• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Rifiuti: 20milioni di buste plastica in meno da smaltire nel 2011

Nel 2011 in Italia ci saranno circa 20 miliardi di sacchetti di plastica da smaltire in meno con un contributo determinante al contenimento dei rifiuti grazie al divieto di utilizzare quelli non biodegradabili che, con la riapertura dopo le feste di fine anno, tutti i negozi, supermarket e mercatini dovranno rispettare. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che gli italiani consumano mediamente all’anno oltre 300 sacchetti a testa che diventano in gran parte rifiuto che va ad inquinare l’ambiente in modo  pressoché permanente poichè occorrono almeno 200 anni per decomporli.

Il problema non si limita a quello che si vede tra i rifiuti delle città, ma occorre pensare, per esempio, a quello che accade nei fiumi italiani e più in generale del mondo, quando le sponde ad ogni piena si trasformano in vere discariche; oppure alle isole di plastica degli oceani dove per un gioco di correnti si accumulano quantità enormi di rifiuti plastici galleggianti che quando si degradano avvelenano le catene alimentari, uccidendo migliaia di animali e soffocando gli organismi sul fondo dei mari. Sulla terraferma – continua la Coldiretti – spesso i rifiuti di plastica sono bruciati e ciò comporta l’emissione di sostanze clima-alteranti come l’anidride carbonica e inquinanti come le diossine, composti pericolosissimi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

L’inquinamento derivante dai sacchetti non è legato solo allo smaltimento, ma anche alla produzione. Si stima, infatti, che per produrne 200 mila tonnellate vengano bruciate 430 mila tonnellate di petrolio. Numerose sono le iniziative per sostituire le vecchie buste di plastica: dal ritorno alle tradizionali sporte in fibre naturali del passato alla sostituzione della plastica con materiali innovativi biodegradabili come i nuovi ecoshopper realizzati in bioplastica ricavata da mais e da altre materie vegetali. Con mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole – precisa la Coldiretti – è possibile produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante (bio shopper).

Nei mercati e nei punti vendita degli agricoltori di Campagna Amica – conclude la Coldiretti – sono molteplici le iniziative per favorire questo passaggio come i progetti  “Porta la Sporta” e “Compostiamoci meglio” (vedi sul portale www.campagnamica.it nella sezione stili sostenibili). La Coldiretti di Rovigo ha ideato e messo a disposizione dei frequentatori dei mercati di Campagna amica, una capiente borsa riutilizzabile con i loghi “Punto campagna amica” e “Coldiretti 100% solo prodotti agricoli italiani”. Una shopper in vero cotone naturale con grammatura di 250 grammi al metro quadro: praticamente indistruttibile e non paragonabile alle leggere borse di iuta che si trovano comunemente in vendita.

(fonte Coldiretti)

Mobilità sostenibile: Trentino introduce bike sharing,la bici condivisa

Arriva anche in Trentino, dopo il grande successo ottenuto a Parigi, Milano, Barcellona e Vienna, l’esperienza del ‘bike sharing’ ovvero della ‘bicicletta condivisa’. La novita’ riguardera’ Trento, Rovereto e Pergine Valsugana dove sara’ introdotto un sistema che mette a disposizione di cittadini e turisti, delle biciclette elettriche comunali ad uso pubblico condiviso. La Giunta ha approvato la delibera del vicepresidente Alberto Pacher che approva gli schemi di disciplinare di delega alle amministrazioni comunali. Il Bike Sharing consente di spostarsi da un punto all’altro con la bicicletta, in modo agevole e favorendo l’integrazione con i differenti mezzi di trasporto.

(fone Ansa.it)

Ogm: Confagricoltura stigmatizza il no preconcetto delle Regioni italiane

“Le Regioni hanno ribadito all’unanimità che non vogliono la coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) su tutto il territorio e chiedono al governo che l’Italia si appelli alla clausola di salvaguardia”. Lo ha affermato l‘assessore pugliese Dario Stefàno, presidente della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni. La posizione della Conferenza coincide con quella espressa in precedenza dagli assessori regionali e sarà lo stesso Vasco Errani a comunicarla al governo e a chiedere il ricorso alla clausola di salvaguardia, come previsto dal regolamento di Bruxelles.

Ma Confagricoltura critica il comportamento delle Regioni le quali, per l’ennesima volta, rinviano ogni decisione sulle linee della coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e OGM – come era stato richiesto dal Ministro Galan – non affrontando il problema, mentre hanno il preciso obbligo di farlo. “La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ancora una volta ha deciso di non decidere. Si sta nuovamente privilegiando il pregiudizio piuttosto che la presa di posizione lucida e basata su dati di fatto, che dovrebbe caratterizzare le scelte politiche”, commenta Confagricoltura. Inoltre – sottolinea ancora l’Organizzazione agricola – non indicano nemmeno argomentazioni per invocare la clausola di salvaguardia che ha bisogno, come presupposto, di solide motivazioni scientifiche per evidenziare l’ipotetico danno alla salute e/o all’ambiente dalla coltivazione di OGM.

Sicurezza OGM. D’altronde solo il 9 dicembre scorso la Commissione europea ha pubblicato una raccolta di studi sugli OGM che abbracciano dieci anni di attività e 50 progetti di ricerca sul tema della sicurezza degli OGM. Tutti studi che, secondo quanto afferma la stessa Commissione, assieme agli altri svolti da 25 anni a questa parte da oltre 500 gruppi di ricerca, dimostrano che “non esiste, allo stato, alcuna prova scientifica che gli OGM determinino rischi maggiori per l’ambiente e per la sicurezza degli alimenti umani ed animali rispetto alle coltivazioni ed agli organismi convenzionali”.  Ad avviso di Confagricoltura, le Regioni si trincerano dietro una voglia di “OGM free” che non solo non ha basi scientifiche ma continua a danneggiare i maiscoltori italiani che ogni anno perdono oltre 300 milioni di euro tra mancati ricavi e maggiori costi. E la ricerca resta bloccata.

(fonte Adnkronos.com)

Gli agricoltori sostituiscano l’eternit con il fotovoltaico

Molte coperture risalenti agli anni ’60-’70, sia nelle campagne che nelle città, contengono ancora eternit, dunque amianto. Se si pensa ai danni per la salute e per l’ambiente provocati da materiali fortemente a rischio di rilascio di fibre d’amianto, risulta evidente che la sostituzione di queste coperture è assolutamente necessaria.

Fino ad oggi, tramite la sostituzione dell’eternit con il fotovoltaico sono stati installati 99,5 MW. Oggi l’eternit si può sostituire direttamente con pannelli fotovoltaici, i quali oltre ad assicurare una copertura sicura e un impatto ambientale bassissimo, sono dei preziosi strumenti per iniziare a produrre energia e, di conseguenza, nuovo reddito. Sono inoltre stati prorogati e potenziati gli incentivi speciali per questa operazione. Il dato summenzionato è dunque destinato ad aumentare ancora, anche perché l’installazione degli impianti fotovoltaici, oltre a beneficiare degli incentivi speciali introdotti dallo Stato con il Decreto Ministreriale del 19.2.2007, ha diritto ad un potenziamento dell’incentivo stabilito con il nuovo Decreto sul Conto energia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2010.

Per gli impianti fotovoltaici realizzati invece su edifici ad uso civile, è previsto un incremento sulla tariffa incentivante del 10% che però non è cumulabile con altre agevolazioni.Questo provvedimento sarà valido dal 1 gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2013. Secondo una elaborazione dell’Osservatorio Agri & Food di CremonaFiere su dati Legambiente, Azzero CO2, GS, la classifica per mq delle regioni che hanno già approfittato di questi incentivi per sostituire l’eternit con pannelli fotovoltaici su dati stimati sino a fine agosto 2010 vede in testa la Lombardia come regione con mq di coperture in eternit sostituite con fotovoltaico. Prima la Lombardia (165.676 mq); seguono Emilia-Romagna (146.756) e Piemonte (114.673). Poi Veneto (112.315), Toscana (74.628), Marche (58.560), Umbria (43.326), Calabria (2.358), Valle d’Aosta (1.472), Molise (335).

Una grande opportunità da sfruttare, quindi, non solo per le aziende agricole – spiega lo studio – con grandi coperture, ma anche per i Comuni (si pensi a tutti gli stabili di loro proprietà che potrebbero accogliere impianti fotovoltaici), e certamente per l’industria. Per chi vuole approfittare di questo grande sviluppo del fotovoltaico, l’appuntamento giusto è a Cremona in occasione di BioEnergy Italy, in programma dal 18 al 20 marzo 2011, dove si potranno scoprire le tecnologie più moderne e innovative presentate dalle più qualificate aziende internazionali del settore.
(fonte Agi.it)

Uso fitofarmaci in agricoltura: davvero gli agricoltori sono killer ambientali?

Gli agricoltori trevigiani discutono dell'uso di fitofarmaci

Non ci stanno ad essere ritenuti dei veri e propri killer ambientali. Non ci stanno a facili demonizzazioni e ad accollarsi le accuse di avvelenare il territorio e la salute dei cittadini. Per questo gli agricoltori della provincia di Treviso hanno organizzato a S. Lucia di Piave (TV) durante le Fiere di Santa Lucia un incontro per confrontarsi in modo chiaro su temi troppo spesso usati in modo strumentale dove l’agricoltura viene additata come l’unica responsabile di gravi danni ambientali. Sotto accusa l’utilizzo dei fitofarmaci o agrofarmaci, fatto in modo indiscriminato.

I relatori al convegno CoDiTv sull'uso dei fitofarmaci in agricoltura

L’idea del convegno è partita dal Co.Di.TV (Consorzio di Difesa delle attività agricole dalle avversità) che da anni lavora accanto agli agricoltori nella ‘lotta guidata’ alle malattie che colpiscono le colture trevigiane e che ha trovato il pieno appoggio di Coldiretti Treviso. Gli agricoltori quindi rispediscono al mittente le accuse di voler violentare il territorio riversando tonnellate di agrofarmaci in natura senza alcun criterio. All’incontro erano presenti in qualità di relatori Gabriele Zecchin funzionario del Servizio Fitosanitario Regionale, Alberto Zannol, dirigente di AVEPA e Giovanni Moro, Drettore dello SPISAL ULSS 7.

Uso fitofarmaci in aumento, diminuiscono però i ricoveri degli agricoltori che ne fanno uso. Dai dati forniti dall’ARPAV riferiti al periodo 2006-2008 si evidenzia che l’utilizzo ei fitofarmaci in agricoltura è aumentato del 23.2% in Provincia di Treviso e del 22.5% nel Veneto. Di questi in provincia di Treviso l’88.8% è composto da anticrittogamici (fungicidi) mentre nel Veneto la percentuale scende al 59.7%. Ciò nonostante, prendendo atto che nel 90% dei casi la pelle è la principale via di penetrazione delle sostanze e che dal 25% al 98% queste vengono assorbite dalle mani non protette, emergono quanto mai confortanti i dati veneti sui ricoveri ospedalieri per effetti tossici acuti da fitofarmaci, che evidenziano un drastico calo delle degenze dai 112 del 2000 ai 30 del 2005. Sono confortanti anche i dati ISTAT sulla mortalità degli agricoltori italiani che si rivela complessivamente più bassa rispetto alla popolazione generale ed in particolare i decessi causati da tumori sono inferiori rispetto alle attese. Purtroppo sono ancora gli infortuni la prima causa di mortalità nel settore agricolo.

Ue: dal 2011, uso agrofarmaci solo se necessario. Va sottolineato inoltre come la normativa, negli anni, sia cambiata molto in primis a favore della salvaguardia della salute dell’agricoltore. E’ infatti obbligatorio dal 1 gennaio 2003 che ogni azienda tenga il ‘registro di campagna’ dove vengono annotati acquisti e utilizzo dei fitofarmaci, registri che vengono controllati periodicamente da attori terzi incaricati di vigilare sul corretto utilizzo dei fitofarmaci, evitandone l’abuso. In Veneto tale ruolo è demandato ad AVEPA, ma anche ULSS e Corpo Forestale dello Stato possono procedere a tali verifiche e comminare eventuali sanzioni nel caso siano appurate irregolarità. Inoltre le nuove direttive comunitarie, che verranno applicate in tutti gli stati membri a partire dal 2011, imporranno l’utilizzo degli agrofarmaci solo se necessario e l’obbligo della taratura degli atomizzatori utilizzati per l’irrorazione dei fitofarmaci in agricoltura (taratura che deve essere effettuata con scadenza biennale) al fine di evitare sprechi di prodotto con la dispersione in ambiente.

Agricoltori pronti ad innovare. Una normativa più restrittiva dunque e una maggiore consapevolezza degli operatori agricoli. Gli agricoltori stanno già intervenendo fortemente sul rinnovamento delle pratiche agricole ad esempio attraverso l’utilizzo di attrezzature agricole che consentono un minore spreco di materiale e che tutelano la salute dell’agricoltore che procede ai trattamenti, o l’utilizzo della ‘lotta guidata’ alle malattie che consente, attraverso uno studio approfondito di condizioni meteorologiche, malattie e condizioni ambientali, di colpire con più precisione gli insetti dannosi con un minor utilizzo di prodotto e una riduzione dei tempi di impiego.

(fonte CoDiTv)

Venerdì 17 dicembre p.v. a Rovigo si parla delle nuove emergenze di bonifica in Veneto

Venerdì 17 dicembre p.v. alle ore 9.15 avrà inizio il convegno “La dimensione internazionale della bonifica e le nuove emergenze nella Regione Veneto” organizzato da Università di Padova, Consorzio Universitario Rovigo (C.U.R.), Unione Veneta Bonifiche e Associazione Idrotecnica Italiana. L’incontro si svolgerà nella Sala Convegni del C.U.R. di Rovigo (in viale Porta Adige, 45). La stampa è invitata a partecipare.

(fonte Unione Veneta Bonifiche)

No a un’agricoltura vissuta come “parco tematico” l’auspicio dell’attore-autore-regista Marco Paolini, vincitore del premio Argav 2010

da sx Umberto Tiozzo (vicepresidente vicario Argav), Marco Paolini, Fabrizio Stelluto (presidente Argav), Pietro Bertanza (vicepresidente Argav) e Mimmo Vita (presidente Unaga)

“E’ stato un anno di grande lavoro, ma anche di soddisfazione: abbiamo aumentato il numero degli iscritti ed abbiamo incrementato la nostra offerta formativa; il nostro sito, che ha superato le 37.000 visite in 10 mesi, è diventato un punto di riferimento per quanti si interessano dei temi di nostra competenza. Per il 2011 dobbiamo puntare ad accreditarci ulteriormente verso l’opinione pubblica, ma soprattutto verso le istituzioni”. Questa, in sintesi, la traccia dell’intervento che il presidente Fabrizio Stelluto, ha tenuto in apertura dell’annuale assemblea pre-natalizia di A.R.G.A.V., l’Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili di Veneto e Trentino Alto Adige. Ai lavori è intervenuto il presidente U.N.A.G.A. (gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa), Mimmo Vita, che ha ragguagliato sul lavoro svolto in altre regioni e che sta portando alla nascita di nuove associazioni professionali.

da sx Mimmo Vita, Fabrizio Stelluto e Marco Paolini

Nell’occasione si è proceduto anche alla consegna del premio A.R.G.A.V. 2010, assegnato all’attore-autore-regista, Marco Paolini che, nella sua riflessione sul futuro del settore primario, ha rifiutato l’ipotesi di un’agricoltura, vissuta ormai come “parco tematico”, arricchendo il concetto con un esempio: “Oggi adattiamo i terreni alle esigenze della meccanizzazione, dimenticando la saggezza, ad esempio idraulica, che sottende alla cultura agricola dei veci; dobbiamo invece riappropriarcene.”

foto Maurizio Drago, da sx Enoch Soranzo, Fabrizio Stelluto, Roberto Paladin e Monica Soranzo

Premio Flavio Soranzo Piroga 2010. Nel corso della mattinata è stato anche consegnato il premio Piroga 2010 a Roberto Paladin, imprenditore assieme ai fratelli nell’azienda vitivinicola di famiglia che, nata nel Veneto Orientale e indirizzata verso i 50 anni di attività, oggi  conta produzioni prestigiose anche in Toscana e Franciacorta.

La motivazione del premio Argvav. Marco Paolini è autentico interprete dello spirito veneto, ricco di umanità vera, altrove spesso rappresentata con superficiale ironia. L’esempio dato dalle genti venete nei giorni dell’alluvione è figlio di una cultura della solidarietà e del lavoro, gia’ protagoniste del fenomeno economico nord-est, caratterizzato da agiatezza senza mai dimenticare pero’ le radici, fatte anche di grande poverta’e sofferenza. Del Veneto si puo’, anzi si deve, saper ridere e Paolini ne è l’intelligente maestro, perche’ sa indicare come dietro l’apparente semplicita’, ci siano i valori, che fanno di queste terre un’invidiabile comunita’. Il teatro di Marco Paolini ne e’ ambasciatore di sagace ironia e grande qualita’, evidenziando  con sorrisi, talvolta rabbiosi, i difetti, senza pero’ dileggiarli, ma invitandoci a riflettere per essere migliori.

foto Maurizio Drago, Marco Paolini con il premio Argav 2010, la scultura "Metamorfosi" di Mauro Marcato

Autore del premio Argav “METAMORFOSI” l’artista Mauro Marcato. La bella scultura -premio consegnata a Marco Paolini rappresenta un soffio di vento che sollecita un piccolo notes e che, dapprima sposta i foglietti, poi li alza librandoli nell’aria e, nello scompiglio totale i fogli diventano foglie di un ramo rigoglioso: la metamorfosi è compiuta. L’oggetto è stato realizzato con un blocco quadrato di ferro pieno da 30mm, per la parte iniziale e quindi con lamierini quadri da 2 mm di 12 cm di lato per foglietti e foglie. La finitura e’ ferro naturale spazzolato e carteggiato ad eccezione dell’ossidazione a caldo delle foglie.

Alluvione in Veneto: presentato a Vicenza dai Consorzi di bonifica il piano interventi di sicurezza idrogeologica

Dopo la presentazione del Piano di Difesa Idraulica 2010-2015 tenutasi a Verona e le iniziative a carattere locale di Padova ed Este, è toccato significativamente a Vicenza ospitare la presentazione di Unione Veneta Bonifiche all’pinione pubblica del Piano di interventi a tutela delle zone alluvionate e alluvionabili delle province di Padova e Verona, oltre che vicentina.

Il programma degli interventi prevede una spesa complessiva di euro 317.485.000,00 così suddivisi: euro 120.755.000,00 nel comprensorio del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (interessante le province di Vicenza, Verona e Padova); euro 6.430.000,00 per il comprensorio del Consorzio di bonifica Bacchiglione (interessante le province di Padova e Venezia); euro 138.300.000,00 nel comprensorio del Consorzio di bonifica Brenta (interessante le province di Padova, Vicenza e Treviso); euro 52.000.000,00 per il comprensorio del Consorzio di bonifica Adigeuganeo (interessante le province di Padova e Venezia).

Sono stati illustrati alcuni interventi particolarmente importanti, quali la creazione del bacino del Vanoi, al confine con il Trentino, per la regolazione delle piene del fiume Brenta o il potenziamento delle idrovore sul fiume Bacchiglione. Soddisfazione è stata espressa per il recente finanziamento, deciso dalla Regione Veneto, alla realizzazione di due progetti da tempo in lista d’attesa: le casse di espansione di Trissino per la tutela idraulica della città di Vicenza e la trasformazione in serbatoi idrici delle cave dismesse di Riese Pio X, funzionali alla salvaguardia idrogeologica delle zone di pianura trevigiane e veneziane.

Il rischio non aspetta tempo. “I piani di intervento presentati in questi giorni –  commenta Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche – non sono ovviamente il frutto di un lavoro svolto adesso, bensì la testimonianza del costante presidio territoriale, operato dai consorzi di bonifica. E’ bastato “aprire i cassetti” per dimostrare come i problemi idrogeologici del Veneto fossero conosciuti e le soluzioni indicate. Purtroppo è stata necessaria una disastrosa evenienza alluvionale per creare maggiore sensibilità collettiva verso queste tematiche. Le polemiche, comunque, non servono. Guardiamo avanti, sperando che le nuove volontà espresse in questi giorni non si fermino: per migliorare la sicurezza idrogeologica del nostro territorio servono piani complessivi, di cui noi rappresentiamo una parte importante, cui però vanno affiancati interventi strutturali sulle grandi aste fluviali. Serviranno ingenti risorse ed anni di lavoro; fondamentale, però, è avere la consapevolezza che il rischio non aspetta tempo!”

(fonte Unione Veneta Bonfiche)

Allarme api: a rischio un insetto indispensabile

La mortalità delle api è aumentata drasticamente, in alcune zone è già all’80%. Secondo i deputati europei servono più finanziamenti per il settore dell’apicoltura. Dobbiamo aspettarci un’estate insolitamente silenziosa il prossimo anno? Il rapporto al Parlamento europeo del deputato Paolo de Castro spiega i rischi e propone soluzioni per contrastare la minaccia estinzione. Circa il 60-70% del nostro cibo, infatti, proviene da piante impollinate dalle api. E siamo davvero pronti a vivere in un mondo senza ciliegie, pomodori e altri prodotti della natura?

Le api muoiono per diversi fattori: la debolezza causata da agenti patogeni e parassiti, l’uso dei pesticidi, il cambiamento climatico, la diminuzione del cibo per la modifica dell’utilizzo delle terre, e anche i campi magnetici. I deputati invocano pratiche di coltivazione attente all’impollinazione e chiedono più finanziamenti per combattere l’aumento di mortalità delle api e sostenere il comparto apicoltura. I veterinari europei dovrebbero iniziare ad occuparsi anche delle malattie delle api e delle medicine necessarie. Una nota anche per il miele venduto in Europa che nell’etichetta dovrà indicare chiaramente origine e contenuto.

Le voci dei deputati europei. Secondo gli esperti, le api diminuiscono e sono sempre meno resistenti per colpa dell’inquinamento ambientale. Secondo il deputato sloveno e apicoltore Alojz Peterle: “Non bastano i farmaci, quello di cui abbiamo davvero bisogno è di diminuire l’uso dei pesticidi. Il comparto agricolo dovrebbe farne un uso più responsabile, e diventare il maggior alleato degli apicoltori”. La svedese Astrid Lulling ha chiesto che la Commissione europea, nelle sue proposte di revisione della PAC che presenterà a breve “assicuri i fondi di aiuto al settore, che oggi sono utilizzati a più del 90%. Si tratta di programmi utili e necessari, che devono essere rinforzati. I 32 milioni di euro che assicureremo alla filiera nel 2011 sono noccioline rispetto alla ricchezza agricola che dipende direttamente dall’attività impollinatrice delle api”.

La Commissione europea ha già approvato programmi nazionali per tutti i 27 Stati per migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura. Per questo è stato previsto un aumento del contributo annuale al settore da 26 milioni di euro per il periodo 2008-2010 a 32 milioni di euro per il 2011-2013. “I programmi nazionali si sono rivelati efficaci, ma il crescente fenomeno della mortalità apistica richiede misure e azioni urgenti”, sostiene Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura. “Dobbiamo rafforzare le politiche di settore nel quadro della riforma della Politica agricola comune dopo il 2013”.

(fonte Asterisco Informazioni)

Uso fitofarmaci in agricoltura: nel trevigiano, serata-confronto tra sostenitori e contrari

Il Co.Di.Tv (Consorzio Provinciale per la Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità) in collaborazione con Coldiretti Treviso organizza per venerdì 10 dicembre p.v. alle ore 20:30 presso la sala convegni Padiglione Ex Filanda – Fiere di Santa Lucia di Piave il convegno anteprima delle Fiere di Santa Lucia (11, 12 e 13 dicembre 2010) “Agricoltori: amici o nemici dell’ambiente?”.  Nella serata sostenitori e contrari all’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura argomenteranno le loro opinioni nell’ambito di due aspetti: quello della tutela ambientale e della salute umana.

Partecipanti e interventi. Gabriele Zecchin – Funzionario Servizio Fitosanitario Regione Veneto “Evoluzione della legislazione comunitaria e nazionale per l’uso sostenibile degli agrofarmaci”; Alberto Zannol – Dirigente AVEPA Regionale “I controlli della Condizionalità  nell’uso del prodotti fitosanitari nell’azienda agricola“; Giovanni Moro – Direttore SPISAL ULSS 7 “L’utilizzo degli agrofarmaci e il rispetto della salute umana e dell’ambiente“; Introduzione: Fulvio Brunetta – Presidente Coldiretti Treviso; Conclusione:  Valerio Nadal – Presidente CO.DI.TV; Moderatore: Fiorello Terzariol –  Difesa Fitosanitaria  CO.DI.TV.  Segreteria  del Convegno:  CODITV   0422 – 262192  –  coditv@coditv.it.

(fonte Coditv)