“Il comparto vitivinicolo veneto conferma nel 2025 il proprio ruolo di motore dell’agricoltura regionale e nazionale, mostrando segnali di crescita strutturale sul fronte produttivo, export e valorizzazione delle denominazioni di qualità, pur in un contesto internazionale complesso segnato da tensioni geopolitiche, dazi e mutamenti nei modelli di consumo”. A dirlo è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond partecipando all’ultimo focus del Trittico Vitivinicolo 2025 dedicato al consuntivo sulla vendemmia 2025, organizzato da Regione e Veneto Agricoltura in collaborazione con AVEPA.
I dati evidenziano nel 2025 un aumento della superficie vitata di circa 1.000 ettari, portando la superficie complessiva a 104.397,61 ettari. Il 75% dei vigneti è coltivato con varietà a bacca bianca, mentre il restante 25% è rappresentato da varietà a bacca nera. A questa superficie si aggiunge un potenziale viticolo di circa 5.000 ettari, derivante da autorizzazioni di reimpianto e di nuovo impianto, che costituisce una leva strategica per lo sviluppo futuro del settore. La varietà principale coltivata rimane la Glera, con circa 41.000 ettari, a conferma della centralità del sistema Prosecco, mentre tra le uve a bacca nera primeggia la Corvina, con 6.887 ettari.
La vendemmia 2025 registra una quantità complessiva di uva raccolta pari a 14.664.310,64 quintali, con un incremento del 6,8% rispetto al 2024. Nel dettaglio sono stati raccolti 11.468.420,05 quintali (+6,0%) di uve DOP, 2.485.186,45 quintali (-0,3%) di uve IGP e poco più di 700.000 quintali di uve varietali. Questo dato conferma la forte vocazione del Veneto verso le produzioni certificate e a maggiore valore aggiunto. Sul fronte dei prezzi, la quotazione media delle uve della vendemmia 2025 si attesta a 0,66 €/kg, con una lieve flessione dello 0,5% rispetto al 2024, in un quadro di sostanziale tenuta del mercato.
Le esportazioni. I dati al terzo trimestre 2025 indicano transiti in uscita per circa 2,16 miliardi di euro, con una crescita annua dello 0,5%. Il Veneto si conferma prima regione esportatrice di vino in Italia, con una quota di circa il 38% su un export nazionale che raggiunge 5,74 miliardi di euro. Il Prosecco cresce del 5% in volume, con una progressione anche in valore e con gli Stati Uniti che continuano a rappresentare un mercato trainante. Positivi anche i dati delle DOP ferme del Veneto, che nei primi nove mesi del 2025 mostrano una lieve crescita in volume a valore stabile sul 2024, rappresentando il 25% dei volumi e il 20% del valore dei vini DOP fermi esportati a livello nazionale.
“I dazi e le tensioni geopolitiche – ha aggiunto Bond – si innestano su un cambiamento strutturale dei consumi che impone al settore di ripensare strategie produttive e commerciali. Per quanto riguarda i dazi Usa, l’impatto appare contenuto e parzialmente ‘spalmato’ su tutta la filiera: gli spumanti resistono storicamente di più rispetto ad altri prodotti, mentre vini come l’Amarone vantano una clientela targettizzata e in grado di spendere. Fondamentale in questo quadro sono i Consorzi di tutela che devono avere lo scopo di proteggere il prodotto non solo dalle contraffazioni e dagli abusi, ma anche e soprattutto nel suo valore e nella sua distribuzione lungo la filiera. Rispetto ai mercati, serve anche una valutazione sulla diversificazione e sulle strategie da adottare: su questo la Regione sta accompagnando i produttori con le risorse per la promozione sui mercati dei paesi terzi”.
Ha concluso il direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner: “Stiamo affrontando la problematica del cambiamento climatico anche nel settore vitivinicolo, mettendo in campo, nel vero senso della parola, molti progetti innovativi, anche all’interno delle aziende pilota e sperimentali dell’Agenzia veneta stessa. L’impegno da parte di Veneto Agricoltura è importante, e sottolineo che siamo a disposizione di tutti per sviluppare qualsiasi idea innovativa nel campo della viticoltura ed enologia, con l’obiettivo di affrontare al meglio il cambiamento climatico”.
Fonte testo e foto: servizio stampa Veneto Agricoltura
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La 55ª Mostra nazionale della Razza Bruna, ultimo evento del programma della 117ª Fieragricola di Verona 2026 che si è tenuta dal 4 al 7 febbraio scorso, ha incoronato campionessa assoluta «Mirina», bovina nata il 28 luglio del 2019 e di proprietà della società agricola La Torre di Olzeri Adolfo e C., un allevamento multifunzionale con 70 capi totali (dei quali 35 bovine in lattazione) a Baceno, in provincia di Verbania-Cusio-Ossola.
Giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche organizza la ventiduesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, dedicate al tema Healthscapes. Il paesaggio, il senso contemporaneo della cura e l’equivoco del benessere, e curate da Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Iuav di Venezia, e Simonetta Zanon, responsabile ricerche e progetti sul paesaggio della Fondazione Benetton.
C’è tempo fino a stasera per iscriversi al corso di formazione “Caso Pfas, inquinamento e acqua potabile”, che si svolgerà a Vicenza (Viacqua, viale dell’Industria 23) venerdì 27 febbraio dalle 9 alle 12 ed è organizzato dal gruppo di specializzazione “ITP-Italian Travel Press” in collaborazione con Argav, l’ Istituto “Nicolò Rezzara”, Viacqua e Unaga (Unione Naz. Ass. Giornalisti Agricoli). Le iscrizioni al corso, devono avvenire prioritariamente attraverso la piattaforma
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