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Il vino a Vinitaly 2019 ha i colori del mondo: dal 7 al 10 aprile memorabili assaggi al salone internazionale dei vini e distillati. E dal 5 all’8 aprile, appuntamento con Vinitaly & the City.

Business ma anche irripetibile occasione di degustare, guidati da esperti internazionali, vini che hanno fatto, stanno facendo o faranno la storia dell’enologia mondiale. Il confronto tra vini, territori, annate consente agli operatori della filiera, dai produttori ai buyer che devono guidare le tendenze di consumo, di migliorare le proprie competenze degustative, innalzando la percezione della qualità. Vinitaly è anche questo, e il giro del mondo nel bicchiere della 53a annata della rassegna, in programma a Verona Fiere dal 7 al 10 aprile 2019, è un nuovo imperdibile viaggio.

Degustazioni top. Ogni edizione è come una nuova annata, che porta in dote straordinarie occasioni per assaggiare etichette di ogni provenienza e partecipare a orizzontali e verticali che lasciano il segno. E anche nel 2019 la rassegna non si smentisce e offre, nelle sue numerose sale degustazioni, circa 90 tasting (riferendosi solo all’elenco ufficiale di Vinitaly) che danno l’opportunità di conoscere o approfondire vini di tutti i continenti, delle maggiori aree di produzione o di quelle di nicchia, così come di molti distillati e liquori. Buyer, sommelier, enologi, tecnici, giornalisti, operatori del settore possono così spaziare dal consolidato appuntamento con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso con un “gran tour” ideale attraverso i vini selezionati in tutta Italia, alla degustazione guidata da Ian D’Agata in collaborazione con l’Associazione Le Donne del Vino che presenta i “I vini rivoluzionari delle giovani donne del vino”. Un altro evento da non perdere è quello con Riccardo Cotarella, che presenta “7 Vini che hanno fatto grandi i loro territori”, una degustazione mirata a spiegare caratteristiche organolettiche e storia di sette vini importanti. Novità assoluta del calendario di Vinitaly sono le masterclass organizzate in collaborazione con l’Associazione Vi.Te e dedicate ai vini artigianali. I cosmopoliti del gusto possono segnare in agenda anche i Tasting ex… press, viaggio tra i migliori territori di produzione realizzato da Vinitaly in collaborazione con le più importanti riviste enologiche internazionali, che quest’anno ha tra i focus di rilievo la Francia e la Slovenia.

Degustazioni nel padiglione International_Wine. L’internazionalità è un aspetto che Vinitaly segue con particolare attenzione anche dal punto espositivo – lo scorso anno gli espositori esteri provenivano da 35 Paesi – e l’International_Wine registra anche nel 2019 un significativo aumento di aziende francesi, il raddoppio di quelle dalla Spagna, la conferma dell’Australia, l’incremento delle presenze dall’Ungheria, la new entry della Croazia con una collettiva istituzionale e il raddoppio delle sale di degustazioni dedicate. Un format che abbinando la presenza espositiva con le iniziative di assaggio dà l’occasione di conoscere, ad esempio, oltre ai vini australiani, spagnoli, francesi, croati e ungheresi, anche i distillati tipici di altre culture come Pisco peruviano, il Rum della Repubblica Dominicana, la Vodka russa, la Tequila messicana o il Sake giapponese.

Vinitaly and the City dal 5 all’8 aprile. Il fuori salone del vino è un appuntamento fisso dell’agenda dei wine lover. Quattro giorni di degustazioni dei migliori vini italiani e internazionali in abbinamento a specialità street food gourmet. Vino, cultura, incontri e spettacolo per un’esperienza unica nelle piazze e nei luoghi più suggestivi di Verona – tra i quali Piazze dei Signori, Cortile Mercato Vecchio, Piazza San Zeno, l’Arsenale, Palazzo Carli –, una delle poche città al mondo ad avere il proprio centro storico interamente dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Vinitaly & the City, che coinvolge anche alcuni luoghi suggestivi della provincia veronese (Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave), diventa sempre più una grande opportunità per far incontrare i giovani wine lover e farli crescere come consumatori consapevoli.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

 

Riduzione emissioni inquinanti nell’aria, il prossimo 30 aprile scade il bando 2019 per la rottamazione delle stufe

La Giunta regionale del Veneto, nell’ambito degli interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare per le polveri PM10, PM2.5 e Benzo(a)pirene, in coerenza con gli impegni assunti con la sottoscrizione il 9 Giugno 2017 del “Nuovo Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano” ed in linea con quanto previsto dal vigente Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, con deliberazione n. 126 del 12 febbraio 2019 ha approvato un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici alimentati a biomassa (legna, pellet), con apparecchi a a basse emissioni ed alta efficienza, con classificazione del generatore almeno 4 stelle (ai sensi dl D.M. n. 186/2017) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione.

Cosa è previsto. Il bando prevede la concessione di contributi fino a 1.600 euro per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250). Lo stesso bando concede contributi fino a 5.000 euro (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012). La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 30.04.2019. Da leggere con attenzione il bando per appurare se sei in possesso dei requisiti per accedere al contributo, gli uffici regionali rimangono comunque a disposizione per risolvere eventuali dubbi dal lunedì al venerdì dalle 10:30 alle 12:00.

L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Legnaro (PD) si rinnova e si potenzia con il nuovo asse centrale dei laboratori

IZSVe, nuovo asse centrale laboratori

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro (PD) ha inaugurato lo scorso 20 marzo il nuovo Asse centrale laboratori. L’investimento complessivo per l’opera è stato di circa 7,3 milioni di euro, compresi i 3 milioni coperti dal finanziamento del Ministero della Salute, e ben 4,3 milioni autofinanziati dall’Istituto.

Le attività ospitate dalle nuove strutture. L’edificio costituisce un momento importante della vita dell’IZSVe poiché rappresenterà uno dei cardini delle attività scientifiche dei prossimi decenni. La struttura ospiterà i Laboratori di riferimento europeo per l’influenza aviaria, il Centro di referenza OIE e FAO per l’influenza animale e la malattia di Newcastle, il Centro di referenza nazionale e FAO per la rabbia, il Centro di referenza nazionale/OIE per la ricerca scientifica sulle malattie infettive nell’interfaccia uomo/animale, il Dipartimento di scienze biomediche comparate, la Diagnostica specialistica e l’Accettazione centralizzata.

La nuova costruzione è in possesso di requisiti logistici e strutturali avanzati e di dotazioni strumentali innovative, anche funzionale a ottenere un migliore benessere dei lavoratori. In fase progettuale è stata assegnata particolare attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica, che si è concretizzata con l’installazione di impianti fotovoltaici e pannelli solari. Essa si sviluppa su una superficie di circa 4.500 m2, distribuiti su tre livelli, dei quali i primi due destinati allo svolgimento delle attività scientifiche-sanitarie, mente il terzo funge da piano tecnico. Gli spazi ospiteranno circa 80 persone, fra veterinari, biologi, tecnici di laboratorio e personale amministrativo.

Nel dettaglio. L’Asse centrale riunisce al piano terra i servizi centralizzati di Accettazione e smistamento di campioni e reperti attualmente allocate negli altri edifici dell’IZSVe e la Necroscopia, capace di accogliere animali di grossa taglia con annessa diagnostica (locali e laboratori di supporto). Al primo piano saranno ospitati laboratori per la ricerca scientifica (influenza aviaria, rabbia), laboratori di base (tipo BSL1 e BSL2 per la diagnostica di base/ricerca) e laboratori speciali (BSL3 per la diagnostica specialistica e la ricerca). Gli spazi e le tecnologie garantiranno un’elevata qualità nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie.

Un po’ di storia. L’opera si inquadra in una programmazione edilizia, cominciata negli anni ‘90 del secolo scorso con la costruzione della sede centrale dell’IZSVe nell’area di Agripolis a Legnaro, e proseguita negli anni con il progressivo ampliamento sia di laboratori scientifici e uffici, che di servizi per i dipendenti: la realizzazione dell’asilo nido aziendale e del ristobar, l’ampliamento del centro direzionale, i nuovi laboratori per il controllo chimico e microbiologico degli alimenti di origine vegetale (con contributo ministeriale), oltre a consistenti opere di ristrutturazione e adeguamento funzionale delle strutture esistenti. L’Asse centrale laboratori rappresenta tuttavia l’opera più importante e significativa prevista con la nuova programmazione, che consentirà il migliore adeguamento funzionale e distributivo delle attività, soprattutto relativamente alle caratteristiche di comfort ambientale e di sicurezza lavorativa. Per realizzare un’opera così importante e impegnativa l’Istituto ha avviato una specifica richiesta di finanziamento al Ministero della Salute, che ha inserito la nuova struttura nell’ambito del programma di investimenti in favore degli Istituti Zooprofilattici, disposto con D.M. 19 maggio 2011, ex art. 20 legge n. 67/1988, e ha destinato allo scopo un finanziamento di 3 milioni di euro a fronte di una spesa prevista complessiva di 6,5 milioni di euro.

Fonte: Servizio comunicazione IZSVe

 

Imprese e cambiamenti climatici: lunedì 25 marzo 2019 ore 11 a Marghera (VE) conferenza stampa di presentazione del convegno che si svolgerà nel pomeriggio a Venezia a Palazzo Labia

Lunedì 25 Marzo 2019, alle ore 11, in sala Confindustria Made in Venice (via delle Industrie 19, Venezia Marghera), si svolgerà la conferenza stampa “Imprese e cambiamenti climatici: le priorità per un’economia amica del clima” organizzata dall’associazione Kyoto Club e Confindustria Venezia.

Partecipanti conferenza stampa. In occasione dei vent’anni di Kyoto Club, sarà presentato il convegno in programma nel pomeriggio (ore 14-18) a Venezia a Palazzo Labia (Campo San Geremia – Cannaregio, 275) e saranno affrontate le priorità dal punto di vista delle imprese, per un’economia amica del clima. Alla conferenza stampa interverranno: Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Catia Bastioli, presidente di Kyoto Club – Ceo di Novamont e presidente di Terna, Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club. Saranno presenti anche i vicepresidenti dell’associazione: Gianluigi Angelantoni, presidente di Angelantoni Industrie e Francesco Ferrante, vicepresidente del Coordinamento Free. Per informazioni e per confermare la partecipazione: Giacomo Pellini – g.pellini@kyotoclub.org – tel. 06485539.

Tavola rotonda moderata dal presidente Argav Fabrizio Stelluto. Inizio ore 15.30 – 16:30 “Innovazione per la riduzione delle emissioni: buone pratiche dal territorio“, Andrea Bos (presidente Hydrogenpark), Andrea Razzini (direttore generale Gruppo Veritas), Fabio Sacco (presidente Alilaguna), Davide Spotti (presidente e co-fondatore Regalgrid). Programma completo del convegno a questo link

Fonte: Associazione Kyoto Club

Pac e intelligenza artificiale, possono convivere? Se ne parla oggi, 23 marzo 2019, a Madonna di Campiglio (TN) a partire dalle ore 13. Argav tra i media partner del convegno.

Oggi, sabato 23 marzo, dalle ore 13 alle ore 19 circa, a Madonna di Campiglio (TN), nell’ambito del Festival Agri Risk Management 2019, nell’hotel relais des Alpes, si tiene il convegno “L’agricoltura cambia, serve innovazione. Pac e intelligenza artificiale possono convivere?“, organizzato da Condifesa di Trento e Condifesa di Bolzano, con Argav tra i media partner.

Il convegno. E’ dedicato al mondo della gestione del rischio in agricoltura e costituisce uno dei principali momenti di condivisione, approfondimento e formazione sui temi caldi del settore e coinvolge tutti gli attori della filiera, evidenziando criticità e positività del settore e del sistema in Trentino-Alto Adige, dove il valore assicurato in agricoltura sfiora il miliardo di euro. Una discussione stimolata da due tavole rotonde e dai relativi interventi di apertura che permetteranno di focalizzare l’attenzione su due argomenti di grande interesse per la platea: il nuovo Psrne il ruolo della tecnologia nei confronti della sburocratizzazione e dell’innovazione.

Una delle tue tavole rotonde in programma è moderata dal presidente Argav, Fabrizio Stelluto. Inizia alle ore 16:40 e si intitola “Casi di successo e sperimentazioni in corso“. Questi i partecipanti: Alberto Trenti (Meteotrentino) Giovanni Peratoner (Laimburg), Paolo Gerevini (Melinda), Corrado Bridi (Itas), Roberto Monsorno (Eurac), Andrea Faustini (Cavit), Steno Fontanari (MPA Solutions), Ilaria Pertot (Fondazione Edmund Mach), Cesare Furlanello (Fondazione Bruno Kessler), Stefano Ballerini (Netafim Italia). Programma completo del convegno: www.condifesaeventi.it

Fonte: Servizio stampa Condifesa di Trento

23 marzo 2019, al rifugio Bertagnoli a Crespadoro (VI) si festeggiano i 60 anni de “Il Signore delle cime”, scritto da Bepi De Marzi, premio Argav 2011

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Appuntamento imperdibile per gli amanti della montagna e gli appassionati dei canti che celebrano le nostre vette, ma non solo, sabato 23 marzo (ore 10:00) al Rifugio Bepi Bertagnoli, posto a 1.225 msl nella Foresta demaniale regionale di Giazza a Crespadoro (Vi), gestita da Veneto Agricoltura.

Per celebrare i 60 anni della composizione della famosissima “Il Signore delle cime (per i pochi che non la conoscessero vedi questo video: https://bit.ly/2UKwYFU), scritta dal Maestro Bepi De Marzi, fondatore del Coro “I Crodaioli”, premio Argav 2011, è stata programmata una cerimonia – organizzata dal Comune di Crespadoro, il CAI di Arzignano cui Veneto Agricoltura ha dato in gestione il Rifugio, e la stessa Agenzia regionale -, con diversi momenti significativi. Innanzitutto, sulla facciata del “Bertagnoli” verrà scoperta una targa che ricorda proprio i 60 anni dalla realizzazione del più famoso canto di montagna, “Il Signore delle cime”, scritto da un 23enne Bepi De Marzi in memoria della prematura scomparsa dell’amico Bepi Bertagnoli, travolto da una slavina sulle Piccole Dolomiti il 7 aprile 1951. La cerimonia inizierà alle ore 10:00 con la Santa Messa, seguita dalla scopertura della lapide che sarà posta sulla parete del Rifugio e da un concerto del Coro “I Crodaioli” diretti da Bepi De Marzi. Al termine ci sarà la possibilità di una sosta per rifocillarsi. A dire il vero oltre al 60°, si potrebbe festeggiare anche un 50°, in quanto i Crodaioli eseguirono come tali “Il Signore delle cime” solo nel 1969. Ricordiamo infine che il Rifugio Bertagnoli, come detto di proprietà di Veneto Agricoltura, è stato inaugurato nell’autunno del 1958 dall’allora Ministro Mariano Rumor; fu proprio in quell’occasione che gli amici dello sfortunato scalatore, che avevano formato un piccolo coro come CAI di Arzignano guidato proprio da Bepi De Marzi, eseguirono per la prima volta il canto “Il Signore delle cime”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Corteo a Padova per la “Giornata della memoria per le vittime della mafia” organizzato da Libera, ai partecipanti in dono le “mele della legalità”

un momento del corteo in occasione della giornata della memoria per le vittime della mafia organizzata a Padova da Libera (foto Coldiretti Padova)

Decine di migliaia di mele coltivate nel Padovano per dire no ad ogni forma di sfruttamento, corruzione e contraffazione, in agricoltura come nel resto del mondo del lavoro. A donarle, oggi, giovedì 21 marzo, a tutti coloro che hanno partecipato alla marcia avvenuta in occasione della “Giornata della memoria per le vittime della mafia” organizzata a Padova dall’associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, sono stati gli agricoltori di Coldiretti Padova.

foto Coldiretti Padova

Un mondo agricolo a favore della legalità. Una delegazione guidata da giovani e donne imprenditrici hanno partecipato alla marcia e, all’arrivo in Prato della Valle, hanno distribuito le mele, fresche, di stagione e del territorio, raccolte nei frutteti della Bassa Padovana tramite la Cofruca, la Cooperativa Frutta di Castelbaldo. Un piccolo segno per confermare la solidarietà e la vicinanza del mondo agricolo alle iniziative di Libera a favore della legalità e del contrasto contro ogni forma di criminalità. Ribattezzate come le “mele della legalità” sono il simbolo della giornata – commenta Coldiretti Padova- si tratta di uno dei prodotti più diffusi sul territorio, ogni famiglia in giardino può averne una pianta. Dietro ad ogni frutto c’è il lavoro di tanti agricoltori per proporre un prodotto sano, genuino, dall’origine certa, che fa bene alla salute e anche al territorio. Un impegno che però troppo spesso viene “ricompensato” con pochi centesimi al chilo, costringendo le aziende a lavorare anche in perdita.

La garanzia di un prezzo equo a chi vive e lavora in campagna è anche una battaglia per la trasparenza, perché dare un futuro alle imprese agricole significa togliere anche il più piccolo spazio alle infiltrazioni della criminalità, che come abbiamo visto fa leva proprio sulle difficoltà economiche degli imprenditori per sfruttare il lavoro altrui e lucrare su sporchi affari. L’impegno di Coldiretti sul fronte del contrasto alla criminalità parte da lontano e si concretizza nell’Osservatorio delle Agromafie, presieduto dall’ex procuratore Giancarlo Caselli, a Padova sul palco di Libera al termine della marcia. In Italia – conclude Coldiretti – si calcolano 120 miliardi l’anno di evasione fiscale, 60 miliardi sono il costo della corruzione, il volume d’affari dell’economia mafiosa è stimato, per difetto, in 150 miliardi, facendo la somma quante cose si potrebbero fare con 330 miliardi di euro all’anno per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la correttezza di un mercato che premi la serietà delle fattorie oneste”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Non solo contraffazione, i crimini in agricoltura sono molti di più

L’enfasi data alla contraffazione della produzione agricola italiana da parte di realtà che vivono di illegalità rischia talvolta di mettere in secondo piano quella che è la presenza delle organizzazioni criminali lungo tutta la filiera produttiva dell’agroalimentare nazionale. Proprio su questo aspetto era invece incentrato il convegno organizzato da Confagricoltura Luiss all’università “Guido Carli” di Roma dal titolo: “Le infiltrazioni criminali nell’economia agricola: effetti sulla competitività delle imprese e sulla salute dei cittadini”.

Le principali modalità con le quali la criminalità organizzata esercita la sua azione sul sistema agroalimentare parlano allora di usura e racket delle estorsioni; di sfruttamento della forza lavoro attraverso il ‘caporalato’; di imposizione di materie prime e imballaggi e di gestione coatta del trasporto dei prodotti lungo la filiera agroalimentare, fino allo stoccaggio della merce. Più ‘tradizionali’ sono i reati di furto di bestiame e macellazione clandestina; di danneggiamento delle colture; di furti di materiali direttamente connessi al processo produttivo, come rame o mezzi agricoli, trattori e attrezzature agricole. E se contraffazione e Italian sounding colpiscono direttamente la produzione, ancor più grave per tutti i cittadini appare la depredazione e razzia del patrimonio boschivo: solo nel 2016 sono stati registrati 4.635 incendi sia dolosi sia colposi che hanno comporatato una perdita complessiva di 27 mila ettari di boschi e aree verdi, compresi pascoli e pinete.

La collusione con la criminalità potrebbe anche favorire i produttori sul piano della concorrenza. «Le attività di depredazione, controllo e imposizione delle mafie – ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti hanno determinato nel tempo un notevole squilibrio non solo nei rapporti fra gli operatori agricoli, ma anche fra questi e gli altri attori della filiera agroalimentare, facendo lievitare i prezzi al dettaglio dei beni alimentari e diminuendo drasticamente quelli all’origine. Un meccanismo perverso e fortemente distorsivo del libero mercato, che ha danneggiato principalmente gli imprenditori agricoli e i consumatori, soprattutto nel Mezzogiorno, ma non solo, dove l’azione delle organizzazioni criminali si fa più incisiva e pervasiva».

Fonte: Garantitaly.it

Alto Vicentino, un progetto europeo per evitare il rischio di alluvione

Negli ultimi tempi, e in particolari in questi giorni, il dibattito sui cambiamenti climatici si è acceso come non era mai accaduto in passato. Milioni di giovani in centinaia di città di tutto il mondo, anche in Italia, sono scesi in piazza per esprimere la loro ferma convinzione che l’ambiente va salvaguardato con urgenti misure di intervento, a livello sia locale che globale.

Coinvolte le comunità locali. Misure che l’Unione Europea ormai da diversi anni sta applicando sul territorio degli Stati Membri grazie al Programma LIFE, il più importante e ambizioso programma europeo a salvaguardia dell’ambiente e della natura. E’ in questo ambito che si inserisce il progetto LIFE BEWARE (Better Water Management For Advancing Resilient Communities In Europe), che punta ad elaborare una strategia di adattamento climatico al rischio di alluvione, aumentando l’infiltrazione e lo stoccaggio dell’acqua nelle aree rurali e urbane attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali. Con questo progetto, finanziato dall’Unione Europea (budget complessivo oltre 2 mln/euro), i diversi partner (Comune di Santorso-Vi, capofila; Comune di Marano Vicentino; Veneto Agricoltura; Università di Padova-TESAF; Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta; Association des Agences de la Démocratie Locale, partner francese) metteranno in rete le Amministrazioni pubbliche impegnate a realizzare una strategia condivisa di gestione dell’acqua, compresa la redazione di specifiche norme per le costruzioni urbane e l’assetto urbanistico del territorio. La rete, partendo dal “laboratorio” costituito dalle Amministrazioni dell’Alto Vicentino, punta a svilupparsi successivamente anche in altre aree geografiche italiane ed europee favorendo così la replicabilità del progetto, peculiarità insita in tutti i progetti europei.

Presentazione del progetto. Oggi, mercoledì20 marzo, alle ore 17:00, nel municipio di Marano Vicentino (Cà Vecie, via Santa Lucia), si terrà un incontro divulgativo dedicato proprio agli importanti temi che il progetto BEWARE svilupperà fino al 2022. Sono previsti interventi di Federico Correale Santacroce, Veneto Agricoltura (Come intervenire in ambito rurale ed urbano per gestire l’acqua) ; Lucia Bortolini, TESAF – Università di Padova (Come ammodernare gli impianti irrigui e realizzare invasi aziendali con la misura 4.1.1 del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto – scadenza bando 12 aprile); Alberto Andriolo, Regione del Veneto (Come incrementare la vegetazione e la fauna nei bacini di invaso); Roberto Fiorentin, Veneto Agricoltura (Produzione di alberi e arbusti per la realizzazione degli interventi dimostrativi di ritenzione dell’acqua). L’incontro sarà aperto da Marco Guzzonato, sindaco di Marano Vicentino e Antonio De Martin, project manager LIFE BEWARE. Ulteriori informazioni a questo link. Tel.: 049.8293711

 

Zucchero, accordo tra Italia Zuccheri-Coprob e Terranostra per sostenere la produzione italiana

A sostegno del settore bieticolo saccarifero scendono in campo seicento agriturismi di Coldiretti Veneto, che utilizzeranno solo zucchero nostrano grazie all’accordo con la cooperativa Coprob, proprietaria dell’impianto di trasformazione di Pontelongo (PD), che trasforma in zucchero le barbabietole prodotte in Veneto.

A tavola e in cucina. “Abbiamo siglato un patto per la filiera – spiega Diego Scaramuzza, presidente regionale di Terranostra – che prevede la distribuzione di bustine di zucchero classico e grezzo da filiera locale. Non solo in tavola, ma anche in cucina gli agrichef utilizzeranno per addolcire bevande, confetture e pietanze solo prodotto italiano. Questa iniziativa infatti è un primo passo significativo che aprirà poi la porta all’utilizzo dello zucchero veneto nella Rete di Campagna Amica che oggi conta oltre mille aziende accreditate”. Un contributo poi a sostegno del lavoro di migliaia di persone sia in campagna che nell’agroindustria. La coltivazione delle barbabietole è affidata agli agricoltori di Rovigo, Venezia, Padova, province dove si concentrano gli ettari che danno 700 mila tonnellate di produzione pari ad un valore di 32 milioni di euro.

Equa remunerazione. Il presidente di Italia Zuccheri-Coprob a tal proposito ricorda che la mission aziendale è quella di dare continuità al settore bieticolo saccarifero italiano con un impegno di responsabilità sociale, ambientale ed economica nei confronti dei territori in cui si coltivano le bietole trasformate dalla cooperativa. “Questa partnership con Terranostra è un importante tassello nel lavoro dello zucchero 100% italiano – afferma Claudio Gallerani – che ci consente, da un lato, una equa remunerazione dei nostri associati, fondamentale per il mantenimento della bietola in un corretta rotazione agraria e dall’altro di garantire l’agroalimentare di potersi fregiare di essere vero Made in Italy”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto