
15 dicembre, il gruppo dei soci Argav in visita a Villa Sandi
(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Una chiusura col botto! La quarta ed ultima uscita 2017 “in cantina” dell’Argav (dopo Venissa, Vignalta e Aldegheri) che si è svolta venerdì 15 dicembre scorso nelle sale dell’azienda vitivinicola Villa Sandi a Crocetta del Montello (Tv), è stata molto significativa sotto il profilo didattico e formativo. Promossa in collaborazione con “Arte e Vino”, presente col presidente Carmen Terranegra e guidata nella parte seminariale dedicata all’abbinamento vino-cibo da Ottavio Venditto, migliore sommelier AIS d’Italia 2014, la giornata è iniziata con la presentazione dell’azienda e i saluti del presidente Giancarlo Moretti Polegato che si è intrattenuto a parlare del futuro vitivinicolo del Paese e in particolare del fenomeno Prosecco.

foto Gian Omar Bison
A Vinitaly 2018 avremo un unico padiglione per la Doc e le Docg Prosecco? Su tutto, ha evidenziato Polegato, è necessario che i Consorzi della Doc e delle due Docg (Conegliano Valdobbiadene e Asolo) sviluppino un lavoro sinergico ed efficace per quanto possibile, per guardare alla competizione internazionale in maniera coordinata ed omogenea, da portatori di interessi comuni. Ed ha sottolineato che sarebbe auspicabile che una delle evidenze di questo nuovo e funzionale gioco di squadra si possa vedere già nella prossima edizione del Vinitaly con il “prosecco” promosso e proposto in un unico padiglione.
Ruolo dei media, fondamentale il rispetto della deontologia professionale e della formazione. La riflessione si è poi spinta sul ruolo dell’informazione e della comunicazione delle eccellenze agroalimentari del “Made in Italy”, vino in primis, e su quanto la serietà e la professionalità dei giornalisti possa incidere sulla competizione stessa, informando e influenzando i lettori e i consumatori in maniera piò o meno appropriata, completa oltre che autorevole nella selezione delle fonti e nella raccolta e divulgazione delle notizie. Ma anche sull’opportunità della formazione specifica, tematica, come colonna portante, anche per i giornalisti, di una vera deontologia professionale. Una riflessione, amara da questo punto di vista, è stata fatta sulla notizia discutibile data recentemente dalla stampa inglese sulla presunta correlazione tra il consumo di prosecco e la salute dei denti.
Abbinamenti, a prevalere su tutto è sempre la ricerca della piacevolezza. A seguire la visita alla Villa (edificio di stile palladiano risalente al 1622) e alla cantina, con i suoi quasi due chilometri di ex camminamenti militari risalenti alla prima guerra mondiale che univano il comando “Villa Sandi” al fronte sul Piave, recuperati e restaurati. E con essi i chilometri di scaffali e barricaie e le milioni di bottiglie. La lezione con Ottavio Venditto si è soffermata sugli abbinamenti, più o meno appropriati, da fare col cibo. Non solo vino (si è parlato anche di birra oltre che di acqua e distillati) ma con un’unica, grande certezza: davanti a tutto ci sta sempre la curiosità e la ricerca della piacevolezza e quindi la soggettività di chi cerca soddisfazione organolettica. E proprio per questo si può dire che esistono parametri di valutazione sensoriale codificati, esistono schede di valutazione, ma non esiste l’abbinamento sbagliato in assoluto. Bisogna conoscere e sperimentare. Certamente analizzare un cibo per capirne la portata in termini di intensità olfattiva, persistenza aromatica e complessità, oltre che di struttura più o meno robusta da pareggiare, canalizza già di per sé la ricerca, a meno che non si parli di abbinamento per valorizzazione di un cibo o di un vino. E finisce per lasciare sul campo un parterre di vini con caratteristiche sovrapponibili al cibo scomposto ed esaminato.
In degustazione, piacevole oltre che magistralmente guidata da Ottavio, Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato Docg, Opere Riserva (spumante metodo classico 60% Pinot nero e 40% Chardonnay), Marinali Bianco 2015 (Manzoni bianco 6.0.13) e Còrpore (100% Merlot).
Il video dell’incontro è opera del consigliere Argav Renzo Michieletto
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Venerdì 15 dicembre si terrà l’ultimo appuntamento del 2017 in seno agli “Incontri in cantina” organizzati da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per un approccio informale e gustoso al mondo enologico.

L’azienda vitivinicola
I vini in degustazione
Dindarella 2011 è il nome di uno dei vitigni storici della valpolicella, caratterizzato da una produzione alterna e piuttosto contenuta. Uvaggio di Dindarella in purezza, dopo l’appassimento ne deriva un vino rosso rubino carico, che dopo qualche anno di invecchiamento si presenta con un bouquet di profumi di frutta cotta, spezie con pepe verde e nero, zenzero, sottobosco e macchia mediterranea. Persistente, di corpo, armonico ed equilibrato. Vigneti sono situati tutti a nord-ovest di Verona, sulle colline della zona storica della Valpolicella, ad un’altitudine che va dai 150 ai 300 metri con età media di 30 anni. Tutto a pergoletta veronese, con oltre 2.000 viti/ettaro. Si vendemmiano i grappoli raccolti a mano fra la metà e la fine di settembre e dopo una sosta di qualche mese nei plateau la vinificazione tra fine novembre e fine dicembre. Macerazione per oltre 40 giorni con due rimontaggi settimanali. Verso maggio-giugno si trasferisce per l’invecchiamento in botti di legno di piccola capacità. Esalta il piacere di carne alla brace, selvaggina e dei formaggi stravecchi e piccanti. Titolo Alcolometrico 13,25%. Zuccheri residui 8 grammi/litro. Estratto netto 28,5. N. bottiglie prodotte 2.500.
Custoza Le Rune, ottenuto dalle uve della parte sud est del lago di garda, ha colore giallo paglierino ed un profumo leggermente aromatico, balsamico, fruttato e floreale. L’uvaggio elenca trebbiano toscano, garganega, fernanda, cortese, malvasia, riesling italico, pinot bianco, chardonnay a completare. I vigneti sono situati a sud-est dell’anfiteatro morenico del lago di garda e l’età media dei vigneti è di circa 30 anni. Impianto a guyot con circa 5.000 viti/ettaro e pergoletta veronese per 3500 viti/ettaro. La vendemmia avviene in due momenti: fine agosto e dopo metà settembre, a seconda della varietà. L’uva è raccolta manualmente a completa maturazione e deposta in casse. Subito vinificate dopo la pigiatura a rulli, si effettua la macerazione pellicolare a freddo, che favorisce l’estrazione dei profumi tipici varietali. Il mosto così ottenuto viene sottoposto a fermentazione termocontrollata (circa 16°). Segue la sosta in acciaio. Si segnala per antipasti, pesce e primi piatti in genere.
Dopo Venissa (isola di Mazzorbo, Venezia, 23 giugno) e Vignalta (Arquà Petrarca in provincia di Padova, 22 settembre), venerdì 3 novembre 2017 è previsto il terzo “Incontro in cantina” organizzato da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per avvicinarsi alla conoscenza del vino.
I tempi e la frutta sono maturi per la quattordicesima edizione di Grapperie Aperte, la manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa che, domenica 1 ottobre, manda in scena una giornata all’insegna delle degustazioni, delle visite guidate e degli abbinamenti con prodotti tipici del territorio ma soprattutto con la frutta, tema conduttore 2017.
Quattro le distillerie venete aperte
Nel 2016 le vendite di vino veneto oltre confine sono cresciute del 9,1% (in valore) rispetto al 2015 arrivando, dopo sette anni di crescita continua, ad un fatturato record di due miliardi di euro. Anche i quantitativi commercializzati oltre confine sono risultati in aumento (+8,6% annuo, 696 milioni/kg/vino). Queste le stime che gli esperti di Veneto Agricoltura hanno tratto dall’analisi dei dati ISTAT sul commercio estero.


