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Agroalimentare Veneto: un 2009 discontinuo

Discontinuo, ecco il termine utilizzato dai tecnici di Veneto Agricoltura per disegnare l’andamento del settore primario veneto lo scorso anno. Il “Rapporto 2009 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”,  presentato oggi, giovedì 24 giugno 2010, dall’Amministratore Unico dell’Azienda regionale Paolo Pizzolato, nella ormai tradizionale conferenza stampa di fine giugno. Pizzolato non si è soffermato solo al 2009, ma ha anche fornito alcuni dati, alcune proiezioni relative al primo semestre 2010, ormai al termine.

Riorganizzazione di Veneto Agricoltura. Il 2009 – ha detto Pizzolato – è stato un anno difficile per tutti i settori produttivi. Anche l’agricoltura non ha potuto sottrarsi a questo trend negativo. Comunque, il primario ha reagito meglio e quindi si cominciano già ad intravvedere segnali di ripresa. Veneto Agricoltura, azienda della Regione, si sta riorganizzando per rispondere alle richieste provenienti dal mondo agricolo e dalla stessa Regione. L’ente avrà una struttura più flessibile, più veloce nel dare feedback agli input della nostra imprenditoria agricola e agroalimentare, rendendosi sempre più struttura di servizio. Siamo anche un’azienda di ricerca applicata, al fine di portare l’innovazione al mondo agricolo, forestale e agroalimentare: i nostri progetti saranno sempre più finalizzati all’utilità concreta dell’imprenditoria per renderla sempre piú competitiva sui mercati europei e internazionale. Da tempo siamo all’avanguardia in vari settori, ad esempio quello delle agroenergie; procederemo spediti anche in altri tra cui la pesca e l’acquacoltura.

I dati 2009. Con una flessione dell’8,4% rispetto al 2008 per un totale di 4,5 miliardi di euro il fatturato del primario veneto sconta la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli che ha interessato molte colture e allevamenti. Continua il calo delle imprese agricole venete, scese a 79.500 unità (-3,2% rispetto al 2008) e degli occupati in agricoltura (-1,8%). Positiva invece la bilancia commerciale, che registra una diminuzione delle importazioni (-13%), proporzionalmente maggiore di quella delle esportazioni (-8%), con una conseguente  riduzione del deficit di circa il 28% rispetto al 2008.

Attività colturali. Per il mais variazioni lievi rispetto all’anno precedente, che rimane la principale coltura del Veneto. Gli ettari sono scesi a 234.700 (-1,3%) mentre la produzione, grazie all’incremento della resa, è salita a 2.250.000 tonnellate (+1%). Il prezzo medio annuo è invece calato notevolmente attestandosi su circa 130 euro/t (-30%). Non è andata meglio per il frumento tenero: subisce una significativa contrazione della superficie coltivata (-9%) e della produzione (560.000 t, -14,6%), e registra un ribasso dei listini del 32% con un prezzo medio annuo sceso a 146 euro/t. Non dissimili i risultati del frumento duro con una contrazione produttiva del 12% e picchiata dei prezzi pari in media al -44%. Ride il riso, la cui produzione torna a crescere (18.500 t, +17%) e il cui prezzo, in un’annata commerciale particolarmente sfavorevole per i cereali, ha registrato un lieve aumento (+1,5%). Boom della superficie coltivata a colza più che raddoppiata in un anno, raggiungendo i 3.400 ettari, fatto che conferma l’interesse dei coltivatori per le agroenergie. Se cresce il colza, scende la soia, la cui coltivazione è calata 15% (61.000 ettari) come anche il prezzo (-14%); comunque  l’andamento climatico favorevole ha fatto lievitare la resa e di conseguenza la produzione (222.700 t, +26,5%). Superficie e produzione sostanzialmente stabili invece per la barbabietola da zucchero: gli ettari coltivati sono stati 15.700 (+3%) e la produzione 965.000 t (-1%).

Le orticole. Nel 2009 si è registrato un ulteriore calo delle superfici (ora  34.900 ettari, -1%). La variazione riguarda quasi esclusivamente le orticole in serra, scese a 3.650 ha, -8%. Il valore della produzione degli ortaggi segna invece una variazione moderatamente positiva (+1% circa), raggiungendo i 635 milioni di euro.  Bene il radicchio, salito a 9.750 ettari (+3%), con una produzione complessiva pari a 135.000 tonnellate (+2%). Il prezzo medio annuo è risultato in aumento del +15-20% a seconda della varietà con un’impennata dei prezzi nei primi mesi dell’anno, superiori anche del 60%, successivamente scesi a valori nella norma.  Si mangia più verdura? Forse. Si è visto che anche la lattuga ha registrato un significativo aumento di produzione (39.200 t, +7,5%) ma, come insegnano i manuali di economia, con la conseguente flessione delle quotazioni (-6%). Uguale sorte per la fragola, per la quale a una produzione di 225.00 tonnellate (+18%) ha fatto da contraltare una diminuzione di prezzo del -25%. Invariate invece la superfici coltivate a patata (3.200 ha, 126.000 t), con il prezzo in calo del 10%.

Florovivaismo. E’ una bella realtà produttiva regionale. Infatti sono ancora in crescita le superfici che hanno raggiunto i 3.200 ettari (+7%), con un incremento in particolare di quelle in coltura protetta (+11%). Cresce anche il numero delle aziende (1.733, +1%) per una produzione complessiva regionale di 1,38 miliardi di piante (+2,5%) di cui il 76% è costituito da materiale vivaistico. Le quotazioni dei fiori recisi sono risultate in aumento del +14%.

Frutta. Se da una parte la produzione delle principali colture è apparsa in significativa crescita, per effetto di un andamento climatico in molti casi favorevole, dall’altra si è assistito durante l’anno a un crollo dei prezzi all’origine. Qualche esempio? Il melo (produzione +10%) che ha visto abbassare le proprie quotazioni del -17%, ed ancor di più le pesche e le nettarine (produzione +19%, prezzi – 43%). Il pero invece, pur avendo prodotto il 7% in più, ha leggermente incrementato le quotazioni dell’anno precedente (+2%). Listini al ribasso anche per actinidia (-30%) e ciliegio (-15%). Le difficoltà a livello commerciale hanno messo in evidenza le carenze strutturali del comparto frutticolo e la necessità di riorganizzare l’offerta, stipulare accordi con la Grande Distribuzione ed espandere le esportazioni.

Vigne e vini. 70.000 sono all’incirca gli ettari del vigneto veneto. La vendemmia 2009 è da considerare moderatamente favorevole sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Sono stati raccolti circa 1,1 milioni di tonnellate (+1,5%) di uva che hanno consentito di ottenere 8,1 milioni di ettolitri di vino (+0,7%). Significative le variazioni riscontrate nella ripartizione delle tipologie di prodotto: sono aumentate del +25% le produzioni DOC-DOCG e del +71% quelle per i vini da tavola, mentre scendono del – 22% i vini IGT. Variazioni che vanno interpretate come conseguenza della riforma della OCM vino e delle modifiche apportate in alcune importanti denominazioni, in particolare nella DOC Prosecco. Le note stonate arrivano dal versante commerciale: sia per i prezzi delle uve – calati mediamente del -10-20%, con punte anche del 30-40% a seconda delle zone e delle tipologie -, sia per i prezzi dei vini (in particolare i bianchi alla borsa merci di Treviso hanno subìto un calo del -25%; i vini rossi DOC invece, alla borsa merci di Verona, hanno spuntato mediamente un +3% rispetto al 2008). Un miliardo di euro è il valore del vino veneto esportato nel 2009, una bella cifra ma in calo del -5,5% sul 2008.

Latte. La produzione di latte è stata pari a 11 milioni di quintali (-2%, fonte Agea), ma il comparto ha dovuto subire una diminuzione di prezzo notevole (-11%, mediamente 37 euro/100 litri Iva compresa). Il numero degli allevamenti è sceso di un ulteriore -3%, mentre l’annoso problema delle quote latte sembra avviato ormai a una soluzione considerando che gli esuberi di quota individuale sono diminuiti del 73% passando da 137.000 a 37.000 tonnellate. Oltre il 75% del latte prodotto in Veneto è destinato alla trasformazione casearia, con una netta prevalenza per i formaggi DOP (circa il 40%).

Carne. La produzione veneta di carne bovina nel 2009 è di circa 209.000 tonnellate (-2,3%), mentre il prezzo medio dei vitelloni è sceso del -3%. Per quanto riguarda la carne suina, a un moderato aumento della produzione (137.600 t, +1,5) è corrisposto il calo dell’8% dei prezzi, analogamente alla carne avicola che ha registrato una crescita produttiva del +2,4% rispetto al 2008, raggiungendo le 444.000 tonnellate, ma anche una flessione delle quotazioni pari al -2,3%.

Pesca. Nel 2009 si è registrato un aumento delle aziende attive nella pesca e acquacoltura del +3%, con un incremento più che proporzionale delle aziende dedite all’acquacoltura (+4,8%). Ma il numero dei pescherecci è diminuito del -5,4%, scendendo a 730 unità, mentre il prodotto transitato nei 6 mercati ittici regionali è diminuito dello 0,1% in quantità e dell’1,8% in valore, per un fatturato complessivo di circa 117 milioni di euro.

(fonte Veneto Agricoltura)

A Farra di Soligo (Tv), sinfonie tra i vitigni

Iniziato martedì scorso a Soave (VR), l’ottavo congresso internazionale “Terroir”, avrà questa sera 17 giugno (ore 19,00) un momento unico ed esaltante. L’esecuzione della Sinfonia n.29 di Wolfgang Amadeus Mozart in mezzo alle vigne sarà un elogio alla bellezza degli ultimi vigneti storici delle colline del Prosecco DOCG, combinando viticoltura e cultura in un connubio sempre più stretto. Un concerto prestigioso eseguito dall’orchestra dell’Accademia di S. Giorgio di Venezia diretta dal Maestro Alessandro Tortato. Prima esecuzione in assoluto, in una vigna. Il programma prevede la partenza con pulmini da Farra di Soligo (TV) per la località Collagù, alle 18.30.  Il concerto, come detto, è previsto per le ore 19,00.

21 Paesi a convegno. Il Congresso “Terroir” è promosso ogni due anni dall’O.I.V. (Organizzazione internazionale della vite e del vino di Parigi). Questa edizione, predisposta in collaborazione con il CRA di Conegliano, Regione e Veneto Agricoltura vede la presenza di 21 Paesi, il dispiegarsi di una sessantina circa di relazioni ma soprattutto il numero, mai raggiunto in precedenza, di 151 ricerche esibite. E’ presente un folto gruppo di ricercatori dell’Est (Georgia, Bulgaria, Romania, Ungheria), a significare lo sforzo che stanno facendo questi Paesi per far emergere nuovamente le loro viticolture storiche. Le visite tecniche sono state studiate per lasciare una forte e indelebile immagine della viticoltura veneta (Prosecco e i suoi paesaggi, isole di Venezia e i loro vigneti, Amarone e le ville della Valpolicella, suoli calcarei e vulcanici di Soave).

Le novità dal Convegno.  Il vigneto deve essere meno curato per fargli avere un comportamento più naturale e questo per avere una miglior qualità “genetica” e un minor impatto sull’ambiente e sulle risorse naturali (ad esempio  l’acqua); studio dell’ambiente: nuovi software e nuovi strumenti scientifici per lo studio del suolo, del clima, della risposta della vite alle sollecitazioni ambientali; il clima cambia: come si comporta la vite, a quale latitudine e altitudine si è spostata la vite negli ultimi 15 anni? Prosecco e Soave: zonazioni storiche che datano quasi 100 anni, loro presentazione.

(fonte Veneto Agricoltura)

“Piattaforma biologico”: nuovo bando e avviso

La Piattaforma tecnologica italiana in agricoltura biologica,  istituita  lo scorso 19 gennaio con il supporto “Rete italiana per la ricerca in agricoltura biologica” presso il Dipartimento Agroalimentare del CNR a Roma, agisce con lo scopo di favorire una visione comune a livello nazionale sull’avanzamento del settore individuandone le linee di ricerca prioritarie. E proprio in un’ottica di sviluppo è stato dato il via dal Comitato promotore della “Piattaforma”, di cui Veneto Agricoltura è membro, ad un bando ed ad un avviso pubblico.

Bando per esperti scientifici e tecnici del settore. Il primo per selezionare esperti scientifici e tecnici del settore in rappresentanza dei diversi comparti della filiera del biologico italiano che andranno a comporre il “Comitato Scientifico” e le cui candidature dovranno pervenire entro il 30 giugno 2010.

Avviso pubblico per aziende, enti pubblici, enti privati e associazioni. Il secondo per permettere alle aziende, enti pubblici e privati ed associazioni interessate di essere parte della “Piattaforma”. L’adesione garantirà ai membri il diritto di partecipare ai lavori, alle assemblee ed alle iniziative della “PTBio Italia” che agirà come open forum nel recepire le istanze di tutti i componenti coinvolti.

Le informazioni e i moduli relativi al bando e all’avviso sono reperibili all’indirizzo internet di Rirab. La Segreteria di PTBio Italia può inoltre essere contattata allo 06/49932607-3187 c/o il Dipartimento Agroalimentare del CNR a Roma.

(fonte Veneto Agricoltura)

15-18 giugno 2010: i maggiori esperti del mondo del vino s’incontrano a Soave (Vr)

cantina sociale di Soave Borgo Rocca Sveva

Da martedì 15 fino a venerdì 18 giugno 2010 i riflettori mondiali del vino si accenderanno su Soave (VR), capoluogo della ricerca in viticoltura. Nella Cantina sociale di Soave (Borgo Rocca Sveva) si svolgerà infatti l‘Ottavo Congresso Internazionale “Terroir”, dove si discuterà di zonazione, territorio, ambiente e paesaggio in rapporto alla qualità e tipicità del vino.

Al convegno, i 150 maggiori esperti mondiali di vino. Promossa ogni due anni dall’O.I.V. (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino di Parigi), questa edizione, realizzata in collaborazione con il CRA di Conegliano, Regione e Veneto Agricoltura, vedrà la presenza di relatori provenienti da ventuno Paesi per una sessantina di interventi circa. Gli argomenti indicano quanto sia in evoluzione il vino e le sue declinazioni: le zonazioni storiche nel mondo, lo studio dell’ambiente attraverso nuovi modelli e strumenti, il clima nelle ere storiche e i cambiamenti climatici attuali, gli eventi geologici che hanno portato alla formazione dei suoli e la loro influenza sulla qualità dei vini, le aree viticole storiche del mondo, il paesaggio e il suo immaginario sulla qualità del vino, le tecniche colturali per massimizzare il valore dell’ambiente, il vigneto e la sua sostenibilità ambientale.

Un’occasione per scoprire il territorio. “Questa edizione – affermano Diego Tomasi e Antonio De Zanche, rispettivamente del CRA e Veneto Agricoltura – oltre alle sessioni ordinarie, che hanno reso celebre l’evento nel mondo, darà particolare risalto all’aspetto culturale e paesaggistico della viticoltura e del vino”. Per questo sono previsti tour conoscitivi in alcune tra le aree più prestigiose del Veneto abbinando alle visite enologiche momenti di conoscenza del territorio e delle sue tipicità come le “marogne” nel Valpolicella e il confronto tra paesaggi nuovi ed antichi a Collagù (TV),  nell’area del Prosecco.

(fonte Veneto Agricoltura)

Cansiglio: “piano cervi” pronto entro giugno

cervi del Cansiglio

Come si sa il numero dei cervi nella foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), gestita da Veneto Agricoltura, in questi anni ha subìto un’impennata. Molte le cause; e quindi nel 2009 ha avuto avvio la stesura del Piano di Controllo del Cervo della Foresta del Cansiglio a seguito del forte squilibrio tra la popolazione selvatica di questi ungulati e l’ambiente agro-forestale, con impatti negativi al patrimonio boschivo e prativo; a cui sono seguite consistenti richieste di risarcimento, a Veneto Agricoltura ed alla Regione, da parte delle aziende zootecniche della Piana del Cansiglio, per mancata produzione di foraggio.

100 mila euro per il ristoro danni dei cervi. Il Piano, redatto dall’Azienda regionale, ha come obiettivo principale quello di frenare la crescita della popolazione di cervi per limitare gli impatti negativi all’intero ecosistema. Un’attività complessa che ha previsto incontri con l’ISPRA (Ist. Superiore Protez. Ricerca Ambientale), Regione e Province; nello scorso settembre è giunta inoltre l’approvazione, da parte della Regione Veneto (DGR 2867 del 29.9.09), per l’assegnazione di fondi per ristoro danni (100.000 €).

Entro giugno ultimato il Piano applicativo. Attualmente si è in fase di ultimazione del Piano applicativo e del suo Regolamento. Veneto Agricoltura sta acquisendo i dati sulla situazione dalle province interessate, Belluno e Treviso, così come richiesto dall’Ispra. Entro giugno il Piano sarà ultimato. Sono state inoltre completate (Aprile 2010) le operazioni di liquidazione per i danni al foraggio arrecato dai cervi alle aziende zootecniche del Cansiglio, per gli anni 2008 e 2009.

Entro giugno 4 nuove recinzioni per la valutazione del danno al bosco. Da circa un mese sono state avviate anche le operazioni di monitoraggio della popolazione di cervi del Cansiglio e degli impatti alla vegetazione; attività necessarie per lo stesso Piano al fine di valutare la dinamica della popolazione e la sua efficienza. Ed anche (con il Dipartimento di Scienze Animali della Facoltà di Agraria dell’Università di Padova) le attività di valutazione dell’impatto dei danni sui prati. Sempre per giugno verranno predisposte 4 nuove recinzioni per la valutazione del danno al bosco che si sommano alle 5 già presenti.

(fonte Veneto Agricoltura)

In Veneto il direttore di Eustafor (European State Forest Organisation)

L’Eustafor (European State Forest Organisation) di Bruxelles, associazione nata per favorire negli Stati UE la presenza di requisiti per la gestione sostenibile delle foreste pubbliche, sarà presente in Veneto dal 7 al 9 giugno 2010 col suo massimo dirigente Martin Lindell, che parteciperà a un fitto calendario di visite presso le attività di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura diventa membro associato Eustafor. Sarà questa una tre giorni importante che sancirà per Veneto Agricoltura il ruolo di membro associato presso l’Eustafor in qualità di osservatore riconosciuto e come “organizzazione che gestisce foreste di proprietà pubblica”, in questo caso venete. Dopo un incontro tecnico presso la sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), la delegazione muoverà alla volta del “Centro vivaistico di Montecchio Procalcino” (VI) e si recherà il giorno seguente verso il “Centro Forestale di Pian Cansiglio” (BL-TV) per visitare “la più bella faggeta d’Europa” e il giardino botanico. Il percorso prevede anche un giro delle Dolomiti col supporto dell’Università di Padova. L’ultimo giorno sarà dedicato all’Azienda di Veneto Agricoltura “Vallevecchia” (Caorle, VE), per visionarne, in particolare, i lavori di riqualificazione naturalistica, unici nel nostro paese.

(fonte Veneto Agricoltura)

A Cantine Aperte partecipa anche il Centro per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa di Conegliano (Tv)

Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa di Conegliano

Con “Cantine Aperte”, domenica 30 maggio 2010 si muove l’Italia del vino, prodotto principe del nostro agroalimentare. E anche quest’anno Veneto Agricoltura farà la sua parte aprendo al pubblico il proprio Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa  di Conegliano (Tv), istituito presso l’Istituto scolastico enologico “G.B. Cerletti” e dedito alla sperimentazione in viticoltura.

L’attività del Centro di Veneto Agricoltura è intensa: spicca in particolare la “Zonazione” dell’area del Piave (con la collaborazione del CRA-VIT di Conegliano), una complessa indagine che punta ad individuare tra l’altro la giusta vite in relazione al terreno, al fine di aumentarne la resa in termini di produzione vitivinicola; la selezione clonale (clonazione per innesto al fine di selezionare grappoli con forme, caratteristiche e propensioni specifiche); il recupero dei vecchi vitigni di cui sarà possibile la degustazione; le micro vinificazioni per il miglioramento del prodotto, e la ricerca nel settore grappa, in collaborazione con l’Istituto della Grappa Veneta.

Ricerca: sinergia tra Veneto Agricoltura e Università

Agripolis

Nove dottorandi che guardano al futuro con ricerche che spaziano dalla “qualità e caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti da allevamento biologico di bovini in area montana”, al sequestro del carbonio, alla “conversione in bioetanolo dei residui agricoli”, per fare qualche esempio. Un incontro, quello di presentazione delle borse di studio finanziate da Veneto Agricoltura, tenutosi lo scorso 18 maggio ad Agripolis, che verrà ripetuto con cadenza annuale. E’ bene sapere infatti che l’Azienda regionale destina oltre centocinquantamila euro all’anno in questa iniziativa.

Tre le scuole di Dottorato coinvolte: Scienze animali e Scienze veterinarie, Scienze delle produzioni vegetali e Territorio, ambiente, risorse e salute. “Credo che il rapporto con l’università – ha sostenuto Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura – debba essere riscoperto e rilanciato per puntare al futuro del settore primario in maniera fattiva. C’è la necessità di sviluppare tutte le sinergie utili ad incrementare la competitività del nostro comparto agricolo nei mercati europei e mondiali”. Dopo i saluti del Prof. Giancarlo Dalla Fontana, Preside della facoltà di Agraria e del dott. Giustino Mezzalira, Direttore della Sezione Ricerca e Sperimentazione di Veneto Agricoltura che ha coordinato la giornata, è stata la volta dei dottorandi: Silvia Miotello, Enrico Zanetti, Silvia Zanutto, Gianluca Simonetti, Lorenzo Favaro, Claudia Alzetta, Daniela Bondesan, Chiara Canesin e Flavia Tromboni.

Bioetanolo dalla crusca di grano.
In particolare Lorenzo Favaro, considerato il bioetanolo una delle alternative più importanti ai carburanti fossili, e la disponibilità limitata di materie prime (colture cerealicole e zucchero da canna) impiegate anche per il settore zootecnico e la nutrizione umana, ha analizzato le prospettive di produzione del combustibile partendo dalla biomassa lignocellulosica, circa il novanta per cento della produzione globale della biomassa vegetale, substrato più economico e largamente disponibile. Si tratta infatti per lo più di residui silvocolturali, sottoprodotti di origine agricola e scarti agro-industriali. Il progetto di Favaro ha permesso di avviare un programma di selezione e miglioramento genetico di ceppi microbici al fine di sviluppare un microrganismo adatto, secondo il modello di produzione CBP (Consolidated BioProcessing), di bioetanolo da biomassa. Da sottolineare il sistema sviluppato per la conversione in etanolo di crusca da grano, scelto come modello di residuo agro-industriale a basso costo. “Le rese in etanolo – sostiene Favaro – sono promettenti”.

Curiosa la ricerca di Silvia Miotello sulle “qualità e caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti da allevamento biologico di bovini in alta montagna”. Latte, formaggi e carne di bovini provenienti da allevamenti biologici e convenzionali analizzati per le caratteristiche chimiche, tecnologiche e nutrizionali. Sul latte, al di là della similitudine nella composizione chimica, da rilevare il profilo acido del grasso più favorevole da un punto di vista nutrizionale in quello proveniente da allevamenti biologici. Lo stesso dicasi per il profilo acidico dei formaggi. Nessuna sostanziale differenza tra questi da un punto di vista del gusto.Interessanti le conclusioni sulla carne di vitello. Quella ottenuta con metodo biologico è risultata più magra, rossa e con un più basso contenuto di colesterolo rispetto alla carne di vitello convenzionale. Il quantitativo di ferro eminico nella carne biologica è risultato quasi il doppio rispetto alla carne convenzionale. Significativo anche il lavoro di Enrico Zanetti sugli aspetti che contribuiscono alla conservazione ed alla differenziazione di sei razze locali italiane di pollo e per lo studio dei prodotti che da esse derivano per un loro diverso sfruttamento commerciale. Gli esemplari sono stati scelti a caso alla schiusa, allevati assieme nelle stesse condizioni e macellati a 190 giorni di età.

(fonte Veneto Agricoltura)

Giovani e ricerca, il sostegno di Veneto Agricoltura

Veneto Agricoltura, l’Azienda della regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, sostiene da anni, con proprie risorse, il connubio ricerca universitaria-giovani, uno dei punti dolens del nostro sistema tecnico-scientifico, che sembra non riuscire a valorizzare le nuove leve interessate a mettere a disposizione dell’innovazione e della conoscenza i loro talenti.

Le borse di studio finanziate da Veneto Agricoltura. Di concerto con le strutture accademiche, Veneto Agricoltura assicura alle Scuole di Dottorato di Ricerca dell’Università degli Studi di Padova in Agripolis (Facoltà di Agraria e di Medicina Veterinaria) il finanziamento di tre borse di studio all’anno, per complessivi 153.000 €. Si tratta di lavori di alta specializzazione, importanti per lo sviluppo di tutto il settore primario, che necessita di queste attività e contribuzioni, all’estero molto più avanzate e certe che da noi.

Dottorandi e Dottorati presentano alcuni risultati finanziati con le borse di studio. Martedì 18 maggio Veneto Agricoltura e le Scuole di Dottorato, alla presenza dei massimi responsabili (l’Amministratore Unico dell’Azienda Paolo Pizzolato, i Presidi Giancarlo Dalla Fontana e Massimo Castagnaro rispettivamente di Agraria e Medicina Veterinaria, i Direttori dei Dottorati, etc), organizzano un incontro nel quale i Dottorandi presentano le attività svolte o in corso. Si parlerà per fare qualche esempio, di “Qualità e caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti da allevamento biologico di bovini in area montana(Silvia Miotello) e “Meccanismi di protezione della sostanza organica nel suolo e potenzialità di sequestro del carbonio” (Gianluca Simonetti); di “Conversione di residui agricoli in bioetanolo: il ruolo chiave dei microorganismi” (Lorenzo Favaro) e di “Distribuzione ottimizzata dei fitofarmaci nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente” (Daniele Bondesan) e di “Gestione dell’acqua di fronte a scenari di cambiamento climatico” (Flavia Tromboni).

(fonte Veneto Agricoltura)

Biologico, la fertilità del suolo: incontro martedì 11 maggio a Rosolina (Ro)

Martedì 11 maggio ore 9.00 presso il Centro Sperimentale Ortofloricolo di Veneto Agricoltura “Po di Tramontana” a Rosolina (RO) importante momento di approfondimento per gli operatori di settore sulle componenti biologiche che determinano la fertilità dei terreni e la risposta delle coltivazioni. I proff.ri Roberto Causin, Maurizio Guido Paoletti e Tiziano Gomiero, dell’Università di Padova e Francesca Chiarini di Veneto Agricoltura illustreranno la complessità del suolo agricolo a partire dai microorganismi probiotici, alla fauna terricola come indicatore di fertilità, ai bilanci energetici ed i cambiamenti climatici; per continuare con una visita al campo catalogo dei sovesci autunno-primaverili.

L’ incontro rientra nell’ambito delle attività previste dal Piano regionale di intervento per il rafforzamento e lo sviluppo dell’agricoltura biologica, iniziativa che la Regione sviluppa in collaborazione con Veneto Agricoltura. Il Veneto, lo ricordiamo, è una delle principali regioni italiane sul versante della produzione biologica, e qui hanno sede le più importanti realtà nazionali della distribuzione bio.

(fonte Veneto Agricoltura)