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A Fieragricola l’appello di seminare più mais per colmare il calo di import dall’Ucraina

mais

«Serve una presa di coscienza generale da parte delle istituzioni e degli operatori e, visto che siamo in prossimità delle semine primaverili, dovremmo seminare almeno 70-80.000 ettari in più di mais per recuperare il prevedibile calo di importazione dall’Ucraina, vista la criticità attuale». A lanciare l’appello per una coalizione agricola finalizzata a incrementare le superfici italiane di mais dalla 115ª Fieragricola di Verona (rassegna internazionale in programma fino a sabato 5 marzo) è Giulio Gavino Usai, responsabile economico di Assalzoo, l’associazione di rappresentanza dell’industria mangimistica, che associa oltre 100 aziende per una rappresentatività del 75% della produzione nazionale di mangimi, occupa 8.300 persone e sviluppa un fatturato aggregato del settore superiore a 8 miliardi di euro (dato del 2020, fonte: Assalzoo), grazie a una produzione di 15,1 milioni di tonnellate di mangime composito.

Fra gennaio e novembre dello scorso anno, secondo i dati elaborati da Teseo.Clal.it, l’Italia ha importato dall’Ucraina circa 733.000 tonnellate di cereali, prevalentemente mais (600.000 tonnellate, pari al 13% degli acquisti internazionali), su un totale di 4,6 milioni di tonnellate di import cerealicolo nazionale, con il rischio oggi che le importazioni dai porti ucraini si blocchino. Di scarso impatto, invece, gli acquisti italiani di soia e semi oleosi dall’Ucraina (circa 72.000 tonnellate nei primi 11 mesi del 2021). Poco meno di 100.000 tonnellate di mais arrivano in Italia dalla Russia, mentre i principali fornitori sono Ungheria, Ucraina, Slovenia, Croazia, Austria e Romania. «Il nodo principale riguarda il mais – prosegue Usai – con l’Italia che dovrà cercare altri mercati in un sistema maggiormente concorrenziale e con il rischio che i prezzi si mantengano elevati». In termini economici, un rischio tanto per l’industria mangimistica che deve acquistare materie prime dall’estero quanto per gli allevatori, che vedono aumentare sensibilmente i costi di produzione alla stalla. Per il responsabile economico di Assalzoo è necessario da parte dell’Unione europea un cambio di passo. «Alcune varietà di cereali e semi oleosi prodotte negli Stati Uniti non hanno ancora l’autorizzazione all’import da parte di Bruxelles – sottolinea –. Poi abbiamo una questione legata al tasso di autoapprovvigionamento e su questo l’Unione europea dovremmo incrementare le rese in campo e aumentare le superfici e le produzioni». Con 6,79 milioni di tonnellate di mais prodotte nel 2020-2021, l’Italia ha un tasso di autoapprovvigionamento del mais pari al 55% (nel 2014-2015 era del 71,9%, fonte: Teseo), contro un tasso dell’Unione europea pari all’86,3 per cento.

Fonte: servizio stampa Veronafiere

Ad Expo 2020 Dubai, il Cile espone l’opera “Pigafetta Pinguinos”, creata da un’artista vicentina per celebrare la prima circumnavigazione del globo terreste con il legno delle foreste abbattute in Veneto dalla tempesta Vaia, se ne parla il 3 marzo alla Biblioteca La Vigna di Vicenza

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Giovedì 3 marzo alle ore 17.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza l’appuntamento culturale La Vigna ad Expo 2020 con PigafettaPinguinos di Margherita Michelazzo. Celebrazione del passato – solidarietà – sostenibilità per il futuro”.

Opera nata per celebrare la prima circumnavigazione del globo terrestre. Dopo la presentazione dei PigafettaPinguinos di Margherita Michelazzo alla 16° Giornata del Contemporaneo da parte della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, attraverso una rete di relazioni e collaborazioni locali e internazionali, “La Vigna” ha accompagnato l’opera dell’artista vicentina ad Expo 2020 Dubai – Padiglione cileno. L’opera, nata per celebrare la prima circumnavigazione del globo terrestre, di cui resta una splendida testimonianza nel diario del vicentino Antonio Pigafetta, è diventata simbolo di rinascita, grazie all’impiego del legno di abete rosso delle foreste abbattute in Veneto dall’uragano Vaia, ed è stata scelta dalla Direzione Generale di Promozione di Esportazione del Cile ProChile per il proprio padiglione ad Expo 2020 Dubai “per i valori artistici, culturali e simbolici che il progetto contiene, in linea con il tema dell’Esposizione Universale “Connecting minds, creating the future”. La presentazione dell’opera e l’intervento di Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia, avranno modo di mettere in risalto l’importanza del recupero e della filiera del legno per un futuro sostenibile delle foreste e di conseguenza del pianeta. I Pinguini sono infatti stati realizzati con pannelli X-LAM, inseriti nella Filiera Solidale PEFC.

Ospite dell’incontro sarà Ana Principe, portoghese, coordinatrice del Progetto Marinheiros da Esperanca (che coinvolge le pediatrie di Portogallo, Spagna e Italia) che, nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni del primo viaggio intorno al mondo, è diventata una delle maggiori sostenitrici nella comunicazione del progetto e con la quale anche “La Vigna” ha avuto il piacere di collaborare nell’ambito di alcune iniziative dove ha potuto far conoscere il proprio patrimonio librario. Con un libro d’artista realizzato da Margherita Michelazzo, una specie di “Diario di bordo”, costruito con un tessuto di canapa antico di produzione vicentina, lo stesso tessuto che veniva utilizzato per la fabbricazione delle vele delle navi, Ana Principe sta raccogliendo autorevoli firme e messaggi per un futuro di Speranza, Sostenibilità e Solidarietà. Dopo i saluti inziali del presidente della Biblioteca “La Vigna” Remo Pedon e delle autorità (rappresentanti del Comune di Vicenza, Regione del Veneto, Consolato onorario del Cile in Vicenza, Associazione Pigafetta 500, Consorzio Legno Veneto) interverranno Ana Principe (Marinheiros da Esperanca), l’artista Margherita Michelazzo e Antonio Brunori (segretario generale PEFC Italia). Farà da moderatore Giustino Mezzalira (vicepresidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna).

PartecipazioneIn presenza: sono richiesti Green Pass rafforzato, mascherina FFP2 e prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000.

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

2-5 marzo 2022, a Veronafiere la 115a rassegna internazionale di agricoltura, anticipata oggi da un summit che celebra i 60 anni della Politica agricola comune

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Un Summit internazionale al palazzo della Gran Guardia di Verona celebra oggi, martedì 1 marzo, i 60 anni della Politica agricola comune (Pac) e guarda al futuro del settore primario. L’evento è organizzato da Fieragricola, il salone internazionale dedicato all’agricoltura, in programma dal 2 al 5 marzo 2022 a Veronafiere, con oltre 520 espositori da 11 Paesi e buyer in arrivo da 29 nazioni.

“Sessant’anni di Politica agricola comune: quali sfide per la Pac? La vision del 2050”, questo il titolo del summit che rappresenta una giornata di riflessione dedicata alla prima politica di aggregazione dell’Europa unita, applicata dal 1962. Oggi, in vista della riforma che entrerà in vigore a partire da gennaio 2023, sono molti i temi sotto la lente. Tra questi: garantire un reddito equo agli agricoltori; aumentare la competitività; riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare; agire per contrastare i cambiamenti climatici; tutelare l’ambiente; salvaguardare il paesaggio e la biodiversità; sostenere il ricambio generazionale; sviluppare aree rurali dinamiche; proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute. A discuterne un panel di relatori che vede, tra gli altri, Maciej Golubiewski, Capo di Gabinetto dell’Agriculture and Rural Development della Commissione Europea; Pekka Pesonen, segretario generale Copa-Cogeca; Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, deputati Parlamento europeo. In collegamento Julien Denormandie, ministro francese dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, e Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Cosa ci attende nel prossimo futuro. In una fase di incertezza per le tensioni geopolitiche, il climate change e il boom dell’energia e delle materie prime, il prossimo 2 marzo (Auditorium Verdi, ore 15), Fieragricola affronterà il tema dei «Mercati agricoli nel 2022. Previsioni, attese e strategie», con la partecipazione, fra gli altri, di Maurizio Martina, vicedirettore generale aggiunto della Fao, Angelo Frascarelli, presidente di Ismea, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

Le Vigne Urbane, tra cui quelle di Venezia, protagoniste a Expo Dubai 2020

893a1605-1625059407 La Urban Vineyards Association (U.V.A.), l’associazione internazionale che a oggi riunisce 11 vigneti nati in città – ne fanno parte le vigne di Torino, Milano, Venezia, Siena, Catania, Palermo, Parigi, Lione, Avignone e New York – dal 28 febbraio al 3 marzo volerà negli Emirati Arabi e sarà fra i protagonisti di Dubai Expo 2020. All’interno del Padiglione Italia, nello spazio della Regione Piemonte, parteciperà alla più grande mostra espositiva mondiale per promuovere il vigneto urbano, un’eccellenza dal respiro tutto italiano, come modello di turismo e di sviluppo cittadino sostenibile.

Le azioni del progetto. La presenza all’Expo di Dubai ha come obiettivo quello di affacciarsi a una delle vetrine più importanti in fatto di innovazione e sviluppo, per promuovere la vigna urbana come esempio di rigenerazione delle città sia sul piano del turismo sia su quello della qualità della vita per i cittadini. Un unicum in grado di rivoluzionare le aree urbane e di diventare il simbolo di un modello di vita più sostenibile. Quattro le principali direttrici del progetto: diffondere una delle più preziose eccellenze enogastronomiche come il vino; sostenere una pianta con un ruolo centrale nell’aridocultura (o dry farming); dare vita a spazi di aggregazione verdi che ospitino piccole comunità in totale rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; sviluppare un asset turistico, dato dal mix fra sostenibile e smart, in piena linea con i trend di rinnovamento sociale e ambientale.

Tematiche di estrema attualità che saranno il focus della conferenza U.V.A. in programma mercoledì 2 marzo alle ore 13.30 (orario italiano) presso il Padiglione Italia, in occasione del Piemonte Regional Day. L’evento, fruibile anche in diretta streaming al link https://youtu.be/hJGJWegKSng sarà l’occasione per presentare a un parterre di grande prestigio l’Associazione, i suoi soci e la filosofia alla base del progetto U.V.A., ma anche per promuovere il vigneto di città come spazio urbano di nuova generazione, efficiente e innovativo e come nuovo asset per un futuribile modello di turismo intelligente, sostenibile e inclusivo. La presenza di U.V.A. a Dubai punta pertanto ad allargare la platea di soci e investitori in tutto il mondo, attestando la forte impronta italiana in un contesto sempre più internazionale. U.V.A. sarà tra i protagonisti all’interno dello spazio dedicato alla Regione Piemonte che, fin da subito, ha accettato con entusiasmo di collaborare per il legame a doppio filo che la lega all’Associazione. Il cuore di UVA ha infatti iniziato a battere proprio nella regione sabauda, in occasione della manifestazione “Vendemmia a Torino” del 2019: fondatore e presidente è Luca Balbiano, produttore vitivinicolo della provincia di Torino che dal 2009 gestisce Vigna Villa della Regina, la vigna metropolitana del capoluogo piemontese da cui tutto è iniziato.

Le vigne urbane riunite nella Urban Vineyards Association sono: Vigna della Regina all’interno di Villa della Regina a Torino, la vigna Clos Montmartre di Parigi, il Clos de Canuts a Lione, i vigneti ritrovati della Laguna di Venezia (due nelle isole di San Michele e Sant’Elena in monasteri del XIII secolo e un altro all’isola delle Vignole), la vigna di Castel di Pugna “Senarum Vinea” di Siena, la Vigna di Leonardo all’interno della casa degli Atellani a Milano, la Vigna del Gallo all’interno dell’orto botanico dell’Università di Palermo, i filari di San Francesco della Vigna a Venezia (foto in alto), il Clos all’interno del Palais des Papes di Avignone, i filari di Rooftop Reds impiantati sui tetti  di Brooklyn a New York, la Etna Urban Winery di Catania . Fanno parte di U.V.A. Anche: Amici di Villa della regina, Coldiretti Piemonte, Benedetto Carella, Associazione Nazionale Città del Vino.

Fonte: Servizio stampa U.v.a.

Siccità, senza nuovi invasi il 95 per cento dell’acqua piovana continuerà ad andare dispersa a mare

siccità

“In periodi siccitosi come quello che stiamo attraversando è ancora più intollerabile il fatto che in Veneto appena il 5% dell’acqua meteorica viene trattenuto sul territorio a fronte di un 95% che viene dispersa a mare. Non è più procrastinabile la realizzazione di invasi per trattenere la risorsa: serve realizzare bacini nuovi, a partire dal riutilizzo delle cave dismesse nella media pianura, ma serve anche realizzare piccoli invasi interaziendali. Per fare questo servono risorse e pianificazione. I Consorzi di Bonifica sono alle prese con un’importante azione di efficientamento della rete irrigua grazie a risorse del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale per 150 milioni di euro a cui si aggiungeranno interventi per 300 milioni di euro che arriveranno con il PNRR. È strategico efficientare la distribuzione della risorsa ma proprio per questo è necessario trovare il modo di trattenerla.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali, commentando dei dati sulla disponibilità della risorsa idrica riguardanti il mese di gennaio pubblicati nei giorni scorsi da Arpav, dati che evidenziano una generalizzata situazione di siccità con scarsità di depositi nivali in alta quota e livelli di risorsa nei laghi alpini, nei fiumi e nelle falde ben al di sotto delle medie del periodo.

Fonte: Servizio stampa Anni Veneto

25 febbraio 2022, incontro Argav-Wigwam all’insegna dello zucchero biologico

Barbabietole da zucchero

Venerdì 25 febbraio p.v., dalle ore 18.30 alle ore 20.30, nella consueta sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), terremo il corso di formazione accreditato dall’Ordine dei Giornalisti (2 crediti) sul tema “Zucchero biologico: una buona carta da giocare per il veneto e l’italia”. Il corso è gratuito ed il numero massimo di partecipanti ammessi è 20 nel rispetto dei protocolli anti Covid. Per chi desiderasse i crediti, le iscrizioni vanno fatte obbligatoriamente attraverso la nuova piattaforma formazionegiornalisti.it.

Programma. Ore 18.30 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto Fabrizio Stelluto, presidente Argav. Relatori: Alessandro Benincà, direttore generale  Italia Zuccheri/Coprob, “Il mercato dello zucchero italiano dopo la riforma saccarifera comunitaria, prospettive future“; Piergiorgio Stevanato, ricercatore Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente – DAFNAE Università di Padova, “I vantaggi ambientali ed economici della coltivazione della barbabietola da zucchero“; Giovanni Campagna, responsabile agronomico Coprob , “Dalla teoria al campo, lo zucchero italiano che ama le api”; Emidio Pichelan, storico locale e Roberto Franco, sindaco di Pontelongo, “Il ruolo dello storico zuccherificio  nello sviluppo sociale ed economico dell’area”; Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, presidente Wigwam Clubs Italia, “I Burci, dolcetti di Pontelongo, che parlano di un territorio”. Coordinatrice: Marina Meneguzzi, giornalista, direttivo Argav.

Al termine del corso, ci sarà il consueto “secondo tempo”, avendo ospiti Luca Stevanato, ceo Finapp, spin off dell’Università di Padova per parlare di un tema di grande attualità: le più moderne tecnologie per la ricerca dell’acqua sotterranea. Lorenzo Busetto, pescatore titolare marchio Mitilla – Chioggia e Settimo Pizzolato, titolare Cantina Pizzolato – Valdobbiadene per presentare il progetto “Back to Basic”. A conclusione, sarà data illustrazione dello stato dell’arte del progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa 2021-22 cui aderisce anche ARGAV., cui seguirà un “terzo tempo” con accompagnamento di cozze e vino.

Bottega apre in Friuli-Venezia Giulia una distilleria di whisky, nel Trevigiano il progetto di un nuovo liquorificio

Bottega

“Non potevamo, dopo aver immesso sul mercato grandi vini, grappe, gin e cognac, non pensare all’whisky”: lo dice con grande soddisfazione Sandro Bottega (sax nella foto con il presidente Argav Fabrizio Stelluto) a capo dell’azienda che porta il suo nome, intervenuto lo scorso 28 gennaio all’incontro Argav nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco(PD). L’investimento previsto dalla casa vinicola trevigiana, che già esporta in 148 Paesi nel mondo, è di quasi 3 milioni di euro all’interno del sito produttivo di Fontanafredda, nel pordenonese, uno dei 5 stabilimenti di proprietà di Bottega spa. Una parte dei 12 mila mq della sede friulana verrà adibita a distilleria.

Connotazione tutta tricolore. “Avremo il vantaggio – spiega Bottega – di avere a disposizione materie prime, quali luppolo, orzo, grano e cereali tutti italiani. Materie prime che garantiranno la differenza. Impianti sofisticati, realizzati da aziende italiane e metodi di produzione molto complessi ci permetteranno di creare sin dall’inizio circa 200 mila bottiglie che, nell’arco di 5 anni, porteremo a un milione. Gli impianti verranno completati entro l’estate del 2022 e questo porterà automaticamente ad assumere un bel po’ di persone oltre a quelle che stiamo individuando per la nostra sede principali di Bibano di Sant’Urbano (TV). Inizialmente con l’whisky punteremo a 7 milioni di euro di ricavi l’anno”. Il nuovo distillato di Bottega avrà un gusto che ricorderà i migliori vini prodotti dall’azienda veneta (dall’Amarone al Brunello, dal Cabernet al Chianti) poiché verrà invecchiato nelle botti che hanno ospitato i vini e quindi l’whisky avrà caratteristiche ancor più particolari.

Ulteriori aperture. Bottega aprirà un nuovo liquorificio di 10 mila mq in una località, al momento top secret, del trevigiano. Si andrà ad incrementare il numero dei Prosecco e terrazze Bar nel mondo, sette le nuove inaugurazioni, dall’hotel Principe a Lazise a 6 nuovi ippodromi dell’Inghilterra dopo quelli di Windsor e Bath (previsione di 20-22 milioni di euro d’incassi). Come azienda Bottega ha chiuso il 2021 con un fatturato di 67,7 milioni di euro, +50% rispetto al 2020 e con 8 milioni in più del 2019.

Fonte: Garantitaly.it

Un progetto di viti-cultura e agri-cultura per Venezia capitale mondiale della cultura e della storia del vino e del vitigno Malvasia

Malvasia-Venezia a La Vigna Vicenza presentazione progetto

Nei giorni scorsi si è tenuto nella Biblioteca Internazionale La Vigna un incontro fra l’associazione AIKAL di Venezia e Veneto Agricoltura per istituire un gruppo di lavoro che faccia luce sull’antico legame fra la Repubblica di Venezia ed il vino denominato “malvagia o marvasiae”, che ha segnato per oltre 500 anni la vita e l’economia della Serenissima, diventando un grande vitigno diffuso in tutta Europa, oggi coltivato in 30 località sparse nel mondo, di cui 17 in Italia. A dare il benvenuto, il presidente del comitato scientifico della Biblioteca Internazionale La Vigna, Danilo Gasparini, e Giustino Mezzalira, vicepresidente della Biblioteca. Il gruppo di lavoro è composto, tra gli altri, da Ettore Bonalberti e Mario Guadalupi di AIKAL, Michele Giannini e Stefano Soligo di Conegliano Veneto Agricoltura, ha proposto di organizzare nell’autunno 2022 un seminario di carattere internazionale sulla Malvasia, sottolineando il valore agri-culturale dell’iniziativa. Senza la Serenissima, oggi il vitigno e il vino Malvasia non esisterebbero.

Venezia, è stato detto dai presenti all’unanimità, può assumere il titolo di simbolo-emblema per raccontare il mondo produttivo dei vini “malvasiae”. Ettore Bonalberti ha presentato il progetto diviso in tre momenti: il seminario aperto, uno sviluppo etnografico scientifico del vitigno e vino “Malvasia”, un evento fisso che coinvolga la produzione dell’intero bacino mediterraneo. E’ stato condiviso che il progetto, duraturo, abbia una formula scientifica e divulgativa insieme con la città di Venezia quale punto di riferimento in base alla storia. Si è accennato anche alle nuove figure dei viti-cultori del terzo millennio in considerazione dell’ attualità e delle diverse prospettive generazionali. Oggi in Veneto sono solo 73 gli ettari coltivati con viti di Malvasia, ha detto Stefano Soligo. Giampietro Comolli, ex produttore di Malvasia, presidente del centro analitico CevesUni e dell’osservatorio economico Ovse, membro del comitato scientifico di AIKAL, ha illustrato la provenienza del vino originario, l’identificazione scientifica dei diversi vitigni sparsi nel mondo e, la peculiarità nell’essere una delle cultivar che più si è adattata e mutata naturalmente nei millenni di coltivazione, portando con sé caratteri solidi della Vitis Vinifera che non vanno persi, proprio con la ricerca della resistenza.

Venezia e la Repubblica sono stati il baricentro della conoscenza e della diffusione del vino Malvasia nel mondo. Un vino di pregio a un costo molto superiore ad altri, talmente noto da dare nome a calli e alle esclusive botteghe “malvagie” veneziane. Un vitigno derivante dalla grande famiglia viticola dei “muskat”, riconosciuto ampelograficamente e denominato in diverse varietà solo agli inizi dell’Ottocento. Comolli ha lanciato l’idea di un premio “Venezia” dell’eno-concorso internazionale delle Malvasie e la realizzazione di una “Vigna Urbana”, identitaria come hanno già altre metropoli turistiche internazionali. La Regione Veneto, già attivata e fortemente interessata al progetto, potrebbe assumere  il ruolo strategico nazionale per un “nomen vitis” legato alla storia millenaria della Serenissima di tutela della Vitis Vinifera come patrimonio di tutti, di incentivazione della presenza proattiva agricola in aree difficili disagiate al servizio di tutta la collettività anche di fondovalle e di pianura, presidio proattivo verso cambi climatici e situazioni ambientali difficili, prendendo  spunto da un grande vino di Venezia diventato il nome di un vitigno che coinvolge 17 distretti nazionali in quasi tutte le regioni italiane… e nelle terre che furono parti importanti della Repubblica, come la  Croazia e la Slovenia.

Si prevede, quindi, un programma che vada oltre il seminario in un’ottica di tutela e di riconoscimento dell’ ”icona” ampelografica ed enologica che il vino, prima, il vitigno poi, ha avuto per millenni di storia vitivinicola dell’intero Mediterraneo. La Biblioteca La Vigna può essere partner fondamentale in quanto da 40 anni promuove studi, ricerche, convegni su temi di agricoltura, di cultura e civiltà della viticoltura, di alimentazione e gastronomia, oltre a possedere una delle biblioteche al mondo più ricche con oltre 60.000 volumi, classificati e consultabili da ricercatori, derivanti da fondi privati e pubblici. Svolge anche azioni di ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della viticoltura-viticultura italiana e non solo che, diversamente, rischierebbero  di scomparire. Interessante anche la visita, aperta per appuntamento, dell’antico palazzo Brusarosco che all’ultimo piano riserva il meraviglioso spazio di 600 mq disegnato come una opera d’arte intera dell’arch Carlo Scarpa. L’incontro si è concluso con un brindisi a base di tre tipologie di Malvasia, effervescente, tranquilla e passita.

Fonte: Gruppo di lavoro Malvasia-Marvasiae-Malvagia & Venezia capitale mondiale

Venerdì 18, giovedì e venerdì 24-25 febbraio, tornano le Giornate internazionali di studio sul paesaggio 2022, tema “Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto”

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Venerdì 18, giovedì 24 e venerdì 25 febbraio 2022 la Fondazione Benetton Studi Ricerche propone online, sulla piattaforma Zoom, con traduzione simultanea italiano/inglese, la diciottesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, dedicate al tema Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto, a cura di Luigi Latini (presidente del Comitato scientifico) e Simonetta Zanon (progetti paesaggio). La riflessione proseguirà con un incontro extra in programma venerdì 11 marzo 2022 alle ore 18. È richiesta l’iscrizione attraverso il link che, con tutte le informazioni utili, sarà pubblicato nei canali social e nel sito della Fondazione.

Il tema dell’abbandono dei luoghi di lavoro e degli spazi di vita – dal mondo rurale alla montagna, dagli spazi minimi dell’abitare ai grandi complessi industriali – è da tempo al centro di ogni discussione sul futuro del nostro mondo e all’origine di una vitalità progettuale che, anche nel campo del paesaggio, sta generando nuovi metodi di lavoro e mentalità operative. Lo sguardo sulle forme attuali di abbandono necessita, infatti, di un approfondimento che la cultura del paesaggio e del giardino può affinare con una attitudine e una strumentazione che guarda a questa condizione come valore in sé, e condizione di crescita, immaginando ogni azione non come misura riparatoria, ma prezioso esercizio di coesistenza. I luoghi dell’abbandono non sono dunque, soltanto, il teatro della memoria o lo spazio in attesa di processi di sostituzione, e le giornate di studio intendono aprire una discussione su come la condizione di sospensione o di rifiuto possa generare una “natura dell’abbandono” che lo sguardo paesaggistico, con la complicità di molti altri contributi, è capace di cogliere e “coltivare” in chiave fattiva e condivisa.

Nello spazio di tre sessioni, che coinvolgeranno studiosi, esperti e professionisti di diverse discipline, saranno messi a confronto e discussi contributi che si muovono, il primo giorno, in ambiti diversi come quello dell’abbandono della montagna, delle foreste, della campagna coltivata, dei borghi, affrontati da sguardi plurali come quello geografico, antropologico o paesaggistico, agronomico e forestale. I temi dell’evoluzione del paesaggio urbano contemporaneo e del destino degli spazi dedicati al “loisir”, che hanno visto l’abbandono di grandi strutture dedicate al tempo libero, saranno invece al centro della seconda e terza sessione del convegno. Anche quest’anno, un contributo alla riflessione sarà affidato alle suggestioni del linguaggio del cinema, a cominciare dal cortometraggio Corrispondenze di Marco Zuin e Alessandro Padovani, prodotto in occasione delle giornate.

Programma completo. Venerdì 18 febbraio 2022 ore 15-19 Sguardi diversi sui luoghi abbandonati. Corrispondenze, un cortometraggio di Marco Zuin e Alessandro Padovani realizzato in occasione delle giornate di studio 2022. Antropologia del terzo paesaggio, Nadia Breda, docente di Antropologia culturale, Università di Firenze; La soddisfazione dell’abbandono, Michela De Poli, architetto paesaggista, MADE associati, Treviso; Paesaggi non intenzionali, Matthew Gandy, docente di Geografia culturale e storica, University of Cambridge; Integrazione o segregazione negli usi delle terre e nei paesaggi? Marco Marchetti, docente di Ecologia e Pianificazione delle risorse forestali, Università del Molise; Montagne di mezzo: prendere le misure dell’abbandono. Mauro Varotto, docente di Geografia e Geografia culturale, Università degli Studi di Padova. Bianco, grigio, verde – paesaggi alpini in morfosi, Günther Vogt, Vogt Landschaftsarchitekten, Zurigo-Londra-Berlino-Parigi; Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro. Antonella Tarpino, storica e saggista, Fondazione Nuto Revelli, dialoga con Daniele Ferrazza, giornalista gruppo editoriale Gedi. Giovedì 24 febbraio 2022 ore 16.30-19 Paesaggi urbani Dall’incolto: ripensare il paesaggio urbano, Jill Desimini, docente di Architettura del paesaggio, Harvard Graduate School of Design; Abbandono con cura Pablo Georgieff, Coloco, Parigi, e Lorenzo Romito, Stalker, Roma; Isole. Paesaggi dello scarto e nuove terre, Sara Marini, docente di Composizione architettonica e urbana, Università Iuav, Venezia, a seguire proiezione in streaming del film Stalker di Andrej Tarkovskij (URSS, 1979, 161’) introducono Pablo Georgieff e Lorenzo Romito. Venerdì 25 febbraio 2022 ore 16.30-19 paesaggi del loisir, L’abbandono: un compito per l’arte e il paesaggismo, Katja Aßmann, direttrice artistica Spreepark, GrünBerlin, Berlino. Dolomiti Contemporanee, Gianluca D’Incà Levis, fondatore di Dolomiti Contemporanee, direttore di Spazio di Casso al Vajont. Regimi di cura e abbandono, Martì Franch, architetto paesaggista, EMF paisatge, Girona; Memoria, topofilia, conflitto e trasformazione urbana: gli stadi calcistici “abbandonati”Fabio Salomoni, sociologo, Dipartimento di Lingue straniere, Koç University, Istanbul. Extra, venerdì 11 marzo 2022 ore 18, Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare, conversazione con Anaïs Tondeur, artista visuale, e Michael Marder, filosofo.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche

La tutela dell’ambiente è un principio costituzionale

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Foresta del Cansiglio – Riserva Naturale Bus della Genziana (foto http://www.uniurb.it)

La Proposta di legge costituzionale approvata dal Parlamento l’8 febbraio scorso inserisce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi fra i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana. Il provvedimento, votato in via definitiva alla Camera dei deputati, modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione e incide direttamente sullo Statuto delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di tutela degli animali.

L’Articolo 9 fa parte degli articoli “fondamentali” della Costituzione. In esso era già contenuta la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della Nazione, con la riforma si attribuisce alla Repubblica anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e viene specificato esplicitamente un principio di tutela per gli animali. La modifica all’articolo 41, invece, sancisce che la salute e l’ambiente siano paradigmi da tutelare da parte dell’economia, al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana. E lo stesso articolo modificato sancisce anche come le istituzioni, attraverso le leggi, i programmi e i controlli, possano orientare l’iniziativa economica pubblica e privata non solo verso fini sociali ma anche verso quelli ambientali.

Gli articoli della Costituzione modificati (in MAIUSCOLO le modifiche approvate)Articolo 9– La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. TUTELA L’AMBIENTE, LA BIODIVERSITÀ E GLI ECOSISTEMI, ANCHE NELL’INTERESSE DELLE FUTURE GENERAZIONI. LA LEGGE DELLO STATO DISCIPLINA I MODI E LE FORME DI TUTELA DEGLI ANIMALI. Articolo 41– L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, ALLA SALUTE, ALL’AMBIENTE. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali E AMBIENTALI. Le modifiche introdotte dal Progetto di legge costituzionale approvato, infine, stabiliscono una clausola di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali negli Statuti speciali delle Regioni Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e delle Provincie del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

Fonte: Ministero della Transizione Ecologica