• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

9-10 novembre 2021, a Verona c’è B/Open, fiera del biologico, di grande interesse gli incontri alla “due giorni” di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Csqa

vino_biodinamico

Sarà una vera e propria maratona dedicata al biologico quella che Regione Veneto e Veneto Agricoltura con CSQA proporranno in Fiera a Verona martedì 9 e mercoledì 10 novembre in occasione di B/Open, la kermesse rivolta agli operatori del food certificato biologico. Nei due giorni della manifestazione, nella saletta all’interno dello stand regionale (padiglione 12, area B3), saranno in programma dei focus dedicati ad alcune iniziative che le Istituzioni regionali stanno realizzando in tema di biologico.

Gli incontri, che potranno essere seguiti anche in diretta sulla pagina Facebook di Veneto Agricoltura, si svolgeranno in modalità dinamica, tipo talk show, ciascuno condotto da un esperto che si avvarrà della presenza di alcuni ospiti. Si comincia martedì 9 novembre alle ore 11:00 con un focus condotto da Silvano Cossalter di Veneto Agricoltura dedicato al progetto “BeeDiversity”, una interessantissima iniziativa del Programma europeo Interreg Italia/Slovenia il cui obiettivo è quello di monitorare e salvaguardare l’ambiente delle api. Nello specifico, l’attenzione verrà posta sull’uso delle arnie elettroniche già attive nel Veneto (quella dell’Agenzia regionale è sita presso l’azienda sperimentale di ValleVecchia di Caorle, Ve), e sui dati che queste offrono ai tecnici e agli apicoltori. Alle ore 14:00, Lorenzo Furlan (Veneto Agricoltura) si confronterà con vari esperti in tema di difesa integrata in agricoltura biologica, un tema che sempre più sta interessando e coinvolgendo gli agricoltori. Infine, alle ore 15:30, Michele Giannini (Veneto Agricoltura) focalizzerà l’attenzione sulle nuove varietà di “vitigni resistenti” e come queste possono aiutare la coltivazione biologica della vite. Il giorno seguente, mercoledì 10 novembre alle ore 11:00, Valerio Bondesan (Veneto Agricoltura) con i suoi ospiti punterà i riflettori sul progetto “Agromix”, che si sviluppa nell’ambito del Programma europeo Horizon 2020, incentrato su un’agricoltura più sostenibile. In pratica, la volontà è quella di andare oltre il modello “intensivo” di agricoltura e allevamento per cercare una maggiore sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale, valutando in campo sistemi dinamici agroforestali, ovvero colture+alberi, e misti, che includono forme di allevamento estensivo. Si tratta di una sfida complessa, non facile ma che trova nell’agricoltura biologica un modello precursore di successo. La giornata proseguirà con il focus delle ore 14:00 condotto da Gabriele Zampieri (Veneto Agricoltura) dedicato al comparto del latte biologico. A questo proposito, è interessante sottolineare che, secondo stime recenti sugli acquisti, oltre la metà delle famiglie italiane consumano almeno una volta alla settimana un prodotto bio. Tra questi, il latte bio e i prodotti caseari con latte bio sono sempre più presenti ed è per questo che Veneto Agricoltura sta avviando un’indagine sulla produzione di latte bio nella nostra regione con interviste ai produttori sulla loro realtà produttiva, sulle problematiche e prospettive di mercato. Il focus si concentrerà proprio su questi aspetti, partendo dal presupposto che i produttori lattiero-caseari veneti bio sono oltre un centinaio sommando quelli bovini, caprini e ovini.

La maratona regionale sul biologico si concluderà con il focus delle ore 15:30 condotto da Davide Troncon (CSQA) dedicato alla valorizzazione dei prodotti del Cansiglio (TV-BL). Un tema, questo, di grande interesse considerato che la tutela della biodiversità, la qualità dei prodotti ed il benessere animale rappresentano sempre più valori apprezzati e richiesti dal consumatore, sempre più attento alle tematiche della sostenibilità. Ed è proprio in questo contesto che si è inserito il progetto di CSQA di valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari dell’Altopiano Tambre-Spert-Cansiglio, che ha verificato l’attenzione dei produttori locali a queste tematiche tramite un “pacchetto” integrato di certificazioni che vanno a completare il percorso virtuoso dell’altopiano Cansiglio che, primo in Italia, si è nel contempo certificato per i Servizi Ecosistemici PEFC per la tutela della Biodiversità forestale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Aviaria, focolai a Verona e Ferrara, intensificate le misure di sorveglianza

integrazione-dati-epidemiologici-aviaria-2016-2017

Torna l’allarme influenza aviaria, rafforzate le misure di sicurezza in decine di allevamenti in tutta la provincia, a partire dalla Bassa Padovana, per evitare il diffondersi di contagi dopo i casi delle scorse settimane registrati anche in Veneto, nel veronese, e Emilia Romagna, in provincia di Ferrara. Per ora non ci sono problemi negli allevamenti avicoli della nostra provincia, spiega Coldiretti Padova, ma è opportuno tenere alta la soglia di attenzione.  “I primi focolai avevano interessato alcuni stati europei – spiega  Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova –  fra cui Francia, Svezia, Repubblica Ceca e Finlandia, ora vi sono alcuni casi anche in Italia. Dapprima è stato interessato un allevamento in Provincia di Ferrara e in questi ultimi giorni sono stati confermati focolai anche in Veneto e in particolare in provincia di Verona. Il Ministero della Salute ha emanato un provvedimento teso a dare indicazioni operative per l’attuazione delle attività di rafforzamento delle misure di biosicurezza e di sorveglianza sul territorio nazionale”. 

Misure. Viene messo in atto, dunque, un rafforzamento dell’applicazione delle misure  che riguardano in particolare la pulizia e disinfezione, il divieto di entrata nelle aziende di personale non autorizzato, lo stoccaggio e lo smaltimento delle carcasse, della lettiera e della pollina, il divieto di mantenere all’aperto il pollame e i volatili in cattività negli allevamenti delle zone “A” e “B” delimitate in base alla diffusione del contagio.

Gli esperti mettono in guardia, siamo di fronte ad un virus particolarmente pericoloso, per il quale sembra essere in atto una delle più grandi epidemie mai verificatesi in Europa. “Raccomandiamo pertanto – conclude Roncalli – di rispettare rigorosamente le prescrizioni veterinarie e tutte le misure volte a limitarne la diffusione e a rafforzare la sorveglianza attiva e passiva”. Coldiretti Padova ricorda che sul fronte della produzione di carne avicola la nostra provincia è seconda in Veneto dopo Verona, con quasi 91,4 tonnellate realizzate nel 2019 per un fatturato di quasi 120 milioni di euro, in lieve ripresa dopo le difficoltà degli anni precedenti, nonostante i prezzi restino bassi. Ad incidere sull’incremento è stato il lockdown che ha portato ad un palco in avanti della produzione destinata al consumo domestico, insieme a quella delle uova che in Veneto supera i due miliardi di pezzi e copre oltre il 15% del mercato nazionale.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

​

6 novembre 2021, a Piove di Sacco (PD) l’incontro “Fiumi, fra amore e rischio”, serata di musica e d’impegno per il rispetto dei corsi d’acqua e la necessita’ di prevenzione delle alluvioni

alluvione-veneto-1

Si tiene sabato 6 novembre 2021, ore 20:45, nell’auditorium Regina Margherita di Piove di Sacco (via F. De André, 2) “Fiumi, fra amore e rischio”, incontro organizzato dell’associazione Intercomunale Brenta Sicuro, con il patrocinio della città di Piove di Sacco. L’iniziativa si propone di sensibilizzare cittadini ed istituzioni al sacro rispetto dei corsi d’acqua e di sollecitare le necessarie manutenzioni arginali oltre che di completare l’idrovia Padova-Venezia che contribuirebbe ad abbassare il rischio alluvionale in modo sensibile nei territori veneziani e padovani.

Interventi. Sono passati 55 anni dalla grande alluvione che colpì Firenze ed anche – soprattutto – il Triveneto, provocando centinaia di vittime e danni immani alle case ed all’economia. Sono passati 70 anni dalla alluvione del Polesine che provocò enormi distruzioni ed abbandono del territorio. Sono passati 11 anni dalla rotta del Roncajette del 2010 e del Veneto colpito da ben 32 rotture arginali con più di 550 milioni di danni. Sono purtroppo fenomeni ricorrenti che colpiscono l’Italia e tanti Paesi vicini e lontani a noi. Le quotidiane cronache ce lo raccontano praticamente ogni giorno. Ne discuteranno: Davide Gianella, sindaco di Piove di Sacco, Paolo Ferraresso, presidente consorzio Bonifica Bacchiglione, Leonardo Toson, presidente di Banca Patavina. Ci sarà, inoltre, l’intervento registrato dell’Emerito Prof. Luigi D’Alpaos, massimo esperto di idraulica, che fornirà la visione, senza filtri, di chi tratta e studia queste problematiche da oltre mezzo secolo.

La serata avrà l’ideale “filo conduttore” rappresentato dalla musica: il gruppo musicale guidato da Andrea Scarso “The fireplaces”, noto per la sua incredibile collaborazione con Bruce Springsteen nel palco del concerto padovano di qualche anno fa, per collaborazioni internazionali oltre che per la generosità nel condividere le battaglie per il territorio ed il rispetto delle persone, interpreterà, assieme a Mark Geary, giunto appositamente dall’Irlanda, un repertorio musicale dedicato ai corsi d’acqua ealla tradizione popolare, con canzoni che vedono i fiumi come sfondo di vicende d’amore, di vita ed anche tragiche. Concluderà la serata la canzone che il gruppo ha creato per le attività di Brenta Sicuro: Dirty River, una sorta di monito ad occuparci dei corsi d’acqua, a rispettarli ed amarli.

Con l’occasione, il Consorzio di Bonifica Bacchiglione esporrà la mostra allestita in occasione del 50esimo anniversario dell’alluvione del 1966 oltre che la mostra a ricordo del 2010, accompagnata dalla proiezione del filmato -documentario “L’urlo dell’acqua” che raccoglie testimonianze della vicenda alluvionale del 1966 (orari e modalità in via di definizione; come pure la possibilità delle scuole di vedere le proiezioni del filmato).

Fonte: Associazione Brenta Sicuro

Avere delle città sostenibili si può: come Venezia, Gorizia e Milano stanno affrontando la sfida

Fonti Rinnovabili 101

Durante la “Settimana europea per l’energia sostenibile“ svoltosi nel Veneziano, si è discusso a Mestre nello Spazio Chorus il tema “Ricomporre città sostenibili: Gorizia, Milano, Venezia”. Erano presenti l’urbanista Claudio Calvaresi, di Avanzi sostenibilità per azioni di Milano, la professoressa Laura Fregolent, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica allo Iuav di Venezia e il dirigente del settore Urbanistica e Ambiente di Gorizia, Licinio Gardin. A moderare il confronto il vice presidente di NordEstSudOvest Alessio Molin.

Come le tre città stanno guardando alle sfide ambientali del futuro. Tra gli esempi proposti c’è il progetto del quartiere San Marco di Mestre (Venezia), 23 mila metri quadrati, privati, con una torre di 70 metri e un supermercato da 2500 metri quadrati. La proposta ha suscitato diverse critiche dai cittadini e dall’opposizione in consiglio comunale, mentre per la giunta si tratta di un’opportunità per la zona. «L’Urbanistica è cambiata molto negli utimi decenni – spiega Fregolent – perché se fino a qualche tempo fa era lo strumento usato per la crescita della città, ora il concetto è stato rovesciato, si punta anche al riuso del suolo. Anche l’architettura ora guarda più alla relazione con il verde, si fa maggiore attenzione ai materiali e alla sostenibilità ambientale».Una delle città che più sta puntando su questi concetti e Milano che, grazie all’Expo 2015 e alle Olimpiadi invernali con Cortina del 2026, sta cogliendo questa sfida. «A Milano sono successe delle cose molto interessanti – riflette Calvaresi – e da cui si possono trarre delle indicazioni per le politiche urbane nel nostro Paese. Una di queste è l’incontro delle energie sociali, tra chi, cioè, ha delle buone idee da proporre nelle periferie e i quartieri e che il Comune di Milano ha sostenuto e valorizzate. In Lombardia lavorano delle Fondazioni bancarie molto importanti che accompagnano questi progetti». Per Gorizia si è parlato di come si sta preparando a essere Capitale europea della cultura nel 2025 assieme alla slovena Nova Gorica. Entrambe stanno lavorando a un’idea di riqualificazione urbanistica complessiva partendo da piazza Transalpina, sia nel versante italiano che in quello sloveno, e si ragionerà come sarà trasformata da qui ai prossimi quattro anni.

La “Settimana europea dell’energia sostenibile” è organizzata dal 2011 dall’associazione NordEstSudOvest sotto l’egida della Commissione Europea, con la partecipazione di Actv, Avm, Argav, Asterisco Informazioni, Avanzi (Sostenibilità per azioni), Chorus, Città di Venezia, Comune di Mira, Confesercenti, Energintech Srl, Enterprise Europe Network, Associazione “Amici dei fiumi del Veneto e dell’Europa”, Europe Direct Venezia-Veneto e Veritas.

Fonte: Associazione NordEstSudOvest

A San Zeno di Montagna (Vr) fino al 7 novembre fine settimana dedicati al Marrone di San Zeno Dop e alle castagne

IMG_7299

Continuano a San Zeno di Montagna (V), nei fine settimana 30/31 ottobre e 1/6/7 novembre 2021, la 18° edizione della Festa del Marrone di San Zeno DOP e la 49° edizione della Festa delle castagne – Mostra Mercato dei Marrone. La manifestazione è stata presentata al Mercato Coperto di Campagna Amica Verona dal presidente del Consorzio di Tutela del Marrone di San Zeno DOP Simone Campagnari, dal sindaco di San Zeno di Montagna Maurizio Castellani, dalla vicepresidente di Coldiretti Verona Franca Castellani. Presenti anche Silvia Marcazzan, componente di giunta di Coldiretti Verona con delega alla montagna; il consigliere del Comune di San Zeno di Montagna con delega alla manifestazione Carlo Gambino; Paolo Bissoli e Alessandro Torluccio rispettivamente presidente e direttore di Confesercenti.

Il Marrone di San Zeno DOP è prodotto in un’area che comprende parte dei comuni di Brentino Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Costermano, Ferrara di Monte Baldo e San Zeno di Montagna, in provincia di Verona. Nella comunità montana del Monte Baldo la castanicoltura ha rappresentato nei secoli passati una risorsa economica importante con i primi riferimenti storici sulla coltivazione del castagno che risalgono al Medioevo. E’ a partire dagli anni Venti del secolo scorso che la coltura e la cultura del castano ha intrapreso la via di una produzione più razionale e attenta, che ha portato ad una produzione media annua che varia dai 200 ai 400 quintali a seconda dell’andamento dell’annata. Da disciplinare di produzione, i castagneti del Marrone di San Zeno DOP devono essere localizzati tra i 250 e i 900 metri s.l.m., mentre la raccolta può essere effettuata a mano o con mezzi meccanici idonei, tali da salvaguardare l’integrità sia della pianta che dei frutti.

Programma. La manifestazione si svolgerà̀ all’aperto rispettando le misure per la prevenzione del COVID-19. In tutti i giorni della festa, alle 11.00 in Piazza Schena ci sarà l’apertura del villaggio dei sapori con vendita del Marrone di San Zeno DOP e Birra Castanea. Si potranno degustare piatti tipici. Alle 19.00 chiusura chioschi. Nei ristoranti del paese si potranno assaggiare piatti a base di castagne. Tra le iniziative in programma, segnaliamo: venerdì 5 novembre, alle 17.00 all’Hotel Laguna si terrà il convegno “La montagna e i territori rurali nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza. Le sfide del turismo sostenibile”, mentre alle 20.00 al Palazzo Cà Montagna, è organizzata la cena di degustazione a base di castagne in collaborazione con il ristorante Al Calmiere. Info e prenotazioni Ufficio Turistico 045 6289296 entro il 27 ottobre. Quota di partecipazione 60 euro. Sabato 6 novembre alle 15.00, sfilata del Carnevale di Verona con il Papà del Gnocco e il Re della Stordela. Domenica 7 novembre, dalle 16.00 alle 18.00 si terrà l’esibizione con gli zampognari.

Interventi. “Questa festa è importante per tutti: castanicoltori e cittadini e soprattutto per tornare a stare insieme. Come Amministrazione di San Zeno di Montagna abbiamo voluto organizzare la manifestazione, anche se in modo diverso per le limitazioni poste dal Covid”, ha detto il sindaco Maurizio Castellani. “Con questa iniziativa – ha sottolineato Simone Campagnari – possiamo promuovere il nostro prodotto che oltre a essere DOP è biologico e a venderlo nella piazza principale di San Zeno. La montagna sa produrre qualità ed eccellenze in un ambiente naturale con prati, pascoli e castagneti. La manifestazione rappresenta una vetrina perché il marrone di San Zeno attira tante persone sul nostro territorio anche per godersi una bella giornata all’aria aperta e un ottimo menu con le castagne”. Carlo Gambino ha precisato: “Quest’anno per la prima volta abbiamo stravolto la festa per le normative vigenti e per non creare assembramenti ma in poco tempo siamo riusciti a organizzarla”. L’iniziativa del resto, ha aggiunto Gambino, non celebra solo un prodotto come il marrone ma coinvolge tutto il paese e le associazioni. Franca Castellani ha evidenziato il significato di questa iniziativa che rappresenta una “forma di ripartenza per le persone e le attività commerciali, dato il difficile periodo della pandemia”. “Abbiamo già presentato diverse manifestazioni al Mercato Coperto – ha detto – che si trova in centro città, luogo delle eccellenze agroalimentari veronesi ma anche a disposizione dei cittadini per iniziative che fanno conoscere il territorio scaligero ricco di tradizioni, prodotti unici ed eccellenti come il Marrone di San Zeno che ha ottenuto la denominazione di origine protetta nel 2003”. È bella vedere la voglia di ripartenza – ha aggiunto Silvia Marcazzan – che non è scontata e anche la sinergia con altre organizzazioni perché la montagna deve essere valorizzata soprattutto facendo squadra”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

Il ruolo del radicchio di Chioggia Igp nell’alimentazione dello sportivo, se ne parla il 29 ottobre 2021 a Chioggia (VE)

Radicchio on a dark background. Food for a vegan and a vegetarian. Diet, food concept.

Si parlerà di sport e di alimentazione il prossimo 29 ottobre nella sala convegni del Chioggia Ortomercato del Veneto. Del resto, in un anno caratterizzato da grandi successi sportivi, come la vittoria degli Europei da parte della Nazionale italiana di calcio e del team di pallavolo maschile, ai quali si aggiungono le tante medaglie d’oro vinte dagli azzurri alle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo e i primati mondiali raggiunti in molte altre discipline atletiche, il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp non poteva lasciarsi scappare l’opportunità di far conoscere quanto il “Principe Rosso” possa essere un alleato formidabile di atleti e sportivi nel conseguimento di risultati importanti. Ovviamente come componente dell’alimentazione.

A dimostrarlo gli studi sulla caratterizzazione del Radicchio di Chioggia Igp condotti dal DAFNAE (Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente) dell’Università di Padova, rivelando alti valori in termini nutrizionali, in quanto fonte di fibre, di vitamine e di sali minerali. Inoltre, grazie all’elevata percentuale di acqua ed alla buona concentrazione di potassio, il Radicchio di Chioggia Igp, è un alimento depurativo. Il tipico colore rosso indica la presenza di antiossidanti, soprattutto antocianine, molecole appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, che contrastano lo sviluppo di radicali liberi i quali sono responsabili dell’invecchiamento cellulare, mentre il sapore amarognolo è rivelatore di una buona concentrazione di guaianolidi, ossia molecole che hanno dimostrato interessanti proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e digestive. Per cui, il radicchio di Chioggia Igp può essere un alimento importante per chi, attraverso il benessere del proprio corpo, vuole raggiungere dei risultati attraverso lo sport. “E’ sempre importante parlare di quanto una corretta alimentazione stia alla base della salute e delle nostre prestazioni – spiega il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – secondo l’OMS con un consumo di 600 grammi di frutta e verdura al giorno si eviterebbero oltre 135 mila decessi, un terzo delle malattie coronariche e l’11 per cento degli ictus. E tra i prodotti il cui consumo dovrebbe essere fortemente caldeggiato rientra sicuramente il Radicchio di Chioggia Igp. Per questo ho ritenuto importante proporre un incontro pubblico insieme al mondo sportivo. Nella nostra città sono tante le organizzazioni agonistiche che si occupano della preparazione dei nostri giovani, una preparazione che a mio avviso non può prescindere da una corretta alimentazione – magari fondata sulle tante eccellenze, come il Radicchio di Chioggia Igp – che il territorio esprime in egual misura dei campioni e che i consumatori premiano in modo sempre più convinto e consapevole”.

Relatori. Insieme al presidente Giuseppe Boscolo Palo alle ore 18.00, sul palco della sala convegni del Chioggia Ortomercato del Veneto saliranno: Paolo Sambo, ricercatore del dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova, autore insieme al dr. Carlo Nicoletto degli studi sulla caratterizzazione del Radicchio di Chioggia Igp; Gianluca Luciani, medico e nutrizionista dello sport; Silvia Zennaro, velista e beniamina di casa, quest’anno protagonista ai Giochi olimpici di Tokyo nella disciplina “laser radial femminile” dove ha raggiunto la settima posizione. A moderare l’incontro sarà il giornalista Simone Francescon, volto noto del mondo sportivo in quanto conduttore della trasmissione Caffè Sport che va in onda su Tv24.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp

Direttivo Argav stasera al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Che venerdì 29 ottobre sera ospiterà anche il corso di formazione giornalisti organizzato da Argav in collaborazione con il Sindacato giornalisti del Veneto ed in cui si parlerà di “Land grabbing, il nuovo colonialismo”.

lets-write-something-writing-4545938-1024-768

Stasera, martedì 26 ottobre 2021 alle ore 18.30, nella sede circolo di campagna Wigwam ad Arzarello di Piove di Sacco (PD), si svolgerà il direttivo Argav con il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, assemblea Argav elettiva del 13 novembre 2021, premio Argav 2021 e pranzo di Natale, programmazione prossime attività 2021, varie ed eventuali.

“Land grabbing, il nuovo colonialismo”. Sempre nel circolo Wiwgam ad Arzerello, venerdì 29 ottobre p.v., dalle ore 19,  ci sarà la tradizionale conviviale mensile che vedrà protagonista Andrea Stocchiero, policy officer presso Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) e coordinatore di ricerca nel CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale). E’ economista con 30 anni di esperienza professionale nel campo dell’economia dello sviluppo e della cooperazione internazionale, con analisi su diverse questioni, dall’agricoltura familiare e lo sviluppo locale, al ruolo del settore privato rispetto alle catene del valore e al fenomeno del land grabbing. Un particolare filone di analisi politica è quello sulle migrazioni, con particolare riferimento ai problemi dei flussi misti dall’Africa al Mediterraneo all’Europa, sia rispetto alle questioni dell’accoglienza che di cooperazione con i paesi di origine e di transito. Curatore e autore di diverse pubblicazioni, tra cui la serie  I Padroni della Terra. La serata, aperta a tutti, è anche accreditata come corso di formazione per giornalisti, per cui, colleghi e colleghe giornalisti/e sono invitati ad iscriversi attraverso la piattaforma Sigef (corsi terzi). Il corso, che terminerà alle 21 e sarà moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, approfondirà, per l’appunto,  il fenomeno del “land grabbing” (letteralmente accaparramento di terra), con cui grandi interessi economici si appropriano di vasti terreni nei Paesi più poveri, e le conseguenze che tale prassi ha e potrà avere sullo sviluppo del Terzo Mondo, nonché sui flussi migratori. A seguire sarà ospite anche Francesco Cobalchini, dg Intermizoo, per illustrarci Pro Caseus, nuovo indice genomico di attitudine casearia, brevettato assieme all’Università di Padova.

25-29 ottobre 2021, torna la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, gli appuntamenti nel Veneziano

1867_energie_rinnovabili

Dopo un anno sabbatico per la pandemia, lunedì torna la “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”. La manifestazione è organizzata dal 2011 dall’associazione NordEestSudOvest sotto l’egida della Commissione Europea, con la partecipazione di Actv, Avm, Argav, Asterisco Informazione, Avanzi (Sostenibilità per azioni), Chorus, Città di Venezia, Comune di Mira, Confesercenti, Energintech Srl, Enterprise Europe Network, associazione “Amici dei fiumi del Veneto e dell’Europa”, Europe Direct Venezia-Veneto e Veritas.

Con questa cinque giorni di dibattiti e confronti, l’associazione vuole raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, i soggetti istituzionali, imprenditoriali e associativi e i mezzi di informazione sui temi della produzione e dell’uso intelligente dell’energia, mettendo in evidenza argomenti generali e casi concreti, coinvolgendo a questo proposito le diverse realtà interessate. Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità verso il tema della tutela dell’ambiente e la salvaguardia del nostro pianeta. La giovane attivista Greta Thunberg sta facendo scuola, mettendo sul tavolo questioni come il riscaldamento globale, la riduzione della plastica e l’inquinamento che sta avvelenando i mari e la terra. «Continuiamo la nostra azione verso una politica di energia sostenibile» spiega il vice presidente dell’associazione NordEstSudOvest Pierantonio Belcaro «e ora sono tornati d’attualità questi temi, come il cambiamento climatico e la conversione ecologica. Ad esempio, si deve pensare a come ridurre la plastica e lo smog. Sinora per le nostre iniziative abbiamo sempre scelto dei posti iconici di Mestre, come il Museo M9 o piazza Ferretto. Stavolta puntiamo sullo Spazio Chorus (www.progettochorus.it) di via Carducci 67 per rivitalizzare un’altra zona della città».

La parte “mestrina” della “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile” si snoderà in tre momenti; il primo, lunedì 25 ottobre alle 17.30, dove si parlerà de “Le politiche europee, nazionali e regionali per la sostenibilità energetica”. Interverranno il consigliere regionale Roberto Bet del gruppo Zaia Presidente, il consigliere regionale Arturo Lorenzoni del gruppo misto e la responsabile Europe Direct Venezia-Veneto del Comune di Venezia Francesco Vianello. Modererà il convegno il presidente dell’associazione NordEstSudOvest Elso Resler. Il secondo, martedì sempre alle 17.30, con il tema “L’innovazione tecnologica nella gestione dei rifiuti e la produzione di energia”. E uno degli argomenti sarà l’Ecodistretto di Fusina, un modello nazionale per il trattamento dei rifiuti solidi urbani prodotti nel territorio. Saranno presenti il Chief Sustainability Officer di Strategy Innovation (spin off dell’Università di Ca’ Foscari) Matteo Civiero, l’amministratore delegato di Energintech Lorenzo Lastella e il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini. A moderare il confronto ci sarà il tesoriere di NordEstSudOvest Alessio Molin. Il terzo mercoledì, ancora alle 17.30, con il convegno dal titolo “Ricomporre città sostenibili: Gorizia, Milano e Venezia”. Per la città del Friuli-Venezia Giulia, si parlerà di come si sta preparando a essere Capitale europea della cultura nel 2025 assieme alla vena Nova Gorica. Entrambe stanno lavorando a un’idea di riqualificazione urbanistica complessiva partendo da piazza Transalpina, sia nel versante italiano che in quello sloveno, e si ragionerà come sarà trasformata da qui ai prossimi quattro anni. 

Per Milano si discuterà degli interventi sui quartieri, mentre su Venezia saranno fatte delle riflessioni pure sulla futura torre da 70 metri in viale San Marco in Mestre. Sono stati chiamati a intervenire l’urbanista di Avanzi – Sostenibilità per azioni di Milano Claudio Calvaresi, la professoressa Laura Fregolent, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica allo Iuav di Venezia e il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna. Sarà presente per un saluto un rappresentante del progetto Chorus e modererà il pomeriggio il vice presidente di NordEstSudOvest Pierantonio Belcaro. Dopo i primi tre giorni a Mestre, la “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile” si sposterà a Venezia e poi Mira. Nella città lagunare, l’appuntamento di giovedì alle 17 sarà al Teatro dei Frari (San Polo Calle drio l’Archivio 2464/Q Venezia), con i contributi del direttore della sala stampa Sacro Convento di Assisi Padre Enzo Fortunato e del presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci. Il pomeriggio è curato da Shylock Centro Universitario teatrale di Venezia. Infine venerdì ci si sposterà all’auditorium della biblioteca comunale di Oriago di Mira (via Venezia 171/172). Dalle 20.30 si terrà un convegno su “Energia sostenibile: esperienze e progetti in Comune di Mira”. Dopo il saluto del sindaco di Mira Marco Dori, come relatori ci saranno l’assessore all’Ambiente di Mira Maurizio Barberini, Massimo Gattolin e Annamaria Pastore della Città metropolitana di Venezia, l’amministratore delegato di Energintech Lorenzo Lastella e il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro. A moderare il vice presidente di NordEstSudOvest Pierantonio Belcaro.

Fonte: Associazione NordEstSudOvest

zi

slo

Domenica 24 ottobre 2021 a Codega Sant’Urbano (TV) la 7^ edizione del Festival delle Dop del Veneto

Prodotti a denominazione Veneto

L’emergenza pandemica ha spinto gli acquisti per la tavola verso prodotti locali e certificati. È quanto emerso dall’indagine realizzata da EngageMinds Hub, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica a Cremona. Oltre la metà degli intervistati, circa 4000, ha comprato cibi a “Km 0” e con certificazioni territoriali. Si stima che il 70% delle persone acquisti spesso o sempre prodotti Dop, Igp o Stg, ovvero a qualità certificata europea. Una conferma della forza di questo “paniere”, quello italiano è il più ricco tra i paesi europei, una vera e propria cornucopia colma di qualità, storia, tradizione, bellezza, bontà e forza economica anche turistica. Lo è per ogni Regione del Belpaese, specie per il Veneto che si contende con l’Emilia Romagna il primato nazionale. Infatti, dai prodotti a base di carne agli ortofrutticoli, dai formaggi agli oli, dai prodotti di origine animale ai vini, sono ben 89 i cibi e vini veneti riconosciuti dall’Unione Europea con l’attestazione di Denominazione di Origine.

Più in dettaglio si tratta di 18 DOP (Denominazioni di Origine Protetta), 18 IGP (Indicazioni Geografiche Protette), 29 vini DOC (Denominazioni di Origine Controllata), 14 vini DOCG (Denominazioni di Origine Controllata e Garantita) e 10 vini IGT (Indicazioni Geografiche Tipiche). In questo straordinario paniere, che fa del Veneto la prima Regione in Italia per numero di prodotti a marchio di qualità europeo, vanno aggiunti 5 prodotti STG (Specialità Tradizionali Garantite) e 3 Bevande Spiritose IG (Indicazione Geografica). Si tratta di sigle e loghi che talvolta possono anche generare un po’ di confusione tra i consumatori, che presentano un unico denominatore comune: il riconoscimento a livello europeo dell’altissima qualità di questi prodotti dell’agricoltura che complessivamente, secondo recenti stime dell’Osservatorio Ismea-Qualivita, valgono oltre 3,9 miliardi di euro, suddivisi tra vitivinicolo (88,7%) e agroalimentare (11,3%).

Tutto ciò sarà in bella mostra domenica 24 ottobre dalle ore 10:00 alle 18:00, nei padiglioni di GodegaFiere (Godega San’Urbano, TV) con la 7^ edizione del Festival delle DOP del Veneto, la kermesse dedicata alle eccellenze dell’agroalimentare regionale, promossa da Regione, Veneto Agricoltura e l’Amministrazione comunale locale. Un appuntamento unico per il pubblico e gli appassionati dei prodotti di altissima qualità della nostra agricoltura.

Non solo cibi: durante la giornata, che si terrà nel pieno rispetto delle normative anticovid (l’ingresso è gratuito ma è richiesto il green pass), sono previste degustazioni (formaggi, vini, miele, sopressa, prosciutto, etc.) e momenti di intrattenimento con musica e cabaret che coinvolgeranno il pubblico presente. Infine, all’esterno dei padiglioni fieristici, sarà in funzione una grande rostidora per la preparazione del prodotto principe del mese di ottobre: i marroni IGP di Combai e del Monfenera e quello Dop di San Zeno di Montagna (VR).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

La Grande Alluvione in mostra a Rovigo a partire dal 23 ottobre 2021

 

Da una catastrofe può derivare anche qualcosa di positivo? L’interrogativo – non privo di attualità – è alla base della mostra “70 anni dopo. La Grande Alluvione” promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e curata da Francesco Jori, in programma a Rovigo a Palazzo Roncale dal 23 ottobre al 31 gennaio prossimi. Ricordare oggi, a settant’anni di distanza, quell’evento è un dovere sociale”, afferma il presidente della Fondazione, Gilberto Muraro. “Non tanto, o non solo, per ripercorre una cronaca che si è fatta storia. Ma per capirne la genesi, ciò che nel tempo ha condotto a quei terribili giorni. Per riflettere, nell’oggi, sull’eterna e disattesa urgenza di rispettare i fiumi e l’ambiente. Ed è anche occasione per capire, mentre i testimoni diretti dell’evento diventano sempre più rari, cosa di esso sia rimasto nel dna personale e sociale dei Polesani, di quelli che hanno continuato a vivere in Polesine e dei Polesani costretti a nascere e crescere altrove. Per i quali la Grande Alluvione è un brano importante della storia familiare, ancora presente ma fatalmente destinato ad evaporare generazione dopo generazione”. Ma – aggiunge il Presidente Muraro – questa mostra intende soprattutto focalizzare come quella tragedia si ripercuota oggi nel tessuto fisico, sociale ed economico del Polesine. Cercando di indagare “cosa”, oltre al ricordo, al dolore, alle tragedie personali e sociali, derivi oggi – 70 anni dopo – da quell’Alluvione. Che certamente “bloccò” un territorio ma che orgogliosamente, grazie anche alle previdenze statali per le aree disagiate e agli aiuti di molti italiani e non solo, ebbe la forza di riprendersi, pur restando estraneo all’esplosione industriale che a partire dagli anni Sessanta mutò il volto di altre province del Veneto”.

“In carenza di un vero sviluppo del comparto industriale”, annota il curatore della mostra Francesco Jori – “il Polesine ha puntato su quello agricolo, riqualificandolo e riqualificandosi, dal riso alla orticoltura. Un territorio che ha fatto di un Delta abbandonato e nemico, di una terra di malaria prima e di pellagra poi, una delle più ambite e importanti aree umide d’Europa, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio della Biosfera. Che ha saputo qualificare anche il patrimonio del suo mare, con la mitilicoltura e la pescicoltura di eccellenza. Che da quella tragedia è stato spinto a rispettare, tutelare e valorizzare il suo ambiente. E che ha ricominciato a guardare alla globalizzazione, ricordando di essere stato, per un millennio, quando Adria dava il suo nome ad un mare, uno dei gangli di incontro delle reti commerciali del mondo. In questi 70 anni non sono certo mancati distorsioni ed errori, fisiologico frutto dei tempi e della legittima necessità di lavoro e di benessere. Ma nel suo insieme questo territorio costituisce oggi un patrimonio ambientale e umano altrove perduto. Un patrimonio che consente oggi al Polesine di continuare a pianificare un futuro di qualità”. Foto in alto (un fotoreporter con la sua macchina fotografica cammina nell’acqua durante l’alluvione nelle campagne del Polesine; alle sue spalle in lontananza un operatore con cinepresa, 17 novembre 1951 ©Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo)

Fonte: Servizio stampa