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Domenica 16 gennaio 2011: torna in piazza a Breganze (VI) la “prima del Torcolato”

Domenica 16 gennaio p.v. pomeriggio si rinnova l’appuntamento con la “Prima del Torcolato“, la tradizionale festa che i viticoltori della Pedemontana vicentina mettono in scena per la festeggiare il loro dolcissimo passito Doc, uno fra i più ricercati ed amati del panorama enologico italiano.

Quella di Breganze, prima Doc del vicentino a vedere la luce. Le uve di Vespaiola della vendemmia 2010, dopo quattro mesi di appassimento nei fruttai, nei solai delle cantine e delle case, verranno spremute pubblicamente in un vecchio torchio degli anni Trenta, messo a disposizione da un socio della Strada del Torcolato. Con questa manifestazione nella centrale piazza Mazzini, da sedici anni a questa parte si rievoca un’antica tradizione che riunisce le famiglie di viticoltori locali. Breganze si fregia della Denominazione di Origine Controllata dal 1968: è la prima DOC del Vicentino a vedere la luce.

Prima di poter essere imbottigliato, il nettare che si ottiene dalla spremitura impiegherà almeno altri diciotto mesi di maturazione controllata. Un lavoro lungo e scrupoloso, che dà vita ad un vino inconfondibile per il colore giallo dorato, il profumo intenso di miele di acacia e fiori bianchi, il sentore in bocca di frutta, di fichi e di albicocche secchi, di datteri e nocciole, con leggere note di agrumi, come di scorze d’arancia o di mandarino, e il gradevole accenno speziato, impartito dall’affinamento in legni nobili nell’interpretazione di alcuni produttori. La sua straordinaria dolcezza è contemperata da una buona acidità, che gli deriva dall’uva autoctona Vespaiola, leggermente aromatica ed esclusiva della zona di Breganze, da cui ha origine.

Il perché di Torcolato. Il nome nell’opinione più diffusa deriva dal metodo utilizzato per asciugarne le uve subito dopo la vendemmia: attorcigliate, “torcolate” per l’appunto, con una coppia di spaghi, vengono lasciate appese nei mesi invernali alle travi di soffitte pulite e ben aerate. Secondo altri invece il nome sarebbe dovuto dal fatto che l’uva appassita viene torchiata: quest’interpretazione lascia perplesso più di qualche produttore, per cui quale delle due versioni sia con certezza la più fondata non si saprà, probabilmente, mai. Durante la manifestazione si potrà inoltre assistere alla sfilata della Magnifica Fraglia del Torcolato, seguita dalla nomina dei nuovi confratelli e dalla proclamazione pubblica dell’Ambasciatore del Torcolato nel mondo per l’anno 2011. Si proseguirà con la vendita benefica delle bottiglie della “Prima del Torcolato Vendemmia 2008” e la premiazione della sesta edizione del concorso “Realizza l’etichetta della Prima del Torcolato”, il cui vincitore avrà l’onore di “etichettare” la bottiglia celebrativa della “Prima del Torcolato D.O.C. Breganze vendemmia 2010” con la propria opera.

In occasione della Prima, si terrà il classico mercatino dei prodotti tipici della Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze, con possibilità di degustare ed acquistare i Torcolati dei Soci del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze ed altri specialità enogastronomiche tipiche. Sarà inoltre possibile visitare il campanile di Breganze, il più alto del Veneto dopo quello veneziano di San Marco.

(fonte Associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze)

Vino: quattro Decreti ne semplificano il settore

”Una buona notizia per tutti gli operatori nel settore del vino: dopo vent’anni, sono stati firmati quattro decreti che modernizzano il comparto, fissando nuove regole per il riconoscimento della qualita’, della tutela e dell’accesso per le produzioni vitivinicole. Un traguardo importantissimo, per un settore in cui l’Italia e’ leader nel mondo intero”. Cosi’ il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha commentato i quattro decreti ministeriali da lui firmati riguardanti il settore del vino.

Decreto tutela DO e IG vini. In particolare, il decreto ministeriale recante disposizioni applicative del decreto legislativo 8 aprile 2010 n.61, relativo alla tutela delle DO e IG dei vini, per quanto concerne la disciplina dello schedario viticolo e della rivendicazione annuale delle produzioni, ha come obiettivo la semplificazione amministrativa degli strumenti e degli adempimenti procedurali a carico dei produttori vitivinicoli, degli enti e degli organismi preposti alla gestione del sistema di rivendicazione e dei controlli delle Do e Ig. Inoltre, il decreto applicativo disciplina il diritto di produttori, organismi ed enti che hanno diritto al cosiddetto ”sportello unico”, il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale): si prevede la sostituzione degli strumenti attualmente gestiti dalle Regioni con un unico strumento, lo ”Schedario viticolo”, che restera’ alle Regioni e che rendera’ disponibili tutti i dati agli enti preposti alla gestione delle rispettive Do e Ig; prevede la presentazione di un’unica dichiarazione di produzione annuale direttamente in ambito Sian; viene disciplinata la gestione del potenziale agricolo non solo per i vini Do e Ig, ma per tutte le categorie di prodotti vitivinicoli.

Consorzi di Tutela, esame domande protezione Dop e Igp, concorsi enologici. Il decreto ministeriale concernente disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, recepisce le innovazioni introdotte dalla riforma del settore avviata in ambito comunitario. Il decreto ministeriale recante la procedura a livello nazionale per l’esame delle domande di protezione delle Dop e Igp dei vini e di modifica dei disciplinari, ai sensi de Regolamento (CE) n.1234/2007 e del decreto legislativo n. 61/2010, apporta alcune modifiche ed integrazioni al decreto del 6 agosto 2009 per adeguarlo, dal punto di vista formale, ai nuovi riferimenti normativi comunitari e nazionali e, dal punto di vista sostanziale, ad alcuni nuovi requisiti riguardanti la rappresentativita’ del livello produttivo delle Dop e Igp, che deve essere espresso dal soggetto richiedente. Il decreto, recante la disciplina dei concorsi enologici, ridefinisce la disciplina in materia di concorsi enologici, ai quali possono partecipare solamente le partite dei vini Docg, Doc, Igt, nonche’ dei vini spumanti di qualita’.

(fonte Asca.it)

Brindisi al 2011 con bollicine italiane

E’  tutta riposta nei consumi delle festività di dicembre la speranza di recuperare la diminuzione della domanda interna degli spumanti italiani. Mentre le vendite nella distribuzione moderna hanno  fatto registrare segnali positivi, sulla base dei dati forniti da SymphonyIRI nel rapporto annuale 2010 del Distretto del Conegliano Valdobbiadene, il dato complessivo nei primi 3 trimestri del 2010 ha fatto registrare, secondo le rilevazioni di Ismea,  una significativa diminuzione dei consumi domestici.

In calo consumi spumantistica italiana, ma non per tutte le denominazioni. “E’ vero – commenta Luca Giavi, direttore del Forum Spumanti d’Italia – il dato non è omogeneo tra le diverse denominazioni, ma il segnale fa comunque riflettere specie se si considera che sul mercato italiano, nel 2010, si è assistito ad una ripresa delle produzioni spumantistiche d’oltralpe, a fronte di una perdita molto pesante registrata l’anno precedente”. Considerato che il consumo di spumanti nel mese di dicembre rappresenta, sempre secondo i dati di SymphonyIRI, poco meno di 40% delle vendite annue – dato, anche questo, non omogeneo tra le diverse denominazioni – l’attenzione del mondo produttivo, per i risultati del periodo, è massima.

Se il mercato interno cala, l’export è in crescita. “Lontani dal voler apparire sciovinisti – continua Giavi – invitare i consumatori a valutare la varietà, la qualità e il valore delle produzioni spumantistiche italiane prima di scegliere una bottiglia con cui brindare in occasione delle festività, potrebbe essere un segnale di attenzione per un segmento dell’enologia italiana che in questi anni ha rappresentato una delle eccellenze del nostro export”. Se il mercato interno si contrae, del tutto diverso  il segnale per ciò che concerne l’export, secondo i dati disponibili, infatti, nei primi nove mesi dell’anno le esportazioni di spumanti italiani crescono sia in volume + 19% che in valore + 11%. “Si tratta di un dato particolarmente significativo – commenta Giavi – specie se si guarda ad alcuni mercati come quello americano dove si assiste ad un crescita in volume del 11%  e del 20% in valore, sintomo di come la spumantistica Italiana non si stia muovendo bene solo dal punto di vista dei volumi scambiati ma riesca, finalmente, a far riconoscere anche economicamente il valore delle proprie produzioni”. Dati particolarmente appariscenti sono quelli fatti registrare dal mercato russo che mantiene saldamente la quarta posizione nell’importazione di spumanti italiani sia a volume che a valore, con una crescita che nei primi 9 mesi dell’anno ha raggiunto un lusinghiero + 115% rispetto all’anno precedente, con una performance che lo porta ben oltre ai volumi e ai valori pre-crisi.

(Fonte: Forum Spumanti d’Italia)

“Da vitigni antichi vini nuovi”: presentato il progetto della Regione Veneto per la promozione del TAI

Presentazione Tai a Le Calandre

(di Cinzia Dal Brolo, socio Argav) Location prestigiosa, cucina di assoluta eccellenza a cura del pluristellato chef Massimiliano Alajmo del Ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano, (al primo posto nella classifica delle guide più autorevoli) hanno fatto da “cornice” alla  presentazione del programma di promozione dei vini Tai, Lison e Tai Rosso, così denominati dopo che l’Unione Europea ha definitivamente sancito l’attribuzione della denominazione Tokai all’Ungheria e ai suoi vini.

L’apparente sconfitta si è, nel tempo, trasformata in una nuova “opportunità commerciale” per i vini veneti, considerati a buon diritto la più autentica espressione del territorio, in quanto il Tai , secondo le parole del governatore Zaia, “è il vino di sempre, antico nelle radici, nel vitigno, con un nome diverso.” Mercoledì 1 dicembre c’è stata la presentazione ufficiale del progetto, realizzato con il contributo economico della Regione Veneto e del MIPAF. Presenti i Presidenti delle rispettive Doc, Federico Tassoni (Colli Berici), Mauro Stival (Lison Pramaggiore), Antonio Bonotto (Piave), e una folta schiera di giornalisti ai quali Carlo Favero, Direttore del Consorzio Lison Pramaggiore ha illustrato le parti più salienti del Progetto; a partire dai dati della produzione 2009 che ha raggiunto quasi 2 milioni di bottiglie, di cui il 70% è rappresentato dai vini del Lison. Sottolineando che anche la vendemmia 2010 fa ben sperare, confermando la dinamicità di un territorio finora rimasto ai margini del mercato.

Buon Feed-back è arrivato dalla promozione dei vini TAI all’aeroporto Marco Polo di Venezia, fatti degustare ai passeggeri in transito; con numeri che, da giugno a novembre, hanno fotografato un andamento positivo. Inoltre, a supporto del progetto, a partire dal 2011 è prevista una nutrita serie di iniziative: convegni, workshop, momenti conviviali, incontri pubblici. Una ventina le etichette presentate alla stampa, i migliori vini delle tre DOC: ogni territorio rappresenta una storia a sé, ma il denominatore è comune: vini ottenuti da uve TOCAI. Nella parte più orientale della provincia di Venezia, (Lison-Pramaggiore) si producono bianchi e rossi dalle fragranze aromatiche, tipici di vitigni coltivati su terreni pianeggianti, temperati dalla vicinanza all’Adriatico, ricchi di calcio.  I vini del Piave Doc annoverano bianchi e rossi caratteristici di un territorio (bassa pianura compresa tra i confini nordorientali della provincia di Treviso fino alla foce del Piave) che punta alla valorizzazione sia di vitigni ben radicati e già conosciuti, sia di quelli nuovi come il Raboso superiore che entrerà a far parte della DOCG. Infine, i vini prodotti nei Colli Berici (a sud della città di Vicenza) testimoniano una produzione diversificata grazie a terreni di varia natura, roccia calcarea, argille rosse, rocce basaltiche che assicurano un carattere ben “strutturato” al prodotto. In particolare il TAI Rosso, di colore rubino intenso, con note di lampone e frutti di bosco, di sapore asciutto. Proposto sia nella versione classica, che in quella “riserva” dopo un periodo di affinamento in legno.

Una menzione particolare va ai piatti appositamente creati da Massimiliano Alajmo, in grado di “esaltare” i vini, i cui abbinamenti sono stati guidati dal sommelier Alessandro Scorsone; per esempio la “Battuta di carne cruda arrotolata con astice e lattuga”, abbinata a freschi TAI rosso; o il “Maialino da latte arrosto con purè di marroni tartufato” a celebrare i Tai Rosso più strutturati. Infine, a sottolineare il valore di eccellenza, Alessandro Scorsone, ha definito “autentici” i vini veneti, diversi per zone di provenienza, piacevoli e facili da gustare, ricchi di storia e tradizione”. Un patrimonio da valorizzare nel panorama internazionale, con un mix di azioni mirate di Marketing strategico.

Otto mosse per rilanciare la vitienologia trentina

foto Istituto Agrario San Michele all'Adige

Aumento del prezzo di vendita del vino e riduzione dei costi di produzione. Parte da queste due azioni il progetto di rilancio della vitienologia trentina predisposto dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige su incarico della Provincia autonoma di Trento. Interventi da attuare attraverso due principali strumenti: l’attivazione di un nuovo Consorzio vitivinicolo trentino, nel quale siano pariteticamente rappresentate, accanto a Provincia, Camera di commercio e Fondazione Mach tutte le componenti del settore vino, e nuovi percorsi di istruzione e formazione.

Recuperare il buon nome del Trentino. Il piano è stato presentato lo scorso 1 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, accanto al presidente della Provincia Lorenzo Dellai e agli assessori all’Agricoltura Tiziano Mellarini e alla Cooperazione Franco Panizza, il presidente della Fondazione Edmund Mach Francesco Salamini e il direttore generale Alessandro Dini. “Il documento, che condividiamo totalmente, indica con lungimiranza e chiarezza le cose da fare – ha affermato Dellai – ;ora lo sottoporremo a tutti i soggetti del mondo vitivinicolo locale, dopo di che verrà adottato dalla Giunta provinciale; le indicazioni in esso contenute diventeranno vincolanti per chiunque chieda il sostegno della Provincia. San Michele dovrà essere il fulcro sul quale si snoderanno tutte le nostre attività e le scelte per questo settore. Dobbiamo recuperare il buon nome del Trentino e ci riusciremo perchè, diversamente dal passato, oggi avverto, forse per la prima volta, una diffusa disponibilità a lavorare in una logica di rete. Penso che potremo fare un eccellente lavoro”.

Il documento presenta otto linee di intervento contenenti azioni e priorità che il nuovo Consorzio potrà eventualmente considerare nella predisposizione di un piano di intervento.  1) Interventi finalizzati al brand. 2) Interventi sulla qualità delle uve e dei vini. 3) Interventi sui componenti del sistema produttivo vitivinicolo. 4) Interventi sull’organizzazione del comparto vitivinicolo. 5) Interventi agrotecnici-territoriali ed enologici. 6) Interventi genetici. 7) Interventi sulla formazione. 8) Interventi di  politica del territorio e vitivinicoltura.

(fonte Istituto Agrario San Michele all’Adige)

Vendemmia 2010 in Veneto, si tirano le somme

Gli oltre 11 milioni di quintali di uva annunciati da Veneto Agricoltura nelle previsioni di settembre sono confermati. Conclusa la vendemmia 2010 si tirano le prime somme e il Veneto si attesta ancora una volta in cima alla classifica delle regioni italiane viticole. Le previsioni elaborate a settembre annunciavano nel Veneto una produzione stimata di 11,4 milioni di quintali di uva, ma l’andamento meteorologico non troppo favorevole delle settimane clou della vendemmia hanno di fatto leggermente ridimensionato i valori quantitativi. Non certo quelli qualitativi che posizionano la vendemmia 2010 su buoni livelli.

In dettaglio. La provincia di Verona, con 4.250.000 q.li di uva raccolta, risulta essere l’area produttiva più importante del Veneto, almeno sotto il profilo quantitativo. Segue Treviso con 4.038.600 q.li e ben distanziata Vicenza con 1.370.200 q.li. Venezia si attesta attorno ai 750.000 q.li seguita a ruota da Padova con 700.000 q.li. Briciole per Rovigo e Belluno che assieme non raggiungono i 50.000 q.li di uva prodotta.

Una positiva inversione di tendenza registra invece il capitolo dei prezzi delle uve. La vendemmia 2010 nel Veneto ha registrato infatti una significativa crescita del valore delle uve da vino, dopo due annate consecutive in cui le quotazioni erano scese in picchiata mettendo in seria difficoltà i viticoltori, soprattutto quelli che conferiscono l’uva a cantine sociali e trasformatori.L’Osservatorio Economico di Veneto Agricoltura evidenzia come i prezzi medi rilevati a livello provinciale risultano in aumento ovunque, anche se l’entità degli incrementi appare piuttosto diversificata. Accanto a un +26,1% osservato alla borsa merci di Treviso e un +21,8% a Padova, l’aumento medio registrato sulla piazza di Verona è stato del 4,6% e a Venezia del 3,7%.

Esaminando le diverse tipologie di uva da vino, si nota innanzitutto la ripresa delle uve rosse di pregio: +13% per le uve dell’Amarone, +30% per quelle del Bardolino, +30% per il Merlot della DOC Colli Euganei e della DOC Pramaggiore, +40% per il Merlot della DOC Piave, mentre i Cabernet registrano aumenti più contenuti ma comunque intorno al 15-20%. Buoni risultati per il Prosecco in provincia di Treviso che segna un +25% per le uve DOC, +19% per le DOCG e +28% per il Cartizze. In aumento anche il Custoza (+17,2%), stabile il Soave, mentre appare inarrestabile la discesa del Pinot grigio DOC che in un’annata relativamente favorevole dal punto di vista commerciale arretra ancora: -15,4% nella Valdadige e -16% nel Lison-Pramaggiore e nella zona Piave.

(fonte Veneto Agricoltura)

Domenica 14 novembre torna San Martino in Cantina

Sono più di trenta le cantine venete socie che hanno deciso di prendere parte all’edizione 2010 di San Martino in Cantina previsto per domenica 14 novembre 2010, uno dei grandi eventi organizzati dal Movimento Turismo del Vino Veneto in collaborazione con il Movimento nazionale. Una giornata di festa nella quale si celebra la fine della vendemmia e dove i vini novelli ma anche i grandi vini invecchiati, accompagnati come sempre da prodotti tipici e di stagione, sono i principali protagonisti.

Tanti, variegati e sempre all’insegna Veneto Style i programmi proposti dalle cantine socie del Movimento Turismo del Vino Veneto.Ecco le cantine aderenti: VICENTINI AGOSTINO Az. Agr. (Colognola ai Colli – VR), TOFFOLI Soc. Agr. s.s. (Refrontolo – TV), VILLA SANDI (Crocetta del Montello – TV), DAL BELLO Az. Agr. (Fonte – TV), DAL BIANCO MARCO – CASA CORNOER Az. Agr. (Codogné – TV), CANTINE PALADIN – BOSCO DEL MERLO (Annone Veneto – VE), BALESTRI VALDA (Soave – VR), CASA VINICOLA ZONIN SPA (Gambellara – VI), LA FRASSINA (Marango di Caorle – VE), IL PIANZIO Fam. Selmin (Galzignano Terme – PD), MIONETTO SPA (Valdobbiadene – TV), CARPENE’ MALVOLTI SPA (Conegliano – TV), ASTORIA VINI (Susegana – TV), TENUTE TOMASELLA (Mansuè – TV), CA’ RUGATE (Montecchia di Crosara – VR), AZIENDA FACCHIN (Vo’ Euganeo – PD), TESSÈRE (Noventa di Piave – VE), RECHSTEINER (Piavon di Oderzo – TV), BISOL (S. Stefano di Valdobbiadene – TV), LAVARINI Soc. Agr. (Arbizzano – VR), SALVAN – VIGNE DEL PIGOZZO (Due Carrare – PD), SANTA SOFIA CANTINE STORICHE dal 1811 (S.Pietro in Cariano – VR), FRATELLI VOGADORI (Negrar – VR), CASE BIANCHE (Susegana – TV), CASA VITIVINICOLA TINAZZI SRL (Lazise – VR), RONCOLATO ANTONIO Az. Agr. BED&BREAKFAST “LA TREBBIANELLA” (Soave – VR), MALIBRAN (Susegana – TV), GRAZIANO PRÀ Az. Agr. (Monteforte d’Alpone – VR), MASSIMAGO 1883 (Mezzane di Sotto – VR), TENUTA LA CÁ (Bardolino – VR), MONTE TONDO (Soave – VR).

(fonte Movimento Turismo del Vino Veneto)

Fedagri: vendemmia verde non risolve problemi strutturali del settore vitivinicolo

La vendemmia verde è “‘un intervento che a nostro avviso non aiuta a risolvere le criticità’ strutturali del settore”. Lo ha dichiarato Adriano Orsi, presidente del settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative, nel suo intervento conclusivo all’Assemblea nazionale del settore vino svoltasi nei giorni scorsi a Cellino San Marco (Brindisi).

La vendemmia verde nel 2010 ha visto l’Italia beneficiare di contributi comunitari pari a complessivi 16,4 milioni di euro, in gran parte (87,5%) destinati alla regione Sicilia, seguita a lunga distanza da Piemonte (3%) e Umbria (3%). La misura, introdotta due anni fa dall’Unione Europea per evitare eccedenze produttive, consta di specifici aiuti economici destinati ai produttori che distruggono i grappoli d’uva non ancora giunti a maturazione, al fine di ridurre o azzerare del tutto la resa produttiva. ”Fedagri – ha spiegato Orsi – si e’ da sempre dichiarata contraria a tale misura, perche’ troviamo eticamente alquanto discutibile la scelta di finanziare aziende e produttori per distruggere il frutto del loro lavoro. La riduzione delle rese produttive inoltre si accompagna inevitabilmente a un incremento dei costi fissi per unita’ di prodotto che comporta per le nostre cooperative un aumento del prezzo medio di vendita del vino con conseguente perdita di competitivita”’.

(fonte Asca)

5-8 novembre 2010: al Merano Winefestival a parlare è il vino

Vigneto a 3111 m sul livello del mare

Dal 5 all’8 novembre 2010 andrà in scena la 19ª edizione del Merano International WineFestival, l’evento dedicato all’eccellenza enologica italiana e internazionale. Quattro giorni di eventi, seminari, personaggi, presentazioni e degustazioni di etichette uniche, con la spettacolare novità dei vini ottenuti dal vigneto più alto del mondo. Fra le novità di quest’anno la possibilità di degustare alcuni vini straordinari, quelli ottenuti da vigneti situati in assoluto alla maggiore altitudine sul livello del mare, ben 3111 m.

L’evento si aprirà venerdì 5/11 al Pavillon des Fleurs con BIO&DYNAMICA la tradizionale giornata dedicata alle produzioni biologiche e/o biodinamiche certificate. Seguirà, in serata, il Gala di apertura di questa 19ª edizione alla presenza dell’ospite d’eccezione, Philippe Casteja, Presidente del Conseil de Grand Cru Classés 1855. Da sabato 6/11 a lunedì 8/11 il MIWF accoglierà 336 produttori italiani e 126 stranieri, selezionati da apposite commissioni d’assaggio, che proporranno al pubblico le loro migliori etichette. Segnaliamo in particolare la presenza di ben 35 Château dell’Union des Grands Crus de Bordeaux (sabato 6 e domenica 7) e di selezionati produttori della Germania (sabato 6, in collaborazione con Gianluca Mazzella).

Non mancherà la Gourmetarena, all’interno della quale la Regione Campania offrirà le eccellenze del territorio elaborate dai Jeunes Restaurateurs d’Europe nel corso di gustosi showcooking. Numerosi gli eventi collaterali che si susseguiranno in queste ricche giornate dedicate alla qualità e a mille altri piaceri tutti da scoprire e gustare: dalle prelibatezze gastronomiche di Culinaria, alle birre artigianali di BeerPassion, ai migliori distillati e liquori presenti ad Aquavitae&Liquores, all’ospitalità di charme proposta dai WineResort.

(fonte Merano Wine Festival)

Città del vino: no a tagli risorse decisi in Finanziaria 2010

I territori del vino italiani si schierano contro i tagli delle risorse decisi dalla Finanziaria 2010, che, tra le funzioni fondamentali dei comuni, esclude la promozione dello sviluppo della propria comunita’, trasformandoli in organismi destinati a dover unicamente gestire i tagli della spesa pubblica, anziche’ la valorizzazione dei propri territori. A dirlo, sono il presidente delle Citta’ del Vino Giampaolo Pioli ed il vice-presidente dell’associazione che riunisce quasi 600 comuni ad alta vocazione vitivinicola in tutta Italia, Fabrizio Montepara, unendosi all’allarme lanciato da Res Tipica, l’associazione delle Citta’ di Identita’ che rappresenta oltre 2.000 comuni, tra Citta’ dell’Olio, del Bio, del Pane, del Tabacco, del Castagno, I Borghi piu’ Belli d’Italia, e molte altre citta’ custodi delle produzioni di qualita’ e del patrimonio rurale, simboli del made in Italy nel mondo e alla base del turismo, voce fondamentale dell’economia italiana.

Togliere l’azione di promozione dei territori rurali ai comuni è un grave azzardo. Le Citta’ del Vino appoggiano Res Tipica che chiede di modificare sia il Ddl Calderoli e la Legge Finanziaria 2010, per quanto riguarda le funzioni fondamentali di comuni, province e citta’ metropolitane, in contrasto con quanto previsto dal Testo Unico, sia di rivedere le modalita’ di applicazione del Patto di Stabilita’, con l’eliminazione degli ”enti virtuosi” che hanno i conti in ordine. Per le Citta’ del Vino ”la promozione dei territori rurali e delle eccellenze che in questi si producono e’ uno strumento reale di azione a favore delle economie locali per la sostenibilita’ e la coesione sociale: toglierla ai comuni e’ un grave azzardo. Cosi’ come, se non si modifica il Patto di Stabilita’, aumentando la soglia dell’esenzione e l’eliminazione per quegli ”enti virtuosi”, sara’ difficile imprimere impulsi positivi alle economie locali”. Il rischio piu’ evidente e’ quello di forti ripercussioni in particolare sulle realta’ piu’ piccole (l’80% dei comuni in Italia, con meno di 5.000 abitanti) e sui loro territori rurali, e quindi sulla produzione agricola di qualita’ che sta alla base del made in Italy.

(fonte Asca)