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L’ambiente? Una risorsa economica pari al Pil globale

Chi dice che proteggere la natura comporta solamente costi si sbaglia di grosso. Lo certifica l’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, che ha recentemente pubblicato un rapporto sull’importanza economica della protezione ambientale.

Un profitto a livello globale tra i 21 e i 72 miliardi di dollari. I ”servizi” offerti dalla Natura alle attivita’ umane, infatti,- tra fornitura di acqua, riduzione di C02 nell’atmosfera, ”ingredienti” posti a vario titolo in farmaci e prodotti cosmetici – portano a un profitto, a livello globale, pari ad una somma compresa tra i 21 mila miliardi e i 72mila miliardi di dollari. Ovvero, l’equivalente circa del Pil mondiale quantificato per il 2010 intorno ai 60mila miliardi di dollari. Le sole aree umide, il cui ruolo risulta tra i piu’ ignorati dal pubblico generale, tra le piu’ danneggiate dalle attivita’ umane secondo l’UNEP, assicurano un contributo economico alle attivita’ umane diretto e indiretto superiore ai 7 mila miliardi di dollari l’anno.

Foresta tropicale

Salvaguardare la Natura è anche un buon affare. La cattiva gestione delle risorse naturali, ricorda l’UNEP, taglia lo sviluppo ad un livello decisamente superiore rispetto a quello della recente crisi economica. Ma restaurare gli ecosistemi, oltre a rappresentare una protezione rispetto al caos climatico incombente, puo’ rappresentare anche un buon affare. Secondo il programma delle nazioni Unite un solo ettaro di foresta tropicale puo’ fornire servizi fondamentali quali cibo, acqua, materie prime, sostanze farmacologiche, mitigazione climatica, purificazione dell’acqua, turismo, per un valore di oltre 16 mila dollari l’anno. Per ogni ettaro di area costiera ripristinata la comunita’ avrebbe una rendita di circa 73.900 dollari, 14.200 per un ettaro di zone umide, e fino a 129 mila dollari per le barriere coralline.

(fonte Asca)

Parchi ancora a rischio chiusura nel 2011

Gran Sasso

Con la manovra estiva hanno rischiato di vedersi dimezzare gli investimenti pubblici per l’anno in corso, ma grazie ad una sollevazione generale di operatori, Autorita’ locali e ad un intervento correttivo del ministero dell’Ambiente, per il 2010 gli stanziamenti per Parchi e Aree protette rimangono gli stessi dell’anno precedente. Con il 2011 pero’, stando sempre al testo della manovra, il ministero dell’Ambiente dovra’ ridurre del 50% i trasferimenti economici che sostengono Parchi ed Aree protette del nostro Paese.

Gli investimenti dell’Italia per le aree protette? Una tazzina di caffè per ogni italiano all’anno. In una prima versione il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva inserito nel testo 19 dei 24 Enti che gestiscono le grandi aree naturali protette tra quelli inutili da abrogare. Un errore che e’ stato corretto in corso di stesura. Poi la ”dieta” dei trasferimenti, corretta per il 2010 ma ancora prevista per il 2011. Un taglio che se venisse davvero confermato porterebbe questi Enti, che ad oggi proteggono biodiversita’ e comunita’ di piu’ dell’11% del territorio italiano, a non riuscire piu’ nemmeno a pagare le bollette e gli stipendi del personale. Quanto investe l’Italia per contribuire a mantenere questi spazi in cui vengono tutelate oltre 57mila specie animali, e oltre il 50% della flora europea? Poco piu’ di 50 milioni di euro l’anno, cioe’ circa una tazzina di caffe’ per ogni abitante del Belpaese.

Legambiente: Ecomafie premono per privatizzare i Parchi. Secondo Antonio Nicoletti, responsabile di Legambiente per le politiche sui parchi, “a guadagnarci dal possibile mancato finanziamento del Governo saranno ecomafie e clan del mattone, considerando che sono state 28 mila le case abusive tirate su nel 2008 ed e’ stato registrato un numero impressionante di illeciti urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio paesaggistico del Paese”.

“Non solo isole naturalistiche, ma un pezzo rilevante del fatturato del Paese”. cosi’ Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, descrive il settore del turismo naturalistico che, nonostante la crisi, ha continuato a crescere. ”Nel 2008 – spiega Sammuri – le presenze negli esercizi delle aree protette sono aumentate dell’1,79%, mentre il fatturato del comparto (oltre 9 miliardi di euro) e’ pari a circa il 9% del fatturato nazionale complessivo del settore turistico con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 3%. Siamo passati da 4.610.000 visitatori nel 1995 a ben 64 milioni nel 2009”. In Italia, insomma, le aree protette non rappresentano una risorsa ‘conservativa’ che promuove soltanto la biodiversita’, ma sono strettamente integrate all’insediamento e all’attivita’ umana: ”nelle aree dei parchi nazionali – ricorda Sammuri – si possono contare circa 1.700 centri storici, per una popolazione stimata in 901.495 abitanti, mentre il numero dei residenti in tutti i parchi italiani e’ di quasi 4,5 milioni e il 33% dei comuni italiani ha nel proprio territorio un parco, percentuale che sale al 68% con i piccoli comuni sotto i 5mila abitanti”.

(fonte Asca)

Scoperta nuova pianta endemica, il “cavolo del Baldo”

Monte Baldo

Una pianta spontanea ed endemica non imparentata con alcuna specie esistente in Italia e’ stata scoperta sul Monte Baldo.
A picco sul lago di Garda, una sorta di fiordo delle Alpi tra Trentino e Veneto, considerata un giacimento botanico non del tutto decifrato, sulla montagna i ricercatori del Museo Civico di Rovereto hanno trovato la Guenthera Repanda, una sorta di cavolo non commestibile che il Willdenowia di Berlino, massimo organo botanico mondiale, ha certificato.

(fonte Ansa)

23 e 30 agosto 2010: scadono i bandi indetti dai Gal Polesani rivolti agli agricoltori

Francesco Peratello, presidente Gal Delta Po

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Scade il 23 agosto 2010 il termine per il bando relativo alla Misura 311 Azione 3 “Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”, pubblicato sul Bollettino della Regione del 9 luglio 2010 dei Gal polesani Delta Po e Adige. Il bando è rivolto agli agricoltori, così come definiti dal regolamento (CE) n. 73/2009, che realizzeranno investimenti per la produzione e vendita di energia elettrica e/o termica e per la lavorazione e trasformazione della biomassa destinata alla produzione di energia.

Ancora fonti rinnovabili e sviluppo microimpresa. Il 30 agosto 2010, invece, scadranno i termini per la presentazione delle domande relative ai bandi del Programma di Sviluppo Locale (PSL), nell’ambito dell’Asse IV Leader del PSR del Veneto inerenti la “Creazione e sviluppo di microimprese”  (Misura 312 Azione 1), e “Creazione e ammodernamento di microimprese orientate allo sfruttamento delle energie rinnovabili” (Misura 312 Azione 2).

Entro il 2014, investimenti nel territorio polesano per oltre 18 milioni di euro. Con questi due bandi, i GAL polesani mettono a disposizione del territorio 1.200.000 euro di contributo pubblico, che si vanno ad aggiungere ai 2.830.000 euro, messi a disposizione con i tre bandi precedenti, per complessivi oltre 4 milioni di euro. Con il programma di sviluppo locale si vuole aumentare la competitività, la qualità, la distintività del territorio, dell’ambiente e delle sue produzioni, elementi chiave per rafforzare la capacità delterritorio di agire e contrastare la crisi economica attraverso la valorizzazione delle eccellenti e peculiari risorse di cui dispone. Questo obiettivo verrà concretizzato proprio attraverso le risorse del Leader dei due Gal polesani, che attiveranno fino al 2014 investimenti locali per oltre 18 milioni di euro sul territorio di competenza, da utilizzare in maniera sinergica con gli altri strumenti che l’Unione Europea ha messo a disposizione per il territorio.

(fonte Gal Delta Po)

Oceani, mappati punti con più biodiversità

Gli oceani del mondo hanno ancora diversi punti ricchi di biodiversità, che sono però a rischio per la presenza sempre più massiccia dell’uomo e per i cambiamenti climatici. A censirli per la prima volta uno studio internazionale pubblicato da Nature, che ha prodotto la prima mappa della vita nei mari.

Coralli e pesci abbondano in Asia sud-orientale. I ricercatori hanno elaborato i dati grezzi del Census of Marine Life, un programma che dura da ormai un decennio cerca di fare un censimento della popolazione marina, alla ricerca di zone in cui la biodiversità fosse più abbondante. Il risultato dei calcoli è stato che le specie costiere, come coralli e pesci che vivono in acque basse, sono particolarmente abbondanti nell’Asia sud-orientale, mentre le creature che vivono in mare aperto come tonni e balene hanno diversi punti ricchi di biodiversità intorno alle latitudini temperate.

Fil rouge: la temperatura dell’acqua. Il ‘filo’ che unisce i diversi punti dove la biodiversità è più abbondante è la temperatura dell’acqua, spiegano gli esperti: “E’ stato stupefacente scoprire quanto stretto fosse il legame tra la temperatura dell’acqua e la biodiversità – ha spiegato Derek Tittensor dell’università canadese di Dalhousie – questa relazione suggerisce però che il riscaldamento degli oceani dovuto ai cambiamenti climatici potrebbe cambiare la distribuzione della vita oceanica“.

Cambiamenti climatici e sfruttamento dell’uomo minacciano la biodiversità degli oceani. Secondo i dati dello studio questi ‘punti caldi’ hanno però anche già attirato l’attenzione dell’uomo, e gli insediamenti umani si sono concentrati pericolosamente vicino a queste aree, minacciandole con la pesca eccessiva, l’alterazione dell’habitat e l’inquinamento: “L’effetto combinato dello sfruttamento dell’uomo e dei cambiamenti climatici – sottolinea Camilo Mora, uno degli autori – stanno minacciando la biodiversità negli oceani. La ricerca offre ulteriori evidenze che limitare il riscaldamento degli oceani e gli altri impatti umani è necessario a preservare queste fonti di biodiversità in futuro”.

(fonte Ansa)

Fino al 15 ottobre 2010, gustose iniziative a sostegno del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi

Eescursionisti, alpinisti e sci alpinisti, cercatori di funghi, scalatori: per tutti coloro che frequentano e amano la montagna, il Soccorso Alpino è un ente importantissimo e prezioso. Ma visto che in Italia non esiste, come in Francia o in altri paesi, un ente pagato dallo Stato che assolva a questa funzione e che copre tutto il territorio montano, il servizio è garantito dalla mobilitazione disinteressata del C.N.S.A.S., ovvero il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, un ente di volontariato altamente specializzato e professionale fondato nel 1954.

Cnsas Veneto: 600 uomini impegnati in azioni di solidarietà. Al Cnsas è assegnato per legge il soccorso in montagna (Legge n. 776, 24-12-1985) e sempre ad esso spetta il coordinamento delle operazioni in presenza di altri enti come la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco ecc.  Il Soccorso Alpino è attivo 24 ore su 24 e viene allertato tramite il 118 che attiva la squadra competente per territorio. Portando l’esempio della Provincia di Belluno, il C.N.S.A.S. è presente in questo territorio come Delegazione Dolomiti Bellunesi, con 18 squadre più 2 su Treviso, per un totale di circa 600 uomini. Di questi circa 15 sono Tecnici di elisoccorso. I membri delle squadre sono tutti provetti alpinisti e sci alpinisti con un’ottima conoscenza del territorio: ad essi vengono somministrati anche concetti base di primo soccorso sanitario (così detto BLS). All’interno del CNSAS svolgono servizio anche medici ed infermieri che contribuiscono ad arricchire la struttura sul versante sanitario.

I ristoratori Ascom Belluno La responsabilità per un ente di volontariato è sicuramente grande ma grazie alla preparazione, alla selezione, alla passione, al senso di responsabilità degli operatori, gli uomini e le donne di questa organizzazione riescono a fare fronte a questo gravoso impegno con successo. Per questo, ben vengano azioni di sostegno economico come quelle intraprese dal Gruppo ristoratori Dolomiti Ascom di Belluno, impegnati in due iniziative, un pranzo e il piatto della solidarietà, per aiutare il  Soccorso Alpino bellunese.

Pranzo di solidarietà da prenotare entro il 2 agosto. Il pranzo è in programma giovedì 5 agosto al Passo Falzarego, nel piazzale antistante il rifugio Col Gallina, e si svolgerà sotto un tendone riscaldato. Per assicurarsi il posto a tavola è necessario prenotare entro il 2 agosto, chiamando l’Ascom di Belluno (0437 215111), di Cortina (0436 2458) o l’albergo Ristorante La Baita di Livinallongo (0436 7172). Il pranzo ha un costo di 35 euro a persona e proporrà piatti di alta qualità, perchè preparati dagli stessi ristoratori che aderiscono al Gruppo: saranno esaltati anche quest’anno i sapori della montagna e della tradizione locale, ma un occhio di riguardo sarà riservato al cioccolato, che sarà la base di alcune portate. In tal senso si inserisce il contributo della Camera di Commercio di Belluno, che sostiene l’arte del produrre cioccolato.  L’intero ricavato del pranzo (comprese le eventuali offerte) verranno devolute al Cnsas, che ha già deciso come utilizzare la cifra: «La useremo per la rete radio, di cui si parla da anni e che è indispensabile», ha detto Fabio Bristot, delegato provinciale del Cnsas.

Fino al 15 ottobre: Piatto della Solidarietà. Oltre al pranzo del 5 agosto, l’Ascom ha messo in campo anche il piatto della solidarietà: fino al 15 ottobre tutti i ristoratori del Gruppo proporranno un piatto, degustando il quale ogni cliente devolverà idealmente un euro al Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi. Ecco i locali aderenti all’iniziativa: Hotel Erice (Agordo), Ristorante La Cusina de Belun (Belluno), Ristorante La Taverna (Belluno), Ristorante Terracotta (Belluno), Ristorante Al Borgo (Belluno), Ristorante Cianzia (Borca di Cadore), Trattoria L’Oasi (Limana), Albergo Ristorante La Baita (Livinallongo del Col di Lana), Ristorante 56 Viale Cadore (Ponte nelle Alpi), Locanda San Lorenzo (Puos d’Alpago), Ristorante Da Roberta (Santa Giustina), Locanda Baita a l’Arte (San Gregorio nelle Alpi), Monaco Sport Hotel (S. Stefano di Cadore).

(fonte Ascom Belluno/Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi)

5 agosto 2010: per la prima volta in Alto Adige il rally per sole vetture elettriche

‘E-miglia 2010”, il rally su strada per sole vetture elettriche, fara’ tappa per la prima volta anche in Alto Adige. Trentuno veicoli elettrici a due, tre e quattro ruote provenienti da Germania, Inghilterra, Italia, Austria e Svizzera si sfideranno dal 3 al 6 agosto sulle strade che collegano Monaco di Baviera a Rovereto, per oltre 560 km. In Alto Adige la prima tappa e’ prevista il 5 agosto in piazza delle Terme a Merano. Da qui, la corsa si trasferira’ per una prova speciale al centro di guida sicura ”Safety Park” di Vadena e, nel tardo pomeriggio, e’ prevista la passerella in piazza Walther a Bolzano. L’iniziativa è volta a sensibilizzare gli altoatesini sull’energia rinnovabile e sulla mobilita’ elettrica. Inoltre, la ‘E-miglia’ contribuisce a valorizzare il ‘corridoio verde’ progettato lungo l’asse del Brennero”.

(fonte Ansa)

Ue: bandito legno abbattuto illegalmente

Foresta del Cansiglio - Riserva Naturale Bus della Genziana (foto http://www.uniurb.it)

Nnell’Unione Europea non sara’ piu’ possibile commercializzare legno abbattuto in modo illegale: il parlamento europeo ha approvato una legge che prevede il bando entro due anni di questo tipo di commercio, attraverso un sistema di sanzioni. La legge prevede che gli importatori di legno garantiscano la legalita’ delle loro importazioni e obbliga gli operatori a indicare dove e’ stato comprato il legno e a chi e’ stato venduto. Gli stati membri dovranno sanzionare le illegalita’.

Legno abbattuto illegalmente: 20-40% della produzione mondiale
. ”Questa legge europea rappresenta una grande novita’ a livello internazionale”, ha commentato l’eurodeputata ecologista finlandese Satu Hassi, che ha negoziato il testo trai 27 Stati Ue. Secondo l’Onu, il legno abbattuto illegalmente rappresenta un volume compreso tra i 350 e i 650 milioni dimetri cubi l’anno, pari al 20-40% della produzione mondiale, con gravissime conseguenze sulla deforestazione e, di conseguenza, sull’aumento delle emissioni di gas ad effetto serra.

(fonte Ansa)

Ambiente: nel padovano, si sperimenta AutoAmica, il “terzo settore della mobilità”

I Comuni di Este, Ospedaletto e Baone (PD) hanno in progetto la sperimentazione di un interessante sistema di trasporto di mobilità sostenibile. Non si tratta di trasporto pubblico, ma nemmeno di mobilità privata con la propria auto. Una specie di terzo settore della mobilità che i promotori definiscono “trasporto solidale e di comunità“.

Affrontare il probelma del traffico all’insegna della collaborazione e del risparmio.  Le definizioni sono importanti perché tra i tanti sistemi escogitati e applicati per ridurre il traffico e l’inquinamento, questo si distingue perché favorisce la collaborazione tra cittadini, la civile buona educazione e la sicurezza. Il contrario delle forme repressive di limitazione all’uso dell’auto e un uso ecologista dell’informatica. Gli interventi tradizionali non hanno risolto il problema di traffico e inquinamento. AutoAmica, invece, anziché impostare la questione utilizzando divieti, grandi infrastrutture e costose tecnologie, affronta il problema dal lato della collaborazione e del risparmio.

­­­­­­Tecnoogia in aiuto all’ambiente. Sì all’uso­ intelligente dell’auto,  sì a un uso ecologista delle telecomunicazioni e dell’informazione, sì a collaborazione e risparmio, no a grandi infrastrutture: questo in sintesi, il “manifesto” di AutoAmica, progetto coordinato dal prof. Corrado Poli in collaborazione con l‘ufficio di Tutela Ambientale e servizi ecologici del Comune di Este. Analizzato il progetto, questo si rivela essere una semplice forma di autostop reso sicuro, organizzato e affidabile grazie all’uso del cellulare e di internet. Chi aderisce al progetto riceverà un adesivo da applicare sul cruscotto dell’auto e di una tessera. L’automobilista indica così che è disposto a dare un passaggio e il passeggero, esibendo la tessera, segnala la sua richiesta di essere trasportato. Per entrambi sono previsti incentivi modesti ma significativi: agevolazioni sul parcheggio e sull’accesso alle zone a traffico limitato. Un sito consente, inoltre, di programmare i passaggi anche per il ritorno.

(fonte: Comune di Este)

A Fusina (VE) la prima centrale a idrogeno al mondo da 16 MW

La centrale a idrogeno Enel di Fusina

Elettricita’ per 20mila famiglie ad emissioni zero. Sono i numeri principali del primo impianto di produzione di energia da idrogeno di dimensioni industriali inaugurato il 12 luglio scorso dall’Enel a Fusina (VE). L’impianto ha richiesto un investimento di 50 milioni di euro, ha una potenza elettrica totale di 16 Megawatt e un rendimento di circa il 42%. Viene alimentato con 1,3 tonnellate di idrogeno all’ora che provengono come residuo di produzione dal petrolchimico di Porto Marghera, produce 60 milioni di kw/h all’anno e consente di evitare il rilascio in atmosfera di 17.000 tonnellate di CO2.

Unico impianto di produzione di energia da idrogeno di queste dimensioni al mondo. L’impianto e’ stato inaugurato alla presenza del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, del presidente della provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, dal sindaco del capoluogo veneto, Giorgio Orsoni, e dall’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti. La centrale a idrogeno di Fusina, ha sottolineato Conti, ”e’ una perla ingegneristica, l’unico impianto di produzione di energia da idrogeno di queste dimensioni al mondo. Ma per produrre idrogeno in maniera competitiva non esiste ancora una tecnologia. Oggi infatti produrre energia con idrogeno costa 5-6 volte in piu’ rispetto alle tecnologie tradizionali”.

60 mila tonnellate all’anno in meno di CO2. L’impianto ad idrogeno sorge all’interno della centrale Enel ”Andrea Palladio” di Fusina che e’ in grado di utilizzare 70.000 tonnellate di CDR, combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani. ”E’ l’equivalente – sottolinea l’Enel – dei rifiuti prodotti da 300.000 persone: usando al posto del carbone il CDR per alimentare le caldaie della centrale, ne viene recuperato il contenuto energetico ed evitata la messa in discarica, risparmiando emissioni di CO2 pari a circa 60.000 tonnellate all’anno”.

(fonte Asca)