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19, 20 e 21 ottobre 2015, tra Padova e Venezia tre interessanti eventi legati all’ambiente

Ambiente ruraleEcco tre interessanti iniziative in programma nei prossimi giorni in Veneto.

A Padova. Si inizia lunedì 19 ottobre con il seminario internazionale “Riforma delle Istituzioni pubbliche forestali: dall’esperienza del Regno Unito alle sfide future dell’Italia“, che si terrà a partire dalle ore 10,00 ad Agripolis, nella sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (PD). L’incontro intende approfondire, sotto l’egida di ANARF e Università di Padova-TESAF, alcune questioni inerenti le foreste pubbliche, in particolare attraverso un confronto tra l’esperienza inglese e quella italiana. Saranno presenti Davide Pettenella (Università di Padova), Anna Lawrence (Scottish School of Forestry, University of the Highlands and Islands Discussion) e Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura).

A Venezia. Si prosegue martedì 20 ottobre con l’inontro “Best Practice per la tutela dell’ambiente marino: il contributo dei progetti Life“, che si tiene a partire dalle ore 9,00 nella sala conferenze Padiglione Expo Venice (via Galileo Ferraris 5) a Venezia. L’iniziativa è organizzata dal Punto di Contatto Nazionale LIFE del Ministero dell’Ambiente per favorire l’attivazione di opportuni canali di comunicazione e di una rete di contatti per affrontare in modo condiviso la sfida del miglioramento e della tutela dell’ambiente marino e costiero. Sempre nella sala conferenze Padiglio Expo Venice,  mercoledì 21 ottobre si terrà la “Conferenza finale del progetto Life WStore2” a partire dalle ore 9,00, in cui saranno resi noti i risultati del progetto “Reconciling agriculture with environment through a new water governance in coastal and saline areas”. La Conferenza finale del progetto WSTORE2 (www.wstore2.eu), cui parteciperanno in mattinata anche l’Assessore Regionale, Giuseppe Pan, e il Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, Giuseppe Nezzo, rappresenta un momento di condivisione con i principali portatori di interesse ma anche con un pubblico più ampio, dei risultati conseguiti nel corso dei tre anni di lavori e attività dedicati alla realizzazione di un sistema innovativo di gestione delle acque piovane per garantire la conservazione dell’ambiente e delle attività economiche nelle zone costiere minacciate dal cambiamento climatico.

Le opere sono state realizzate nell’azienda pilota e dimostrativa “Vallevecchia” (Caorle – VE) di Veneto Agricoltura e consistono in: a) un sistema decisionale automatico per la gestione delle acque piovane che, in tempo reale, in seguito alla variazione dei parametri chimico fisici delle acque della rete di scolo e del suolo (in particolare la conducibilità elettrica che è correlata al contenuto dei sali) consente l’accumulo in un bacino di acqua di qualità (ridotto contenuto di sali); b) un sistema di distribuzione dell’acqua immagazzinata che consente l’apporto di acque dolci alle zone non coltivate e la irrigazione efficiente di parte significativa dei terreni coltivati. A questi sistemi è stato associato un sistema di coltivazione ottimizzato in funzione delle caratteristiche qualitative e quantitative dell’acqua immagazzinata nel bacino. In particolare, saranno illustrate le soluzioni idrauliche e tecnologiche adottate e le modalità seguite per effettuare il monitoraggio della qualità delle acque, ambientale, faunistico e socio-economico nonché l’impatto della nuova gestione delle acque sull’area. Maggiori Info: tel. 049.8293920; e-mail: divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org;

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Il tema del riuso al centro di “Impatto 2.0”, evento internazionale di arte contemporanea in corso fino all’1 novembre 2015 a Este (Pd)

Riccio

L’arte del riciclo valorizza il contesto urbano. Allestimento dell’opera di street art del’artista portoghese Bordalo II nell’ex deposito delle Corriere Sita di Este

(di Marina Meneguzzi) E’ una mostra che guarda all’interazione con il visitatore, dunque 2.0. Non solo. E’ una mostra dal forte richiamo ambientale, che rimanda idealmente al pacchetto clima energia “20-20-20” varato dall’Unione Europea (ridurre emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, portare al 20% il risparmio energetico, il tutto entro il 2020). Ancora, è una mostra che ricorda, attraverso la scelta delle opere, il legame ventennale con il territorio di un’azienda di servizi ambientali pubblico-privata che ha messo al centro della propria attività il valore del riciclo. Ultimo ma non meno importante, è una mostra  che espone opere di arte contemporanea d’importanza internazionale. E’ tutto questo “Impatto 2.0“, esposizione che mette in scena sino a martedì 1 novembre 2015 nella bella città murata di Este, in provincia di Padova, un percorso itinerante dell’arte del ‘900 al contemporaneo.

Relatori

da sx Natalino Furlan, Lisa Celeghin, Giancarlo Piva e Ilaria Magni alla conferenza stampa di presentazione dell’evento nelle sale della Provincia di Padova

Gestione del rifiuto come risorsa. L’evento è promosso da SESA SpA (Società Estense Servizi Ambientali) per celebrare il ventennale dalla sua fondazione con l’intento di veicolare e condividere con la collettività, attraverso l’arte, i valori di innovazione, sostenibilità e attenzione verso l’ambiente che da sempre animano l’azienda, detenuta per il 51% dal comune di Este e per il restante 49% di proprietà privata. “E’ un evento di ampio respiro, che coniuga l’etica all’estetica e valorizza la nostra grande sinergia con il territorio – ha detto Natalino Furlan, presidente di SESA, nella conferenza stampa di presentazione della mostra, avvenuta nelle sale della Provincia di Padova. “Negli anni, le amministrazioni comunali che si sono avvicendate ad Este hanno sempre rifiutato l’incenerimento e creduto nella filosofia del riciclo e del riuso, nonché nella gestione virtuosa del rifiuto, visto come fonte di risorse”, ha aggiunto Giancarlo Piva, sindaco di Este. “L’azienda oggi ha impianti d’eccellenza che gestiscono 350 mila tonnellate di rifiuto umido l’anno, da cui si ottiene il biogas utilizzato attraverso un impianto di teleriscaldamento per dare calore sia a industrie che a cittadini. Tutto ciò ha condotto all’eliminazione di circa 400 caldaie dal territorio, con conseguente notevole diminuzione di CO2 nell’ambiente. Prossimo obiettivo di SESA è ottenere biometano dal compostaggio dei rifiuti“, ha concluso Piva.

Museo Atestino 1

Impatto 2,0, Museo Nazionale Atestino, Welded Tubas, 1990, Arman (collezione Carlo Palli)

Anche i reperti archeologici sono oggetti che vivono una seconda vita. “L’arte contemporanea deve farsi carico delle problematiche del vivere quotidiano e, dunque, i temi proposti dalle opere in mostra riguardano il delicato rapporto uomo-ambiente, la condizione critica del quotidiano, l’eccessivo prelievo di beni primari, l’accumulo di beni di consumo, la possibilità di reinterpretazione e riuso dei materiali a fine vita“, ha spiegato Lisa Celeghin, consigliere di SESA, ideatrice e curatrice della mostra. “La mostra è un progetto importante che non si limita a mostrare della bella arte del Novecento ma che veicola dei messaggi, dei valori che devono essere tramandati alle nuove generazioni“, ha detto Ilaria Magni, che ha collaborato alla realizzazione dell’evento.  “L’esposizione rappresenta un felice dialogo tra l’antico e il moderno“,  ha dichiarato Giovanna Gambacurta, da gennaio 2015 direttore del Museo Nazionale Atestino. Che ha rivelato ai presenti come il  tema del riuso evocato da “Impatto 2.0” sia strettamente collegato all’archeologia, visto che molti oggetti esposti oggi nei musei sono stati recuperati nei luoghi in cui, al tempo, si abbandonava la spazzatura.

Museo Atestino 2

Impatto 2.0, Museo Nazionale Atestino, “Quando riflette il sole esprimi un desiderio”, 1973/1990, Yoko Ono (collezione Carlo Palli)

Il progetto artistico interessa più sedi all’interno della storica città di Este. Nel Museo Nazionale Atestino, che per tutto il periodo di “Impatto 2.0” ha ridotto l’ingresso a 2 euro su esibizione di una cartolina che si può ritirare gratuitamente presso l’ex Pescheria Vecchia e l’ex Chiesa di san Rocco, nell’ambito delle “Poetiche dell’oggetto nel Novecento“, espone opere di Arman, Lapo Binazzi, César, Gérard Deschamps, Giuseppe Chiari, Mario Schifano, Daniel Spoerri, Yoko Ono e Wolf Vostell, artisti che a partire dal secolo scorso hanno segnato la storia dell’arte in Europa attraverso il reimpiego di materiali poveri, di scarto o di uso quotidiano, qui posti in relazione con gli oggetti d’uso dell’Età Paleoveneta.

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Impatto 2.0, ex Chiesa san Rocco Este, “Water Harps”, installazione sonora di Riccardo Casagrande

Nell’ex Chiesa di San Rocco,  nell’ambito de “L’oggetto inutile“, è allestita una raccolta di opere di arte e di design sul tema dell’uso e del riuso dell’oggetto quotidiano, realizzate da dieci artisti nazionali e internazionali: Riccardo Casagrande, Eleonora Cumer, Amelia Lamberto, Vittoria Lapolla, Stefano Moras, Stefano Pilato, Dario Tironi, Amos Torresin, Thomas Scalco, Studio Verissimo. Ingresso libero.

Ex Pescheria vecchia 1

Impatto 2.0, ex Pescheria Vecchia Este, “Critici Ostinati Ritmici”, 2010, Roberto Pugliese

Nell’ex Pescheria Vecchia, nell’ambito de “L’uomo e l’ambiente“, sono esposte le opere di Maria Rebecca Ballestra, Giovanni Canova, Gianluca Capozzi, Manuel Frara, Federico Gori, Tomaso Marcolla, Margherita Morgantin, Giovanni Ozzola, Donato Piccolo, Roberto Pugliese, Andrea Rimondo, Nicola Toffolini, artisti del panorama artistico nazionale e internazionale che testimoniano la relazione uomo-natura, la sostenibilità ambientale anche attraverso le nuove tecnologie, e il rapporto con il rifiuto attravero opere contemporanee dal linguaggio concettuale. Ingresso libero.

Lo street artist Bordalo II autore della scultura "Riccio", simbolo del Parco Colli Euganei, trasforma l'ex Deposito Corriere Sita di Este.

Lo street artist Bordalo II all’opera nella realizzazione della scultura “Riccio”, simbolo del Parco Colli Euganei, nell’ex Deposito Corriere Sita di Este.

Nel piazzale dell’ex deposito Corriere Sita, nell’ambito de “L’arte del riciclo valorizza il contesto urbano“, lo street artist portoghese Bordalo II è stato invitato a realizzare una scultura monumentale che rimarrà in permanenza a beneficio della collettività come testimonianza dell’attenzione verso il riutilizzo consapevole dei rifiuti.

Possibilità di visite guidate su prenotazione, maggiori info cell. 348-4013707

 

 

 

All’incontro “Geografie del cibo” a Padova, Romano Prodi ammonisce: “I prossimi conflitti saranno per l’acqua!”

acqua3Lo scorso 2 ottobre si è tenuto nell’Aula Magna di Palazzo Bo a Padova, il seminario “Geografie del cibo: processi migratori e trasformazioni geopolitiche in Europa“, organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia – Ufficio di Milano e dall’Università degli Studi di Padova.

Biocarburanti: con il grano necessario a riempire il serbatoio di un suv, si potrebbero nutrire 2 persone per un anno. Tra i relatori, c’era Romano Prodi, già inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahel ed ex Presidente della Commissione europea, intervenuto sul ruolo giocato dal cibo e dall’acqua negli anni a venire. “”Nel mondo siamo 7 miliardi di persone, tra queste, oltre 800 milioni non hanno cibo a sufficienza“, ha detto Prodi. Che ha aggiunto: “L’agricoltura non riesce a far fronte alla domanda per minore fertilità della terra, senza contare che una vasta quantità di terreno viene impiegata per produrre biocarburanti; a questo proposito, si pensi che, con il grano necessario a riempire un serbatoio di un suv, si potrebbero nutrire due persone per un anno. Non bastasse, un terzo del cibo prodotto finisce nell’immondizia. E’ fondamentale sprecare meno, produrre di più e meglio nonché valorizzare l’acqua, perché quella dolce è appena il 2,5% –  di cui appena l’0,008% potabile -, e di questa il 70% viene impiegata in agricoltura: i prossimi conflitti, che lo crediate o no, saranno per l’acqua!”.  

 

Ambiente. La Giunta del Veneto dimezza il canone per l’estrazione dei materiali inerti

Gianpaolo BottacinLa Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin (nella foto a sinistra), ha approvato la delibera che dimezza i canoni per l’estrazione degli inerti. “Ultimamente abbiamo assistito a una decisa contrazione della domanda di inerti in conseguenza della crisi del settore edile – spiega l’assessore Bottacin- che ha comportato un notevole abbassamento del valore del materiale estratto, oltre che una diminuzione dell’interesse di soggetti esterni ad intervenire in ambito fluviale per la rimozione del materiale inerte”.

In vigore da gennaio 2016. “Ho inteso pertanto proporre, con effetto dal 1 gennaio 2016, una riduzione del canone del 50% nella convinzione non solo di rilanciare un importante settore della nostra economia regionale, ma in primo luogo di agevolare la realizzazione di una serie di interventi di sicurezza idraulica dei corsi d’acqua che, stante la situazione, avrebbero potuto rischiare di essere fermati o quanto meno ritardati”. “Il nostro intervento non è fine a se stesso – conclude l’assessore-, ma va letto all’interno di un programma specifico che questa amministrazione intende portare avanti per migliorare la sicurezza idraulica dei corsi d’acqua e mitigare il rischio idrogeologico”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

1-4 ottobre 2015, a Ponte San Nicolò (Pd), c’è il Festival della lentezza. Tra i temi trattati, spazi verdi come luoghi di aggregazione e valorizzazione delle biodifferenze.

locandinaA3_2(di Marina Meneguzzi) Da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2015 si tiene a Ponte San Nicolò, in provincia di Padova, il Festival della lentezza, evento biennale giunto nel 2015 alla sua quarta edizione e organizzato dall’Associazione di promozione sociale “Vite in viaggio”di Polverara (PD).

I due temi centrali attorno ai quali ruota l’edizione 2015 sono il femminile e il ruolo e l’importanza degli spazi verdi come luoghi di aggregazione e valorizzazione delle biodifferenze. Riguardo al tema “green”, saranno proposte delle camminate e delle attività di conoscenza del territorio, ci saranno un laboratorio di “orti fuori suolo” e una tavola rotonda in cui sarà presentata una ricerca sulla percezione del verde a Padova e propedeutica alla stesura del documento verso la “rete dei parchi” di Padova e provincia (programma completo a questo link.

Francesca Panizzolo con la sua cagnetta Luna

Francesca Panizzolo con la sua piccola grande amica Luna

Un modo per riflettere e confrontarsi. A parlarci in modo più diffuso della manifestazione, è Francesca Panizzolo, 36 anni, felicemente sposata con Marco, laureata in Economia del Turismo, grande appassionata della natura e..lettrice del nostro sito. La sua grande aspirazione è quella di organizzare e promuovere forme di turismo o di vita slow che portino ad una valorizzazione del territorio. Per questo collabora a I.TA.CA’, Festival del Turismo Responsabile e fa parte dell’associazione Vite in Viaggio, “un gruppo di amici – spiega Francesca – che organizza alcuni eventi tra cui il Festival“. “Sono emozionata ed entusiasta nel parlarvi del Festival – racconta Francesca – perché é una manifestazione che rispecchia molti valori in cui credo, tra cui il guardare il mondo con occhi diversi per affrontare con consapevolezza le scelte. Molto spesso, infatti, osservo la scontentezza nelle persone e mi verrebbe voglia di scuoterle dalla loro apatia, mostrandogli quante cose belle ci circondano, senza andare troppo lontano. Ricordo sempre una frase di Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi“. Ecco, questo è il significato per me del Festival della Lentezza!  Un momento che ognuno di noi si ricava per riflettere, confrontarsi riguardo a temi importanti”.

In evidenza, alcuni appuntamenti. “Tra questi – continua Francesca – c‘è la solidarietà, la relazione con l’altro, tema che verrà approfondito giovedì 1 ottobre con il teologo Vito Mancuso, la montagna, luogo di silenzio, di pace e di grande riflessione, che sarà presentata venerdì 2 ottobre da Annalisa Fioretti, medico, mamma e alpinista che racconterà dei suoi viaggi in Nepal. Approfondiremo il tema della legalità nell’incontro “donne e mafie” sabato 3 ottobre, tra i vari ospiti c’è anche l’onorevole Rosy Bindi, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia; e poi, ancora, parleremo di biodiversità in agricoltura e come stile di vita, con la proiezioni sabato 3 ottobre dal documentario Bioresistenza di Guido Turus per culminare con lo Slow Day domenica 4 ottobre, giornata dedicata al rilassamento, alla meditazione, allo stare all’aria aperta, alle passeggiate, alle incursioni musicali, con la possibilità di partecipare anche a “un Caffè Filosofico” e a discussioni partecipate. Si terminerà con la proiezione di “Unlearning”, racconto di un viaggio di una coppia con una bambina piccola in giro per aziende agricole, eco-villaggi e varie famiglie itineranti”.

Trasmettere alle nuove generazioni un’altra visione del mondo. “Il Festival – conclude Francesca – vuole essere un momento di pausa dal caos e dalla velocità quotidiana, il fermarsi che ti permette di vedere una vita migliore e non solo quella monotona e grigia del quotidiano, è sapersi godere le piccole cose di ogni giorno. La nostra aspirazione come Associazione Vite in Viaggio è quella di trasmettere questa passione anche alle nuove generazioni, aiutandole a fare scelte consapevoli“.

Il Fagiano di Monte ritrova casa nella foresta di Giazza (Vr)

fagiano di monte

foto veronabirdwatching.org

Come salvaguardare e incrementare la presenza del fagiano di monte nella Foresta di Giazza? Ci ha pensato il Centro Forestale di Verona di Veneto Agricoltura che con un progetto ad hoc ha ricreato in Val Fraselle in Lessinia, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza (nei Comuni di Selva di Progno e Crespadoro), degli ambienti idonei a questa specie su formazioni a mugo assai povere in nicchie ecologiche ed in biodiversità.

In pratica. I tecnici di Veneto Agricoltura hanno ripristinato nella foresta delle aree adatte alla nidificazione e riproduzione del Tetrao tetrix (il cui nome comune è fagiano di monte o gallo forcello) riducendo tramite taglio le formazioni eccessivamente dense di mugheta e determinando cosi l’aumento di superfici erbacee e arbustive più idonee alla specie. Con il taglio localizzato del mugo sono state realizzate delle buche irregolari, che riproducono un habitat idoneo per il tetraonide, e creato dei collegamenti spaziali con le altre aree aperte aumentandone così le potenzialità faunistiche dell’intero complesso della Val Fraselle. In questo modo si avvantaggiano infatti non solo le covate di fagiano di monte, che qui trovano nuovi spazi idonei come alimentazione e rifugio, ma anche il resto della fauna alpina in quanto aumenta sensibilmente la biodiversità e la rete di nicchie ecologiche faunistiche tra esse collegate. “Con questo taglio a macchie – ha ricordato Michele Bottazzo di Veneto Agricoltura – ci si attende un rapido e dinamico riscoppio di vegetazione erbacea e arbustiva diversa a discapito del mugo e quindi un sensibile aumento delle potenzialità per questa specie. I costanti monitoraggi che l’Azienda regionale effettua da molti anni aiuteranno a valutare l’efficacia dell’intervento, ma già a distanza di poco tempo si sono osservate maggiori frequentazioni della specie su questi spazi”.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Clima: il Patto dei Sindaci punta al -40% di CO2 entro il 2030

gas serraMentre i Governi del Pianeta si arrovellano in difficili negoziati in vista della Conferenza ONU sul Clima in programma a Parigi nel prossimo mese di dicembre, città ed enti locali di 42 Paesi si sono già dati da fare: in 6.000, di cui oltre 3.000 in Italia, hanno aderito al primo “Patto dei Sindaci”, un’iniziativa partita in tutta l’Unione nel 2008 con l’impegno di andare oltre l’obiettivo di ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020 fissato dall’UE.

Il record assoluto in termini di firmatari lo conquistano gli italiani (3.550), seguiti a grande distanza dagli spagnoli (1.455) e belgi (245). Il risultato di questa maxi-mobilitazione è che 126 milioni di cittadini europei, cioè un quarto della popolazione dell’UE, vive in centri urbani che hanno messo a punto un piano d’azione per l’energia sostenibile, con interventi che vanno da trasporti più sostenibili a un maggiore uso di energia verde, fino a edifici più efficienti nei consumi energetici. Il principio di base dell’iniziativa è quello di coinvolgere più Enti Locali possibili, senza stilare pagelle di buoni e cattivi. “Non bisogna fare una classifica fra le città firmatarie del Patto dei Sindaci – spiega Frèdèric Boyer, a capo della struttura – in quanto tutte le città sono dei campioni, a modo loro, perché entrano in campo quando le nazioni falliscono, assumendosi l’impegno di target ambiziosi su base volontaria. Questa è la vera forza del Patto dei Sindaci”.

Un taglio che vale 189 milioni di tonnellate di CO2. Gli sforzi congiunti raccolti finora promettono di incassare un taglio di 189 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2020, più di quelle prodotte oggi dal Belgio e Lussemburgo, il che equivale ad un target del 28% di riduzione di CO2, ben oltre gli obiettivi fissati dall’UE. In campo, almeno sulla carta, figurano grandi capitali a partire da Londra, Berlino e Madrid, seguite da Roma, Parigi e Budapest, oltre a Milano, Napoli e Bologna. Le pioniere però sono sempre le città “nordiche”, come Stoccolma e Copenaghen, senza dimenticare Bristol, Capitale Verde europea per il 2015. Copenaghen lavora per essere la prima capitale mondiale a emissioni zero nel 2025, 25 anni prima rispetto all’obiettivo fissato dal Governo danese. Il piano di Stoccolma prevede un taglio del 45% della CO2 entro il 2020, quello di Bristol del 40%. In Italia i leader sono i tanti piccoli Comuni, con la Sardegna in pole: Arzana, Seulo e Villanova Tulo nel 2020 saranno verdi al 100%.

Fonte: Europe Direct Veneto

Oggi ad Expo, la stampa specializzata, tra cui UNAGA, presenta il Memorandum d’intesa sulla corretta informazione agroalimentare

Mimmo Vita presidente UNAGA

Mimmo Vita, presidente UNAGA

Favorire la conoscenza e l’approfondimento dei contenuti presentati a Expo 2015 promuovendo e valorizzando le eccellenze alimentari, gastronomiche, turistiche e ambientali dei territori, fare informazione in modo corretto impegnandosi a denunciare le distorsioni che minacciano il sistema come le alterazioni alimentari, le contraffazioni, le truffe, con particolare riferimento all’Italian Sounding. Sono questi gli obiettivi che si propone il Memorandum d’intesa sulla corretta informazione agroalimentare che i giornalisti del settore agroambiente e food presentano oggi, lunedì 21 settembre, in Expo, alle ore 14, presso il ‘Lounge Mipaaf’ (Cardo sud est, primo piano, lato opposto a Pianeta Lombardia).

I partecipanti. Saranno presenti l’assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese di Regione Lombardia Fabrizio Sala, Cesare Vaciago, Direttore Territori e Contenuti Padiglione Italia Expo 2015, Mimmo Vita, presidente UNAGA, di cui ARGAV fa parte, e Jef Verhaeren, presidente ENAJ (European Network of Agricultural Journalists).All’incontro parteciperanno anche il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Paolo Pirovano, una delegazione di giornalisti europei in rappresentanza di Enaj, il presidente e i soci di Arga Lombardia Liguria, associazione di giornalisti agroambiente e food aderente a Unaga.

Gli impegni. Con l’adesione a questo Memorandum chi fa informazione si impegna a considerare il cibo come un patrimonio culturale e in quanto tale a difenderlo da contraffazioni e frodi, proteggerlo da inganni e politiche commerciali scorrette, valorizzarne origine e originalità con processi normativi trasparenti, organizzare momenti formativi per la stampa specializzata in modo possa disporre di elementi certi e aggiornati su dinamiche e criticità del sistema agroalimentare e nella produzione di alimenti.
Il documento che sarà illustrato contiene richiami all’Enciclica di Papa Francesco ‘Laudato sì’, alla ‘Carta di Milano‘ e alla ‘Carta di Milano dei bambini‘.

Il contributo di Unaga e Arga Lombardia Liguria. Il Memorandum concretizza gli impegni assunti in occasione di Expo da Regione Lombardia (assessorati all’Agricoltura e alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese), Padiglione Italia Expo 2015 e Unaga (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili – Gruppo di specializzazione della FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana) nel Protocollo d’intesa siglato a Palazzo Lombardia lo scorso 1 aprile. In perfetta sintonia con la missione che si è data Arga Lombardia Liguria, i giornalisti che aderiscono al Memorandum si impegnano anche a rendere protagonista di articoli e servizi la grande varietà di sistemi alimentari agricoli e di piccola scala che continua a nutrire la maggior parte della popolazione mondiale, utilizzando una porzione ridotta del territorio e dell’acqua e producendo meno rifiuti, sia in piccoli appezzamenti agricoli e orti, sia nella caccia e nella raccolta di prodotti boschivi, sia nella pesca artigianale.

Lotta agli sprechi. Recependo inoltre la ‘Carta di Milano dei bambini’, chi fa informazione in questo specifico settore si impegna a sensibilizzare i lettori riguardo all’esigenza di fare in modo che ci sia acqua buona per tutti e a usarne solo la giusta quantità, senza sprecarla, perché nessuno dovrebbe soffrire mai la sete, a usare un oggetto più di una volta, fino a quando non è davvero da buttare, a riciclare, cioè fare la raccolta differenziata per trasformare ciò che buttiamo in qualcosa di nuovo. In questo quadro diventa fondamentale anche il dialogo con il mondo della scuola per contribuire a diffondere, a scuola e in famiglia, le regole per un’alimentazione buona, giusta nella quantità e che faccia bene alla salute oltre a intraprendere azioni volte a informare e educare chi prepara i pasti per i bambini riguardo al fatto che è importante mangiare sano, rispettando il valore del cibo e dello stare insieme a tavola, a casa come a scuola.

Clima come bene comune. Tra i temi sviluppati dal Santo Padre nell’Enciclica, il Memorandum fa propri quelli relativi all’utilizzo delle energie rinnovabili e, più in generale, a considerare il clima come bene comune, argomento al centro del vertice internazionale di Parigi. Dal 30 novembre all’11 dicembre è infatti in programma la Conferenza delle Parti (COP 21) sui cambiamenti climatici che vedrà la partecipazione di 60 Paesi e rappresenta una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020 (tra i quali anche quello di raccogliere finanziamenti per più di 100 miliardi di dollari collettivi).

Fonte: Unaga

Ambiente. 16-22 settembre 2015, la Settimana Europea della Mobilità sostenibile promuove il mix “Scegli, cambia, combina” per il trasporto urbano

biciSi svolgerà dal 16 al 22 settembre 2015 la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, che quest’anno sarà caratterizzata dalla “fusione” con un’altra iniziativa promossa dalla Commissione Europea e inerente il tema della mobilità sostenibile: la campagna Do The Right Mix.

L’obiettivo alla base di tale scelta è l’ampliamento del format della Settimana della Mobilità con attività realizzate nel corso di tutto l’anno, oltre alla creazione di un’unica piattaforma online per la promozione del trasporto urbano sostenibile in Europa: amministrazioni pubbliche, autorità locali, ONG, gruppi di cittadini, istituzioni pubbliche e private, operatori dei trasporti e aziende avranno tutto l’anno la possibilità di registrare e mettere in mostra le loro iniziative, iscriversi alla Settimana e partecipare ai premi ufficiali previsti, avendo a disposizione best practice, guide e contatti.

Scegli, cambia, combina. Per celebrare la fusione della Settimana della Mobilità con l’iniziativa Do The Right Mix, lo slogan scelto per l’edizione 2015 della European Mobility Week, è “Choose. Change. Combine”. L’idea di fondo è quella di incoraggiare i cittadini europei a un ripensamento della gamma di opzioni di trasporto disponibili, scegliendo il modo giusto per spostarsi, e invitandoli a combinare tra loro i differenti mezzi di trasporto.

Fonte: Europe Direct Venezia

 

Ambiente. 600 mila macchine irroratrici da adeguare entro novembre 2016 per un uso razionale degli agrofarmaci. La nuova legge e le soluzioni il 25 settembre nel workshop a Macfrut de L’Informatore Agrario.

macchine irroratriciItalia tra i primi Paesi in Europa per l’utilizzo di agrofarmaci e fitofarmaci in difesa di frutteti e vigneti, con un totale di circa 120.000 tonnellate di prodotti distribuiti in campagna nel 2013 come parametro di riferimento. Con l’entrata in vigore a febbraio 2014 del Piano di Azione Nazionale che recepisce la direttiva 2009/128/Ce la nuova parola d’ordine è “uso sostenibile” che introdurrà importanti novità e soluzioni a partire dalle macchine irroratrici, spesso ritenute responsabili di disperdere nell’ambiente più di metà del prodotto. È uno degli argomenti chiave di cui si parlerà a Macfrut, al centro del workshop gratuito su questo tema organizzato da L’Informatore Agrario venerdì 25 settembre alle 13.45, nella Sala Workshop del padiglione D5 di Rimini Fiere.

La tendenza a una razionalizzazione in chiave ambientale è già iniziata, a piccoli passi. Nel 2007 nel nostro Paese il consumo di prodotti fitosanitari superava le 150.000 tonnellate, una cifra ancora molto rilevante e ancora oggi non è raro vedere “nuvole” di agrofarmaci che si alzano nei campi durante i trattamenti. Oggi, prendendo a riferimento il Nord Est, in un anno si effettuano dai 15, sui vigneti, ai 25 interventi, sui meli, numeri che aumentano nelle stagioni piovose. E se l’estate 2015, in questo senso, è stata “fortunatamente” siccitosa, nel 2014 tra aprile e agosto il meteo ha spesso imposto azioni di difesa a distanza di meno di dieci giorni per tutelare qualità e salubrità delle produzioni agricole.

Nuove importanti prospettive nascono da un utilizzo sempre più responsabile delle macchine irroratrici che se, impiegate correttamente, possono arrivare a distribuire meglio il prodotto dove serve e consentire risparmi economici oltre che benefici per l’ambiente. La nuova legge in questo senso obbliga al buon senso: entro novembre 2016 gli agricoltori dovranno effettuare periodicamente in centri autorizzati una sorta di “tagliando” per il buon funzionamento e la taratura delle macchine in circolazione in modo da limitare le perdite per deriva fino al 90%, in particolare nelle zone vicine ad abitazioni o ad aree urbanizzate.

Il lavoro è lento e solo agli inizi. “In Italia si stimano circa 600.000 macchine irroratrici,  l’adeguamento raggiunge nei casi migliori solo il 10%, sono in molti a procrastinare fino all’ultimo” ci spiega Cristiano Baldoin, del Tesaf (Territorio e Ambiente Agro-forestale) dell’Università di Padova. Manca una adeguata sensibilità soprattutto sui vantaggi che la legge offre, aspetti che vengono approfonditi oggi da una formazione ad hoc per chi deve ottenere il patentino per guidare le irroratrici”. In particolare nel workshop a Macfrut verrà fatta luce su come migliorare l’efficienza di queste macchine con una adeguata regolazione finalizzata a erogare i prodotti in modo mirato e razionale, che andrà a vantaggio di ambiente e bilancio degli agricoltori.

Fonte: Servizio Stampa L’Informatore Agrario