di euro”.

Cibo settore di investimento della malavita

“Il cibo – ha ricordato Carlo Salvan presidente di Coldiretti Veneto che recentemente ha partecipato all’audizione in 4^ commissione consiliare  –  è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana delle persone. È fondamentale conoscere le criticità che possono toccare l’agroalimentare sotto il profilo delle illegalità e della criminalità; altrettanto importante è però prevenire le condizioni che possono esporre le aziende agricole a questi fenomeni – conclude Salvan –  è necessario quindi garantire l’equa distribuzione del valore sugli attori della filiera, a partire dal produttore, e creare politiche attive che consentano alle imprese di non trovarsi in difficoltà ad esempio nel reperimento della manodopera, che spesso è straniera e senza possibilità di trovare banalmente un alloggio dove abitare”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

14-16 dicembre, a Santa Lucia di Piave (Treviso) c’è la Fiera internazionale dell’agricoltura con la mostra dei bachi da seta e di piante di gelso

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La tradizionale Fiera dell’agricoltura di Santa Lucia di Piave (Treviso) si terrà dal 14 al 16 dicembre 2024, evento che affonda le sue radici in una tradizione millenaria. Anche quest’anno Veneto Agricoltura sarà presente con lo stand Casa Veneto in collaborazione con Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

Bachi e gelsi

Domenica 15 dicembre, lo stand vedrà l’animazione della Rete Bachicoltura Setica con l’osservazione dei bachi da seta e gelsi. Si avrà l’occasione di toccare con mano i bruchi ed i bozzoli, osservarli da vicino e scoprire le diversità delle varie razze. Saranno presenti anche le piante di gelso, unico nutrimento per il baco da seta, ed illustrate le caratteristiche della pianta e l’importanza che ricopre per la crescita della larva. Sarà in esposizione anche il kit di allevamento del baco da seta per invitare i docenti e gli alunni a sperimentare l’allevamento a scuola.

Fonte: Veneto Agricoltura

29 novembre, a Vipiteno (Bolzano) inizia il Natale delle campane (con mostra di quelle utilizzate in agricoltura)

Dal 29 novembre 2024 al 6 gennaio 2025 le vie del centro di Vipiteno (Bolzano) si illuminano per il Mercatino di Natale e le campane risuonano per il borgo medievale. Durante il periodo natalizio il centro si trasforma con il Mercatino di Natale in piazza Città. Il tema sono le campane, che risuonano dalla Torre delle Dodici che domina sul centro città addobbato a festa e dove è stato installato un carillon. Le campane scandiscono le giornate dell’Avvento mentre le vie del centro medievale si arricchiscono con le decorazioni natalizie, le bancarelle, le luci, il profumo del vin brûlé e dei dolci tipici, come i Zelten o lo Strudel, appena sfornati. Quello di Vipiteno è uno dei cinque mercatini di Natale originali dell’Alto Adige (gli altri sono Merano, Bolzano, Bressanone, Brunico).

Il carillon sulla Torre delle Dodici

La Torre delle Dodici che svetta sul centro medievale di Vipiteno è Il centro gravitazionale attorno a cui ruotano tutte le attività del Mercatino di Natale. Proprio su questa struttura in pietra del XV secolo, alta 46 metri e che divide Città Vecchia da Città Nuova, è stato montato un carillon con 25 campane realizzate dall’azienda austriaca Grassmayr. Da qui viene scandito il tempo dei mercatini con il carillon che suona dal lunedì al sabato alle ore 17 e la domenica alle ore 12. Ma gli appuntamenti clou sono per il sabato alle ore 17 e la domenica alle ore 12 quando piazza Città verrà avvolta da un suono ancora più armonioso con la musica dal vivo proposta da varie bande musicali che si aggiungerà al suono del carillon.

La via delle campane

La Città Vecchia di Vipiteno, all’interno del centro storico, durante il periodo dell’Avvento si trasforma nella “Via delle Campane”. In un piccolo museo dedicato si potrà scoprire la varietà delle campane utilizzate in agricoltura, mentre gli artigiani locali mostrano i loro prodotti realizzati a mano con amore e passione. Qui si potrà anche visitare una mostra di presepi.

La campana dei desideri a Monte Cavallo

In cima al Monte Cavallo, la montagna di casa per i vipitenesi, si può trovare una campana speciale: ognuno avrà la possibilità di suonare la “campana dei desideri”. Proprio sul Monte Cavallo si sviluppa il comprensorio sciistico di Vipiteno. La ski area è di dimensione contenute ma modernissima, ricca di servizi, con eccellenti piste per ogni livello. È raggiungibile direttamente dalla città con la nuova cabinovia del Monte Cavallo, inaugurata a dicembre 2022. Lo stesso impianto serve anche la pista da slittino illuminata e innevata più lunga d’Italia..

Orari d’apertura del mercatino di Natale Vipiteno

Dal 29 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025: tutti giorni dalle ore 10.00 – 19.00, 28 novembre dalle ore 17.00 – 19.00, 24 dicembre dalle ore 10.00 – 17.00 • 25 dicembre – apertura ridotta. Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato: www.mercatinonatalizio-vipiteno.com

Fonte e credits foto: servizio stampa Società cooperativa turistica Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens

Corte dei conti europea: le etichette degli alimenti possono trarre in inganno il consumatore Ue

etichette

I consumatori possono facilmente perdersi in un labirinto di etichette degli alimenti, mentre queste dovrebbero aiutare le persone a prendere decisioni consapevoli al momento dell’acquisto, avverte la Corte dei conti europea in una relazione pubblicata lo scorso 25 novembre, aggiungendo che i consumatori europei sono esposti a un numero crescente di indicazioni, loghi, slogan, etichette e punteggi che possono non solo creare confusione, ma anche risultare fuorvianti.

Fornire informazioni sul contenuto e sulle proprietà degli alimenti

Le etichette spesso sono invece utilizzate per rendere i prodotti più attraenti, sottolineandone presunti benefici, come il fatto di essere salutari, biologici o senza glutine. Le norme dell’Ue prevedono che le etichette forniscano ai consumatori alcune informazioni di base, il che è certo un buon punto di partenza. La Corte ha però rilevato una serie di lacune preoccupanti nella normativa, nonché problemi per quanto riguarda i controlli e le sanzioni pecuniarie. “Invece di fare chiarezza le etichette degli alimenti creano spesso confusione: esistono centinaia di regimi, loghi e indicazioni che il consumatore deve saper decifrare”, ha dichiarato Keit Pentus-Rosimannus, il responsabile dell’audio per la Corte dei conti europea. “Le imprese sanno essere molto creative su cosa riportare sugli imballaggi e le norme dell’Ue non stanno al passo con un mercato in continua evoluzione: circa 450 milioni di consumatori europei sono quindi indifesi di fronte a messaggi volontariamente o involontariamente fuorvianti”.

Informazioni ingannevoli

Il problema è che le lacune della normativa Ue possono lasciare i consumatori in balia di informazioni ingannevoli. Ad esempio, le norme europee permettono l’utilizzo di indicazioni nutrizionali e sulla salute anche per prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e/o sale, il che fa sì che alimenti dolci, come le barrette energetiche, possono essere pubblicizzate evidenziando l’“alto contenuto di proteine”. Analogamente, i consumatori sono sempre più esposti a indicazioni sulla salute non regolamentate relative a sostanze vegetali o “botaniche” (come “contribuisce al recupero energetico” o “migliora le prestazioni fisiche”) anche se non sono suffragate da prove scientifiche. Alcuni consumatori potrebbero persino subire effetti negativi sulla salute. I soggetti con allergie alimentari potrebbero essere esposti a etichette sugli allergeni eccessivamente prudenti e a dichiarazioni vaghe, come “può contenere”, vedendo così limitata la loro scelta di prodotti. I vegetariani e i vegani devono prestare particolare attenzione: sui prodotti a loro destinati sono apposte etichette il cui uso non è regolamentato e non esiste una definizione valida in tutta l’Ue.

Educare i consumatori non considerata una priorità

L’etichettatura nutrizionale fronte pacco, come Nutri-Score, non è armonizzata a livello Ue e i portatori d’interessi europei non hanno trovato un accordo sul sistema di etichettatura da utilizzare. Tuttavia, la standardizzazione delle norme può aiutare i consumatori a individuare le scelte alimentari più sane e, potenzialmente, a prevenire malattie legate all’alimentazione. Invece, la coesistenza di molteplici regimi nei paesi dell’Ue, ognuno con diversi significati e finalità, ha praticamente l’effetto opposto: crea confusione piuttosto che orientare i consumatori. A ciò si aggiunge il crescente numero di etichette, loghi e indicazioni volontarie utilizzati per attirare i consumatori. Tra questi, le cosiddette “etichette pulite” che segnalano l’assenza di determinati elementi (ad esempio, “senza antibiotici”) e qualità non certificate (come “fresco” e “naturale”), ma anche la gran varietà di asserzioni ambientali che non sono altro che un esempio di ambientalismo di facciata (greenwashing). Le norme Ue attuali non sono purtroppo in grado di arginare tali pratiche, constata la Corte. Nonostante tali carenze, la Corte ha riscontrato che educare i consumatori non sembra essere considerata una priorità. L’Ue ha destinato solo circa 5,5 milioni di euro alle campagne di sensibilizzazione sull’etichettatura degli alimenti dal 2021 al 2025, e le campagne d’informazione per i consumatori condotte dagli Stati membri sono sporadiche. Ad esempio, l’indicazione della data sulle confezioni, seppur obbligatoria, è scarsamente compresa dai consumatori, che sono confusi sul significato e sulle implicazioni delle diciture “da consumare entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.

Controlli

Le imprese del settore alimentare possono approfittare delle debolezze dei controlli e del sistema sanzionatorio. I controlli in genere funzionano bene per gli elementi obbligatori dell’etichettatura degli alimenti, mentre sono pochi o inesistenti per le informazioni volontarie, come le indicazioni nutrizionali e sulla salute, o sulle vendite di prodotti alimentari online (che sono esplose a partire dalla pandemia), con siti Internet al di fuori dell’UE quasi impossibili da controllare. In caso di violazioni, a giudizio della Corte le sanzioni pecuniarie non sono sempre dissuasive, efficaci o proporzionate.

Fonte: servizio stampa Corte dei conti europei

26 novembre, a Pramaggiore (Venezia) alle 17 l’incontro Spirito di-vino moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto

In un tempo dove la banalizzazione dei prodotti appare un atteggiamento comune, è necessario riscoprire l’intrinseco valore culturale (ambientale, sociale, economico…) di ciò che usiamo ogni giorno come il vino, che da sempre accompagna la nostra tavola e la nostra storia; In quest’ottica si pone Spirito di-vino, un incontro aperto, che si terrà oggi, martedì 26 novembre, alle ore 17.00, nei locali della Mostra Nazionale Vini a Pramaggiore, nel Veneziano.

Interventi

Interverranno Gabriella Chiellino (IMQeambiente), che parlerà dell’Ecologia Integrale quale percorso per una conversione ecologica e Cristina Santinon (Comunità monastica di Marango) sul tema “Vite e vino tra simbologia e spiritualità”; è previsto anche un intervento di Paolo Corbini, dell’Associazione Città del Vino, che riunisce tutti i comuni caratterizzati dall’impronta vitivinicola. Coordinerà Fabrizio Stelluto, presidente Argav (Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari di Veneto e Trentino Alto Adige). Questo incontro concluderà una serie di seminari aventi come focus la vitivinicoltura e inquadrati all’interno di un progetto denominato “Masterplan del Vino”, voluto e promosso da Regione del Veneto, Conferenza dei Sindaci della Venezia Orientale, VeGAL e Comune di Pramaggiore. Un primo incontro era stato dedicato alla rendicontazione della sostenibilità aziendale per l’impresa vitivinicola, mentre un secondo convegno si è incentrato sulle prassi di sostenibilità nella filiera del vino. Il “filo rosso”, che collega questi interventi è la continua riflessione sulla sostenibilità, sottolineando quello che vuole essere il focus del “Masterplan del Vino” della Venezia Orientale: rafforzare il legame tra buone prassi, buon prodotto e buon territorio per un’utile ed efficace promozione.