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Anche il Parco Dolomiti Bellunesi e la Provincia di Belluno promuovono Premio Wigwam Stampa Veneta 2022

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Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ha aderito al Premio Wigwam Stampa Veneta, con “l’intento – ha detto il presidente Ennio Vigne – di offrire ai giovani di tutte le scuole del Veneto – alle quali il Parco ha inviato una specifica comunicazione – un’interessante opportunità per iniziare a mettersi in gioco, rendendosi proattivi nel raccontare i diversi aspetti inerenti in specie quest’area protetta”. “Rinnovare il rapporto intergenerazionale e raccogliere la memoria degli adulti e degli anziani – nonni, zii, parenti – è un modo non solo per riannodare rapporti umani e personali, ma anche per raccontare il territorio” ha affermato il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin. “È con questo spirito che la Provincia ha accolto convintamente il progetto di Wigwam. Il nostro territorio, specialmente le “terre alte”, è preda da anni di un feroce spopolamento, ben visibile nell’abbandono delle frazioni più periferiche e nell’allargamento del gap tra giovani e anziani. Ricucirlo attraverso il racconto e la raccolta di testimonianze è anche un modo per cambiare la narrativa della montagna ed evitare di disperdere il grande patrimonio immateriale che gli anziani costituiscono. Un plauso, dunque a chi ha avuto l’idea e la sta portando avanti con questo concorso. Ma anche un invito ai ragazzi: partecipate, con la passione e l’entusiasmo che vi contraddistinguono”.

“Il Premio” aggiunge Efrem Tassinato, presidente dell’Associazione Wigwam, socio Argav, “oltre ad essere patrocinato dall’Ente Parco Dolomiti Bellunesi e dalla Provincia di Belluno è supportato dal partenariato di ANCI del Veneto, dall’Ordine dei Giornalisti e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che dalla sede in Veneto di UNAGA. Vi collaborano, tutte le Comunità Locali Wigwam del Veneto, il Festival del Viaggiatore e AICQ del Triveneto. Si tratta di un partenariato aperto al quale si vanno aggiungendo singoli comuni, scuole di ogni ordine e grado ed associazioni di tutto il Veneto.” Una occasione per i giovani per iniziare ad essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori. Un’iniziativa che si avvale principalmente del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Gli under 25, anche giovanissimi, potranno partecipare inviando articoli inediti che raccontino/documentino l’attivismo delle Comunità Locali per la preservazione, la cura e la valorizzazione delle peculiarità dei territori (ambiente, cultura, prodotti e piatti tipici, persone). Elaborati che dovranno essere composti a mo’ di intervista ai protagonisti in specie, over 65. Sono previsti tre premi di 300 euro per elaborati individuali, uno per ogni categoria di età: under 14, 15-18, 19-25 anni. Un premio di 800 Euro di gruppo per il miglior insieme di almeno 12 elaborati. Ed un premio di 600 Euro per il miglior video realizzato da un gruppo partecipato da almeno 12 componenti. Per ricevere bando, ulteriori info e supporti: direzione@wigwam.it  Tel. +39 049 9704413

Fonte: Servizio stampa Wigwam

1922-2022: dal Veneto all’Italia, cento anni fa, a San Donà di Piave, nasceva la bonifica moderna

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Cento anni fa, tra il 23 e il 25 marzo del 1922, rappresentanti della politica nazionale, grandi proprietari terrieri, economisti, ingegneri e agronomi s’incontravano a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, nel Congresso Regionale Veneto delle Bonifiche, per coordinare la futura azione di bonifica al fine di recuperare terre coltivabili dalle paludi creando così nuove opportunità di lavoro e aumentare la produzione agricola in un’Italia che stava ancora facendo i conti con i danni della Grande Guerra.

Il Congresso di San Donà – al quale parteciparono personalità del calibro di Silvio Trentin, Don Luigi Sturzo, Arrigo Serpieri, Emiliano Carnaroli – pose le basi, a livello nazionale, della “bonifica integrale” che unisce tre approcci nella gestione del territorio che fino ad allora si muovevano su binari diversi: la bonifica sanitaria, che aveva come obiettivo sanificare le paludi soprattutto in ottica di contrasto alla malaria, la bonifica agraria, finalizzata all’appoderamento delle nuove campagne e alla gestione dell’acqua irriga, la bonifica umana che si faceva carico degli aspetti sociali, culturali e del diritto del lavoro di chi operava nelle terre emerse. Questo momento così importante e al contempo poco conosciuto della storia d’Italia, ha dato spinta a un’azione di riprogettazione dei territori che nei cento anni successivi ha consentito l’emersione di nuove campagne, lo sviluppo dell’agricoltura e la nascita di nuovi centri abitati, in Veneto come in gran parte d’Italia, nelle aree costiere come nell’entroterra (il Basso Piave e la Zerpa veronese, ovviamente, ma anche l’Agro Pontino, la Piana di Catania, il Tirso in Sardegna). La moderna Bonifica nasce dunque nel 1922 in Veneto, in quello che è stato uno degli ultimi atti dell’Italia liberale prima della salita al potere di Mussolini (ottobre ’22).

Tante iniziative di celebrazione sul territorio. Per ricordare il Congresso Regionale Veneto delle Bonifiche e le importanti ricadute che ha avuto – e ha tutt’oggi – per il Paese, gli 11 Consorzi di Bonifica del Veneto coordinati da ANBI (Associazione Regionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) e Università degli Studi di Padova organizzano nell’arco di tutto il 2022 un programma di iniziative organizzate dai Consorzi di Bonifica di tutta Italia nei rispettivi territori e che a livello regionale si declina nel marchio Terrevolute. Evento principale di Terrevolute è “Terrevolute 100 – Festival della Bonifica” in programma a San Donà di Piave dal 26 al 29 maggio 2022.  “Oggi come 100 anni fa il Veneto si propone come laboratorio per un nuovo approccio alla gestione del territorio attraverso la gestione dei corsi d’acqua e della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro –. Ieri le attenzioni si concentravano sulle esigenze vitali dell’uomo, come la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili. Oggi, a questo obiettivo fondamentale, si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con TerrEvolute e le celebrazioni per il Centenario del Congresso del 1922, i Consorzi di Bonifica mettono le basi per un nuovo approccio alla gestione del suolo che guarda avanti di 100 anni.”

Il sistema della formazione superiore sta promuovendo già da qualche anno un processo di valorizzazione e di riconoscimento di tutte le attività di Terza Missione delle Università. La Terza Missione è a tutti gli effetti un elemento imprescindibile per le istituzioni universitarie accanto alla didattica e alla ricerca – sottolinea la prof.ssa Monica Fedeli, prorettrice dell’Università di Padova –. Con il preciso mandato di diffondere cultura, conoscenze e trasferire i risultati della ricerca al di fuori del contesto accademico, contribuire alla crescita sociale, culturale ed economica del territorio, l’Università di Padova realizza numerosissime attività di dialogo con le istituzioni, con i cittadini e le cittadine e con le organizzazioni. Il Progetto TerrEvolute, si inserisce in questa dimensione di sviluppo e dialogo e vede la partecipazione attiva di sette dipartimenti dell’Ateneo. Si tratta di una iniziativa che si è sviluppata negli anni e che rappresenta una importante occasione di condivisione di idee, ricerche e percorsi futuri tra il mondo accademico e tutti gli enti coinvolti che insieme perseguono l’obiettivo della salvaguardia e della valorizzazione del territorio, includendo anche iniziative socio-culturali ed educative di rilevanza regionale e nazionale”

“È necessario ricordare Il Congresso della Bonifica di San Donà perché ha cambiato la fisionomia del Veneto ma anche perché è un evento assolutamente identitario – ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia – . L’opera della bonifica ha permesso di strappare aree originariamente acquitrinose e malariche e ha rafforzato la dimensione agricola del Veneto permettendole di diventare una dimensione internazionale, siamo la seconda agricoltura d’Italia, 6 miliardi di fatturato, dei 350 prodotti tipici e del maggior numero di denominazioni, l’agricoltura con il maggior numero di vini con 11 milioni di ettolitri. Tutto questo grazie alla bonifica, a quell’acqua che viene regimentata, distribuita e data all’agricoltura dai Consorzi di Bonifica.”

Attività di bonifica produttrice di benessere. “Partendo dalle radici storiche dell’attività di bonifica, che ha consentito di superare la malaria avviando la coltivazione dei suoli, ora si guarda alle nuove sfide poste dal cambiamento climatico e dalla crisi ambientale – ha affermato l’assessore al Turismo e all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner. Quanto realizzato negli ultimi cento anni conferma, infatti, come la bonifica, anche e soprattutto a livello territoriale, sia un prerequisito per dare un futuro alle nostre terre. Un sistema che ha dimostrato di saper garantire la sicurezza idraulica, indispensabile per un territorio dove l’acqua rimane uno degli elementi naturali predominanti. All’attività di bonifica deve essere, quindi, riconosciuto il ruolo di produttrice di benessere, non solo per chi vive nel territorio, ma anche per chi lo frequenta per turismo e vuole conoscere ed apprezzare i prodotti agricoli di eccellenza. Questi cent’anni devono non solo riportare alla memoria quanto fatto per salvaguardare la nostra terra agricola, ma anche essere da sprono per i Consorzi di bonifica che oggi devono gettare le basi per il futuro, programmare e sostenere nuovi investimenti per adeguare l’infrastruttura della bonifica idraulica ai bisogni del presente. Oggi, come nel passato, la tutela della risorsa idrica è l’elemento che unisce la salvaguardia dei territori con uno sviluppo sostenibile attento all’ambiente”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Venerdì 25 marzo, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), corso di formazione per giornalisti/e “A cent’anni dal congresso di San Donà di Piave: dalle origini alle nuove frontiere della moderna bonifica”. Al termine, si parla di turismo montano ed esperenziale.

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Si celebrano quest’anno i 100 anni dal Congresso di San Donà di Piave (VE), dove primari esponenti del mondo scientifico e politico disegnarono la moderna Bonifica; il corso, che si svolgerò dalle 18.30 alle 20.30, si propone di partire dal dato storico per illustrare attuali e futuri obbiettivi di un’originale esperienza italiana di autogoverno democratico del territorio per la salvaguardia idrogeologica, la gestione delle acque irrigue, la tutela ambientale, la produzione di energia rinnovabile. Il corso è gratuito ed il numero massimo di partecipanti ammessi è 20 nel rispetto dei protocolli anti Covid. Iscrizione obbligatoria su piattaforma formazione giornalisti.

Programma. A coordinare l’incontro sarà Mauro Poletto, giornalista, direttivo Argav. Ore 18.30 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto; Francesco Cazzaro, presidente ANBI Veneto, Fabrizio Stelluto, Presidente Argav. Relatori: Elisabetta Novello, docente storia economica e contemporanea Università Padova, “Il Primo Congresso delle bonifiche venete nel marzo del 1922: riflessioni sul passato e proiezioni future”; Maurizio Borin, docente Università Padova presso Dipartimento Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE), “Bonifica ed il futuro dell’irrigazione”; Alberto Barausse, ricercatore dipartimento biologia Università Padova, “Cos’è l’ingegneria naturalistica”; Arianna Toffanin, esperta Consorzio di bonifica Veneto Orientale, “Terre di bonifica e cover crops”; Carmelo Mauceri, docente Università Padova presso Dipartimento  Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) “Forestazione urbana: i tetti verdi”.

Dopo il corso, si parla di turismo esperienziale. A seguire, terminato il corso di formazione, si proseguirà con il consueto convivio Argav/Wigwam, in cui parleremo di “Nevegal: prospettive turistiche, ristorative e sciistiche dello storico comprensorio bellunese” con Yuki D’Emilia, assessore turismo Comune Belluno, Marco Vuerich, agrichef e gestore Malga Faverghera, Roberto Pierobon, direttore impianti sci e risalita. Si continuerà a conversare di turismo del territorio con Cristiano Luigi Gaggion, presidente Alimentazione Confartigianato Veneto, Cecile Roussot, promotrice turistica (Vivo Venetia), che presenteranno il nuovo progetto esperienziale “La promozione e valorizzazione dell’artigianato alimentare veneto”, per il quale sono state selezionate 11 imprese, con cui è stato progettato, creato e testato un format capace di far incontrare, dialogare e collaborare produttori artigiani con strutture ricettive per creare un’offerta turistica, capace di promuovere il bello ed il buono del territorio. Infine, Giulia Briguglio, (azienda vitivinicola Le Volpi e Monte Fasolo dei Colli Euganei) presenterà la produzione vinicola, nonchè il progetto enogastronomico e ricettivo alla luce degli investimenti effettuati in questi ultimi anni. Al termine si terrà la tradizionale degustazione con prodotti tipici.

Oggi è la Giornata internazionale delle foreste. Tra le iniziative, la festa degli alberi nelle scuole venete con Coldiretti.

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Oggi, lunedì 21 marzo, è la Giornata internazionale delle foreste, istituita il 28 novembre 2012 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata per la prima volta nel 2013. Vari gli eventi organizzati in Italia per ricordare l’importanza di tutti i tipi di foreste e di alberi fuori dalle foreste, a beneficio delle generazioni attuali e future.

Le foreste coprono un terzo della superficie terrestre della Terra, e svolgono funzioni vitali per tutto il mondo. Circa 1,6 miliardi di persone, tra cui oltre 2 mila culture indigene, dipendono dalle foreste per i loro mezzi di sostentamento, medicinali, energia, cibo e riparo, ma la deforestazione continua a essere allarmante a scala globale: 12 milioni di ettari di foreste vengono distrutti ogni anno, come rischia la foresta di Bugoma in Uganda, e spesso anche dal fuoco, causando, così, l’aumento delle emissioni globali di gas serra.

Tra le iniziative in programma, Donne Impresa Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra segnalano le iniziative intraprese in diversi istituti scolastici del Veneto in collaborazione con Fondazione Univerde. Un tiglio, donato dalla Consulta Nazionale dei Florovivaisti, sarà piantato nella scuola primaria ‘F.Petrarca’ di Solesino Stanghella in provincia di Padova dove insegnanti, bambini e autorità locali assisteranno alla lezione promossa dalle agricoltrici di Coldiretti impegnate nel progetto di educazione ‘Semi’nsegni’, che prevede anche la coltivazione dell‘orto didattico sotto la guida della presidente regionale detta anche  ‘Maestra’  Chiara Bortolas‘, titolo ormai guadagnato sul campo per le varie attività pratiche svolte con gli studenti di ogni ordine e grado su tutto il territorio regionale. Il tutor del verde di Coldiretti, per l’occasione, illustreranno fuori e dentro le aule le caratteristiche delle piante e la loro importanza per la  salute, l’ambiente e il paesaggio. A Longare (Vi) nella scuola secondaria ”B.Bizio’, oltre a mettere a dimora le piante di salice, ontano e pioppo si seminerà la facelia, fiore di richiamo per le api, per poi approfondire la lettura in classe di “Arboretum Selvatico‘” di Mario Rigoni Sterm. Un melograno è stato destinato ai bambini della scuola statale dell’infanzia “Acquerello” dell‘stituto comprensivo Enrico Mattei di Meolo nel veneziano e un altro arriverà anche nel giardino della scuola dell’infanzia di ‘Borgo Pieve’ a Castelfranco nel trevigiano.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

E’ veneto il vincitore del concorso fotografico nazionale obiettivo acqua di Anbi, Coldiretti e Fondazione Univerde

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Con la fotografia dal titolo “Darla a Bere” che ritrae una formica nell’atto di bere da una goccia di rugiada sospesa su un ramoscello, il vicentino Piero Munari (risiede a Marano Vicentino) si è aggiudicato il primo premio del concorso fotografico nazionale “Obiettivo Acqua” promosso da ANBI, associazione nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, Coldiretti e Fondazione Univerde. “È una foto che racconta molte storie – ha affermato il direttore generale di ANBI Massimo Gargano – parla di vita, di biodiversità, del nostro pianeta e di quell’universale bisogno d’acqua che accomuna tutte le specie”. “Obiettivo del concorso – ha ricordato il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi – è mantenere viva l’attenzione delle Istituzioni su politiche dell’acqua che guardino al futuro, in un’epoca caratterizzata dai mutamenti climatici ma anche dall’epidemia di Covid durante la quale, la garanzia di disponibilità di cibo sugli scafali è stata elemento di tenuta sociale. Senza acqua, senza irrigazione, non può esserci cibo e men che meno l’eccellenza agroalimentare del nostro Paese”.

Mostra itinerante. “Siamo felici che il primo premio di questo prestigioso concorso arrivi in Veneto terra di acqua e di bonifica – ha affermato il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro -. La foto, insieme alle altre foto che hanno partecipato al concorso, saranno esposte in una mostra che ANBI Veneto sta definendo nel contesto delle celebrazioni del Centenario del Congresso di San Donà di Piave del 1922 che pose le basi della moderna bonifica, un anno di eventi che inizierà a marzo e avrà come momento principale il Festival della Bonifica, proprio a San Donà, dal 26 al 29 maggio“.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Da maggio 2022, corso itinerante fra le Ville Venete della Riviera del Brenta rivolto alle giovani generazioni, iscrizioni entro il 22 aprile

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L’associazione Intercomunale Brenta Sicuro, da oltre 10 anni impegnata sui temi del rischio idraulico (completamento dell’idrovia Padova -Venezia e corretta e sostenibile manutenzione dei corsi d’acqua) oltre che sul rispetto del territorio con azioni dimostrative lungo i corsi d’acqua e il monitoraggio della qualità delle acque dei fiumi, investe ora sulla cultura e sui “saperi” con la proposta di un “corso itinerante fra le Ville Venete”.

Per agevolare un “passaggio culturale” alle giovani generazioni, il corso è aperto a 30 partecipanti, di cui metà con meno di 30 anni. In programma, 12 visite guidate e lezioni di approfonimento all’interno delle ville venete della Riviera del Brenta, fra Padova e Venezia, guidati dall’architetto e storico Antonio Draghi. Le visite sono previste il sabato, nei mesi di maggio, giugno, settembre, ottobre.

Le iscrizioni si chiudono il 22 aprile. L’iniziativa, supportata Coop Alleanza 3.0, è patrocinata da Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Provincia di Padova, Comuni della Riviera del Brenta, di Padova, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara. Per informazioni ed iscrizioni inviare mail a eventibrentasicuro@gmail.com oppure un messaggio WhatsApp al numero 347 2305979.

Fonte: Associazione intercomunale Brenta Sicuro

Coldiretti, pronti a produrre 75 milioni di quintali di mais e grano in più per sopperire alle difficoltà di approvvigionamento estero determinate dalla guerra

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Siamo pronti a coltivare da quest’anno 75 milioni di quintali in più di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione, per rispondere alle difficoltà di approvvigionamento dall’estero determinate dalla guerra. Lo ha annunciato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del tavolo sull’emergenza grano convocato al Ministero delle Politiche Agricole dal Sottosegretario all’agricoltura Gian Marco Centinaio sulla carenza di materie prime che ha costretto ai primi razionamenti negli allevamenti ma anche nei supermercati, come è successo in qualche caso in Italia.

Accordi di filiera. Proponiamo all’industria alimentare e mangimistica – ha affermato Prandini – di lavorare da subito a contratti di filiera con impegni pluriennali per la coltivazione di grano e mais e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti nel rispetto della nuova normativa sulle pratiche sleali, per consentire di recuperare livelli produttivi già raggiunti nel passato. “Un obiettivo che può essere più facilmente raggiunto grazie all’impegno del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli al quale va un sincero ringraziamento per aver accolto in Consiglio dei Ministri le nostre proposte per incentivare operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito bancario delle imprese agricole, adottare misure per sostenere la domanda interna, finanziare specifiche misure a favore delle filiere più esposte e appunto sostenere il potenziamento delle produzioni nazionali” ha precisato Prandini nel ricordare che “dal Ministero è stato anche annunciato un regime di aiuto straordinario sul modello dell’emergenza Covid e sostenuta l’esigenza, per quanto riguarda la Politica Agricola Comune (Pac), di rimuovere il vincolo al non incremento della superficie irrigabile, per aumentare la produttività del settore agroalimentare”.

Speculazioni. Un impegno che – precisa Prandini – ridurrebbe sensibilmente la dipendenza dall’estero da dove arriva circa la metà del mais necessario all’alimentazione del bestiame il 35% del grano duro per la produzione di pasta e il 64% del grano tenero per la panificazione, che rende l’intero sistema e gli stessi consumatori in balia degli eventi internazionali. L’Italia oggi è costretta ad importare materie prime agricole a causa dei bassi compensi riconosciuti per anni agli agricoltori che sono stati costretti a ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque perché, secondo la Coldiretti, la politica ha lasciato campo libero a quelle industrie che per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, approfittando dei bassi prezzi degli ultimi decenni, anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale.

Ora è possibile recuperare alla coltivazione di cereali in Italia almeno un milione di ettari di terreno garantendo redditività alla coltivazione ma anche – ha precisato Prandini – contrastando seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono ed intervenendo inoltre seriamente sulle normative comunitarie che spingono a non coltivare i terreni, eliminando ad esempio l’obiettivo del 10% di terreni incolti. E poi investire – ha concluso Prandini – per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità nei terreni, con un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per i principali cereali dal grano al mais e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica e le NBT a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento in risposta ai cambiamenti climatici.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Nel 2021 balzo vendite italiano negli Usa, +18% . Ad OperaWine 2022, manifestazione-anteprima di Vinitaly (10-13 aprile), in degustazione i 130 migliori vini d’Italia per la rivista americana Wine Spectator

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Per “Wine Spectator”, la più diffusa rivista enoica americana, sono i 130 migliori vini d’Italia, testimoni della diversità e dell’autenticità del vino tricolore sul mercato americano e da oggi sono ufficialmente i protagonisti dell’11ª edizione di OperaWine 2022, la super degustazione in programma sabato 9 aprile alle ex Gallerie Mercatali e che, come da tradizione, fa da anteprima a Vinitaly (Veronafiere, 10-13 aprile). La lista dei 130 produttori portabandiera, selezionati in rappresentanza di tutte le regioni italiane dalla più importante rivista enoica degli States nonché la più influente al mondo, è stata presentata a New York nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa, aperta anche agli operatori professionali statunitensi, al ristorante Gattopardo nell’ambito del roadshow di promozione e incoming per il 54° Salone internazionale dei vini e distillati.

Sul podio della classifica regionale, la Toscana guida la squadra enoica di OperaWine 2022 con 36 produttori, seguita da Piemonte (20) e Veneto (19). A dominare, nelle valutazioni di “Wine Spectator”, sono i rossi con 97 etichette in degustazione il 9 aprile a Verona. Tra queste primeggiano le denominazioni di Barolo (15), Brunello (13), Amarone e Chianti Classico entrambe a quota 9. Completano il super tasting dell’Italia enoica 22 vini bianchi, 9 sparkling e 2 vini dolci/passiti. Da Nord a Sud, sono nove le cantine new entry di OperaWine 2022, mentre sono 21 le ‘all timer’ ossia presenti dalla prima edizione del 2012. Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Gli Stati Uniti sono sempre più mercato di riferimento per i Paesi produttori; la domanda Usa – come rileva l’Osservatorio Uiv-Vinitaly – nel 2021 ha azzerato il Covid con gli interessi grazie a un incremento delle importazioni complessive a valore del 26% sul 2020, ma anche del 14% rispetto all’anno pre-pandemico 2019. In questo contesto – prosegue Mantovani – l’Italia si conferma, assieme alla Francia, produttore di riferimento con quasi 1/3 del mercato di vini di importazione e un balzo a valore del 18%, a 2,26 miliardi di dollari. L’ampliamento della selezione di Wine Spectator a 130 vini è il segnale della costante crescita qualitativa del vino italiano su questa piazza strategica. Non è un caso – conclude il direttore generale di Veronafiere – se al prossimo Vinitaly, oltre alla fondamentale partnership con Wine Spectator per OperaWine, il focus inaugurale sarà dedicato al nostro primo mercato al mondo e al Canada, che saranno presenti alla quattro giorni b2b con un contingente straordinario di buyer, grazie anche alla collaborazione di Ice Agenzia”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere
 

È online il calendario 2022 per le visite alle cantine della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene

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Conoscere da vicino i produttori e il territorio iscritto nel Registro Nazionale del paesaggio rurale storico: questa l’opportunità offerta da “Visit Cantina”, iniziativa della Strada del Prosecco, la strada del vino più antica d’Italia, immersi nel paesaggio Patrimonio dell’Umanità UNESCO, per conoscere i vini prodotti nelle storiche colline di Conegliano Valdobbiadene: il Conegliano Valdobbiadene Docg e Cartizze Docg in primis, ma anche i meno conosciuti, Bianco e Rosso dei Colli di Conegliano Docg, i passiti Docg Refrontolo e Torchiato di Fregona e l’autoctono Verdiso Igt. L’iniziativa si svolge nel corso dell’anno. Il calendario, disponibile sul sito dell’associazione, prevede alcune cantine aperte ogni giorno, con la possibilità di visite guidate e degustazioni.

Fonte: servizio stampa Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene

Trentino. Co.Di.Pr.A., al via la campagna grandine 2022

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Aperta ufficialmente la campagna assuntiva 2022 per gli associati di Co.Di.Pr.A. – Condifesa Trento. “Soddisfazione per i risultati dell’asta telematica – sottolinea Giorgio Gaiardelli, presidente di Co.Di.Pr.A. – a fronte di una prospettiva tutta in salita, anche quest’anno il Consorzio riesce a garantire condizioni convenienti e favorevoli agli Associati, soprattutto rispetto all’attuale contesto che stiamo affrontando, in cui il peso degli epocali cambiamenti climatici sta crescendo inesorabilmente e ponendosi come tema sempre più centrale per il nostro comparto. La celerità con cui abbiamo operato permetterà di attivare già dal 28 febbraio 2022 la copertura dalle avversità atmosferiche delle produzioni agricole attraverso la polizza e i fondi mutualistici: un obiettivo che ci eravamo posti ad inizio anno e che siamo riusciti a raggiungere, così come era avvenuto per gli scorsi anni. Sappiamo come i valori assicurati siano in continuo aumento ormai da diversi anni, i nostri agricoltori dimostrano maggiore consapevolezza riguardo all’importanza di una corretta politica di gestione dei rischi al fine di proteggere l’azienda ed il reddito a 360 gradi. Infatti – ricorda Gaiardelli – noi agricoltori siamo esposti quotidianamente ad un considerevole numero di problematiche che dipendono da fattori esterni, cambiamenti climatici, insetti alieni, fluttuazioni del mercato, ecc. Per questo è fondamentale che tutte le aziende agricole del nostro territorio adottino una vera e propria strategia di Risk Management potenziata, che non corrisponda al solo contratto assicurativo agevolato, fondamentale ed imprescindibile, ma non più sufficiente. È essenziale abbinare alla polizza una strategia di difesa attiva che coinvolga totalmente l’attività aziendale e che, sfruttando le potenzialità tecniche e tecnologiche oggi disponibili sul mercato, contribuisca a mitigare i rischi in capo all’impresa. Inoltre, risulta altrettanto fondamentale tutelare la nostra attività agricola tramite l’adesione all’ampio ventaglio di fondi mutualistici”.

“La campagna assicurativa è partita con la Polizza Collettiva che prevede condizioni contrattuali in linea con quelle dell’anno scorso, situazione frutto anche dell’importante ed efficiente lavoro svolto negli scorsi anni – spiega Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. – grazie al lavoro della struttura siamo riusciti a chiudere le operazioni previste dall’asta telematica a fine febbraio per poi iniziare le assunzioni già dal 28 febbraio. Generali Italia si aggiudica l’asta sottoscrivendo delle condizioni di polizza collettiva ottimali per i nostri Soci, che prevedono, come per il 2021, la franchigia 30 a scalare 10, praticamente unico caso a livello nazionale, e tariffe in rialzo, ma non possiamo dimenticare gli indennizzi liquidati ai nostri associati negli ultimi anni. Basti pensare che nel 2021 solamente dal fronte compagnie sono stati liquidati quasi 75 milioni di euro a fronte di premi di circa 61 milioni di euro, dei quali i nostri agricoltori pagano il 30% (euro 18,3 milioni di euro) perché la restante quota parte (70%) è coperta dal contributo comunitario. Ad oggi, oltre a Generali Italia, altre importanti compagnie di assicurazione, ITAS, Cattolica Assicurazioni, Tua Assicurazioni, Si Insurance hanno dato il loro benestare alle condizioni ed il via alle assunzioni – sottolinea Sartori.

Confermato lo Standard Value, ovvero il Valore di Produzione Annua ad ettaro decretato dal Ministero, che nel 2021 si è dimostrato uno strumento di reale semplificazione ed efficientamento per tutto il processo amministrativo più che dimezzando le tempistiche di erogazione del contributo pubblico – evidenzia Sartori – un dato su tutti: entro dicembre 2021 sono stati erogati dall’organismo pagatore quasi 25 milioni di euro, pari a oltre il 60% del totale concedibile, mai successo prima d’oggi. Per quanto riguarda i nostri fondi mutualistici, anche quest’anno vi è la possibilità di integrare in sinergia la polizza assicurativa con strumenti di mutualità, mettendo in copertura rischi concreti e potendo così attuare una corretta politica di risk management. A fronte degli ottimi risultati ottenuti e della grande solidità del sistema mutualistico, abbiamo confermato le stesse condizioni di adesione dello scorso anno. Il nostro obiettivo è che questi strumenti siano e rimangano accessibili a tutti gli agricoltori, ma che al contempo portino reale beneficio al nostro territorio. Ad esempio, solo con la mutualità riusciamo ad indennizzare i danni da flavescenza dorata e scopazzi, oltre che garantire stabilità al reddito dell’agricoltore, sia compensando i danni sottosoglia e i danni subiti dalle Cooperative per la mancata produzione, ma soprattutto riducendo la volatilità delle entrate grazie ai Fondi settoriali IST, arrivati ormai alla loro quarta annualità”.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.