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Zanzare ed epidemie: premiato dalla Commissione Europea un modello per mappare il rischio alla cui realizzazione hanno contribuito Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Fondazione Edmund Mach e UniTrento 

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Controllare le zanzare (anche) dallo spazio. Sembra un paradosso e invece è il fulcro di Eywa (EarlY WArning System for Mosquito-borne diseases), il sistema avanzato di allerta precoce per le malattie trasmesse dalle zanzare. Un progetto multidisciplinare coordinato dall’Osservatorio Nazionale di Atene al cui sviluppo partecipano l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), la Fondazione Edmund Mach (FEM) e l’Università di Trento.  Il sistema EYWA è in fase di attuazione operativa in nove regioni europee e, da quest’anno, sarà trasferito nei paesi extra UE, Costa d’Avorio e Thailandia.

Oggi l’80% della popolazione mondiale vive in aree dove è presente almeno una delle principali malattie trasmesse dalle zanzare, territori dove patologie come malaria, Chikungunya, dengue, febbre gialla o Zika causano oltre 700.000 morti all’anno. Per contribuire a prevenire e mitigare l’impatto di queste malattie, la Commissione europea ha indetto un premio per finanziare il miglior prototipo che, basandosi su dati geo-spaziali, consentisse di monitorarle e prevenirne la trasmissione all’uomo. Una selezione nella quale il sistema Eywa è risultato il migliore, conquistando il primo premio e ricevendo una sovvenzione di 5 milioni di euro. Basato sulla combinazione di attività di campionamento e sorveglianza sul campo, su analisi di laboratorio, sviluppo di modelli matematici e mappe dinamiche, l’obiettivo di Eywa è quello di combinare i big data derivanti dall’osservazione della Terra e parametri ambientali, climatici, meteorologici, socioeconomici, demografici raccolti sul campo, definendo così un’infrastruttura capace di disegnare modelli predittivi di diffusione affidabili.

L’approccio interdisciplinare di Eywa – che incrocia i dati spaziali del portale Geoss, quelli raccolti dal programma di osservazione satellitare terrestre Copernicus e quelli ottenuti con attività sul campo – è stato possibile attraverso l’incrocio di varie competenze e professionalità. Una sinergia tra diversi attori che potrà ora beneficiare di un importante finanziamento per crescere e perfezionarsi, un percorso di affinamento al quale saranno chiamati anche i partner italiani del progetto, a cominciare dal Laboratorio di parassitologia, micologia ed entomologia sanitaria dell’IZSVe. “Il progetto ha visto la collaborazione fra vari paesi, e il suo successo si basa sull’incontro di professionalità molto diverse, dagli entomologi ai matematici” dichiara Gioia Capelli, direttore sanitario dell’IZSVe “Ancora una volta le malattie trasmesse da vettori ci insegnano quanto l’approccio multidisciplinare settoriale alla salute unica sia oggi necessario. Il ruolo del nostro Laboratorio è stato quello di fornire i dati derivanti dal sistema di sorveglianza entomologica della West Nile Disease. Il dataset è stato utilizzato per confrontare e validare i dati predittivi sviluppati dai modelli matematici del sistema Eywa con dati reali di presenza e densità di zanzare Culex pipiens e del genere Anopheles in Veneto, vettori rispettivamente di West Nile virus e malaria”.

Tra i numerosi dati che compongono il sistema Eywa e partecipano alla definizione di un modello accurato, quelli ottenuti attraverso l’attività di campionamento entomologico in Trentino, un’azione svolta dalla Fondazione Edmund Mach con particolare attenzione per le specie di zanzare di maggior interesse per la sanità del territorio. “L’attività di ricerca della FEM che coordina il tavolo provinciale sul monitoraggio della zanzara tigre e di altre specie di vettori di interesse sanitario – spiega Annapaola Rizzoli, responsabile dell’Unità Ecologia applicata alla salute del Centro Ricerca e Innovazione – prevede di effettuare campionamenti sulle specie di zanzare di maggior interesse per la sanità, ma anche analisi di laboratorio finalizzate allo studio dei parametri vitali delle specie, incluso lo studio delle preferenze alimentari, e lo sviluppo di modelli matematici di previsione. Questa iniziativa senz’altro permetterà nuove collaborazioni scientifiche dalle potenziali importanti ricadute per la salute pubblica, non solo locale ma anche internazionale”.

Quanti più sono i dati raccolti, e più ricca è la loro provenienza, tanto più sono necessari modelli matematici capaci di leggerli. “Il nostro gruppo – chiarisce Andrea Pugliese, matematico di UniTrento – lavorava da tempo sulla modellizzazione dell’infezione del virus West Nile, una delle malattie trasmesse dalle zanzare. Cercavamo di capire come il clima, le temperature o altri fattori rendessero tali epidemie alcuni anni più pesanti e altri meno. Una expertise che abbiamo messo al servizio di Eywa per creare un sistema che avesse buoni livelli di predittività, per studiare le incidenze dei virus nelle varie zone. Un sistema che funziona abbastanza bene e che, con i nuovi fondi della Commissione europea, dovremo ora affinare ulteriormente”.

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Da gennaio 2022 stop all’importazione e da giugno alla vendita di prodotti alimentari contenenti l’additivo E171 (biossido di titanio), in quanto a rischio effetto cancerogeno

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Dall’inizio del 2022, la Commissione Europea ha vietato in Europa l’uso del biossido di titanio come additivo alimentare, concedendo un periodo di transizione massimo di sei mesi cosicché il divieto diventerà assoluto e totale nei prodotti alimentari a partire da giugno. Per i consumatori, il biossido di titanio è configurato in etichetta come additivo alimentare dalla siglatura E171: questo additivo è utilizzato in una varietà di prodotti alimentari, tra cui gomme da masticare, dolciumi, pasticcini, zuppe e piatti pronti, grazie alla sua capacità di opacizzare e conferire il colore bianco a molti prodotti.

La decisione della Commissione si basa sul parere scientifico espresso a maggio 2021 dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa): «Tenuto conto di tutti gli studi e i dati scientifici disponibili – aveva affermato Maged Younes, presidente del panel di esperti Efsa sugli additivi e aromatizzanti alimentari (Faf) – il gruppo scientifico ha concluso che il biossido di titanio non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare. Un elemento fondamentale per giungere a tale conclusione è che non abbiamo potuto escludere timori in termini di genotossicità, connessi all’ingestione di particelle di biossido di titanio. Dopo l’ingestione, l’assorbimento di particelle di biossido di titanio è basso, tuttavia esse possono accumularsi nell’organismo umano. E questa azione potrebbe avere effetti cancerogeni».

Al momento esclusi i prodotti cosmetici e medicinali. A seguito del regolamento comunitario per l’eliminazione del biossido di titanio dall’elenco degli additivi alimentari autorizzati, alle aziende del settore alimentare sarà vietato importare prodotti contenenti E171 in Europa, ma anche produrre prodotti contenenti E171 nell’UE o venderli nell’UE. Il biossido di titanio è anche un ingrediente centrale di un gran numero di medicinali e prodotti cosmetici, ma per il momento, le industrie farmaceutiche e cosmetiche non saranno interessate dal divieto.

Fonte: Garanitaly.it

A Thiene (VI), un corso per tecnici casari finanziato dalla Regione del Veneto, iscrizioni entro il 10 febbraio 2022

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Un’importante opportunità per fare esperienza apprendendo nozioni teoriche e pratiche di un mestiere antico oggi molto ricercato dalle aziende del settore: il tecnico casaro. Da marzo a dicembre 2022 si terrà a Thiene (Vi) un percorso gratuito teorico e pratico voluto e finanziato dalla Regione del Veneto (DGR 1428/2021 “Specialisti per il domani”), organizzato da Cesar in collaborazione con Veneto Agricoltura, tramite il suo Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari e l’Istituto Tecnico Economico Aulo Ceccato di Thiene, città che in passato ha accolto decine di corsi che hanno formato generazioni di casari (si calcola oltre un migliaio dall’inizio degli anni ‘90).

800 ore complessive. Validato dal Polo Tecnico Professionale Agroalimentare, il percorso di studio e formazione per tecnici casari fornirà ai partecipanti competenze su un’ampia gamma di argomenti che vanno dalla conoscenza approfondita della materia prima, il latte, alle tecnologie di produzione casearia; dalla stagionatura, l’affinamento e il confezionamento alla conservazione, la vendita e la valorizzazione dei prodotti caseari. Il corso tratterà anche argomenti quali l’organizzazione aziendale, l’analisi del mercato, il marketing del prodotto, le modalità di commercializzazione, le normative relative alla gestione dell’azienda, ecc.

Un mestiere molto richiesto dal mercato. Per partecipare al corso occorre il titolo di scuola superiore o il 4° anno di formazione professionale e un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, inoltre si deve risultare inoccupati o disoccupati. La durata del corso è di 800 ore complessive, di cui 400 di teoria e 400 di stage. E’ possibile iscriversi fino al il 10 febbraio. Le selezioni sono previste entro il 15 febbraio. Maggiori informazioni su: https://www.auloceccato.edu.it/home/index.php/ifts-2/ oppure ai numeri 0444 168576, 0445 361554 o 329 2348554.

Nuove competenze per un antico mestiere. “La formazione nel campo delle professioni legate al grande mondo dell’agricoltura – dichiara Elena Donazzan – assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro – è una leva di crescita e sviluppo sempre più strategica. La Regione del Veneto ha investito e continuerà ad investire nei progetti formativi, in particolare quelli che mirano alla valorizzazione degli antichi mestieri, aggiornati con le competenze che chiede il mondo contemporaneo. Il corso per tecnici casari in avvio a Thiene ne è un esempio significativo, per dare maggiore impulso ad un settore in crescita”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Per le nuove generazioni ecco il Premio Wigwam Stampa Veneta 2022

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E’ entrata nel vivo in questi giorni la campagna rivolta ai giovani under 25 anni, del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti” che mette in palio riconoscimenti in denaro, per articoli e video, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni, della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Il Premio, promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto è supportato dal partenariato di ANCI Veneto, dall’Ordine dei Giornalisti e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, oltre che dalla sede in Veneto di UNAGA. Vi collaborano, tutte le Comunità Locali Wigwam del Veneto, il Festival del Viaggiatore e AICQ del Triveneto. Si tratta di un partenariato aperto al quale si vanno aggiungendo singoli comuni, scuole di ogni ordine e grado ed associazioni.

Gli elaborati prodotti, inoltre, saranno impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News per fare alle nostre Comunità un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale. Un’iniziativa che si avvale anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

I giovani e i giovanissimi, potranno partecipare inviando articoli inediti che raccontino/documentino l’attivismo delle Comunità Locali per la preservazione, la cura e la valorizzazione delle peculiarità dei territori (ambiente, cultura, prodotti e piatti tipici, persone). Elaborati che potranno essere composti in chiave di cronaca attuale anche a mo’ di ricerca, di racconto e/o di intervista ai protagonisti.

Sono previsti tre premi di 300 Euro per elaborati individuali, uno per ogni categoria di età: under 14, 15-18, 19-25 anni. Un premio di 800 Euro di gruppo per il miglior insieme di almeno 12 elaborati. Ed un premio di 600 Euro per il miglior video realizzato da un gruppo partecipato da almeno 12 componenti. Una occasione per i giovani per iniziare ad essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori. Per ricevere il bando e ulteriori info: direzione@wigwam.it  Tel. +39 049 9704413.

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Siccità: scarse riserve idriche, non più rinviabile la realizzazione di nuovi invasi secondo Anbi Veneto

Siccità

Campagne a secco, scarse nevicate, acquiferi in calo. Il prolungarsi del periodo siccitoso che si sta registrando in Veneto configura all’orizzonte la tempesta perfetta. Una tempesta molto secca, in verità. A destare particolare preoccupazione, soprattutto in previsione della stagione delle irrigazioni, è la mancanza di acqua immagazzinata sottoforma di depositi nivali in montagna e i bassi livelli delle falde acquifere. “Poca neve in montagna oggi significa, in mancanza di piogge, poca acqua in pianura nei prossimi mesi. Paghiamo le scarse precipitazioni in bassa quota come in alta quota e soprattutto il disfacimento prematuro del manto nevoso a causa delle alte temperature – spiega Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali -. Questi depositi rappresentano solitamente un serbatoio d’acqua ancora più prezioso in primavera quando, con l’apertura della stagione irrigua, iniziano i prelievi nella rete idraulica secondaria che innerva il territorio e porta acqua alle campagne”.

Il dato più significativo proviene dal bellunese, sul bacino del Piave, dove in questo inizio d’anno il manto nevoso ammonta a 140 milioni di metri cubi d’acqua contro i 600 milioni di metri cubi di un anno fa. I primi a risentirne – dati Arpav – sono ovviamente i serbatoi montani, con un riempimento medio dei laghi alpini sul bacino del Piave pari a circa il 50% del volume invasabile e appena del 30% per i laghi alpini del bacino del Brenta, entrambi abbondante sotto la media storica (-40%). Ma i segnali d’allarme arrivano anche dal sottosuolo “la mancanza di precipitazioni anche nel mese di autunno ha comportato un abbassamento dei livelli degli acquiferi. I rischi maggiori si registrano nei territori costieri dove la mancanza d’acqua dolce nelle falde lascia spazio all’intrusione del sale marino”.

Il perdurare della siccità ha aggravato una situazione che già a dicembre segnava, sempre secondo Arpav, un 47% in meno di precipitazioni rispetto alla media del periodo, che scendevano al -63% nel bacino dell’Adige e al -60% nel bacino del Piave. Sempre a dicembre i principali fiumi regionali segnavano portate nettamente sotto la media: -51% per il Bacchiglione, -41% Brenta, – 33% Po, -20% Adige. A fine anno, l’indice SPI che misura la siccità nelle campagne, indicava un quadro di siccità da moderata ad estrema sul Polesine, nella Bassa Padovana e nella parte centro meridionale della provincia di Venezia “il quadro, a gennaio, è sicuramente peggiorato e a fine febbraio sarà già tempo di semine e trapianti e fioriranno gli alberi da frutto.” “La situazione che stiamo attraversando – conclude Anbi Veneto – ci ricorda che non è più rinviabile la realizzazione di infrastrutture per conservare l’acqua. Serve ampliare la capacità degli invasi e servono nuovi bacini per l’acqua, soprattutto in media pianura. Ma alla base di tutto serve soprattutto una pianificazione che si accompagni a dotazioni finanziare adeguate, soprattutto in questo periodo dove possiamo attingere dal Pnrr. I consorzi di bonifica del Veneto stanno già realizzando opere finanziate tramite Psrn per 150 milioni di euro e hanno pronte opere per altri 300 milioni di euro.”

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

La foresta di Bugoma, in Uganda, a rischio distruzione. Le associazioni che la difendono chiedono un aiuto.

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La socia giornalista Argav Beatrice Tessarin informa della campagna fondi organizzata dalle associazioni turistiche e di volontariato per la salvaguardia della foresta di Bugoma, nel sud-ovest dell’Uganda, minacciata dalla multinazionale Hoima Sugar che la sta estirpando per coltivare canna da zucchero (a questo link è possibile avere un’idea dell’argomento trattato). È una campagna molto coraggiosa di poche lungimiranti associazioni. I fondi servono per proseguire l’azione legale contro la multinazionale, che si è appropriata della foresta demaniale grazie a delle manovre contrattuali. Non lasciamoli soli. È una rovina enorme per l’habitat terrestre, per la biodiversitá, per gli animali che ci vivono, per i cambiamenti climatici, per l’intelligenza umana schiacciata sotto l’ottusitá del profitto. Per contribuire alla campagna fondi:

https://www.gofundme.com/f/save-bugoma-forest-2020?fbclid=IwAR3y64Rz9PpB2m5maXSojSj_6Q6t6WrMI_iSSMwUmdPVv0qNtgghkPKGCb4

28 gennaio 2022, incontro Argav-Wigwam dedicato alla comunicazione del vino

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Nel rispetto delle normative sanitarie, i soci Argav ritornano con il nuovo anno ad incontrarsi al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per parlare di “Il vino…non si puo’ non comunicare”. L’incontro, realizzato su proposta del consigliere Emanuele Cenghiaro, si svolgerà venerdì 28 gennaio prossimo alle ore 18:30.

Interventi. Nella serata si avvicenderanno: Alice Lupi, giornalista e sommelier, direttrice de IL Sommelier della Fisar (rivista vincitrice del premio Gourmand Award 2021 – sezione Magazine World of WInes) ed autrice dell’e-book “Il Cervello di Bacco”. Alessandro Lazzarin, fotografo professionista, già vincitore dei premi Wine Photo Festival e Scatti Divini del Toscana Foto Festival. Collabora con studi grafici ed agenzie marketing, sviluppando progetti sia nel mondo del vino che della ristorazione. Sandro Bottega, imprenditore, contitolare dell’omonima azienda vitivinicola, il cui prosecco è il prodotto “a bollicine” più venduto nei “traveller shop” e nei “duty free” di tutto il mondo dopo il celebre Moet Chandon.  E’ l’uomo, che ha “reinventato” la grappa ed è conosciuto per la ricerca anche estetica delle sue bottiglie. Patrizia Loiola, coordinatrice Guida Slow Wine per il Veneto e Carmen Terranegra, presidente associazione “Arte&Vino”. Al termine (ore 20.30), Vittorio Pierobon, giornalista, presenterà il suo libro “Ecosfide – 20 storie di scelte alternative nel rispetto della natura. Sarà, inoltre, ospite La Casearia Carpenedo di Camalò di Povegliano (Treviso) per presentarci attività e prodotti, che avremo successivamente possibilità di degustare, abbinati a vini Bottega. Partecipazione su prenotazione con Green Pass. 

27-29 gennaio 2022, a Padova si parla di cammini e patrimonio rurale con rurAllure 

Turismo rurale

Dal 27 al 29 gennaio 2022 l’Università di Padova ospiterà ricercatori, università e istituzioni provenienti da tutta Europa per parlare di ripresa del turismo in fase post Covid. In particolare, ci si concentrerà sul patrimonio rurale che le principali rotte di pellegrinaggio in Europa offrono lungo i loro itinerari. Si tratta di una delle iniziative promosse da rurAllure, il progetto triennale finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio rurale situato in prossimità degli itinerari culturali e delle vie di pellegrinaggio.

I 4 progetti. Durante l’evento, verranno presentati i progressi e le prossime fasi di sviluppo dei quattro progetti pilota che compongono l’area di ricerca di rurAllure, lanciati ufficialmente nel mese di giugno 2021: dal patrimonio letterario lungo il Cammino di Santiago, ai siti termali di origine etrusca e romana lungo le tre rotte che conducono a Roma (ovvero la Via Francigena, la Via Romea Germanica e la Via Romea Strata), passando per il patrimonio etnografico sulla rete scandinava di Sant’Olav, fino alla ricchezza naturalistica che un pellegrino può scoprire lungo il cammino di Maria Ut, che attraversa l’Europa orientale e i Balcani, tra Ungheria, Slovacchia e Transilvania.

La città di Padova è tata scelta per questo importante meeting internazionale in quanto il Veneto è una zona nota per il suo patrimonio artistico, storico e termale, nonché una delle sei regioni italiane attraversate dalla via Romea Strata. Con i suoi 1.400 km (solo in Italia), si tratta del più vasto e vivo sistema di strade di un pellegrinaggio antico diretto verso Roma, ancora oggi percorribile. Lungo questa via millenaria è possibile immergersi nella storia e nella natura per scoprire alcuni dei siti termali utilizzati già da Etruschi e antichi Romani per le loro attività terapeutiche. Padova e la sua provincia, in particolare da Battaglia Terme a Candiana, è percorsa dalla via Romea Strata, nel suo tratto Romea Annia.

Il turismo lento. I pellegrini costituiscono un asset importante per il turismo in epoca post-Covid, considerato il crescente interesse per le attività all’aria aperta; a loro volta, le aree intorno alle vie di pellegrinaggio sono dei luoghi ideali per realizzare nuove esperienze culturali e dare nuovo valore al turismo di prossimità. In Italia, il connubio tra patrimonio termale e vie di pellegrinaggio rappresenta una carta vincente all’interno della promozione del turismo sostenibile, un vero trend dall’estate 2020: ne sono un esempio tangibile i numerosi siti termominerali localizzati in tutta Italia lungo la via Romea Strata, come Montegrotto Terme, per restare nel Padovano, o lungo la via Francigena in Toscana, con Saturnia e San Casciano, solo per citarne alcune.

Fonte: Servizio stampa rurAllure

Rigoni di Asiago (VI) acquisisce un’azienda francese specializzata nel cioccolato biologico

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Rigoni di Asiago (VI), l’azienda italiana leader nel biologico della famiglia Rigoni, ha acquisito Saveurs & Nature, azienda francese specializzata in cioccolato biologico. Partner dell’operazione Crédit Agricole FriulAdria, che ha erogato un finanziamento ESG linked collegato al raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità da parte dell’azienda.

Fondata nel 1923, Rigoni di Asiago è una delle più importanti aziende produttrici di biologico in Europa, segmento nel quale è stata pioniera. I suoi marchi, realizzati con materie prime biologiche di alta qualità,hanno conquistato milioni di consumatori non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Oggi, la Francia è il mercato export più importante per l’Azienda veneta; qui la sua crema spalmabile di nocciole, priva di olio di palma, è diventata la seconda nel ranking delle creme spalmabili (la prima per quanto riguarda il bio).  Nella foto in alto, Andrea Rigoni.

Fondata nel 2001, Saveurs & Nature, incarna i valori dei suoi fondatori, Valérie e Jean-Michel Mortreau, appartenenti a una famiglia di agricoltori biologici . L’azienda è nata nel retrocucina del ristorante biologico “RestObio”, a St Herblain, in cui i cioccolatini bio venivano offerti come accompagnamento al caffè. Il successo di questi cioccolatini fu talmente grande che la famiglia Mortreau decise di dedicarsi completamente alla produzione di cioccolato 100% bio. Nel corso degli anni, i loro prodotti si sono affermati presso la distribuzione specializzata. La società, che si trova in Vandea, nel comune di Saint Sulpice Le Verdon, impiega oggi 70 dipendenti tra cui 32 Maitres Chocolatier.

Fonte: Servizio Stampa Rigoni di Asiago

Gal Patavino, nuovi bandi per oltre 1 milione di euro di contributi

Turismo Sostenibile Tarvisiano

Il GAL Patavino ha aperto i termini per la presentazione delle domande di aiuto – il 22 marzo 2022 scadono i termini di invio – per i seguenti tipi di intervento:

Bando 3.2.1 Informazione e promozione sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, rivolto a Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protetta (DOP), delle indicazioni geografiche protette (IGP) dei prodotti agricoli e alimentari; b) consorzi di tutela delle DOP e IGP dei vini.Contributi a fondo perduto per: azioni d’informazione e promozione riguardanti i prodotti agricoli che rientrano tra i regimi di qualità. Percentuale del contributo: 70% per azioni di informazione e di promozione. Minimo e massimo investimento: 10.000- 35.000 euro. Chi ottiene il contributo partecipa allo sviluppo locale del territorio: aumenta il valore aggiunto delle produzioni e sviluppa le filiere corte locali.

Bando 6.4.2 Creazione e Sviluppo di Attività extra-agricole nelle aree rurali, rivolto a microimprese e piccole imprese; persone fisiche. Contributi a fondo perduto per: creare e sviluppare attività extra agricole (artigianali, turistiche, commercio, di servizio…) a favore dello sviluppo locale nelle zone rurali. Percentuale del contributo: dal 35 al 40%. Minimo e massimo investimento: 15.000 – 80.000 euro. Chi ottiene il contributo partecipa allo sviluppo locale del territorio: Avviando o sviluppando attività imprenditoriali, l’area rurale diventa più attrattiva e competitiva, e accogliente per la comunità locale.

Bando 7.5.1 Infrastrutture e informazione per lo sviluppo del turismo sostenibile  nelle aree rurali rivolto agli Enti locali territoriali e all’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei per la valorizzazione, la riqualificazione e la messa in sicurezza di “infrastrutture su piccola scala” costituite da percorsi e itinerari esistenti, comprese le infrastrutture adiacenti ossia complementari. Il bando rinnova il sostegno ai progetti degli Enti che si aggregano per promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile nell’area del GAL Patavino. Percentuale del contributo: 100% Minimo e massimo investimento: 140.000 – 200.000 euro

Bando 7.6.1 “Recupero e riqualificazione del patrimonio architettonico dei villaggi e del paesaggio rurale”rivolto agli Enti Locali per investimenti di carattere edilizio volti al recupero e riqualificazione di strutture e infrastrutture costituite da immobili ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale. Percentuale del contributo: 100% Minimo e massimo investimento: 25.000 -150.000 euro. I testi integrali dei bandi possono essere scaricati alla sezione Bandi e finanziamenti – Bandi Pubblici. Per informazioni contattare il GAL Patavino: Tel.+39 0429.784872; email: servizio.tecnico@galpatavino.it; pec: galpatavino@pec.it

Fonte: Gal Patavino