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7-9 aprile, Chioggia (Venezia) sceglie il suo miglior “cicchetto 2025”

Chioggia, in provincia di Venezia, si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Cicchettando per Ciosa”, il concorso gastronomico che celebra l’arte del cicchetto, tipico stuzzichino della tradizione veneta (nella foto il momento della presentazione alla stampa).

L’evento, che negli anni ha riscosso un crescente successo, è mirato a promuovere la cultura gastronomica di Chioggia, rafforzando il legame tra ristorazione e prodotti locali e a far conoscere l’eccellenza della cucina chioggiotta a un pubblico sempre più ampio. Dal 7 al 9 aprile, quindi, la giuria lavorerà per nominare il cicchetto più buono del 2025, coinvolgendo una ventina di ristoranti e bàcari chioggiotti. All’apertura della stagione turistica si potranno degustare i cicchetti proposti, tra cui naturalmente quello vincitore. La serata finale, in cui verrà decretato il vincitore, si terrà mercoledì 9 aprile alle ore 20.00 all’Enaip Veneto di Chioggia. Quale sarà il locale che conquisterà il titolo di miglior cicchetto dell’edizione 2025? Non resta che attendere la serata conclusiva per scoprirlo!

Il format del concorso

Durante le tre giornate dell’evento, una giuria di esperti visiterà i locali partecipanti per degustare e valutare i cicchetti in gara. Ogni proposta sarà giudicata in base a un regolamento che premia l’utilizzo di prodotti ittici e ortofrutticoli del territorio. Tra gli ingredienti protagonisti figurano alici, fasolari, radicchio di Chioggia, moleche e altre specialità locali, per un totale di circa quaranta prodotti tipici.

La giuria

La giuria sarà composta da otto membri, selezionati tra esperti del settore gastronomico e rappresentanti istituzionali: presidente di giuria; direttore Enaip Veneto Chioggia; uno studente di Enaip Veneto Chioggia; un giornalista specializzato in enogastronomia; un rappresentante di Assocuochi Serenissima; un rappresentante dell’Associazione Italiana Sommelier; un rappresentante dell’Associazione Riva Vena; un rappresentante del Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia. I giurati valuteranno i cicchetti secondo precisi criteri, assegnando un punteggio sulla base della qualità degli ingredienti, dell’originalità della ricetta e della presentazione del piatto.

Le dichiarazioni

Luigi Ranzato, vice presidente dell’Associazione Riva Vena:”Riva Vena era il cuore pulsante delle attività commerciali, una zona ‘viva’. Poi c’è stato il lento degrado e il successivo abbandono da parte dei commercianti. Abbiamo voluto ridare un grande slancio in questi ultimi quattro anni: sono stati aperti molti bàcari e ristorantini e altre attività commerciali. Ora è uno spettacolo, Riva Vena è diventata come i Navigli di Milano, un brulicare di gente a passeggio a degustare i cicchetti.”

Stefano Cicigoi, direttore di Enaip Veneto Chioggia:”La scuola che dirigo è orgogliosa di essere tra i promotori dell’evento sin dall’origine. La partecipazione in ‘Cicchettando per Ciosa’ permette alla Scuola di Formazione Professionale, specializzata nel settore ristorativo, di radicarsi ancor di più nel tessuto imprenditoriale e nella tradizione culinaria chioggiotta. Inoltre, valorizza la nostra vocazione nel far crescere gli studenti che si inseriranno professionalmente nel settore nei prossimi mesi, ricordando che saranno direttamente coinvolti sia nelle verifiche presso i partecipanti che nell’evento finale di proclamazione, che si svolgerà nella sede di Enaip.”

Felice Tiozzo, presidente della giuria:”In quattro anni abbiamo fatto passi da gigante come giuria, puntando sempre più a selezionare i migliori cicchetti che, seguendo il regolamento, rappresentino i prodotti e la qualità del territorio. Dobbiamo continuare su questa strada, essere sempre più originali e portare avanti il progetto puntando sulla cordialità e sul giusto prezzo, così da lasciare un segno indelebile a chi visita Chioggia e farlo ritornare con entusiasmo.”

Giuliano Boscolo Cegio, presidente di Associazione Federalberghi C.D.S.: “Sin da subito ci siamo impegnati con determinazione per supportare lo sviluppo economico di Riva Vena, un’area che rappresenta un punto nevralgico per la crescita turistica e commerciale di Chioggia. Grazie alla creazione di protocolli di collaborazione tra i gestori dei bacari e gli albergatori, siamo riusciti a unire le forze per sviluppare un’offerta turistica che promuove la gastronomia locale e le tradizioni tipiche chioggiotte. L’obiettivo è quello di attrarre un turismo sempre più variegato, sia nazionale che internazionale, facendo leva su ciò che rende unica questa zona. Lo sviluppo di Riva Vena sta avendo un impatto positivo sull’economia locale, con un ritorno tangibile non solo in termini di presenze turistiche, ma anche di nuove opportunità per gli imprenditori e i residenti. Sempre più turisti da ogni parte del mondo sono attratti dalla bellezza e dalle tradizioni di Chioggia, e la sua Riva Vena è ormai diventata un punto di riferimento per chi cerca autenticità, storia e buona cucina. Questo è solo l’inizio, e siamo convinti che, con il continuo impegno di tutti, Chioggia avrà ancora molto da offrire al turismo globale”.

Elena Boscolo Nata, presidente del Consorzio di Promozione Turistica Lidi Di Chioggia: “Negli anni è sempre stato difficile eleggere il vincitore, in quanto il grado di qualità gastronomica presentata è aumentata a dismisura. La promozione del territorio, infatti, avviene anche attraverso il “ricordo” di un’esperienza vissuta, in questo caso quella gastronomica. Il passaparola dell’aver trascorso una vacanza piacevole è l’elemento fondamentale e la migliore forma di pubblicità di una località.”

Fonte: servizio stampa “Cicchettando per Cosa”

21 marzo 2025, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) incontro Argav dedicato al cammino “La via degli dei”. Al termine, terzo tempo enogastronomico con gli specialisti di mozzarelle in carrozza e Vespaiolo

Camminare immersi nella natura fa bene alla salute e rafforza lo spirito. Per questi e mille altri motivi, i cammini – siano essi a carattere spirituale, naturalistico o sportivo -, sono aumentati in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, non solo in Italia.

Uno dei cammini più frequentati è “La via degli dei”, antico sentiero che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano collegando Bologna a Firenze. A parlarne, con video e immagini, venerdì 21 marzo dalle 18.30 alle 20.30 al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) sarà il vice presidente Argav Renzo Michieletto insieme a due suoi amici di Mestre (Venezia), che la scorsa estate hanno sperimentato questo percorso. A introdurre la serata sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Al termine dell’incontro, si terrà il consueto “terzo tempo” organizzato per la serata dal consigliere Argav Gian Omar Bison. Saranno quindi ospiti Laura Torchiaro e Marco di Nicola, rispettivamente titolare e direttore commerciale di Cocai Food, specialisti della mozzarella in carrozza (http://www.cocai.food), Thomas Conzato, vignaiolo esploratore di Breganze e (Vicenza) e Bernardo Pasquali, giornalista ed esperto gastronomo. Partecipazione su prenotazione fino a esaurimento posti whatsapp 333-3938555, email arzerello@wigwam.it

Regione Veneto, al via 8 bandi (scadenza 15 maggio) per le imprese agricole che guardano alla tutela di ambiente, biodiversità, acqua e aria

“Al via le domande per 8 nuovi bandi relativi a interventi CSR 2023-2027, con una dotazione economica di 21 milioni di euro, che permetteranno alle imprese agricole venete di avere a disposizione energie e risorse essenziali, con un occhio particolare alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, del suolo, dell’acqua e dell’aria”. Ad annunciarlo, l’assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner, all’indomani dell’approvazione da parte della Giunta regionale di otto bandi del CSR 2023-2027, dopo il via libera della competente Commissione del Consiglio regionale. 

I bandi riguardano quattro diversi interventi “a superficie”: conversione seminativi a prati e pascoli (SRA07); gestione attiva infrastrutture ecologiche (SRA10); allevatori custodi dell’agrobiodiversità (SRA14); mantenimento dell’agricoltura biologica (SRA29). Vanno ad integrare i bandi del Pacchetto Ottimizzazione Agronomica, già aperti per 30 milioni di euro, e attivano ulteriori risorse per 21 milioni di euro.
 
Nel dettaglio, il bando SRA07 promuove la conversione dei seminativi avvicendati a forme più estensive d’uso che non prevedono l’uso di fertilizzanti chimici di sintesi, diserbanti e altri prodotti fitosanitari, favorendo la tutela delle acque e dell’aria dall’inquinamento. La dotazione finanziaria è di 8.000.000 di euro.
 
Il bando SRA10.1 nelle sue 5 azioni prevede pagamenti per ettaro di superficie, per la gestione attiva di siepi allo scopo di migliorare la qualità delle acque, sostenere la biodiversità in aree agricole, riqualificare i paesaggi agrari. La dotazione finanziaria è di 5.000.000 di euro.
 
La misura SRA14 va a sostenere con 4 milioni di euro la conservazione delle razze animali a rischio di estinzione. Infine, il bando SRA29.2 va a incentivare con 4 milioni il mantenimento dell’agricoltura biologica. .
 
La scadenza di tutte le misure aperte è fissata al 15 maggio; la gestione operativa è affidata ad Avepa.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto, assessorato all’Agricoltura

31 gennaio, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) corso di formazione giornalisti dal tema: “Dalle cave all’agricoltura di eccellenza, l’esempio dei Colli Euganei”

Si intitola “Dalle cave all’agricoltura d’eccellenza: l’esempio dei Colli Euganei”, il corso organizzato dall’Ordine Giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav per venerdì 31 Gennaio p.v. nella consueta sede del Circolo di Campagna Wigwam, ad Arzerello di Piove di Sacco (via Porto,8); il corso, che avrà inizio alle ore 18.30, garantirà 2 crediti formativi (già presente in piattaforma). 

Il corso vuole aggiornare, a partire dalla narrazione degli eventi, sullo stato di un’area urbanizzata, oggetto della prima legge italiana di tutela ambientale e che ha saputo trasformarsi da terra degradata in meta di turismo internazionale. La realtà di un territorio minacciato anche dalle fake news. Un impegno, che viene da lontano, per la tutela dell’area euganea.

Relatori saranno i giornalisti e colleghi Argav Renato Malaman ed Efrem Tassinato, esperti sulla storia ambientale del territorio. A moderare l’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Premio speciale Argav 2024 a Remo Pedon, presidente dell’omonimo gruppo alimentare vicentino che non conosce crisi

È datato 13 Settembre 1984 l’atto fondativo dell’azienda Pedon di Colceresa (Vicenza) da parte dei fratelli Franco, Sergio e Remo. Già da qualche anno operavano con i grossisti alimentari; l’intuizione vincente è stata quella di affiancarle l’attività di confezionamento e vendita di legumi, ma nell’ottica dell’innovazione. “Dall’introduzione del codice a barre al presidio delle origini per il controllo della filiera, dal lancio dei prodotti bio e senza glutine all’attenzione ai temi etici e ambientali, fin da subito abbiamo voluto essere riconoscibili per il nostro essere sempre all’avanguardia” – dice Remo Pedon, presidente dell’azienda. “Come anche l’idea di creare un nuovo segmento, quello dei mix di cereali e legumi a cottura veloce”.

Nuova generazione

Con l’ingresso in azienda della seconda generazione rappresentata dai figli Paolo, Loris e Mattia e grazie a questa spinta innovativa, l’azienda Pedon si posiziona come supporto della marca privata e inizia il suo percorso di internazionalizzazione.

Nel 2015 porta una nuova rivoluzione alla categoria con I “Pronti”, legumi e cereali già cotti, pronti all’uso, in pratiche confezioni doypack da conservare a temperatura ambiente. Dei prodotti considerati difficili e lenti da preparare diventano così facili e già pronti al consumo. E infine l’ultima frontiera, quella del gusto, che si concretizza nel lancio di zuppe ed insalate di cereali e di una innovativa linea di snack di legumi.

Tutto questo in una logica di sostenibilità, ambientale e sociale. “Crediamo che solo una crescita e uno sviluppo responsabile possano aiutare a costruire un futuro migliore”, ha evidenzia Remo Pedon nel ritirare dalle mani del presidente Argav Fabrizio Stelluto lo scorso 7 dicembre 2024 a Monselice (Padova) il premio speciale Argav, attribuito dalla nostra associazione per celebrare i 40 anni del gruppo alimentare vicentino.

Prezzi del latte alla stalla in Veneto: la cooperazione paga di piú, in crescita la produzione di formaggi Dop

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Nel primo semestre del 2024 i prezzi del latte alla stalla hanno mostrato una sostanziale stabilità, seguita da una lieve crescita. In Veneto, i valori sono leggermente aumentati, passando da 50,25 euro/hl a gennaio a 51,50 euro/hl a giugno (IVA esclusa), con un trend positivo seppur contenuto. Nonostante questo incremento, secondo i dati dell’Osservatorio Latte dell’Ismea, la media dei primi sei mesi del 2024 risulta inferiore dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.

La cooperazione veneta remunera più del mercato

Secondo l’analisi che l’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura realizza annualmente sui prezzi del latte pagato alla stalla dalle cooperative lattiero-casearie venete, emerge che il prezzo medio ponderato di liquidazione si è attestato a 62,7 euro/hl (incluso di IVA e premio produzione), registrando un aumento dello 0,75% rispetto all’anno precedente e proseguendo nel trend di leggera crescita dei pagamenti riconosciuti ai soci. L’aspetto più importante da evidenziare, in ogni caso, è che questo valore è superiore di circa l’11,8% rispetto al prezzo di mercato del latte alla stalla, a conferma della capacità della cooperazione veneta di remunerare più del mercato il prodotto conferito dagli allevamenti associati.

Per i formaggi Dop luci e ombre

Il 75-80% del latte prodotto viene trasformato in prodotti caseari e oltre la metà di questa produzione è costituita da formaggi a Denominazione di Origine Protetta (Dop). L’andamento della produzione di formaggi Dop nel Veneto rivela un quadro contrastante: nel lungo periodo, gli ultimi dieci anni, i quantitativi evidenziano solo una leggera flessione (-0,3%), rimanendo sostanzialmente invariati. Nel dettaglio si osserva una crescita in particolare nella produzione di Monte Veronese Dop (+13,2%) e Provolone Valpadana Dop (+7%), mentre dall’altro lato risultano in calo le produzioni di Montasio Dop (-14,7%) e Casatella Trevigiana Dop (-16,3%). Nel breve periodo, invece, la produzione di formaggi a Denominazione risulta essere in ripresa dopo le riduzioni registrate nel biennio 2021/22 post-Covid: nel 2023 i quantitativi certificati si sono riportati a circa 50.300 tonnellate, +2,2% rispetto al 2022. In crescita soprattutto la produzione di Grana Dop (+5,7%), Piave Dop (+25,4%), Casatella Dop (+11,4%) e Monte Veronese Dop (+8,3%), mentre presentano una riduzione il Montasio Dop (-11,8%), e in misura meno rilevante il Provolone Valpadana Dop (-2,8%) e l’Asiago Dop (-1,6%). Nel complesso, si stima che nel 2023 il valore della produzione dei formaggi a Denominazione di origine in Veneto si sia attestato a circa 435 milioni di euro, un dato in crescita di circa l’8,8% rispetto all’anno precedente.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

Giornata agroalimentare Cna: necessità di maggiore sostegno alle imprese femminili e flessibilità del lavoro le esigenze del settore

(di Emanuele Cenghiaro, consigliere Argav) Anche in un contesto difficile come quello odierno, chi opera nel mondo della ristorazione può avere successo. L’importante è avere le idee chiare, la voglia di fare e la capacità di essere originali. Come ce l’hanno i titolari degli esercizi che i soci Argav hanno potuto incontrare durante la Giornata dell’Agroalimentare Cna Veneto, svoltasi a Treviso lo scorso 23 ottobre.

Una tradizionale occasione di confronto

Un appuntamento che è ritornato, dopo quello del 2023, e che ha visto un momento di condivisione e confronto tra rappresentanti della stampa e alcuni associati e dirigenti del settore alimentare Cna di varie città del Veneto. Un settore questo che raggruppa oltre 35mila imprese in Italia per un ampia gamma di lavorazioni, dalla panificazione alle paste fresche, dalla gastronomia ai formaggi, dalle lavorazioni di carne e pesce alle conserve vegetali fino ai distillati e ai liquori, alla pasticceria e alla gelateria.

Le realtà agroalimentari incontrate

Due le imprese della ristorazione che hanno ospitato l’incontro veneto, in territorio trevigiano: la Pasticceria Sarti di Gianandrea Salvestrin a San Vito di Altivole (piazza S. Vito, 7), una vera istituzione nel territorio, e Castelli in Aria, aperto da due giovani, Max (Massimo Cecchin) e Denj, a Castelfranco Veneto (via Romanina, 14), un “concept” ristorativo che punta alla qualità e si propone contemporaneamente, in ambienti separati, sia come spazio per aperitivo che per cenare. Due perle nei rispettivi settori, capaci di attraversare un momento critico come quello del covid e del suo post, e di ripartire con vero e proprio slancio.

I problemi di fare impresa al femminile

Un tema che è emerso dall’incontro è quello dell’imprenditoria femminile e della conciliazione delle esigenze familiari con la famiglia. La grande maggioranza delle 1.211 pasticcerie artigiane venete, ad esempio, è ancora oggi a conduzione familiare. Non solo: secondo i dati forniti da Cna, quasi la metà è a conduzione femminile, ben 523 (43% del totale). Lo ha confermato Catia Olivetto, presidente Cna Dolciari e Panificatori Veneto, che ha spiegato come il trend sia confermato anche dalle iscrizioni negli istituti professionali. «Questo settore – ha detto la Olivetto – si dimostra una volta di più come una vera opportunità di lavoro per le donne come imprenditrici. Perché non sia un trend passeggero, però, è nostro compito cercare di creare una flessibilità diversa da quella esistente, per conciliare le esigenze sia della famiglia, sia dei giovani. E puntare su una formazione sempre più qualificante». Non solo donne, ma anche “giovani” donne: nelle iscrizioni all’Ebav, l’Ente Bilaterale Artigianato Veneto, nella categoria degli alimentaristi, le under 35 rappresentano il 60,9% del totale delle iscritte, che a loro volta sono il 52,5% del totale.

Flessibilità nei contratti un obiettivo da raggiungere

Flessibilità è anche la parola usata per il capitolo lavoro, in particolare giovanile. Perché i giovani di oggi hanno esigenze e aspettative diverse. «Si dovrebbe dare respiro più ampio a strumenti come i voucher, sotto il profilo del monte ore e del compenso massimo. Strumenti che aiutano le imprese nei picchi di lavoro, ma anche il lavoratore in cerca di un impiego extra; mediamente infatti le persone che vengono a fare catering o a lavorare al ristorante nel fine settimana hanno un altro lavoro e quindi lo fanno per pagare il mutuo, poter andare in vacanza o avere qualche soldo in più per i figli», ha spiegato Mirco Froncolati, presidente Cna Ristorazione Veneto.

In Veneto, 25 mila imprese Cna attive nei servizi di ristorazione

Quella di contratti meno ingessati è quindi una battaglia che Cna promette di portare avanti con più forza nei prossimi anni, soprattutto per preservare, in tutti i settori dell’alimentare, le famiglie: perché anche tra le 25mila imprese attive nei servizi di ristorazione venete queste sono preponderanti. Non solo: sono esse a difendere la tradizione della cucina italiana, candidata a diventare patrimonio Unesco, facendo da argine e offrendo alternative alle proposte delle catene, la cui offerta troppo spesso si basa sul contenimento del prezzo piuttosto che sul fornire l’alta qualità e nel promuovere la gastronomia territoriale. «Per sostenere il patrimonio culturale enogastronomico italiano – ha aggiunto Mirco Froncolati,  – si deve fare comprendere al cliente che un determinato servizio e una determinata qualità devono avere come corrispettivo un giusto prezzo, che permetta ai ristoratori di investire non solo in attrezzature, ma anche nella possibilità di offrire prospettive di carriera al personale, capitale umano preziosissimo».

La filiera agroalimentare artigianale incentiva il turismo sostenibile

Secondo CNA, la filiera agroalimentare si intreccia a quella del turismo, in particolare quello sostenibile: che, al di là dei numeri positivi, deve puntare alla crescita qualitativa. Una crescita che deve passare in particolare dalle piccole imprese, che di questo comparto sono l’ossatura, e che per l’organizzazione artigiana deve puntare – contro eccessi e ingolfamenti come quelli che stanno portando a proteste contro il “troppo turismo” e a ticket per limitarne i numeri – a favorire un decentramento territoriale, valorizzando i centri che sono minori solo sulla carta, e la destagionalizzazione.

4 ottobre 2024, a Caorle (VE) giornata dimostrativa di Veneto Agricoltura a Vallevecchia delle tecniche di agricoltura sostenibile

Programma GIORNATA A VALLEVECCHIA 4-10-24

Venerdì 4 ottobre prossimo, i soci Argav parteciperanno alla giornata dimostrativa di Veneto Agricoltura a Vallevecchia di Caorle (Venezia), in occasione dell’iniziativa “Azienda aperta – Protocolli aperti: tecniche di agricoltura sostenibile”. con focus particolare sul progetto Interreg Bee2gether. Sarà l’occasione per approfondire le pratiche dell’agricoltura rigenerativa e conservativa flessibile olistica (Acfo), con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale.

Programma della giornata: mattina (9:00 – 13:00)

Presentazioni e discussioni teoriche seguite da dimostrazioni sul campo. Gli argomenti si concentreranno sull’uso delle arnie elettroniche, seguiti dalla presentazione dell’app Bee2gether per tenere sotto controllo da remoto la salute ambientale, e del Progetto Lens per l’agricoltura rigenerativa, oltre alla gestione delle colture di copertura e le tecniche di valutazione della struttura del terreno.

Pomeriggio (14:30 – 17:30)

Approfondimenti pratici su richiesta, con esercitazioni sul campo per l’uso dell’app Bee2gether e osservazione delle arnie elettroniche, nonché dimostrazioni sulla terminazione delle colture di copertura e la semina della coltura principale.

Come partecipare

Per iscriversi all’evento accedere al link, scegliendo tra partecipazione solo mattutina, solo pomeridiana o per l’intera giornata. L’evento è accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Venezia e dal Collegio dei Periti Agrari. Saranno riconosciuti crediti formativi ai partecipanti.

5-6 ottobre, a Caseus 2024 anche l’edizione autunnale del Festival delle Dop venete

e88b6e76-87c4-4650-b877-b0b1c8125042La 20^ edizione di Caseus 2024 si svolgerà il 5 e 6 ottobre a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD). Con l’occasione, Veneto Agricoltura presenterà nella stessa sede l’XI^ il Festival delle Dop Venete, edizione autunno: un momento ideale per scoprire e gustare le eccellenze del territorio veneto, incontrare i produttori e partecipare a interessanti workshop e degustazioni guidate.

Caseus riunisce grandi caseifici e piccoli produttori di malga

Anche per l’edizione 2024 verrà mantenuto lo spirito internazionale avviato due anni fa, ospitando e presentando tre percorsi: Caseus Veneti, Caseus Italie e Caseus Mundi. Saranno due giornate importanti, a ingresso libero, con degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici, incontri con i casari, masterclass e momenti di formazione e confronto.

Fonte: Veneto Agricoltura

21 settembre, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza gli “Stati generali” sulla cucina veneta, tra tradizione e futuro

Il 21 settembre 2024 alle ore 9.30 si terrà alla Biblioteca “La Vigna” di Vicenza (in contra’ Porta S. Croce, 3) una tavola rotonda su “La cucina veneta tra tradizione e futuro”. L’evento, che si configura come una sorta di Stati Generali della cucina veneta, è inserito nell’ambito delle iniziative del Progetto Cities2030 e rappresenta un’occasione unica per esplorare l’evoluzione della cucina regionale dalle sue radici storiche fino alle sfide e opportunità del presente, approfondendo il legame tra cibo, territorio e identità culturale.

Non c’è dubbio che il cibo è luogo, ed è paesaggio

Un luogo in cui, ormai da vent’anni, è facile “ammalarsi” di una particolare febbre: l’”heritage fever”, più nota come febbre da patrimonio, che ha iniziato a diffondersi a partire dalla Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale (2003). La tradizione gastronomica e culinaria è una delle colonne portanti di questo patrimonio, elevata a bene giuridicamente tutelato (Reg. 1151/2012). Come scrive M. A. Fino: «Da trent’anni è iniziato un processo che fa del cibo, e della sua cultura, un potente strumento per rappresentare il legame tra origine e territorio, per rivendicare una protezione esclusiva, laddove “esclusiva”, come nel diritto di proprietà, indica innanzitutto il potere di dire “extra omnes”: la tradizione è mia, mi rende unico e nessuno di voi ha diritto di considerarla propria». Partendo da questa riflessione, la tavola rotonda si propone di fare il punto sul “caso veneto”. Esiste una cucina veneta come valore identitario? Oppure è più corretto parlare di una cucina basata sui prodotti? E ancora: quali sono state le tappe storiche che hanno portato alla formazione di una tradizione gastronomica?

Interventi

Ore 9.30 Saluti istituzionali. Ore 10.00 Tavola rotonda, introduce e coordina: Giancarlo Saran, Accademia Italiana della Cucina, Alberto Grandi, Università di Parma, Tipico, tradizionale… in tavola tra mito e realtàDanilo Gasparini, Università di Padova, La costruzione dell’identità culinaria veneta, Roberto Robazza, direttore Centro Studi Territoriale del Veneto – Accademia Italiana della Cucina,L’Accademia Italiana della Cucina e la difesa della tradizione, Marina Scopel, studiosa di Storia della gastronomia, Che ce ne facciamo delle radici storiche? Il caso dell’Anonimo padovano, Tiziana Agostini, presidente della Confraternita del Baccalà alla Vicentina di Sandrigo, Le confraternite del cibo: il caso della Confraternita del Baccalà alla Vicentina, aperitivo e cicchetti veneti. Modalità di partecipazione: in presenza, è gradita la registrazione: https://bit.ly/47dpJMG

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna