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Venerdì 13 maggio 2022, i soci Argav visitano all’M9-Museo del ‘900 di Mestre (VE) la mostra “Gusto: gli italiani a tavola 1970-2050”

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Venerdì 13 maggio i soci Argav visiteranno la mostra: “Gusto: gli italiani a tavola 1970-2050” allestita nell’M9 – Museo del ‘900, a Mestre-Venezia.

La mostra, curata da Massimo Montanari e Laura Lazzaroni e aperta sino al 25 settembre 2022, è la prima di una trilogia di mostre che M9 dedica alle grandi passioni italiane, per un confronto con il passato, il presente e il futuro, tra ricerca scientifica, esperienza pop, gioco e indagine critica. L’esposizione racconterà come la relazione tra gli italiani e il cibo sia profondamente mutata in questi ultimi decenni, con un cambio di paradigma decisivo tra l’immagine tradizionale della cucina nazionale e una relazione sempre più complessa, segmentata e contraddittoria di un Paese che si sta trasformando nelle proprie abitudini, nei propri consumi e nella composizione sociale. Al centro della riflessione, la parola “gusto”, che meglio rappresenta il rapporto tra individuo e società, quell’insieme inscindibile tra piacere individuale e condivisione collettiva, meccanismi nutrizionali e fenomeni culturali, capace di rappresentare la complessità dei temi legati al cibo. La mostra è accompagnata da un calendario di workshop, show cooking, convegni, talk e iniziative che coinvolgeranno il pubblico con il contributo di cuochi, scienziati e artisti.

All’Esao Awards 2021/22, indetto dalla Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna, trionfano gli oli d’oliva extravergine italiani 

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La Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna, con sede a Madrid, ha annunciato i risultati della sesta edizione dell’ESAO Awards 2021 – 2022, premio da loro organizzato con l’obiettivo di cercare e riconoscere i migliori EVOO internazionali. Al concorso, suddiviso in sei categorie, hanno partecipato più di 190 oli provenienti da sette diversi Paesi, tra cooperative e produttori e imbottigliatori. Ebbene, sul podio, sono saliti due oli extravergine d’oliva italiani, il San Giuliano Cuor d’Olivo Fruttato (varietà bosana e coratina), dell’azienda Domenico Manca Spa – Oleificio San Giuliano, che è stato riconosciuto come il miglior Olio Extravergine di Oliva del premio e, nella categoria Best International EVOO ,si è aggiudicata il secondo posto l’azienda agricola Andrea Piero Brunotti con l‘extravergine Brunotti Biologico l’Olivaggio olio d’oliva. Il terzo posto è andato allo spagnolo EVOO “La Quinta Esencia” (varietà picual).

I vincitori della categoria “Best EVOO from Italy”.  Il San Giuliano Cuor d’Olivo Fruttato di Domenico Manca S.P.A – Oleificio San Giuliano è un olio extravergine di oliva a base delle varietà bosana e coratina, prodotto ad Alghero (Sassari), i suoi profumi ricordano gli agrumi, le erbe aromatiche e le foglie di olivo. L’azienda, fondata più di 100 anni fa, ha un uliveto di 167.495 piante di ulivo e una lunga storia alle spalle. Brunotti Biologico l’Olivaggio dell’azienda agricola Andrea Piero Brunotti ha un fruttato medio ed è di produzione biologica. Nata alla fine del 18° secolo, si trova a Canino, in provincia di Viterbo. Gran Riserva dell’Accademia Olearia Srl: questa produzione, dai profumi che ricordano la mela e il pomodoro, è originaria di Alghero (Sassari) ed è realizzata con olive raccolte con metodi semimeccanici. Completano la categoria come finalisti i DOP Sardegna di Accademia Olearia SRL e San Giuliano Monocultivar Bosana di Domenico Manca S.P.A – Oleificio San Giuliano.

A proposito di ESAO. La Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna è una scuola pionieristica nella formazione online sull’olio d’oliva ed è stata la prima scuola spagnola specializzata nel settore olivicolo. “Gli ESAO Awards hanno visto la partecipazione di oli principalmente dalla Spagna, ma anche da altri paesi produttori come Italia, Portogallo, Grecia, Turchia o Marocco”, affermano dall’organizzazione.” Gli EVOO italiani presentati a questa edizione degli ESAO Awards stanno sviluppando un lavoro straordinario, scommettendo sull’alta qualità. Faccio loro le mie più sincere congratulazioni”, afferma Susana Romera, direttore tecnico dell’ESAO e responsabile degli ESAO Awards. “La presenza degli EVOO italiani agli ESAO Awards è davvero notevole. Vogliamo congratularci con gli oli che fanno parte del podio italiano per la loro produzione di altissima qualità”, aggiungono dalla Scuola.  La Scuola ha fatto coincidere la delibera dei Premi con il lancio della Guida ESAO, dove i vincitori e i finalisti compariranno non solo degli ESAO Awards, ma anche dei premi Mario Solinas dell’International Olive Council e del Food Premi della Spagna del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione. Come novità, quest’anno la guida si presenta in formato online e ad accesso libero. Include filtri per la ricerca in base alle varietà, ai premi ottenuti, ai certificati e altro. Vedi guida: info.esao.es/guia

Fonte: Servizio stampa Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna

 

 

Pnrr, bando regionale per l’architettura rurale. Coldiretti veneto: 43mln per restauro di casoni, edifici e corti, domande fino al 20 maggio

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C’è tempo fino al 20 maggio per poter accedere ai fondi previsti per la protezione e valorizzazione dell’architettura e paesaggio rurale. Il bando predisposto dalla Regione del Veneto su un portale appositamente reso disponibile da AVEPA è una opportunità inserita nell’Investimento 2.2 del PNRR  – spiega Coldiretti – aperta a circa 290 interventi che possono interessare gli immobili con particolari caratteristiche: che siano costruiti da almeno 70 anni, censiti nelle banche dati regionali e comunali di pianificazione territoriale per la loro valenza, o soggetti a vincolo paesaggistico.

A disposizione 43milioni di euro per edifici rustici, ville venete, casoni e corti per valorizzare un importante patrimonio culturale della campagna veneta. Questa occasione di finanziamento consente di restituire il giusto valore all’eredità contadina – commenta Coldiretti Veneto – per preservarla quale esaltazione del paesaggio e della sua bellezza, anche al fine di legare le comunità locali in un contesto identitario e storico. Le misure previste riguardano anche l’efficientamento energetico quale valore aggiunto di sostegno al contesto attuale. Gli uffici di Coldiretti diffusi sul territorio sono a disposizione per l’assistenza e consulenza personalizzata. I contenuti sono consultabili al seguente link 

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Sabato 7 maggio, ore 11, a Venezia l’associazione Laguna nel Bicchiere presenta il vino “Radiosa Aurora”, nome di battaglia del partigiano-cineasta Mario Bernardo

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(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Domani, sabato 7 maggio, alle ore 11, Laguna nel Bicchiere, associazione che ha come obiettivo di rivelare il nascosto rapporto città-campagna di Venezia attraverso il recupero delle vigne, la salvaguardia di una tradizione e la protezione di un paesaggio originale pressoché sconosciuto, che i soci Argav hanno avuto modo di conoscere alcuni anni fa (link articolo) ospiterà nell‘isola di San Michele (Ve) la presentazione del vino Radiosa Aurora dell’azienda agricola Terre di Gaia.

Il vino è intitolato al partigiano Mario Bernardo, nato a Venezia nel 1919 e morto a Bieno (TN) nel 2019, paese materno in cui visse dal 2003, e che durante la resistenza scelse come nome di battaglia proprio “Radiosa Aurora”. Oltre ad essere partigiano, Bernardo fu anche un importante cineasta, svolgendo soprattutto il ruolo di direttore della fotografia in film di grandi registi, da Roberto Rossellini a Pier Paolo Pasolini, e per oltre vent’anni fu docente di tecnica della ripresa al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Durante la presentazione interverrà lo storico dell’IVESER (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza) Marco Borghi, che collabora da anni con vari istituti culturali, sia a livello locale che nazionale, tra i quali si ricorda in particolare l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Altro ospite all’evento di sabato sarà Carlo Montanaro, che parlerà della figura di Mario Bernardo nell’ambito del cinema. Montanaro è storico del cinema e proprietario dell’omonimo archivio, dove da anni raccoglie materiale cinematografico, specialmente relativo al pre-cinema. Oltre a numerose pubblicazioni su giornali e riviste, vanta anche la pubblicazione di alcuni saggi critici sulle tecnologie cinematografiche. Ulteriori info: lagunanelbicchiere.it

L’associazione “Il mondo di Tommaso” di Vittorio Veneto (TV) lancia la quarta edizione del concorso “L’uomo e gli alberi. Un rapporto per la vita”, rivolto a giovani fino a 35 anni d’età, iscrizioni entro il 30 giugno 2022 

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L’associazione “Il Mondo di Tommaso” di Vittorio Veneto (TV) promuove la quarta edizione del concorso Butterfly Effect Project, “L’uomo e gli alberi. Un rapporto per la vita”. Si può partecipare fino a 35 anni d’età, anche organizzati in gruppi che hanno in atto un progetto di riforestazione.

Scopo del concorso è comunicare l’importanza degli alberi nel rallentamento del cambiamento climatico e stimolare a portare un progetto di riforestazione, piantare nuovi alberi e soprattutto averne cura. Gli alberi aumentano la ricchezza e la bellezza del territorio e ci insegnano che vivere nel rispetto della natura migliora la qualità della vita. Negli ultimi 15.000 anni, la terra è passata da 6.000 miliardi di alberi a 3.000. Dovremmo quindi piantarne almeno 1.000 miliardi: diminuiscono la CO2, emettono ossigeno e regolano l’umidità.

La nostra vita nel pianeta non può prescindere dal rapporto con gli alberi: l’invito è piantarne il più possibile, ma anche fare pulizia dei boschi, aver cura dei territori, usar bene la risorsa acqua. Quindi portare un progetto di riforestazione già avviato, piantare nuovi alberi e averne cura. Col concorso si può essere finanziati attraverso i premi: 5 da 1.000 € a 5 progetti avviati e presentati da un video (può aiutare il libro di Stefano Mancuso “La nazione delle piante”): 3 per progetti sul territorio italiano, 2 in ambito internazionale. Modulo d’iscrizione al link: https://www.ilmondoditommaso.org/it/butterfly-effect-project-2022. Chiusura delle iscrizioni: 30 giugno, invio degli elaborati entro il 31 luglio 2022. Per altre informazioni: info@ilmondoditommaso.org oppure Claudio Corazza 338 6213782 Eleonora Saccon 340 8755953.

Fonte: Tera e acqua aprile/maggio 2022

Partita la raccolta delle fragole, qualità e prezzi buoni. Nel Basso ed Est Veronese, l’80 per cento della produzione veneta. In Polesine, coltura emergente.

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Tornano le “rosse” del Veneto, con una qualità eccellente e una buona quantità. Il freddo non ha frenato la maturazione delle fragole, consentendo nei giorni scorsi la partenza regolare nel Basso ed Est Veronese, dove si concentra l’80 per cento della produzione regionale, così come nelle campagne del resto del Veneto. La domanda di prodotto sul mercato c’è, ma le note dolenti, come accade da qualche anno, giungono dal fronte della manodopera, che è carente.

Veneto al momento in vantaggio rispetto a sud Italia, Spagna e Olanda. “L’inizio della raccolta è in linea con gli altri anni e le temperature fresche stanno favorendo una maturazione equilibrata e graduale delle fragole – spiega Damiano Valerio, azienda a Raldon, referente per il prodotto di Confagricoltura Verona -. I frutti sono grandi e dolci, le varietà richieste sono la Clery, molto apprezzata dai Paesi nordici, la saporita Sibilla e l’Anthea. Molte aziende coltivano anche varietà rifiorenti come l’Elsanta, che andranno avanti fino a fine giugno. Abbiamo fatto passi da gigante sul fronte qualitativo. Utilizziamo agrofarmaci a basso impatto ambientale, che ci consentono di avere un prodotto a residuo quasi pari a zero, come attestano le analisi di cui siamo in possesso. Il mercato sta andando bene. Siamo avvantaggiati dai problemi legati al meteo sia del Sud Italia che della Spagna, che stanno producendo meno fragole rispetto ai loro standard. Anche l’Olanda è in ritardo, in quanto, data l’impennata dei costi energetici, tanti produttori hanno deciso di posticipare il periodo della coltivazione in serra”.

I prezzi per ora sono soddisfacenti, con le fragole vendute tra i 4 e i 5 euro al chilo. “È ancora presto per sapere quanto prenderemo noi produttori, ma non dovremo andare sotto ai 2,5 euro al chilo per avere una redditività in linea con le scorse annate – dice Valerio -. I costi degli imballaggi sono aumentati del 40 per cento tra nylon, cassette, cestelli, vaschette e vassoi. E abbiamo il problema dell’approvvigionamento, perché la guerra in Ucraina ha creato squilibri sul mercato e il reperimento della plastica è difficoltoso. Inoltre dobbiamo mettere nel conto il gasolio agricolo e i concimi. Infine, registriamo le consuete carenze di braccianti. Le aziende frutticole si sono attrezzate con operai romeni, indiani e pakistani, ma a breve la raccolta entrerà nel vivo e avremo necessità di manodopera, che non sarà facile reperire”.

In Polesine, coltura emergente. Dalla provincia di Rovigo una voce positiva è quella di Sofia Michieli, giovane produttrice di Confagricoltura, che ha creato una serra con un innovativo sistema fuori suolo, che razionalizza l’acqua, migliora la qualità del lavoro e consente di raddoppiare la produzione. Ogni anno sono 400 i quintali raccolti, da aprile a novembre, grazie a varietà rifiorenti che garantiscono frutti anche in autunno. “Abbiamo iniziato a raccogliere il 25 aprile e siamo fiduciosi, perché i frutti sono molto belli e non ci sono stati danni da gelate. In Polesine quella delle fragole è una coltura emergente, ma che sta appassionando molte aziende perché ci sono possibilità di crescita e sviluppo. Noi coltiviamo i frutti in regime di lotta integrata, con mezzi di lotta biologica e lancio degli insetti utili e abbiamo molti altri progetti per diventare sempre più sostenibili, ad esempio razionalizzando l’utilizzo dell’acqua. Non abbiamo risentito dei costi energetici perché le nostre serre non sono riscaldate e illuminate, e neppure del rincaro della plastica perché non la usiamo. La pandemia e il conflitto ucraino hanno creato molta incertezza sul mercato, ma l’anno scorso è stato soddisfacente per i prezzi e ci auguriamo che questo non sia da meno”.

In Italia sono 4.100 gli ettari coltivati a fragole, di cui 2.600 al Sud concentrati soprattutto tra Basilicata e Campania. In Veneto la superficie investita è di 360 ettari, concentrati per l’80% nella provincia di Verona, che conta circa 290 ettari e una raccolta annua di 50.000 quintali di prodotto.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Stagione irrigua in Veneto: derivazioni ridotte anche del 50%. Consorzi di bonifica: “A rischio 6 miliardi di euro di produzione agricola”.

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Le sporadiche piogge di questi ultimi giorni non hanno compensato il grave stato di siccità nel quale versano le campagne venete in questo inizio di stagione irrigua 2022. I dati presentati il 13 aprile scorso nel corso dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici presso l’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali indicano uno stato di siccità conclamata, che nella scala ideata dall’Autorità stessa è salita dal livello di severità bassa al livello di severità media.

Significativi i dati medi degli ultimi 4 giorni di marzo: per il Brenta, a Bassano, si è registrata una portata pari a 16,5 mc/s, vicina il minimo storico del periodo; per il fiume Bacchiglione a Montegalda la portata media ha toccato i 7,2 mc/s, costituente minimo storico assoluto del periodo; per il fiume Astico a Pedescala la portata media è scesa a 0,4 mc/s, vicina il minimo storico del periodo. Desta allarme anche l’Adige, a rischio di intrusione del cuneo salino: le portate medie misurate a Boara Pisani nelle ultime 2 settimane oscillano tra valori di 75 e 110 mc/s e quelle dell’ultima settimana oscillano tra valori di 75 e 85 mc/s e quindi, talvolta, di poco inferiori alla soglia minima di deflusso per contrastare l’intrusione del cuneo salino.

Le riduzioni di prelievo irriguo che si profilano sono significative: dell’ordine del 50% sui bacini dell’Adige e del Piave, del 40% su quello del Brenta e del 50% sulle restanti aree irrigue regionali. Sul bacino dell’Adige potrebbero derivare ulteriori problematiche per il fatto che, in caso permanesse la presente congiuntura climatica, le portate suddette potrebbero essere raggiunte solo con l’apporto aggiuntivo di risorse invasate nei bacini montani delle Province autonome di Trento e Bolzano. A tal proposito, va evidenziato che sulla base del Decreto Legislativo 152/2006, in una scala di priorità dell’utilizzo della risorsa, al primo posto figura il potabile, al secondo l’agricoltura e di seguito tutti gli altri scopi. “Alla luce dell’attuale quadro di severità, i Consorzi di Bonifica sono impegnati nel sensibilizzare gli agricoltori sull’attuale scenario di criticità invitandoli a utilizzare software per il consiglio irriguo – tra i quali Irriframe, sistema messo a disposizione da ANBI e previsto tra le misure del Piano di Sviluppo Rurale Veneto – e a prepararsi a una possibile futura razionalizzazione della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro. – È comunque surreale che in una regione piovosa come il Veneto, 6 miliardi di euro di produzione agricola siano a rischio perché le piogge si concentrano in determinati periodi e non scendono quando servono alle campagne. È evidente che non possiamo più perdere neanche una goccia di pioggia e che è necessario avviare un piano per la realizzazione di bacini di invaso per lo stoccaggio della risorsa.”

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Da Vinitaly 2022 parte la candidatura Unesco della lavorazione delle uve della Valpolicella

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“Parte ufficialmente da Verona, dal Vinitaly, il cammino della candidatura a Patrimonio Immateriale Unesco della tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella. Una grande opportunità in chiave di sviluppo della denominazione e del territorio, volano per le economie locali e di valorizzazione della tradizionale, inconfondibile e inimitabile tecnica di lavorazione.” In tutti questi anni non è mai stata riconosciuta una tecnica di vinificazione, per questo è una sfida, ma questo dossier rappresenta quello che Unesco richiede”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto alla presentazione della candidatura Unesco ospitata nello spazio espositivo regionale a Vinitaly. Assieme a Zaia, erano presenti il vice presidente Organo Esperti Mondiali Unesco, il professor Pier Luigi Petrillo, il Rettore dell’Università degli Studi di Verona, il professor Pier Francesco Nocini, con il presidente del Consorzio Valpolicella e il presidente Strade del Vino.

Tradizione millenaria tramandata di padre in figlio. “Con il professor Petrillo ho condiviso gran parte della mia storia da Ministro, lo definisco un enfant prodige dei provvedimenti in agricoltura che mi ha fatto innamorare della partita Unesco. Tra un anno conto di tornare al Vinitaly per celebrare il decimo sito Unesco del Veneto. Per Verona intendiamo candidare anche la Pesciara di Bolca, con il suo inestimabile patrimonio di fossili marini. Tante opportunità che vanno colte e che dimostrano la capacità del Veneto di guardare al futuro”, ha proseguito Zaia. L’unicità dei vini più prestigiosi della Valpolicella deriva dalla tradizionale tecnica dell’appassimento: le migliori uve, selezionate e vendemmiate rigorosamente a mano vengono messe a riposare sulle tradizionali “Arele” (graticci di canna di palude anticamente utilizzati per l’allevamento di bachi da seta) o in moderne cassette, all’interno dei cosiddetti “fruttai”; questo periodo dura circa tre mesi e in questa fase, di fondamentale importanza, le uve perdono tra il 30% e il 50% del proprio peso, concentrando gli aromi e tutti quegli elementi che rendono riconoscibili e inimitabili i grandi rossi del territorio.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Venerdì 29 aprile 2022, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) corso di formazione giornalisti dedicato ai capisaldi della tutela ambientale in Veneto

Parco Colli Euganei

Venerdì 29 aprile, dalle ore 18.30 alle ore 20.30,  i soci Argav si incontreranno al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per il corso di formazione per giornalisti “50 anni e non sentirli: i capisaldi della tutela ambientale nel Veneto”. L’incontro è aperto anche al pubblico (su prenotazione), nel rispetto delle normative anti Covid. Per l’attribuzione ai giornalisti dei crediti formativi è obbligatoria l’iscrizione sul sito www.formazionegiornalisti.it.

L’incontro ripercorrerà la storia della legge 1097/71 “Romanato – Fracanzani”, la prima varata dal Parlamento italiano in materia di tutela ambientale, che salvò dalla distruzione i Colli Euganei e fu frutto di una battaglia civile esemplare. Racconterà inoltre la nascita della rete ambientalista Wigwam, fondata 50 anni fa e quindi tra le prime eminentemente ecologiste, nate in Italia a nel mondo; unica con origine in Veneto, tra quelle riconosciute con decreto ministeriale, quale associazione di tutela ambientale a valenza nazionale.

Programma. Ore 18.30 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto Fabrizio Stelluto, presidente Argav. Relatori: Renato Malaman, giornalista, “Dallo sfruttamento alla tutela: mezzo secolo fa una legge audace fermò le cave e avviò la valorizzazione degli Euganei”; Gianluigi Ceruti, avvocato, “Dalla legge 1097/71 per la tutela dei Colli Euganei alla legge quadro 394/91 sulle aree protette italiane”; Efrem Tassinato, giornalista, fondatore e presidente Wigwam Clubs Italia, “Nel 1971-72 piantammo foreste e germogliarono coscienze. Non ci siamo mai fermati, siamo i Wigwam”. Coordinatrice: Marina Meneguzzi, giornalista, direttivo Argav.

Convivio finale. Al corso seguirà il consueto momento conviviale, anticipato (ore 20.30 ca.) dagli interventi di Federico Capovilla di “Verza Salumi e Aurum Verza” – Cogollo del Cengio, che presenterà la produzione dei salumi artigianali dell’Alto Astico e Posina, nonchè il nuovo prodotto “Il Cengio” e la nuova linea Aurum Verza, unica al mondo. Simone Dal Cotivo del birrificio artigianale “Il Birrone”  – Isola Vicentina, che illustrerà la storia e le caratteristiche della produzione e parlerà di un mondo di “birre felici”.

Direttivo Argav. Si riunirà prima del corso di formazione, a partire dalle ore 16.30.

Russia-Ucraina. Dal blocco dell’export del legname all’opportunità di valorizzare il patrimonio di pioppi e boschi veneti

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Gli effetti del conflitto russo-ucraino avranno ripercussioni nel lungo periodo anche per quanto riguarda la filiera foresta-legno. A causa del blocco alle esportazioni di tronchi dalla Russia e Ucraina, si stanno infatti aggravando ulteriormente la crisi dei prezzi e lo squilibrio dei mercati internazionali. Ma è da qui che, secondo Confagricoltura Veneto, bisogna ripartire per valorizzare il patrimonio boschivo locale.

Una risorsa finora poco valorizzata. “Questo contesto, con i rapidi mutamenti del quadro geopolitico internazionale e gli ingenti aumenti energetici, è l’occasione per far tornare centrale la risorsa legno italiana nelle politiche di approvvigionamento di materie prime – sottolinea Gian Luigi Pippa, presidente del settore Risorse boschive e coltivazioni legnose di Confagricoltura Veneto -. La pioppicoltura nella pianura padana è la punta di diamante della produzione legnosa a uso industriale in Italia, vale a dire per compensati, imballaggi, carta e pannelli. Tuttavia occorre una programmazione seria per incrementare gli impianti e ridurre la dipendenza dall’estero. Ci vogliono, infatti, dieci anni per avere un pioppo maturo e perciò servirebbero contratti di filiera e politiche economiche orientate allo sviluppo del settore. In Veneto c’è stata una buona crescita di pioppeti, negli ultimi anni, dovuta alla forte richiesta di compensato in tutto il mondo e quindi di pioppi maturi. Abbiamo anche avviato un campo sperimentale per la selezione di piante resistenti, al fine di ottenere materiale resistente alle avversità e ai cambiamenti climatici. Da parte nostra, dunque, c’è il massimo sforzo per valorizzare la filiera. Ma l’attuale situazione d’incertezza richiede, anche da parte della politica, strategie capaci di ridurre la forte dipendenza di legname dall’estero”.

Oggi in Veneto ci sono circa 3.000 ettari di pioppi. La provincia di Rovigo è capofila con 700 ettari, seguita da Padova, Verona e Venezia che veleggiano a quota 600. Vicenza e Treviso sono fanalini di coda con numeri meno significativi. Il Veneto vanta però anche un grande patrimonio boschivo, che copre il 25 per cento del territorio regionale. “Nel Bellunese noi siamo stati capofila di un progetto di certificazione del legname, arrivando a ottenere il marchio di Gestione forestale sostenibile per 23.000 ettari di bosco dal Comelico al Cadore e altrettanti nell’Altopiano di Asiago – sottolinea Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno -. Un importante passo verso la creazione di filiere forestali d’eccellenza, che valorizzino il territorio montano e consentano di creare ricchezza. Ma bisogna fare di più per riequilibrare un mercato del legname caratterizzato da uno squilibrio tra domanda e offerta. Un problema strutturale della filiera foresta-legno che si conferma nel Veneto e in particolare nei boschi bellunesi, nonostante il settore industriale (legno-arredo) rimanga tra quelli di punta nell’economia regionale con 12.000 imprese, 70.000 addetti ed esportazioni per un valore superiore ai 2,2 miliardi di euro”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto