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Venerdì 25 giugno 2021, nell’aia del circolo di campagna Wigwam in Saccisica, i soci Argav tornano ad incontrarsi

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Venerdì 25 giugno, dalle ore 19.30, i soci Argav torneranno ad incontrarsi al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, per i consueti incontri conviviali, condotti dal presidente Fabrizio Stelluto.

L’antica aia sarà lo scenario che accoglierà Gianluigi Ceruti, già senatore e vicepresidente nazionale di Italia Nostra, autore del volume “L’avevamo detto. Scritti, relazioni e interviste sull’Ambiente e sui Beni Culturali”; Giannandrea Mencini, scrittore, autore del libro “Pascoli di carta. Le mani sulla montagna”; Federico Allamprese, fondatore ed amministratore delegato de “Il granaio delle idee”, azienda di semilavorati bio per panetteria e pasticceria, protagonista di una forte crescita di fatturato soprattutto sui mercati arabi, grazie alla filosofia “clean label” e Giovanni Dalle Molle, titolare dell’azienda agricola “Biopastoreria” di Ro Ferrarese (Fe), che produce salse e creme di ortaggi bio; Marco Bosello, beatboxer del gruppo corale a cappella “Venice Vocal Jam”, il cui CD “Raise” è recente vincitore del primo premio “Best European Album” ai celebri Caras (Contemporary A Cappella Recording Awards), gli “oscar” mondiali di questo genere musicale. Il tutto sarà accompagnato dalla tradizionale ospitalità enogastronomica di Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef nonché presidente della Rete Wigwam.

L’incontro sarà anticipato dal direttivo Argav, che si riunirà a partire dalle ore 18.

26 giugno 2021, ad Albarella (RO), la prima edizione di Veneto Pasta Party

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Nell’Isola di Albarella (RO), nel cuore del Delta del Po, prende il via la prima edizione della kermesse gastronomica “Veneto Pasta Party”, che si svolgerà sabato 26 giugno 2021 all’Albarella Golf Links, cornice green della manifestazione.

Veneto Pasta Party è stato lanciato per valorizzare le migliori paste tradizionali del Veneto, che verranno presentate abbinate a gustosi condimenti della tradizione gastronomica regionale. L’appuntamento gourmet di Albarella vede coinvolti, infatti, quattro importanti pastifici (Pasta di Venezia – gluten free, Artusi di Padova, Pinton di Vicenza e Sgambaro di Treviso) e si caratterizza come momento conviviale per appassionati, buongustai e cultori del buon cibo in omaggio a sua maestà la pasta, simbolo di italianità nel mondo.

Sabato 26 giugno, a pranzo, saranno in degustazione 4 tipologie di pasta con altrettanti sughi, creati da prestigiosi cuochi, a partire da Fabio Legnaro, patron dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD), autentica culla della cucina italiana nel cuore dei Colli Euganei. Nell’ampio open space del Golf club di Albarella gli ospiti potranno godere di un menù completo, che parte da tre primi piatti, accompagnati da un assaggio di salumi, formaggi, verdura e frutta fresca, il tutto bagnato da una qualificata selezione di vini veneti e italiani.

Non solo pasta, ma anche sfilate di auto d’epoca e di moda…Veneto Pasta Party nasce da un progetto di valorizzazione del territorio e dei suoi pastifici, passando attraverso i sapori della tradizione, il rispetto della natura e l’attività sportiva all’aria aperta. L’evento è infatti arricchito dall’arrivo di una trentina di auto d’epoca i cui i piloti, provenienti da tutta Italia, sfileranno con i loro luccicanti gioielli all’interno di Albarella. Non solo, la giornata viene arricchita anche da una sfilata di moda della stilista Elena Fin, con gioielli di Anna Cera e make-up di Maristella Agostini. Si tratta di un momento particolarmente piacevole: un perfetto connubio tra gastronomia, ambiente e glamour.

Le prenotazioni a Veneto Pasta Party (costo di € 25,00, riduzione per i bambini) si effettuano telefonando ai numeri 0426/367811 – 0426/330124 – 338/6440357. Si rammenta che lo svolgimento della rassegna avverrà nel pieno rispetto dei vigenti protocolli anti-covid.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Pasta Party

Trentino- Alto Adige, premiate le cantine vincitrici del 4° Concorso vini territorio, 28 i premi assegnati

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Lo scorso 11 giugno, presso l’aula magna della Fondazione Edmund Mach, si è svolta la cerimonia di premiazione del 4° concorso sui vini del territorio. Il concorso, autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali come concorso ufficiale, si è tenuto il 13 e 14 maggio scorso con la valutazione da parte di una commissione di 30 esperti di 138 etichette provenienti da oltre 70 cantine trentine e altoatesine.

Sono stati consegnati 28 riconoscimenti con un evento trasmesso in diretta youtube e al quale sono intervenuti il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, il dirigente del Centro Istruzione e Formazione, Ivano Artuso e il responsabile del Dipartimento istruzione post secondaria nonché referente organizzativo del concorso, Andrea Panichi. La quarta edizione del concorso ha inteso valorizzare e promuovere la qualità dei vini Teroldego Rotaliano Dop, Trentino Dop Merlot, Trentino Dop Traminer aromatico, Alto Adige Südtirol Dop Merlot, Alto Adige Südtirol Dop Gewürztraminer a cui si aggiungono le categorie Trentino Dop, Vigneti delle Dolomiti Igp e Vallagarina Igp Nosiola e Alto Adige Südtirol Dop Sylvaner con le relative sottozone Valle Isarco e Terlano. Nove le categorie premiate e un premio assegnato dagli studenti. Importante è la valenza didattica di questa iniziativa, dato che la commissione che ha valutato vini, composta da trenta esperti tra enologi, sommelier e giornalisti, è stata supportata dagli studenti del corso enotecnico che hanno avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza dei vini prodotti nel territorio Trentino – Alto Adige/Südtirol.

La manifestazione, organizzata dal Centro Istruzione e Formazione FEM con il patrocinio dei Comuni della Piana Rotaliana: San Michele all’Adige, Mezzocorona e Mezzolombardo, conta sulla collaborazione delle due sezioni Assoenologi Trentino ed Alto Adige e del Consorzio turistico Piana Rotaliana Kőnigsberg. Alla consegna dei premi erano presenti oggi anche i rappresentanti di queste realtà, oltre al Consorzio Vini del Trentino.

A questo link   l’elenco di vincitori. 

Fonte: Servizio stampa Fondazione Edmund Mach

Vigneto veneto alla vigilia dell’estate 2021, lo stato dell’arte il 16 giugno con il primo incontro on line del Trittico Vitivinicolo

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Per il vigneto veneto quella che si sta presentando è senz’altro un’annata particolare, che richiede grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni. Il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate è in programma il prossimo 16 giugno in occasione del primo incontro dell’ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. L’appuntamento sarà online – causa restrizioni anti Covid – sulla piattaforma Zoom (https://bit.ly/3geioT8) alle ore 9:30.

Come ogni anno sarà presentato l’andamento meteo del primo semestre e testato il polso alle diverse aree di produzione vitivinicola della nostra regione. A tal proposito, (https://youtu.be/l57x1Di7xB8) Veneto Agricoltura ha realizzato un interessante video che riassume l’andamento dell’attuale fase fenologica dei vigneti dell’area del Bardolino-Custoza, della Valpolicella, delle Colline vicentine, dei Colli Euganei, dell’area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, del Prosecco DOC e del Veneto Orientale.

Sintesi. Partendo dall’entroterra del Lago di Garda, la situazione fitosanitaria nei vigneti dell’area Bardolino-Custoza risulta essere più che buona. Le basse temperature invernali e poi del mese di aprile hanno rallentato l’andamento vegetativo di 10-12 giorni. Le gelate del 7 e 8 aprile non hanno fortunatamente interessato le zone collinari. Attualmente le piante sono in piena fioritura. Casi di peronospora si registrano fortunatamente solo in maniera isolata in quanto negli ultimi due mesi si sono aperte delle finestre per poter intervenire tempestivamente e adeguatamente con i trattamenti di difesa dei vigneti. Qualche ingiallimento è presente a macchia di leopardo dovuto all’andamento meteo del mese di maggio, piovoso e con basse temperature.

Anche in Valpolicella la ripresa vegetativa è stata ritardata dall’anomalo andamento meteo di aprile e maggio. Nei vigneti si registrano casi di ingiallimento determinati dalle basse temperature del suolo che hanno limitato il trasferimento alle piante dei minerali quali il ferro, il manganese e lo zinco. La produzione di Corvina, Corvinone e Rondinella si annuncia in perfetto equilibrio. Forse per la varietà Corvinone la produzione potrebbe essere superiore alla media. I tecnici e i produttori prevedono un’annata di grande qualità, soprattutto se il meteo virerà definitivamente al meglio consentendo il recupero del ritardo fenologico.

Nelle Colline vicentine i tecnici del Consorzio ricordano che il germogliamento e la fioritura sono in ritardo di 15 giorni. Fortunatamente, come in tutte le aree collinari venete, le gelate di inizio aprile non hanno causato danni alle viti. L’annata anomala insegna però che sempre più si rende necessario saper meglio interpretare il terroir e di conseguenza le tecniche agronomiche, la viticoltura di precisione, la concimazione, la gestione in verde, ecc. In altre parole, è importante “scoprire” il valore della naturalità del vigneto per poterlo poi lavorare più agevolmente.

Sui Colli Euganei i vigneti in questo momento sono in piena fioritura, anche se qualche varietà sta già affrontando l’allegagione, ovvero la fase iniziale dello sviluppo dei frutti. Ad oggi non si segnalano particolari problemi dovuti alla peronospora e all’oidio; qua e là si nota un po’ di macchie d’olio sulle foglie. In sostanza gli interventi di copertura hanno funzionato, a conferma dell’alto livello ormai raggiunto dai nostri viticoltori. Va invece segnalato che in pianura, purtroppo, le gelate tardive di aprile qualche serio problema lo hanno creato, non resta che attendere per valutare i reali danni.

Passando al mondo Prosecco, nell’area Conegliano-Valdobbiadene Superiore DOCG sembra che al momento tutto stia filando bene; la fioritura sta iniziando in questi giorni e tutto è sotto controllo. Per quanto riguarda invece l’estesa area del Prosecco DOC, comprendente le zone di pianura, l’annata – sostengono i tecnici – è sì anomala e complicata, a causa dell’andamento climatico di aprile e maggio, che tra l’altro ha portato anche qualche grandinata, ma comunque è sotto controllo. Il coordinamento tra Consorzio, tecnici di campagna e produttori funziona e questo fa ben sperare. Senz’altro l’andamento meteo fin qui registrato non ha reso le cose semplici, ma in questo momento è prematuro parlare di perdite produttive, come è stato fatto, in quanto da qui alla vendemmia sono numerose le variabili che andranno ad incidere sul risultato finale, a cominciare dal meteo e il peso finale del grappolo.

Tutto sotto controllo, infine, anche nella grande area dei Vini Venezia DOC, che interessa sia la provincia di Treviso che di Venezia. Anche qui le fredde temperature primaverili hanno rallentato le fasi fenologiche della vite. La fioritura è in ritardo di 8 giorni, in particolare per lo Chardonnay, ma anche per il Pinot Grigio, il Cabermet, il Raboso, il Tocai e il Verduzzo, tipiche produzioni di questo importante territorio vitivinicolo veneto.

Viticoltura di precisione. L’analisi dettagliata del vigneto veneto sarà comunque presentata nella mattinata del 16 giugno, durante la quale – d’intesa con l’Università di Padova- TESAF e il Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano – si parlerà anche del futuro della viticoltura di precisione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Dai tortellini alla carbonara, storia della pasta in dieci piatti, sabato 12 giugno alle ore 10.30 la Biblioteca La Vigna presenta on line il libro di Luca Cesari

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Amatriciana, pesto, ragù alla bolognese, lasagne, pasta ripiena, gnocchi: tutti siamo convinti di conoscere alla perfezione come si preparano questi piatti, e cosa prevede “la tradizione”. Ma se scoprissimo che l’italianissima carbonara è nata negli Stati Uniti e che la ricetta “tradizionale” (guanciale, uova, pecorino, niente panna) è apparsa solo alla fine degli anni Sessanta? E che invece le fettuccine Alfredo, considerate simbolo di posticcia cucina italoamericana, sono in realtà nate nella Roma dell’Ottocento? Se ne parlerà sabato 12 giugno alle ore 10.30 durante la presentazione organizzata dalla Biblioteca La Vigna di Vicenza su piattaforma Zoom (per link scrivere a:info@lavigna.it.) del libro di Luca Cesari “Storia della pasta in dieci piatti. Dai tortellini alla carbonara”. 

Anche la pasta cambia al cambiare dei tempi e Luca Cesari, firma del Gambero Rosso, accompagna il lettore alla scoperta della storia di dieci ricette celeberrime e delle loro modifiche nel corso della storia, dalle prime apparizioni degli gnocchi sui manoscritti trecenteschi al ragù alla corte dei papi del Settecento, da Pellegrino Artusi ai libri di cucina contemporanei, passando per buongustai famosi come Ugo Tognazzi, o Eduardo de Filippo. La storia della pasta è anche una storia d’Italia.

L’appuntamento rientra nel ciclo Liber&Lectio, una serie di incontri su temi di grande attualità, ma con radici antiche e viene proposto come attività collaterale al progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”. Luca Cesari, autore.

Fonte: Biblioteca La Vigna 

Fotovoltaico: per ANBI Veneto, 2.450 ettari di laghi di cava per pannelli galleggianti l’alternativa al consumo del suolo agricolo

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 “La pianura veneta è costellata da decine di cave dismesse da decenni o a fine ciclo, ormai piene d’acqua, denominate laghi di cava. Questi laghi ormai compromessi, che occupano, dati Arpav alla mano, una superficie complessiva di ben 2.450 ettari, si prestano benissimo al posizionamento di pannelli solari galleggianti per la produzione di energia solare. Costituirebbero un’alternativa, a zero consumo di suolo, all’utilizzo di terreni agricoli per il posizionamento di impianti fotovoltaici ad alto impatto ambientale e visivo.” A lanciare la proposta per un fotovoltaico più sostenibile è ANBI Veneto, l’associazione regionale dei consorzi di bonifica e irrigazione, per voce del presidente Francesco Cazzaro. L’occasione è stata la presentazione in Consiglio Regionale da parte di Coldiretti Veneto di oltre 24 mila firma raccolte con la petizione “No Fotovoltaico su Terreni Agricoli”.

Produzione sostenibile di energia elettrica. “ANBI Veneto, da sempre in prima linea contro l’indiscriminato consumo di suolo, condivide l’azione di Coldiretti Veneto nel denunciare lo sfruttamento di terreni vocati all’agricoltura per la produzione di energia solare – , spiega il presidente di ANBI Veneto –, le soluzioni per una produzione sostenibile di energia elettrica a basso impatto ambientale ci sono. Per quanto riguarda il fotovoltaico, in altre regioni d’Italia sono già state avviate centrali di produzione di energia solare grazie a pannelli galleggianti nei bacini artificiali a uso plurimo irriguo-idroelettrico, anche gestiti dai consorzi di bonifica. Il Veneto è punteggiato da moltissimi laghi di cava non più redditizi per i proprietari che avrebbero pertanto tutto l’interesse nel metterli a disposizione per l’uso fotovoltaico, tanto più che si tratta di laghi inaccessibili ai cittadini e privi di rilievo paesaggistico. Ad essi potenzialmente si sommano i laghi per l’idroelettrico e i bacini di laminazione, che hanno anche valenza irrigua. In quest’ultimo specifico caso il posizionamento di pannelli galleggianti avrebbe anche un ulteriore effetto positivo: una diminuzione della formazione delle alghe da cui conseguirebbe un miglioramento della qualità della risorsa idrica destinata all’irrigazione”.

I consorzi di bonifica sono molto attivi nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda l’energia solare a livello regionale, gli impianti solari in gestione ai consorzi di bonifica sono 10 per una produzione media annua di 496.100 kWh. Ad essi si sommano a 30 impianti, sempre in gestione consortile, per l’energia idroelettrica, per una produzione di 31.950.000 Kwh. Un’attenzione all’energia pulita, quella del sistema veneto della bonifica, che vede negli impianti solari galleggianti un’ulteriore strada da perseguire nel segno della sostenibilità. E nel rispetto dell’agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Il Cansiglio si tinge di verde grazie all’effetto “pasciona”

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Nella faggeta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), proprio in questi giorni, si sta manifestando un fenomeno naturale straordinario da vedere: il risultato della “pasciona” del 2020, termine tecnico forestale che indica una grande produzione di frutti.

Gli alberi forestali non fruttificano regolarmente tutti gli anni. Forse non tutti sanno che gli alberi comunicano tra loro attraverso messaggeri chimici che consentono di sincronizzare la loro fioritura e fruttificazione: quando arriva un anno di “pasciona”, questa si manifesta su enormi superfici e in modo spettacolare. In Veneto il 2020 è stato per il faggio un anno di “pasciona” e in questi giorni sul suolo delle faggete si vedono gli straordinari risultati, nel senso che stanno germinando i milioni di semi caduti lo scorso anno. In Cansiglio (BL-TV), la più grande e bella faggeta delle Alpi, proprio in questi giorni su migliaia di ettari di superficie, il marrone delle foglie secche dello scorso autunno sta virando al verde sia per la presenza delle nuove foglie dei faggi ma anche per le foglioline dei milioni di piccole piantine nascenti sul terreno.

Rinnovo naturale della foresta. Per Veneto Agricoltura, gestore di questa straordinaria foresta demaniale regionale, si tratta di una benedizione perché l’evento permette di rinnovare in modo naturale la foresta. Quest’anno, le faggete del Cansiglio, l’antico serenissimo Bosco dei Dogi, oltre al noto fenomeno del foliage autunnale stanno quindi dando un impareggiabile spettacolo tinto di un bel verde: quello della nascita della nuova generazione degli storici faggi del Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Alla prima edizione del “Festival So Agro” a Padova lanciato un monito: “Con il cambiamento climatico sparirà il 56 per cento delle regioni vitivinicole mondiali”

lavoro cooperativa agricolaCon il cambiamento climatico e un innalzamento delle temperature di 4°, il 56% delle attuali regioni vitivinicole è destinato a sparire, nel 2100 si arriverà all’85%. Questo significa che dovrà cambiare l’approccio alla viticoltura e al modello agricolo. E questo è un problema economico e di sostenibilità”. Questo è il messaggio lanciato da Tommy Meduri, cofondatore di Rete 231, dal palco di SO AGRO, il nuovo festival dell’Agroalimentare Veneto organizzato da Irecoop e Confcooperative Veneto, conclusosi lo scorso 28 maggio.

Sostenibilità ambientale, aziendale e di economia circolare. Se la sostenibilità per le aziende sta diventando un imperativo per avere successo sul mercato, per il consumatore sta diventando una scelta consapevole. Lo hanno testimoniato i numerosi casi presentati nella due-giorni di SO AGRO. L’agroindustria ha comunque retto l’impatto della pandemia. Nel 2020 il settore ha registrato solo un -0,4% sul 2019, che si era chiuso a sua volta con un +4,5% sul 2018”ha spiegato Gianluca Toschi, ricercatore senior di Fondazione Nordest. “Nell’arco di 11 anni, dal 2008 al 2020, l’export agroindustriale è quasi raddoppiato, crescendo di quasi il 90%, a fronte di un manifatturiero che si è fermato al +18%”.

La cooperazione è resiliente: permette collaborare per uno scopo comune ed è stata ciò che ha permesso la tenuta del settore” ha dichiarato Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Veneto, che rappresenta 230 cooperative attive nel settore agroalimentare (vino, allevamento, pesca, ortofrutta, cereali, latte e prodotti caseari, carni), con oltre 34.300 soci e quasi 11.500 addetti, per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.Alla prima edizione di SO AGRO abbiamo voluto presentare stimoli, esempi di successo, proposte operative, perché dal confronto, dalla contaminazione e dalla cultura si crea lo sviluppo”. Nei due giorni di evento, in diretta online dal BUH12 di Padova, Irecoop e Confcooperative, 16 speakers, di grandi aziende dell’agroalimentare, produttori ed esperti hanno offerto nuovi strumenti e leve di accesso ai mercati tra sostenibilità e certificazioni, economia circolare, e-commerce e internazionalizzazione, comunicazione ed etichettatura. Per informazioni: www.soagro.it facebook.com/soagrofestival

Fonte: Servizio stampa So Agro

Una “bottega” di eccellenza vitivinicola

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(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Nelle prossime settimane l’avvio di un orto botanico presso la sede di Bibano di Godega Sant’Urbano (TV), entro l’anno prossimo la produzione del primo whisky italiano e l’acquisto di 10 ettari di sughereta in Sardegna per produrre “in house” anche i tappi di prodotti, che alla qualità vitivinicola già abbinano la cura dell’estetica, grazie ad una soffieria di proprietà nella vicina Pianzano: non sono mancate le notizie nel corso della visita, che una delegazione di Argav ha reso all’ “head quarter” dell’azienda trevigiana, seconda al mondo solo alla francese “Moet Chandon” per vendite di “bollicine” nei “negozi di transito” (“Duty Free”, “Traveller’s Shops”, ecc.).

Ad accogliere giornalisti ed esperti è stato Sandro Bottega(nella foto in alto insieme al presidente Argav Fabrizio Stelluto, che gli consegna la penna associativa) che, con il fratello e la sorella, ha ereditato giovanissimo, nel 1983, l’azienda di famiglia che, nata come distilleria, è diventata anche uno dei brand vinicoli (prosecco, in primis) più conosciuti sui mercati internazionali (presente in oltre 140 Paesi). Motore del successo, accanto alla qualità del prodotto, sono la spinta verso l’innovazione (7 persone impegnate nel centro ricerca) e la visione etica dell’impresa, intesa come bene a servizio della comunità, a partire da quella d’origine, inserendo, tra le “mission” aziendali, l’attenzione al prossimo meno fortunato ed una sostenibilità a 360 gradi.

Visitare la sede di “Bottega spa” è davvero un’ “immersione esperenziale” in una dimensione d’impresa a servizio dell’uomo: lo testimoniano l’accuratezza dei recuperi architettonici nel rispetto della tradizione, ma anche la mensa aziendale “gourmet” ed il museo, che lascia sbalorditi di fronte ad autentici capolavori dell’arte vinaria. Un grazie a Giovanni Savio, responsabile dell’ufficio stampa, che ha favorito un’importante opportunità di accrescimento professionale.

30 maggio 2021, a Milies di Segusino (TV), mercatino in onore della fioritura dei narcisi, mentre nel Padovano concerto del “pianista fuori posto” a memoria dei dissesti idrogeologici occorsi nel territorio

Domenica 30 maggio torna a Milies di Segusino (TV) la Festa del Narciso organizzata dalla Pro Loco di Segusino e che quest’anno, nel rispetto delle norme anti Covid, prevede unicamente il mercatino lungo le vie del borgo e nel cortile dell’ostello, a partire dalle 9 del mattino sino alle 18. Naturalmente, chi desidera potrà raggiungere la cima del monte Doc e ammirare la fioritura dei narcisi (stagione permettendo). Ulteriori informazioni: tel.340-6285209.

Combattere il dissesto idrogeologico. Sempre domenica 30 maggio, dalle ore 18:15 alle 19:15, nei pressi della chiesa a Roncajette di Ponte San Nicolò, nel Padovano, si svolgerà un concerto del celebre “Pianista fuori posto” Paolo Zanarella. L’iniziativa, promossa dall’associazione Brenta Sicuro, assieme al Forum regionale per i Contratti di Fiume in Veneto con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Ponte San Nicolò e grazie al sostegno di Coop 3.0, vuole ricordare i vasti allagamenti con conseguenti ingenti danni provocati dalla rottura arginale del Bacchiglione nel 2010 e dunque la necessità di prevenire le calamità definite “naturali” ma che, molto spesso, sono frutto della poca cura riservata all’ambiente.