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Nel sistema museale rodigino entra il “Polesine in miniatura”

 

Polesine in miniatura (foto Coldiretti Rovigo)

 

«Il Polesine in miniatura entrerà a pieno titolo nel Sistema museale provinciale, perché da noi il museo non è soltanto quello tradizionale chiuso tra quattro pareti, ma un museo diffuso che corrisponde alle bellezze del nostro territorio». E’ l’annuncio dato dall’assessore provinciale al Turismo, Laura Negri, intervenuta nei giorni scorsi all’inaugurazione del “Polesine in miniatura”, a Gaiba (RO), all’interno della fattoria didattica Fondo Madonnina aderente a Coldiretti. «Nutriamo grandi speranze per questa struttura – ha concluso – che sintetizza le peculiarità della nostra terra che ha al centro l’acqua e la gestione dell’acqua , e pensiamo che potrà diventare quel tassello fondamentale per valorizzare tutto il nostro territorio».

Polesine in miniatura: la scheda. E’ una riproduzione in scala 1:1000 (un metro uguale ad un chilometro) della provincia di Rovigo (il Polesine), lungo km 168. La ricostruzione, pertanto è lunga mt. 150 e larga mt 25, per una superficie di oltre 3700 metri quadri. I diversi livelli altimetrici sul medio mare sono riprodotti in scala 1:10 (un metro uguale dieci metri) per cui il dislivello di circa 20 metri che esiste passando dall’Alto al Basso Polesine, nel parco corrisponde a due metri. Il Polesine in miniatura è realizzato all’interno delle aree verdi dell’azienda agricola Fondo Madonnina, che comprendono tre ettari di terreno tra parco-giardino, recinti degli animali, orto botanico, uno stagno con flora e fauna locale ed, ora, anche questo nuovo parco tematico.  Il Polesine in miniatura ricrea perfettamente la geografia e le caratteristiche geomorfologiche, strutturali ed orografiche del territorio, in particolare l’idrogeologia con la riproduzione dei maggiori corsi d’acqua: i due più grandi fiumi d’Italia, il Po e l’Adige, che lambiscono il Polesine rispettivamente a sud e a nord, ed il Canalbianco che lo attraversa orizzontalmente. Nel dettaglio, il corso del Po si divide a ricreare il suo famoso Delta, di cui sono riprodotte le valli e le lagune, e scorre fino al mare Adriatico, anche questo ricostruito per la parte litoranea. Tutti i corsi d’acqua sono reali con una movimentazione d’acqua di 100.000 litri/ora. L’invaso del mare Adriatico contiene 1.200.000 litri d’acqua. L’impianto è alimentato dall’acqua di falda, che viene pompata da un pozzo e scorre nei fiumi e nel mare, da cui viene riciclata e clorizzata. I 50 Comuni polesani sono indicati con insegne. Il progetto prevede il futuro inserimento della planimetria di ciascun comune capoluogo e di riproduzioni in scala dei principali monumenti e siti di interesse.

 

taglio del nastro con autorità polesane di Polesine in miniatura (foto Coldiretti Rovigo)

 

Le aziende agricole e la multifunzionalità. «Potremo vedere il Polesine da un’altra prospettiva, come fossimo dei giganti dall’alto – ha commentato Raffaele Peretto, studioso di storia e cultura polesane – Una terra nata dall’acqua che è come un acquerello trasparente che galleggia sul mare. Terra di bonifiche, il territorio più giovane d’Italia che merita di essere raccontato e lasciato parlare». «Il Polesine è delicato dal punto di vista della sicurezza idraulica – ha spiegato Lino Tosini, presidente della fondazione Ca’ Vendramin – e conoscerlo significa prepararsi meglio ad affrontare eventuali emergenze». Un plauso a Stefania Rasi, titolare del Fondo Madonnina, e alla sua famiglia è arrivato dalla presidente della provincia Tiziana Virgili che ha detto: «Stefania ed il marito Luca sono passati dalle parole ai fatti, sono un esempio di concretezza». Si è unito il sindaco di Gaiba, Roberto Berveglieri, ringraziando l’imprenditrice Rasi per «quello che sta facendo per l’economia del paese». «Un’azienda che ha sviluppato il massimo della multifunzionalità – ha aggiunto il presidente provinciale di Coldiretti, Valentino Bosco – per un’agricoltura che non è solo produrre, ma anche decidere di investire per trasmettere conoscenza, cultura e tradizioni. Questa è un’impresa che non ha chiesto niente, ma anzi offre opportunità». Un appello alla preservazione del territorio contro le speculazioni è venuto dal consigliere regionale Cristiano Corazzari che ha dichiarato: «Abbiamo la fortuna di un territorio ancora integro dove l’agricoltura è un settore trainante, dobbiamo saperlo tutelare perché è la nostra ricchezza».

(fonte Coldiretti Rovigo)

Ambiente: a Motta di Livenza (TV) un concorso fotografico che racconta paesaggio, storia, uomini e territorio

L’Associazione culturale “Laboratorio Livenza” in collaborazione con il Circolo dell’immagine “La Loggia” organizza la prima edizione a tema del concorso fotografico “Laboratorio Livenza” . Il tema del concorso è la produzione di fotografie che raccontino il paesaggio, la storia, gli uomini, gli oggetti appartenenti al territorio di Motta di Livenza (TV) e alle sue frazioni (Lorenzaga, Malintrada, San Giovanni e Villanova). Le fotografie più belle saranno premiate e scelte da una giuria qualificata nonché pubblicate in un calendario che verrà distribuito nel periodo Natalizio con la scopo di raccogliere fondi da donare in beneficenza. Regolamento e modulo d’iscrizione sono scaricabili dal sito www.laboratoriolivenza.com

(fonte Associazione culturale Laboratorio Livenza)

Recupero reflui zootecnici: il 13 ottobre nel trevigiano dimostrazione di Veneto Agricoltura

Nell’ambito del progetto “RiduCaReflui”, mercoledì 13 ottobre dalle ore 09.00 presso l’Azienda Diana (di Veneto Agricoltura) a Bonisiolo di Mogliano Veneto (TV), si terrà una dimostrazione di macchine e soluzioni tecniche per la migliore distribuzione dei reflui zootecnici. L’obiettivo? Un corretto apporto di elementi nutritivi al suolo, il contenimento delle perdite di azoto, l’allargamento del periodo di distribuzione, la riduzione del compattamento del terreno e delle emissioni di odori sgradevoli.

Azoto: causa d’inquinamento per acque, terreni e atmosfera. Da che mondo è mondo il concime naturale è sempre stato considerato una ricchezza per gli agricoltori intenti a ottimizzare le colture aumentando l’apporto dei nutrienti che arrivano al suolo. Da un po’ di tempo sappiamo che i reflui zootecnici cosparsi nei campi possono essere, causa l’azoto, fonte d’inquinamento per le acque, per i terreni e per l’atmosfera. “RiduCaReflui” si occupa di questo: trovare una soluzione che valorizzi i reflui zootecnici e ne contenga il carico inquinante considerati i vincoli imposti dalla cosiddetta Direttiva Nitrati (676/91/CE). Dopo i saluti dell’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato e l’introduzione dei lavori di Riccardo De Gobbi e Giustino Mezzalira di Regione Veneto e Veneto Agricoltura, la descrizione dei cantieri sarà fatta da Luigi Sartori dell’Università di Padova.

Per adesione: 049-8293920 divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org. In caso di maltempo la dimostrazione in campo sarà sostituita da una presentazione dei cantieri presso la tecnostruttura adiacente agli appezzamenti predisposti per l’attività. Al termine della dimostrazione i tecnici di Veneto Agricoltura saranno a  disposizione per illustrare le prove sperimentali presenti in azienda e relative ai diversi settori produttivi. Il progetto, RiduCaReflui, ideato per ridurre il carico inquinante generato dai reflui zootecnici nell’area del Bacino Scolante della Laguna veneta, intende analizzare percorsi modello per il trattamento dei reflui zootecnici in grado di consentirne il loro riutilizzo trasformandoli, così, in una risorsa energetica (produzione di biogas a monte del trattamento) e agronomica (produzione di fertilizzanti organici da trattamenti conservativi dell’azoto). Questi percorsi forniranno alle aziende diverse soluzioni logistiche, tecnologiche e contrattuali.

(fonte Veneto Agricoltura)

Lunedì 11 ottobre 2010 i giornalisti Argav in visita in Cansiglio in collaborazione con Veneto Agricoltura

 

foresta demaniale del Cansiglio

 

Un gruppo di giornalisti Argav visiterà lunedì prossimo la foresta regionale demaniale del Cansiglio in gestione a Veneto Agricoltura. Ritrovo alle ore 10.00 presso gli uffici di Veneto Agricoltura in Pian Cansiglio. Da qui il programma prevede un tour che partirà dall’ex Caserma Bianchin e relativo progetto di ripristino ambientale, proseguirà con la visita alla foresta, giro del Taffarel e sosta al villaggio cimbro. Si proseguirà nel pomeriggio verso il vivaio Pian dei Spini. La giornata si concluderà con un saluto e con assaggi di formaggi locali.

11 ottobre 2010: visita in Cansiglio per i soci Argav

Nell’ambito dei viaggi di formazione dei soci Argav e in collaborazione con Veneto Agricoltura, è stata organizzata per lunedì 11 ottobre 2010 una visita in Cansiglio. Ecco il programma:

Lunedì 11 ottobre p.v. Arrivo ore 10.00 presso uffici V.A. Pian Cansiglio;
-visita alla ex caserma Bianchin e illustrazione del progetto di ripristino ambientale;
 visita alla foresta, giro del Taffarel, le attività selvicolturali; visita villaggio cimbro;
 ore 13.00 pranzo a Col Indes;
 ore 15.00 visita vivaio Pian dei Spini; ore 16.00 Valmenera: la questione cervo; ore 17.00 saluto con assaggi formaggi locali.

Possibilità di estendere il programma. A seguire, per chi e’ interessato e previo raggiungimento di almeno 10 partecipanti: 
solo uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – a 15 euro/persona (la guida, per un gruppo di 10 o più persone, farebbe un prezzo a forfait di 150 euro), oppure uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – e cena a 35 euro/persona;
 oppure ore 18.00 uscita in ambiente per vedere e sentire bramito cervi, ore 20.30 cena e pernottamento al Rifugio San Osvaldo, ore 6.00 possibilità di uscita all’alba sempre per vedere cervi a 70 euro/persona. Visto l’interesse della giornata, si prega di mandare prima possibile le adesioni con l’indicazione dell’opzione scelta a Mirka Cameran, emal: argav@fastwebnet.it

Tre orme di dinosauro cambiano la geografia giurassica

Scoperte nella galleria del Monte Buso, sul Pasubio, tre orme di dinosauro che rivoluzionano la geografia giurassica dell’Italia. Il ritrovamento di queste orme – secondo Marco Avanzini del Museo di scienze naturali di Trento – testimonia il passaggio di dinosauri anche nel periodo in cui quel territorio si pensava sott’acqua, spostando le lancette dello sprofondamento oceanico di qualche milione di anni. Ma c’e’ di piu’: la ‘piattaforma di Trento’ apparteneva all’Eurasia e non al continente africano.

(fonte Ansa)

Alto Adige punta a gestione ecocompatibile delle gallerie

Foto Provincia Bolzano, inaugurazione galleria Petlin di Ortisei

I tunnel non sono solo infrastrutture ma elementi per una mobilita’ piu’ comoda e sicura, che aumentano la qualita’ della vita: ne hanno parlato a Ortisei gli esperti riuniti nel convegno ‘‘La linea verde della galleria’‘, promosso dall’Assessorato provinciale ai lavori pubblici. Ha aperto i lavori l’assessore Florian Mussner. Ortisei e’ stata scelta quale sede del convegno internazionale considerato che la galleria Petlin, risanata dall’Assessorato provinciale ai lavori pubblici e riaperta a giugno, e’ considerato un intervento modello per la costruzione di tunnel nel rispetto dell’ambiente.

Proprio al tema del corretto rapporto tra infrastrutture, territorio e ambiente e’ stato dedicato il convegno internazionale biennale svoltosi il 23 settembre scorso e incentrato sulle novita’ nel settore della realizzazione di gallerie. ”Illuminazione adeguata della galleria ma con un risparmio energetico di 13mila euro all’anno, materiale a basso impatto inquinante per ridurre emissioni nocive, il tutto nel quadro di un progetto pilota di risanamento che ne ha fatto una infrastruttura tecnologicamente avanzata”, sottolinea l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Florian Mussner. La Ripartizione provinciale Servizio strade gestisce 191 tunnel per una lunghezza complessiva di 52 km: costruire un km di tunnel ha un costo di 22mila euro, mentre esercizio e manutenzione possono arrivare fino a 91mila euro all’anno.

(fonte Ansa)

Ecco i comuni “più solari” d’Italia

Bolzano, Senigallia (An), Vipiteno (Bz) e Torre San Giorgio (Cn) sono i comuni ”piu’ solari” d’Italia, ossia i territori piu’ avanti nel settore dell’energia solare. Il Campionato Italiano del Solare, diviso in quattro categorie, e’ organizzato da Fiera Bolzano in collaborazione con Legambiente in occasione della fiera Klimaenergy.

A Torre San Giorgio lo scudetto italiano 2010. In questi comuni il contributo del solare termico e fotovoltaico ai fabbisogni delle famiglie ha gia’ raggiunto risultati significativi fino a superare, come nel caso di Torre San Giorgio, vincitore dello scudetto italiano 2010, i fabbisogni elettrici delle famiglie attraverso l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. A Vipiteno sono installati oltre 2400 mq di pannelli solari termici, 277 kW di fotovoltaico, ma anche altri impianti da fonti rinnovabili come eolico, mini idroelettrico, da biomassa collegati a reti di teleriscaldamento e biogas. A Senigallia sono installati 4 mila mq si pannelli solari termici e quasi 1 MW di fotovoltaico, distribuiti tra centinaia di impianti pubblici e privati. In questo comune il regolamento edilizio prevede l’obbligo d’installazione di pannelli fotovoltaici in tutte le nuove costruzioni. A Bolzano, i pannelli solari installati sono oltre 5.200 mq per il termico e 3.152 kW per il fotovoltaico, tutti installati sui tetti di abitazioni, edifici pubblici e aziende private. Nel capoluogo altoatesino il regolamento edilizio prevede l’obbligo di installazione di pannelli solari sia termici che fotovoltaici nelle nuove costruzioni e anche nelle ristrutturazioni.

(fonte Ansa)

23-24 settembre: a Legnaro (PD), si parla del futuro del paesaggio rurale

I giorni 23 e 24 settembre (ore 9.30) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD), si svolgerà il convegno “Campagne ed Urbanizzazione diffusa. Quale sarà il paesaggio rurale di domani?”. L’incontro (a partecipazione gratuita), organizzato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Padova e dall’associazione Ruralia con il patrocinio di Veneto Agricoltura, del Comune e della Provincia di Padova, vuole aprire una riflessione sul suolo quale risorsa limitata e preziosa e sull’agricoltura quale settore da salvaguardare. A partire dalle statistiche sull’incremento demografico e da un’analisi sulle più recenti politiche abitative sarà l’occasione per dibattere un tema di stretta attualità: il cambiamento del paesaggio rurale negli ultimi cinquant’anni e la sempre maggiore frammentazione delle aree destinate all’agricoltura e all’allevamento rispetto al fenomeno dell’urbanizzazione.

Programma e relatori. Nella prima giornata gli interventi riguarderanno soprattutto la trasformazione del paesaggio rurale in Italia ed in altri Paesi Europei. Il secondo giorno, enti ed organizzazioni diverse, con competenze particolari, esporranno punti di vista specifici sugli effetti dell’urbanizzazione diffusa sulla produzione agricola. Parteciperanno nomi famosi come Carlo Cannella, Giancarlo Dalla Fontana, Joào Nunes e Giustino Mezzalira, assieme a Gilberto Bedini, Paola Branduini, Pierluigi Bonfanti, Viviana Ferrario, Nicoletta Ferrucci, Stefano Guercini, Antonio Leone, Domenico Patassini, Elisabetta Peccol, Piero Pierotti, Maria Luisa Ruggiero, Marco Tamaro, Patrizia Tassinari, Tiziano Tempesta, Mauro Varotto, Pier Giovanni Zanetti, docenti affermati ed autorevoli.

(fonte Veneto Agricoltura)

Ambiente: per 7 italiani su 10 piste ciclabili insufficienti

Solo il 6% degli italiani usa la bicicletta per recarsi al lavoro, ma ben 7 su 10 ritengono insufficienti le strutture ciclabili nelle citta’. E’ il risultato di un sondaggio condotto tra i visitatori di ”ExpoBici’‘, il salone della bicicletta che chiude oggi alla Fiera di Padova. Solo l’1 % del campione ha risposto di considerare buona la presenza di strutture ciclabili in Italia, e il 4% sufficienti. Oltre al 67% ritiene gravemente insufficienti la rete ciclabile nel Belpaese.

(fonte Ansa)