• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

La salute delle api è minacciata da un acaro in espansione dall’Est asiatico verso l’Europa, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie coinvolto nel gruppo di lavoro per debellare il parassita

Il rilevamento dell’acaro Tropilaelaps mercedesae (nella foto in alto) segnalato ad Artvin, nella Turchia nord-orientale, vicino al confine con la Georgia, rappresenta una minaccia per la salute delle api in Europa. Sebbene la sua presenza non sia ancora stata ufficialmente confermata dalle autorità turche, il livello di infestazione osservabile in un video diffuso dall’associazione di ricerca PHIRA-Science sembra elevato e rende necessario procedere rapidamente con verifiche ufficiali.

La situazione geografica è preoccupante anche alla luce delle precedenti segnalazioni di T. mercedesae in Georgia (2024) e Russia (2025), nonché delle preoccupazioni relative a possibili presenze in Armenia, Azerbaigian e Iran. Il ritrovamento in Turchia potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passo nella progressiva espansione dell’acaro verso occidente. Questo scenario evidenzia la necessità di rafforzare la diagnosi precoce, la sorveglianza basata sul rischio, l’armonizzazione delle metodologie diagnostiche e la capacità di risposta rapida, soprattutto nei Paesi situati lungo le possibili vie di introduzione.

Il Centro di Referenza Nazionale (Crn) per l’apicoltura presso l’IZS delle Venezie svolge un ruolo importante nella preparazione a questo nuovo scenario. Grazie all’esperienza nelle malattie delle api e nei parassiti esotici, il Crn contribuisce non solo alla sorveglianza nazionale già attivata nel 2026 con un piano specifico che si affianca a quello per Aethina tumida, il “coleottero degli alveari”, ma anche al rafforzamento delle capacità diagnostiche, alla formazione e allo scambio internazionale di competenze tecniche sulle minacce emergenti, tra cui Tropilaelaps. La partecipazione del Crn italiano al workshop pratico organizzato in Kazakistan il 17-18 agosto 2026 rappresenta un esempio concreto di questo ruolo. L’incontro ha permesso di trasferire conoscenze sulla biologia, peraltro ancora limitate, nozioni pratiche sulle modalità di rilevamento e sorveglianza di Tropilaelaps, rafforzare le capacità diagnostiche dei Paesi potenzialmente a rischio e promuovere metodologie di sorveglianza più armonizzate, oltre a evidenziare i rischi connessi alla movimentazione/importazione di api e materiale apistico non controllato. Il coinvolgimento di Franco Mutinelli, direttore del Crn per l’apicoltura, e del suo staff nel Gruppo di lavoro Apimondia – la federazione internazionale degli apicoltori – sulle Buone Pratiche Veterinarie in Apicoltura dimostra inoltre il contributo del Centro allo sviluppo e alla diffusione di raccomandazioni per la prevenzione, la sorveglianza e la gestione veterinaria delle malattie e dei parassiti emergenti delle api.

“La situazione attuale – afferma Mutinelli – dovrebbe essere considerata un campanello d’allarme per le autorità veterinarie e apistiche europee. La possibile presenza di T. mercedesae in Turchia aumenta il rischio di una sua ulteriore diffusione verso l’Europa orientale e, successivamente, anche più ad ovest. L’informazione e la prevenzione non dovrebbero quindi iniziare dopo la prima introduzione confermata in Europa, ma prima che l’acaro raggiunga il territorio europeo. In questo contesto, il Centro di Referenza Nazionale per l’apicoltura italiano è particolarmente ben posizionato per contribuire alla preparazione internazionale, mettendo a disposizione competenze scientifiche e diagnostiche, sostenendo l’armonizzazione delle metodologie di sorveglianza, formando il personale dei Paesi a rischio e favorendo la collaborazione tra autorità nazionali e organismi internazionali”. Il Crn italiano può quindi svolgere un’importante funzione di collegamento tecnico tra autorità veterinarie nazionali, laboratori di riferimento, organizzazioni apistiche e reti scientifiche internazionali, facilitando lo scambio rapido di informazioni quando vengono rilevati parassiti esotici in prossimità dei confini europei.

Fonte: servizio stampa ISZVe