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Agricoltura, boom di domande per i bandi CSR per lo sviluppo rurale: la Regione Veneto aumenta i fondi e le finanzia tutte

La Regione del Veneto rafforza il sostegno agli investimenti nel settore agricolo e garantisce il finanziamento di tutte le domande ammissibili presentate sia dai giovani agricoltori sia dalle aziende già attive. Con una nuova delibera, la Giunta regionale ha approvato una rimodulazione delle risorse dei bandi CSR per lo sviluppo rurale 2023-2027, incrementando la dotazione finanziaria complessiva per sostenere il maggior numero possibile di progetti.

“L’agricoltura veneta continua a dimostrare una straordinaria capacità di investimento e di innovazione – sottolinea l’assessore regionale Dario Bond –. Di fronte a una domanda di contributi superiore alle disponibilità iniziali, abbiamo deciso di intervenire con una rimodulazione delle risorse e con nuovi fondi. L’obiettivo è chiaro: accompagnare la crescita delle imprese agricole e sostenere il ricambio generazionale”.

Alla scadenza dei bandi, fissata al 16 febbraio scorso, le domande presentate per diversi interventi hanno infatti superato la dotazione finanziaria originaria per oltre 44 milioni di euro.Complessivamente sono arrivate oltre 2.500 domande di aiuto sui principali bandi attivati. In particolare, sono state presentate 797 domande per gli investimenti produttivi nelle aziende, 918 domande per gli investimenti agricoli legati alla tutela dell’ambiente e del clima, 116 domande per gli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, e 44 domande per le attività di promozione dei prodotti agricoli di qualità.

La Regione ha quindi deciso di riorganizzare le risorse e integrare ulteriormente i fondi disponibili, portando la dotazione complessiva dei bandi a oltre 113 milioni di euro.Un’attenzione particolare è stata riservata ai nuovi giovani agricoltori: “Il ricambio generazionale è una priorità strategica – evidenzia l’assessore – perché significa futuro per il nostro sistema agricolo e per i territori rurali”.Per l’insediamento dei giovani agricoltori sono state presentate 280 domande di aiuto e altre 394 domande riguardano gli investimenti collegati al Pacchetto Giovani. Al termine dell’istruttoria, tutte le domande ammesse saranno finanziate.Forte anche la risposta delle imprese già attive. Le domande presentate da agricoltori “senior” per gli investimenti produttivi nelle aziende agricole sono state 817. Anche in questo caso la Regione ha scelto di rafforzare la dotazione finanziaria per garantire che tutte le domande ammissibili possano ottenere il contributo.“Si tratta di un segnale molto importante – prosegue l’assessore – perché significa sostenere concretamente centinaia di aziende che vogliono innovare, migliorare la competitività, investire in sostenibilità ambientale, risparmio idrico, benessere animale e trasformazione dei prodotti”.

Una parte delle risorse integrative sarà destinata anche al sostegno delle imprese zootecniche situate in area montana, confermando l’attenzione della Regione per i territori più fragili e per le filiere produttive che contribuiscono alla vitalità economica e ambientale delle terre alte.“Con questo provvedimento – conclude l’assessore – diamo una risposta concreta alla forte propensione all’innovazione a all’investimento delle imprese agricole venete. Finanziare tutte le domande ammissibili significa sostenere lo sviluppo del settore, rafforzare la competitività delle nostre aziende e continuare a sostenere uno dei pilastri dell’economia regionale”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

27 marzo, al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) corso di formazione giornalisti dedicato a: “Alterazione degli habitat naturali e nuove migrazioni, raccontare correttamente la fauna selvatica ai tempi dei cambiamenti climatici”

Venerdì 27 marzo, dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti organizzato da Org Veneto in collaborazione con Argav dedicato al tema: “Alterazione degli habitat naturali e nuove migrazioni, raccontare correttamente la fauna selvatica ai tempi dei cambiamenti climatici”. Iscrizioni corso entro il 24 marzo sulla piattaforma formazionegiornalisti.it (2 crediti). 

Programma

La riduzione delle risorse spinge la fauna selvatica a condividere sempre più spesso spazi affollati con gli umani. Quindi, raccontare la fauna selvatica richiede competenze che vanno oltre il normale bagaglio giornalistico, acquisendo strumenti per trasformare dati scientifici in notizie comprensibili, senza distorcerne il significato. La scelta delle parole influenza profondamente la percezione pubblica: infatti, esistono termini che evocano scenari non corrispondenti alla realtà ecologica. Il corso intende fornire non solo gli strumenti per riconoscerli e sostituirli, mantenendo l’accuratezza, ma traducendo la complessità biologica in narrazioni accessibili, che distinguano chiaramente tra dati empirici, interpretazioni scientifiche e pregiudizi. Relatori saranno: Renzo Michieletto, giornalista, vicepresidente Argav; Paola Peresin, biologa; Renato Semenzato, biologo; Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente ARGAV

 

 

24-26 marzo, a Venezia il Seminario nazionale dei Gruppi di azione locale della pesca e dell’acquacoltura

Sarà Venezia a ospitare il Seminario nazionale dei Galpa, Gruppi di azione locale della pesca e dell’acquacoltura, in programma da martedì 24 a giovedì 26 marzo presso il Centro culturale don Orione Artigianelli (Dorsoduro 909/a). Nella città veneta sono attesi i rappresentanti dei 28 Galpa attivi in tutte le regioni costiere del nostro Paese. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, è promossa e organizzata dalla Rete nazionale CLLD dei Galpa nell’ambito del programma nazionale Feampa (Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura) 2021-2027, in collaborazione con Regione del Veneto e Flag Veneziano, con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, e il patrocinio di Regione del Veneto, Comune di Venezia, Città metropolitana di Venezia e Comune di Cavallino-Treporti.

 L’appuntamento si intitola “Galpa in rete: la cooperazione per lo sviluppo locale nei territori della pesca e dell’acquacoltura”, a evidenziare come la cooperazione tra territori rappresenti uno strumento fondamentale e imprescindibile: per incrementare la capacità delle comunità locali di costruire strategie condivise e affrontare i diversi fronti di crisi del mondo della pesca (dagli effetti dei cambiamenti climatici e l’impatto della diffusione di specie aliene invasive, alle sfide poste dall’evoluzione dei mercati e dalla necessità di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine, fino all’aumento dei costi energetici), come pure per tracciare nuove prospettive di sviluppo.

L’evento nazionale diventa, dunque, occasione importante per alimentare un confronto tra Galpa, istituzioni locali e nazionali e portatori di interesse, valorizzare le esperienze già maturate in tema di cooperazione nei diversi contesti regionali, favorire sinergie e costruire nuove partnership per progettualità in avvio. Tre giorni fitti di incontri plenari, tavoli tematici e momenti di dibattito, che avranno inoltre l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei Galpa stessi quali snodi importanti delle politiche di sviluppo locale delle comunità costiere e insieme promotori di cooperazione territoriale, ma anche quali strumenti di connessione tra le politiche europee e quelle dei territori locali.

Scarica il Programma_Seminario Nazionale Galpa_Venezia 24-26 marzo 2026

Fonte: servizio stampa Flag Veneziano

 

Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards – WIMA 2026, aperte fino al 30 aprile le candidature al concorso dedicato ai progetti più innovativi, sostenibili e inclusivi della montagna

Prende il via la settima edizione del Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards (WIMA), progetto curatoriale del Lagazuoi EXPO Dolomiti, spazio museale a quota 2.732 metri di altitudine, dedicato alle idee più innovative e sostenibili legate al mondo della montagna e di cui Argav è partner tecnico per la categoria “Produzioni enogastronomiche e agricole di montagna”. Giunto alla settima edizione, il concorso premia soluzioni e prodotti originali sviluppati da aziende, start-up, organizzazioni no profit, realtà del terzo settore, associazioni pubbliche impegnate a coniugare al meglio innovazione e sostenibilità in ambiente montano, un ambito in cui le sfide sono oggi particolarmente urgenti.

Il premio si articola in tre categorie: “Attrezzature e abbigliamento da montagna – capi tecnici e accessori pensati per quote e condizioni climatiche particolari”; “Progetti e servizi per la montagna – soluzioni innovative e servizi dedicati a vivere, esplorare e valorizzare il territorio montano”; “Produzioni enogastronomiche ed agricole di montagna – prodotti e processi innovativi provenienti da comuni montani situati sopra i 600 metri di altitudine”. Quest’anno l’attenzione della giuria si concentrerà in modo particolare su sostenibilità e inclusività, si potranno assegnare menzioni speciali ai prodotti, progetti e iniziative che si distinguono per il loro contributo in questi ambiti.

C’è tempo fino alle ore 24.00 del 30 aprile per partecipare al concorso. Sul sito http://www.lagazuoiwima.org sono disponibili il regolamento 2026 e la scheda di iscrizione. I progetti selezionati saranno al centro di una mostra che sarà inaugurata sabato 6 giugno 2026 negli spazi del Lagazuoi EXPO Dolomiti: un’occasione di incontro e valorizzazione della cultura della montagna. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a marzo 2027.

Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi EXPO Dolomiti e promotore dei WIMA afferma: “In questi anni il Lagazuoi Expo Dolomiti, attraverso i WIMA, si è affermato come catalizzatore delle migliori idee dedicate a chi la montagna la vive ogni giorno o la frequenta per passione. Abbiamo raccolto in questi ultimi sei anni un’eredità di oltre 200 progetti, dando visibilità a soluzioni e prodotti che raccontano una montagna capace di innovare e di generare un’interazione virtuosa tra uomo e ambiente, grazie al lavoro di aziende, start-up e associazioni. Ma l’obiettivo del Lagazuoi EXPO non è solo valorizzare questi progetti attraverso una mostra dedicata e unahttps://lagazuoi.it/ comunicazione multicanale, ma anche contribuire ad alimentare un dialogo costante e consapevole sul futuro della montagna”.

La giuria. A guidare i lavori della giuria sarà l’Ingegnere Stefano Illing che metterà a disposizione il punto di vista e l’esperienza di chi vive e opera quotidianamente in montagna. Accanto a lui, tre commissioni specializzate – una per ciascuna categoria – formate da giornalisti ed esperti del settore. Per la categoria “Attrezzatura e Abbigliamento da montagna”: Giampaolo Allocco (designer e punto di riferimento nell’industrial design legato allo sport), Marco Di Marco (direttore di Sciare Magazine), Antonello Marega (presidente “EPSI – European Platform for Sport Innovation”), Paolo Paci (direttore di Meridiani e Meridiani Montagne); per la categoria “Progetti e servizi per la montagna” Max Cassani (giornalista de La Stampa), Claudio Lucchese (professore e coordinatore del corso di laurea in “Hospitality Innovation and e-Tourism” all’Università Ca’ Foscari di Venezia), Maria Cristina Ceresa (direttrice di Green Planner), Emanuele Bompan (direttore di Materia Rinnovabile – Renewable Matter); per la categoria “Produzioni enogastronomiche e agricole di montagna” Annalisa Cavaleri (giornalista professionista, contributor della guida MICHELIN Italia, autore del libro “Luxury Food” e docente di food marketing all’Università IULM di Milano), Bruno Gambacorta (giornalista, volto storico del Tg2 ideatore della rubrica Eat Parade), Alberto Lupini (direttore del network Italia a Tavola), e Ludovica Rubbini (general manager del SanBrite, stella rossa e verde Michelin, tra le 20 donne del cibo per Cook). In giuria, per tutte le categorie, anche  (Responsabile Macroarea territoriale Nord-Est BPER Banca Private Cesare Ponti).

Fonte: servizio stampa Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards (WIMA)

 

Lutto in casa Argav. E’ mancato a Rovigo il socio Gianni Miotto

Martedì 17 marzo scorso è mancato a Rovigo il socio Argav Gianni Miotto (83 anni).

Giornalista (era direttore di Prima Free) e docente per anni di educazione fisica, appassionato di sport – rugby in primis – e di auto storiche, ricordiamo Gianni sempre garbato e con il sorriso, nonostante la vita lo avesse messo a dura prova con la prematura perdita nel 2014 del figlio Gianluca.

I funerali di Gianni saranno in forma strettamente privata. Il direttivo e i soci Argav si stringono intorno ai suoi familiari per la dolorosa perdita.

L’edizione 2026 della fiera di Vita in Campagna (Veronafiere, 20-22 marzo) riserva tante novità

Dal 20 al 22 marzo 2026, a Veronafiere, VinCa, la fiera di Vita in Campagna, cresce e si sviluppa su tre padiglioni (10, 11 e 12), ampliando l’offerta dedicata al mondo dell’orto, del giardino, della piccola agricoltura, degli animali e della vita all’aria aperta. Nella “tre giorni” sarà possibile imparare da esperti del settore, scoprire nuove soluzioni per la stagione che inizia, acquistare prodotti e condividere interessi e passioni con una grande community di appassionati e famiglie.

In particolare, il Padiglione 10 sarà dedicato agli animali da cortile e piccoli allevamenti, alla nutrizione e alle attrezzature per animali; il padiglione 11 sarà dedicato all’arredamento e alle soluzioni da esterno, all’abbigliamento tecnico, all’apicoltura, alla cosmesi naturale, al food market; il padiglione 12 sarà dedicato al giardino/outdoor, all’orto, al florovivaismo, alle piante e ai fiori , alla frutticoltura, alla viticoltura, all’olivicoltura e al barbeque.

Ci saranno anche nuove attività ed esperienze pensate per famiglie e bambini e un’area dedicata agli amici a quattro zampe. Punto fermo della manifestazione è naturalmente la mostra-mercato, per acquistare direttamente in fiera. Tutte le informazioni utili sono reperibili nel sito www.fieradivitaincampagna.it

Fonte: Vinca (fiera. di Vita in Camapagna)/Veronafiere

Disponibilità risorsa idrica in Veneto: a febbraio bene le piogge, male le temperature. E per marzo si prevede un clima più secco della norma, con un deficit idrico diffuso a scapito delle falde

Un febbraio piovoso – le precipitazioni segnano il +33% rispetto alla media – non basta a compensare un deficit nell’anno idrologico che rimane ancora accentuato. I dati dell’ultimo Bollettino di ANBI Veneto sulla disponibilità di risorsa fotografano uno scenario in chiaroscuro, dove i timidi segnali di recupero pluviometrico si scontrano con un’anomalia termica senza precedenti. Nonostante i 77 mm di precipitazioni, il bilancio cumulato dall’inizio dell’anno idrologico resta profondamente in rosso: da ottobre a oggi mancano all’appello oltre 100 mm d’acqua, con un deficit del 23% rispetto alla media storica che continua a gravare sulle falde e sui bacini regionali.

A rendere il quadro ancora più fragile è l’aspetto termico. Febbraio 2026 si è imposto come il secondo più caldo mai registrato da Arpav, non lontano dal record del 2024, con temperature medie regionali superiori di +2.8 °C rispetto alla norma. In pianura lo scarto ha superato i +3°C, ma è in quota che si è registrata la dinamica più preoccupante. Nella terza decade del mese, le temperature sono schizzate a +6.5 °C sopra la media, innescando processi di fusione nivale precoce proprio quando la neve, caduta abbondante grazie alle perturbazioni di metà mese, avrebbe dovuto consolidarsi per garantire le scorte estive. Il risultato è una risorsa nivale che, nonostante i 70-80 cm accumulati in quota nelle Dolomiti e nelle Prealpi, rimane più debole del normale nel bilancio stagionale, con un deficit che tocca il 36% nel comparto dolomitico. La mitezza eccezionale ha ridotto l’estensione della copertura nevosa alle quote medio-basse, trasformando quello che doveva essere un “serbatoio bianco” in un deflusso anticipato e meno gestibile.

Morale? Ancora una volta, l’inizio della stagione irrigua dovrà far affidamento su piogge estemporanee e sulla capacità dei consorzi di governare la rete in gestione più che sui depositi nivali. Tanto più che le proiezioni del Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua CeSPII LEB per il mese in corso prevedono un clima più secco della norma, con un deficit idrico diffuso che minaccia la ricarica delle falde. Con l’avvio della stagione irrigua, diventerà cruciale preservare l’umidità del terreno attraverso pratiche agronomiche conservative. A tal proposito possono risultare utili la riduzione delle lavorazioni, la gestione dei residui e coperture vegetali per limitare l’evaporazione. Un monitoraggio attento dell’umidità sarà fondamentale per programmare una distribuzione irrigua efficiente.

Fonte: ufficio stampa Anbi Veneto

Il Consorzio Trentino di Bonifica illumina di tricolore le idrovore di Nave San Rocco e Mattarello. L’iniziativa è proposta in tutta Italia dall’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi)

Da ieri sera (12 marzo 2026) e per alcune notti, i principali impianti idraulici lungo tutta la Penisola si illumineranno con le luci del tricolore. A promuovere l’iniziativa è stata l’ANBI – l’Associazione Nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue – attraverso l’azione locale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul ruolo della risorsa idrica per l’ambiente e l’economia e rilanciare la funzione della bonifica e delle infrastrutture idrauliche per la sicurezza del territorio e il rilancio del settore primario.

Per il Consorzio Trentino di Bonifica, l’ente che si occupa di irrigazione, sicurezza idraulica e tutela ambientale in ventiquattro Comuni della Provincia autonoma di Trento, l’iniziativa prevede l’illuminazione di due impianti simbolo del sistema di bonifica provinciale: l’idrovora di Mattarello, a sud della città di Trento, e la storica idrovora di Nave San Rocco (nella foto in alto), a nord del capoluogo, nei pressi della confluenza tra il fiume Adige e il torrente Noce. Si tratta di due opere idrauliche che, assieme a numerose altre, svolgono un ruolo strategico nella protezione del territorio provinciale, sollevando e smaltendo le acque di bonifica e prevenendo allagamenti. Entrambi gli impianti tutelano aree agricole, infrastrutture e insediamenti, garantendo sicurezza e continuità produttiva anche di fronte a eventi meteorologici estremi.

«Con questo gesto – ha detto il presidente del Consorzio Trentino di Bonifica Luigi Stefani – vogliamo ribadire l’importanza di una strategia nazionale e provinciale per la gestione delle risorse idriche. In particolare riteniamo necessario un modello di previsione relativo ai fabbisogni idrici legati ai cambiamenti climatici e un piano di azione complessivo che comprenda le esigenze relative a tutti i comparti produttivi, al fabbisogno pubblico e alla protezione civile”.«Anticipiamo in questo modo – ha aggiunto Michele Bernabè, direttore del CTB – la data del 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua, che vorremmo diventasse un’occasione concreta di assunzione di responsabilità e di programmazione strutturale degli investimenti necessari ad aumentare la resilienza delle comunità di fronte alla crisi climatica».

Il Consorzio Trentino di Bonifica, attraverso la gestione di 29 impianti idrovori e la manutenzione di 180 chilometri di fosse e canali, garantisce l’efficienza del settore agricolo e la sicurezza di un territorio che spazia, lungo la valle dell’Adige, da Roverè della Luna a Borgo Sacco. Fra le attività portate avanti negli ultimi anni, il CTB annovera numerosi progetti relativi alla razionalizzazione idrica, all’irrigazione di precisione e alla protezione dell’ambiente.

La giornata dedicata alle “Idrovore Tricolori” è stata pertanto anche l’occasione per ricordare le numerose realizzazioni in corso: razionalizzazione di nuovi impianti di irrigazione in valle dell’Adige. Sono stati avviati in queste settimane i lavori che contribuiranno alla razionalizzazione dell’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura, articolati in quattro distinti lotti in valle dell’Adige (Pressano, Ischiello di Lavis, Mattarello e Chizzola) che interessano la copertura di oltre 340 ettari di appezzamenti agricoli di pregio. Gli interventi prevedono la realizzazione di moderni impianti irrigui a goccia, gestiti tramite l’utilizzo di sonde per individuare l’esatta umidità del terreno al fine di distribuire acqua “dove serve e quando serve”.Il progetto è finanziato dal MASAF, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, per un importo di circa 10.900.000 euro. L’intervento copre l’intero costo delle opere e rappresenta un esempio concreto di innovazione tecnologica al servizio dell’efficienza del sistema agricolo e della sostenibilità economica e ambientale. Progetto strategico PNRR per l’irrigazione di precisione in Val di Gresta. È in fase di ultimazione il progetto strategico PNRR per la Val di Gresta che verrà avviato già nel corso della stagione irrigua 2026. Si tratta di un intervento da 11,2 milioni di euro in un territorio a forte vocazione agricola e biologica in particolare, con l’obiettivo di fronteggiare la crescente scarsità idrica legata ai cambiamenti climatici.Il progetto consentirà di irrigare con metodi di precisione ulteriori 300 ettari di territorio e prevede la realizzazione di un sistema diffuso di bacini e serbatoi per un volume complessivo superiore a 55.000 metri cubi, destinato a garantire, oltre all’irrigazione, anche l’approvvigionamento potabile alla rete comunale e ulteriori riserve per funzioni di protezione civile e antincendio. L’intervento si caratterizza per l’utilizzo di fonti idriche già disponibili, senza incremento della pressione derivatoria per la messa in rete delle diverse fonti di approvvigionamento e per un’impostazione progettuale attenta a ridurre al minimo l’impatto sui suoli agricoli in coerenza con la vocazione biologica della valle. Nuovi impianti di irrigazione a nord di Trento. Sono già in funzione i nuovi impianti irrigui realizzati dal CTB nelle aree a nord di Trento che spaziano da Mezzocorona a Grumo-San Michele e da Lavis a Nave San Rocco e Zambana. La superficie coinvolta è di oltre 650 ettari interamente coperti con impianti tecnologici avanzati e sonde per verificare l’effettivo bisogno idrico delle piante. L’investimento, pari a 11 milioni di euro, è stato interamente finanziato con fondi del MIPAF attraverso il Piano di Sviluppo Rurale Nazionale. Impianto autolavaggio di mezzi agricoli Mezzocorona. Nel corso del 2023 il Consorzio ha realizzato un impianto di autolavaggio dei mezzi agricoli nel territorio di Mezzocorona. Si tratta di un vero e proprio prototipo di impianto a circuito chiuso con depurazione dell’intero ciclo di lavaggio al servizio di oltre 150 utenti che coprono un territorio di circa 1.000 ettari di campagne. L’investimento è stato di 550.000 euro con un finanziamento di 200.000 euro messi a disposizione dal GAL (Gruppo di Azione Locale) su fondi del PSR (Piano Sviluppo Rurale). Impianto autolavaggio mezzi agricoli Lavis. Un impianto simile è stato inaugurato a Lavis circa un anno fa per coprire le esigenze di circa un centinaio di utenti operativi in un’area di 1.000 ettari. L’opera, inaugurata nel marzo del 2025, ha previsto un costo di 350.000 euro con un finanziamento di 200.000 euro messi a disposizione del GAL su fondi PSR. Lungo l’intera asta dell’Adige sono previsti altri impianti di questo tipo per ottemperare alle necessità ambientali e di servizio alle imprese agricole. Manutenzioni e presidio costante del territorio. Ogni anno l’ufficio tecnico consortile, coordinato dalla direzione dell’ing. Michele Bernabè e in sinergia con il Servizio Bacini Montani della Provincia autonoma di Trento, aggiorna la programmazione delle manutenzioni straordinarie delle opere idrauliche di bonifica – idrovore, stazioni di pompaggio, paratoie di regolazione, argini di canali e fosse di bonifica – per mantenerle in piena efficienza.Questi interventi, finanziati dalla Provincia autonoma di Trento per un importo medio di circa 500.000 euro annui, rappresentano un investimento costante per garantire la sicurezza idraulica, la tutela ambientale e la capacità del territorio di affrontare con strumenti concreti le sfide poste dai cambiamenti climatici.

Ulteriori prospettive di sviluppo. Accanto a questi interventi, il Consorzio continua in modo costante il lavoro di ascolto delle esigenze dei territori e di sviluppo di nuove progettualità, con l’obiettivo di intercettare fonti di finanziamento nazionali ed europee. In qualità di stazione appaltante qualificata, il CTB cura direttamente le procedure di gara e l’aggiudicazione dei lavori, segue l’esecuzione delle opere e la puntuale rendicontazione delle spese. Un impegno che non si esaurisce con la realizzazione degli interventi: il Consorzio garantisce anche la gestione attenta e oculata delle infrastrutture costruite, assicurandone efficienza, funzionalità e durata nel tempo.

Fonte testo e foto: Consorzio Trentino di Bonifica

Il progetto Fieracavalli-Corte Molon per il reinserimento lavorativo dei detenuti compie 10 anni

In dieci anni, sono 172 le persone detenute nella casa circondariale di Montorio (Verona) che hanno partecipato ai corsi di formazione professionale per tecnico di scuderia. In tutto 53 i diplomi consegnati alla fine del percorso di studio. Sono i numeri del progetto nato nel 2016 dalla collaborazione tra Fieracavalli, Horse Valley ASD- Corte Molon e il carcere di Montorio, con l’obiettivo di rendere il rapporto uomo-cavallo un aiuto concreto per il reinserimento sociale attraverso l’apprendimento di nuove competenze lavorative spendibili nel settore equestre.

Un’iniziativa che ha subito riscosso molto successo tra gli ospiti della struttura di Montorio, tanto da allestire nel carcere una vera e propria piccola scuderia con tre box, per consentire ai detenuti di svolgere sul posto le attività pratiche con i cavalli. Le lezioni, svolte con animali ritirati dalla carriera agonistica, alternano teoria e pratica: gestione della scuderia, etologia del cavallo, alimentazione, tecnica equestre, con contributi portati da figure specializzate quali veterinari, maniscalchi e addestratori.

«Da dieci anni questo progetto dimostra che Fieracavalli non è solo un evento, ma una comunità che si prende cura del territorio – ha spiegato il presidente di Veronafiere Federico Bricolo –. Offrire a persone detenute una formazione qualificante e un mestiere concreto significa restituire dignità, fiducia e una seconda possibilità di costruire un percorso reale di vita che guarda al futuro». «Per i detenuti si tratta di un’occasione vera e propria di trovare un’occupazione una volta usciti dal carcere – ha sottolineato la direttrice del carcere di Montorio Maria Grazia Bregoli –. Molti di loro, infatti, hanno trovato lavoro in diversi centri ippici del territorio». «Il corso non è solo un momento di formazione professionale, ma è anche un grande occasione di condivisione, di relazione con il cavallo come mediatore, anche culturale – ha concluso Linda Fabrello, presidente di Horse Valley –. Molti dei ragazzi detenuti, infatti, hanno ricordi legati al cavallo nella loro vita, nella loro terra di origine: si crea così un luogo comune di relazione basato su memorie positive dell’infanzia e della famiglia».

Oltre alle lezioni e al lavoro con i cavalli all’interno della casa circondariale, i detenuti autorizzati a operare all’esterno del penitenziario grazie ai permessi dell’Articolo 21, svolgono a Corte Molon volontariato nelle scuderie, affiancando lo staff del maneggio nella gestione quotidiana dei cavalli.

Fonte: servizio stampa VeronaFiere

Nella Bassa Valsugana, le scuole “adottano” le riserve naturali del territorio

(di Giancarlo Orsingher, giornalista socio Argav). Cinque aree protette della Valsugana prese in custodia da altrettante scuole. E’ questo in sintesi il contenuto del progetto “Adotta una riserva” proposto a inizio anno scolastico dalla Rete di Riserve del fiume Brenta alle scuole medie della Bassa Valsugana e che ha visto l’adesione di tutti i plessi: la Riserva locale delle Mesole è stata quindi “adottata” dalla scuola di Castel Ivano e le Riserve naturali provinciali di Fontanazzo dalla scuola di Grigno e quella del Laghetto di Sella dalla scuola di Borgo. Nel secondo quadrimestre sarà la volta della Palude di Roncegno per la scuola di Roncegno Terme e della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Torcegno per la scuola media di Telve.

Guidati dagli esperti di Ambios e dai loro insegnanti, i ragazzi delle tre classi coinvolte per ciascuna scuola sono stati dapprima introdotti in classe al tema delle aree protette per poi approfondire con una visita in loco quella presente sul loro territorio. In quest’occasione hanno scattato fotografie e raccolto informazioni e dati sull’ambiente, la flora e la fauna per poi rielaborarli in classe e, con l’aiuto degli esperti, predisporre del materiale utile per comunicare, per raccontare l’area protetta.

Così Guglielmo e Wissam della scuola di Grigno spiegano ad esempio che “quando piove sull’altopiano della Marcesina, l’acqua penetra nella roccia, scende a valle, dove riaffiora dando origine ai corsi di risorgiva. Questi formano un reticolo lineare con acqua limpidissima e sempre fredda, alimentata da neve e pioggia. È l’habitat ideale per il gambero di fiume”. Sul Laghetto di Sella”, Anais e Wijden della scuola media di Borgo ci ricordano che “il laghetto, formatosi per uno sbarramento artificiale, è definito eutrofico perché è ricco di nutrienti. Per questo motivo l’acqua è di colore verde scuro. È inoltre limpida e pulita e ci sono molte alghe e pesci. Può raggiungere una profondità di tre metri”, mentre Giacomo e Matteo della scuola media di Strigno spiegano cos’è il bosco ripariale che si trova a Mesole: “è composto da specie che necessitano di molta umidità, come l’ontano nero, l’ontano bianco, il pioppo nero, il pioppo bianco e i salici. Si tratta di alberi caducifogli”.

Questi sono solo tre esempi dei testi elaborati dai ragazzi, testi che assieme ai disegni naturalistici, alla mappa e a una parte interattiva con piccoli giochi enigmistici, sempre realizzati dagli alunni guidati dagli esperti e dagli insegnanti, sono confluiti nei pieghevoli che, uno per ogni riserva, illustrano l’area protetta in maniera divulgativa. Prodotti in 600 esemplari per ogni riserva i depliant diventano così degli utili strumento per far conoscere e apprezzare al cittadino gli aspetti ambientali delle diverse aree protette della Rete di Riserve del fiume Brenta.

Oltre all’approfondimento del tema naturalistico, il progetto si sta rivelando un’interessante palestra per mettere in pratica un metodo di lavoro che vede i ragazzi delle diverse classi impegnati a raggiungere un obiettivo comune affrontando, in gruppi separati, aspetti diversi di uno stesso argomento che confluiscono poi nel prodotto finale che è la sintesi del lavoro di tutti. Per le prime tre scuole – che hanno visto come referenti le professoresse Michela Sordo, Elena Biasioni, Chiara Segnana e Sara Vallefuoco – il progetto si sta concludendo in queste settimane di febbraio e marzo con gli incontri aperti alla cittadinanza nei quali ragazzi e insegnati presentano le attività svolte e i prodotti realizzati. Come detto le scuole di Roncegno Terme e Telve realizzeranno invece le attività nel corso del secondo quadrimestre, mentre per l’anno scolastico 2026-2027 la proposta della Rete di Riserve sarà estesa alle scuole dell’Alta Valsugana.

Al termine del progetto, grazie al lavoro dei ragazzi, ci saranno quindi a disposizione di residenti e turisti agili guide informative di almeno una decina di aree protette della Valsugana.L’intenzione è che “Adotta una riserva” non rimanga un progetto a se stante ma che diverti un’iniziativa duratura nel tempo con ogni anno un’attività specifiche per ogni scuola nella riserva che hanno “adottato”. I materiali prodotti e una sintesi delle attività è inoltre presente nella sezione “progetti” del sito della Rete di Riserve del fiume B (www.reteriservebrenta.it).