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Prima segnalazione in Europa di Circovirus suino di tipo 2e

Circovirus suino

Una collaborazione tra il Laboratorio patologia e benessere della specie suina dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e il Dipartimento di medicina animale, produzioni e salute dell’Università di Padova ha portato alla prima segnalazione di Circovirus suino di tipo 2e (PCV-2e) in Europa.

Questa variante del virus, identificata in campioni prelevati da un allevamento veneto, finora era stata rilevata solo in Asia e Nord America. La scoperta è stata quindi pubblicata nella rivista scientifica internazionale The Veterinary Journal. Il Circovirus suino di tipo 2 (PCV-2) è un agente patogeno diffuso in tutto il mondo che può determinare nei suini diverse condizioni cliniche che rientrano nel quadro denominato Porcine Circovirus Disease (PCVD), causando gravi perdite economiche per gli allevatori del settore. Ad oggi la circolazione di PCV-2 in allevamento determina prevalentemente forme subcliniche, che non dovrebbero comunque essere trascurate in quanto associate a una diminuzione della produttività degli animali.

PCV-2 è un virus a DNA circolare a filamento singolo, con un genoma di circa 1.7 kb. Attualmente sono riconosciuti 8 genotipi (PCV-2a-h), di cui solo tre (PCV-2a, -2b, -2d) hanno dimostrato di avere una distribuzione a livello mondiale, mentre gli altri sono stati segnalati occasionalmente. L’elevata variabilità del virus ha spinto a mettere in discussione l’efficacia dei vaccini in uso verso le varianti più recenti, e aumentato l’interesse di veterinari e allevatori per l’identificazione del genotipo virale circolante in azienda. Il rilevamento di PCV-2e da parte dei ricercatori della sezione di Pordenone dell’IZSVe e dell’Università di Padova nasce proprio dalla richiesta di genotipizzare alcuni virus isolati da campioni prelevati in un allevamento suinicolo del Veneto. I suini controllati non presentavano sintomi suggestivi di PCVD e il ritrovamento è stato accidentale, ma ciò non significa che il virus sia innocuo per gli animali. Bisogna tenere infatti in considerazione che PCV-2e è il più diverso tra i genotipi di PCV-2 e presenta un fenotipo distinto, al punto che già in passato sono stati espressi dubbi sull’efficacia dei vaccini disponibili contro questa variante.

Anon bisogna abbassare la guardia.  Questo aspetto si aggiunge l’identificazione di stipiti virali appartenenti al più comune genotipo PCV-2d in campioni prelevati dallo stesso allevamento, effettuata in seguito ad ulteriori approfondimenti diagnostici. Ciò ha confermato la contemporanea diffusione nell’allevamento di due genotipi: un fattore che può non solo aggravare la sintomatologia negli animali, ma anche rendere possibili fenomeni di ricombinazione in caso di coinfezione, favorendo ulteriormente l’incremento della variabilità di PCV-2. Di conseguenza, anche se l’assenza di sintomatologia clinica è un aspetto favorevole, non bisogna abbassare la guardia dato che la PCVD è caratterizzata da una patogenesi multifattoriale. Per questo i ricercatori raccomandano di alzare la soglia di attenzione nella sorveglianza sulla possibile circolazione del genotipo PCV-2e in Italia e in Europa, non potendo escludere una sua più vasta diffusione.

Fonte: IZSVe


Rovigo, malattie del grano monitorate con una app 

centralina installata sul Delta del Po

Nel Delta del Po una app consentirà di monitorare in tempo le principali malattie fungine del grano tenero, consentendo di eseguire trattamenti fitosanitari mirati e ridotti. Il tutto grazie a una rete di sei stazioni agrometeorologiche, già collocate nei punti strategici del territorio, che forniranno dati meteo costantemente aggiornati su temperature e umidità dell’aria, pluviometro e bagnatura foliare.

E’ l’obiettivo raggiunto dal progetto Smart-Pest 4.0, mirato alla razionalizzazione dei fitofarmaci nella coltivazione del frumento e alla prevenzione di inquinamenti puntiformi sui terreni e nelle acque superficiali. A presentare il bilancio Confagricoltura Rovigo, che ha promosso il progetto con il cofinanziamento del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, in collaborazione con Horta, piattaforma che si occupa di ricerca e innovazione, Polaris (azienda polesana rifiuti speciali) e la cooperativa Terre del Delta, che conta circa 500 aziende tra associate e clienti nel campo dei seminativi e delle leguminose.

Dopo due anni di sperimentazione è stato messo a punto un modello integrato che consentirà agli agricoltori di ottimizzare i trattamenti sulle colture cerealicole in ragione di una serie di variabilità meteo-climatiche, registrate dalle centraline, e di ridurre inoltre i residui dei trattamenti presenti nelle attrezzature da diserbo con dei protocolli efficaci, sicuri e in linea con gli obiettivi ambientali previsti dal Pan, il piano per l’uso sostenibile dei prodotti fitasanitari. A trasmettere i dati agli agricoltori sarà un dss (sistema di supporto alle decisioni) semplificato, in pratica una app, che fornirà informazioni preziose per la gestione della coltura e dei trattamenti di difesa. Potrà anticipare, ad esempio, l’insorgenza di sintomi di ruggine gialla, ruggine bruna, septoriosi, oidio e fusariosi della spiga, e fonrie indicazioni sul rischio di insorgenza della micotossina deossinivalenolo.

Il progetto è stato approvato dalla Regione Veneto – ha spiegato Massimo Chiarelli, direttore di Confagricoltura Rovigo – e siamo fieri del risultato, perché è un modello che porterà a ridurre i fitofarmaci in un territorio delicato come il Delta del Po e potrà, inoltre, essere replicato in altre parti d’Italia. Le sei capannine meteo serviranno tutto il territorio e la app grano.net verrà messa a disposizione degli agricoltori gratuitamente per un anno. Importante anche il lavoro che abbiamo fatto sulla gestione  delle acque di lavaggio delle attrezzature da diserbo per la prevenzione di inquinamenti puntiformi, con valutazioni economiche e ragionamenti su percorsi collettivi che possono rendere sostenibili i costi”. Le aziende che hanno ospitato le stazioni della rete meteo sono Uccellatori, Ca’ Pisani e Ca’ Tiepolo, che conducono una superficie agricola prevalentemente cerealicola di 1.300 ettari tra Corbola, Taglio di Po, Porto Viro e Porto Tolle, e le aziende Pennisi, Beltrame e Raniero socie della cooperativa Terre del Delta. E’ solo l’inizio di un percorso che ci vede sempre dalla parte della ricerca e della sperimentazione, perché solo così possiamo raccogliere dati e indirizzi al di là di posizioni ideologiche – ha detto Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo -. I nostri associati sono i primi a voler ridurre i prodotti chimici, avvalendosi di strumenti innovativi, e ringraziamo tutte le aziende che hanno reso possibile questo progetto. Vogliamo sfatare la credenza che gli agricoltori siano degli inquinatori, dimostrando la nostra attenzione per il territorio e l’ambiente. Prossimamente  inizieremo la sperimentazione su altre colture”. Gli fa eco Ercole Zanellati, presidente della cooperativa Terre del Delta: “Siamo la coop agricola più grande del territorio e abbiamo a cuore quello che è un habitat unico, con un’enorme ricchezza ambientale. Divulgheremo questo progetto a tutte le aziende, affinché possano avvalersi dei migliori strumenti per la prevenzione delle malattie e la riduzione dei trattamenti”.

Monitoraggio. Matteo Ruggeri, coordinatore della filiera cereali di Horta, ha chiarito come con la app, dal cellulare, si possa accedere velocemente e facilmente a tutti i dati, con risultati tangibili. “Abbiamo constatato che, con le primavere asciutte e secche degli scorsi anni, è bastato un solo trattamento in fase di fioritura e spigatura. E probabilmente sarà così anche quest’anno”. Per quanto riguarda il lavaggio degli atomizzatori per la riduzione dell’inquinamento puntiforme, l’agronomo Gianluca Carraro ha illustrato i dati molto positivi sulle tecniche messe in campo sia per gestire le “soluzioni sporche”, sia per minimizzare gli sprechi di acqua. Dati confermati da Marco Leone, responsabile tecnico d’impianto stoccaggio rifiuti speciali di Polaris,  secondo il quale bisogna andare nella direzione di recuperare materie prime e risorse idriche, riutilizzando come in questo caso l’acqua per successivi lavaggi delle attrezzature”. Andrea Bimbatti, presidente dell’azienda, ha rimarcato che “verranno offerti costi calmierati alle aziende agricole per lo smaltimento dei reflui”.  

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

I Colli Euganei a Vinitaly 2022, tra degustazioni e pubblicazioni sulla biodiversità

uva colli euganei

Anche sui Colli Euganei, in provincia di Padova, i produttori del territorio, capitanati dal Consorzio Vini Euganei. si preparano a sbarcare alla 54^ edizione di Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile a Veronafiere. Oltre alla collettiva ospitata presso lo stand del Consorzio, che conta circa venti aziende tra coespositori e aziende a bancone, ci sono poi molte altre realtà euganee presenti in fiera, chi con proprio stand, chi ospite di altre aggregazioni per un totale di quasi 40 aziende.

Degustazioni guidate. “La partecipazione in presenza al salone internazionale del vino e dei distillati è un’opportunità che i Colli Euganei non vogliono perdere – commenta il presidente del Consorzio Marco Calaon – Dopo il blocco agli eventi imposto dall’emergenza sanitaria, ora i vignaioli e i brand tornano in campo per raccontare una storia fatta di cura, tempo e territorio, ma anche per fare business approfittando della presenza di ospiti e buyers internazionali alla fiera”. Per dare voce alle peculiarità di un territorio vocato alla viticoltura, sono in programma due degustazioni guidate da Francesco Saverio Russo, blogger e comunicatore del vino, ospitate nello stand del Consorzio (PAD 5, STAND E7). La prima – lunedì 11 aprile alle 11 – è dedicata ai bianchi e rivela “L’armonica aromaticità del Moscato Secco nei Colli Euganei come espressione contemporanea di territorio“; la seconda – martedì 12 aprile alle 15 – gioca di rosso e invita a scoprire “Il Merlot come traduttore d’eccellenza delle macroaree dei Colli Euganei“. (I posti sono limitati – info e prenotazioni whatsapp 345.7064681).

Oltre alle degustazioni, un appuntamento di tenore accademico completa il programma; lunedì pomeriggio è prevista la presentazione della pubblicazione a firma della neonata Associazione Graspo: “Biodiversità viticola, vitigni del passato per i vini del futuro”, un compendio sulle vecchie varietà presenti nel Veneto con un focus nel padovano. L’associazione ha raccolto e selezionato una notevole quantità di tipologie di uva, patrimonio originario e originale dei territori Veneti, con profili organolettici preziosi nell’ottica del contrastare le conseguenze del riscaldamento climatico in viticoltura. “Sui Colli Euganei la viticoltura ha contribuito a plasmare il territorio, integrandosi con boschi e prati nativi, questa riscoperta delle vecchie varietà, da parte sia della ricerca scientifica che da parte delle aziende, è di nuovo il segnale che la rotta euganea viaggia decisa sul binario della sostenibilità” conclude Calaon.

Fonte: Consorzio Vini Euganei

Da UE il via alla semina di altri 200mila ettari in Italia, oltre 12 mila in Veneto. Coldiretti: “Sì a import ma senza pericoli per la salute”.

 

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Dall’Unione Europea arriva il via libera alla semina in Italia di altri 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione, necessari per ridurre la dipendenza dall’estero. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti al vertice con il Ministro Stefano Patuanelli in riferimento alle misure europee adottate per fronteggiare la crisi per la guerra in Ucraina con la messa a coltivazione di ulteriori quattro milioni di ettari nella Ue per ridurre la dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi, che sta mettendo in difficoltà la capacità di approvvigionamento in Italia e nell’Unione Europea. Tra le regioni più interessate – sottolinea la Coldiretti – ci sono la Campania con 10.500 ettari, la Lombardia con 11.000, il Veneto con 12.300 ettari, il Piemonte con 17.544 e l’Emilia-Romagna con 20.200.

Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue può essere garantita all’Italia una produzione aggiuntiva stimata in circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e di tenero per fare il pane secondo l’analisi della Coldiretti, che sottolinea come nel medio periodo si tratti di un quantitativo che può aumentare di almeno cinque volte con la messa a coltura di un milione di ettari lasciati incolti per la insufficiente redditività, per gli attacchi della fauna selvatica e a causa della siccità che va combattuta con investimenti strutturali per realizzare piccoli invasi che consentano di conservare e ridistribuire l’acqua. Un obiettivo raggiungibile per l’Italia che – secondo la Coldiretti – ha abbandonato negli ultimi 25 anni più di un appezzamento agricolo su quattro (il 28% della superficie coltivabile), perché molte industrie hanno preferito approvvigionarsi all’estero speculando sui bassi prezzi degli ultimi decenni anziché fare accordi di filiera con compensi equi come propone la Coldiretti per stabilizzare le quotazioni e garantire nel tempo l’approvvigionamento. Una soluzione che consentirebbe di limitare fortemente la dipendenza dell’Italia dall’estero da dove arriva ora – continua la Coldiretti – circa la metà (47%) del mais necessario all’alimentazione del bestiame il 35% del grano duro per la produzione di pasta e il 64% del grano tenero per la panificazione, che rende l’intero sistema e gli stessi consumatori in balia degli eventi internazionali. 

Appare però del tutto insufficiente – evidenzia la Coldiretti – l’annunciato impiego della riserva di crisi della Politica Agricola Comune che per l’Italia significa un importo inferiore ai 50 milioni di euro i quali, anche se possono essere cofinanziati per il 200%, sono assolutamente inadeguati a dare risposte concrete alle difficoltà che stanno subendo aziende agricole e della pesca e gli allevamenti, costretti ad affrontare aumenti insostenibili per energia, mangimi, concimi. Insufficienti secondo la Coldiretti anche i livelli di aiuto previsti dal Quadro temporaneo aiuti di Stato per la crisi Ucraina, appena pubblicato, che prevede un tetto massimo di 35.000 per azienda agricola, ampiamente al di sotto delle reali esigenze. “A livello comunitario servono più coraggio e risorse per raggiungere l’obiettivo fissato dai capi di Stato a Versailles di “migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la nostra dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare però come sia necessario che “alle importazioni venga applicando il concetto della reciprocità negli standard produttivi in modo che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute. Al contrario, va avversato – precisa Prandini – ogni tentativo di ridurre gli standard di sicurezza alimentare con l’autorizzazione di importazioni che mettono a rischio la salute, dal glifosate utilizzato in preraccolta nel grano in Canada alle aflatossine cancerogene in eccesso nei mangimi dagli Usa fino alla concessione di pericolose deroghe ai prodotti contaminati con principi chimici vietati perché pericolosi. “A questo proposito – conclude Prandini – preoccupa il richiamo della Commissione alla flessibilità temporanea ad alcune norme sulle importazioni ma anche le deroghe concesse in Italia dove è già stato consentito di non indicare nelle etichette degli alimenti la provenienza degli olii di semi indicati mettendo a rischio la trasparenza dell’informazione ai consumatori”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Il Premio Carlo Scarpa 2022 va al Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese

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Al Natur-Park Schöneberger Südgelände e al formarsi di una “natura urbana berlinese” che esso rappresenta viene dedicata la trentaduesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, istituito e organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche dal 1990. Le ricerche e le attività del Premio, rivolte annualmente a un luogo ritenuto particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, hanno messo al centro dell’edizione 2022 questo grande parco pubblico, situato nella parte sud-est del quartiere di Schöneberg, aperto ufficialmente per la prima volta nel 1999 ma con una storia molto più lunga: il parco è frutto del lungo periodo di abbandono di un’immensa area ferroviaria e del successivo riconoscimento del luogo come espressione di una “natura urbana berlinese”, punto d’incontro tra le aspirazioni degli abitanti, la cultura contemporanea del paesaggio e l’affermazione di una profonda attenzione ecologica per la città.

Si tratta di un grande spazio pubblico che ha contribuito a rinnovare la concezione di parco urbano, caratterizzato dalla commistione di strutture ferroviarie abbandonate, grandi estensioni di vegetazione, che in gran parte si è deciso di assecondare nella sua crescita spontaneainterventi artistici che ne accompagnano la visita e il godimento, sottolineando il dialogo tra i segni della presenza umana e il divenire della natura. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2022 si svolgeranno nel mese di maggio: venerdì 13 maggio alle 18 sarà aperta negli spazi Bomben di Treviso la mostra dedicata al Natur-Park Schöneberger Südgelände, nel cui contesto sarà anche proiettato il film documentario sul luogo, prodotto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e diretto dal regista Davide Gambino, e sarà disponibile, in italiano e in inglese, il volume collettivo Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese, a cura di Patrizia Boschiero, Thilo Folkerts, Luigi Latini (coedizione Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga, Treviso 2022). La mostra sarà aperta fino a domenica 31 luglio. Sabato 14 maggio, dalle 9.30 alle 13.30, si terrà nell’auditorium della Fondazione Benetton a Treviso un convegno pubblico internazionale dedicato al luogo e ai temi di questa edizione del Premio. Alle ore 17 di sabato 14 maggio si terrà, nel Teatro Comunale di Treviso, la cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio.

Foto in alto: tunnel in acciaio realizzato da Odious nell’ambito dei diversi percorsi che attraversano il Natur-Park Schöneberger Südgelände. Fotografia di Marco Zanin, Fabrica, per Fondazione Benetton Studi Ricerche, ottobre 2021.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studio Ricerche

Ricerca “IRI per Vinitaly”, nella classifica dei vini più venduti nella Gdo, Lugana (Veneto/Lombardia), Amarone e Valpolicella Ripasso tra gli “emergenti”, continua la scalata del Prosecco (+22%)

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Le date di Vinitaly 2022 si avvicinano (10-13 aprile) e nel frattempo filtrano alcune anticipazioni, come la ricerca “IRI per Vinitaly” che verrà presentata lunedì 11 aprile in fiera, commentata da rappresentanti di Conad, Coop, Carrefour, Federvini, Unione Italiana Vini, nel corso della 18° edizione della tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna (DM) organizzata da Veronafiere a Vinitaly. IRI presenterà anche i dati del mercato del vino nella DM relativi al primo bimestre e alla prima metà di marzo 2022. Dati che si annunciano in territorio negativo, solo per via del confronto con un primo bimestre 2021 ancora molto influenzato dalla emergenza pandemica. Sarà anche illustrato l’andamento dei prezzi della bottiglia che nel primo bimestre non ha mostrato scostamenti significativi, ma andranno valutate le conseguenze degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime e del conflitto ucraino.

Qualche dato. Il mercato del vino nella DM nel 2021 ha fatto registrare trend positivi: il vino a denominazione d’origine è cresciuto dell’1,8% a volume e del 5,9% a valore, con un prezzo medio di 5,55 euro (Docg, Doc, Igt, bottiglia 0,75; totale Italia, Discount, E Commerce, dati IRI). L’intero mercato del vino vale 700 milioni di litri per un valore di 2 miliardi e 269 milioni di euro (che arriva a 3 miliardi di euro con l’aggiunta delle bollicine). Il totale vino ha accusato una vistosa flessione dei formati diversi dalla bottiglia da 0,75 (bottiglioni, brik, plastica, bag in box, e altro) che ha influenzato il dato generale: +2,1% a valore, – 2,2% a volume. Notevole la performance delle bollicine che crescono a volume del 17,9% e a valore del 20,0%. Le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (DM) nel 2021 hanno beneficiato di un primo bimestre segnato ancora da un semi lockdown e quindi da una posizione di vantaggio dei punti vendita della DM rispetto ad altri canali.

La classifica dei vini più venduti vede ai primi posti la tradizionale triade Chianti, Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, con ogni tipologia che vende tra i 10 e i 15 milioni di litri, ma con una flessione del Lambrusco (- 6,7% a volume e – 5,7% a valore) e un buono spunto del Chianti (+3,7% a volume e + 5,4% a valore). E’ impressionante la crescita del Vermentino che si piazza al 5° posto con una crescita del 21,9% a volume e del 25,5% a valore. Il pugliese Primitivo aumenta a volume del 5,2% e dell’11,0 a valore, l’emiliano Pignoletto del 5,6% a volume e del 2,6% a valore, e il veneto Valpolicella del 15,9% a volume e del 16,9% a valore (incluso il Valpolicella Ripasso).

La classifica dei vini “emergenti”, cioè che hanno fatto registrare nel 2021 un maggior tasso di crescita a volume vede sul podio il Lugana (Veneto/Lombardia) con aumento del 34%, l’Amarone (Veneto) del 32%, il Valpolicella Ripasso (Veneto) del 26%. Buona la performance del Nebbiolo (Piemonte/Lombardia) con + 22%, del Ribolla (Friuli V. Giulia) con +19%, del Sagrantino (Umbria) +16%, e del Brunello di Montalcino (Toscana) +13%. Interessante anche la classifica delle bollicine con maggior tasso di vendita a volume: il primo posto va al Moscato, che cresce del 29%; non cessa di aumentare il Prosecco con +22%; il Fragolino spunta un buon +16%; il Muller Thurgau il 15%, l’Asti il 14%; il Brachetto il 12%.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

1-4 aprile 2022, torna Formaggio in Villa e per la prima volta si svolge a Cittadella (PD)

Formaggio in Villa

Dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, ritorna “Formaggio in Villa”, manifestazione a ingresso gratuito, che si presenterà per la prima volta a Cittadella (PD), dall’1 al 4 aprile. Le vie del centro storico ospiteranno più di 140 espositori provenienti tutte le regioni. La più rappresentata è il Veneto con 37 espositori, a seguire Campania e Lombardia con 15, il Piemonte 14 a seguire Puglia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia con 6. Il rimanente è frazionato tra tutte le altre. Oltre ai migliori formaggi nazionali si potranno assaggiare ed acquistare salumi, birre artigianali, vini e prodotti di tendenza per la cucina.

Si potranno assaggiare più di 200 formaggi di caseifici e affinatori diversi disponibili nei banchi della mostra mercato e nelle degustazioni. Masterclass. Formaggi rari, distribuiti localmente e piccole produzioni artigianali. Di tendenza ed in incremento la categoria degli aromatizzati, sempre più presenti sui banchi di degustazione e di vendita. Presenti sia nei banchi della mostra mercato, sia nelle masterclass, i formaggi che hanno ricevuto i più importanti riconoscimenti nei primi nazionali ed internazionali. Da non perdere: l’incontro con Renato Brancaleoni che racconterà la sua storia di affinatore legata al formaggio di fossa; la degustazione dell’Asiago DOP con vini TOP italiani Sassicaia, Ornellaia, Cervaro della Sala e Annamaria Clementi di Cà del Bosco. 

Gli incontri di degustazione daranno la possibilità di conoscere i più importanti formaggi europei, tra cui l’appuntamento con i formaggi svizzeri per conoscere la storia ed il gusto dell’Emmentaler, Gruyère DOP, Tête de Moine DOP, Appenzeller e lo Sbrinz. Ed ancora, “Chèvre!”, il laboratorio dedicato ai formaggi francesi, per assaggiare il Pouligny St Pierre A.O.C. della Loira celebre per la forma forma piramidale allungata, il Sainte-Maure De Touraine A.O.P dalla forma cilindrica rivestito di carbone, il Coeur de Chevre del Boulonnais  dei Paesi del Nord ed il Cathare dalla Croce Occitana. The Fine Cheese Co. importatore e distributore di formaggi di Bath del Regno Unito presenterà la masterclass con 4 formaggi inglesi pluripremiati nei concorsi caseari internazionali, tradizionali e moderni: Bath Soft, Pitchfork Cheddar riconosciuto come uno dei migliori formaggi al mondo, Sparkenhoe Red Leicester ed lo Colston Bassett Stilton. Formaggio simbolo della produzione britannica. Le masterclass, le degustazioni guidate si svolgeranno nei locali storici della Torre di Malta, vicino all’ingresso di Porta Padova. La durata è di 60minuti a corso e saranno tenute da Pasquale Riga. Per informazioni: segreteria@ gurucomunicazione.it. All‘ingresso di Porta Treviso Despar sarà presente con uno speciale Track Bus che ospiterà un programma di incontri e laboratori con i produttori di formaggi. Le degustazioni saranno abbinate a vini e cocktail presentati e realizzati da Roberto Pellegrini.

Il premio Italian Cheese Awards, giunto alla 2° fase delle selezioni, propone la degustazione libera di 100 formaggi dove anche il pubblico potrà assaggiarli e votare il preferito. Le degustazioni si terranno nella Chiesa (sconsacrata) del Torresino sabato 1 e domenica 2 aprile dalle ore 11:00 alle 17:00. Le prenotazioni si effettuano on line sul sito dell’evento. L’Asiago Bistrot, in Piazza Pierobon, proporrà gustose focacce con il formaggio Asiago DOP con i vini Cantina Zaccagnini, od un cocktail con il Gin scozzese Upperhand. Non mancherà la musica. L’appuntamento con l’aperitivo musicale è giorno dalle 18:30 in poi con il DJ Luciano Gaggia.  Una visita a Formaggio in Villa darà la possibilità di godere in relax le atmosfere medioevali della città murata e scoprire le bellezze di Cittadella: La Casa del Capitano ed il camminamento tra le mura storiche, unico nel suo genere, il Museo del Duomo, Palazzo Pretorio, il Teatro Sociale, la Chiesa del Torresino e la Torre di Malta. Main partner della manifestazione è il Consorzio Tutela Formaggio Asiago. Partecipano anche il Consorzio Tutela Formaggio Monte Veronese, Consorzio Parmigiano Reggiano ed il Consorzio Tutela del Formaggio Pecorino Romano.

Fonte: Servizio stampa Formaggio in Villa

 

 

Tulipomania: sabato 2 e domenica 3 aprile 2022 al Parco delle terme di Levico (TN) esposizione di tulipani 

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Nello storico Parco asburgico delle Terme di Levico due giornate dedicate al tulipano inaugureranno la stagione di eventi 2022. Sabato 2 e domenica 3 aprile, presso la serra e nei prati del Parco il tulipano sarà protagonista. Oltre 80 varietà con diverse tonalità di colore saranno esposte nel vivaio del parco e andranno a integrare le ricche fioriture dei 50.000 bulbi che fioriscono nei prati del parco.

Racconti e video, informazioni storiche, botaniche e note di coltivazione animeranno le due giornate. ll genere Tulipa, della famiglia delle Liliaceae, comprende un gruppo di bulbose fra le più diffuse nei giardini di tutto il mondo. Originario della Turchia, il tulipano ha un nome che deriva dal turco tülbend=turbante; fu introdotto in occidente dall’ambasciatore austriaco presso la Sublime porta di Costantinopoli nel XVI secolo. La sua coltivazione divenne presto una moda che fece accrescere il costo dei bulbi a un livello tale da scatenare la prima bolla speculativa della storia.

Nelle due giornate alle ore 15.00 verrà proposto l’incontro divulgativo “Il tulipano, una cipolla dai mille colori“, dove si illustreranno note di coltivazione, suggerimenti e curiosità, a cura di Michele Grieco, tecnico superiore del verde del parco. Sarà inoltre visitabile la mostra Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente allestita presso Villa Paradiso all’interno del parco. La mostra evidenzia, attraverso una selezione di immagini, filmati, documenti e oggetti, le peculiarità dei giardini e parchi che sono sintesi di saperi e forme artistiche diverse, per sensibilizzare nei confronti di un patrimonio storico-culturale quanto ambientale da salvaguardare e tutelare. Gli sguardi sui giardini storici di diverse epoche si concentrano sull’evoluzione degli stili e del concetto stesso di giardino da luogo ideale a luogo reale. Ingresso libero. Facebook: Parco delle terme di Levico Instagram: @parcolevico

Fonte: Servizio stampa Parco delle terme di Levico

27 marzo e 3 aprile 2022, le Pro Loco di Padova Sud-Est e Wigwam invitano all’appuntamento goloso e solidale “Degustando a favore del Popolo Ucraino”

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Parte dal Consorzio delle 22 Pro Loco di Padova Sud Est insieme all’associazione Wigwam APS Italia un’originale campagna di raccolta fondi per aiutare L’Ucraina n questo momento di dramma, pagato soprattutto dalle fasce più deboli ed in specie dai bambini. Col motto “Degustando a favore del Popolo Ucraino”, in cambio di un libero contributo sarà offerta una degustazione di “Pasta e fagioli” secondo la ricetta tradizionale col battuto di lardo della Saccisica, una corposa bruschetta sempre con questo delizioso lardo ed un bicchiere di vino Raboso del padovano. A quanti degusteranno, sarà anche dato un buono numerato per partecipare all’estrazione, per ognuna delle giornate programmate, di tre copie di “Pasta & Fagioli – Un piatto italiano” un corposo volume, da poco edito da Studio Verde Editore.

Le Pro Loco e Wigwam, offriranno in piazza un piatto di Pasta & Fagioli solidale domenica 27 marzo a Bagnoli di Sopra e domenica 3 aprile a Pontelongo. Altre date e altre Pro Loco padovane si vanno aggiungendo. Il ricavato, per intero, sarà devoluto per l’assistenza ai profughi dell’Ucraina. “Un’idea che abbiamo fatto subito nostra ”dice Stefania Venturini, presidente del Consorzio Pro Loco Padova Sud Est “perché l’emergenza Ucraina è anche quella più generale della necessità di riacquisire un clima di convivenza pacifica e di collaborazione all’interno delle nostre stesse comunità”. “Un’operazione che serve anche a noi delle Pro Loco, perché ci aiuta a rimettere in moto la macchina della promozione e dell’animazione territoriale, facendo anche del bene al prossimo come per noi è sempre stato” aggiunge il neoeletto presidente di UNPLI Padova Giuseppe Pengo. “Un’azione che bene incontra l’operatività del Progetto regionale dei Cantieri di Esperienza Partecipativa, di cui Wigwam APS Italia è capofila, che agiscono da attivatori della resilienza delle Comunità Locali. Cantieri, rivolti in specie ai giovani e agli anziani insieme, perché si ripristini il dialogo e la collaborazione intergenerazionale” conclude Efrem Tassinato, presidente di Wigwam. Ulteriori Info: info@wigwam.it

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Domenica 27 marzo 2022, ore 10:30, all’Abbazia di Praglia di Teolo (PD) seminario sulla sostenibilità del vino nell’ambito della manifestazione “I Giganti di Langa”, modera l’incontro il presidente Argav Fabrizio Stelluto

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Secondo la relazione di Francesca Ghirardi, (Ca’ Foscari Sostenibile): “Sostenibilità del vino significa produrre vino cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future e di ricercare i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente. La sostenibilità del vino viene anche definita “viticoltura integrata” perché mette insieme i migliori metodi dei diversi ambiti: lotta biologica e non, sistemi agronomici, ecologia della vigna, ecc… E’ un sistema in continua evoluzione che affonda le proprie radici nella tradizione e utilizza innumerevoli innovazioni. In questi ultimi anni i consumatori hanno mostrato sempre più interesse verso la “sostenibilità” dei prodotti, quindi la “sostenibilità” è diventato un tema di primaria importanza anche nel settore vitivinicolo a livello globale. Il primo progetto significativo nato con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità nel mondo del vino fu il “Pest Management Programme”, implementato in California nel 1992. I primi paesi che aderirono a importanti iniziative di sostenibilità furono gli Stati Uniti d’America con il “California Sustainable Winegrowing”, l’Australia con “Entwine” e la Nuova Zelanda con il “Sustainable Winerowing”. Questi paesi pionieri sono definiti come il “nuovo mondo del vino” e i loro programmi prevedono l’adesione a una serie di standard e codici volontari per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della produzione vitivinicola. In Europa si possono trovare interessanti iniziative come quella franceseVignerons en Developpment Durable” e in Italia il “V.i.v.a-Sustainable Wine” un dettagliato Programma sviluppato dal Ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare che è basato sull’utilizzo di quattro indicatori : Aria, Acqua, Vigneto e Territorio”.

Seminario a ingresso gratuito su prenotazione. Partendo da queste riflessioni, domenica 27 marzo 2022, alle ore 10:30, nell’Abbazia di Praglia di Teolo (PD), nell’ambito della 4^ manifestazione enologica “I Giganti di Langa“, si parlerà di sostenibilità ambientale in vigna, grazie al privilegiato racconto di alcuni vignerons e la condivisione delle loro personali visioni ed esperienze, nel seminario organizzato da Associazione Culturale Arte & Vino in collaborazione e con il patrocinio di Argav. I partecipanti al seminario, a ingresso libero su prenotazione al link https://bit.ly/3J30H63, oppure inviando una mail a segreteria.artevino@gmail.com,sono: Dom Stefano Visintin – Abate di Praglia, con un saluto di preludio, Gabriele Stringa – socio e partner presso Zai Urban Winery, Massimo Rivetti, titolare Az. Agricola Massimo Rivetti, Sergio Germano, titolare Az. Agricola Ettore Germano, Sara Cecchetto, responsabile sostenibilità Azienda Agricola Cecchetto Giorgio. A moderare l’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav. La giornata proseguirà con un ricco programma di appuntamenti di degustazione, ulteriori informazioni al  link : https://www.associazionearte-vino.it/seminario-la-sostenibilita-del-vino/