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Bruco mangia mais, colpiti centinaia di ettari in Veneto e in Friuli

Il mais polesano e veneto è sotto attacco di un insetto, la nottua, che sta colpendo il territorio a macchia di leopardo. A renderlo noto è Coldiretti Rovigo su dati di Veneto agricoltura e dell’Agrifondo mutualistico che stanno monitorando le colture per verificare puntualmente la situazione, osservando fenomeni di fitopatie o infestazioni parassitarie. La popolazione di questo insetto, praticamente un bruco, è mista; ci sono esemplari stanziali ed altri migratori addirittura dall’Africa.

“L’allerta è stata data ufficialmente a fine aprile – spiega Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo – e in numerosi casi il danno è talmente elevato che in molte aziende è stato necessario riseminare il mais, aumentando così i costi di produzione: una novità di cui avremmo fatto volentieri a meno”.

Come suggerisce il nome, questo insetto è notturno. Si presenta sotto forma di larve chiamate anche ‘bruchi tagliatori’. In questo momento il mais è all’inizio del ciclo colturale, le piantine sono attorno a 15/20 centimetri e la nottua si ciba particolarmente della pianta giovane, partendo dalle radici e interrompendo la sua crescita, devastando interi ettari in pochi giorni. Il trattamento per debellarla non può essere preventivo e va fatto di notte quando l’insetto si occupa della sua nutrizione. “Sono in corso tentativi di difesa attiva per salvare le piante – prosegue Salvan – con gli agricoltori costretti a interventi notturni. Parallelamente, è aperta la difesa passiva tramite Agrifondo che sta già lavorando per comprendere l’entità e l’evoluzione dell’infestazione di nottue e la possibilità di intervenire nel supportare economicamente le aziende nei costi di risemina”.

“Il fenomeno ormai è molto esteso. Le denunce fatte dagli agricoltori, tra Veneto e Friuli, superano i 1000 ettari, ma il dato allarmante è che oltre 700 riguardano la sola provincia di Rovigo – commenta Salvan – dove, appunto, la coltura del mais è molto diffusa. Purtroppo le condizioni climatiche del 2025 sono state favorevoli per la proliferazione della nottua: l’inverno appena passato troppo caldo, con elevata svernata dell’insetto, una primavera con venti da Sud e successive giornate fredde, che hanno causato ritardo nella crescita della pianta, il tutto abbinato alla difficoltà operative dovute alla piovosità diffusa di questa primavera”.

“Questa situazione esaspera i nostri cerealicoltori, che intanto sostengono costi sempre più ingenti e mercati sempre più incerti che non valorizzano il nostro prodotto. Servono soluzioni concrete, sia per l’oggi che per il medio periodo: maggior supporto agli strumenti assicurativi e mutualistici, coordinamento tecnico su larga scala, ricerca e sperimentazione per dare soluzioni immediate e a partire dalle prossime semine per evitare che il problema diventi ancora più impattante. Per questo è necessario che istituzioni politiche ed enti, insieme alle organizzazioni come Coldiretti, facciano fronte comune per non arretrare ulteriormente nella superficie a mais, fondamentale per la filiera zootecnia e per le filiere anche dop. Coldiretti non esiterà – conclude Salvan – a fare quanto possibile per proteggere questo settore strategico”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Rovigo

Alex Vantini è il nuovo presidente di Anbi veneto

Alex Vantini, presidente del Consorzio di bonifica Veronese, è il nuovo presidente di ANBI Veneto, l’associazione regionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, per il quinquennio 2025-2029. A eleggerlo per acclamazione è stata l’assemblea dei presidenti dei Consorzi di bonifica del Veneto riunitasi lo scorso 17 aprile nella sede dell’associazione a Venezia. L’assemblea, contestualmente, ha eletto il vicepresidente di ANBI Veneto: è Roberto Branco, presidente al secondo mandato del consorzio di Bonifica Adige Po.

Chi è Alex Vantini

Imprenditore agricolo, 34 anni, residente a Verona, Alex Vantini riveste anche il ruolo di vicepresidente di Coldiretti Veneto e presidente di Coldiretti Verona. Lo scorso gennaio è stato confermato ai vertici del Consorzio di bonifica Veronese che aveva guidato nel precedente mandato, dal 2020 al 2024. Si completa la governance di ANBI Veneto che ha visto a gennaio insediarsi il nuovo direttore, Silvio Parizzi. Vantini succede a Francesco Cazzaro, già presidente del consorzio di bonifica Acque Risorgive.

Obiettivo del neo presidente

Efficientamento nella distribuzione della risorsa, nuove infrastrutture, invasi multifunzione, contrasto alla desertificazione del suolo e alle specie aliene rappresentano alcune delle sfide più importanti che caratterizzeranno l’operato dei consorzi di bonifica nei prossimi anni. “Serve pianificazione, meno burocrazia e ovviamente servono risorse – afferma il nuovo presidente di ANBI Veneto Alex Vantini -. I Consorzi di bonifica della nostra regione rappresentano un’eccellenza a livello nazionale ma i tempi lenti della burocrazia sono un freno all’azione fondamentale di adattamento al clima che cambia. A tal proposito – continua Vantini – sarà importante operare in stretta collaborazione con comparto agricolo, Regione del Veneto, comuni, mondo dell’università e della ricerca, in coordinamento con ANBI nazionale. Ringrazio Francesco Cazzaro per l’importante lavoro svolto in questi anni.” Sia Alex Vantini che Roberto Branco (nella foto in alto) manterranno il loro ruolo nei rispettivi Consorzi di bonifica, aventi sede rispettivamente a Verona e Rovigo.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

 

Difficoltà con la soia, il Veneto si butta sul mais

Soia sempre più in affanno in Veneto, regione dove si concentra la massima produzione in Italia della leguminosa, utilizzata sia per l’alimentazione animale che per quella umana. La sindrome dello stelo verde, conseguenza dei cambiamenti climatici, e la carenza di semi stanno causando la perdita di interesse degli agricoltori, che quest’anno sono più orientati a seminare mais.

“Negli ultimi anni si è accentuato il mal verde, come è chiamato in gergo dai produttori – spiega Paolo Baretta, presidente della sezione proteoleaginose di Confagricoltura Veneto, coltivatore di mais e soia tra Codevigo (Padova) e Chioggia -. La siccità fa sì che le piante mantengano le foglie verdi per difendersi dallo stress climatico, impedendo la formazione del baccello. L’anno scorso siamo arrivati a perdite fino al 40%. Abbiamo constatato che con la seconda semina, che avviene in giugno, dopo la trebbiatura del frumento e della colza, si corrono meno rischi. Quindi la tendenza sarà sempre più quella di posticipare la coltivazione, in attesa che l’innovazione ci dia una mano con sementi più resistenti, come già avviene in Sudamerica”.

In Veneto la superficie coltivata a soia è in calo del 10 per cento ogni anno e si attesta intorno a 120.000 ettari (dati 2023 Veneto Agricoltura), con capofila Padova, Venezia e Rovigo, che insieme concentrano circa il 70% di superfici regionali. I prezzi sono in ribasso, con il grande punto interrogativo sulla guerra dei dazi, che potrebbe portare la Cina – che la utilizza molto anche per l’alimentazione umana – a comprare la soia in Europa anziché dagli Stati Uniti.

Non è un buon momento neppure per le altre proteoleaginose: “La colza aveva preso piede, ma tra primavere piovose e repentini sbalzi di temperatura è sempre un terno al lotto – dice Baretta -. Idem per il pisello proteico. Il girasole, invece, potrebbe essere un’opportunità, ma in Veneto abbiamo perso una struttura di trasformazione e perciò siamo in difficoltà”.

Il risultato è che molti agricoltori si stanno buttando sul mais. “Nel Basso Padovano, nel Veneziano e in Polesine si sta già seminando, anche perché c’è un incremento di richiesta sia di trinciato, destinato alla produzione di energia per biogas, sia di granella per l’alimentazione dei bovini. Anche il mais bianco, ad uso alimentare per la farina da polenta, l’olio e la pasta, ha un buon mercato. Chiaramente ha bisogno di terreni irrigui, perché soffre molto la siccità”.

Il Veneto è il primo produttore di mais in Italia, anche se negli ultimi vent’anni ha perso il 50% della superficie, in linea con altre regioni top della coltura come Lombardia e Piemonte. “Tra siccità ed eventi estremi il calo di produttività negli ultimi anni è stato pesante – ricorda la polesana Chiara Dossi, presidente del settore Cereali alimentari di Confagricoltura Veneto -. “Però è un prodotto richiesto dal mercato e ci stanno proponendo contratti interessanti soprattutto per il mais bianco destinato all’alimentazione. Sulle previsioni, comunque, siamo sempre più cauti: tra eventi meteo estremi e scombussolamenti di geopolitica per i seminativi sono anni difficili. L’unica cosa da fare è differenziare il più possibile ed essere sempre vigili sull’andamento del mercato”.

La superficie investita in mais in Veneto nella scorsa stagione è stata di oltre 120.000 ettari, con Venezia, Padova, Rovigo e Verona che si dividono complessivamente il 70 per cento della superficie. Il resto viene coltivato tra Treviso, Vicenza e Belluno.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

Riso, previsioni di semina +3,3%. Ma il nemico è la pioggia

Buone prospettive per le semine 2025 di riso in Veneto. Secondo il sondaggio dell’Ente nazionale risi si prevede + 1,46% per la varietà Vialone Nano, prediletta dalle province di Verona e Vicenza (Grumolo delle Abbadesse) e +2,75% per il Carnaroli, coltivato nel Delta del Po ma anche nel Veronese. Ancora più ottimistiche le previsioni per altre due varietà di riso che, oltre al Carnaroli, fanno parte del Delta del Po igp: 61,20% per il Baldo e +14,81% per l’Arborio.

Semine previste dal 15 aprile al 15 maggio

“Gli agricoltori sono invogliati a seminare perché le quotazioni del riso sono molto alte – spiega Filippo Sussi, presidente dei risicoltori di Confagricoltura Veneto -. Questo perché lo scorso anno la produzione è stata bassa a causa del meteo: troppe piogge in primavera in fase di semina e in autunno in fase di raccolta, oltre all’eccesso di caldo durante la fioritura. Anche quest’anno partiamo con parecchia acqua dal cielo, che in questi mesi ha reso impossibile entrare nei campi per la lavorazione del terreno. Ma ci auguriamo che, in prossimità delle semine, che andranno dal 15 aprile al 15 maggio, il tempo volga al bello e si riesca a eseguire l’operazione. Altrimenti si rischia un’altra annata con le rese basse. E sarebbe il quarto anno consecutivo condizionato da problematiche diverse. L’anno scorso dalle piogge, il 2022 e il 2023 dalla siccità”.

Nel Delta rimasti in pochi a coltivare riso

Per Marco Uccellatori, presidente della sezione riso di Confagricoltura Rovigo, la pioggia finora è stata benefica per il Delta del Po. “Con tutta l’acqua caduta non dovremmo avere problemi, quando arriverà il caldo estivo, di risalita del cuneo salino, che è letale per le coltivazioni di riso – sottolinea -. La stagione si prospetta dunque buona, anche se adesso ci auguriamo che il tempo migliori per riuscire a entrare nelle risaie, dove non abbiamo più fatto nulla da quando abbiamo trebbiato. Per quanto riguarda l’aumento di superfici, ce lo aspettavamo perché i prezzi sono molto elevati per le varietà del Delta. Basti pensare che il Carnaroli è arrivato a 100 euro al quintale, ma se si seminerà di più mi aspetto che torni a un livello più basso, attorno a 70 euro. Nel Delta siamo rimasti in pochi a coltivare riso, ma è una coltura in cui continuiamo a credere perché i prezzi sono sempre migliori di tutte le altre”. Secondo i dati di Veneto Agricoltura la superficie coltivata a riso nel 2023 è stata in lieve crescita (+0,8%), attestandosi a 3.050 ettari. Il 90% degli investimenti si concentra nelle province di Verona (2.180 ettari circa, +3,9%) e Rovigo (550, -8,3%).

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

14 aprile, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova), corso di formazione giornalisti Org Veneto e Argav dedicato a Bepo Maffioli, primo storico della cucina veneta

Lunedì 14 aprile p.v., dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) l’incontro di formazione giornalisti organizzato dall’ORG Veneto in collaborazione con Argav e dedicato a “Bepo Maffioli tra genio creativo e spirito eclettico” (2 crediti formativi, iscrizione piattaforma formazione giornalisti).

Argomento trattato

Giuseppe Maffioli, detto “Bepo” nasceva cento anni fa. Attore, insegnante e giornalista, fu anche il primo storico della cucina veneta. Quando morì a Treviso 40 anni fa, gli è stato intitolato l’Istituto alberghiero di Castefranco Veneto. La sua opera è un’eredità da riscoprire e valorizzare. Lo faremo con i relatori del corso che tratteranno la figura di Bepo Maffioli da diversi punti di visita (Giornalista e maestro elementare attento agli emarginati; lo storico della cucina; attore ed autore televisivo: un eclettico genio dimenticato; una figura della cultura veneta da riscoprire).

A moderare l’incontro sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto; seguiranno gli interventi di Renato Malaman, giornalista, socio Argav; Celeste Tonon, ristoratore; Angelo Squizzato, giornalista; Annibale Toffolo, editore.

7-9 aprile, Chioggia (Venezia) sceglie il suo miglior “cicchetto 2025”

Chioggia, in provincia di Venezia, si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Cicchettando per Ciosa”, il concorso gastronomico che celebra l’arte del cicchetto, tipico stuzzichino della tradizione veneta (nella foto il momento della presentazione alla stampa).

L’evento, che negli anni ha riscosso un crescente successo, è mirato a promuovere la cultura gastronomica di Chioggia, rafforzando il legame tra ristorazione e prodotti locali e a far conoscere l’eccellenza della cucina chioggiotta a un pubblico sempre più ampio. Dal 7 al 9 aprile, quindi, la giuria lavorerà per nominare il cicchetto più buono del 2025, coinvolgendo una ventina di ristoranti e bàcari chioggiotti. All’apertura della stagione turistica si potranno degustare i cicchetti proposti, tra cui naturalmente quello vincitore. La serata finale, in cui verrà decretato il vincitore, si terrà mercoledì 9 aprile alle ore 20.00 all’Enaip Veneto di Chioggia. Quale sarà il locale che conquisterà il titolo di miglior cicchetto dell’edizione 2025? Non resta che attendere la serata conclusiva per scoprirlo!

Il format del concorso

Durante le tre giornate dell’evento, una giuria di esperti visiterà i locali partecipanti per degustare e valutare i cicchetti in gara. Ogni proposta sarà giudicata in base a un regolamento che premia l’utilizzo di prodotti ittici e ortofrutticoli del territorio. Tra gli ingredienti protagonisti figurano alici, fasolari, radicchio di Chioggia, moleche e altre specialità locali, per un totale di circa quaranta prodotti tipici.

La giuria

La giuria sarà composta da otto membri, selezionati tra esperti del settore gastronomico e rappresentanti istituzionali: presidente di giuria; direttore Enaip Veneto Chioggia; uno studente di Enaip Veneto Chioggia; un giornalista specializzato in enogastronomia; un rappresentante di Assocuochi Serenissima; un rappresentante dell’Associazione Italiana Sommelier; un rappresentante dell’Associazione Riva Vena; un rappresentante del Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia. I giurati valuteranno i cicchetti secondo precisi criteri, assegnando un punteggio sulla base della qualità degli ingredienti, dell’originalità della ricetta e della presentazione del piatto.

Le dichiarazioni

Luigi Ranzato, vice presidente dell’Associazione Riva Vena:”Riva Vena era il cuore pulsante delle attività commerciali, una zona ‘viva’. Poi c’è stato il lento degrado e il successivo abbandono da parte dei commercianti. Abbiamo voluto ridare un grande slancio in questi ultimi quattro anni: sono stati aperti molti bàcari e ristorantini e altre attività commerciali. Ora è uno spettacolo, Riva Vena è diventata come i Navigli di Milano, un brulicare di gente a passeggio a degustare i cicchetti.”

Stefano Cicigoi, direttore di Enaip Veneto Chioggia:”La scuola che dirigo è orgogliosa di essere tra i promotori dell’evento sin dall’origine. La partecipazione in ‘Cicchettando per Ciosa’ permette alla Scuola di Formazione Professionale, specializzata nel settore ristorativo, di radicarsi ancor di più nel tessuto imprenditoriale e nella tradizione culinaria chioggiotta. Inoltre, valorizza la nostra vocazione nel far crescere gli studenti che si inseriranno professionalmente nel settore nei prossimi mesi, ricordando che saranno direttamente coinvolti sia nelle verifiche presso i partecipanti che nell’evento finale di proclamazione, che si svolgerà nella sede di Enaip.”

Felice Tiozzo, presidente della giuria:”In quattro anni abbiamo fatto passi da gigante come giuria, puntando sempre più a selezionare i migliori cicchetti che, seguendo il regolamento, rappresentino i prodotti e la qualità del territorio. Dobbiamo continuare su questa strada, essere sempre più originali e portare avanti il progetto puntando sulla cordialità e sul giusto prezzo, così da lasciare un segno indelebile a chi visita Chioggia e farlo ritornare con entusiasmo.”

Giuliano Boscolo Cegio, presidente di Associazione Federalberghi C.D.S.: “Sin da subito ci siamo impegnati con determinazione per supportare lo sviluppo economico di Riva Vena, un’area che rappresenta un punto nevralgico per la crescita turistica e commerciale di Chioggia. Grazie alla creazione di protocolli di collaborazione tra i gestori dei bacari e gli albergatori, siamo riusciti a unire le forze per sviluppare un’offerta turistica che promuove la gastronomia locale e le tradizioni tipiche chioggiotte. L’obiettivo è quello di attrarre un turismo sempre più variegato, sia nazionale che internazionale, facendo leva su ciò che rende unica questa zona. Lo sviluppo di Riva Vena sta avendo un impatto positivo sull’economia locale, con un ritorno tangibile non solo in termini di presenze turistiche, ma anche di nuove opportunità per gli imprenditori e i residenti. Sempre più turisti da ogni parte del mondo sono attratti dalla bellezza e dalle tradizioni di Chioggia, e la sua Riva Vena è ormai diventata un punto di riferimento per chi cerca autenticità, storia e buona cucina. Questo è solo l’inizio, e siamo convinti che, con il continuo impegno di tutti, Chioggia avrà ancora molto da offrire al turismo globale”.

Elena Boscolo Nata, presidente del Consorzio di Promozione Turistica Lidi Di Chioggia: “Negli anni è sempre stato difficile eleggere il vincitore, in quanto il grado di qualità gastronomica presentata è aumentata a dismisura. La promozione del territorio, infatti, avviene anche attraverso il “ricordo” di un’esperienza vissuta, in questo caso quella gastronomica. Il passaparola dell’aver trascorso una vacanza piacevole è l’elemento fondamentale e la migliore forma di pubblicità di una località.”

Fonte: servizio stampa “Cicchettando per Cosa”

21 marzo 2025, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) incontro Argav dedicato al cammino “La via degli dei”. Al termine, terzo tempo enogastronomico con gli specialisti di mozzarelle in carrozza e Vespaiolo

Camminare immersi nella natura fa bene alla salute e rafforza lo spirito. Per questi e mille altri motivi, i cammini – siano essi a carattere spirituale, naturalistico o sportivo -, sono aumentati in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, non solo in Italia.

Uno dei cammini più frequentati è “La via degli dei”, antico sentiero che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano collegando Bologna a Firenze. A parlarne, con video e immagini, venerdì 21 marzo dalle 18.30 alle 20.30 al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) sarà il vice presidente Argav Renzo Michieletto insieme a due suoi amici di Mestre (Venezia), che la scorsa estate hanno sperimentato questo percorso. A introdurre la serata sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Al termine dell’incontro, si terrà il consueto “terzo tempo” organizzato per la serata dal consigliere Argav Gian Omar Bison. Saranno quindi ospiti Laura Torchiaro e Marco di Nicola, rispettivamente titolare e direttore commerciale di Cocai Food, specialisti della mozzarella in carrozza (http://www.cocai.food), Thomas Conzato, vignaiolo esploratore di Breganze e (Vicenza) e Bernardo Pasquali, giornalista ed esperto gastronomo. Partecipazione su prenotazione fino a esaurimento posti whatsapp 333-3938555, email arzerello@wigwam.it

Regione Veneto, al via 8 bandi (scadenza 15 maggio) per le imprese agricole che guardano alla tutela di ambiente, biodiversità, acqua e aria

“Al via le domande per 8 nuovi bandi relativi a interventi CSR 2023-2027, con una dotazione economica di 21 milioni di euro, che permetteranno alle imprese agricole venete di avere a disposizione energie e risorse essenziali, con un occhio particolare alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, del suolo, dell’acqua e dell’aria”. Ad annunciarlo, l’assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner, all’indomani dell’approvazione da parte della Giunta regionale di otto bandi del CSR 2023-2027, dopo il via libera della competente Commissione del Consiglio regionale. 

I bandi riguardano quattro diversi interventi “a superficie”: conversione seminativi a prati e pascoli (SRA07); gestione attiva infrastrutture ecologiche (SRA10); allevatori custodi dell’agrobiodiversità (SRA14); mantenimento dell’agricoltura biologica (SRA29). Vanno ad integrare i bandi del Pacchetto Ottimizzazione Agronomica, già aperti per 30 milioni di euro, e attivano ulteriori risorse per 21 milioni di euro.
 
Nel dettaglio, il bando SRA07 promuove la conversione dei seminativi avvicendati a forme più estensive d’uso che non prevedono l’uso di fertilizzanti chimici di sintesi, diserbanti e altri prodotti fitosanitari, favorendo la tutela delle acque e dell’aria dall’inquinamento. La dotazione finanziaria è di 8.000.000 di euro.
 
Il bando SRA10.1 nelle sue 5 azioni prevede pagamenti per ettaro di superficie, per la gestione attiva di siepi allo scopo di migliorare la qualità delle acque, sostenere la biodiversità in aree agricole, riqualificare i paesaggi agrari. La dotazione finanziaria è di 5.000.000 di euro.
 
La misura SRA14 va a sostenere con 4 milioni di euro la conservazione delle razze animali a rischio di estinzione. Infine, il bando SRA29.2 va a incentivare con 4 milioni il mantenimento dell’agricoltura biologica. .
 
La scadenza di tutte le misure aperte è fissata al 15 maggio; la gestione operativa è affidata ad Avepa.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto, assessorato all’Agricoltura

31 gennaio, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) corso di formazione giornalisti dal tema: “Dalle cave all’agricoltura di eccellenza, l’esempio dei Colli Euganei”

Si intitola “Dalle cave all’agricoltura d’eccellenza: l’esempio dei Colli Euganei”, il corso organizzato dall’Ordine Giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav per venerdì 31 Gennaio p.v. nella consueta sede del Circolo di Campagna Wigwam, ad Arzerello di Piove di Sacco (via Porto,8); il corso, che avrà inizio alle ore 18.30, garantirà 2 crediti formativi (già presente in piattaforma). 

Il corso vuole aggiornare, a partire dalla narrazione degli eventi, sullo stato di un’area urbanizzata, oggetto della prima legge italiana di tutela ambientale e che ha saputo trasformarsi da terra degradata in meta di turismo internazionale. La realtà di un territorio minacciato anche dalle fake news. Un impegno, che viene da lontano, per la tutela dell’area euganea.

Relatori saranno i giornalisti e colleghi Argav Renato Malaman ed Efrem Tassinato, esperti sulla storia ambientale del territorio. A moderare l’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Premio speciale Argav 2024 a Remo Pedon, presidente dell’omonimo gruppo alimentare vicentino che non conosce crisi

È datato 13 Settembre 1984 l’atto fondativo dell’azienda Pedon di Colceresa (Vicenza) da parte dei fratelli Franco, Sergio e Remo. Già da qualche anno operavano con i grossisti alimentari; l’intuizione vincente è stata quella di affiancarle l’attività di confezionamento e vendita di legumi, ma nell’ottica dell’innovazione. “Dall’introduzione del codice a barre al presidio delle origini per il controllo della filiera, dal lancio dei prodotti bio e senza glutine all’attenzione ai temi etici e ambientali, fin da subito abbiamo voluto essere riconoscibili per il nostro essere sempre all’avanguardia” – dice Remo Pedon, presidente dell’azienda. “Come anche l’idea di creare un nuovo segmento, quello dei mix di cereali e legumi a cottura veloce”.

Nuova generazione

Con l’ingresso in azienda della seconda generazione rappresentata dai figli Paolo, Loris e Mattia e grazie a questa spinta innovativa, l’azienda Pedon si posiziona come supporto della marca privata e inizia il suo percorso di internazionalizzazione.

Nel 2015 porta una nuova rivoluzione alla categoria con I “Pronti”, legumi e cereali già cotti, pronti all’uso, in pratiche confezioni doypack da conservare a temperatura ambiente. Dei prodotti considerati difficili e lenti da preparare diventano così facili e già pronti al consumo. E infine l’ultima frontiera, quella del gusto, che si concretizza nel lancio di zuppe ed insalate di cereali e di una innovativa linea di snack di legumi.

Tutto questo in una logica di sostenibilità, ambientale e sociale. “Crediamo che solo una crescita e uno sviluppo responsabile possano aiutare a costruire un futuro migliore”, ha evidenzia Remo Pedon nel ritirare dalle mani del presidente Argav Fabrizio Stelluto lo scorso 7 dicembre 2024 a Monselice (Padova) il premio speciale Argav, attribuito dalla nostra associazione per celebrare i 40 anni del gruppo alimentare vicentino.