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Presepio Artistico di Segusino (TV), oggi l’apertura fino al 6 febbraio 2022

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Apre oggi al pubblico la 35a edizione del Presepio Artistico di Segusino (TV) e rimarrà aperto fino al 6 febbraio 2022. Gli orari di visita sono: domenica e festivi dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 19:00, prefestivi dalle 14:30 alle 19:00, feriali: solo su richiesta, per gruppi (previo prenotazione). Al momento, entrata con Green Pass ed in ottemperanza alle normative vigenti durante le giornate di apertura.Si entra scaglionati per gruppi di conviventi, mascherina obbligatoria. In caso di grande afflusso il tempo di permanenza nei locali sarà regolamentato dal personale di servizi (ingressi e percorso sono privi di barriere architettoniche).

Il titolo di questa edizione è “Mi curo di te”. Il curarsi degli altri, gli Amici del Presepio lo hanno scoperto, o meglio riscoperto, durante i mesi di lockdown quando molti volontari si sono adoperati per aiutare i vicini di casa o i compaesani più deboli, ad esempio, nel fare la spesa o nel procurare medicine, oppure compiendo tante altre piccole azioni che in tempo di “pace” non avrebbero avuto più di tanta rilevanza, ma che invece in tempo di pandemia hanno assunto un significato enorme per chi le riceveva. E questo ha fatto riscoprire il sentimento di solidarietà che c’era ai tempi della povertà e che gli anni di ricchezza economica ha pian piano fatto sempre più scemare.Il Presepio 2021 raffigura alcune piccole storie di vita in cui ogni persona, in qualche modo, “si cura dell’altro” attraverso azioni semplici, come quelle vissute durante il lockdown da pandemia, senza però riferimenti espliciti alla pandemia stessa.

Diversamente dalle passate edizioni, la Natività del Presepio Artistico di Segusino 2021 è immersa in un’ambientazione un po’ inusuale rispetto al solito, che richiama nello stile una borgata dell’Umbria. Con dei piccoli accorgimenti, farà capolino comunque anche il paesaggio veneto, unendo idealmente le due bellissime regioni italiane. Ritorneranno a Segusino anche alcuni presepi ed allestimenti di “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”. Ulteriori informazioni e novità sulla pagina Facebook Presepio Segusino.

Fonte: Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino

Cavallino Treporti (VE) sperimenta la coltivazione di piante alofite per vincere il degrado e migliorare la località

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Giardino Botanico di Porto Caleri, limonium

Coltivare piante alofite, dotate di adattamenti morfologici o fisiologici che permettono l’insediamento su terreni salini o alcalini, oppure in presenza di acque salmastre, come ad esempio la salicornia o il limonium (quest’ultimo, foto in alto, presente nel giardino botanico di Porto Caleri, a Rosolina) per fermare il degrado e migliorare dal punto di vista paesaggistico e ambientale la località. E’ quanto si prefigge il comune di Cavallino Treporti, nel veneziano, che ha invitato il consulente Lorenzo Barbasetti e Marco Bozzato, quest’ultimo agricoltore di piante innovative, a presentare il progetto di innovazione e riqualificazione dei terreni incolti in occasione della seduta del Tavolo Verde al quale siedono i rappresentanti di categoria.

Obiettivi. Afferma il sindaco Roberta Nesto: “Questa tipologia di coltivazione si inserisce perfettamente tra le finalità della “Blue&Green Community”, valorizza l’aspetto ambientale del litorale ma soprattutto recupera quelle aree oggi incolte e abbandonate, senza destinazione. Potrebbe diventare anche parte integrante del percorso di riqualificazione dei terreni incolti dell’Interreg CREW capitanato dallo IUAV, che coinvolge anche le Università Ca’ Foscari e Padova, oltre ad un numero di enti locali, associazioni e amministrazioni pubbliche”.

Piante di barena. “I nostri terreni per tipicità e posizione non sempre sono coltivabili, o non c’è l’interesse di farlo. Il problema dell’incolto è sempre più sentito e va data soluzione quanto prima per evitare nuove situazioni di degrado. Tra le proposte ricevute, quella della produzione di piante alofite, piante di barena, potrebbe essere una soluzione concreta – spiega Anna Valleri, conigliera comunale delegata all’Agricoltura -. Queste piante darebbero nuova vita a quei terreni che, a causa dell’alta salinità, sono stati abbandonati perché improduttivi. Darebbero altresì alla località un nuovo aspetto, una nuova accoglienza, cura e riordino. Innovazione e nuove prospettive sono quindi la strada per il cambiamento e le risposte a questo problema”.

Il mondo rurale. “Gli agricoltori hanno colto positivamente questa proposta che tiene conto della tradizione locale e dell’ambiente, ma altrettanto della necessità di riqualificare queste aree abbandonate – aggiunge il vicesindaco, assessore comunale alle Attività produttive, Francesco Monica -. Nei prossimi mesi avvieremo la sperimentazione di questa coltivazione, con il loro aiuto, per valutare come queste piante possano diventare parte integrante del nostro ambiente”.

Fonte: sevizio stampa comune di Cavallino-Treporti

 

Regione Veneto. Bottacin presenta in Commissione Consiglio l’aggiornamento piano rifiuti Veneto approvato dalla Giunta e afferma: “Non apriremo né discariche né termovalorizzatori” 

Rifiuti speciali

“Se già da anni nella gestione dei rifiuti il Veneto risulta essere la Regione più virtuosa a livello nazionale e tra le migliori a livello europeo, significa che la pianificazione in materia è stata di ottimo livello. Per questo, nell’aggiornamento del piano rifiuti, abbiamo voluto procedere in assoluta continuità con quello precedente”. A dirlo, l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin a margine dei lavori della Commissione consiliare competente in cui, nei giorni scorsi, è stato presentato l’aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti già adottato dalla giunta regionale.

Cosa riguarda. “Un aggiornamento che, ovviamente, non nasce dall’interpretazione unilaterale della Giunta – sottolinea l’assessore -, ma è stato condiviso con i principali stakeholders ed è calibrato con puntualità sui dettami della normativa europea, che prevede l’autosufficienza regionale con unico ambito territoriale omogeneo per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani e la libera circolazione da e verso il territorio regionale per quanto riguarda i rifiuti speciali. In tal senso l’aggiornamento del piano si è concentrato su entrambi i fronti, anche se con margini d’azione più ampi relativamente al primo”. Sempre seguendo i dettami del legislatore europeo è stata inoltre garantita in toto la gerarchia di gestione dei rifiuti che prevede innanzitutto la riduzione a monte del potenziale rifiuto e poi, in ordine, l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti, il riciclaggio dei materiali, il recupero di energia, il conferimento in discarica.

Obiettivi. “Ci siamo preposti come ulteriore obiettivo di arrivare entro la fine del decennio a una raccolta differenziata pari all’84% – prosegue Bottacin -, performance che, va detto, oggi è già realtà in vari comuni della nostra Regione, ma anche a una riduzione della produzione di rifiuto urbano residuo pari a 80 chilogrammi, rispetto agli attuali 119, per abitante all’anno”. Il raggiungimento di tali obiettivi garantirebbe infatti, a caduta, ulteriori importantissimi risultati, che l’assessore declina e sottolinea con forza, sgomberando il campo da mistificazioni sul tema: “rispettando tali linee, che sono assolutamente alla portata, non ci sarà la necessità di aprire nessuna nuova discarica, nemmeno in ampliamento rispetto a quanto già autorizzato, e nessun ulteriore termovalorizzatore né incremento di potenzialità degli stessi rispetto a quanto già autorizzato oggi. Ma, con il raggiungimento degli obiettivi di piano, prima del 2030 ci sarà il totale abbandono del ricorso alla discarica“.

Nel piano inoltre si prevede di arrivare alla tariffa unica regionale di conferimento del rifiuto residuo, con l’introduzione di un contributo incentivante per i territori virtuosi e di un contributo per il disagio per i territori che ospitano impianti di smaltimento. Per quanto riguarda invece i rifiuti speciali, pur non potendo le Regioni vincolarne i flussi, vengono previsti degli specifici focus in particolare per quanto riguarda il fine vita dei pannelli fotovoltaici, delle batterie al litio, dei veicoli convenzionali, dei rifiuti contenenti amianto, dei Pfas e ancora altro. “Ho apprezzato lo stimolo di alcuni consiglieri che, sia in Commissione sia attraverso alcuni emendamenti presentati nei giorni scorsi in Consiglio durante le votazioni per l’aggiornamento del DEFR, hanno voluto sottolineare l’importanza di alcune tematiche, in particolare legate all‘economia circolare, che, per il vero, erano comunque già presenti sia nel nostro vecchio piano che in quello in itinere. Le considero pertanto come un rafforzativo e un segno di apprezzamento della nostra azione. D’altro canto in ogni materia del mio referato – conclude Bottacin – ho voluto fin da subito che fosse rispettato un approccio massimamente scientifico nell’affrontare le diverse problematiche. Cosa che si può ritrovare anche in una lettura puntuale del piano: in tal senso potrei ricordare che, in relazione ai siti da bonificare, abbiamo ad esempio introdotto una metodologia di priorità di intervento, attraverso analisi multicriteriali, definita con la collaborazione dell’Università di Padova”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Alle “Mamme no Pfas” il premio Argav 2021

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Va alle “Mamme no Pfas” il premio Argav 2021. La cerimonia di consegna, alla presenza della coordinatrice Cristina Cola, è in programma oggi, sabato 18 dicembre, alle 12 alle Osterie Meccaniche di Abano Terme (PD).

Il premio. A decidere l’attribuzione è stato il direttivo di Argav, gruppo di specializzazione del Sindacato giornalisti Veneto e componente dell’unione nazionale Unarga. Si tratta di un riconoscimento, come spiega il presidente  Fabrizio Stelluto «destinato a persone e realtà, distintesi nel dare lustro alla regione su temi quali agricoltura, ambiente, agroalimentare, territorio, foreste, energia». Nel corso delle edizioni a ricevere il premio Argav sono stati, tra gli altri, l’attore  Marco Paolini, la scienziata Ilaria Capua, il poeta-musicista Bepi De Marzi e, più recentemente, Toio De Savorgnani (co-fondatore di Mountain Wilderness), Paolo Fontana (presidente della World Biodiversity Association),  Agostino Bonomo (presidente di Confartigianato Veneto), Michele Boato (Presidente Eco-Istituto del Veneto “Alex Langer”).

La motivazione del Premio Aragv  2021 alle “Mamme no Pfas”. “Per l’impegno costante in favore dell’acqua pulita. I fiumi e le falde del territorio veneto sono stati irrimediabilmente contaminati da sostanze tossiche chiamate Pfas, acronimo di Sostanze perfluoro alchiliche. Uno screening del 2017 evidenziava nei ragazzi tra i 14 e i 29 anni valori superiori fino a 40 volte quelli della popolazione non esposta. Quattro madri, preoccupate per la salute dei propri figli, decisero di cominciare ad agire assieme e non si sono mai fermate. Il gruppo è cresciuto e, con la tenacia che solo le mamme possono avere, ha portato  all’attenzione del mondo  il problema della contaminazione delle acque nella Pianura Veneta, fino a quel momento coperto da una coltre di omertà”.

Venerdì 17 Dicembre, Veneto Agricoltura festeggia con un libro i 100 anni di storia, mentre Paolo Fontana, premio Argav 2017, presenta la nuova edizione del libro “Il piacere delle api”

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100 anni di storia dell’agricoltura veneta racchiusi in un libro. Una sorta di racconto, da leggere tutto d’un fiato, che parte dagli anni difficili del primo dopoguerra e arriva ai giorni nostri. Una storia lunga un intero secolo, filtrata attraverso documenti storici, immagini e testimonianze, che racconta come l’agricoltura veneta abbia saputo costantemente rinnovarsi fino a raggiungere i primati assoluti riconosciuti oggi a livello mondiale. Sono questi, in sintesi, i contenuti di “Cent’anni di Veneto Agricoltura. Dall’Istituto di ricostruzione e rinascita agraria all’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario (1920-2020)”, la pubblicazione che Veneto Agricoltura, “erede” istituzionale di questo immenso patrimonio fatto di storia ed esperienze, presenterà venerdì 17 Dicembre, alle ore 10:00, presso la Corte Benedettina di Legnaro (Pd).

Il volume (Ediz. Cleup, pagg.166), a cura della prof.ssa Elisabetta Novello dell’Università di Padova, ripercorre gli ultimi 100 anni di agricoltura nel Veneto visti attraverso i fatti della pubblica istituzione regionale: dalla costituzione dell’Istituto di ricostruzione e di rinascita agraria di Venezia e Treviso, passando per l’Ente di rinascita agraria per le Tre Venezie e via via fino all’Ente di Sviluppo Agricolo del Veneto (ESAV) e all’attuale Veneto Agricoltura. Nel corso delle celebrazioni, è prevista inoltre la proiezione del documentario: “Veneto Agricoltura: sperimentazione, innovazione e formazione per il settore primario” e un tavola rotonda dal titolo “Agricoltura veneta tra ripresa e resilienza“, alla quale interverranno, oltre all’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, anche i presidenti delle organizzazioni professionali agricole, rappresentanti del mondo universitario e della ricerca. L’ingresso è aperto al pubblico nel rispetto delle vigenti normative anti Covid.

Sempre venerdì 17 Dicembre alle ore 17.30 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in contrà Porta S. Croce, 3, la presentazione della nuova edizione, riveduta e ampliata, del libro “Il piacere delle api” di Paolo Fontana, entomologo e apidologo presso la Fondazione Edmund Mach in Trentino, presidente di World Biodiversity Association onlus, Premio Argav 2017, oltre che apicoltore da più di trent’anni. E’ un nuovo incontro del ciclo Liber&Lectio, una serie di incontri culturali promossi dal Consiglio Scientifico della Biblioteca “La Vigna” su temi attuali, ma con radici antiche, a rispecchiare il prezioso patrimonio della Biblioteca, con opere che dal XV secolo arrivano ai giorni nostri. Nel libro, l’autore dichiara il suo amore per la Natura, in tutte le sue manifestazioni e, in particolare, per le eccezionali comunità delle api. Questo suo sentimento è espresso con doti e strumenti che sa maneggiare con abilità: l’ironia e la penna. La rigorosità scientifica viene alleviata da continui riferimenti alla vita quotidiana, ma anche alla storia antica e ai primordi della scienza e della cultura umana. Un libro che non parla solamente di evoluzione, morfologia, biologia ed etologia dell’ape mellifera in modo accattivante e mai banale, ma si sviluppa in una trattazione originalissima della storia del rapporto tra Uomo e Api. Da qui, poi, Fontana esamina le nuove frontiere della moderna apicoltura, sempre più coinvolta nei problemi globali della crisi ambientale che sta intaccando la sostenibilità dei sistemi naturali. Interventi: Mario Bagnara, consigliere scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna, Paolo Fontana, autore. Modalità di partecipazione: in presenza è richiesta la prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000. In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 23 luglio 2021), dal 6 dicembre l’accesso alle attività della Biblioteca è consentito solo alle persone munite di Green Pass Rafforzato. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica. Diretta Facebook: la conferenza verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Internazionale “LaVigna”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura/Biblioteca La Vigna

Attribuito a “Mamme No Pfas” il Premio Argav 2021, sabato 18 Dicembre 2021 la cerimonia di consegna

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Il Direttivo Argav, gruppo di specializzazione del Sindacato Giornalisti e componente dell’unione nazionale Unarga, ha deciso di attribuire alle ”Mamme No Pfas”, rappresentate dalla coordinatrice Cristina Cola, il Premio Argav 2021, destinato a persone e realtà, distintesi nel dare lustro alla regione su temi quali agricoltura, ambiente, agroalimentare, territorio, foreste, energia.

La consegna avverrà sabato prossimo, 18 Dicembre, alle ore 12.00 ca., nel corso di una semplice cerimonia prevista al ristorante Osterie Meccaniche, ad Abano Terme, nel padovano. Nel corso degli anni recenti, a ricevere il premio Argav. sono stati, tra gli altri, l’attore Marco Paolini, la scienziata Ilaria Capua, il poeta-musicista Bepi De Marzi e, più recentemente, Toio De Savorgnani (co-fondatore di Mountain Wilderness), Paolo Fontana (presidente della World Biodiversity Association), Agostino Bonomo (presidente di Confartigianato Veneto), Michele Boato (presidente Eco-Istituto del Veneto “Alex Langer”).

La motivazione del Premio Argav 2021 alle “Mamme No Pfas” recita: “Per l’impegno costante in favore dell’acqua pulita. I fiumi e le falde del territorio veneto sono stati irrimediabilmente contaminati da sostanze tossiche chiamate PFAS, acronimo di Sostanze Perfluoro Alchiliche. Uno screening del 2017 evidenziava nei ragazzi tra i 14 e i 29 anni valori superiori fino a 40 volte quelli della popolazione non esposta. Quattro madri, preoccupate per la salute dei propri figli, decisero di cominciare ad agire assieme e non si sono mai fermate. Il gruppo è cresciuto e, con la tenacia che solo le mamme possono avere, ha portato  all’attenzione del mondo il problema della contaminazione delle acque nella Pianura Veneta, fino a quel momento coperto da una coltre di omertà”.

Epidemia aviaria, Confagricoltura Veneto afferma: “E’ la peggiore mai vista”

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Il settore avicolo pagherà un alto prezzo con l’epidemia aviaria, che, oltre a enormi danni per le aziende agricole venete, comporterà anche una forte mancanza di prodotto. A dirlo è Michele Barbetta, rieletto presidente della sezione avicoltori di Confagricoltura Veneto per il prossimo quadriennio. Ad affiancarlo nel ruolo di vicepresidente sarà Diego Zoccante, veronese, titolare di un allevamento di 15.000 tacchini da carne a Bolca (VR) e presidente degli avicoltori di Confagricoltura Verona.

La più grave epidemia aviaria che si ricordi. “A partire dall’inizio degli anni Duemila, il Veneto è stato coinvolto in numerose epidemie di influenza aviaria, sia a bassa che ad alta patogenicità. Nel 2017 si era assistito all’ultima emergenza epidemica, nel corso della quale erano stati abbattuti milioni di volatili ed era stato disposto il divieto di allevamento all’aperto nelle aree a rischio. Ma quella che stiamo vivendo oggi è la più grande epidemia aviaria che si sia mai vista in Italia e in Veneto, che avrà tremende ripercussioni sul settore – sottolinea Barbetta, allevatore di Carceri (Padova), titolare di un’azienda agrozootecnica che comprende quattro allevamenti avicoli -. Innanzitutto ci troveremo presto di fronte a una considerevole mancanza di prodotto, a cominciare dalla carne di pollo e tacchino, perché siamo a quasi 8 milioni di capi abbattuti su circa 176 focolai, con il Veneto che conta il 90 per cento degli allevamenti colpiti in Italia. La conseguenza più probabile sarà che tutta la filiera, a partire dalla grande distribuzione, andrà a cercare carni altrove e quindi in Paesi competitor come l’Ucraina, l’Argentina e il Brasile. Oltre a perdere quote di mercato, il nostro Paese non potrà più garantire ai consumatori una carne di qualità, come quella nostrana. Una batosta quindi non solo per le aziende agricole, ma anche per i consumatori”.

Di questa terribile epidemia, al momento, non si vede la fine. “Questa è la peggiore in assoluto, sia per diffusione, sia per aggressività del virus, dal momento che può uccidere fino al 100 per cento degli animali di un allevamento – rimarca Barbetta -. Oltre al Basso Veronese, che conta il maggior numero di focolai, a soffrire è anche il Basso Padovano, che attualmente conta oltre 35 aziende agricole colpite. Il virus si è diffuso nonostante le rigide normative e i sistemi di sicurezza attivati dagli allevatori italiani, che sono costantemente soggetti a visite ispettive delle Asl. Probabilmente la causa va ricercata nel fatto che gli animali allevati all’aperto hanno più probabilità di essere contagiati da uccelli migratori. Il risultato è che moltissime aziende avicole si ritrovano da un giorno all’altro con fatturato pari a zero e ciononostante devono continuare a far fronte a spese ingenti per pulire e sanificare gli stabilimenti e pagare le bollette dell’energia elettrica, che hanno subìto rincari abnormi. Chiediamo perciò ristori tempestivi sia per gli allevatori che per il personale, dato che con le aziende chiuse e improduttive il lavoro verrà a mancare. Bisogna considerare che, per far ripartire un allevamento che ha perduto tutti gli animali, ci vorranno mesi. Nella speranza che nel frattempo si riesca a contenere l’epidemia”.

Fonte: Confagricoltura Veneto

Alto Adriatico, continua il difficile momento della pesca veneta. Focus sulla Marineria di Chioggia, impegnati l’11-12 dicembre 2021 negli Stati Generali Italiani della Pesca

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La Marineria di Chioggia, d’intesa con il locale Mercato ittico, promuove nei giorni 11 e 12 dicembre prossimo gli Stati Generali Italiani della Pesca. Nell’occasione, rappresentanti del Governo, operatori e tecnici si confronteranno sulla crisi che sta attanagliando il comparto ittico nazionale, nonché sulle possibili restrizioni allo sforzo di pesca nazionale annunciato dalla Commissione europea.

La crisi del settore ittico è ben riscontrabile scorrendo anche il nuovo Report sulla Marineria di Chioggia (Ve) pubblicato da Veneto Agricoltura (Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura), ricco di dati statistici e utili indicazioni sui trend salienti che caratterizzano la filiera della pesca.Con i suoi 220 pescherecci – si legge nell’elaborato dell’Agenzia regionale scaricabile qui:) – la flotta marittima chioggiotta resta una delle più grandi e attrezzate dell’intero Alto Adriatico, rappresentando da sola oltre un terzo dell’intera flotta veneta. Una consistenza, questa, che però nell’ultimo decennio ha segnato un preoccupante calo del -9,1%, in linea con la riduzione registrata nell’intera area adriatica, anche se nel 2020 la flotta di Chioggia è cresciuta del +0,9%, percentuale minima ma pur sempre incoraggiante in vista di una auspicata ripresa.

Per quanto riguarda il numero delle imprese attive nel settore della produzione ittica primaria chioggiotta, il Report di Veneto Agricoltura segnala che nell’ultimo anno risultano essere 457 unità, di cui 329 operative nel campo della pesca marittima, in calo del -17,8% rispetto al 2011, mentre quelle dell’acquacoltura sono 128 unità, ovvero quasi il doppio (+96,9%) rispetto a dieci anni fa. Se si considerano tutte le imprese della filiera ittica clodiense, quindi anche quelle che lavorano il pesce e lo commercializzano, il totale sale a 621 imprese, con un lieve rialzo decennale di ditte del +0,8%. Meno rosea invece la situazione occupazionale, visto che le 1.558 unità lavorative rilevate nel 2020 segnano una perdita nell’ultima decade del -14,2%. Nel Mercato ittico di Chioggia lo sbarcato locale (7.798 tonnellate nel 2020) rappresenta da solo l’83% circa dei volumi complessivi transitati, in calo del -15,5% rispetto al 2019, con un fatturato pari a 19,8 mln/euro in calo del -20,2%. I transiti totali, comprensivi anche delle quote di prodotti di provenienza nazionale ed estera, sono pari a 9.364 tonnellate (-17,6% rispetto al 2011), mentre l’incasso totale è stato di 30,9 mln/euro (-25,7% rispetto al 2011).

Per quanto riguarda i prezzi, nel confronto decennale, si registrano pochi cali per le specie maggiori, mentre prevalgono i segni positivi, in particolare per seppie (+28%), latterini (+33,6%) e cefali (+69,3%).Il Report dell’Agenzia regionale si completa con una panoramica sull’attività di pesca e allevamento dei molluschi bivalvi. La pesca delle vongole di mare e fasolari, settore gestito dal locale Consorzio (Co.Ge.Vo.), vede impegnate 57 turbosoffianti, che nel 2020 hanno pescato 859 tonnellate complessive di molluschi bivalve e bibi, registrando un calo della produzione nell’ultimo anno del -39,9% rispetto al 2019), tendenza confermata anche nel confronto decennale (-32,7%). Molto importante per l’area chioggiotta è la venericoltura effettuata in acque lagunari e che in particolare riguarda la vongola filippina, spalleggiata da una residuale quota di allevamento di mitili in Laguna di Chioggia, visto che il grosso degli impianti di mitilicoltura (longline) sono collocati in mare al largo di Pellestrina.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

11 dicembre 2021, la Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza celebra 40 anni dalla fondazione

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Sabato 11 dicembre 2021 alle ore 10.00 si terranno a Palazzo Brusarosco-Zaccaria, in contra’ Porta S. Croce, 3 a Vicenza, le celebrazioni per il40° anniversario della costituzione del Centro di Cultura e Civiltà Contadina – Biblioteca Internazionale “La Vigna”.

L’11 dicembre del 1981 Demetrio Zaccaria (nella foto in alto) fondava il Centro di Cultura. Lo scopo era quello di conservare, gestire ed incrementare la Biblioteca Internazionale “La Vigna”, che lui stesso aveva creato collezionando circa 10.000 libri sulle scienze agrarie, con particolare riferimento alla viticoltura e all’enologia e con un’attenzione particolare rivolta alla gastronomia. Il Centro doveva inoltre promuovere e agevolare studi, convegni, stage e qualsiasi iniziativa e attività idonea al progresso dell’agricoltura, alla conoscenza e diffusione della cultura e civiltà contadina e di favorire la maggiore conoscenza della Biblioteca Internazionale “La Vigna” e la sua migliore utilizzazione. Soci fondatori furono il Comune di Vicenza, la Camera di Commercio, il Consorzio tra il Comune di Vicenza e la Provincia di Vicenza per la gestione della Biblioteca civica Bertoliana e l’Accademia Olimpica. In seguito, la Provincia prese il posto del Consorzio e si aggiunse la Regione del Veneto.

Il giorno dopo, il 12 dicembre, Zaccaria donava al Comune di Vicenza la sua biblioteca e Palazzo Brusarosco-Zaccaria che tuttora la ospita. Da grande filantropo qual era definì la sua scelta una “gioia”, convinto di poter offrire anche agli altri la possibilità di studiare e di imparare. Così Vicenza divenne, agli inizi degli anni ’80, il tempio del sapere su viticoltura, enologia, gastronomia e scienze agrarie. Un punto di riferimento per tutto il mondo perché da tutto il mondo giungevano, e tuttora giungono, richieste di studiosi interessati a consultare la biblioteca di Demetrio Zaccaria. Da 40 anni il Centro di Cultura continua nell’opera di valorizzazione della Biblioteca “La Vigna” e di promozione e divulgazione degli studi inerenti alle scienze agrarie e alla civiltà contadina. Recentemente è arrivato un importante riconoscimento da parte del Ministero per i beni e le attività culturali che ha dichiarato la Biblioteca “di eccezionale interesse culturale”, annoverandola così a tutti gli effetti tra i beni culturali italiani. Durante le celebrazioni si terrà una lectio magistralis del prof. Attilio Scienza (Università di Milano), tra i massimi esperti al mondo di viticoltura ed enologia e consigliere scientifico della Biblioteca “La Vigna”.

Interventi moderati da Mimmo Vita, socio Argav e presidente Comitato Tecnico Scientifico Unarga. Ore 10.00: Saluti del presidente, Remo Pedon. Ore10.15: Saluti del presidente del Consiglio Scientifico, Danilo Gasparini. Ore 10.30: Saluti delle Autorità. Ore 11.00: Michele Zaccaria: ricordo del fondatore Demetrio Zaccaria. Ore 11.30: Lectio magistralis del prof. Attilio Scienza Nei libri il segreto della conoscenza. Quello che non può dare il digitale”. Ore 12.30: Conclusione dei lavori.  Modalità di partecipazioneIn presenza: è richiesta la prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000. In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 26 novembre 2021, n. 172), dal 6 dicembre l’accesso al Centro di Cultura e Civiltà Contadina – Biblioteca Internazionale “La Vigna” è consentito solamente alle persone munite del Green Pass rafforzato. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.

Fonte: Biblioteca Int.le La Vigna

Presepio Artistico di Segusino (TV), l’edizione 2021 dedicata al tema “Mi curo di te”

Presepio Segusino particolare 2019 7I componenti dell’associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino (TV), non sanno a tutt’oggi se la situazione pandemica consentirà di aprire la visita al Presepio, giunto in occasione del Natale 2021 alla sua 35^ edizione, però ci sperano e ci credono, tanto che da fine agosto, nel rispetto delle normative vigenti, hanno e stanno ancora lavorando per proporre anche quest’anno una magica rappresentazione natalizia.

Il titolo di questa edizione è “Mi curo di te”. Il curarsi degli altri, gli Amici del Presepio lo hanno scoperto, o meglio riscoperto, durante i mesi di lockdown quando molti volontari si sono adoperati per aiutare i vicini di casa o i compaesani più deboli, ad esempio, nel fare la spesa o nel procurare medicine, oppure compiendo tante altre piccole azioni che in tempo di “pace” non avrebbero avuto più di tanta rilevanza, ma che invece in tempo di pandemia hanno assunto un significato enorme per chi le riceveva. E questo ha fatto riscoprire il sentimento di solidarietà che c’era ai tempi della povertà e che gli anni di ricchezza economica ha pian piano fatto sempre più scemare. Il Presepio 2021 raffigura alcune piccole storie di vita in cui ogni persona, in qualche modo, “si cura dell’altro” attraverso azioni semplici, come quelle vissute durante il lockdown da pandemia, senza però riferimenti espliciti alla pandemia stessa. Diversamente dalle passate edizioni, la Natività del Presepio Artistico di Segusino 2021 è immersa in un’ambientazione un po’ inusuale rispetto al solito, che richiama nello stile una borgata dell’Umbria. Con dei piccoli accorgimenti, farà capolino comunque anche il paesaggio veneto, unendo idealmente le due bellissime regioni italiane.

Ritorneranno a Segusino anche alcuni presepi ed allestimenti di “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, sempre con la speranza che nel periodo dicembre-gennaio le normative vigenti anti-covid ne consentano la visita. L’accesso al Presepio Artistico di Segusino sarà regolamentato dall’esibizione del documento previsto dalla legge in vigore al momento del periodo di apertura (periodo che sarà da Natale fino al 6 febbraio 2022). Inoltre, le modalità di afflusso saranno regolamentate  in base alle normative vigenti del periodo. Gli Amici del Presepio chiedono dunque comprensione per ogni disagio causato o per ogni richiesta volta al rispetto delle regole vigenti.

A Segusino in tanti, ma ben distanziati! Per conoscere gli orari di apertura, gli organizzatori del Presepio consigliano sempre di consultare il sito internet www.presepiosegusino.it (sez. orari), in quanto potranno esserci variazioni anche durante il periodo di apertura. Per rimanere aggiornati su tutte le informazioni e novità, invitano a seguire la pagina Facebook Presepio Segusino.

Fonte: Associazione Amici Presepio Artistico di Segusino