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Storie di passioni: Katy, Sage e le pecore alpagote

(foto e testo di Maurizio Drago, video con il cane Sage in azione di Renzo Michieletto, entrambi consiglieri Argav) La storia inizia con quattro pecore. Lei si chiama Katy Mastorci, giovane dottoressa in biotecnologia medica, il marito si chiama Manuel De Luca, impiegato. Hanno due figli di 4 anni e 7 mesi. Vivono in montagna nella provincia di Treviso, a Fregona. Qui ci sono paesaggi belli, ancora incontaminati e carichi di verde. Qui inizia  l’avventura di Katy, proveniente dalla Toscana, e di Manuel,  per la passione delle pecore.  Nel 2012 presero con dei loro amici quattro pecore che servivano per addomesticare dei cani per i pastori. Ma questa attività, quella di addestrare i cani con quelle 4 pecore, non durò molto a lungo. Due anni dopo Katy e Manuel si divisero dai loro amici e rimasero con due pecore. Ma quelle pecore che, poveracce, dovevano servire da strumenti per addestrare i cani, crearono una certa curiosità e passione per Katy che si domandava: ma perché non allevare le pecore e lasciar perdere di addestrare i cani?

Katy Mastorci insieme al suo cane da guardia

Così nel 2015 Katy, convincendo anche Manuel, comprò 7 pecore. E “via” alla crescita con le pecore prendendo quelle di razza alpagota. Katy abbandonò la professione di ricercatrice biotecnologica medica ad Aviano (“continuavo a vivere di borse di studio, di assoluto precariato con pochi soldi” ha dichiarato), e con sacrificio e determinazione ha messo in piedi l’azienda agricola con l’allevamento delle pecore da cui trae la lana, la carne e il latte. Un lavoro duro, non esistono per le pecore le soste, le ferie, il Natale o la Pasqua, ogni giorno bisogna mungerle, quando necessita devono essere tosate. Ma la soddisfazione è grande.

Il sogno di realizzare un caseificio. Ora Katy e Manuel hanno una cinquantina di pecore, ancora poco per avere delle entrate per una famiglia di 4 persone. Ma il sogno – dice Katy – continua. “Ho già preparato un business-plan” “il nostro sogno è quello di ampliare l’azienda, accrescere il numero delle pecore e realizzare un caseificio” . Nel frattempo Katy  è stata designata presidente della Coldiretti Donne impresa della provincia di Treviso. E lei continua nella sua attività. Problemi?  Ce ne sono molti, dai lupi possibili predatori di pecore, al clima al mercato, al trasportare le pecore da un prato all’altro. Ma la caparbietà di Katy non la ferma e vuole proseguire in questa attività al fine di realizzare il suo sogno.

Ecco Sage, il Border Collie addestrato da Katy per il lavoro da cane pastore. Bravissima lei e bravissima Sage!

Apicoltura: Regione Veneto in collaborazione con Istituto Zooprofilattico delle Venezie finanzia progetto di ricerca su prodotti utilizzati per nutrizione forzata degli alveari

Regione Veneto e Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie svolgeranno un’attività di osservazione delle caratteristiche dei mangimi utilizzati negli alveari, durante i periodi invernali, per aiutare la sopravvivenza delle colonie. Su indicazione della Consulta regionale per l’apicoltura – che dà rappresentanza ad un settore che conta in Veneto oltre 60 mila alveari e una produzione di circa 1.500 tonnellate di miele – i fondi regionali a sostegno del patrimonio apistico regionale, saranno indirizzati a valutare le caratteristiche dei mangimi complementari presenti sul mercato e normalmente utilizzati per la nutrizione delle api alla fine della stagione attiva.

Obiettivo del progetto è evitare che siano presenti tracce di eventuali sostanze tossiche nei prodotti degli alveari. E’ quanto ha deciso la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura, in attuazione della legge regionale a sostegno dell’attività apistica. Mangimi e integratori alimentari possono infatti incidere sul benessere della famiglia delle api e sulla qualità del miele e del propoli che le api producono. La Regione contribuirà con 50 mila euro alla realizzazione dello studio sulla nutrizione delle api, sugli alimenti complementari in commercio e sulle loro caratteristiche e sulle possibili ricadute sull’alveare.

Fonte: Servizio stampa regione Veneto

4 maggio 2019: i soci Argav alla scoperta del Vittoriese, tra pastorizia al femminile, sapori della Docg Colli di Conegliano, biodiversità conservata e coltivata

Oggi, sabato 4 maggio, grazie anche alla collaborazione di Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, i soci Argav sono nel territorio di Fregona (TV) in visita ad alcune realtà produttive e ambientali del territorio.

Programma. Alle 10 è prevista la visita all’azienda VitiOviTec  dove incontreremo la pastora Katy Mastorci, che alleva una trentina di pecore di razza alpagota e produce Prosecco Doc in modo tecnologico, avvalendosi di un sistema di sensori in grado di rilevare il microclima del vigneto per prevenire le malattie fungine. Alle 11 ca è prevista la visita alla 45^ Mostra del Torchiato di Fregona Docg a villa Trojer Salvador Bacchiani, accolti da Francesca Bertolin, presidente Pro Loco di Fregona; avremo l’occasione di degustare i vini della Docg Colli di Conegliano: Torchiato, Marzemino passito, Colli di Conegliano bianco (blend Incrocio Manzoni, Pinot Bianco e/o Chardonnay, Sauvignon e/o Riesling) e rosso (blend Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Marzemino e Merlot); saranno abbinati a formaggi e salumi locali (parcheggio in villa, possibilità di acquisto dei prodotti).

Pomeriggio. Verso le ore 14 è in programma la visita al giardino della memoria fruttale in località Pecol Mut –Ciser, nato da un’idea del gruppo locale Ensilòc (“in nessun luogo” nel vecchio dialetto dell’Alpago),  di cui fa parte Lino Chies, che incontreremo. Dopo un attento lavoro di ricerca hanno messo a dimora 23 varietà di mele antiche e 18 di pere (la ricerca continua…). L’associazione fornisce, su ordinazione, piante innestate con le varietà locali, al fine di evitarne l’estinzione. Hanno individuato anche una varietà locale di mais giallo da polenta, di cui si era dimenticata l’esistenza, ma che qualche famiglia ha continuato a piantare, conservando i semi di generazione in generazione. Ora il “mais nostrano biologico di Piadera” è diventato presidio Slow Food. Alle 15 circa visiteremo le grotte del Caglieron a Breda di Fregona. Sono cavità di origine naturale e artificiale, con cascate e forre visitabili attraverso un percorso con passerelle. Ore 16.30 ca.: visita al vivaio dell’associazione Al Portego, a Revine Lago. L’associazione si dedica alla conservazione e alla diffusione della biodiversità coltivata. Incontremo Piero Carlet, portavoce dell’associazione. In un vivaio, custodisce oltre 200 varietà tra mele e pere un tempo presenti nel territorio ed ora in grave pericolo, poiché anche gli ultimi esemplari, a volte centenari, sono eliminati per lasciar spazio a moderni impianti di Prosecco. Al termine, rientro a casa!

Si chiama “Nonni guardiani dell’ambiente” il progetto rivolto ai territori del Padovano e del Veneziano da votare on line fino al 7 maggio

C’è tempo fino al 7 maggio per votare on line e contribuire al successo del progetto “I nonni: guardiani dell’ambiente” lanciato da Legambiente Selvazzano (PD) con le associazioni Brenta Sicuro e Spiritus Mundi-onlus. Il progetto si pone l’obiettivo di rendere partecipi le persone anziane alla vita sociale e di integrarle nelle attività di tuti i giorni attraverso la vigilanza del territorio.

Un progetto che andrà in ogni caso in parte realizzato. “L’appello va a tutti Comuni del padovano e veneziano che volessero partecipare, votando direttamente  ed incentivando le adesioni tra i propri cittadini. Anche non raggiungendo i voti che danno diritto all’apporto economico ci impegneremo a realizzarlo, seppur parzialmente, assieme ai comuni che  condivideranno l’intento”, spiegano Paolo Cestaro di Legambiente e  Marino Zamboni di Brenta Sicuro. Che aggiungono: “Si tratta di un concorso dedicato al sociale e il sostegno alle fasce più deboli indetto da Aviva, gruppo assicurativo internazionale. I progetti maggiormente votati ottengono 20mila oppure 10mila euro (quest’ultima la spesa da noi prevista) per realizzare concretamente l’iniziativa proposta”.

Cosa potrà fare il nonno guardiano dell’ambiente? Pulire gli argini ed i parchi,  monitorare e tenere sotto controllo lo stato di frane e smottamenti, mappare le aree più critiche, segnalare abusi ambientali o atti vandalici. Potranno essere inoltri coinvolti in attività di piantumazione e ripristino boschivo. “Formeremo delle squadre – raccontano ancora Cestaro e Zamboni – e ognuno sarà dotato di un kit: con una borsa di primo soccorso, pettorina catarifrangente, guanti, pinze e sacchi per la raccolta rifiuti. Ogni gruppo avrà anche una macchina fotografica con gps per trasmettere segnalazioni al coordinatore che darà una mano stando davanti al pc, anche questo previsto dal progetto”.

Tutte le persone coinvolte opereranno in assoluta sicurezza. “Questo grazie alle preventive indicazioni dei locali assessori all’ambiente sia grazie alla dotazione assicurativa, a copertura di qualsiasi evenienza. Prima di partire ci saranno vari  incontri formativi, dapprima in aula e poi all’aperto, sempre con il coinvolgimento e la guida del caposquadra e la collaborazione del Comune di competenza. Si può votare a questo link“.

Fonte: Associazione Intercomunale Brenta Sicuro

Castelguglielmo (RO), 4 maggio, inaugurazione nuova sede di Villa Nani cooperativa agricola, partecipazione aperta anche al pubblico

La casa è la “confort zone”. Ma a volte è necessario cambiare per un nuovo inizio. Vale per gli esseri umani, ma vale anche per Villa Nani, la cooperativa agricola nata nel 1965, che della collaborazione tra le persone e per le persone ha fatto la sua bandiera, come suggerisce l’ape laboriosa del logo sociale.

Damiano Giacometti

Da Bagnolo di Po a Castelguglielmo. E’ così che Villa Nani trasferisce la propria sede principale dai locali attuali di Bagnolo di Po (Ro), al nuovo immobile di Castelguglielmo (Ro), in zona agricola-industriale “Il castello”. Per festeggiare questo passaggio epocale per la cooperativa, il direttivo sociale guidato dal presidente Damiano Giacometti, ha organizzato un evento inaugurale, aperto ai soci, agli imprenditori agricoli e a tutta la cittadinanza che vorrà condividere il momento, per sabato 4 maggio 2019, alle ore 10 e trenta, nella nuova sede.

Il taglio del nastro sarà preceduto da un incontro in cui il presidente Giacometti presenterà le attività sociali di Villa Nani nel panorama di un settore agricolo sempre più complesso e in cambiamento. Interverranno sul tema il sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole Franco Manzato, l’onorevole Antonietta Giacometti, l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari ed i presidenti provinciali delle tre principali organizzazioni agricole: Carlo Salvan per Coldiretti Rovigo, Stefano Casalini per Confagricoltura Rovigo e Giordano Aglio per Cia Rovigo. A segnare il legame di Villa Nani con la propria storia ed il territorio, il presidente Damiano Giacometti consegnerà un riconoscimento ufficiale ai fratelli Giancarlo e Renzo Mantovani, per l’impegno profuso nella fondazione della cooperativa, e alla memoria del loro fratello Felice Mantovani, che ne fu il primo presidente. Dopo il taglio del nastro, ci sarà la visita alla nuova sede ed un brindisi conviviale benaugurale per tutti.

La nuova sede. “La cooperativa è nata dal niente ed oggi ci stiamo allargando e strutturando – spiega il presidente Damiano Giacometti. – Erano 20 i soci fondatori e siamo arrivati ad oltre 600 aziende, tra associate e clienti. La nuova sede – prosegue Giacometti – ci consentirà finalmente di avere un magazzino di stoccaggio per i cereali (con una capacità di circa 10 mila tonnellate), che completerà il servizio offerto ai cerealicoltori rendendoci autonomi dai terzi e consentendoci di tagliare i costi ai nostri conferenti. In più avremo la sicurezza ed il controllo di chi ha la merce sotto il proprio tetto; avremo anche un laboratorio che analizzerà tutto il prodotto all’ingresso”. “Nella nuova sede si trasferiranno gli uffici amministrativi – continua ancora Giacometti – e dunque, diverrà la sede principale della cooperativa. Però non abbandoneremo gli stabili attuali a Bagnolo, ma li dedicheremo esclusivamente allo stoccaggio dei cereali da agricoltura biologica, settore che curiamo da anni e che si è molto espanso, attuando così una perfetta separazione col prodotto tradizionale, nel segno della trasparenza dell’origine”. La nuova sede, infine, complice il fronte strada, accoglierà l’esposizione di macchine ed attrezzature agricole, nuove ed usate, che non potevano trovare spazio negli immobili attuali, molto più ristretti, anche se fanno parte della storia sociale.

Fonte: Servizio stampa Villa Nani società coop agricola

Prodotti a denominazione d’origine, Consorzio prosciutto veneto e Coldiretti Padova contro il progetto di legge regionale De.Co.

prosciutto di Montagnana

Fa discutere e preoccupa non poco i produttori il progetto di legge regionale sulla disciplina e valorizzazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali) in discussione in Regione in questi giorni. In allarme soprattutto gli imprenditori impegnati da decenni nella tutela di prodotti tipici storicamente riconosciuti con i marchi di origine e qualità Dop, Igp, Stg attraverso l’attività dei rispettivi Consorzi di Tutela e il rispetto di severi e rigorosi disciplinari di produzione.

I timori. A sollevare parecchi dubbi sull’impatto della nuova denominazione comunale, a partire proprio dalla compatibilità rispetto alle disposizioni legislative statali in materia di marchi e di indicazioni geografiche protette, sono i produttori dello storico Prosciutto Veneto Berico – Euganeo Dop, che ha nel Montagnanese, nella Bassa Padovana, il fulcro produttivo. C’è il timore che l’introduzione delle De.Co. non faccia altro che aumentare la confusione fra i consumatori che ancora faticano a districarsi e a distinguere tra i marchi di qualità Dop, Doc, Igp e Stg. A questo si aggiunge il rischio, tutt’altro che remoto, di favorire invece la concorrenza sleale, come del resto è già avvenuto in passato, da parte di chi sfrutta il legame con un determinato Comune o località per favorire prodotti che non rientrano nel circuito virtuoso delle denominazioni di qualità presenti da decenni e che non ne rispettano le severe norme di produzione.

Effetti negativi. I produttori del Consorzio del Prosciutto Veneto Berico – Euganeo, guidato dal presidente Vittorio Daniolo, si rivolgono direttamente alla Regione chiedendo di considerare seriamente quali potrebbero essere gli effetti negativi dell’introduzione di una nuova denominazione comunale che non farebbe altro che aumentare i contenziosi legati alla tutela dell’origine dei prodotti e dei rispettivi marchi. “E’ da apprezzare la volontà della Regione di valorizzare i prodotti legati al territorio – ricordano al Consorzio  del Prosciutto Veneto – ma questo deve avvenire attraverso norme che siano chiare e che si coordino con l’ordinamento giuridico comunitario e interno, evitando di condurre in inganno il consumatore sulla qualità dei prodotti chela stessa norma mira a tutelare, in considerazione del fatto che le nostre imprese investono nelle denominazioni d’origine qualificate, sottoponendosi a severi e onerosi controlli”.

Una posizione sostenuta da Coldiretti Padova. “Per tutelare i prodotti agroalimentari collegati al territorio esiste già la categoria dei Prodotti Alimentari Tradizionali (PAT), i cui metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura sono praticati in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, per un periodo non inferiore a 25 anni. Questa categoria può essere sicuramente collegata al prodotto di un Comune e trova la sua legittimazione nella normativa nazionale che ne stabilisce i requisiti per il riconoscimento”, aggiunge il presidente di Coldiretti Padova, Massimo Bressan.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

 

 

“C’è ancora Terra e c’è ancora Chi Ama”: dall’incontro Biodiversità e Prosperità di Bassano del Grappa (VI) il racconto del consigliere Argav Alessandro Bedetti

(di Alessandro Bedetti, consigliere Argav). Terra ChiAma, con la grande regia di Claudio Bizzotto, ha organizzato l’evento dell’anno a Bassano (VI): Biodiversità è Prosperità. Un evento per chi ha cuore la nostra Madre Terra o è consapevole che la Terra è un organismo vivente che da sempre sostiene l’esistenza dell’uomo. Una risorsa fondamentale non da sfruttare senza limiti come è stato fatto finora, anche perchè è una risorsa finita (al momento c’è una e una sola Terra!).

Vandana Shiva e Salvatore Ciccarelli

Ma pochi ne sono consapevoli. Come pochi sanno che la nostra fortuna, in termini di farmaci per debellare le malattie più insidiose per l’uomo, è dovuta allo studio dei microorganismi terricoli. Gli antibiotici più comuni sono frutto di ricerche sul suolo: suolo che non è solo un elemento minerale ed inerte da asfaltare, cementare, bistrattare… L’uomo è legato intimamente alla Terra. La parte più importante e fertile di questa è l’Humus, da cui deriva appunto l’Uomo. E paladini della Terra e della sua biodiversità lo sono Vandana Shiva e Salvatore Ciccarelli che da tanti anni stanno lottando contro un sistema agricolo industriale che, preferendo le comode monocolture, ha compromesso l’ecosistema dei suoli, ha inquinato l’ambiente con prodotti chimici e organismi modificati geneticamente dall’uomo (che ha la pretesa di sostituirsi a Dio). Ma il sistema biologico è un equilibrio perfetto grazie alla Biodiversità che mantiene un controllo organico ed è fonte di garanzie di sopravvivenza.

La semplificazione operata dall’uomo per una sua innegabile comodità è invece fonte di squilibri che richiedono interventi esterni che apparentemente fanno bene (da un lato) mentre creano una serie di altri problemi. Si pensa di “curare” gli effetti non intervenendo sulle cause dei problemi. E non si tratta di ritornare a una agricoltura tradizionale. Bisogna informarsi, approfondire e studiare, tralasciando convinzioni o pregiudizi. Le conoscenze e la tecnologia ci sono d’aiuto e si può produrre e vivere in modo più sano e compatibile. Le molte persone che hanno affollato il Pala 2 di Bassano del Grappa (VI) mercoledì 10 aprile 2019 per ascoltare, da Vandana Shiva e dal prof. Salvatore Ciccarelli, il frutto dei loro studi e delle esperienze maturate in tutto il mondo, credono che una miglior produzione agricola e alimentare sia possibile e ci confortano e fanno ben sperare.

Si tratta di passare da una economia lineare (che rende “convenienti” certe produzioni, che però non considerano i costi sanitari e ambientali da queste prodotti – se ne tenessero conto non sarebbero così “convenienti”) a una economia circolare, come ci insegna la Natura. Si tratta di promuovere e sviluppare nuove proposte, come quella dei Biodistretti ovvero con produzioni sostenibili e durevoli; è il lavoro di molti uomini e donne di buona volontà che operano concretamente tutti i giorni con risultati sorprendenti (in quantità e qualità), sani e duraturi.

 

Eccellenze venete, è in arrivo a Lazise (VR) il 6° Festival delle Dop

Dopo il successo della 5^ edizione, svoltasi lo scorso novembre alla Fiera di Godega di Sant’Urbano (Tv), va in scena tra meno di un mese a Lazise (Vr) l’edizione 2019 del Festival delle Dop del Veneto, iniziativa promossa da Regione e Veneto Agricoltura. L’appuntamento, che ogni anno richiama migliaia di visitatori, è in programma domenica 19 maggio, dalle ore 10:00 alle 20:00, nel suggestivo scenario della Dogana Veneta sul lago di Garda.

Protagonisti saranno ancora una volta i Consorzi di Tutela che promuoveranno i prodotti dell’agroalimentare veneto riconosciuti dai marchi di qualità dell’Unione Europea Dop/Igp/Stg e quello, nazionale e regionale, Qualità Verificata. Non solo: anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Luigi Carnacina” di Bardolino (Vr) saranno tra i protagonisti della giornata, visto che trasformeranno in invitanti assaggi i prodotti a denominazione che faranno degustare al pubblico abbinati ai vini del grande vigneto veneto. “Il Festival delle DOP è la vetrina delle eccellenze agroalimentari della nostra regione – osserva l’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto – che per noi rappresentano un elemento di identità, orgoglio e alta qualità che tutti ci riconoscono. Il settore food si rivela infatti uno dei pilastri della nostra economia, che dobbiamo difendere e valorizzare, per confermare il primato del Veneto nella buona tavola, nell’export agroalimentare e nella capacità di coniugare cibo, turismo, formazione e occupazione”.

Tantissimi i prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta) e Igp (Indicazione Geografica Protetta) al centro della kermesse: dai salumi ai formaggi, dagli ortaggi all’olio di oliva, ecc. “Ringraziamo il comune di Lazise per la preziosa collaborazione, tutti i Consorzi e i partner con cui stiamo organizzando la manifestazione – aggiunge il direttore di Veneto Agricoltura -. Siamo certi che sarà un successo, un’opportunità per dare il giusto lustro alle nostre eccellenze agroalimentari e farle conoscere e apprezzare anche ai molti turisti europei in vacanza sul Lago di Garda”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Per la prossima campagna agraria, il mondo agricolo trentino si affida ai fondi per la stabilizzazione del reddito

Il mondo agricolo trentino a partire già da questa campagna agraria avrà a disposizione una nuova arma per tutelare il reddito dell’azienda agricola e zootecnica. Infatti, è stata approvata dai delegati durante l’Assemblea Generale del Consorzio di difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) la partenza di tre fondi per la stabilizzazione del reddito (IST) uno dedicato al settore zootecnico (in particolare bovine da latte), uno per le produzioni melicole e l’ultimo a copertura dei danni economici causati da fitopatie (come scopazzi, mal dell’esca, flavescenza dorata, ecc.).

Strumenti per continuare a tutelare l’agricoltura provinciale. “I fondi di stabilizzazione del reddito sono uno strumento di gestione del rischio innovativo – spiega Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – introdotto recentemente dalla Comunità europea che ci permetterà di tutelare ulteriormente le nostre aziende agricole. Un approccio nuovo alla gestione del rischio fortemente spinto dalla politica agricola comunitaria incentivandone l’utilizzo anche attraverso una contribuzione del 70% a fondo perduto – sottolinea Gaiardelli. Sono già pervenute al Consorzio numerose adesioni ai Fondi IST, possiamo dire che circa il 90% degli agricoltori che hanno sottoscritto una polizza a copertura dei danni a meleti aderiscono ai Fondi – conclude il presidente”. I fondi per la stabilizzazione del reddito sono stati introdotti dalla revisione della PAC (la politica agricola comunitaria) di fine dicembre 2017, il cosiddetto Regolamento Omnibus, ed attivabili grazie al decreto ministeriale sottoscritto a metà febbraio.

I dati di bilancio sono stati presentati ai delegati da Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. “i numeri evidenziano un buono stato di salute del Consorzio, con un patrimonio di quasi 11 milioni di euro e un costo del denaro contenuto siamo riusciti ad anticipare oltre 80 milioni di euro in favore dei nostri associati – evidenzia il direttore – a marzo 2019 l’importo si è ridotto a circa 20 milioni, per effetto dei numerosi pagamenti effettuati da parte di Agea a favore degli agricoltori tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 – sottolinea Berti”. L’Assemblea è stata anche l’occasione per presentare lo studio di pricing condotto da Samuele Trestini, professore dell’Università di Padova, per la strutturazione e calibrazione dei Fondi. “In particolare per quanto riguarda il Fondo IST Mele – spiega il professore – l’85% delle aziende nel quinquennio indagato avrebbe ricevuto un indennizzo. Gli indennizzi medi annui ad ettaro di superficie aderente al Fondo risultano pari a 1.200 euro/ha – evidenzia Trestini”. L’Assemblea si è svolta a Madonna di Campiglio in apertura della seconda edizione del Festival Agri Risk Management che ha visto la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da tutta Italia per confrontarsi sulla futura Politica Agricola Comunitaria (PAC), le nuove tecnologie e gli strumenti innovativi per la gestione del rischio in agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pra.

Zootecnia e lattiero caseario, Regione Veneto riconosce due nuove associazioni di secondo livello tra produttori

La Regione Veneto ha riconosciuto ufficialmente due nuove associazioni di organizzazioni di produttori (AOP) nel comparto zootecnico e lattiero caseario. Si tratta di Aop Agriform, società consortile a responsabilità limitata con sede a Sommacampagna (Verona) nel settore lattiero caseario e di Aop Italia Zootecnica, società cooperativa agricola a responsabilità limitata con sede a Legnaro (Padova) nel settore carni bovine.

Chi sono. Aop Agriform è nata su input dell’omonima associata commerciale Agriform, società cooperativa agricola che ha promosso l’aggregazione con due organizzazioni di produttori venete (Lattebusche di Belluno e Latterie Vicentine di Vicenza) e un’organizzazione emiliano romagnola (Santa Vittoria di Piacenza), tutte produttrici di formaggi a denominazione di origine protetta (Dop) con particolare riferimento al Grana Padano. Coinvolge oltre 800 allevatori con in media circa 50 capi per stalla e assomma un fatturato annuo di circa 250 milioni di euro. Aop Italia Zootecnica rappresenta le principali organizzazioni di produttori a livello nazionale: 5 Op venete, e precisamente Azove di Padova, Scaligera di Verona, Vitello di marca tricolore di Treviso, Vitellone di marca tricolore di Treviso ed Op Unicarve di Padova; a queste si aggiungono, in veste di soci sovventori, 4 associazioni di produttori: Asprocarne Piemonte, Bovinmarche, Consorzio Carni Sicilia ed Unicarve Associazione. Aop Italia Zootecnica rappresenta 1632 allevatori associati con una produzione annua di 544.368 bovini per un valore di oltre 870 milioni di euro.

Due comparti che generano il 14 per cento del valore della produzione agricola regionale. “Insieme si è più forti e si fa più strada – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – Le due associazioni di organizzazioni di produttori sono state riconosciute dopo un lungo percorso condiviso con la Regione Veneto e grazie ad un efficiente gioco di squadra tra pubblica amministrazione ed imprese private, al fine di permettere alle aziende di essere interlocutori qualificati e privilegiati delle istituzioni locali, nazionali ed europee e di creare un percorso di forte aggregazione commerciale sia nella produzione lattiero casearia sia nella carne bovina. Zootecnia e produzione lattiero casearia in Veneto generano prodotti per quasi 840 milioni di euro, pari al 14 per cento del valore della produzione dell’intero comparto agricolo regionale”.

Prossimi passi. Il primo impegno operativo di Aop Agriform sarà la promozione dei formaggi veneti Dop nel Nord America. Obiettivo di Aop Italia Zootecnica è di essere punto di riferimento unico a livello nazionale per organizzare un sistema commerciale con regole trasparenti al fine di distribuire equamente lungo tutta la filiera il valore delle proprie produzioni, grazie anche al progetto del “Consorzio Sigillo Italiano” volto a comunicare ai consumatori la qualità dei prodotti certificati.

Fonte: Servizio stampa regione Veneto