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11 gennaio, i soci Argav visitano il Presepio artistico di Segusino (Treviso) dedicato al tema della denatalità (Culle vuote, cucce piene)

Natività Presepio Segusino 2021Sabato 11 gennaio i soci Argav saranno a Segusino (Treviso) per la tradizionale visita al Presepio artistico, quest’anno dedicato al tema della denatalità (“Culle vuote, cucce piene”).

Dopo aver visto il Presepio, ospiti dell’Associazione Amici del Presepio, si visiterà l’azienda agricola “Al Figher” della segusinese Federica Coppe (28 anni), che produce nel periodo estivo mirtilli, confetture e miele, e l’enoturismo “Tenuta Torre Zecchei”, a Bigolino di Valdobbiadene (Treviso), locale di recente inaugurazione, che dà la possibilità di soggiornare e fare percorsi di degustazioni per scoprire le varietà del Valdobbiadene DOCG e del prosecco DOC abbinati a prodotti locali.

Cogliamo l’occasione per fare ai nostri lettori 
i migliori auguri di felice anno nuovo!

6-8 e 13-15 settembre 2024, ad Asiago si tiene la 12^ edizione di Made in Malga, il festival dei sapori d’alta quota 

Made in malgaMostra mercato dei produttori, masterclass e degustazioni guidate con formaggi abbinati a vini estremi, laboratori artigianali, escursioni in malga, la grande Osteria di montagna con piatti tradizionali a base di formaggio, proiezioni di film a tema: dal 6 all’8 e dal 13 al 15 settembre, torna nelle vie del centro di Asiago (VI) “Made in Malga“, l’evento nazionale dei formaggi di montagna. In contemporanea, nei giardini di piazza Carli, si svolgerà la quarta edizione del Mountain Beer Festival dedicato alle birre artigianali di montagna. La manifestazione prenderà il via al mattino di venerdì 6 settembre, ingresso libero.

Il consiglio è: prenotare per tempo

Asiago e l’Altopiano dei 7 Comuni si stanno preparando per accogliere casari e formaggi in arrivo da tutte le aree agricole montane italiane. Al tempo stesso migliaia di “cheese lovers” stanno organizzando la spedizione per scoprire formaggi e godersi le bellezze e la tranquillità della montagna. Quindi, il consiglio che vi diamo è di prenotare per tempo (anzi da subito!) l’alloggio per avere il tempo di gustare i prodotti e i tanti appuntamenti della manifestazione con calma e relax. Ma, non fatevi ingannare dalla pace e la quiete che troverete nell’Altopiano. Tra i muri delle malghe c’è un’intesa attività produttiva che richiede un costante impegno e molti sacrifici. L’opera viene completata dalle mani sapienti dei casari delle malghe.

Masterclass

Il calendario delle Masterclass propone un ricco ed interessante programma di degustazioni tematiche dei formaggi di montagna più ricercati (Bagòss, Bettelmat, Bitto, Castelmagno, Bleu de Moncenis, Murianeng) abbinati a vini di montagna. L’Asiago Dop in diverse stagionature con i vini del fuoco, formaggi a latte crudo con vini delle Alpi, formaggi del Piemonte con vini di Abbazia europei, formaggi svizzeri con vini delle isole del Mediterraneo, i caprini di Beppe Giovale con le birre di Aleghe, formaggi blue di montagna con vini passiti, i grandi formaggi della Lombardia abbinati a vini estremi italiani e formaggi Principi delle Orobie abbinati alle birre artigianali Pintalpina. Prenotazioni ed il programma completo sono sul sito madeinmalga.it

Gli eventi del Consorzio tutela Asiago Dop

Anche quest’anno il Consorzio ha messo tanto ( buon) formaggio al fuoco con due masterclass: sabato 7 settembre ore 16.30, con “Sapori d’Alpe: Asiago Prodotto della Montagna e Spiriti Estremi”, incontra i distillati alpini evocando emozioni profonde e genuine, forti e decise come i luoghi da cui traggono origine. Dettagli: https://rebrand.ly/20ho2nn Sabato 14 settembre alle ore 16.30, per “L’agricoltura dell’Eroe: Asiago di Montagna e Vini di Fuoco” si esplorano le caratteristiche organolettiche dell’Asiago Prodotto della Montagna in abbinamento con le intriganti note minerali dei vini vulcanici. https://rebrand.ly/kfx3t6c. Tra le novità dell’edizione 2024, anche “Asiago Experience”, 12 eventi dedicati al grande pubblico per conoscere da vicino i protagonisti dell’Asiago Prodotto della Montagna.

Il meglio della salumeria di montagna

Dall’Alto Adige lo speck artigianale, salamini tirolesi, würstel artigianali in varie versioni la bresaola, salumi di cinghiale, cervo e capriolo. La norcineria abruzzese, il Nero dei Nebrodi ed il Nero di Calabria. Ed infine mieli, panificati di montagna, confetture, liquori, aceti balsamici, té e tisane, erbe officinali e cosmetici derivati dall’attività agricola.

Mountain Beer Festival e osteria di montagna

Dedicato alle birre artigianali di montagna, ospiterà 13 birrifici dell’arco alpino italiano. La grande Osteria di montagna, in piazza Carli, proporrà appetitosi piatti tradizionali: gnocchi con le patate di Rotzo preparati da “La Baitina” di Roana, piatti di carne degli allevamenti in Altopiano dell’Agriturismo Gruuntaal, le pizze di Picci Pizza farcite con i prodotti della montagna. Saranno presenti come gli anni scorsi, piatti con i pizzoccheri, bratwurst, tortel di patate, arrosticini, tagliate di pecora di Bracevia e le birre artigianali di montagna. L’Asiago Bistrot sarà gestito dallo Chef Massimo Spallino della Vecchia Stazione di Canove che proporrà gustosi piatti con il formaggio Asiago Fresco e Stagionato.

Organizzatori e sponsor

Made in Malga 2024 è un evento organizzato da Guru Comunicazione con la collaborazione del Comune di Asiago e i mandamenti delle Associazioni di categoria dell’Altopiano Ascom, Coldiretti e Confartigianato. Main Partner Consorzio Tutela Formaggio Asiago e con il supporto degli sponsor: Despar Aspiag service srl, Caseificio Pennar Asiago, Pool Pack (packaging alimentare), BVR Banca, ARA Veneto, Stringhetto (confetture e cioccolato), Caseificio Brazzale, Biomundus (spezie dal mondo) e Latterie Vicentine.

Fonte: Guru comunicazione/Servizio stampa Consorzio tutela Asiago Dop

25 agosto “Luppoleti aperti”, Coldiretti e Consorzio birra italiana promuovono la giornata

Il prossimo 25 agosto 2024 si terrà “Luppoleti aperti”, evento promosso nei birrifici agricoli lungo il territorio nazionale dal Consorzio birra Italiana insieme a Coldiretti che sta rapidamente guadagnando popolarità. Giunto alla sua seconda edizione, l’obiettivo principale è avvicinare il pubblico alla birra da filiera agricola italiana, facendo conoscere i processi di produzione e promuovendo un consumo responsabile.

Durante la giornata i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva

Dalla raccolta del luppolo al taglio della liana, fino alla separazione manuale dei coni. Saranno inoltre organizzate attività di intrattenimento per grandi e piccini, inclusi concerti e spettacoli anche per bambini, con la possibilità di organizzare pic-nic con specialità regionali e birra agricola (maggiori info al sito https://www.consorziobirraitaliana.it/).

In Veneto sono 200 i birrifici artigianali presenti sul territorio regionale

Il 30% dei birrifici veneti è agricolo con una coltivazione in proprio delle principali materie prime come orzo e luppolo. 75 milioni i litri prodotti pari al 13% del totale nazionale con una varietà di gusti legati direttamente ai prodotti agricoli come la birra al radicchio rosso tardivo, al riso, al carciofo. Il comparto coinvolge 1.085 attività e dà lavoro a circa 93.000 addetti, creando un volume di mercato di 9,5 miliardi di euro e un valore pari allo 0,53% del PIL nazionale. La dipendenza dall’estero per i cereali è importante e pesa per il 60% solo per il malto necessario alla produzione. Un successo che è il frutto anche di una normativa regionale, fortemente voluta da Coldiretti Veneto che ha inteso premiare gli agribirrifici in base alla qualità, al metodo di lavorazione ma soprattutto all’origine delle materie prime impiegate. Il provvedimento in questi anni ha favorito anche l’occupazione nel settore degli under 35 riconoscendo questa professione come connessa alla qualifica di imprenditore, creando anche i presupposti del “piccolo birrificio agricolo”.

Cresce il turismo esperienziale

Secondo Coldiretti quasi un viaggiatore su cinque ha visitato un birrificio o partecipato a eventi birrari nell’ultimo anno. Il birraturismo sta diventando quindi di tendenza, con l’abbinamento tra birra e cibo che è l’attività preferita dal 65% degli intervistati. Le birre artigianali, non pastorizzate né microfiltrate, stanno trainando il fenomeno, attirando soprattutto i giovani che cercano qualità. Due terzi dei consumi si concentrano su produzioni nazionali, sostenute dal Consorzio per promuovere l’eccellenza italiana.

Birra agricola al granchio blu

Non mancano anche in questo settore le idee innovative che cercano anche di rispondere alle problematiche più diverse. In quest’ottica è nata da poco la prima birra agricola al granchio blu, un’idea di Alessia Parisatto, agricoltrice di Coldiretti Giovani Impresa (nella foto in alto) che al suo interno ha parecchi ragazzi e ragazze impegnati nella produzione di birra a filiera agricola italiana. Il granchio blu, considerato un flagello soprattutto per la pesca veneta, dopo i tanti impieghi in cucina, è stato trasformato in una risorsa grazie alla creazione di una birra stout di colore marrone molto scuro. Ispirata alla tradizione irlandese della Oyster Stout, questa birra rappresenta una risposta creativa e sostenibile alle sfide ambientali, dimostrando come un problema possa diventare un’opportunità.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Mobilità sostenibile e risparmio sul budget delle vacanze la formula vincente offerta a Vipiteno, in Alto Adige (oltre a relax nella natura, sport e divertimento per i bambini). E l’8 settembre, c’è la sagra dei canederli!

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Chiamatela Vipiteno, dal latino Vipitenum, nome che gli antichi Romani diedero nel 15 a.C. al loro insediamento militare fondato in prossimità dell’attuale località nella vallis Vipitina (Alta valle Isarco, dal fiume omonimo, divenuta in tedesco Wipptal), e ripreso in seguito all’annessione del Tirolo del Sud al Regno d’Italia dopo il Primo conflitto mondiale.

Chiamatela Sterzing, il toponimo tedesco affermatosi intorno al 1200 quando il territorio venne occupato dalla tribù germanica dei Bavari, e legato alla leggenda del pellegrino storpio di nome Störz, simbolo degli antichi ospizi presenti nell’abitato, la cui effige con gruccia e rosario tra le mani campeggia in ogni stemma cittadino sotto le ali dell’aquila tirolese.

Vipiteno o Sterzing che a dir si voglia, la città più a nord d’Italia è da sempre caratterizzata da un grande senso di ospitalità, favorito dalla sua fortunata posizione geografica – incastonata com’è tra le vie che conducono ai valichi -, che l’ha resa storico crocevia tra nord e sud, Mediterraneo, Alpi ed Europa centrale.

I vantaggi dell’active Card

La cittadina (i Vipitenesi però ci tengono a chiamarla città, seppur di montagna, visto che fin dal 1295 i suoi abitanti già pagavano le imposte in qualità di cittadini), conta oltre 7 mila abitanti, ma nel corso dell’anno la zona turistica, che include val di Vizze e Campo di Trens (quest’ultimo comprensivo di 3 paesi, Stilves, Maria Trens e Mules), annovera circa 1.300.000 pernottamenti. A proposito di soggiorno, la grande novità 2024 lanciata dalla cooperativa turistica è l’active Card Vipiteno, valida tutto l’anno e riservata gratuitamente agli ospiti che pernottano in una struttura ricettiva loro socia. La card consente di avere libero accesso ai mezzi pubblici (treni regionali e autobus) in tutta la provincia di Bolzano e agli oltre 90 musei altoatesini nonché di accedere a tanti sconti e agevolazioni (ad esempio, il 20% sul biglietto funivie di Monte Cavallo, Racines e Ladurns). Grazie alla collaborazione con le organizzazioni turistiche di Racines e Monte Cavallo, viene offerto anche un programma settimanale che comprende visite della città, escursioni all’alba sul Monte Cavallo, tour in e-bike, visite alle fattorie, degustazioni, ecc. «Crediamo molto in questo progetto di accoglienza, pensato per incoraggiare gli ospiti a viaggiare in modo sostenibile sfruttando i mezzi pubblici e per offrire loro tante opportunità convenienti di conoscenza delle nostre località, Vipiteno in testa, da cui, praticamente, si può fare tutto a piedi!», spiega Florian Mair, direttore della cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze e Campo di Trens (ulteriori informazioni turistiche www.vipiteno.com, tel. 0472 765325).

Sul Monte Cavallo, la montagna di casa

In effetti, dal centro storico, si può raggiungere in dieci minuti al massimo di passeggiata la funivia di Monte Cavallo. Rinnovata completamente nel 2022, sia nelle cabinovie che nelle stazioni a monte e a valle, consente a tutti gli appassionati di sport all’aperto (scuole sci d’inverno, d’estate noleggio bici e guide escursionistiche) di arrivare in pochi minuti a circa 2.000 metri di quota (ulteriori info www.montecavallo.com, tel. 0472 765521). Sull’altopiano le famiglie troveranno il «Rossy Park» (dalla mascotte equina Rossy) con giochi e animali  – tra cui alpaca e lama – e la nuova «Rossy walk» (percorso avventura di 3,3 chilometri con giochi didattici) che faranno la felicità dei ragazzi. Ci sono inoltre 11 baite con ristoro, come ad esempio la malga Jörgnerkaser (tel.333 2259558), uno dei tre caseifici tradizionali del piccolo villaggio di montagna Valmigna, dove si può gustare pane con burro e formaggi freschi di giornata, tra cui il graukäse, ovvero il formaggio grigio, realizzato con il latte avanzato dalla produzione del burro, e ancora tirtlen (frittelle) servite con crauti, da provare anche nella versione dolce con semi di papavero. Sul Köpfl, la cima del Monte Cavallo, si può godere di un’ampia vista panoramica che spazia dalle Alpi della Zillertal, alle Dolomiti, alle Alpi Sarentine fino alle Alpi dello Stubai. Ci sono pure un’altalena panoramica e la campana dei desideri da far risuonare a ogni pensiero espresso. Numerose le possibilità di escursioni e itinerari alpinistici, dalla semplice passeggiata rilassante fino alle vie più impegnative. Da non perdere poi l’esperienza adrenalinica – e in tutta sicurezza – del Panorama Mountain Coaster, il bob su rotaia (foto in alto) per tutta la famiglia che corre sulle ampie praterie in quota (lunghezza circa 1.303 metri con un dislivello di 273,7 metri, pendenza media in discesa 21% circa e velocità 40 km/h al massimo). D’inverno, invece, oltre allo sci da discesa e di fondo, si può scendere in slitta lungo i 10 chilometri di pista illuminata che dalla montagna porta a valle.

Arte e cultura in uno dei borghi più belli d’Italia

Vipiteno combina diversi elementi che caratterizzano la vacanza ideale in montagna: esplorazione delle vette, sport all’aperto, cultura e divertimento lungo le vie del centro, dominato dalla Torre delle Dodici (1468-1472). Simbolo della cittadina, la torre è stata costruita per sorvegliare l’abitato da nemici e incendi e deriva il nome dai rintocchi della sua campana che avvisavano gli abitanti della pausa di mezzogiorno. Alta 46 metri, sorge sulla porta d’entrata che divide la Città vecchia dalla Città nuova, entrambe zone pedonali, ed è visitabile tra fine novembre e inizio gennaio in occasione dell’allestimento del mercatino natalizio cittadino e in estate durante la festa delle lanterne (nelle serate di mercoledì 7 e 21 agosto 2024).

La Città vecchia è composta dal borgo originario con edifici caratterizzati da bovindi, pergole e archi un tempo occupati da botteghe e artigiani, oggi da ristoranti, dove si possono gustare pietanze tipiche, e negozi. Qui, in piazza Città, dove peraltro ogni venerdì si tiene il mercato dei contadini dell’Alta Val Venosta, c’è la magnifica chiesa di S. Spirito (1399), una delle chiese gotiche meglio conservate di tutto l’Alto Adige e che, nel Medioevo, apparteneva alla struttura ospitale che dava vitto e alloggio a forestiere e pellegrini, in cui oggi sono ospitati anche gli uffici di informazione turistica, da cui partono, da maggio a ottobre, ogni venerdì alle ore 16, le visite guidate della città di un’ora circa. Gli affreschi presenti nella chiesa (foto in alto), che risalgono al primo decennio del Quattrocento e sono opera del maestro Johannes di Brunico, restaurati verso la fine degli anni Ottanta del secolo scorso, sono fortemente influenzati dalle opere di Giotto e ricordano lo stile della Cappella degli Scrovegni a Padova. Purtroppo, da agosto 2024, la chiesa sarà chiusa per degli interventi architettonici interni, per cui non sarà visitabile per alcuni mesi.

La Città nuova è la parte più caratteristica e celebrata della città, ed è una delle più belle strade di tutto il Tirolo storico. Incendiata parzialmente nel 1443, venne ricostruita in sintonia con il prestigio economico raggiunto al tempo dai cittadini grazie alla presenza delle miniere di argento di Monteneve Ridanna, che sono rimaste attive, pensate, sino al 1985. Le case dai colori vivaci e con le preziose insegne medievali in ferro battuto dei mestieri, che oggi ospitano negozi, hotel e raffinati ristoranti con enoteca, ne testimoniano la vocazione commerciale e la grande ricchezza del tempo. A metà della Città nuova si trova il Palazzo comunale: costruito tra il 1468 ed il 1473, è considerato il gioiello dei palazzi civici del Tirolo, e il consiglio comunale si riunisce ancor oggi nella splendida sala gotica rivestita in legno (nella foto in alto, visitabile durante gli orari di apertura del municipio).

Tra le manifestazioni più attese che animano il centro storico a settembre c’è la sagra dei canaderli (quest’anno cade domenica 8), organizzata dalla cooperativa turistica insieme ai ristoratori del territorio, e che vede l’allestimento di una tavolata di 400 metri lungo il centro storico (nella foto a sx), in cui saranno servite oltre 70 varianti dei tradizionali “gnocchi di pane”, da quelli più tradizionali allo speck a quelli più raffinati al fegato o quelli stagionali ai funghi fino a quelli dolci. Situata un po’ al di fuori del centro cittadino, all’uscita sud della città, si trova invece l’imponente parrocchiale di Nostra Signora della Palude (XIV secolo, più volte rimaneggiata fino al XVIII secolo).

In val di Vizze e Campo di Trens

Naturalmente ci sono da esplorare anche i dintorni di Vipiteno. A Campo di Trens, tutta la famiglia può percorrere il nuovo sentiero delle api (ca. 2 km), con postazioni didattiche utili a informare bimbi e adulti sulla vita di questo prezioso insetto, oppure inforcare la bicicletta e percorrere dei tratti della pista ciclabile Venezia-Monaco. C’è poi da vedere il santuario di Maria Trens (XV secolo), meta costante di pellegrinaggi, e Castel Tasso (1104), uno dei manieri medievali meglio conservati di tutto l’Alto Adige (foto in alto) di proprietà dall’Ottocento della famiglia Thurn und Taxis, i fondatori del servizio postale nei territori tedeschi. Nella struttura, oggi gestita da una coppia di giovani, che hanno approntato anche una modalità di visita con Qr code scaricabile dal cellulare, si possono vedere diversi locali con arredi d’epoca (ulteriori info tel. 339 2643752). A Campo di Trens c’è anche Castel Pietra, (prima metà del Duecento), di proprietà privata, per cui non visitabile, ma le cui mura e la torre rotonda si possono scorgere dal ristorante Sprechenstein, in origine il maso del castello, oggi deliziosa locanda gestita da Soufien Kasmi che propone piatti a base di prodotti locali di qualità preparati in chiave innovativa. Anche la val di Vizze (1.500 metri di altitudine) offre numerose possibilità escursionistiche, con tour da facili (vedi il nuovo percorso dei funghi, lungo circa 1 km, adatto a tutta la famiglia) a difficili, anche in alta montagna (Gran Pilastro 3.510 metri), con la possibilità ad Avenes di percorrere la nuova via ferrata Olberg (difficoltà media, 500 metri di lunghezza in arrampicata, 230 metri di altitudine, 3 ore in tutto con discesa il tempo di percorrenza), o di ammirare la cascata Moassl a S. Giacomo.

Uno sguardo alle attività agricole locali

Per quanto sia sempre una meraviglia verde, anche in Alto Adige, come in tutta Italia, i boschi stanno avanzando a scapito dei prati per il pascolo, in quanto ci sono sempre meno giovani che si dedicano all’allevamento delle mucche e quindi al lavoro agricolo, che impegna tutto l’anno e che frutta compensi solo integrativi al reddito principale. Nel territorio di Vipiteno l’economia ruota naturalmente intorno al turismo e a due grandi realtà aziendali, la Leitner, che produce impianti a fune e alla storica Latteria, cooperativa fondata nel 1884 che oggi conta 170 dipendenti e una produzione di 1,5 milioni di vasetti di yogurt al giorno, commercializzati a livello nazionale. Produzione che non è destinata ad aumentare, a detta della guida che accompagna i numerosi turisti e visitatori che vogliono visitare la Latteria, proprio per il numero limitato di attività agricole nella zona, tanto che dei 560 contadini con malghe oltre i 1.300 metri d’altezza che conferiscono loro ogni giorno il latte, oltre duecento gestiscono fattorie nel Tirolo oltre frontiera. In compenso, ci sono sempre più attività di produzione e raccolta di erbe di montagna, impiegate nella produzione artigianale di prodotti cosmetici, tisane e liquori artigianali, ottimi ricordi di viaggio da regalare o regalarsi.

Foto: Società cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze, Campo di Trens

Giardino Vegetazionale Astego: un luogo didattico di immersione nella natura. Giovedì 27 giugno, Veneto Agricoltura ne festeggia l’anniversario con una visita guidata in gruppo

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Sabato 8 giugno scorso i soci Argav hanno visitato il Giardino Vegetazionale Astego di Veneto Agricoltura in via Valderoa, 34 a Pieve del Grappa (TV). Un luogo speciale, da scoprire, vivere, conoscere. Su un ex vivaio della forestale istituito nel 1920 per ricostruire il patrimonio arboreo perduto con il Primo conflitto Mondiale, arricchitosi poi nel 2000 della funzione divulgativa e didattica naturalistica, formato da una sequenza di gradoni, sono stati ricostruiti gli ambienti vegetazionali tipici del nostro ambiente, dalla pianura alla montagna, che si possono osservare scendendo questa gradonata verde.

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Uno strumento di didattica ambientale che aiuta i ragazzi a sviluppare i sensi a contatto con la natura e apprezzare la flora e la fauna. Ci hanno accolti Dario Dalla Zuanna e Alessandro Manera di Veneto Agricoltura e Claudio Mistura, di Salvatica, l’associazione che anima il Giardino con visite e laboratori didattici. Con grande professionalità e passione ci hanno accompagnati in una visita affascinante e intensa. Dalla casa degli insetti che accoglie i visitatori all’ingresso, all’aula didattica di dendrologia (studio botanico delle piante legnose); dal giardino roccioso che richiama il vicino Massiccio del Monte Grappa, ai vari ambienti naturali (il bosco planiziale, il querceto, il lariceto, l’abieteto, lafaggeta montana, il roseto, il tiglio gigante) ma anche quelli artificiali realizzati con i nostri giardini, come il labirinto. Considerata la vicinanza con il museo Gypsotheca di Antonio Canova, il memoriale Brion di Carlo Scarpa, il borgo di Bassano del Grappa e il sacrario militare del Montegrappa, il Giardino Vegetazionale Astego si inserisce perfettamente in un tour storico-culturale di prim’ordine nel cuore del Veneto.

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Giovedì 27 giugno 2024 alle ore 10 Veneto Agricoltura ne celebra l’anniversario con una visita guidata in gruppo e rinfresco a buffet.

All’insegna del motto “Golosi di natura” (23 giugno-20 ottobre) cinque camminate guidate in Valsugana per gustare la biodiversità rurale delle Rete di Riserve del Brenta (Trento)

Golosi-di-Natura-2024_copertina-1024x717Il nostro vice presidente Giancarlo Orsingher ci rende partecipi di una bellissima iniziativa che si svolgerà tra questa estate e l’autunno, “Golosi di natura”, organizzata dalla Rete di Riserve del Brenta (Trento) in collaborazione con La Campirlota – Narratori di territorio e piccoli contadini per consentire di apprezzare, in tutti i sensi, la biodiversità rurale e incontrare i piccoli produttori del territorio attraverso 5 camminate guidate in programma dal 23 giugno al 20 ottobre 2024.

23 giugno, “Si fa presto a dire…pera”, Altopiano della Vigolana, ore 10-18. Pere antiche, giovani agricoltori e un territorio da riscoprire. Si andrà alla scoperta di vecchi alberi da frutto e di nuovi progetti agricoli che preservano la biodiversità, con la visita alle aziende agricole Ca’ dei Baghi e La Contea e una chiacchierata con gli amici dell’associazione La Pimpinella.

6 luglio, “Metti una sera in malga”, Roncegno-Ronchi, ore 15-20. Un formaggio di malga racchiude una quantità immensa di erbe e fiori di montagna che esistono solo grazie all’antica pratica dell’alpeggio. In cammino, se ne parlerà con Francesco Gubert, scoprendo la realtà di piccole e coraggiose malghe.

11 agosto, “Di vini, terrazzi e tenacia”, Colle di Tenna, ore 16–20. Dedizione, fatica, e un po’ di cocciutaggine. Ecco gli ingredienti speciali dei vini prodotti da Michele Sartori, su terrazzamenti sottratti al bosco, là dove la viticoltura ha radici profonde. Se ne parlerà con Michele, Melissa Scommegna e Fabio Zottele, in cammino e davanti a un buon calice di vino.

8 settembre, “Le chiacchiere non danno farina”, Grigno, ore 10–18.  La coltivazione dei cereali è forse la pratica più antica della storia dell’agricoltura. Nel secolo scorso in Trentino è andata quasi a sparire, ma il gruppo di visionari di Selva Green e il giovanissimo Daniele di El Pizo stanno provando a invertire la rotta. In cammino, se parlerà con loro di biodiversità e cibo sano.

20 ottobre, “Maestri di generosità”, Torcegno-Telve di Sopra, ore 14.30–18.30. Il castagno è l’emblema della generosità: regala così tanto, chiedendo in cambio solo un po’ di cure e di rispetto. Si camminerà tra i maestosi castagneti di Telve insieme a Linda Martinello, laureata in Scienze ambientali, e a suo fratello Christian, apicoltore e castanicoltore, lasciandosi ispirare dalle suggestioni filosofiche di Lucia Ferrai. Ulteriori informazioni: info@lacampirlota.it e 349 5805345 (Elisa Travaglia) – whatsapp o sms https://www.reteriservebrenta.it  

lacampirlota.it

 

27 e 28 aprile 2024, debutta “Go to Veneto”, primo evento di degustazione organizzato dal Coordinamento regionale Strade del vino

GoToVeneto_2_lowQuale modo migliore per scoprire i vini e le attrazioni dell’enoturismo in Veneto se non quello di percorrere le sue iconiche Strade? “Go To Veneto”, al suo debutto nel prossimo fine settimana, è la prima manifestazione interamente ideata e organizzata dal Coordinamento regionale delle Strade del vino e sapori del Veneto. Si tratta, dunque, di un tour on the road che va alla scoperta non solo di vini da degustare ma anche di zone geografiche da conoscere e di vitigni da esplorare, di patrimonio culturale e naturalistico da visitare.

Due tipologie di biglietto, acquistabile solo on line. La kermesse enogastronomici si svolgerà sabato 27 e domenica 28 aprile. Nella due giorni, una selezione di cantine e aziende agricole dei territori ricadenti nelle Strade del vino e dei sapori apriranno le porte al pubblico per far degustare i propri prodotti e per dare la possibilità di una visita guidata. Ci saranno due tipologie di biglietto (la singola giornata 20 euro; l’intero weekend 35). L’acquisto è possibile solo on line, attraverso il sito Eventbrite al link https://bit.ly/3xkdQH1.

Programma sabato 27 aprile. Strada del prosecco e vini dei colli Conegliano Valdobbiadene, cantine partecipanti: Andreola, Bacio delle Luna, Bival, Cal Monda, Drusian, Merotto Spazio-Enoteca, Somasòt, Villa Maria Spumanti. Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, cantine partecipanti: Castello di Roncade, Vini Marocchesa, Azienda Agricola Ca’ Mauro, Terre Grosse. Strada del riso vialone nano Igp, aziende partecipanti: il BIO Associazione Antiche Contrade & Coop agricola Cà Magre Molino Novo, Azienda Agricola Riseria Baschirotto. Strada del vino Asolo Montello, cantine partecipanti: Soc. Agr. Colli Asolani, Az. Ghisolana, Az. Agricola Cirotto, Az. Agricola Villa di Maser. Strada del vino Lessini Durello, cantine partecipanti: Ca’ Rugate, Cantina di Gambellara. Strada del vino Soave, cantine partecipanti: Tenuta Coffele, Vicentini Agostino, Ca’ Rugate, Corte Mainente. Strada del vino Valpolicella, cantine partecipanti: Nepos Villae, Flatio, Tenute Fasoli Lorena, Mizzon.

Programma domenica 28 aprile. Strada del prosecco e vini dei colli Conegliano Valdobbiadene, cantine partecipanti: Bortolomiol, Cantina Fasol Menin, Col De Roer, Gli Allori, Il Colle, La Casa Vecchia, La Svolta, Toffoli. Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, cantine partecipanti: Vini Marocchesa, Azienda Agricola Ca’ Mauro, Terre Grosse. Strada del riso vialone nano Igp, aziende partecipanti: Antica Riseria Ferron, Riseria Bragantini. Strada del vino Asolo Montello, cantine partecipanti: Soc. agr. Colli Asolani, Az. Ghisolana, Az. Agricola Rech Simone, Az. Agricola Cirotto, Az. Agricola Villa di Maser. Strada del vino Valpolicella, cantine partecipanti: Marco Cottini, La Dama, Corte Martini, Le Bignele, Ilatium Morini.

Promozione coordinata. “Go to Veneto è un evento che ho fortemente voluto e realizzato in collaborazione con la Regione – afferma il presidente regionale del Coordinamento e presidente della Strada del prosecco Isidoro Rebuli – e che contribuirà a stimolare e valorizzare la promozione sostenibile del paesaggio, della sua storia, delle sue tradizioni e naturalmente dei suoi prodotti tipici attraverso un’offerta turistica integrata, e per la prima volta, coordinata”.

Fonte: Servizio stampa Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

44^ rassegna gastronomica dell’Asparago bianco di Bassano Dop: fino al 13 giugno 2024, possibilità di gustare il prelibato germoglio negli esercizi lungo la Strada dell’asparago

L'asparago DOP di Bassano è anche protagonista di una rassegna gastronomica(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Da San Giuseppe (19 marzo) a Sant’Antonio (13 giugno): è fra le due celeberrime ricorrenze di Santi che cade, bizze del meteo permettendo, il periodo di produzione e raccolta quotidiana dell’asparago bianco di Bassano del Grappa Dop, prelibato germoglio che viene coltivato lungo la Strada dell’asparago, ossia il tratto di Pedemontana comprensivo dei 10 Comuni che dal 2007 rientrano nella denominazione di origine protetta (Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Tezze sul Brenta). Nello stesso periodo di tempo, ristoranti, trattorie, bistrò, pizzerie e persino una gelateria dislocati nel territorio della Dop, consentono agli appassionati del “Re bianco” di Bassano di assaporarlo in tante interpretazioni e consistenze offerte in menu degustazione sempre disponibili o in specifiche cene di gala in occasione della 44^ edizione della rassegna gastronomica dedicata al prezioso ortaggio e organizzata da Confcommercio mandamento di Bassano del Grappa. Non solo. I tipici mazzi da 1 kg o 1,5 kg legati con un ramoscello di salice o vimini (in dialetto veneto stroppa) dal quale pende il bollino con il marchio di riconoscimento, si possono anche acquistare nelle bancarelle di vendita che si susseguono lungo la Strada dell’asparago (info esercizi e date eventi bassanodascoprire.eu).

Il presidente del Consorzio di Tutela Paolo Brotto

Tutti i numeri della Dop. L’asparago bianco di Bassano Dop nasce sotto cumuli di terreno sabbioso coperto da teli per impedire la fotosintesi clorofilliana e farlo rimanere nel suo splendido candore. “Da disciplinare, la Denominazione di origine protetta impone le caratteristiche estetiche che devono possedere gli asparagi di Bassano – spiega il giovane presidente del Consorzio di Tutela (asparagobassano.it), il quarantenne Paolo Brotto (nella foto in alto, credits Germana Cabrelle). Innanzitutto devono essere assolutamente di colore bianco, ben formati, dritti, interi e con apice serrato, teneri e non legnosi, di aspetto e odore freschi, privi di sapori estranei e con delle dimensioni ben precise”. La Dop si compone oggi di quaranta coltivatori certificati per una ventina di ettari di asparagiaie che forniscono, mediamente, 600 quintali di asparagi all’anno. Questa tipologia di asparago ha proprietà nutrizionali notevoli: i germogli contengono moltissimo potassio e risultano benefici per il cuore e la salute dei muscoli, oltre ad avere effetti depurativi e diuretici che si manifestano con la comparsa del tipico odore nelle urine.

Alle spalle, una storia gastronomica di cinque secoliLe particolarità principali della varietà di asparago Dop bassanese sono la tenerezza, il gusto delicato e la possibilità di prepararlo in molte versioni: dal tradizionale piatto di asparagi lessati con le uova, di cui suggeriamo poi la ricetta per prepararli in 25 minuti, al risotto, dalla vellutata alla pizza, dalla tempura al gelato. Il miglior abbinamento in tavola con il vino resta territorialmente in Veneto e nel vicentino, accordando la preferenza al Vespaiolo di Breganze. Ovi e spàrasi è il piatto che tradizionalmente in Veneto va per la maggiore e che è quasi d’obbligo consumare in famiglia o tra amici. Per 4 persone ci vogliono 2 kg di asparagi bianchi di Bassano Dop, uova fresche di gallina. Per la preparazione, si taglia la parte sottostante dura dell’asparago. In una pentola capiente si fa bollire dell’acqua, salandola e immergendovi gli asparagi, cuocendoli coperti per circa 20 minuti. Nel contempo, si cuociono le uova in acqua bollente per circa 5 minuti (barzotte). Dopodiché si tolgono gli asparagi dall’acqua, adagiandoli in un piatto e servendoli con 2 uova intere a persona. Condire con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e aceto.

Tour della città. L’assaggio delle specialità a base di asparago di Bassano Dop nelle località della Strada consente la visita alle principali testimonianze culturali del luogo: dalla visita al Museo Civico (fra i più antichi del Veneto) ospitato nell’ex convento dei frati francescani con il bellissimo chiostro e un’ala interna dedicata allo scultore neoclassico Antonio Canova (museibassano.it) alla salita alla Torre Civica con l’orologio dalla cui sommità (43 metri) si ammira un bellissimo panorama alla passeggiata lungo lo storico Ponte degli Alpini, opera in legno dell’architetto cinquecentesco Andrea Palladio e simbolo di Bassano del Grappa.

Asparagi DOP sul Ponte di Bassano

A Verona nasce la prima equivia dei Forti, iniziativa che vede collaborare Fieracavalli (9-12 novembre) e Comune scaligero, nell’ambito del progetto Smart Verona, città patrimonio Unesco

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Il cavallo esce dalla fiera e arriva in città. Fieracavalli, che aprirà a Verona Fiere giovedì 9 novembre per protrarsi fino a domenica 12 novembre, e il Comune di Verona lanciano il progetto dell’equivia dei Forti, un itinerario pensato per far scoprire le bellezze della città patrimonio mondiale UNESCO da una prospettiva diversa, quella del cavallo, attraverso il circuito del turismo lento.  L’iniziativa si inserisce nelle attività di “Smart Verona, città Patrimonio Mondiale Unesco”, promosso dall’assessorato alla Cultura, Turismo e ai Rapporti con l’Unesco del Comune di Verona – ed ora curato dalla Direzione Cultura Turismo Spettacolo, ufficio Conservazione e valorizzazione sito Unesco e Cinta Muraria – nell’ambito delle iniziative del Ministero del Turismo volte alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale nei siti riconosciuti dall’Unesco.

I percorsi dell’equivia dei Forti saranno operativi nel 2024 e proporranno tre diversi itinerari, per un’offerta mirata a far conoscere al meglio Verona, il suo territorio e il suo patrimonio storico-culturale.
“Una proposta che arricchisce i percorsi di visita cittadini, un unicum a livello nazionale che porterà a Verona un nuovo percorso legato all’ippica che unisce sport, natura e turismo lento – afferma l’assessora alla Cultura e al Patrimonio Unesco Marta Ugolini –. Un progetto frutto di un lavoro di squadra che trova in Fieravacalli un partner d’eccezione”. “Da 125 anni, Verona e la sua fiera scrivono la storia del mondo del cavallo, promuovendone la figura come elemento di passione e attività economica – ha detto il presidente di Veronafiere Federico Bricolo –. La creazione di nuove equivie sul territorio rafforza il ruolo di Verona come “città del cavallo” e ne valorizza la vocazione turistica”.

Tre percorsi. La nuova ippovia dei Forti, potenziata rispetto a quella già esistente nella mappatura, nella presenza di punti ristoro e nell’installazione – lungo il percorso – di capannine di riparo per i cavalli con anelli di fissaggio, lunghine e abbeveratoi, si sviluppa in tre percorsi, diversi ma concatenati, che uniscono le mura scaligere delle Torricelle e la dorsale urbana dei bastioni, collegando idealmente tutti i luoghi dove sorgevano i forti di origine asburgica della città. Nel percorso di pianura, i 4 forti di Parona, Chievo, Lugagnano e Gisella sono uniti da una linea di percorso lunga 15,3 km per 3,5 ore di tempo di percorrenza mentre; nel percorso di collina, il viaggio a cavallo unisce i 3 forti di San Mattia, San Leonardo (oggi Santuario della Madonna di Lourdes) e il Forte Santa Sofia per 20 km e circa tre ore di percorrenza. Questi due tracciati si aggiungono all’Equivia Urbana, inaugurata a Fieracavalli nel 2019, che si estende per circa 14,6 km, dai bastioni di San Zeno, Castel Vecchio e Piazza Bra, seguendo la riva del fiume. Punto di partenza di tutte le equivie è sempre Corte Molon, dove ha sede il cuore operativo di tutti i progetti di equiturismo e ippoterapia di Fieracavalli, che mette a disposizione anche per i cavalieri indipendenti, parcheggi per i mezzi degli escursionisti e dei loro cavalli.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Metti un giorno i soci Argav in visita nel Vittoriese, tra prosecco “celestiale”, grotte, vetri d’arte e mercato agricolo

Suore monastero produttore prosecco

(testo e foto di Romina Gobbo, consigliere Argav) Dove vai se il sabato mattina vuoi fare una gitarella fuori porta? A Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Al monastero cistercense dei santi Gervasio e Protasio in località San Giacomo di Veglia. Corre voce che le 18 monache producano il miglior nettare di Dio che si produce in Veneto: l’unico prosecco d’abbazia, rigorosamente Docg. E vorrei anche vedere. Se non qui, dove?

Soci Argav visita monastero suoreIl costo della vita è aumentato per tutti. Lo sa bene la madre badessa, suor Aline Ghannachi Pereira, 38 anni, laurea in Business Administration, brasiliana, occhi blu ben spalancati sul mondo, perché clausura non vuol dire morte civile. Accanto a lei, la priora, suor Maria Paola Dal Zotto, 74 anni a cui si deve la cura della vigna. Suor Aline, giovane d’età, entrata in convento a vent’anni, e il suo braccio destro, suor Maria Paola, giovane di vocazione, entrata in convento a cinquantadue anni, assieme ad altre sorelle, sabato 7 ottobre, hanno aperto le porte alla delegazione Argav, guidata da Fabrizio Stelluto, per raccontare la loro attività di produzione di vino. Non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Sarah Dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”, brillante imprenditrice vitivinicola, che ha avviato esperienze originali, come la vendemmia notturna.

suore con vigna di sarahL’incontro tra Sarah e suor Aline è singolare. «Mi dicono che c’è una ragazza che mi aspetta al parlatorio – racconta suor Aline -. Vado, convinta che volesse “provare” il convento, non sapendo che aveva già due figli. Infatti, voleva solo conoscermi. Chiacchierando, le dissi che avevamo una vecchia vigna di glera, è cominciato tutto così, due anni fa. Oggi abbiamo un vigneto di 6.000 mq che produce circa 5.000 bottiglie l’anno. Se Dio vuole, conduce lui». Per chi non lo sapesse, l’ordine cistercense fu fondato nel 1098 in Borgogna, dal desiderio di Roberto di Molesme di tornare alla regola di san Benedetto e al lavoro manuale.

Foto 2 Suore con vigna

Suora con api

L’ora et labora dalle suore di Vittorio Veneto viene declinato in vari modi: aloe, oli essenziali, unguenti, miele, cera d’api, allevamento di conigli e poi rammendo per i conventi, produzione di ostie per le parrocchie, e l’orto, che curano assieme ai ragazzi con sindrome di down della cooperativa “Terra fertile”. Al monastero vittoriese, le cui origini risalgono al 1909, spiritualità e praticità non sono in contrapposizione. Le suore non possono uscire, mentre i loro prodotti sì, così come la loro storia che è giusto far conoscere.Soci Argav con suora serra

Ma la giornata non è finita. È tempo di un bel tagliere e della degustazione dei vini della vitivinicola Barazza, nell’annesso agriturismo Borgo Portinor, in località Cappella Maggiore, alle porte di Vittorio Veneto. Accompagnata da Flavio Cilla e con la sorpresa dell’accoglienza della sindaca Mariarosa Barazza, la delegazione ha vissuto un momento magico per le papille gustative.

Grotte Caglieron soci Argav

Grotte Caglieron sociArgav

E vai di prosciutto, e vai di salame, e vai di formaggio, quattro passi sono d’obbligo. Il parco grotte del Caglieron, a Fregona, sempre nei dintorni della città medaglia d’oro al valor militare, è la meta ideale. Escursioni per tutte le gambe. Anche per quelle traballanti dopo il buon bere.

Romina grotte CaglieronIl ritorno a Cappella Maggiore riserva ancora sorprese. Il laboratorio di vetro artistico di Elisa Cillo è un bijoux: vetrate personalizzate, sculture da parete, vasi, bicchieri, oggettistica. La chicca sono le piastrelle in vetro di Murano, meravigliosi inserti per i parquet. Così come chicche – ma di altro genere – sono i prodotti del mercato agricolo “La Mattarella”. Tutti i sabati, vento, pioggia, o neve, dalle 14.30 alle 17.30, i produttori locali vendono verdure formaggi, ma anche pane, olio, uova, miele e frutta di stagione. Tra questo ben di Dio – e così ritorniamo al protagonista della giornata – la gita Argav si conclude. Chi ha partecipato è stato soddisfatto, chi è mancato, ha commesso peccato. Da parte mia, coordinatrice della giornata, e cronista non per caso, è tutto.