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18-19 settembre 2021, in Pian Cansiglio festeggiamenti per “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio” e il Cinquantenario del 1° Campo Rimboschimento Malga Mariech a Pianezze (TV), in cui Rete Wigwam trova la propria fondazione

4 - Faggeto

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo, socio Argav)

Il legno e gli alberi si riprendono il palcoscenico. Saranno due giorni intensissimi quelli che lo storico serenissimo “Bosco da Reme”, la foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), ospiterà nel fine settimana 18 e 19 settembre, con ingresso gratuito e Green pass obbligatorio. 

Un po’ di storia. Venezia entrò “in possesso” della Foresta del Cansiglio a partire dai primi anni del XV° secolo, quando anche il territorio bellunese chiese protezione alla Serenissima Repubblica. Il Cansiglio ha rivestito un’enorme importanza per lo Stato veneziano; infatti la sua ricca faggeta fu impiegata nella produzione di remi, di legname da opera e carbone. Il Cansiglio è stato la culla della selvicoltura, in quanto proprio in questo “bosco di S. Marco” (come in quello del Montello) i forestali pongono l’origine del moderno concetto di gestione forestale, attestato dagli straordinari “Catastici”. Nessuna foresta al mondo ha un piano di gestione da oltre 500 anni! La “due giorni in Cansiglio” di sabato 18 e domenica 19 Settembre 2021 si pone come tassello celebrativo di questa straordinaria ricorrenza offrendo momenti di riflessione storica e tecnica applicati alla splendida faggeta dell’Alpago, ora demaniale regionale e gestita dall’agenzia Veneto Agricoltura.  Nel contempo, Rete Wigwam, unica organizzazione ecologista, tra quelle riconosciute con Decreto ministeriale quali Associazioni di Tutela Ambientale a valenza nazionale con origine e, a tutt’oggi, con propria sede centrale in Veneto, sabato 18 settembre 2021 festeggia la propria fondazione in Pian Cansiglio a Malga Mariech (Monte Cesen, Valdobbiadene, TV).

La nascita dell’associazione coincide,  infatti, con il 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech, avvenuto nel 1971, organizzato in collaborazione con l’allora ASFD – Azienda di Stato per le Foreste Demaniali – direzione di Belluno, quale azione di incremento della forestazione in aree demaniali, sistemazione sentieri e bonifica dei pascoli ed insieme, come azione educativa di sensibilizzazione ecologica dei giovani attraverso il lavoro concreto. Il campo fu organizzato dal socio Argav Efrem Tassinato, promotore dell’OSAN – Organizzazione per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale (poi nel 1972 diventata Wigwam e coinvolse una cinquantina di giovani tra i 16 e i 23 anni provenienti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige.

Il programma di sabato 18 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00 – 12:00 Inaugurazione dell’evento “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio”. Interventi di saluto delle autorità regionali, provinciali e locali. Boschi di Venezia per l’Arsenale, Conversazione del prof. Antonio Lazzarini a latere del suo ultimo libro: “Boschi, legnami, costruzioni navali: l’Arsenale di Venezia tra il XVI e il XVII secolo” – Guido Ercole presenta “Vascelli e fregate della Serenissima. Navi di linea della Marina veneziana 1652-1797” e “Viva San Marco! Storia di una Repubblica Marinara. Venezia 421-1797” – Alessandro Dissera Bragadin presenta il suo romanzo “Venezia 1797. Oltre la fine di un mondo“. Ore 12:00-12:30 I giovani di ieri e di oggi e l’eredità del buon governo dei boschi della Serenissima Anteprima della scopertura della targa commemorativa dei 50 anni (1971-2021) dal 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech che avverrà nel pomeriggio, a cura di Efrem Tassinato, che ne fu l’organizzatore. Ore 15:00 – 16:30 Venezia, “potenza dal legno”. Gian Nicola Pittalis, “Venezia e le Repubbliche marinare”, anticipazioni sui due volumi in pubblicazione con Il Gazzettino ad ottobre 2021 – Daniela Saltarin di Plant for the Planet onlus Italia, “Le foreste della Serenissima” – Elena Piutti di Veneto Agricoltura, “Venezia, boschi e legnami nei musei bellunesi” A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Dove Wigwam ebbe origine. Ore 16:30 Malga Mariech, Monte Cesen (Valdobbiadene, TV). Cerimonia di scopertura della targa dei 50 anni (1971-2021) del 1° Campo di Rimboschimento di Malga Mariech, a cura della Rete Wigwam. Introduce e modera: Mimmo Vita – giornalista socio Argav e capo ufficio stampa di Veneto Agricoltura. Breve presentazione di Efrem Tassinato – organizzatore del 1° Campo Rimboschimento e fondatore di Rete Wigwam, oggi estesa in 21 Paesi del Mondo, con la sua attualità educativa e visione strategica per il futuro del Pianeta, la raccolta del testimone di una vocazione al buon governo del territorio intesa anche come “coltivazione produttiva sostenibile dell’ambiente” che fu appunto la regola selvicolturale della Serenissima. Saluto delle autorità presenti e, in collegamento telefonico, col dottor Alessandro Merli, allora direttore dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Belluno (la persona che ha creduto nel progetto e che lo ha permesso). Il dottor Merli (al quale si deve molta riconoscenza essendo anche il “papà” del Parco Nazionale delle Dolomiti ha la veneranda età di 99 anni (classe 1922). Potete legge a questo link link una sua intervista del 2016. Piccole testimonianze di alcuni partecipanti al 1° Campo. Scopertura della targa lapidea sulla facciata di Malga Mariech. Consegna degli attestati ricordo ai presenti che parteciparono al 1° Campo. Coi Sindaci dei comuni pedemontani del Cesen (Valdobbiadene, Miane, Segusino, Borgo Valbelluna) e dei Comuni da dove venne organizzato (Padova, Ponte San Nicolò), con le autorità regionali del Veneto (Regione e Veneto Agricoltura), con i Ministeri invitati (Agricoltura, Transizione Ecologica, Difesa per i Carabinieri Forestali, Pubblica Istruzione), rappresentanti delle 142 Comunità Locali Wigwam nei 21 Paesi in cui oggi opera l’Organizzazione nata sul Monte CesenRinfresco coi prodotti tipici della malga e vino Prosecco DOCG dell’azienda Ponte Vecchio (della famiglia Curto, che gestisce Malga Mariech). Disponibilità di ampio parcheggio attiguo alla malga, anche con possibilità di sosta camper. 

Programma domenica 19 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00-12:00 “Venezia e la foresta, una storia di uomini e di natura“ a cura di Cai Veneto e Cai Venezia – Franco Bastianon, Il Cansiglio e la flotta di Venezia; – Gianni Frigo, Ecologia della foresta in Cansiglio; Massimiliano Fontanive di Veneto Agricoltura, La selvicoltura oggi in Cansiglio. Ore 15:00-16:30 “I ponti di legno di Venezia. La loro manutenzione” a cura del Gruppo “Il filo di legno” di Venezia con Franco Laner, Sandro Castagna, Franco Avicoli. A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam/Veneto Agricoltura

Marina Colaizzi è il nuovo segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali: Fabrizio Stelluto l’ha intervistata in esclusiva per Argav

Colaizzi Marina

Su indicazione del Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato Marina Colaizzi, nuovo Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, la cui competenza interessa l’area del Nordest; al nuovo Segretario Generale è affidata la pianificazione di bacino 2021/2027 ed il compito di affrontare le problematiche di dissesto idrogeologico e tutela della risorsa idrica in un territorio, che si estende tra i fiumi Adige ed Isonzo. Marina Colaizzi ha iniziato la sua carriera nel 1992 presso la Direzione Generale Difesa del Suolo dell’allora Ministero dei Lavori Pubblici, ma dal 2001 opera presso quello, che oggi è il Ministero della Transizione Ecologica, occupandosi, in tempi recenti, della risoluzione di problematiche economico-amministrative, connesse alla gestione e tutela delle risorse idriche; è il secondo Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale (nata nel 2018) e subentra a Francesco Baruffi.

Fabrizio Stelluto, in qualità di presidente Argav, ha realizzato un’ampia intervista, che proponiamo a stralci.

Quali sono i compiti dell’Autorità di bacino distrettuale?

La nuova disciplina sulle Autorità di bacino distrettuali è intervenuta nel 2016 a distanza di quasi 30 anni dalla Legge 183/1989, che istituì le Autorità di bacino e introdusse per la prima volta in Italia il principio, secondo cui la difesa del suolo e la tutela delle risorse idriche devono avvenire non già sulla base dei confini amministrativi, bensì del bacino idrografico, così come valorizzato anche dalla Direttiva Quadro Acque nel 2000; tale normativa ha consentito all’Italia di riallinearsi con quanto da tempo chiedeva l’Europa, in merito alla coerenza con i principi della Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE n.d.r.) e delle Direttive successive in materia, tra cui quella sulla gestione del rischio di alluvioni (2007/60/CE n.d.r.). La riforma ha ridotto il numero di enti, passando da 7 Autorità di bacino nazionali più 30 Autorità di bacino interregionali e regionali a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari, cioè Po, Alpi Orientali, Appennino Settentrionale, Appennino Centrale, Appennino Meridionale, Sicilia e Sardegna; oltre a ciò ha favorito: la razionalizzazione delle competenze, poiché un solo ente, cioè l’Autorità di bacino distrettuale, predispone, nell’esercizio delle funzioni di pianificazione e programmazione, il Piano di gestione e il relativo programma di misure; la semplificazione della filiera decisionale con un rinnovato ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo da parte del Ministero della Transizione Ecologica; l’attribuzione delle funzioni pianificatorie alle Autorità di bacino distrettuali, mentre i compiti di attuazione dei Piani di gestione territoriali sono in capo alle singole Regioni.

Sulla base di tale assetto di governance, l’Autorità di distretto si occupa, in primo luogo, di pianificazione di bacino, cioè elabora ed approva il Piano di bacino distrettuale e i relativi stralci tra cui, in particolare, il Piano di gestione del rischio di alluvioni ed il Piano di gestione delle acque.

Grazie a queste attività pianificatorie, l’Autorità è in grado di fornire una fotografia aggiornata sullo stato di salute dei corpi idrici, superficiali e sotterranei, nonchè degli obiettivi ecologici fissati per ciascuno di essi, definendo tempistiche e misure per il raggiungimento del buono stato di qualità delle acque. Al contempo, provvede ad aggiornare il quadro conoscitivo sui rischi da alluvione e da dissesti geomorfologici, attraverso l’aggiornamento del Piano di gestione del rischio di alluvioni. In parallelo, l’Autorità esprime il proprio parere di conformità ai Piani di bacino sugli interventi in materia di dissesto idrogeologico, inseriti in programmazioni europee, nazionali, regionali e concorre all’elaborazione di piani nazionali, proponendo interventi, previo confronto con le istituzioni di riferimento come, nel nostro caso, le Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Inoltre, l’Autorità è impegnata in diversi progetti comunitari, che sono motivo di costante stimolo; per questo, l’Autorità, nel realizzare le attività previste in ciascun progetto, ha voluto creare un processo di costante collegamento con i diversi compiti istituzionali per migliorarne la definizione attraverso approcci scientifici innovativi.

Credo utile informare sui singoli progetti. Nel Programma Quadro Horizon 2020 rientrano: “MICS Project”, avviato a gennaio 2019 ed interessante il fiume Marzenego, ha riunito un team interdisciplinare in tre aree di studio, localizzate in Europa ed in Gran Bretagna, per sviluppare approcci e strumenti atti a valutare l’impatto della “citizen science”, la cosiddetta scienza dei cittadini;AQUA3S”, avviato a settembre 2019, coinvolge importanti centri di ricerca, istituti internazionali, partner tecnologici e soggetti istituzionali/privati, competenti in materia di gestione delle risorse idriche e si pone l’obbiettivo di fornire uno strumento in grado migliorare la risposta dei sistemi di approvvigionamento idrico verso fattori avversi come cambiamenti climatici, eventi meteorologici estremi, fenomeni di contaminazione della risorsa idrica; “XR 4 DRAMA”, partito a novembre 2020, fornisce tecnologie avanzate, tra cui sensori e strumenti di realtà virtuale, ai soggetti, che operano durante la gestione di un evento di piena o altri eventi emergenziali; “REXUS”, partito a maggio 2021, offre una strategia integrata per rendere prassi diffusa la metodologia concettuale per promuovere i sistemi resilienti; “WQeMS”, avviato a gennaio 2021, mira a fornire un servizio di monitoraggio della qualità delle acque potabili, sfruttando i prodotti ed i servizi Copernicus.

Nel programma Interreg Italia-Slovenia vanno altresì inseriti: “VISFRIM”, progetto avviato a novembre 2018 e di cui l’Autorità di Bacino Distrettuale è leader partner per conseguire una gestione efficiente del rischio idraulico in bacini transfrontalieri, come quelli internazionali dei fiumi Isonzo e Vipacco od interregionale del fiume Lemene, attraverso lo sviluppo di metodologie e strumenti tecnologici, funzionali all’attuazione dei già esistenti piani di gestione del rischio alluvioni, nonchè al loro aggiornamento; “GREVISLIN”, avviato a novembre 2018, promuove lo sviluppo strategico sostenibile dell’area italo-slovena, nell’ambito della gestione integrata degli ecosistemi transfrontalieri dei bacini dell’Isonzo e del Vipacco e del basso corso del fiume Livenza., attraverso infrastrutture verdi, nonchè azioni di conservazione e valorizzazione delle aree protette, grazie anche alla realizzazione di nuovi corridoi ecologici, legati agli ambiti fluviali.

Ad ottobre 2021 partirà infine il progetto“ODYSSEUS”, che mira ad aumentare la conoscenza su un elenco, in costante aggiornamento, di esplosivi e precursori di esplosivi, sviluppando strumenti efficienti di prognosi, rilevamento e per l’investigazione forense, al fine migliorare le capacità preventive delle forze dell’ordine e delle autorità competenti.

Quali sono gli obbiettivi, che si pone per il suo mandato?

Al momento è necessario concentrare le energie per raggiungere, entro la fine di quest’anno, in ottemperanza agli obblighi comunitari, la piena condivisione e quindi l’ approvazione della pianificazione distrettuale, vale a dire il Piano rischio alluvioni edil Piano di gestione delle acque.

Altro importante ed imprescindibile obiettivo è quello di favorire l’attuazione dei programmi, anche di natura non strutturale, previsti nei Piani di distretto, utilizzando le risorse, che saranno rese disponibili dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R. n.d.r.). È questa, infatti, un’opportunità irripetibile per il rilancio e lo sviluppo del Paese e potrà fornire un sostanziale contributo per consolidare le politiche di sviluppo, già messe in atto per la gestione e tutela della risorsa idrica e del territorio. In quest’ottica e nella prospettiva d’intervento di medio – lungo periodo, l’Autorità di bacino distrettuale fornirà ogni utile supporto alle istituzioni ed agli operatori di settore, affinché le proposte progettuali siano coerenti con gli obiettivi della pianificazione distrettuale e rispondenti agli obiettivi ambientali delle Direttive comunitarie, soddisfacendo i criteri di selezione del P.N.R.R. sia in termini di target da raggiungere che di tempistiche da rispettare. Laddove la stessa Autorità fosse destinataria di fondi da P.N.R.R., l’impegno sarà di attuare misure non strutturali, funzionali alla sicurezza del territorio entro il 2026.

Legge UE sul clima: approvato l’accordo sulla neutralità climatica entro il 2050

gas serra

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la legge sul clima, concordata informalmente con gli Stati membri in aprile, con 442 voti favorevoli, 203 contrari e 51 astensioni. Questa decisione darà ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare per la transizione decisa con il Green Deal europeo. Dopo il 2050, l’UE punterà a emissioni negative.

Alzata l’asticella. La nuova legge europea sul clima aumenta l’obiettivo dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) entro il 2030, dal 40% ad almeno il 55%, rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, un’imminente proposta della Commissione sul regolamento LULUCF per regolare le emissioni e le rimozioni di gas serra dall’uso del suolo (dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura), aumenterà i pozzi di carbonio dell’UE e quindi aumenterà de facto l’obiettivo dell’UE per il 2030 al 57%.

Il bilancio dei gas serra deve guidare il prossimo obiettivo del 2040. La Commissione presenterà una proposta per un obiettivo per il 2040 al più tardi sei mesi dopo la prima revisione globale nel 2023 prevista dall’Accordo di Parigi. In linea con la proposta del Parlamento, la Commissione pubblicherà la quantità massima di emissioni di gas serra che l’UE può emettere fino al 2050 senza mettere in pericolo gli impegni dell’UE nell’ambito dell’accordo. Questo cosiddetto “bilancio di gas serra” sarà uno dei criteri per definire l’obiettivo rivisto dell’UE per il 2040. Entro il 30 settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà i progressi collettivi fatti da tutti i paesi dell’UE, così come la coerenza delle misure nazionali, verso l’obiettivo UE per la neutralità climatica entro il 2050.

Comitato consultivo scientifico europeo sul cambiamento climatico. Data l’importanza della consulenza scientifica indipendente, e sulla base di una proposta del Parlamento, sarà istituito un Comitato consultivo scientifico europeo sul cambiamento climatico per monitorare i progressi e valutare se la politica europea è coerente con questi obiettivi. La relatrice del Parlamento Jytte Guteland (S&D, Svezia) ha dichiarato: “Sono orgogliosa che finalmente abbiamo una legge sul clima. Abbiamo confermato un obiettivo di riduzione delle emissioni nette di almeno il 55%, più vicino al 57% entro il 2030 secondo il nostro accordo con la Commissione. Avrei preferito andare anche oltre, ma questo è un buon accordo basato sulla scienza che farà una grande differenza. L’UE deve ora ridurre le emissioni nel prossimo decennio, più di quanto abbia fatto nei tre decenni precedenti messi insieme. Abbiamo obiettivi nuovi e più ambiziosi che possono ispirare altri paesi a fare un passo in avanti”.

Fonte: Europe Direct Venezia Veneto

Lunedì 19 luglio 2021, anche in diretta Facebook lo stato dell’arte delle foreste venete

giornata_internazionale_foreste_foresta_umbra_verso_riconoscimento_unescoSono 412.880 gli ettari di superficie forestale nel Veneto, di cui 133.321 a gestione pianificata e 71.178 certificata. Si tratta di un patrimonio immenso, ricco di storia ma anche di futuro dato che le foreste attraggono sempre più attenzioni di carattere ambientale, economico, sociale e politico.

Ora d’inizio 9:45. Ben venga dunque una pubblicazione aggiornata interamente dedicata alle foreste regionali e al settore forestale del Veneto, di cui gli addetti ai lavori sentivano la mancanza. La lacuna è stata superata grazie ad un importante lavoro editoriale realizzato da Veneto Agricoltura che sarà presentato lunedì 19 luglio (ore 9:45) presso la Corte Benedettina di Legnaro (Pd) in occasione di un evento in presenza che risulta già sold out da giorni, tanto è grande l’interesse attorno a questi temi; per questo motivo è prevista una diretta sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura.

Anche un focus sulla tempesta Vaia. Finalmente dunque vede la luce il “Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Veneto – 2020”, pubblicazione che attraverso una serie di focus, analisi, approfondimenti e interviste mette sotto la lente di ingrandimento il settore forestale regionale: dall’estensione del patrimonio forestale (suddiviso per provincia) alla gestione sostenibile delle foreste; dai rischi naturali che vivono i boschi ai prodotti legnosi; dal mondo produttivo all’importante ruolo svolto dai boschi in termini di attività educative e ricreative; ecc. Il tutto presentato attraverso una serie di indicatori accompagnati da una corposa mole di dati, e poi grafici, tabelle, commenti e splendide foto. Non poteva mancare un approfondito focus sulla tempesta Vaia, affrontato sia sotto il profilo dell’emergenza che delle attività di ripristino in atto.

Rapporto scaricabile in pdf. Per tutti questi motivi, ma soprattutto per fornire un quadro preciso dello stato dei nostri boschi e delle filiere forestali, Veneto Agricoltura ha realizzato questa pubblicazione, uno strumento innovativo in cui, per la prima volta, viene fatta una fotografia a campo largo del mondo forestale veneto. In occasione dell’evento di Legnaro, verrà consegnata ai partecipati una copia cartacea della pubblicazione. Dal pomeriggio di lunedì 19 luglio il Rapporto sarà disponibile anche in formato PDF sul sito dell’Agenzia https://www.venetoagricoltura.org.

Confronto tra gli attori della filiera. Va infine ricordato che nel pomeriggio, sempre in Corte Benedettina, si svolgerà la prima riunione del “Tavolo di filiera foresta legno” organizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con la Regione Veneto, il cui obiettivo è quello di consentire un confronto tra tutti gli attori della filiera sulle tante criticità che la caratterizzano, ma anche per raccogliere spunti utili ad indirizzare l’azione di governo della Regione e di gestione delle attività forestali di Veneto Agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Soluzioni per un’agricoltura sostenibile di qualità e produttrice di reddito, se ne parla oggi alle 16.30 al Giardino Botanico alpino del Cansiglio. Appuntamento preceduto da una visita guidata al Giardino con esperto naturalista.

Giardino botanico cansiglioOggi, domenica 11 luglio, il Giardino Botanico alpino del Cansiglio aprirà dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18. Dalle 15 alle 16.30 è in programma una visita guidata con esperto naturalista, mentre dalle 16.30 alle 17.30 Lorenzo Furlan di Veneto Agricoltura parlerà sul tema “Biodiversità in agricoltura, come tutelare gli insetti”, dando soluzioni per un’agricoltura sostenibile di qualità e produttrice di reddito, senza danneggiare la biodiversità. 

Oggi alle 18 a Cavallino-Treporti (VE) inaugurato il primo tratto della pista ciclopedonale a sbalzo sulla laguna veneziana, percorribile da tutti da sabato 10 luglio 2021

Pordelio_vista dall'altoOggi, venerdì 9 luglio, alle ore 18, in via Pordelio a Cavallino-Treporti (VE), alla presenza delle autorità, sarà inaugurato il primo tratto della nuova pista a sbalzo sulla laguna veneziana, patrimonio Unesco dal 1987. Domani, sabato 10 luglio, il tratto sarà percorribile da tutti a piedi o in bicicletta.

La pista ciclopedonale sull’acqua più lunga d’Europa, come è stata definita in una nota emessa del comune di Cavallino-Treporti, è stata realizzata con una tecnologia innovativa. «L’impresa costruttrice (lColetto Srl) – afferma la sindaca di Cavallino Treporti, Roberta Nesto – nel massimo rispetto dell’ambiente, ha sperimentato una modalità costruttiva che ha dimezzato i tempi di realizzazione. La struttura in acciaio e legno massandaruba (un albero del Centro e del Sud America, rossiccio e adatto agli ambienti marini), è stata posata, sospesa sull’acqua. Con tutta probabilità, l’intera opera pubblica sarà pronta nel corso del 2022, con quasi due anni di anticipo- recita la nota – rispetto alla durata prevista dal contratto, un segnale non obbligato e per questo significativo, rivolto ai tempi di realizzazione previsti nel Recovery Plan europeo».

Ciclabile_ via_Pordelio_tramontoPercorsa a volo d’uccello, come fanno i fenicotteri che qui sono stanziali, la pista ciclabile mostra l’intera sua bellezza. Venezia e le sue isole (Torcello, Burano) fanno da sfondo mentre, ad opera conclusa, sul waterfront di Punta Sabbioni, lo sguardo incontrerà il MOSE e l’orizzonte del Mare Adriatico e del Lido di Venezia.

Fonte: Servizio stampa comune Cavallino-Treporti

Conversazioni sull’erba di Risvegli 2021: da giovedì 1 luglio all’Orto Botanico di Padova una rassegna di incontri in collaborazione con “Il Bo Live”. In questo appuntamento, si parla della risorsa acqua in pericolo.

Ingresso Orto Botanico Università Padova

Pochi giorni fa, le Nazioni Unite hanno dichiarato che la prossima pandemia potrebbe essere la siccità, un problema globale che riguarderà tutti, non solo i Paesi in via di sviluppo. Giovedì 1 luglio, alle 19, Marirosa Iannelli, progettista ambientale specializzata in cooperazione internazionale, water management e comunicazione ed Emanuele Bompan, giornalista e geografo, affronteranno il tema dell’acqua a partire dal Water Grabbing Observatory, un progetto che ha come obiettivo quello di rilevare, analizzare, comunicare fenomeni sociali, ambientali ed economici legati ad acqua e clima, in Italia e nel mondo. L’incontro, moderato dal giornalista Mattia Sopelsa de “Il Bo Live”, apre le conversazioni sull’erba: una rassegna di incontri, realizzata dall’Orto Botanico di Padova in collaborazione con “Il Bo Live”, il magazine dell’Università di Padova.

Lo storico arboreto dell’Orto botanico si trasformerà così in un salotto informale, all’aperto e nel verde, in cui si alterneranno le voci di scienziati, fotografi, ricercatori e giornalisti scientifici per approfondire vari aspetti legati al tema di “Risvegli 2021, Il nostro cambiamento, un impegno per il Pianeta”. L’appuntamento è su prenotazione ed è compreso nel biglietto di ingresso all’Orto, ridotto a 5 euro a partire dalle 18. Restano valide le consuete gratuità. A questo link la prenotazione,  obbligatoria. 

Fonte: Orto Botanico di Padova

Fotovoltaico: per ANBI Veneto, 2.450 ettari di laghi di cava per pannelli galleggianti l’alternativa al consumo del suolo agricolo

Pannello-Fotovoltaico

 “La pianura veneta è costellata da decine di cave dismesse da decenni o a fine ciclo, ormai piene d’acqua, denominate laghi di cava. Questi laghi ormai compromessi, che occupano, dati Arpav alla mano, una superficie complessiva di ben 2.450 ettari, si prestano benissimo al posizionamento di pannelli solari galleggianti per la produzione di energia solare. Costituirebbero un’alternativa, a zero consumo di suolo, all’utilizzo di terreni agricoli per il posizionamento di impianti fotovoltaici ad alto impatto ambientale e visivo.” A lanciare la proposta per un fotovoltaico più sostenibile è ANBI Veneto, l’associazione regionale dei consorzi di bonifica e irrigazione, per voce del presidente Francesco Cazzaro. L’occasione è stata la presentazione in Consiglio Regionale da parte di Coldiretti Veneto di oltre 24 mila firma raccolte con la petizione “No Fotovoltaico su Terreni Agricoli”.

Produzione sostenibile di energia elettrica. “ANBI Veneto, da sempre in prima linea contro l’indiscriminato consumo di suolo, condivide l’azione di Coldiretti Veneto nel denunciare lo sfruttamento di terreni vocati all’agricoltura per la produzione di energia solare – , spiega il presidente di ANBI Veneto –, le soluzioni per una produzione sostenibile di energia elettrica a basso impatto ambientale ci sono. Per quanto riguarda il fotovoltaico, in altre regioni d’Italia sono già state avviate centrali di produzione di energia solare grazie a pannelli galleggianti nei bacini artificiali a uso plurimo irriguo-idroelettrico, anche gestiti dai consorzi di bonifica. Il Veneto è punteggiato da moltissimi laghi di cava non più redditizi per i proprietari che avrebbero pertanto tutto l’interesse nel metterli a disposizione per l’uso fotovoltaico, tanto più che si tratta di laghi inaccessibili ai cittadini e privi di rilievo paesaggistico. Ad essi potenzialmente si sommano i laghi per l’idroelettrico e i bacini di laminazione, che hanno anche valenza irrigua. In quest’ultimo specifico caso il posizionamento di pannelli galleggianti avrebbe anche un ulteriore effetto positivo: una diminuzione della formazione delle alghe da cui conseguirebbe un miglioramento della qualità della risorsa idrica destinata all’irrigazione”.

I consorzi di bonifica sono molto attivi nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda l’energia solare a livello regionale, gli impianti solari in gestione ai consorzi di bonifica sono 10 per una produzione media annua di 496.100 kWh. Ad essi si sommano a 30 impianti, sempre in gestione consortile, per l’energia idroelettrica, per una produzione di 31.950.000 Kwh. Un’attenzione all’energia pulita, quella del sistema veneto della bonifica, che vede negli impianti solari galleggianti un’ulteriore strada da perseguire nel segno della sostenibilità. E nel rispetto dell’agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Il Cansiglio si tinge di verde grazie all’effetto “pasciona”

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Nella faggeta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), proprio in questi giorni, si sta manifestando un fenomeno naturale straordinario da vedere: il risultato della “pasciona” del 2020, termine tecnico forestale che indica una grande produzione di frutti.

Gli alberi forestali non fruttificano regolarmente tutti gli anni. Forse non tutti sanno che gli alberi comunicano tra loro attraverso messaggeri chimici che consentono di sincronizzare la loro fioritura e fruttificazione: quando arriva un anno di “pasciona”, questa si manifesta su enormi superfici e in modo spettacolare. In Veneto il 2020 è stato per il faggio un anno di “pasciona” e in questi giorni sul suolo delle faggete si vedono gli straordinari risultati, nel senso che stanno germinando i milioni di semi caduti lo scorso anno. In Cansiglio (BL-TV), la più grande e bella faggeta delle Alpi, proprio in questi giorni su migliaia di ettari di superficie, il marrone delle foglie secche dello scorso autunno sta virando al verde sia per la presenza delle nuove foglie dei faggi ma anche per le foglioline dei milioni di piccole piantine nascenti sul terreno.

Rinnovo naturale della foresta. Per Veneto Agricoltura, gestore di questa straordinaria foresta demaniale regionale, si tratta di una benedizione perché l’evento permette di rinnovare in modo naturale la foresta. Quest’anno, le faggete del Cansiglio, l’antico serenissimo Bosco dei Dogi, oltre al noto fenomeno del foliage autunnale stanno quindi dando un impareggiabile spettacolo tinto di un bel verde: quello della nascita della nuova generazione degli storici faggi del Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Disponibilità risorsa idrica in Veneto, costante nell’anomalia causata dal cambiamento climatico, con poche piogge ma intense

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“La quantità di pioggia è sempre la stessa, il problema è che non piove come vorremmo”. Il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro commenta con una battuta i dati sull’andamento delle precipitazioni nel mese di aprile forniti da ARPAV e raccolti nel Bollettino di ANBI Veneto sulla Disponibilità della risorsa idrica, pubblicato su anbiveneto.it.

Precipitazioni di aprile, andamento che riflette l’andamento annuale. “Dal punto di vista delle precipitazioni – spiega Cazzaro – il mese di aprile riflette bene l’andamento annuale della piovosità tipico di quest’epoca di mutamenti climatici: le precipitazioni, in termini di volumi d’acqua, sono nella media ma si concentrano in pochi eventi di forte entità che interrompono periodi siccitosi talvolta molto lunghi.” Gli apporti meteorici sul territorio in questo aprile si sono attestati perfettamente sulla media storica (1994-2020) del mese, pari cioè a 95 mm. Di questi, però, 73 mm (pari al 78% della piovosità del mese) si sono concentrati tra i giorni 11 e 13 e il resto si è concentrato soprattutto a fine mese, tra il 26 e il 27 e tra il 28 e il 30. Negli altri giorni zero, o quasi, precipitazioni: andamento atipico per un mese caratterizzato da clima variabile e piogge di debole intensità ma frequenti.

Dal punto di vista dell’agricoltura ve bene anche così: l’indice SPI che definisce il livello di siccità nelle campagne si attesta su valori di normalità dopo un marzo con siccità moderata e severa. I fiumi registrano portate più basse rispetto alla media: -16% per l’Adige, – 41% per il Po, -21% per il Brenta, -24% per il Bacchiglione. Sono dati che però non suscitano preoccupazione perché a influire su questi valori vi è il lento scioglimento delle nevi in alta quota, a causa delle temperature basse. Nevi che peraltro sono cadute copiosamente nell’inverno.

Significativo il dato sui depositi nivali al 30 aprile: l’indice di spessore delle nevi nelle Dolomiti era di 137 cm contro i 104 della media del periodo, mentre sulle Prealpi ammontava a 49 cm contro i 21 di media. Sempre in relazione al lento scioglimento delle nevi in quota, non preoccupano i dati relativi ai laghi alpini, che registrano volumi d’acqua invasata sotto la media del periodo (invasi sul bacino del Piave -40% rispetto alla media, e lago del Corlo sul bacino del Brenta a -73%). Soddisfacente infine anche la presenza di acqua nelle falde freatiche, anche in virtù delle infiltrazioni di risorsa dovute allo scioglimento delle abbondanti nevicate a cavallo tra dicembre e gennaio.

Fonte: Servizio stampa Anni