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Vendemmia 2025, in Veneto regna l’ottimismo

Uve in ottime condizioni e situazione sanitaria sotto controllo: la vendemmia 2025 in Veneto si prospetta tra le migliori degli ultimi anni. Questo è quanto emerso dal secondo incontro della 51° edizione del Trittico Vitivinicolo Veneto, tenutosi nella mattinata di venerdì 22 agosto scorso, in modalità online, con la partecipazione dell’Assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner, del direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua e del direttore del CREA di Conegliano Riccardo Velasco. L’evento, organizzato da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura in collaborazione con CREA, ARPAV e AVEPA, ha fornito agli operatori del settore un quadro previsionale sulla vendemmia che sta iniziando, con particolari approfondimenti sui livelli di produzione attesa e sulla qualità dell’uva che andrà a costituire i pregiati vini veneti.

I dati previsionali del Veneto, presentati da Patrick Marcuzzo del CREA, lasciano ben sperare: rispetto al 2024, quando sono stati prodotti 1.374.400 di tonnellate d’uva, sono attese circa 100.000 tonnellate in più. Nel 2025, infatti, i danni provocati dalla peronospora sono stati molto più contenuti, mentre le perdite causate dalla grandine sono pressoché equivalse a quelle del 2024. Inoltre, il meteo estivo, analizzato da Fabio Zecchini dell’ARPAV, non ha inciso negativamente: seppur il 2025 sia stato tra le annate più calde degli ultimi settant’anni e le ondate di calore di giugno e agosto si siano rivelate particolarmente durature ed intense, un luglio dagli impulsi freschi e da precipitazioni record (è stato il 2° luglio più piovoso in Veneto dopo il 2014) ha riequilibrato la situazione.

In questo contesto, i livelli di fertilità si sono innalzati e il peso degli acini d’uva è mediamente cresciuto in confronto a quello dell’anno scorso. Le varietà d’uva più rinomate si presentano così in condizioni ottimali e, sul fronte della resa produttiva, appaiono, in media, tutte in leggero aumento. Più nel dettaglio, i dati elaborati dall’Osservatorio economico agroalimentare di Veneto Agricoltura, evidenziano variazioni a seconda della provincia. Se Belluno sarà sostanzialmente in linea con il 2024 (+1%), su Padova e Rovigo si prevede un incremento fino al +10% per Glera, Pinot grigio, Merlot e Cabernet. Stabile anche la produzione a Treviso, con eccezione del Pinot grigio (+2%) e della Glera (-3%), vitigno che invece cresce nel Veneziano (+5%) assieme allo Chardonnay (+3%), mentre cala il Pinot grigio (-3%). Per Verona e Vicenza sarà un’annata particolarmente positiva, con aumenti rispettivamente fino al +15% per Merlot e +10% per Corvinone e Garganega.

“L’unica preoccupazione è legata al contesto internazionale, vista la conferma dei dazi da parte degli Stati Uniti, ma il Veneto è perfettamente in grado di gestire quest’aumento. A tal proposito, stiamo guardando con grande attenzione al pacchetto vino dell’Unione Europea: si tratta di uno strumento che ci potrà dare una mano a contrastare le conseguenze legate ai dazi. Inoltre, quello americano non è l’unico mercato esistente: esorto sempre i nostri produttori a ricercare anche nuove opportunità altrove, perché, nel contesto attuale, aprire ulteriori frontiere può regalare grosse soddisfazioni”, ha affermato l’assessore Caner.

Il secondo incontro del Trittico Vitivinicolo è, inoltre, servito per stimolare un confronto diretto con le altre regioni vitivinicole italiane ed estere, grazie alla riproduzione di contributi video in cui operatori di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna hanno proposto le previsioni vendemmiali nelle rispettive aree geografiche. In generale, la situazione italiana è parsa positiva, con l’unico punto di domanda legato ai dazi e allo smaltimento delle scorte a fronte degli incrementi di produzione.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

11 e 14 settembre, lo spettacolo teatrale (ingresso gratuito) “Far filò: storie della terra e del cielo” arriva nelle aziende agricole socie di Coldiretti Rovigo

Il filò contadino, l’antica usanza dei territori rurali, diventa tema d’ispirazione per la rassegna itinerante nata dalla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto, Arteven e Coldiretti Veneto con il sostegno della Regione del Veneto, all’interno del più vasto progetto “Coltivare Teatro”. Il progetto teatrale promuove il valore della sostenibilità ed è una iniziativa creata per recuperare il valore della narrazione orale, rurale ma anche per recuperare le radici della cultura veneta, valorizzando quella di provenienza rurale. L’ingresso ai due spettacoli è gratuito, prenotazioni su Eventbrite.

Appuntamento quindi con “Scano Boa” di Theama Teatro che sarà messo in scena nell’azienda agricola Andrea Giuriolo, in via Umberto Maddalena a Pettorazza Grimani (Rovigo) l’11 settembre alle 19. Lo spettacolo nasce come progetto di valorizzazione del territorio attraverso il recupero di un rapporto sinergico tra identità e ambiente. Così come narrato dallo scrittore Gian Antonio Cibotto l’uomo si forma in relazione all’ambiente nel quale vive. L’itinerario di viaggio della propria formazione non può prescindere dalla salvaguardia dell’ambiente in cui il viaggio stesso si compie.

Sposta poi lo sguardo sul lavoro agricolo lo spettacolo “Dal mulo al drone ma col motocoltivatore” il 14 settembre alle 16 nell’azienda agricola La Bocalina di Silvia Bertazzo in Località Caì Garzoni 32 ad Adria (Rovigo). A mettere in scena lo spettacolo per famiglie è Teatro Moro con un’originale favola che ha per protagonisti un agricoltore e un topo, entrambi alle prese con un mondo che cambia di continuo, dove l’aratro di legno lascia il posto all’aratro di ferro, poi alla falce, via via fino al drone.

“Il fare filò animava il nostro territorio e la gente bei campi nel passato, oggi quel bel racconto agricolo si trasforma in questa progettualità, in un network importante per tutti coloro che operano ai fini organizzativi che sarà arricchente per tutti coloro che ne usufruiranno – afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto -. Tutti abbiamo bisogno di riscoprire il valore della socialità e trovare una nuova dose di umanità, oltre che tenere accese le nostre comunità, soprattutto quelle più piccole. Per questo ci mettiamo a disposizione con le nostre aziende che conoscono già il termine della “multifunzionalità” e con questo progetto teatrale si apriranno anche a un nuovo modo di fare accoglienza. Come mondo agricolo abbiamo bisogno della vicinanza della cittadinanza per raccontare l’agricoltura di oggi, fatta di sfide economiche, ma anche sociali e sindacali. Necessitiamo di aprirci all’esterno per poter dialogare con le comunità fatta di persone e anche consumatori che potranno riscoprire l’agricoltura semplice e genuina”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Rovigo

 

5-7 settembre 2025, porte aperte al vivaio del Parco delle Terme di Levico (Trento) per la fioritura delle dalie

Il Parco delle terme di Levico (Trento) apre le porte del suo vivaio per un fine settimana dedicato alla fioritura delle dalie: oltre 150 varietà in pieno splendore, tutte da ammirare! Un’occasione unica per scoprire i mille colori e le diverse forme di questo fiore amatissimo, con tanti consigli utili per coltivarlo nei propri giardini e orti. L’entrata è libera!

La dalia è il fiore nazionale del Messico, dove cresce spontaneamente in natura e veniva già coltivata dalle civiltà precolombiane, come gli Aztechi, che la usavano anche a scopo alimentare e medicinale. Il nome “Dahlia” fu dato in onore del botanico svedese Anders Dahl, allievo di Linneo. Il genere Dahlia comprende circa 42 specie originarie prevalentemente degli altopiani del Messico e del Centro America, da cui derivano oltre 20.000 cultivar selezionate a scopo ornamentale. Oggi esistono dalie di ogni tipo: a palla, a cactus, a collare, semplici o doppie, e possono avere che vanno da 30 cm fino 200 cm.

All’interno del parco sarà inoltre visitabile la mostra Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente allestita presso Villa Paradiso. La mostra evidenzia, attraverso una selezione di immagini, filmati, documenti e oggetti, le peculiarità dei giardini e parchi che sono sintesi di saperi e forme artistiche diverse, per sensibilizzare nei confronti di un patrimonio storico-culturale quanto ambientale da salvaguardare e tutelare. Gli sguardi sui giardini storici di diverse epoche si concentrano sull’evoluzione degli stili e del concetto stesso di giardino da luogo ideale a luogo reale. L’evoluzione dei diversi stili di giardino è presentata in un contesto europeo seguendo le diverse epoche storiche: dall’antichità al Medioevo, dall’Umanesimo all’Ottocento e fino alla contemporaneità. Orario d’apertura: 10.00-13.00 / 13.30-18.00. Parco delle Terme di Levico Tel. 0461 495788.e-mail: parco.levico@provincia.tn.it

4 settembre-12 ottobre 2025, torna a Bibione (Venezia) “Calma Piatta”, il festival delle arti e delle scienze per il mare

Dal 4 settembre al 12 ottobre 2025 Bibione (Venezia) ospiterà la seconda edizione del festival “Calma Piatta” con un programma di incontri pubblici, proiezioni, spettacoli, esperienze in spiaggia e laboratori per persone di tutte le età. Giunto alla seconda edizione, la manifestazione – organizzata dall’Associazione Menti Libere, con il patrocinio del Comune di San Michele al Tagliamento e il contributo di Banca Credifriuli, ABIT, Bibione Green&Smart srl Società Benefit, Lions Club Bibione e AVIS-AIDO Bibione – si propone di “smuovere le acque” e promuovere la conoscenza e la tutela dell’ecosistema marino e degli habitat naturali costieri, messi a rischio dalle azioni umane. Un evento diffuso nel territorio della località balneare, per connettere e animare i suoi luoghi, privilegiando i contesti naturali di pregio e promuovendone la conoscenza e la tutela, per il benessere della nostra specie e di tutti gli organismi che li abitano. Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita.

Il programma

La seconda edizione di “Calma Piatta” è dedicata all’ “Ascolto profondo, suoni in emersione” ed esplora la creatività sonica dei mari e degli oceani, ricordandoci che sono ambienti tutt’altro che silenziosi. Sono tantissimi gli organismi marini che emettono suoni per comunicare, per orientarsi, per difendersi dai predatori o per il corteggiamento. L’inquinamento acustico generato dalle attività umane sta però causando il declino di diverse specie di cetacei e pesci. Le barriere coralline stanno diventando ambienti silenziosi. Come possiamo educarci a un ascolto consapevole e sintonizzarci nuovamente alla creatività sonica del Pianeta Blu?

Il Festival inaugurerà giovedì 4 settembre alle ore 20:30 con una serata di cinema all’aperto a Punta Baseleghe, in affaccio sulla laguna di Caorle e Bibione. Il Camping Capalonga ospiterà la proiezione del pluripremiato docu-film Blue Carbon, grazie alla partnership con Wake Europe Project, un importante progetto europeo di sensibilizzazione e risveglio civico, fondato dai giornalisti internazionali Annalisa Piras e Bill Emmott. In un viaggio tra musica e scienza, la produttrice musicale, dj e biologa marina Jayda G ci inviterà ad ascoltare con attenzione i messaggi del Pianeta Blu, esplorando le potenzialità degli oceani per la lotta ai cambiamenti climatici e l’importanza della conservazione degli habitat costieri. Al termine della proiezione seguirà un dibattito con Barbara Favaro, responsabile di progetti internazionali sul carbonio blu.

I laboratori creativi

Giovedì 4 settembre, dalle 17:00 alle 18:00, l’Oasi naturalistica Val Grande ospiterà il laboratorio “Dall’energia al suono”, a cura di Kaleidoscienza. Un’esplorazione sensoriale ed empirica per scoprire che anche il suono è una forma di energia e orchestrare insieme un’originale partitura sonora. Venerdì 5 settembre, dalle 16:00 alle 17:30, il Faro di Punta Tagliamento ospiterà invece il laboratorio di riciclo creativo PlasticArt, a cura di Cas*Aupa. Un’attività educativa e divertente, che stimola la creatività e la consapevolezza ecologica. Grazie alla collaborazione con Cas*Aupa e al supporto di WWF Area Marina Protetta di Miramare, durante le giornate del Festival sarà allestito un totem sonoro realizzato in plastica riciclata, che trasmetterà alcune registrazioni sonore subacquee di animali acquatici. Il Faro di Bibione, simbolo della località e punto di riferimento nella costa Alto Adriatica per la promozione culturale e artistica, sarà il protagonista anche di una mattinata all’insegna di divulgazione, teatro, laboratori ed esperienze immersive in spiaggia.

Domenica 7 settembre, a partire dalle 10:30, sul palco di Calma Piatta si alterneranno lo spettacolo teatrale per famiglie “Silenzio, parla il mare!” a cura della compagnia Teatrobàndus e l’incontro “Arte e scienza in ascolto”, che vedrà dialogare la biologa marina e ricercatrice del CNR-ISMAR Venezia Marta Picciulin con la curatrice e progettista culturale dell’Associazione Etrarte Eleonora Cedaro. Modererà l’incontro Maria Cristina Pedicchio, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Promozione della Ricerca Europea. Due eventi importanti per immergerci nei paesaggi sonori delle profondità marine e conoscere le potenzialità di arte e scienza di cooperare in sinergia per promuovere la conoscenza della creatività sonica dei mari e i rischi legati all’inquinamento acustico di impatto antropico.

I più piccoli potranno partecipare all’attività didattica “Intrighi subacquei”, organizzata dal WWF Area Marina Protetta di Miramare: un gioco a squadre per esplorare la biodiversità marina e alcune problematiche che ne minacciano la conservazione. Nell’arco della giornata sarà inoltre allestito uno spazio bookshop con albi illustrati e pubblicazioni tematiche, a cura della libreria Todoro di Portogruaro. Il Festival si arricchisce anche di due proposte immersive nella spiaggia adiacente il Faro, per risvegliare l’ascolto profondo e scoprire la complessità di un mondo che vive al di sotto delle onde e la cui esistenza è sempre più messa a rischio dall’impatto delle attività umane. Primo appuntamento venerdì 5 settembre alle ore 18:00 con il laboratorio somatico “Oltre il suono”, condotto da Marta Sandri, in cui esplorare in modo giocoso e intuitivo la forza creativa dei nostri corpi e voci in risonanza con i suoni della natura. Secondo appuntamento domenica 7 settembre alle ore 18:30, con il racconto sonoro “Silenzioso Sommerso Story”. Una narrazione immersiva nella sonosfera dei mari e degli oceani, ideata dagli artisti Alexandra Genzini e Marco Stefanelli in collaborazione con l’OGS. Un’esperienza unica da vivere collettivamente in riva al mare al tramonto.

Gli eventi di ottobre

Il Festival chiuderà a ottobre con due date pensate per coinvolgere la comunità locale durante la bassa stagione e promuovere azioni di cittadinanza attiva e cura del territorio. Giovedì 9 ottobre alle ore 20:30 presso il Savoy Beach Hotel, la ricercatrice del CNR-ISMAR Venezia Fantina Madricardo e il geologo marino Fabio Trincardi, ex direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, a Roma, dialogheranno sul palco per evidenziare gli “Impatti antropici visibili e invisibili sui sistemi costieri: dall’erosione all’inquinamento acustico”. Un incontro pensato per aprire gli occhi – e le orecchie – su una realtà complessa, ma cruciale per la salute dell’ecosistema marino. Cleanin’ March – domenica 12 ottobre sarà invece una giornata dedicata alla cura del territorio, tra pulizia comunitaria della spiaggia, musica dal vivo con i DeCanto e un laboratorio per bambini e bambine, in collaborazione con Legambiente Veneto Orientale. Il ritrovo è previsto alle h 10:00 in Via Procione, all’inizio della ciclopedonale che porta al Faro. 

I promotori del festival

Menti libere è un’associazione no profit attiva dal 2012 in progetti di promozione del rispetto ambientale e dell’inclusione sociale attraverso il linguaggio dell’arte e della creatività come strumenti di espressione, benessere e aggregazione. Organizza progetti di rigenerazione urbana partecipata, residenze artistiche, eventi e didattica, creando spazi di incontro per persone di tutte le età e culture, prediligendo contesti marginalizzati e favorendo la partecipazione delle giovani generazioni. Lavora con comunità, enti pubblici e istituzioni per generare cambiamento attraverso processi partecipati. Info: Sito web: www.calmapiattafestival.it, canali social: Instagram/Facebook @calmapiattafestival, Email: info@calmapiattafestival.it. Dove previsto, le modalità di iscrizione sono consultabili dal sito. Eventuali variazioni del programma verranno comunicate sul sito e sulle pagine social.

Fonte testo e immagine: servizio stampa Comune San Michele al Tagliamento

L’Asiago Dop Prodotto della Montagna conquista i “Millenial”. Nei fine settimana 5-7 e 12-14 settembre, il Consorzio che lo tutela dà appuntamento ai “cheese lover” a Made in Malga 2025

L’Asiago DOP si conferma tra le case history più efficaci nel raccontare la cultura agroalimentare italiana secondo il 1° Rapporto sul Turismo DOP realizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia con il supporto del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).

Sempre più Millennial (dai 25 ai 39 anni) scelgono di visitare malghe e caseifici dell’Altopiano dei Sette Comuni e della Provincia di Trento produttrici dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna per scoprire un turismo lento e rispettoso, che unisce gusto, natura e identità e vivere esperienze autentiche: osservare il lavoro del casaro, ascoltare le tradizioni raccontate dal malghese e assaporare un formaggio simbolo di biodiversità, rispetto dell’ambiente e cura del paesaggio.

In linea con il nuovo Regolamento Europeo 2024/1143, che attribuisce ai Consorzi di Tutela delle DOP e IGP un ruolo attivo nello sviluppo turistico, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha promosso nuovi strumenti e azioni: mappe delle malghe scaricabili dal sito ufficiale, contenuti digitali e storytelling sui social per illustrare la vita in malga, i valori della DOP e l’identità culturale sulla quale poggia la storia del formaggio Asiago oltre a incontri dedicati alla stampa e opinion leader internazionali, con visite dirette di giornalisti e influencer sui luoghi di produzione.

“Valorizzare il formaggio Asiago significa rafforzare l’identità del territorio di produzione, preservare le tradizioni  e generare un valore sociale ed economico che guardi al futuro – spiega Flavio Innocenzi, Direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. – Il nostro impegno è quello di raccontare il volto moderno della specialità, capace di parlare alle generazioni più attente a benessere, qualità alimentare e sostenibilità”.

E nei fine settimana 5-7 e 12-14 settembre, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago invita alla tredicesima edizione di MADE IN MALGA, l’evento nazionale dedicato ai formaggi e  alle produzioni di montagna in programma nell’Altopiano dei Sette Comuni. Eventi, degustazioni, incontri offriranno tante occasioni per conoscere i caseifici e le malghe venete e trentine produttrici dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna, la produzione che nasce sopra i 600 metri: Caseificio Finco, Caseificio Pennar, Malga Basson di Sotto, Malga Dosso di Sotto, Malga Larici, Malga Marcai, Malga Pian di Granezza, Malga I Lotto Valmaron, Malga Serona e Malga Verde.

In piazza, nell’area espositiva dedicata all’Asiago DOP, sarà presente anche l’ASIAGO POINT dove, accompagnati da un esperto del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, i visitatori potranno assaggiare le diverse stagionature del formaggio e scoprire segreti, curiosità e abbinamenti.

In questa edizione, per la prima volta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago propone VOCI DI MALGA, una finestra sulla vita, il sapere e la passione dei malghesi custodi dell’arte casearia con la produzione dell’Asiago DOP. Sabato 6, domenica 7 e sabato 13 settembre, alle 17:00, il palco della centrale Piazza Carli di Asiago accoglie i visitatori in un viaggio dove il formaggio Asiago prende forma e vita nei racconti dei suoi protagonisti.

Dopo il successo dello scorso anno, torna anche ASIAGO EXPERIENCE, lo spazio promosso direttamente dal Consorzio di Tutela con incontri dedicati alla scoperta del mondo del formaggio Asiago e il focus sulla preziosa produzione di montagna prodotta esclusivamente sopra i 600 metri. Nel corso degli appuntamenti, condotti con la collaborazione di AIS VENETO e ONAF Delegazione di Vicenza, il pubblico apprenderà come degustare il formaggio Asiago e abbinarlo con vino, miele per comprendere al meglio quale e quanto prezioso sia il miracolo che ogni giorno arricchisce le nostre tavole. Ogni appuntamento avrà la durata di 40 minuti e sarà accompagnato da un assaggio guidato di formaggio Asiago. L’ingresso è gratuito, su prenotazione su Eventbrite fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Appuntamenti sempre immancabili, le due masterclass: sabato 6 settembre  ore 11, con “Eleganza in quota: le bollicine di montagna incontrano l’Asiago DOP, si celebra l’incontro tra due mondi unici: la raffinatezza delle bollicine metodo classico d’alta quota e la ricchezza sensoriale dell’Asiago DOP in tutte le sue stagionature. Con la seconda masterclass, domenica 14 settembre ore 11 “Asiago DOP e Tenuta Ornellaia: un incontro tra icone di territorio e spiriti nobili” si mette al centro l’Asiago DOP, formaggio simbolo, capace di raccontare il tempo, la cura artigianale e la forza di un territorio autentico. Le sue diverse stagionature – dal Fresco, al Mezzano, al Vecchio fino allo Stravecchio, complesso e persistente – svelano una sorprendente versatilità gastronomica e una ricchezza sensoriale che si esprime al meglio nell’abbinamento con grandi vini.

Nel corso di MADE IN MALGA, il formaggio Asiago potrà essere gustato anche all’Asiago Bistrot curato dallo chef Massimo Spallino del Ristorante Hotel Vecchia Stazione Canone di Roana e nei ristoranti e agriturismi dell’Altopiano che proporranno uno speciale menù con l’Asiago DOP protagonista in taglieri degustazioni e interpretazioni gourmet. Informazioni sull’evento: https://www.madeinmalga.it/

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Global Sumud Flotilla, Argav aderisce e sostiene l’iniziativa volta a portare aiuti umanitari ai civili della Striscia di Gaza

Tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre 2025 da diversi porti del Mediterraneo partiranno le imbarcazioni della Global Sumud (che in palestinese significa resistenza) Flotilla, iniziativa a cui partecipano 44 Paesi per portare aiuti umanitari ai civili della Striscia di Gaza e rompere l’embargo navale che Israele ha imposto sulla Striscia.

“Il Direttivo Argav ritiene importante non rimanere in silenzio di fronte al genocidio in diretta mondiale compiuto dal Governo israeliano che non risparmia nessuno, bambini e giornalisti compresi”, afferma il vice presidente Renzo Michieletto. Per questo motivo ha aderito alla raccolta fondi finalizzata all’acquisto di generi alimentari che saranno portati a Gaza dalla flottiglia internazionale. “Non è più tempo per i se e per i ma, e quella di Global Sumud Flotilla è un’impresa eccezionale. Certo, ci sono molti rischi – per chi s’imbarca, ma anche sulla riuscita dell’impresa e dei suoi obiettivi -, ma è doveroso tentare”, aggiunge Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Nella foto in alto, Gaza, scultura di Guido Rabbiato, artista di Castelguglielmo (Rovigo) eseguita con la tecnica del filo di ferro e saldature

Granchio blu, minaccia o risorsa?

Il granchio blu atlantico (Callinectes sapidus) è una specie aliena introdotta nel Mediterraneo al di fuori del suo habitat naturale, che si estende lungo la costa occidentale dell’oceano Atlantico. Questo crostaceo è caratterizzato da un’elevata capacità di adattamento, fecondità e comportamento aggressivo, e oggi è considerato una delle specie più invasive presenti nei nostri mari. A partire dall’estate del 2023, infatti, il granchio blu ha invaso in modo massiccio il Delta del Po, mettendo in ginocchio la produzione di vongole veraci, settore in cui l’Italia detiene il primato europeo. In questo video della serie «100 secondi» realizzato dal Laboratorio comunicazione dell’IZSVe si può conoscere meglio il granchio blu e le attività che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) sta conducendo relativamente a questa specie.

Fonte testo e video: servizio comunicazione IZSVe/credit foto Coldiretti Veneto

Piani agricoli nazionali: più verdi, ma ancora non abbastanza per gli obiettivi dell’Unione Europea

La politica agricola comune (PAC) è un ambito di intervento fondamentale dell’Unione europea, a cui è destinato il 31 % della dotazione finanziaria dell’UE per il periodo 2021-2027. Basata sui piani definiti da ciascuno Stato membro, si articola in due fondi: il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Ma c’è un abisso tra i valori-obiettivo climatico-ambientali dell’UE e i piani agricoli elaborati dagli Stati membri, questa è la conclusione di una relazione pubblicata dalla Corte dei conti europea.

La politica agricola comune (PAC) per il periodo 2023-2027 ha dato agli Stati membri la flessibilità necessaria per riflettere nei propri piani gli ambiziosi obiettivi ecologici dell’UE. Tutti gli Stati membri si sono avvalsi delle esenzioni per le condizioni agricole e ambientali, mentre alcuni di essi hanno ridotto o ritardato l’applicazione delle misure verdi necessarie per ottenere i fondi dell’UE. Nel complesso, gli auditor della Corte concludono che i piani nazionali della PAC non sono molto più ambiziosi di prima per la tutela ambientale.

I 378,5 miliardi di euro erogati dalla PAC 2021-2027 mirano, oltre che ad assicurare il sostegno a un reddito adeguato per gli agricoltori, alla sicurezza alimentare e ai mezzi di sostentamento nelle zone rurali, oltre a difendere l’ambiente dai danni e dai cambiamenti climatici, che possono anch’essi avere ripercussioni dirette sulla produzione agricola (in caso, ad esempio, di condizioni meteorologiche estreme). “L’impostazione della politica agricola comune è migliorata sotto il profilo ecologico. Tuttavia, rispetto al passato, non abbiamo riscontrato differenze sostanziali nei piani agricoli degli Stati membri”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “La nostra conclusione è che le ambizioni climatico-ambientali dell’UE non trovano sponda a livello nazionale e che mancano, inoltre, elementi chiave per valutare la performance ecologica”.

La nuova PAC ha introdotto maggiori condizioni per ottenere i fondi dell’UE, offrendo nel contempo agli Stati membri maggiore flessibilità nell’applicazione di determinate norme. Ha poi istituito i regimi ecologici, che premiano le pratiche benefiche per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali, e ha riconfermato le misure di sviluppo rurale; in entrambi i casi ha previsto l’obbligo, assolto da tutti gli Stati membri, di assegnare una percentuale minima di fondi alle misure climatico-ambientali.

Tuttavia, rispetto al periodo precedente, la Corte non ha riscontrato un miglioramento sostanziale dei piani PAC sotto il profilo ecologico. Inoltre, in risposta alle proteste degli agricoltori del maggio 2024, sono stati allentati alcuni requisiti di condizionalità (come la rotazione delle colture per migliorare la qualità del suolo, ora divenuta facoltativa) e, pertanto, l’impatto verde dei piani potrebbe essere ancora inferiore.

La Corte ha inoltre rilevato che i piani PAC non sono ben allineati al Green Deal, che pure rappresenta una delle principali politiche dell’UE a favore del clima e dell’ambiente. Le norme non impongono agli Stati membri di includere nei rispettivi piani agricoli una stima dei contributi della PAC ai valori-obiettivo del Green Deal. A giudizio della Corte, l’aumento dei terreni coltivati con metodi biologici è l’unico obiettivo misurabile; peraltro, sarà molto difficile raggiungere il valore fissato dal Green Deal a questo riguardo per il 2030. Stando all’analisi della Corte, il conseguimento degli obiettivi del Green Deal dipende in larga misura da azioni che esulano dalla PAC.

Gli auditor segnalano poi che il quadro di monitoraggio per verificare la performance ecologica della PAC è stato semplificato, ma manca di elementi chiave (ad esempio, la mera comunicazione delle azioni intraprese per ridurre le emissioni non è indicativa di una loro riduzione effettiva). La Corte raccomanda pertanto di rafforzare il quadro, in particolare definendo con chiarezza valori-obiettivo e indicatori di risultato che misurino i progressi compiuti.

Fonte testo e foto: servizio stampa Corte dei conti europea

Aree interne (montane, collinari e rurali) condannate all’eutanasia nel Piano strategico nazionale per mancanza di fondi, Argav ne sposa la battaglia di sopravvivenza

Come fa un Paese a decidere scientemente di trasformare un giardino in deserto?  Ne parla il presidente Argav, Fabrizio Stelluto, nella rubrica “Pensieri obliqui” per Verde a Nordest.  Una battaglia, quella a difesa delle aree “marginali”, come per esempio quello limitrofo a Valle Millecampi, a Codevigo, che di recente ha ospitato l’assemblea Argav), territori a forte rischio “eutanasia” per mancanza di fondi dirottati dal Governo ad altre voci di spesa, che Argav fa propria, perché le aree interne non sono certo problemi da contenere, ma risorse da liberare.

Tartarughe marine e cetacei spiaggiati, nidi di Caretta caretta presenti nelle coste venete, la giunta firma un provvedimento a favore della loro gestione e tutela

Complici i cambiamenti climatici con la temperatura del mare più calda nelle coste venete e in particolare nel litorale veneziano tra Cavallino, Pellestrina e Chioggia, sono in aumento i ritrovamenti di tartarughe e in parte minore di delfini spiaggiati. Da gennaio 2025 sono già state rinvenute 12 tartarughe vive, 99 tartarughe morte e 9 delfini morti, nel 2024 sono state 111 le tartarughe trovate morte e 8 delfini contro le 87 tartarughe morte e i 12 delfini morti del 2020.

A fronte di questi eventi, l’assessore regionale ai Parchi e alla Pesca, Cristiano Corazzari ha presentato il nuovo Protocollo, approvato con delibera di Giunta, per la gestione lungo le coste del Veneto di tartarughe marine e cetacei spiaggiati e la tutela degli eventuali nidi di Caretta caretta (fino ad oggi sono solo due i casi di nidificazione di tartarughe sulle coste venete, avvenuti entrambi nel 2021 uno a Jesolo e il secondo nel Delta del Po). Sarà aggiornato ogni tre anni per recepire le novità normative e scientifiche. Risponde alle richieste del Ministero della Salute e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in attuazione della Rete nazionale degli spiaggiamenti dei mammiferi marini.

Afferma Corazzari: “Tartarughe marine e cetacei rappresentano specie di straordinario valore ecologico e culturale, sentinelle della salute del mare. Il nostro obiettivo è costruire una rete regionale capace di intervenire in modo tempestivo ed efficace, mettendo a sistema competenze scientifiche, sanitarie e operative. La tutela della biodiversità non è solo un dovere verso l’ambiente, ma anche un investimento sul futuro del territorio e delle generazioni che lo abiteranno. Da sottolineare inoltre che questi interventi vengono realizzati senza arrecare alcun danno alla pesca, garantendo che le attività di protezione non vadano a discapito dei pescatori”.

Il protocollo nasce in sinergia con Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione, ARPAV, Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, Direzioni regionali competenti in materia di ambiente, sanità veterinaria, turismo e biodiversità, Comuni costieri e Capitanerie di Porto, Musei naturalistici e centri di recupero. Inoltre, si inserisce in un percorso già avviato dalla Regione con l’istituzione di un HUB della fauna selvatica terrestre e marina nel Delta del Po e con la partecipazione a progetti strategici europei come Interreg POSEIDONE, dedicati al monitoraggio e alla conservazione delle specie marine.

Fonte testo: ufficio stampa Regione Veneto, credit foto Caretta caretta Ufficio stampa Legambiente Veneto