• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

“Appello per la riconversione ecologica dei territori”, presentazione stampa il 23 novembre 2021, ore 11, nell’Auletta di Montecitorio a Roma

Bioarchitettura

Per salvare il nostro pianeta dalla pandemia virale e ambientale serve un rivoluzionario cambiamento di rotta dei nostri stili di vita e in particolare nel mondo dell’edilizia in termini di durabilità, economicità, ecologia, autosufficienza energetica e programmazione strutturale. Nel contesto del Pnrr (Piano nazionale di rilancio e resilienza), la Fondazione Italiana per la Bioarchitettura e l’Antropizzazione Sostenibile dell’Ambiente, vuole lanciare insieme ai firmatari l’ “Appello per la riconversione ecologica dei territori” nel corso della conferenza stampa che si svolgerà martedì 23 novembre 2021 alle ore 11 presso l’Auletta di Montecitorio a Roma. Obiettivo dell’incontro stampa, fare incontrare i media con i firmatari e la politica per dare concretezza ai postulati e alle proposte del documento.

L’Appello si inserisce nella lunga serie di attività divulgative, progettuali ed editoriali della Fondazione finalizzate alla sensibilizzazione e all’attuazione di iniziative concrete che contribuiscano ad innescare un processo di transizione resiliente del Paese. Diffuso da “Le Carré Bleu, feuille internationale d’architecture” con l’”instant magazine luglio 2021” francese/inglese/italiano e da “Bioarchitettura/ Abitare la terra” sul n. 129 e redatto in collaborazione la Fondazione Italiana per la Bioarchitettura e altri 12 soggetti di rilevanza nazionale e internazionale -, l’Appello è teso a definire una strategia di azione mirata a favorire la capacità di adattamento del territorio nazionale alle, ormai inevitabili, conseguenze dei cambiamenti climatici. L’incontro vuole essere un momento di confronto su questi temi in un tempo di svolta in cui il termine “ecologia” risuona nei discorsi politici ed economici più come uno slogan, che come un’intenzione concreta basata reali contenuti.

Parteciperanno alla conferenza stampa i rappresentanti delle organizzazioni firmatarie dell’Appello: Le Carré Bleu, feuille internationale d’architecture, Fondazione Italiana di Bioarchitettura e Antropizzazione Sostenibile dell’Ambiente, Università La Sapienza Roma – Prorettorato alla Sostenibilità, CNAPPC – Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, IN-Arch Istituto Nazionale di Architettura, Greenaccord Onlus, Alleanza per il Clima, AzzeroCO2, Legambiente, Italian Institute for the Future, Civilizzare l’Urbano ETS, Unaga, OICE, AIQUAV – Associazione Italiana per la Qualità della Vita e gli stakeholder invitati: Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, Massimo Sessa, Presidente Consiglio Superiore LLPP, Manfred Schullian, Onorevole, Gilberto Dialuce, Presidente ENEA, Sabrina Alfonsi, assessore all’Ambiente e all’Agricoltura del Comune di Roma, Franco Gallerano, docente del Dipartimento di ingegneria dell’Università La Sapienza, Giorgio Parisi, premio Nobel 2021 per la fisica, Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola.

La Fondazione Italiana per la Bioarchitettura® e l’Antropizzazione Sostenibile dell’Ambiente, con sede a Firenze, Roma e Bolzano e delegazioni in tutte le regioni italiane, già ente terzo di formazione riconosciuto dal MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) e dal CNAPPC (Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), dal 2012 è impegnata nella diffusione delle tematiche della Bioarchitettura. La fondazione opera da anni nell’analisi degli effetti delle emissioni di CO2 da consumi energetici e nello studio delle misure di contenimento in ambito architettonico e urbano. Possibile anche il collegamento on line, informazioni: arch. Laura Paladino T. 327 9743106 T. 336 453195, dott. Nicolas Spiess T. 338 6283413. 

Fonte: Fondazione Italiana per la bioarchitettura e l’antropizzazione sostenibile dell’ambiente

Bolzano, le novità della gestione del rischio in agricoltura presentate al primo Agri Risk Future Day

AgririskDay3

Si è tenuto il 19 novembre scorso a Bolzano il primo Agri Risk Future Day organizzato da Condifesa Bolzano, Condifesa Trento in collaborazione con Asnacodi Italia. L’evento, andato in scena in concomitanza della fiera AgriAlp, ha permesso di conoscere le ultime novità della gestione del rischio in agricoltura a livello nazionale, regionale e provinciale, ma non solo. Infatti, il convegno ha visto la partecipazione di relatori provenienti dal Parlamento europeo, gli onorevoli Herbert Dorfmann e Paolo De Castro, che hanno raccontato cosa ci aspetterà nei prossimi anni con l’avvento della nuova PAC a partire dal 2023. “Importanti novità ci riserva la nuova programmazione politica europea per il mondo della gestione del rischio – ha spiegato Dorfmann – a partire dalla possibilità data agli Stati Membri di prelevare il 3% dei fondi dal Primo Pilastro della PAC per creare una soluzione trasversale per le aziende agricole di salvaguardia dai danni catastrofali (gelo, alluvione e siccità)”.

Nuovo catasto frutticolo e digitalizzazione. Hanno portato la loro visione sulle nuove strategie di gestione del rischio, Mauro Serra Bellini (dirigente del Mipaaf) e Filippo Codato (competence leader fondi per Asnacodi Italia). Il dirigente ministeriale ha spiegato come la normativa relativa alla gestione del rischio negli ultimi anni si sia sviluppata in maniera importante, Serra Bellini ha sottolineato l’importanza dei fondi mutualistici e ne ha spiegato in maniera dettagliata funzionamento e gestione. Filippo Codato ha spiegato nel suo intervento il lato pratico dei fondi mutualistici, presentando le attività che sono state svolte a livello nazionale dai Condifesa del Sistema Asnacodi Italia e i fondi mutualistici settoriali attivati, sottolineando l’importanza che questi innovativi strumenti a disposizione degli agricoltori. Focus tecnico per continuare il pomeriggio dedicato all’agricoltura 4.0 sul campo con gli interventi di Martin Pazeller (Provincia di Bolzano), Marco Galli (Agrin) e Steno Fontanari (Enogis). Il dirigente della Provincia ha presentato il nuovo catasto frutticolo altoatesino sviluppato impiegando le ultime novità in termini digitali e attraverso un’importante azione di networking con le cooperative e il mondo associazionistico. Nuovo catasto frutticolo che diventerà un vero e proprio strumento al servizio dell’agricoltore. La rilevazione digitale dei danni in campo da avversità atmosferiche e da fitopatie è stato il focus degli interventi di Galli e Fontanari i quali hanno presentato e fatto toccare con mano le potenzialità della digitalizzazione. In particolare, Fontanari ha presentato l’app AgriPerizie specificandone vantaggi e modalità di uso, “applicazione – ha evidenziato Fontanari – già in uso in diversi Condifesa e in Compagnie di assicurazione a livello nazionale, sia per il rilievo dei danni da avversità che dai danni causati dalle fitopatie”.

Cuore dell’incontro è stata la tavola rotonda dove si sono susseguiti i massimi esperti del settore, da Angelo Frascarelli (presidente di Ismea), Silvia Lorenzini (direttore Agea Coordinamento), Massimo Crespi (presidente Hypermeteo), Martin Pazeller (dirigente Reparto Agricoltura Provincia di Bolzano), Romano Masé (dirigente Reparto Agricolo Provincia di Trento), Georg Kössler (presidente VOG), Thomas Oberhofer (presidente Vi.P.) e Michele Odorizzi (presidente Melinda) che hanno portato la loro visione sul futuro del comparto e hanno tracciato le sfide che ci aspettano, su tutte la sostenibilità, ambientale, sociale ed economica. Specificando che gli strumenti di gestione del rischio e la digitalizzazione giocheranno un ruolo di primaria importanza per superare le sfide del prossimo futuro. Sono intervenuti a seguire Arnold Schuler e Giulia Zanotelli, rispettivamente assessore all’agricoltura della Provincia di Bolzano e di Trento. L’assessore trentino, ha spiegato l’importanza della gestione del rischio e “come l’innovazione sia sentita come necessario e forte elemento su cui porre particolare attenzione al fine di dare sia concrete risposte agli agricoltori, che prospettiva di sostenibilità futura dell’attività agricola in generale. La valorizzazione degli strumenti ordinari assicurativi attraverso i processi di digitalizzazione – ha continuato Zanotelli – e semplificazione delle procedure amministrative (agricoltura 4.0, utilizzo dei droni, rilevazioni satellitari, introduzione standard value), assume quindi particolare rilevo anche e soprattutto per il tema della “gestione del rischio”. Non va per altro dimenticato il ruolo e l’importante lavoro svolto fino ad oggi dal consorzio di difesa presente sul nostro territorio, che ha saputo distinguersi per capacità operativa e di ricerca di nuove soluzioni-prodotti, accompagnando e sostenendo le nostre aziende anche attraverso l’attivazione di percorsi innovativi di gestione del rischio” – ha concluso l’assessore. Anche l’assessore bolzanino ha condiviso la visione del collega trentino, ribadendo l’importanza della Gestione del Rischio. Infine, Stefano Francia (vicepresidente di Asnacodi Italia) ha voluto sottolineare l’importanza che lo sviluppo tecnologico, l’innovazione digitale, i big data, ecc. hanno per il sistema Asnacodi Italia-Condifesa, “stiamo lavorando alacremente per portare soluzioni sempre più impattanti in senso positivo agli associati dei nostri Condifesa, gli agricoltori, focalizzando l’attenzione verso la semplificazione, che non significa limitare controlli, ma bensì renderli più intelligenti e veloci. Come Asnacodi Italia e sistema di Condifesa ci stiamo adoperando per raggiungere questo primario obiettivo, oggi ne sono state prova le relazioni che abbiamo sentito ed i risultati che sono stati già raggiunti e che oggi abbiamo potuto toccare con mano” – ha concluso Francia.

Fonte: Servizio stampa Condifesa Trento

Stasera si riunisce on line il nuovo direttivo Argav, a guidarlo Stelluto, riconfermato presidente all’unanimità

Fabrizio Stelluto

A seguito delle risultanze dell’Assemblea Elettiva, svoltasi a Vicenza lo scorso 13 novembre e che ha visto riconfermato presidente il giornalista Fabrizio Stelluto, stasera si riunirà on line il nuovo direttivo Argav.

Tra i primi obbiettivi del rinnovato gruppo dirigente, indicati dal presidente Stelluto, ci sono il rafforzamento della presenza in Trentino Alto Adige e l’impegno per una sempre maggiore professionalizzazione dei giornalisti di settore di fronte alle cruciali sfide per la salvaguardia del Pianeta, lo sviluppo dell’agricoltura e la tutela delle risorse idriche.,

L’incontro, che vede la regia del giornalista consigliere Mauro Poletto, avrà inizio alle ore 18:30 e prevede il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, comunicazioni della Segretaria, Premio Argav e pranzo di Natale, attribuzione incarichi operativi, prossime attività, varie ed eventuali.

La grande alluvione in mostra per non dimenticare il Polesine. Le immagini e il ricordo 70 anni dopo.

(di Romina Gobbo, giornalista, consigliere Argav) C’è chi racconta di aver ospitato una famiglia sfollata e chi di aver ascoltato alla radio gli appelli alla solidarietà. Sono passati settant’anni, ma in Veneto il ricordo dell’alluvione che, tra il 14 e il 25 novembre 1951, si riversò sul Polesine, è ancora vivo.

Non era la prima volta che il Po fuoriusciva, anzi, quell’area è da sempre contesa fra terra e acqua, lo attesta già lo storico romano Tito Livio. Ma quella fu la prima calamità naturale dell’Italia del dopoguerra e, proprio per la sua portata, ne divenne anche il primo evento mediatico. Un territorio rurale sconosciuto ai più, marginale, e molto povero, in un’epoca in cui non esisteva la televisione, grazie a riviste come La Domenica del Corriere e L’Europeo e a grandi firme come Enzo Biagi, Sergio Zavoli, Toni Cibotto, si trovò catapultato sulla scena mondiale.

Ha il sapore della rinascita la mostra “70 anni dopo. La Grande Alluvione” (aperta fino al 31 gennaio 2022, a palazzo Roncale, Rovigo), curata del giornalista Francesco Jori e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. «Alle immagini e cronache dell’alluvione, abbiamo aggiunto documenti che raccontano la storia del Polesine e la resilienza della sua popolazione. Quell’evento ha generato dei cambiamenti nel tessuto fisico, sociale, ed economico del Polesine – spiega Jori, che è anche autore del libro “I giorni del diluvio” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine) –. La ricostruzione innescò un meccanismo di accelerazione dello sviluppo: l’economia passò dall’essere solo agricola, al manifatturiero, ai servizi all’industria, e oggi il tasso di crescita si è allineato al resto del Veneto. Per questo, volevamo che le celebrazioni per il settantesimo andassero oltre la memoria del fatto calamitoso, che rimane comunque la “madre di tutte le alluvioni”». In undici giorni si riversarono nel territorio polesano 8 miliardi di metri cubi d’acqua, inondando 100mila ettari, e distruggendo 20mila micro aziende e 150mila quintali di prodotti, uccidendo un centinaio di persone e migliaia di animali. Il tutto per danni per 300 miliardi di lire dell’epoca e un esodo drammatico: 180mila profughi, 80mila dei quali non fecero più ritorno.

La mostra fa memoria di un’epoca che non è ancora troppo lontana, ma che rischia di sbiadire mano a mano che gli ultimi testimoni vengono a mancare. «Avevo quasi dodici anni. La mia era una famiglia da sempre abituata all’acqua. Papà era un pescatore e aveva una piccola impresa di drenaggi fluviali – racconta Luciano Rovatti di Occhiobello –. Non ho mai più rivisto gli occhi di papà così preoccupati come quel 14 novembre 1951 quando, con un boato sordo, l’argine si aprì. Papà, con la sua imbarcazione, continuò per giorni a portare in salvo persone». Le immagini in bianco e nero raccontano di lanci di viveri e medicinali dagli aerei, persone ammassate nei camion con le poche cose salvate, volti sperduti, i vestiti logori. Bello l’allestimento, interessanti il documentario sulla tragedia a firma dell’Istituto Luce, e i tre professori universitari, “ologrammi” che si alternano per raccontare passato e presente del territorio.

pubblicato su Avvenire – giovedì 11 novembre 2021 – pag. 10 e su http://www.scriptandclick.com

Lutto in casa Argav

lutto

Domenica 14 novembre scorso è mancato il papà del collega giornalista Argav Donato Sinigaglia, consigliere Unarga. Il rito funebre sarà celebrato domani, mercoledì 17 novembre, alle ore 10:30 a Rovigo nella chiesa di San Pio X.

Il Presidente, il Direttivo, i giornalisti e i soci Argav esprimono a Donato e alla sua famiglia sentite condoglianze e vicinanza in questo momento di dolore.

Eletto il nuovo direttivo Argav, Fabrizio Stelluto riconfermato presidente, Renzo Michieletto nominato vice presidente vicario mentre vice presidente è il trentino Giancarlo Orsingher

Ospiti del centro culturale San Paolo a Vicenza, conosciuto in Veneto, e non solo, per dar vita ogni anno al Festival Biblico, i soci Argav si sono riuniti sabato 13 novembre scorso per l‘Assemblea elettiva, ponendo così termine al regime di “prorogatio” dell’organismo dirigente, a seguito della pandemia.

Il nuovo direttivo resterà in carica sino al 2024 ed è così composto: per la categoria soci giornalisti, Fabrizio Stelluto, riconfermato presidente (al centro della foto in alto), Renzo Michieletto, eletto vice presidente vicario (a sx della foto in alto), il trentino Giancarlo Orsingher, nominato vicepresidente (a dx della foto in alto), Marina Meneguzzi, Alessandro Bedin, Gian Omar Bison, Emanuele Cenghiaro, Maurizio Drago, Mauro Poletto, Andrea Saviane, Clara Grossi e Romina Gobbo; per la categoria soci aderenti: Mirka Cameran Schweiger, riconfermata segretaria e tesoriere, Nadia Donato, Giorgio Pavan. Invitati permanenti: Mimmo Vita (Comitato Tecnico Scientifico Unarga e Presidente Ucsi Veneto), Edoardo Comiotto (Confagricoltura Veneto), Giuliano Marchesin (Unicarve), Donato Sinaglia (consigliere Unaga), Efrem Tassinato (tesoriere Unarga), Sandra Chiarato (Ufficio stampa Coldiretti Veneto).

Nuovo Direttivo 13 novembre 2021

Ospiti d’eccezione all’incontro,Lisa Bellocchi, neo-presidentessa di Efaj (Associazione dei giornalisti agricoli europei), Roberto Zalambani, presidente Unarga (Unione Nazionale Associazioni Regionali Giornalisti Agroambientali) e Diego Neri (Sindacato Giornalisti del Veneto), che hanno portato i loro saluti e contributi in merito alla situazione professionale della categoria in Italia e all’estero.

Diego Stelluto MimmoEfrem Tassinato 13 novembre 2021Lisa Bellocchi 13 novembre 2021Roberto Zalambani 13 novembre 2021

Il Cansiglio non può e non deve essere venduto, all’indomani del 34° raduno di alpinisti e ambientalisti in difesa della Foresta, alcune riflessioni in merito

Il Cansiglio non è in vendita

Riceviamo e pubblichiamo da Michele Boato, direttore Ecoistituto Veneto Alex Langer, Giancarlo Gazzola, vicepresidente nazionale Mountain Wilderness, Toio de Savorgnani, Ecoistituto Langer e Mountain Wilderness, nonché premio Argav 2016

Quella svoltasi domenica 14 novembre scorso è stata la 34° volta che alpinisti ed ambientalisti si sono ritrovati per riaffermare, con la loro presenza, che la Foresta del Cansiglio è un luogo da tutelare e conservare. La montagna è sempre più frequentata da un gran numero di persone che cercano un contatto con la natura, staccando dalle città affollate, caotiche ed inquinate.

Abbiamo cominciato negli anni ’80 del secolo scorso opponendoci all’espansione delle piste e impianti da sci del Pian Cavallo friulano sul versante veneto, ancora intatto. Purtroppo, in qualche decina di anni, il riscaldamento climatico che spinge la neve sempre più in alto ci sta dando ragione: se avessero costruito quegli impianti, ora sarebbero in continua passività, con bilanci in rosso ripianati sempre con soldi pubblici.

Siamo stati presenti per chiedere la demolizione e il recupero della situazione originaria delle due basi militari abbandonate di cima Pizzoc e Pian Cansiglio, come poi è accaduto.

Ci siamo anche opposti all’abbattimento di 2000 cervi accusati di far “morire la foresta” per la distruzione del sottobosco e dei piccoli alberi, ma anche quello squilibrio era causato dall’uomo, che aveva eliminato tutti i predatori. Ora con il ritorno dei lupi, nel giro di solo qualche anno, i cervi sono scesi a meno di 400, quindi ad un numero fisiologico che non mette in pericolo la foresta.

Abbiamo manifestato contro la installazione di pale eoliche alte forse 120 metri sulla cima del Pizzoc, uno dei punti di passaggio degli uccelli migratori tra i più importanti in Europa ed il progetto è stato abbandonato.

Negli ultimi anni abbiamo fatto sentire la nostra voce per impedire l’inizio di una campagna di vendite che vedeva come prima alienazione l’ex albergo San Marco, abbandonato da anni, ma a cui sarebbero seguiti poi altri edifici e parti di Cansiglio, i pascoli ad esempio. Siamo stati molto criticati per aver speso tanto tempo ed energie per difendere un rudere ormai inutilizzabile, ma stavamo difendendo un principio, non un edifico ammalorato : il Cansiglio, luogo identitario per veneti e friulani, ma importante anche per tutta la comunità nazionale, NON PUO’ E NON DEVE ESSERE VENDUTO.

In questa 34° edizione del raduno, forse ormai il più duraturo incontro ambientalista di tutte le Alpi, abbiamo ricevuto dei messaggi di sostegno da parecchi esponenti noti a livello veneto ma anche nazionali. Il prof. Paolo Maddalena, giurista ed ex vicepresidente della Corte Costituzionale, che ci ha esortato ad andare avanti poiché, sono parole sue, “..la foresta del Cansiglio è un bene archeologico, storico, paesaggistico ed ambientale di immenso valore,che va tutelata in modo particolare..” e che bisogna far valere il principio sul quale la Costituzione è ben chiara che i beni pubblici rilevanti sono proprietà di tutti i cittadini e non possono essere venduti, mentre le istituzioni, Stato o Regioni, non ne sono proprietari, ma solo i gestori, nell’interesse di tutti, senza possibilità di vendita In caso di vendita o svendita, il ricorso al giudice è inevitabile.

Ma quest’anno abbiamo lanciato anche un ulteriore messaggio, quello di conservare i grandi alberi, che in Cansiglio sono molti e ad essi dovrà essere data sempre più importanza, poiché una Foresta ricca di alberi vetusti ha un valore ecologico molto più alto, ma anche di fascino e bellezza, valori di cui abbiamo bisogno, anche a discapito dell’economicità. L’appello inviato dal metereologo e divulgatore Luca Mercalli del pericolo insito nel cambiamento climatico in atto è sintetico ma efficace “ Diamo tutti una mano agli antichi alberi del Cansiglio, e loro la daranno a noi. Per salvarci entrambi dalla crisi climatica”.

Invece il prof. Stefano Mancuso, accademico e neurofisiologo vegetale, uno dei botanici più noti attualmente, ci ha mandato una riflessione di valore molto più generale, partendo dalla considerazione che “senza le piante non esisterebbe la vita sulla Terra…senza i nosti amati alberi, che davvero insieme a tutte le altre piante rappresentano l’asse che sorregge la vita del mondo, il nostro pianeta sarebbe una palla di roccia e sabbia, simile alle immagini che ci arrivano da Marte.. e che un bosco non è una coltivazione per la produzione di legno, ma la casa della vita e il luogo in cui possiamo comprenderla. Il legno è l’ultimo dei benefici che ci regalano gli alberi. Quando sono morti”. Un messaggio sul quale riflettere

Paola Favero, alpinista e scrittrice, ex responsabile come carbiniere-forestale delle foreste di Cansiglio e Somadida, invita a riflettere sul fatto che “ ..di fronte alle nuove emergenze la Foresta del Cansiglio richiede di essere protetta…per la biodiversità che racchiude, limitando il più possibile le utilizzazioni, cioè il taglio degli alberi, per raggiungere età e dimensioni sempre più vetuste, diventando un luogo privilegiato per l’educazione e la divulgazione ambientale, per la ricerca scientifica e per il benessere umano….Stiamo inoltre assistendo ad un collasso degli ecosistemi forestali a causa delle tempeste di vento ( Vaia ad es.) e degli incendi boschivi che ci fanno perdere ogni anno milioni di ettari nel mondo…di fronte a tutto questo dovremmo puntare a salvare il più possibile i boschi esistenti, che sulla Terra sono già stati ridotti del 50%.”

Il prof. Franco Viola, ripercorrendo la sua lunga carriera di ecologo forestale, invita con il suo messaggio ad “andare oltre alla tecnica e alla valutazione solo monetaria della Foresta, per comprendere anche il valore della cultura e della ricerca, poiché ignorare quei capisaldi può significare la rovina per l’intera umanità”.

Il botanico Cesare Lasen, primo presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ricorda che le foreste costituiscono l’ecosistema terrestre più importante…più ricco di benefici per la specie umana per cui “..se anche nelle proprietà pubbliche si decide di perseguire e privilegiare il mercato, si diventa complici di un irreversibile degrado... sfatiamo una volta per tutte che sia il bosco ad aver bisogno dell’uomo, anziché l’esatto contrario. Non c’è tempo per una transizione ecologica. Necessita, urgentemente, un’autentica conversione”.

IL prof. Lucio Montecchio, docente universitario di malattie delle piante e degli alberi monumentali afferma che..”bisogna voler bene, al Cansiglio, equilibrio di convivenze difficili che rischiano di essere sbilanciate da scelte miopi. A me piacciono i panorami mai uguali e i grandi alberi, che di quelli avremo sempre più bisogno… a me piacerebbe che il Cansiglio restasse com’è.”

Infine Carlo Alberto Pinelli, presidente onorario di Mountain Wilderness International, che ha partecipato più volte al raduno, ricorda l’importanza di questo evento annuale poiché “..il Cansiglio rappresenta per tutti quelli che lo conoscono un luogo del cuore, da difendere senza se e senza ma..”.

Un sostegno dall’esterno così qualificato, caloroso e ricco di spunti, rappresenta sicuramente un notevole stimolo per tutte le associazioni e per tutti gli ambientalisti impegnati nella difesa del Cansiglio. Gli elementi non mancano per fornire motivazioni che sosterranno il lavoro nei prossimi anni, sempre in difesa dell’Antica Foresta del Cansiglio.

Monitoraggio dei cervi in Cansiglio (Tv-Bl), i primi risultati

cervo

Utili indicazioni gestionali derivanti dalla presenza dei cervi nella Foresta demaniale regionale del Cansiglio (Tv-Bl), gestita da Veneto Agricoltura, arrivano da un progetto che prevede il monitoraggio di alcuni esemplari. Obiettivo dell’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento di Regione del Veneto, Veneto Agricoltura, Università Ca’ Foscari di Venezia, Corpo di Polizia Provinciale di Belluno e del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Tarvisio, è quello di raccogliere specifiche informazioni sul comportamento dei cervi in determinate situazioni, per esempio durante il periodo della riproduzione e nei mesi invernali, ma anche di evidenziare quelli che sono gli effetti della loro presenza sulle altre specie animali che abitano quest’area e sulla rinnovazione forestale nonché sulle specie fruttifere del sottobosco.

Effetti che complessivamente risultano essere piuttosto negativi, visto che a patire maggiormente è proprio la rinnovazione dei soprassuoli forestali, con pesanti conseguenza anche su altre specie di elevato valore conservazionistico, quali il gallo cedrone o il francolino di monte, e sulle componenti della biodiversità meno evidenti quali, ad esempio, le comunità dei coleotteri carabidi. L’azione di monitoraggio con la tecnica della radiotelemetria satellitare svolta in Cansiglio sta fornendo in questi giorni interessanti risultati, ma va detto che il progetto è partito nel 2015, quando cioè dieci femmine di cervo erano state catturate e munite di radio collare satellitare con l’obiettivo di acquisire, come accennato, informazioni sul comportamento della specie, in particolare sugli spostamenti dei cervi durante il periodo delle nevicate e in corrispondenza del periodo riproduttivo. Successivamente, tra il 2020 e il 2021, nonostante le restrizioni dovute all’emergenza COVID-19, uno staff di specialisti coordinato dall’Università Cà Foscari di Venezia ha catturato altri cinque esemplari maschi adulti di cervo munendoli di radio collare satellitare al fine di acquisire ulteriori informazioni sulla biologia della specie e in particolare sul comportamento riproduttivo.

Più in dettaglio, i dati raccolti su due cervi catturati nel mese di ottobre 2020 hanno confermato l’ipotesi che parte di questi maestosi animali raggiungano l’area demaniale del Cansiglio solo per la stagione degli amori (che tra settembre e ottobre richiama numerosi appassionati vista la facilità di osservazione e il fascino che suscita il suono dei bramiti). Al di là di questo breve periodo, i maschi di cervo possono spostarsi al di fuori del Cansiglio per trascorrere il resto dell’anno a distanze lineari che superano anche i dieci chilometri. Nei primi giorni di ottobre il lavoro di campo di Veneto Agricoltura coordinato da Sandro Nicoloso, coadiuvato da Paola Semenzato e il veterinario Enrica Bellinello, assieme ad alcuni volontari, ha permesso agli agenti del Corpo di Polizia Provinciale di Belluno e del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Tarvisio di catturare, grazie alla loro decennale esperienza, gli altri tre maschi come previsto dal progetto consentendo così di ampliare il campione del monitoraggio. Fondamentale in questo contesto il contributo del personale del Centro Forestale di Pian Cansiglio di Veneto Agricoltura, data la conoscenza dei luoghi e degli spostamenti degli stessi animali. Infine, vale la pena ricordare che i risultati dell’azione di monitoraggio svolta finora in Cansiglio sono confluiti in alcune tesi di laurea discusse in tre diversi Atenei italiani (Padova, Venezia e Firenze).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

11 novembre 2021, a Verona si celebrano le donne delle campagne italiane, vero motore della nuova agricoltura, in occasione della presentazione del libro “L’oliveto delle monache” di Nunzio Primavera

Copertina 1

Una storia di imprenditrici coraggiose, di rete di donne e di emancipazione femminile. Questi i temi del libro “L’Oliveto delle monache” di Nunzio Primavera (edizioni Pendragon) che sarà presentato giovedì 11 novembre alle 18,30 al Mercato Coperto di Campagna Amica di Verona, in Via Macello 5/A. L’iniziativa, organizzata da Donne Impresa di Coldiretti Verona, è anche l’occasione per un confronto tra l’autore, il neopresidente di Coldiretti Verona Alex Vantini e la responsabile scaligera di Donne Impresa Chiara Recchia. Partendo anche dalle esperienze professionali, i tre ospiti, sollecitati da domande della giornalista Ada Sinigalia, dialogheranno su come in rete si possono sviluppare progetti innovativi e di successo.

Far rete e competenza, le parole chiave. Dopo il racconto della fondazione della Coldiretti e la storia della riforma agraria, il libro di Nunzio Primavera celebra le donne delle campagne italiane, vero motore della nuova agricoltura. “Nunzio Primavera ci regala una testimonianza preziosa e lucida – spiega Chiara Recchia – attraverso un racconto in cui emergono soprattutto le donne che, grazie a spiccate capacità imprenditoriali, cercheranno di risolvere problemi in apparenza insormontabili. E’ anche l’omaggio a chi, come tante nostre imprenditrici agricole, dedica la vita e le proprie energie al lavoro nei campi, a contatto con la natura, con una particolare attenzione all’ambiente, alla qualità dei prodotti, all’etica del lavoro. Da questo romanzo emergono molti spunti di riflessione anche sull’importanza di fare rete e di coinvolgere il territorio che potremo approfondire durante l’incontro con l’autore e con il presidente Vantini.” Le donne – lascia intendere l’autore – sanno che per far crescere un’attività bisogna mettersi insieme e puntare su chi è davvero competente: le monache del romanzo e le ragazze che collaborano con loro si affidano alla consulenza della Coldiretti per valorizzare l’antico oliveto e farne un’azienda agricola nella quale produrre ottimo olio e prodotti officinali. Gli effetti della Legge di Orientamento che ha rivoluzionato l’agricoltura italiana, l’ambientazione tra il mare dello Stretto di Messina, i monti Peloritani e l’Aspromonte, ma anche la contrapposizione tra la lungimiranza delle imprenditrici e la grettezza della mafia, sono alcuni dei piani di lettura del romanzo firmato da Nunzio Primavera, profondo conoscitore dell’Italia contadina e grande appassionato della cultura veneta.

Autore e trama. Nunzio Primavera, per oltre 40 anni redattore nelle principali testate economiche e agroalimentari, è autore di saggi sulla storia della Coldiretti e sulla riforma agraria e biografo del fondatore Paolo Bonomi. Il monastero della Madonnella del Monte, l’eremo delle monache benedettine in Sicilia, è un luogo sacro, un’isola nell’isola attorno alla quale, all’ombra degli ulivi, che offrono un nettare pregiatissimo, si dipanano le sorti di una variegata compagine di figure, agitate, com’è naturale nell’esistenza, dalle più controverse tensioni: con accenti vividi e veristi Nunzio Primavera, dalla prosa ampia e ricca, tratteggia una commedia umana solida e intensa, appassionante, raffinata, elegante, suadente.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

9-10 novembre 2021, a Verona c’è B/Open, fiera del biologico, di grande interesse gli incontri alla “due giorni” di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Csqa

vino_biodinamico

Sarà una vera e propria maratona dedicata al biologico quella che Regione Veneto e Veneto Agricoltura con CSQA proporranno in Fiera a Verona martedì 9 e mercoledì 10 novembre in occasione di B/Open, la kermesse rivolta agli operatori del food certificato biologico. Nei due giorni della manifestazione, nella saletta all’interno dello stand regionale (padiglione 12, area B3), saranno in programma dei focus dedicati ad alcune iniziative che le Istituzioni regionali stanno realizzando in tema di biologico.

Gli incontri, che potranno essere seguiti anche in diretta sulla pagina Facebook di Veneto Agricoltura, si svolgeranno in modalità dinamica, tipo talk show, ciascuno condotto da un esperto che si avvarrà della presenza di alcuni ospiti. Si comincia martedì 9 novembre alle ore 11:00 con un focus condotto da Silvano Cossalter di Veneto Agricoltura dedicato al progetto “BeeDiversity”, una interessantissima iniziativa del Programma europeo Interreg Italia/Slovenia il cui obiettivo è quello di monitorare e salvaguardare l’ambiente delle api. Nello specifico, l’attenzione verrà posta sull’uso delle arnie elettroniche già attive nel Veneto (quella dell’Agenzia regionale è sita presso l’azienda sperimentale di ValleVecchia di Caorle, Ve), e sui dati che queste offrono ai tecnici e agli apicoltori. Alle ore 14:00, Lorenzo Furlan (Veneto Agricoltura) si confronterà con vari esperti in tema di difesa integrata in agricoltura biologica, un tema che sempre più sta interessando e coinvolgendo gli agricoltori. Infine, alle ore 15:30, Michele Giannini (Veneto Agricoltura) focalizzerà l’attenzione sulle nuove varietà di “vitigni resistenti” e come queste possono aiutare la coltivazione biologica della vite. Il giorno seguente, mercoledì 10 novembre alle ore 11:00, Valerio Bondesan (Veneto Agricoltura) con i suoi ospiti punterà i riflettori sul progetto “Agromix”, che si sviluppa nell’ambito del Programma europeo Horizon 2020, incentrato su un’agricoltura più sostenibile. In pratica, la volontà è quella di andare oltre il modello “intensivo” di agricoltura e allevamento per cercare una maggiore sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale, valutando in campo sistemi dinamici agroforestali, ovvero colture+alberi, e misti, che includono forme di allevamento estensivo. Si tratta di una sfida complessa, non facile ma che trova nell’agricoltura biologica un modello precursore di successo. La giornata proseguirà con il focus delle ore 14:00 condotto da Gabriele Zampieri (Veneto Agricoltura) dedicato al comparto del latte biologico. A questo proposito, è interessante sottolineare che, secondo stime recenti sugli acquisti, oltre la metà delle famiglie italiane consumano almeno una volta alla settimana un prodotto bio. Tra questi, il latte bio e i prodotti caseari con latte bio sono sempre più presenti ed è per questo che Veneto Agricoltura sta avviando un’indagine sulla produzione di latte bio nella nostra regione con interviste ai produttori sulla loro realtà produttiva, sulle problematiche e prospettive di mercato. Il focus si concentrerà proprio su questi aspetti, partendo dal presupposto che i produttori lattiero-caseari veneti bio sono oltre un centinaio sommando quelli bovini, caprini e ovini.

La maratona regionale sul biologico si concluderà con il focus delle ore 15:30 condotto da Davide Troncon (CSQA) dedicato alla valorizzazione dei prodotti del Cansiglio (TV-BL). Un tema, questo, di grande interesse considerato che la tutela della biodiversità, la qualità dei prodotti ed il benessere animale rappresentano sempre più valori apprezzati e richiesti dal consumatore, sempre più attento alle tematiche della sostenibilità. Ed è proprio in questo contesto che si è inserito il progetto di CSQA di valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari dell’Altopiano Tambre-Spert-Cansiglio, che ha verificato l’attenzione dei produttori locali a queste tematiche tramite un “pacchetto” integrato di certificazioni che vanno a completare il percorso virtuoso dell’altopiano Cansiglio che, primo in Italia, si è nel contempo certificato per i Servizi Ecosistemici PEFC per la tutela della Biodiversità forestale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura