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26-29 ottobre, da oltre centodieci anni a Segusino si celebra la Fiera Franca del Rosario. Novità 2017, Cuochi di Contrada, il primo reality show realizzato in chiave veneta.

Dal 26 al 29 ottobre 2017 si celebra a Segusino (TV) la 113^ edizione della Fiera Franca del Rosario. Filo conduttore della manifestazione è, come da tradizione, il formaggio S-céch, un prodotto segusinese a marchio depositato, un formaggio che veniva realizzato fin dall’antichità utilizzando il latte crudo, non pastorizzato, ma che per motivi normativi oggi ha visto leggermente modificata la sua ricetta originale, pur mantenendo invariata – confermano i Segusinesi Doc – le caratteristiche gustative e olfattive che lo hanno sempre contraddistinto.

Rilanciata in grande stile alcuni anni fa, la Fiera costituisce un’importante sinergia tra associazioni e volontari di tutto il paese, guidati dalla Pro Loco. Si contano a migliaia i visitatori che arrivano nel borgo alla scoperta di un evento, che rientra nel cartellone di iniziative “Delizie d’Autunno“, dai gusti poveri, ma ricco di sapori, unicità ed ospitalità.

Un inizio “ciociaro”. L’evento sarà inaugurato giovedi 26 ottobre alle ore 20:30 in sala Zancaner a Segusino con la presentazione del romanzo storicoOltre le Stelle” di Antonio Valerio Fontana, giovane scrittore di Roccasecca (provincia di Frosinone). Fontana ha conosciuto la storia di Segusino tramite Internet innamorandosene subito a tal punto da spingerlo a scrivere il romanzo che narra di una famiglia di Segusino durante la storica emigrazione verso il Messico, nel 1882.

Novità 2017, Cuochi di Contrada. Venerdì 27 ottobre alle ore 20, nel tendone riscaldato in zona impianti sportivi del paes, entra in scena la grande novità 2017 della Fiera, ci sarà infatti la finalissima di “Cuochi di Contrada”, il primo reality show di cucina realizzato coinvolgendo, durante i mesi estivi, gli abitanti di sette contrade di Segusino, che si sono cimentati nella preparazione di una ricetta tradizionale o innovativa. Ogni piatto realizzato è stato documentato con un video e chiunque (fino al 19 ottobre) potrà esprimere il proprio voto – in base alle immagini e quindi alle proprie conoscenze culinarie provando a immaginare quale sarà il sapore finale del piatto – per decretare quali saranno le due borgate finaliste che venerdi 27 ottobre si sfideranno in una serata show cooking di preparazione del piatto stesso davanti al pubblico presente presso la tensostruttura; pubblico che fungerà anche da giuria degustatrice, decretando la borgata vincitrice. (Per vedere e votare i video: www.prolocosegusino.it o www.valdotv.it oppure entrando nella pagine Facebook Pro Loco Segusino o ValdoTV). Per partecipare alla serata-cena del 27 ottobre (costo euro 13) e far parte della giuria degustratrice si può inviare un messaggio whatsapp, sms o chiamare al numero di cellulare 340.6285209 entro il 25 ottobre.

Sabato mattina 28 ottobre ci sarà la rassegna bovina e di altri animali, l’apertura degli stand enogastronomici ed espositivi e l’inizio della mostra mercato. Nel pomeriggio di sabato ci sarà la 11^ corsa podistica “Sulle Grave del Piave e Borghi di Segusino” e la “4^ Nordic Walking”, meeting nazionale del Nordic Walking. Altro giorno clou sarò domenica 29 ottobre, che vedrà dal primo mattino l’apertura degli stand e della mostra mercato, con tante bancarelle, il “5° Raduno dei Trattori d’epoca e agricoli” lungo le vie del paese, per poi proseguire nel primo pomeriggio con la sfilata dal titolo “Scolari di ieri – Scolari di oggi”, la sfilata della banda municipale e la “4^ rassegna cinofila segusinese”, spettacoli ed esibizioni per tutto il pomeriggio fino a tarda sera con intrattenimento per grandi e piccini, giri a cavallo, produzione del formaggio S-céch ed esibizione di taglio con motosega con la presenza di campioni a livello nazionale.

Fonte: Pro Loco Segusino

 

Pfas, Regione Veneto delibera i nuovi limiti e stanzia fondi per il potenziamento dei filtri acqua uso potabile

La Giunta regionale del Veneto ha deliberato lo scorso 3 ottobre nuovi limiti (i più restrittivi d’Europa) per la presenza di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) nelle acque potabili, stanziando contemporaneamente un milione 200 mila euro, destinandoli agli Enti acquedottistici per il potenziamento dei filtri nei rispettivi impianti.

I valori. Ferma restando la competenza statale per la fissazione di valori per parametri aggiuntivi di cui all’allegato I del Decreto . Legislativo. n. 31/2001, i valori provvisori di performance (obiettivo) delle sostanze perfluoroalchiliche per l’acqua destinata al consumo umano, nell’ambito territoriale regionale, fino a diverse e nuove indicazioni da parte delle autorità nazionali e sovranazionali competenti, sono determinati in pari o inferiori a 90 nanogrammi per litro per “PFOA + PFOS”, di cui il PFOS non deve essere superiore a 30 nanogrammi per litro ed i valori della somma degli “altri PFAS” deve essere uguale o inferiore a 300 nanogrammi per litro. Si sono anche confermati i limiti di stabilire che per l’acqua destinata ad usi zootecnici, che restano quelli di cui al parere del Ministero della Salute del 29.01.2014 (prot. n. 2565): livelli di performance (obiettivo) per il PFOA pari o inferiore a 500 nanogrammi per litro; PFOS pari o inferiore a 30 ng/l; altri PFAS (somma delle rimanenti 10 sostanze PFAS) pari o inferiore a 500 ng/l come previsto dalla D.G.R. n. 854 del 13.06.2017.

Filtri per l’acqua. Nell’ambito della zona individuata nell’allegato A della DGRV 2133/2016 (cosiddetta Zona Rossa), di intesa con il Consiglio di Bacino Veronese, il Consiglio di Bacino Valle del Chiampo e il Consiglio di Bacino Bacchiglione e con gli enti gestori (Acque Veronesi scarl, Acque del Chiampo spa, Medio Chiampo spa, Acque Vicentine spa, Centro Veneto Servizi spa), è stata avviata una serie articolata di interventi, coordinata dalla Direzione Difesa del suolo, finalizzata a sperimentare, nell’arco temporale di sei mesi, tecnologie di trattamento per le riduzioni dei carichi inquinanti sulle risorse idriche captate (in forza delle misure di controllo sulle emissioni delle contaminazioni ambientali), con l’obiettivo di perseguire, per l’acqua destinata al consumo umano valori di perfomance (obiettivo) per “PFOA + PFOS” pari o inferiori a 40 nanogrammi per litro, mantenendo l’obiettivo tendenziale delle virtuale assenza delle sostanze citate.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

La Corte dei conti europea esaminerà la gestione del rischio di alluvioni. La pubblicazione del report prevista per la fine del 2018.

Nel corso di settembre 2017, la Corte dei conti europea ha iniziato a valutare se la prevenzione, la protezione e la preparazione dell’UE a fronte del rischio di alluvioni siano basate su un’analisi accurata e se siano potenzialmente efficaci. La pubblicazione della relazione è prevista per la fine del 2018.

La direttiva UE Alluvioni del 2007 impone che ogni Stato membro valuti se i corsi d’acqua e le coste siano a rischio di alluvione, mappi l’estensione delle alluvioni passate, i beni e la popolazione a rischio in queste aree, prepari piani di gestione del rischio di alluvioni, prenda misure adeguate e coordinate per ridurre il rischio di alluvioni, coordini le pratiche nella gestione del rischio di alluvioni nei bacini idrografici comuni e si astenga da qualsiasi misura che potrebbe aumentare il rischio di inondazioni negli Stati limitrofi. La pianificazione dovrebbe tenere conto degli sviluppi a lungo termine, compresi i cambiamenti climatici, nonché dell’utilizzo sostenibile dei terreni e delle pratiche di ritenzione idrica naturale del suolo, al fine di rafforzare la resilienza alle alluvioni in modo globale e sostenibile.

Secondo la relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) “Flood risks and environmental vulnerability” (Rischi di alluvioni e vulnerabilità ambientale, relazione n.1/2016), la maggior frequenza di precipitazioni violente e l’innalzamento del livello del mare previsti per i prossimi anni contribuiranno ad aumentare il rischio di inondazioni fluviali, pluviali e costiere in Europa. Secondo un’importante società di assicurazione, gli eventi idrologici hanno rappresentato un terzo delle perdite economiche derivanti da eventi climatici estremi nel periodo1999‑2015 in 33 Paesi europei, per un importo stimato di 105 miliardi di euro.

L’Unione europea sostiene i progetti antialluvione attraverso diversi strumenti di finanziamento. Ad esempio, nel quadro dell’obiettivo “Adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione rischi” per il periodo2014‑2020, gli Stati membri e le regioni possono assegnare ai progetti antialluvione i fondi UE a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Più Prosecco per tutti: accolta la richiesta del Consorzio alla Regione, incrementata di 1200 ettari la superficie dei vigneti di glera in Veneto e Friuli

La Regione Veneto ha accolto la richiesta del Consorzio di tutela del Prosecco Doc di incrementare di 1200 ettari la superficie dei vigneti destinati a produrre le ‘bollicine’ a denominazione d’origine controllata.

Incremento graduale. La decisione di estendere la superficie iscritta nello Schedario viticolo interessa l’intero areale della superficie vocata a Prosecco ed è ripartita in modo proporzionale tra il Veneto (978 ettari) e il Friuli Venezia Giulia (222 ettari). L’incremento, concordato con le associazioni dei produttori, sarà graduale e sposterà, nel 2019, a 24.450 ettari il limite complessivo delle superfici del vigneto a glera.

Le regole di concessione degli ampliamenti sono state stabilite dalla Regione. Verranno ammesse all’assegnazione di ulteriori appezzamenti, nella misura massima di 3 ettari per azienda, le aziende agricole esistenti da almeno due anni o costituite da giovani imprenditori (under 40), che abbiano già impiantato la Glera o che procedano a sovrainnesti, estirpi o reimpianti nell’area della Doc. Nelle nuove assegnazioni verranno riconosciuti criteri di priorità alle aziende che adottano metodi di coltura biologici o che aderiscono al Sistema qualità nazionale di produzione integrata, o che mantengono accanto ai vigneti anche alberature e siepi in una misura non inferiore al 5 per cento della superficie oggetto di ampliamento”.

Regione: “Favoriti i giovani viticoltori e le piccole imprese”. “Abbiamo accolto la domanda del Consorzio  sposandone la politica di aumento controllato, con l’attenzione a favorire in particolare le micro imprese e la permanenza dei giovani in agricoltura. I criteri di punteggio nel bando per l’assegnazione delle superfici incrementali avvantaggeranno chi non ha grandi superfici sulle quali espandere i vigneti glera e cerca di farli certificare come Doc. In questo modo consentiremo ai giovani viticoltori e alle imprese che stanno ancora crescendo di rafforzarsi sul mercato, senza mettere a rischio i delicati equilibri di mercato che regolano l’economia della produzione Doc del vino più conosciuto e venduto al mondo”, spiega l’assessore veneto all’Agricoltura Pan.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

8 ottobre 2017, in Veneto 124 fattorie didattiche aperte a visite gratuite, da prenotare

E’ giunta alla 15^ edizione la Giornata dedicata alle “Fattorie Didattiche Aperte”, promossa dalla Regione del Veneto in collaborazione con le Organizzazioni agricole, in programma domenica 8 ottobre.

Un’occasione da non perdere, su cui la Regione ha puntato con forza per valorizzare l’economia agricola locale e le tante produzioni tipiche di cui il nostro territorio è pieno. Un evento che vedrà il coinvolgimento di ben 124 aziende agricole e agrituristiche di tutte le province venete e di migliaia di visitatori che, grazie alle tante iniziative proposte nel corso della giornata, potranno entrare in contatto con il mondo contadino più autentico ma allo stesso tempo più innovativo sotto il profilo tecnologico. Il lavoro della terra, le diverse forme di allevamento, le nuove tecnologie, le fasi della produzione e della trasformazione potranno esser meglio comprese sia dagli adulti ma anche e soprattutto dai tantissimi giovani che mostrano sempre più interesse per tutto ciò che è legato alla terra e al mondo agricolo.

Necessaria prenotazione. Nel corso della giornata sono previste delle visite guidate gratuite alle aziende, ma è indispensabile effettuare la prenotazione alla fattoria prescelta. Le modalità di iscrizione sono semplicissime: basta entrare nel sito della Regione Veneto oppure alla pagina Facebook e individuare nell’elenco, suddiviso per provincia, la fattoria che si intende visitare, e registrarsi.

Scuola protagonista. La Giornata “Fattorie Didattiche Aperte” rientra nel desiderio di creare una rete di relazioni fra agricoltori e giovani cittadini, attraverso la preziosa mediazione del mondo della scuola. La scuola, infatti, è protagonista del collegato progetto denominato “Raccontiamo la Salute con 5 A”, rivolto a tutte le classi delle scuole primarie del Veneto, invitate ad approfondire e interpretare i temi dell’agricoltura, ambiente, alimentazione e attività motoria e arte.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Con “La Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate”, si scopre il rapporto città-campagna di Venezia. Il 19 ottobre, presentazione dell’annata 2017 dei vini di laguna al Bistrot de Venise.

I soci Argav in visita alla vigna di San Michele a Venezia, curata dall’associazione Laguna nel Bicchiere (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Dare una visione diversa di Venezia, meravigliosa e fragile città, unica al mondo sotto tanti aspetti, troppo spesso trattata dai turisti come una sorta di “Disneyland da spiaggia”. Questo l’obiettivo di “Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate“, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro che l’eclettico Flavio Franceschet, scomparso prematuramente lo scorso marzo, fondò nel 2009 insieme ad un gruppo di amici per promuovere la ricerca, la conservazione e la valorizzazione delle antiche vigne lagunari, nonché la produzione di vini naturali.

I soci di Laguna nel Bicchiere al lavoro nella cantina dell’isola di San Michele (foto Marina Meneguzzi)

Nel brolo francescano, tra chiostri rinascimentali. Grazie all’impegno e al lavoro dei soci – circa un centinaio -, il recupero e la cura delle vigne, così come la vendemmia e la vinificazione, oltre a salvaguardare una tradizione secolare mirano a proteggere un paesaggio originale e pressoché sconosciuto, rivelando il nascosto rapporto città-campagna di Venezia. Relazione che i soci Argav hanno potuto conoscere direttamente lo scorso 2 settembre visitando la vigna dell’isola di San Michele, dal 1837 cimitero cittadino. Qui le vigne crescono circondate da mura nell’orto a ridosso del convento camaldolese, progettato nel XV secolo dal Codussi, e gestito negli ultimi due secoli dai frati francescani, che hanno abbandonato il complesso alcuni anni fa. La cantina del convento è dotata di quattro locali ampi ed è fornita di antiche botti e tini, oggi di interesse museale.

Un brindisi con i vini di laguna tra soci Argav e soci Laguna nel Bicchiere, le vigne ritrovate (foto Marina Meneguzzi)

Una produzione di nicchia. Le vigne curate dall’Associazione danno una produzione di circa 1000 bottiglie, destinate in parte ai soci, in parte vendute in occasione di fiere e feste del territorio, oppure servite in occasione delle visite guidate (solo di gruppo, almeno 20 persone, prezzi molto contenuti, comprensivi di degustazione) che spesso, nella bella stagione, terminano con un pranzo sotto le pergole delle vigne, come è successo nel nostro caso. Abbiamo potuto così assaggiare l’intera produzione vinicola, vini genuini e schietti, come direbbe Mario Soldati, che riservano in bocca piacevoli sorprese, specie i bianchi. Le vigne si trovano in gran parte alla Giudecca, dove ci sono i vitigni a bacca nera (Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmenere e Lambrusco Marani), a San Michele (Malvasia, Dorona e Prosecco) e a Le Vignole  (Verduzzo Dorato, Prosecco, Dorona Bianchetta e Malvasia).

La vigna di san Michele è murata, per rendersi conto di essere in laguna, bisogna elevarsi un po’ (foto Marina Meneguzzi)

Non solo vino, ma anche “adozione” di oliveti. L’Associazione coinvolge da sempre i ragazzi delle scuole elementari e medie veneziane nella loro attività di vendemmia e pigiatura dell’uva, collabora inoltre con Slow-food ad un programma di recupero della produzione di olio Evo a Venezia, ricca di oliveti, oggi “adottati” dagli studenti, che ne seguono il ciclo di produzione fino alla raccolta. Le olive poi vengono frante fuori Venezia, l’olio imbottigliato viene venduto alle famiglie dei ragazzi oppure in occasione di eventi.

19 ottobre, presentazione dei vini di laguna. Chi volesse conoscere l’attività dell’Associazione, giovedì 19 ottobre a Venezia ci sarà l’assaggio della produzione 2017 al Bistrot de Venise alle ore 16 (ingresso libero). Si potranno ammirare anche alcune opere pittoriche di Franceschet, messe in mostra in ricordo e in omaggio al fondatore.

Autunno 2017, iniziative per i soci Argav nel Bellunese: 6 ottobre in Cansiglio per l’ascolto del bramito dei cervi, 7 ottobre a Mel per visitare il borgo e la manifestazione dedicata alle mele. Che apre il 5 ottobre con un convegno sulla cooperazione agricola montana

Cervi nella foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

L’Argav, in collaborazione con Veneto Agricoltura, organizza venerdì 6 ottobre (ore 16,00-21,00) un’uscita guidata per i soci nella Foresta del Cansiglio per “ascoltare” il bramito dei cervi, straordinario fenomeno che si presenta ogni anno in questo periodo. Il ritrovo è fissato per le ore 16,00 al Rifugio Casa Vallorch dove gli esperti del Centro Forestale Pian Cansiglio di Veneto Agricoltura illustreranno il fenomeno del bramito. Seguirà una breve escursione nella Piana per vedere e ascoltare i cervi. Il rientro è previsto alle 21.

Sabato 7 ottobre a Mel. I soci andranno a visitare MeleaMel”, mostra-mercato dedicata alle mele e ai prodotti tipici del territorio, tradizionale appuntamento organizzato dalla Pro Loco Zumellese e dal Comune di Mel in collaborazione con l’Associazione “Mele a Mel”, Gruppi e Frazioni e del Comune di Mel e l’Istituto Agrario “Della Lucia” di Feltre.

Ad inaugurare la manifestazione il 5 ottobre, un convegno sulla cooperazione agricola montana. MeleaMel sarà preceduta da un convegno sul tema “Cooperazione agricola e sviluppo del territorio montano. Proposte e realtà a confronto”, in programma  giovedì 5 ottobre alle ore 20.30 nella Sala Affreschi del Palazzo Municipale. La cooperazione nei suoi diversi modelli organizzativi tradizionali o innovativi, rappresenta la strategia più efficace in grado di coniugare lo sviluppo integrato del territorio, con la necessità di garantire benefici sociali ed economici alle persone coinvolte. Si tratta di approfondire il Progetto del PSR VENETO 2014 -2020 che ha l’obiettivo di creare una soluzione innovativa di filiera corta, attraverso lo sviluppo di prodotti alimentari di qualità, tipicità e sicurezza mettendo in relazione produttore, consumatore e territorio. A moderare il convegno sarà Stefano Sanson, insegnante all’Istituto Agrario “ A. Della Lucia” di Feltre. Interverranno per presentare le loro esperienze di cooperazione: Gruppo Cooperazione CL.A.I.M. Innovation Brokering – PSR Veneto M16 – (Bl), Lattebusche– Società Cooperativa Latteria della Vallata Feltrina – Cesiomaggiore – (Bl), Consorzio Frutticolo Val di Gresta Ronzo Chienis – (Tn), AGRI ’90 Cooperativa Agricola Storo – (Tn), Valbelluna Green Net Rete contratto di Imprese – (Bl)

La manifestazione. Nei cortili degli storici palazzi del centro, aperti al pubblico solo per quest’occasione, ci saranno bancarelle che propongono artigianato in legno, ferro, pietra, vetro, stoffa e cuoio, si vedranno all’opera artisti e artigiani e le rievocazioni dei mestieri del passato proposti dai Gruppi Frazionali; ancora, si potrà assistere alla torchiatura delle mele, acquistare le diverse varietà di mele delle categorie locali ed altri prodotti agricoli quali miele, patate, fagioli, noci, succhi e marmellate di mele direttamente dagli espositori presenti nei vari stands. MeleaMel è anche ottima cucina che propone piatti tipici legati al territorio e alla mela realizzati con ingredienti genuini, da non perdere la “Zumela” l’originale torta di mele e gli “Zumeloti”, gli ottimi biscotti alla mela. Programma per i soci. Ore 10.00: ritrovo nel parcheggio dell’Istituto scolastico Marco Da Melo (via Sant’Andrea 4, Mel). Troveremo ad aspettarci Fabio Barp, dell’associazione Mele a Mel. Ore 10.30: visita al municipio di Mel (palazzo del ‘500 in parte affrescato, da sempre sede dell’amministrazione della comunità zumellese). Ore 11.00: visita al museo civico archeologico dove sono esposti, in particolare, i reperti dei Veneti antichi ritrovati nella necropoli di Mel. Ore 11.45: visita alla chiesa dell’Addolorata. Ore 12.30: pranzo nello stand di MeleaMel a base di prodotti locali (€ 12.00). Ore 14.00: visita ai cortili di Mel e rientro.

Restauro e gestione dei giardini storici, a far la differenza sono il saper fare e la passione

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Giornata intensa sabato 23 settembre scorso al centro congressi Confartigianato di Vicenza, sede del convegno organizzato dalla Fondazione Villa Fabris sul restauro e gestione dei giardini in collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Vicenza, Confartigianato e la Camera di Commercio di Vicenza.

fontana Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani (Valsanzibio, Pd)

Componente tecnica e umana. I relatori di alta caratura, accolti da un pubblico del settore attento e curioso, hanno evidenziato come “le strategie di valorizzazione di un giardino storico non dovrebbero essere disgiunte da quelle relative alla conservazione e alla gestione” considerando che ogni giardino (ogni luogo) ha il suo carattere e quindi si deve entrare nella “logica del luogo” (Genuis Loci); e in un giardino storico, in particolare, con cautela, pazienza e professionalità. Considerando, cioè, una componente tecnica in cui formazione, esperienza e aggiornamento continuo ne sono gli elementi cardine mentre nella componente umana, da non sottovalutare, lo stimolo dell’interesse all’osservazione, la curiosità e la passione sono le marce in più che danno alle professioni coinvolte l’elemento di qualità e spessore per affrontare interventi su un patrimonio poco conosciuto e valorizzato dagli italiani quanto amato e preso come riferimento in tutto il mondo.

Le siepi di bosso di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani (Valsanzibio, Pd)

E’ stato posto l’accento come i giardinieri dovrebbero fare un po’ meno e guardare (saper vedere) di più. Alla fine dell’incontro la testimonianza è stata del “custode” (così come si è definito il proprietario) di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, conosciuta come Villa Valsanzibio, il quale ha raccontato delle siepi di bosso di 400 anni di età, alte cinque metri, che richiedono una potatura all’anno che viene effettuata in nove mesi a cura di due giardinieri che possono operare esclusivamente con scaloni in legno appositamente costruiti allo scopo. Un plauso alla Fondazione Fabris e agli altri Enti aderenti (in particolare la Confartigianato di Vicenza) per l’organizzazione del convegno.

 

Emissioni gas a effetto serra, la Corte dei conti europea avvisa l’Ue: “Occorre raddoppiare gli sforzi per ottenere i risultati prefissati”

Per il 2071‑2100, il clima dell’Europa sarà significativamente diverso da quello del periodo 1961‑1990, con un aumento della temperatura di 2°C rispetto ai livelli preindustriali. L’aumento di 2°C previsto da questo scenario è una media globale: anche se sarà realizzato, in alcune regioni l’aumento delle temperature sarà di gran lunga superiore ai 2°C.

Alla fine del secolo, il clima dell’Europa sarà ben diverso. Ad esempio, per il 2071‑2100, in alcune zone della Scandinavia le temperature invernali potrebbero aumentare in media di 5-8°C rispetto a quelle del periodo 1961‑1990. In estate, in gran parte della Spagna e nella Scandinavia settentrionale le temperature potrebbero aumentare in media di 3-4°C. Per il 2071‑2100, le precipitazioni invernali potrebbero aumentare di oltre il 25% in alcune parti dell’Europa centrale rispetto a quelle del periodo 1961‑1990. I livelli delle precipitazioni estive potrebbero diminuire di oltre il 50% in buona parte delle coste mediterranee dell’UE.

Tagliare le emissioni di gas a effetto serra. Secondo una nuova analisi panoramica pubblicata dalla Corte dei conti europea sull’azione dell’UE in materia di energia e cambiamenti climatici, è essenziale intraprendere interventi efficaci per affrontare quest’ultimi.  Secondo la Corte, la produzione di energia da combustibili fossili e l’uso di energia da parte dei trasporti, dell’industria, dei nuclei familiari e dell’agricoltura sono responsabili complessivamente del 79% delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE. Molte di queste questioni possono essere affrontate al meglio se gli Stati membri collaborano tra loro e se a dette questioni viene attribuita alta priorità nel programma di lavoro dell’UE. L’UE deve tagliare le emissioni di gas a effetto serra ed anche adattarsi ai cambiamenti climatici. Le proiezioni attuali indicano la necessità di realizzare ulteriori progressi nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per conseguire gli obiettivi stabiliti per il 2030 e il 2050. Per l’UE e gli Stati membri sarà anche una grande sfida anticipare e pianificare correttamente l’adattamento, in modo da ridurre la necessità di reagire agli eventi, adottando azioni tardive che comporterebbero maggiori costi”, ha dichiarato Phil Wynn Owen, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione.

Mercato interno Ue dell’energia ancora da realizzare. Nel settore energetico, afferma la Corte, una parte importante dell’azione dell’UE consiste nella creazione di un mercato interno che consenta il libero flusso e il commercio senza frontiere di gas e di energia elettrica in tutta l’UE. Il mercato interno dell’energia mira a realizzare gli obiettivi della politica energetica dell’UE, ossia un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile, competitivo e a prezzi accessibili con un soddisfacente rapporto costi-efficacia. Nonostante i notevoli progressi in alcune regioni dell’UE, questo mercato interno dell’energia non è stato ancora realizzato.

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, la maggior parte delle azioni dell’UE si focalizzano sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. L’UE ha stabilito target di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20% entro il 2020 e del 40% entro il 2030. Entro il 2050, l’UE intende ridurre le emissioni di gas a effetto serra nell’UE dell’80%-95% rispetto al 1990. Gli approcci alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra variano da un settore all’altro. Con il proprio sistema di scambio di quote di emissioni, l’UE ha stabilito un limite alle emissioni totali prodotte da alcuni settori dell’approvvigionamento energetico, industrie ad alta intensità energetica e voli interni al SEE. Con l’istituzione di un mercato per le quote di emissioni, ha stabilito un “prezzo” per il carbonio. In altri settori ha scelto di tagliare le emissioni, introducendo target di riduzione vincolanti per ciascuno Stato membro.

Risultati non sicuri se non saranno incentivate le misure di riduzione. I target e gli obiettivi dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e il 2050 non verranno raggiunti se non vi sarà un maggiore e significativo impegno in tal senso, afferma la Corte, e tutti i settori economici dovranno contribuire. Per raggiungere i target per il 2030, nel prossimo decennio occorrerà aumentare del 50% gli sforzi annualmente compiuti per ridurre le emissioni. Il cambiamento più significativo, tuttavia, sarà richiesto dopo il 2030, quando il tasso di riduzione delle emissioni dovrà superare i livelli storici di tre o quattro volte per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2050.

Interventi ancora non obbligatori. La strategia di adattamento dell’UE del 2013 incoraggia gli Stati membri ad agire, ma non rende obbligatori gli interventi. Gli auditor della Corte hanno consultato 269 relazioni di audit stilate dall’UE e dagli Stati membri. Nel settore dell’energia, nonostante la crescita delle energie rinnovabili e la riduzione del loro costo a livello mondiale, gli audit hanno rilevato un insoddisfacente rapporto costi-efficacia e ostacoli agli investimenti. Gli audit sull’efficienza energetica hanno costantemente individuato problemi nel rapporto costi/efficacia degli interventi. Nel campo dell’energia nucleare, gli audit hanno riscontrato significativi ritardi e aumenti dei costi. Gli audit hanno mostrato inoltre che il passaggio a trasporti a basse emissioni di carbonio non sta progredendo a sufficienza. Per quanto riguarda l’adattamento ai cambiamenti climatici, gli audit sono stati incentrati soprattutto sulle alluvioni. In questo caso, gli auditor hanno riscontrato problemi relativi alla prevenzione, alla protezione e alla risposta alle alluvioni.

Sette sfide principali. Fino ad oggi, il lavoro di audit ha riguardato in misura limitata alcuni settori fondamentali, quali l’adattamento ai cambiamenti climatici, gli inventari nazionali e UE dei gas a effetto serra, le emissioni del trasporto su strada e quelle dell’agricoltura. L’analisi panoramica della Corte individua sette principali sfide: governance dell’energia e dei cambiamenti climatici, elaborazione e attuazione delle politiche sulla base di dati concreti, transizione energetica, efficace utilizzo di ricerca e innovazione, pianificazione e gestione dell’adattamento, finanziamento, coinvolgimento dei cittadini dell’UE.

Fonte: Servizio Stampa Corte dei conti europea

 

1 ottobre 2017, degustazioni, visite guidate e abbinamenti insoliti per la quattordicesima edizione di Grapperie Aperte dell’Istituto Nazionale Grappa

I tempi e la frutta sono maturi per la quattordicesima edizione di Grapperie Aperte, la manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa che, domenica 1 ottobre, manda in scena una giornata all’insegna delle degustazioni, delle visite guidate e degli abbinamenti con prodotti tipici del territorio ma soprattutto con la frutta, tema conduttore 2017.

Quattro le distillerie venete aperte. Sono 17 le distillerie che hanno risposto all’appello dell’Istituto Nazionale Grappa, appartenenti a sei regioni italiane: Valle d’Aosta, Lombardia, Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. A rappresentare il Veneto in particolare saranno una distilleria trevigiana, Roberto Castagner Acquaviti di Visnà di Vazzola (TV) e tre vicentine ovvero Distilleria F.lli Brunello di Montegalda, Distilleria Li.Di.A. di Villaga e Poli Distillerie di Schiavon.

Partiamo da Visnà di Vazzola (TV) con Roberto Castagner Acquaviti (via Bosco 43, tel 0438 793111) che dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 propone visita guidata agli impianti di distillazione con degustazione finale di distillati di produzione propria e cocktail; spostiamoci poi nel vicentino per curiosare tra i programmi della Distilleria F.lli Brunello a Montegalda (via G.Roi 91, tel 0444 737253), che dalle 10 alle 19 apre gli impianti di produzione per gli appassionati e i curiosi interessati a conoscere l’intero ciclo di come nasce la grappa con assaggio finale di distillati in abbinamento a prodotti tipici del territorio – della Distilleria Li.Di.A. a Villaga (Strada Provinciale Berico Euganea, 30, tel. 0444-885074) che partecipa alla giornata aprendo le porte dalle 10 alle 18 per visite guidate alla distilleria con possibilità di assistere alle varie fasi della lavorazione e la degustazione di grappe in abbinamento con frutta e prodotti locali, prima di concludere il giro a Schiavon dove la Distilleria Poli (via Marconi 46 tel. 0444 -665007) punta sull’emozione riproponendo insieme alla degustazione di grappe e liquori i luoghi, gli aneddoti e i backstage della fiction “Di padre in figlia” girata in larga parte proprio all’interno dei locali della distilleria.
Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa