• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Addio discariche, l’Europa promuove il riciclaggio

Ogni famiglia getta ogni anno 500 euro nella spazzatura: il 25% del cibo acquistato viene infatti buttato, ma con piccoli accorgimenti più della metà potrebbe essere riutilizzato. In Italia ogni persona butta circa 150 kg di cibo l’anno, un dato nella media dell’UE. La produzione complessiva di rifiuti in Europa è in aumento e costituisce una risorsa non pienamente sfruttata. La relazione della Commissione europea sulla gestione dei rifiuti da parte degli Stati membri dell’UE ha fatto emergere una realtà preoccupante, per la quale occorrono delle soluzioni concrete. È necessario vietare i dannosi processi di smaltimento in discarica, promuovere maggiormente il riciclaggio e rendere più coerenti la progettazione dei prodotti e le politiche in materia di rifiuti, oltre a sensibilizzare i cittadini.

In alcuni Paesi lo smaltimento in discarica è scomparso, ma in altri più del 90% dei rifiuti viene ancora interrato. L’Italia è uno dei Paesi nei quali la questione rifiuti non è ancora risolta: un’infrazione su 5 al diritto europeo sull’ambiente è sul tema dei rifiuti, e il nostro Paese, con l’Ungheria, è in testa alla graduatoria. Il commissario UE per l’ambiente, Janez Potočnik, ha ammonito sulle gravi conseguenze ambientali di un’amministrazione poco responsabile di questi materiali, e richiamato l’attenzione sulla necessità di ridurre la quantità di rifiuti prodotti e sull’importanza del riciclaggio: “Ogni cellulare contiene oro, platino, palladio e rame: tutte risorse rare in Europa. Non si tratta di rifiuti da interrare o incenerire, ma di risorse che dovremmo rispettare, anche perché il riciclaggio è un’attività che crea posti di lavoro”. I rifiuti sono ‘prodotti’ dai quali è possibile estrarre materie prime e costituiscono dunque una risorsa preziosa per il nostro sviluppo. Inoltre, aumentare la tendenza al riciclaggio significa anche creare lavoro: secondo le stime, il potenziale è di circa creare mezzo milione di posti.

La direttiva europea sui rifiuti del 2008 introduce una sorta di gerarchia dei vari tipi di rifiuti, stabilendo un ordine di priorità per il loro trattamento. La linea prioritaria della strategia è chiara e si chiama prevenzione, cui seguono il riutilizzo, il riciclaggio e altre modalità di recupero. All’ultimo posto nella lista dei possibili interventi, da usare soltanto se necessario, i sistemi di smaltimento come la messa in discarica. La norma UE prevede insomma che gli Stati UE ammodernino i loro piani di gestione dei rifiuti, predispongano appositi programmi di prevenzione entro il 2013, e riciclino il 50% dei rifiuti urbani e il 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione entro il 2020. Il ricorso alle discariche in Italia è diminuito negli ultimi anni: nel 1995 il 95% dei rifiuti andava in discarica, un dato sceso al 50% nel 2007.

L’Europa fissava anche un calendario preciso, con un periodo transitorio di due anni a disposizione degli Stati per allinearsi alla norma, ma al termine previsto, il 12 dicembre scorso, solo pochi l’avevano recepita. Scatteranno così presto le procedure previste per chi non ha fatto quanto richiesto dalla direttiva rifiuti, con un percorso che potrebbe portare i Paesi inadempienti alla Corte di Giustizia. Nel frattempo, la Commissione europea continuerà a controllare l’attuazione e l’applicazione delle norme sui rifiuti e cercherà di sostenere gli Stati nella messa a punto di strategie e politiche adeguate. L’anno prossimo saranno adottate misure concrete per creare una società europea fondata sul riciclaggio e su un impiego efficiente delle risorse.

(fonte Asterisco Informazioni)

Zootecnia inquinata in Lazio: solidarietà del Consorzio Italia Zootecnica all’allevatore che ha denunciato l’inquinamento ambientale

Valle dei Veleni, così è chiamata dal 2005 la Valle del Sacco, quella zona del Lazio dove più di cinquanta aziende in nove paesi, tra Roma e Frosinone, sono state costrette a vedere distrutti anni di sacrifici. Colleferro; Gavignano; Segni; Paliano; Anagni; Sgurgola; Morolo; Supino, Ferentino: in questi paesi nel 2005 è stata dichiarata l’emergenza. Una sostanza tossica per l’uomo, vietata in Italia dal 2001, era stata ritrovata in quantità superiori ai limiti nel latte dei bovini, nel fieno e nel mais.

Da allora l’area di Colleferro continua ad essere utilizzata per lo stoccaggio e l’interramento di rifiuti tossici, senza che nessuna istituzione intervenga per far cessare questa situazione vergognosa. Ieri la “Valle degli Orrori” è tornata sugli schemi televisivi a far parlare di sé a seguito di una denuncia in televisione da parte di un allevatore che sta perdendo tutte le sue greggi per avvelenamento.

Istituzioni lontane. Noi agricoltori – ha detto Fabiano Barbisan, Presidente del Consorzio L’Italia Zootecnica – siamo sottoposti a rigidissimi sistemi di controllo e dobbiamo rispettare le regole ferree della Direttiva Nitrati, per prevenire la benché minima forma di inquinamento. Sembra però – continua Barbisan – che gli Enti pubblici e, nella fattispecie, la Regione Lazio, possano “soprassedere” alla cura del territorio ed al controllo degli scarichi abusivi di sostanze tossiche. Ma non erano stati investiti milioni di euro dalla Regione Lazio per bonificare la zona e rilanciare l’agricoltura e la zootecnia della Valle? Nulla, ancora una volta il Settore Primario è stato coinvolto in una vicenda scandalosa: bestiame, latte, foraggi, terreni…avvelenati dalle discariche abusive nascoste nella Valle.

Appello ai Ministri Fazio e Prestigiacomo. L’impegno degli agricoltori andrebbe premiato, perché nonostante le enormi difficoltà del settore vanno avanti e continuano a garantire produzione. Il Consorzio L’Italia Zootecnica esprime tutta la sua solidarietà all’allevatore laziale che ha avuto il coraggio per primo di denunciare quanto successo alla sua azienda e di preservare in questo modo la salute dei consumatori interrompendo la commercializzazione dei prodotti. Facciamo un appello ai Ministro della Salute, Fazio e dell’Ambiente Prestigiacomo, affinché intervengano con fermezza per sanare il malcostume di chi, istituzione, avrebbe dovuto occuparsi delle oltre 50 aziende vittime di una politica che certo non le aiuta.

(fonte Consorzio L’Italia Zootecnica)

A.A.A. cercansi giovani reporter ambientalisti, iscrizioni fino al 31 gennaio 2011

Scadono lunedì 31 gennaio 2011 i termini d’iscrizione al V° Concorso nazionale di Giornalismo Ambientale dedicato a bambini e ragazzi dai 5 ai 21 anni. Il progetto “Giornalisti Nell’erba” è destinato ai circa 920.000 bambini e ragazzi di scuole, centri sportivi,  ludoteche, centri giovani.

Molte le novità dell’edizione 2011. Anzitutto l’età dei giovani reporter, che possono avere fino a 21 anni (non compiuti). Poi, per la prima volta, oltre ai “tradizionali” articoli, i più grandi potranno concorrere con progetti web, corredati di presentazione sintetica in inglese. Quest’anno, inoltre, il concorso sarà a numero chiuso: potranno partecipare solo i primi 500 elaborati secondo la cronologia delle pre-iscrizioni, da effettuarsi sul sito giornalistinellerba.org.

Il tema di quest’anno, scelto insieme all’Esa-Esrin Agenzia Spaziale Europea, è  “Pianeta Vivente”, e prende spunto proprio dalla campagna mondiale Living Pla- net del WWF, che ogni due anni esamina i “debiti” e i “crediti” del rapporto tra uomo e pianeta e fornisce analisi sullo stato di salute della Terra e dell’ambiente globale.

Tre le declinazioni del tema, secondo la fascia di età dei partecipanti. Per i più piccoli (5-10 anni) il sottoindirizzo tematico sarà il “Pianeta che ci dà la vita”. La fascia intermedia (10-15 anni) parlerà de “I pericoli del pianeta vivente”, mentre i più grandi (15-21 anni non compiuti) analizzeranno gli effetti (spesso negativi) dell’uomo sul pianeta nella sezione “Noi, nemici del pianeta vivente”.

(fonte Giornalisti nell’erba)

Ambiente: contadino altoatesino premiato in Svizzera per il risanamento del bosco del proprio maso

da sx, Fabio Maistrelli, vicedirettore Ufficio progettazione forestale provincia Bolzano e Richard Kofler (foto Sandro Krättli)

A Chur, nel Canton Grigioni in Svizzera, si e’ svolta nei giorni scorsi la cerimonia di assegnazione del Premio “Funzione protettiva del bosco nell’arco alpino 2010“, indetto dalle Comunità di lavoro delle aziende forestali. Fra i vincitori Richard Kofler del maso ”Vorderkaserhof” in ValSenales/Val di Fosse (Bz), che ha vinto nella categoria “Progetti di successo” con il risanamento volontario dei boschi del proprio maso.

La politica crea, l’uomo conserva. Dall’assunzione del maso nel 1983, Kofler ha avviato un’azione di riforestazione dei boschi di proprieta’ in condizioni ambientali difficoltose riuscendo nell’intento di risanare completamente l’area boschiva. Come ha sottolineato il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, “il 58 per cento dell’area boschiva dell’Alto Adige, ovvero 195.000 ettari, può essere cosiderato bosco con funzioni di protezione”. Secondo Paul Profanter, direttore della Ripartizione Foreste, l’impegno del cittadino altoatesino insignito con uno dei premi in palio è da prendere ad esempio. Infatti, la politica può creare i presupposti per la tutela del bosco nella sua funzione protettiva, ma l’esecuzione di misure concrete a livello locale è in gran parte nelle mani delle persone in loco. Mantenere il bosco e garantire così la sua funzione di protezione ambientale in una terra caratterizzata da un’estesa superficie boschiva come l’Alto Adige costituisce il presupposto per ogni azione umana.

(fonte Provincia di Bolzano)

Il bilancio meteorologico 2010 per la provincia di Treviso

2010: l’ anno delle piogge. Verrà ricordato così, secondo i tecnici del Co.Di.TV (Consorzio Difesa Treviso), l’anno appena chiuso che ha portato, al culmine della stagione delle precipitazioni, la tremenda alluvione del novembre scorso. Il focus del bilancio meteorologico annuale del Consorzio, presieduto da Valerio Nadal, punta sulla provincia di Treviso pubblicando dei dati interessanti che rilevano come nel 2010 ci siano stati 133 giorni piovosi che segnano un vero record sottraendolo all’anno 2008 dove si erano registrate 130 giornate piovose. Le annate precedenti hanno fatto registrare dati decisamente diversi con punte massime nel 1996  con 114 giorni di pioggia e  nel 2004 e 2009 con 112 giorni piovosi.

In provincia di Treviso la piovosità media annua si aggira attorno ai 1.000 mm in 100 giornate di pioggia, mentre la piovosità nel periodo gennaio-dicembre 2010 è stata di 1.408 mm mentre la media annua nel ventennio 1989 -2009 si attesta intorno ai 1.008 mm. Nel 2010 si sono registrati quindi ben 400 mm in più rispetto alla media degli ultimi ventun anni, l’equivalente di circa 5 mesi di pioggia. Solo a novembre sono caduti mediamente in provincia di Treviso 251 mm d’acqua. Negli anni più recenti si sono avute precipitazioni maggiori solo nel novembre 2000 dove si sono registrati 281 mm e nell’ottobre 1993, 262 mm. Negli ultimi anni, le annate più piovose sono state il 1995 (1.275 mm) e il 1996 (1.239 mm). La località maggiormente interessata dalle precipitazioni di quest’anno risulta Valdobbiadene, basta ricordare i 135 mm caduti solo nella giornata dell’1 novembre ed i circa 500 mm caduti nel periodo dal 31 Ottobre al 22 Novembre.

Media termica. La media termica 2010 (media annua 12,47°C) è risultata di soli 23 centesimi inferiore alla media (12,7°C) degli ultimi ventun’ anni. I mesi con gradienti termici inferiori alla norma hanno caratterizzato per i 7/12 l’annata; con agosto di ben 2,35°C sotto la media del periodo, in contrapposizione ad aprile che è risultato di 1,77°C superiore ai normali valori del mese. Umidità. Si evidenzia come ultima cosa l’eccezionale dato inerente all’umidità relativa media dell’aria di novembre 2010: il 93%.  Non si era  mai notato negli ultimi vent’anni un valore dell’umidità così alto.

(fonte Co.Di.Tv)

Dal vigneto, non solo uva ma anche compost per i campi e biomassa

L’innovazione nel vigneto è possibile? Si. Riguarda solo la produzione di vino? No. La sostenibilità del vigneto con l’utilizzo dei sottoprodotti di potatura e il mantenimento delle proprietà del suolo è uno dei temi che più interessano il mondo del vino oggi. E saranno questi i temi al centro di un meeting venerdì 21 gennaio 2011 presso l’Azienda Agricola Cescon Giuseppe e Antonella a Fossalta Maggiore di Chiarano (TV).

Il tema è oggetto di un preciso progetto avviato da CRA-VIT di Conegliano. Si parlerà in particolare del compost ottenuto dai tralci di potatura (sarmenti) da utilizzare come ammendante dei suoli, dell’utilizzo della massa legnosa a fini energetici e, per questo, della qualità dei fumi prodotti in termini di sicurezza per la salute pubblica. In definitiva verrà presa in esame l’intera filiera, dalla raccolta allo stoccaggio dei tralci, dalla loro combustione fino alle ceneri. Il progetto, che ha coinvolto anche Veneto Agricoltura, sarà presentato, tra gli altri, da Giustino Mezzalira, Federico Correale e Loris Agostinetto, tecnici dell’Azienda Regionale (PD) e da Diego Tomasi del CRA-VIT.

(fonte Veneto Agricoltura)

Oltre 3milioni di sostanze chimiche pericolose registrate

Più di tre milioni di notifiche sulla classificazione delle sostanze chimiche pericolose sono pervenute all’Agenzia europea per le sostanze chimiche di Helsinki (l’ECHA) entro le scadenze previste dal nuovo regolamento europeo del settore, noto come REACH. Tutte le imprese che fabbricano o importano sostanze chimiche sono state sollecitate a classificarle entro il 1° dicembre 2010 e a notificarle all’ECHA entro il 3 gennaio 2011. La classificazione è essenziale per stabilire se una sostanze chimica sia pericolosa per la salute e per l’ambiente e determinerà le informazioni da apportare sulle etichette delle sostanze chimiche che i lavoratori e i consumatori utilizzano.

Le nuove regole sono stabilite nel regolamento UE sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche che allinea il sistema di classificazione UE al Sistema mondiale armonizzato delle Nazioni Unite, per assicurare che gli stessi rischi siano descritti ed etichettati allo stesso modo in tutto il mondo. Questi dati consentiranno all’ECHA di predisporre il primo inventario europeo delle sostanze pericolose e delle classificazioni armonizzate. Ben 3.114.835 notifiche sono state presentate. Le sostanze e le miscele devono essere classificate secondo classi e categorie specifiche di rischio e etichettate con opportuni pittogrammi di pericolo, avvertenze, indicazione di pericolo e consigli di prudenza. Ciò è importante per assicurare che le informazioni siano trasmesse adeguatamente a tutti gli utilizzatori delle sostanze e che siano garantiti livelli equivalenti di protezione. I fabbricanti e gli importatori che immettono sostanze pericolose sul mercato per la prima volta successivamente alla scadenza devono notificare la classificazione all’ECHA entro un mese.

Il principale obiettivo del regolamento CEI è la protezione della salute umana e dell’ambiente, ma si vuole anche agevolare il funzionamento del mercato unico dell’UE armonizzando la classificazione delle sostanze chimiche e delle loro miscele. L’industria avrà la responsabilità di concordare la classificazione di tutte le sostanze. Tuttavia, per rischi particolarmente gravi – come nel caso di sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione – le autorità nazionali e l’ECHA riesamineranno tutte le informazioni disponibili e proporranno classificazioni armonizzate che la Commissione renderà obbligatorie.

Sicurezza idrogeologica: Regione Veneto stanzia 25 milioni di euro

Venticinque milioni di euro per interventi strutturali necessari alla messa in sicurezza del territorio veneto: questo il finanziamento deliberato nella più recente riunione della Giunta Regionale del Veneto. Oltre ai circa sei milioni di euro per realizzare una cassa di espansione lungo il torrente Agno Guà e ai due milioni di euro, destinati alla trasformazione dell’ex cava Bergamin a Riese Pio X in bacino di accumulo per 500 mila metri cubi di acqua, diciassette milioni di euro sono invece stati stanziati a favore dei consorzi di bonifica per interventi urgenti, che restituiscano la funzionalità della rete idraulica minore dopo i danni dell’alluvione.

Stanziati gli interventi di bonifica idraulica più urgenti. “Più volte negli ultimi anni – ricorda l’Assessore Regionale all’Ambiente, Maurizio Conte – il Veneto è stato interessato da calamità naturali imprevedibili. In tutti questi casi i Consorzi di bonifica sono intervenuti prontamente, ma hanno anche segnalato la necessità di realizzare alcuni interventi strutturali, necessari per far fronte ai casi di piogge eccezionali. Abbiamo quindi deciso di finanziare gli interventi più urgenti per la Bonifica idraulica del territorio, in particolare per adeguare o ammodernare opere esistenti che sono chiamate continuamente a fronteggiare situazioni diverse da quelle per le quali erano state progettate, ad esempio perché sono cambiate le destinazioni d’uso dei terreni oppure per le problematiche legate al cambiamento climatico in atto.”

Solo l’inizio di un progetto per la messa in sicurezza del territorio. “Mi rendo conto – prosegue Conte – che gli stanziamenti regionali non saranno sufficienti a coprire tutte le necessità dei consorzi, ma si tratta dell’inizio di un progetto per la messa in sicurezza del territorio, perché non si verifichino più eventi come quello di due mesi fa. A questo potranno contribuire anche gli stessi consorzi che, per l’adempimento dei propri fini istituzionali, hanno il potere di imporre contributi alle proprietà consorziate; in questo caso, l’urgenza e l’indifferibilità di alcune opere non coperte da finanziamento regionale, legittimano sicuramente gli enti consorziali a provvedere alla realizzazione degli interventi con fondi propri.”

(fonte Asterisco Informazioni)

Ambiente: nasce in Trentino l’Osservatorio del paesaggio

Nasce in Trentino l’Osservatorio del paesaggio come strumento della Provincia autonoma per favorire l’elaborazione e il coordinamento di valutazioni, di visioni e in generale di una cultura del territorio e del paesaggio. Cio’ è in linea con il nuovo Piano urbanistico provinciale (Pup), che ha assegnato al paesaggio una nuova prospettiva, quella di essere fattore positivo di sviluppo della comunita’ trentina. “La dimensione del paesaggio non viene piu’ vissuta come un limite – chiarisce l’assessore Mauro Gilmozzi, promotore della nuova realta’ -, ma per contro e’ innestata in una nuova visione dello sviluppo economico, in coerenza con le direttrici del Programma di sviluppo provinciale”.

(fonte Ansa.it)

2011: anno internazionale (e Veneto) delle foreste

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Il bosco è una “cenosi” (insieme di individui animali o vegetali), più precisamente una fitocenosi. L’ONU, proclamando il “2011 Anno Internazionale delle Foreste”, ha riservato un giusto riconoscimento ad un patrimonio dal valore inestimabile. I dati del recente rapporto FAO “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali” segnalano che la superficie forestale nel mondo copre poco più di quattro miliardi di ettari, il 31% della superficie terrestre.

La perdita annuale di foreste negli anni 2000-2010 è stata equivalente ad un’area grande quanto la Costarica (la somma di tutte le nuove aree forestali guadagnate è minore delle perdite). In Europa (a 25), le foreste occupano oltre 160 milioni di ettari del territorio, in continua espansione grazie al rimboschimento e alla rigenerazione naturale. In Italia gli ettari coperti da boschi sono quasi 11 milioni.

E nel Veneto? A celebrare il 2011 ci hanno pensato, con un calendario sul bosco, l’Assessorato regionale all’Ambiente e Veneto Agricoltura, l’Azienda che tra le altre attività gestisce gli oltre 16.000 ettari di proprietà della regione. Un patrimonio importante per qualità (Cansiglio, Giazza, Monte Baldo, Sinistra Piave, etc.) ma minimale per quantità. Infatti sono 447.000 gli ettari di bosco nel Veneto. Il calendario, ormai tradizionale per Veneto Agricoltura, è dedicato proprio all’Anno Internazionale delle Foreste”. Splendide foto di Carlo Stella accompagnano i mesi dell’anno e semplici didascalie di Giustino Mezzalira spiegano l’importanza del bosco, delineando la foresta e le sue funzioni sotto il profilo ambientale, naturalistico, paesaggistico, idrogeologico ed economico.

Cosa “produce” un bosco. Le fitocenosi infatti emettono ossigeno e assorbono anidride carbonica, producono legname per costruire “cose” indispensabili all’uomo, ma anche energia per riscaldarlo, trattengono l’acqua, offrono rifugio agli animali selvatici e rappresentano una straordinaria attrazione turistica. Durante la presentazione l’Assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte, ha sottolineato come ciascuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per preservare questa immensa ricchezza. Da parte sua, l’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, Paolo Pizzolato, ha ricordato quali sono le attività forestali svolte dall’Azienda: dalla gestione delle nove foreste demaniali regionali – tra cui quelle splendide del Cansiglio (BL-TV), Giazza (VR-VI), Monte Baldo (VR), Valmontina (BL), a quella di numerose riserve naturali, delle aree della Rete Natura 2000, dei vivai forestali, ecc.

Educazione naturalistica nelle scuole. Un patrimonio di grande pregio naturalistico, culturale, economico ed anche storico, che il bel calendario 2011, stampato in 3500 copie, vuole valorizzare e rilanciare. Anche per questo motivo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, Veneto Agricoltura ha avviato per l’anno scolastico 2010-2011 una serie di attività di educazione naturalistica. Obiettivo del progetto “Attività didattiche per la scuola” è quello di illustrare la ricchezza del patrimonio naturalistico del Veneto. Per gli studenti sarà un susseguirsi di scoperte di carattere storico, ambientale, naturalistico e geologico, in altre parole di tutti quegli elementi che fanno comprendere il grande patrimonio sia forestale che di biodiversità.

(fonte Veneto Agricoltura)