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2016, necessità di aria nuova e menti fresche per progettare nuovi orizzonti

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Angela Cameran tiene nel palmo della mano una barca di canna palustre del delta del Po veneto

(di Cristina De Rossi) Le stagioni, fino a pochi anni fa, decretavano lo scorrere del tempo riproponendoci i cicli della natura, immutabili, certi e riconoscibili, sebbene nel loro altalenante trasformarsi e divenire.  Ora, se non ci fosse la certezza della data impressa nel calendario, sarebbe molto difficile sapersi orientare con la precisione di chi ci ha preceduto. La natura sta cambiando i suoi riti, le sue scadenze, le sue anteprime, le sue certezze.

Non c’è più la mezza stagione, si diceva. E quella intera? A fine dicembre, un timido gelsomino ancora spunta, un granchio è in piena muta, i paesaggi montani sembrano location di film western privi come sono dei riflessi abbacinanti della neve candida, le mimose allietano gli occhi di giallo, le gocce di pioggia restano al calduccio nelle poche nuvole di un cielo, che sembra offrirci ogni giorno stupori climatici diversi, imprevisti, imprevedibili. Con il clima, anche l’economia in tutte le sue sfaccettature, dalla pesca all’agricoltura, dall’agroalimentare al negozio di fiori, dalla vacanza alla vendemmia, dall’alimentazione al modo di vestire , la società tutta nel suo complesso ramificarsi, stanno subendo cambiamenti radicali, ai cui effetti sembriamo avvicinarci curiosi ma impreparati.

Tutto fuori tempo, tutto fuori luogo. L’unica certezza sono ormai i sempre più frequenti e distruttivi uragani, le alluvioni, la siccità e l’aria sempre più irrespirabile.  Vedere il Po con tre metri in meno del suo livello stagionale non solo sconcerta, ma ci fa immaginare scenari inconsueti, strani. Come sarà questa Primavera? E questa estate avrà l’acqua per irrigare, visto che già ora sta mettendo in difficoltà alcune colture? E le piante come e quando le vedremo fiorire? E la frutta sarà come quest’anno o peggio?

Tante domande, tanti interrogativi, poche certezze. Ma non eravamo così insicuri e impreparati quando abbiamo sfidato i fiumi costruendo sulle loro rive, quando il senso di abbondanza ci faceva sentire onnipotenti, quando ci siamo cibati di tutto e di più senza preoccuparci di rispettare quello che le stagioni ci offrivano, quando abbiamo usato le auto per andare anche solo dietro l’angolo del caseggiato.

Ora è tempo di cambiare, di mutare il corso, di arginare gli effetti di quello che, anche involontariamente, noi stessi abbiamo contribuito avvenisse. L’anno nuovo ha bisogno di aria nuova, di menti nuove, pulite, fresche, lungimiranti, in grado di vedere dalla cima di quelle montagne brulle e secche, che è possibile un nuovo orizzonte. Un nuovo orizzonte, limpido, senza la cappa stagnante dell’aria vecchia, dei paroloni vecchi, delle abitudini vecchie. Un orizzonte di rispetto per il patrimonio che abbiamo in prestito e che dovremmo restituire migliore.

Un orizzonte di nuova consapevolezza. Un orizzonte di buone pratiche. Un orizzonte di un azzurro commovente. Buon Anno. Buon nuovo orizzonte a tutti.

Ministero, Regioni e Comuni firmano protocollo anti-smog

SmogSi è tenuto ieri, mercoledì 30 dicembre, il confronto tra Ministero dell’Ambiente, Regioni e Comuni per fronteggiare l’emergenza smog.

Le proposte immediate previste dal Ministero. Limiti al riscaldamento di 2°C. Riduzione delle temperature massime di riscaldamento negli edifici pubblici e privati. Velocità. Abbassamento dei limiti di velocità di 20 Km/h in aree urbane (estese a tutto il territorio comunale).Bus Gratis. Sostegno ai Comuni per l’incentivo all’utilizzo al trasporto pubblico locale. Stop condizionato ai camini. Limitazione dell’utilizzo della biomassa per uso civile dove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento. Fondo di 12 milioni di euro subito disponibile per le iniziative dei Comuni sul trasporto pubblico locale e sulla mobilità condivisa.

Nel medio periodo. Il Ministero ha proposto un piano triennale da applicare sul territorio metropolitano con la nascita di un Comitato di Coordinamento Ambientale, sorta di task force tra i Sindaci delle città metropolitane e i Presidenti di Regione, presieduta dal Ministero dell’Ambiente. Il Comitato dovrebbe definire misure vincolanti su: controllo e riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze; passaggio a un trasporto pubblico a basse emissioni, rinnovando il parco mezzi; realizzazione di una rete di ricarica elettrica efficente; miglioramento delle infrastrutture del trasporto pubblico locale e misure di sostegno e sussidio finanziario per l’utenza del trasporto pubblico; incentivi al verde pubblico; interventi di miglioria energetica negli impianti sportivi pubblici e negli edifici dello Stato; riduzione della somministrazione di fertilizzanti azotati in agricoltura per limitare l’emissione di NOx secondo la disciplina europea (direttiva NEC); studio di nuovi possibili incentivi per la rottamazione.

Le risorse programmate e disponibili. La cifra è di 405 milioni di euro così suddivisi: 35 milioni di euro per la Mobilità Sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, piedibus (approvata con il Collegato Ambientale). 50 milioni di euro per la realizzazione di reti di ricarica elettrica (attraverso il Fondo Kyoto); 250 milioni di euro per l’efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini (attraverso il Fondo Kyoto); 70 milioni di euro per la riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale.

Altre misure approvate con la Legge di Stabilità. Fondo congiunto Ambiente-Sviluppo da 25 milioni di euro per efficenza energetica negli edifici pubblici. Proroga Ecobonus al 65 per cento per le ristrutturazioni ed estensione all’Edilizia Residenziale Pubblica. Nei condomini, detrazioni per le spese comuni, come cappotti o tetti, che innalzano la qualità energetica anche attraverso il coinvolgimento di ESCO (Energy Saving Companies). Acquisto nazionale centralizzato di mezzi pubblici da cedere in leasing alle agenzie regionali di mobilità. Incentivi al trasporto merci su ferro e su mare per un totale di quasi 200 milioni di euro nei prossimi tre anni. Ciclabili, ciclovie e cammini: 91 milioni di euro in tre anni per la mobilità ciclabile, 3 milioni di euro in tre anni per la progettazione e la  realizzazione di itinerari turistici a piedi. Disincentivo agli automezzi di trasporto inquinanti Euro 2 o inferiori.

Smog, il decalogo del Ministero dell’Ambiente. Auto e mezzi pubblici. 1 – Usa i mezzi pubblici: evita di andare in auto se puoi; 2 – Se proprio devi usare l’ auto, non viaggiare da solo; 3 – Se proprio non hai alternative a usare l’ auto, rallenta di almeno 10 km/h rispetto ai limiti di velocità; 4 – Non parcheggiare in doppia fila: creare un ingorgo aumenta anche la tua esposizione all’aria inquinata. Riscaldamento. 5 – Hai controllato che il riscaldamento fosse spento prima di andare via dall’ ufficio?; 6 – Chiudi il riscaldamento di casa se vai in vacanza: risparmi e riduci le emissioni; 7 – Abbassa il riscaldamento di 1-2 gradi e, se fa freddo, metti un maglione in più; 8 – Limita l’ uso della legna per il riscaldamento. Attività all’aperto. 9 – Limita le attività sportive all’ aria aperta; 10 – Tieni al riparo in casa bambini, anziani e chi è affetto da patologie respiratorie nelle ore di maggior traffico.

Fonte: Servizio Stampa Ministero dell’Ambiente

 

Suoli in pericolo, ma il deterioramento non è (ancora) irreversibile

agricolturaI suoli di tutto il mondo si stanno rapidamente deteriorando per via dell’erosione, dell’esaurimento dei nutrienti, della perdita di carbonio organico, della loro impermeabilizzazione e di altre minacce. Questo trend può essere invertito se i Paesi si impegnano a promuovere delle pratiche di gestione sostenibile e nell’uso di tecnologie appropriate. Sono questi gli argomenti affrontati dalla FAO nel Rapporto “Stato delle risorse dei suoli nel mondo”, pubblicato in concomitanza con la chiusura dell’Anno Internazionale dei Suoli 2015.

Lo studio è stato realizzato dal Gruppo Tecnico Intergovernativo sui Suoli, che riunisce il lavoro di circa 200 esperti in provenienti da 60 Paesi. La principale conclusione del Rapporto é che la maggioranza dei suoli del mondo si trova in condizioni discrete, mediocri, o molto negative, e nella maggior parte dei casi la situazione sta peggiorando. In particolare, il 33% delle terre sono moderatamente se non altamente degradate a causa dell’erosione, della salinizzazione, della compattazione, dell’acidificazione e dell’inquinamento chimico dei suoli. Lo studio mette in evidenza come oggi oltre il 35% della superficie terrestre del pianeta sia stata convertita ad uso agricolo allo scopo di nutrire una popolazione che ha raggiunto i 7,3 miliardi di persone. Il risultato é che i suoli, privati della vegetazione naturale per ospitare coltivazioni o pascoli, soffrono drastici aumenti dell’erosione e pesanti perdite di carbonio, nutrienti e biodiversità.

Urbanizzazione e cambiamenti climatici. Anche l’urbanizzazione sta avendo un peso sostanziale. La rapida espansione delle città e delle industrie ha contribuito al degrado di aree sempre più vaste, in parte contaminando i suoli con quantità eccessive di sale, acidità e metalli pesanti e sigillandoli permanentemente sotto asfalto e cemento. Il cambiamento climatico é un ulteriore fattore chiave del cambiamento dei suoli. Alte temperature ed eventi legati a condizioni climatiche estreme quali siccità, alluvioni e tempeste, colpiscono la quantità e la fertilità del suolo in diversi modi, ad esempio riducendone l’umidità ed impoverendo gli strati superiori dei suoli ricchi di nutrienti. Essi contribuiscono anche ad aumentare il tasso di erosione del suolo e l’indietreggiamento della linea costiera.

Fonte: Europe Direct Veneto

Clima. Stelluto, presidente ARGAV: “Serve una moratoria di buon senso”

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV(di Fabrizio Stelluto) Ieri ho camminato alla Marcia per il Clima a Venezia: gente svariata, colorata, qualcuno stravagante, ma direi “anime belle”. Mi sono trovato così a camminare accanto ai giovani dei Centri Sociali, dai quali mi dividono anni siderali per età, cultura e prassi; eppure eravamo in marcia per lo stesso obbiettivo, perché a cosa serve discutere, dividersi, confrontarsi, se ci giochiamo la materia prima di tutto, cioè la Madre Terra che, spero, tutti si battano per migliorare?

Mi sovviene una frase attribuita a Churchill che, di fronte alla richiesta di tagliare i finanziamenti alla cultura per sostenere le spese di guerra, rifiutò dicendo: “Ma allora per cosa staremmo combattendo?”.

Fermo restando un irrevocabile rifiuto della violenza, credo che oggi sia necessario lo stesso approccio: serve una “moratoria da buon senso” per difendere il bene più prezioso, che abbiamo: il nostro vivere e soprattutto quello delle future generazioni. Poi torneremo a discutere, a dividerci ed a confrontarci, ma intanto marciamo assieme. Per riuscirci, dovremo rinunciare a qualcosa per non perdere tutto. Vorrei che l’ARGAV sposasse questo impegno. Nell’interesse di tutti.

29 novembre 2015: il mondo intero marcia per il clima

logo_clima_DEF-676x443Il 30 novembre inizia a Parigi la COP21, importante vertice sul clima. I governi di tutto il mondo dovranno giungere ad un accordo che consenta di limitare il riscaldamento globale almeno al di sotto di 2°C e acceleri la transizione verso la decarbonizzazione.

Da Parigi, l’invito a marciare anche per loro. Prima dell’apertura delle negoziazioni, i cittadini di tutto il mondo si mobiliteranno per chiedere ai propri rappresentanti che quell’accordo sia ambizioso e che possa assicurare un futuro giusto e sostenibile per il pianeta. Dopo i tragici attentati di Parigi, il governo francese ha cancellato la manifestazione nella propria capitale. E da Parigi i cittadini hanno lanciato un appello a tutto il resto del mondo: “Marciate anche per noi”, e in solidarietà con tutti coloro che in diversi paesi del mondo sono stati colpiti da attentati terroristici. Così, il 29 novembre, cittadini da San Paolo a Nuova Delhi, passando per Kampala, Melbourne, Ottawa e Tokyo, scenderanno a migliaia in piazza in oltre 2000 eventi in più di 150 paesi (per maggiori informazioni http://globalclimatemarch.org/en/). In Italia ci sarà la manifestazione nazionale a Roma con un corteo per il clima e per la pace che partirà alle ore 14 da Campo de Fiori e si concluderà in via dei Fori imperiali con un grande concerto alle 17.

Fonte: Coalizioneclima.it

 

 

Ambiente. In arrivo un disegno di legge sul riordino delle aree naturali protette del Veneto

1555-2015 - Corazzari visita Parco Fiume Sile

Visita assessore Corazzari al Parco Naturale del fiume Sile

“Nella prossima giunta presenterò un disegno di legge sul riordino delle aree naturali protette del Veneto che, tra l’altro, punta a semplificare e a rendere più efficace l’azione di governance dei parchi”. A dirlo, è stato Cristiano Corazzari, assessore regionale al territorio, alla cultura e alle aree protette, in occasione della tappa nella Marca trevigiana al Parco Naturale del fiume Sile, nel giro di visita ai cinque parchi regionali del Veneto.

Interventi e progetti. Dopo l’incontro con gli amministratori locali nella sede trevigiana del parco – che si estende su una superficie di 4.152 ettari, compresa all’interno di 11 territori comunali distribuiti nelle province di Padova, Treviso e Venezia –, l’assessore si è recato a Casacorba di Vedelago nella zona delle risorgive, caratterizzata da fontanili (fontanassi), laghetti e aree paludose, e quindi al cosiddetto “Cimitero dei Burci”, nel comune di Casier, dove si snoda un suggestivo percorso che sarà presto oggetto di un atteso intervento di sistemazione per restituirlo ai cittadini e visitatori che lo frequentano. “Con gli amministratori dell’Ente Parco abbiamo fatto il punto sui progetti realizzati e in corso di esecuzione per tutelare e per rendere nel contempo maggiormente fruibile quest’area – ha detto Corazzari –. Ho potuto apprezzare l’attenzione posta per le infrastrutture di servizio funzionali alla visita, come ad esempio l’area attrezzata per i camper a Quinto di Treviso”. “Obiettivo strategico della Regione è quello di dare una forte spinta alla comunicazione – ha sottolineato l’assessore –, di potenziare le capacità promozionali di questo e degli altri parchi, al fine di raggiungere efficacemente il pubblico di visitatori potenzialmente interessato a conoscere e apprezzare le bellezze e l’originalità che queste aree custodiscono”. Il tour dell’assessore si concluderà nelle prossime settimane con la visita al Parco Regionale dei Colli Euganei.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Consorzi di bonifica, mancano i finanziamenti regionali, in arrivo avvisi di pagamento per i lavori destinati alla sicurezza idraulica del territorio

Consorzio bonifica bacchiglioneIn arrivo in questi giorni dal Consorzio di bonifica Bacchiglione gli avvisi di pagamento per i contributi sugli immobili urbani relativi agli anni 2013 e 2014. L’attività del Consorzio, che serve 39 comuni delle province di Padova e Venezia per l’opera di manuntenzione idraulica e di irrigazione, riguarda un territorio che si estende dal fiume Bacchiglione fino al fiume Brenta e dalla laguna di Venezia fino ai Colli Euganei.

In particolare, saranno 45.247 i contribuenti, esentati negli scorsi anni dal pagamento, che riceveranno l’avviso in seguito al mancato finanziamento da parte della Regione Veneto: “Dal 2010 la Giunta Regionale aveva fissato un limite di esenzione annuo – nel 2012 era pari a 16.21 euro, mentre nelle precedenti annate a 16.53 euro –, valore entro il quale la Regione stessa si sostituiva ai proprietari di uno o più immobili censiti al catasto urbano consortile. Per il 2013 e il 2014 però non è stato fissato alcun limite di esenzione ed ora che il finanziamento regionale è venuto meno il Consorzio è costretto a richiedere gli arretrati”, spiega il presidente Paolo Ferraresso.

I contributi richiesti vanno da un minimo di 8 euro a un massimo di 33,06 euro e dovranno essere versati in un’unica rata entro il 30 novembre 2015. Si tratta di fondi destinati a sostenere i lavori di manutenzione: “Dalla pulizia degli argini alla manutenzione degli impianti, si tratta di interventi che andranno a beneficio del nostro territorio e indispensabili a preservarne la sicurezza idraulica”, afferma Ferraresso.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

Grandi aspettative dalla Strategia Forestale Europea

foresta di Giazza

foresta di Giazza

Le foreste coprono il 40% della superficie dell’Unione Europea e le attività derivanti dal loro utilizzo occupano circa 3 milioni di lavoratori. Per questi motivi, ma anche per il valore economico sviluppato dalle foreste e per la straordinaria loro valenza ambientale e paesaggistica, la politica forestale e il relativo Piano di attuazione pluriennale occupano un posto di rilievo nell’Agenda delle Istituzioni UE.

Tavolo di discussione. Al riguardo, il Commissario Hogan si è confrontato nei giorni scorsi con la commissione agricoltura dell’Europarlamento, mettendo sul tavolo della discussione una serie di importanti temi quali la protezione della biodiversità, i servizi per l’ecosistema, le sfide future, a partire dall’aumento della domanda di biomassa, la pressione a cui le foreste sono sottoposte a causa degli incendi, del cambiamento climatico, della deforestazione ecc.

Una strategia con obiettivi precisi. Gli obiettivi specifici della strategia europea per le Foreste mirano proprio a garantire lo stato di salute e la conservazione dei boschi europei, attraverso appunto un piano pluriennale coordinato valido fino al 2020. Un solido coordinamento di tutti gli attori interessati è dunque sempre più rilevante. Le priorità del Piano riguardano la promozione, la competitività e la sostenibilità delle foreste, da ottenere anche attraverso lo Sviluppo rurale. Obiettivi, questi, in linea anche con i dettami del piano di lavoro del presidente della Commissione UE, Junker. Del resto, le foreste europee hanno un grande potenziale di crescita legato all’occupazione e agli investimenti. Per esempio, la promozione del legno come materia prima sostenibile, la decarbonizzazione dell’economia, gli investimenti nelle nuove tecnologie, nella silvicoltura (a cui saranno destinati 7,2 milioni di euro), nella trasformazione, ecc. sono tutti aspetti di primaria importanza. Nel suo intervento, Hogan ha ricordato che la Commissione sta lavorando per sviluppare strumenti finanziari specifici che saranno disponibili per il 2016 quali: il 7° Programma Ambientale Europeo; i PEI, che forniscono un apporto importante; la bioeconomia, soprattutto nell’ambito dei partenariati pubblico-privati. Hogan ha annunciato un piano di lavoro annuale da rivedere nel 2020.

Fonte: Europe Direct Veneto

Consumo del suolo, alla base sta la perdita del senso del valore del cibo

agricolturaConsumo di suolo agricolo, urbanizzazione senza pianificazione, illegalità e speculazioni edilizie sono tutti fenomeni conseguenti al fatto che la società attuale ha perso la consapevolezza che tutto il cibo proviene dalla terra e che questo cibo ha un costo. Non c’è alimentazione senza almeno un agricoltore in qualche parte del mondo, il cui lavoro dovrebbe essere premiato e invece è spesso sfruttato. Queste e altre riflessioni sono state al centro del convegno “Territorio e creazione: destinazione comune dei beni e valore dell’agricoltura”, che Coldiretti Rovigo ha organizzato lo scorso 3 novembre per i sacerdoti delle parrocchie polesane. Il tema anticipa quello della Giornata del Ringraziamento secondo le indicazioni della Cei.

Ogni prodotto ha dei costi nascosti. “Dobbiamo tornare a calcolare i costi dei prodotti in relazione ai costi collettivi che incorporano – ha detto Stefano Masini, responsabile dell’Area Ambiente e territorio della Confederazione nazionale Coldiretti -. Ogni prodotto ha dei costi nascosti, in termini di inquinamento ambientale, lavoro minorile, sfruttamento dei territori e delle collettività, che non rientra nel prezzo che si vede. Invece noi siamo abituati a comprare tutto sugli scaffali senza porci il problema del valore del cibo. Cibo industriale che non racconta una tradizione, un ambiente, una cultura: un cibo senza storia. Invece, ogni alimento è legato alla terra e mangiare è un atto agricolo: mangiare in modo responsabile significa chiedersi da dove viene e quali costi reali ha dietro quel prodotto. Erodiamo il suolo – ha dichiarato Masini – perché abbiamo perso il senso del valore del cibo come priorità. Il mondo in cui mangiamo determina l’utilizzo che facciamo del territorio”. “La nostra sfida – ha concluso Masini – è lavorare per un’agricoltura legata alle identità, alle differenze, ai luoghi, attenta ai bisogni dei territori. Solo così potremo essere competitivi”.

Il luogo come un entità ricca di vita, di valori. “Il suolo non può essere derubricato a merce – ha affermato don Paolo Bonetti, consigliere ecclesiastico della Confederazione Coldiretti – è un bene sociale oltre che economico. Per tutelarlo bisogna conservare la ruralità, nutrire il suolo perché esso continui a nutrirci e governarlo con strumenti efficaci”. Una motivazione etica per conservare la terra è stata anche il centro dell’intervento del vescovo di Adria Rovigo Lucio Soravito De Franceschi: “Le crescenti devastazioni della natura sono causate da uomini indifferenti alle esigenze dell’ordine e dell’armonia che reggono il creato”.

Importato più del 50 per cento del cibo che arriva sulla tavola. Il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, tirando le somme ha fatto appello ai sacerdoti presenti affinché contribuiscano a scuotere le coscienze perché si faccia più viva l’attenzione quando si compra il cibo. “Territorio, sostenibilità, ambiente, istintività, trasparenza – ha detto Giuriolo – sono ormai cardini della nostra agricoltura e del nostro lavoro quotidiano di imprenditori agricoli. Ma ancora, nonostante questo impegno, non riusciamo a coprire i costi di produzione. Mancano ancora delle regole che mettano in trasparenza il valore del nostro lavoro. L’Italia importa più del 50 per cento del cibo che arriva sulle tavole e che arriva con regole e standard di sicurezza diversi dai nostri; intanto ogni giorno tante imprese agricole chiudono e il consumatore paga ciò che acquista 10 volte di più di quanto guadagna il produttore. Sono distorsioni che Coldiretti continuerà a combattere chiedendo sempre di più la trasparenza dell’origine, ma sappiamo che non siamo più soli come un tempo: ora abbiamo la vicinanza del consumatore ed una grande fetta della società, che stanno capendo che dietro ad ogni piatto c’è una storia, un valore, un lavoro di qualità e sicurezza”.

Fonte: Coldiretti Rovigo

Clima, le tante (troppe?) aspettative dalla Conferenza di Parigi

SmogDal 7 all’8 dicembre 2015 la capitale francese ospiterà la Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici. In vista di questo appuntamento, l’Europarlamento ha predisposto un accordo giuridicamente vincolante che permetta di limitare l’innalzamento della temperatura della Terra al massimo a due gradi nei prossimi decenni.  A spiegare l’ambizioso progetto, è il presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento, Giovanni La Via, e l’eurodeputato francese Gilles Pargneaux, relatore del rapporto su COP21 in votazione a Strasburgo a fine ottobre.

L’UE compatta sulle questioni climatiche. “L’Europa arriva alla Conferenza di Parigi con una posizione chiara e unitaria”, ha dichiarato l’on. Pargneaux in un incontro svoltosi recentemente a Roma presso la sede del Parlamento europeo. “Vogliamo che i Paesi che parteciperanno a COP21 prendano degli impegni concreti sia per quanto riguarda la riduzione dei livelli di CO2 che per quel che concerne gli aspetti finanziari. In particolare, con la risoluzione di cui sono relatore, chiederemo: 1) di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050 e ridurle del 40% entro il 2030; 2) sempre entro il 2030, di fare in modo che almeno il 30% dell’energia che utilizziamo provenga da fonti rinnovabili; 3) di aumentare del 40%, entro il 2030, l’efficienza energetica a livello globale”. “Siamo a a poche settimane da una scadenza storica − ha concluso Pargneaux − e c’è la necessità che associazioni, cittadini e decisori politici mettano insieme i propri sforzi per far sì che la Conferenza di Parigi COP21 non sia solo un momento in cui si prova a fare qualcosa ma diventi invece un incontro in cui si decide di fare qualcosa”.

Indispensabile un impegno globale. Da parte sua, l’on. Giovanni La Via, che sarà capo delegazione dell’Europarlamento alla COP21 di Parigi, ha ricordato che gli Stati Uniti, con la nuova politica ambientale del presidente Obama, e la Cina, con il suo recente impegno a ridurre le emissioni di CO2, sono due esempi che vanno nella giusta direzione. Ma su 196 Paesi partecipanti alla Conferenza di Parigi, per ora solo sessanta hanno dichiarato i loro obiettivi in materia di lotta al cambiamento climatico. “Se non si fa niente – ha detto La Via − nei prossimi decenni la temperatura globale aumenterà di cinque o sei gradi e, nonostante le misure che abbiamo messo in atto fino ad ora, l’incremento sarà comunque di tre o quattro gradi. Già oggi, l’ONU ci dice che i profughi costretti a fuggire dai propri Paesi a causa del cambiamento climatico sono venticinque milioni in tutto il mondo. Se non affrontiamo il problema con un impegno globale si rischia di arrivare, nel 2050, a cento milioni di profughi e temo che questa stima sia addirittura conservativa”.

La sfida chiave. La Via ha indicato la sfida chiave a cui l’UE si trova a far fronte: “Dobbiamo mantenere la competitività dei nostri sistemi industriali pur perseguendo obiettivi ambientali importanti. Questa è la vera sfida per il futuro. Dobbiamo puntare di più sull’economia circolare e sul riutilizzo dei rifiuti come risorse, perché se li gettiamo semplicemente via è come buttare via dei soldi. E dobbiamo fare in modo che i crediti di carbonio che si possono acquistare sul mercato, attraverso lo schema di compravendita delle emissioni ETS, abbiano un giusto prezzo che serva da deterrente a inquinare, quindi magari non 7 euro a tonnellata di CO2 com’è ora, ma qualcosa come 25 euro a tonnellata”.

Fonte: Europe Direct Veneto