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Venerdì 25 giugno 2010: i soci Argav in visita al MO.S.E.

Vista aerea del progetto MOSE (canale a nord di Porto di Lido, metà 2009)

Nell’ambito dei viaggi studio organizzati da Argav per i soci, venerdì 25 giugno 2010 è prevista la visita ai cantieri del Mose (Venezia), un’opera di ingegneria idraulica senza precedenti, la cui realizzazione  ha evidenti riflessi di carattere ambientale.

Che cos’è il MO.S.E. Il nome sta per MOdulo Sperimentale Elettromeccanico. L’opera, ancora in corso di realizzazione, consiste in un sistema integrato di opere di difesa costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa in grado di isolare la laguna di Venezia dal Mare Adriatico durante gli eventi di alta marea superiori a una quota concordata (110 cm) e fino ad un massimo di 3 metri. Queste opere, insieme ad altre complementari come il rafforzamento dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna, dovrebbero provvedere alla difesa della città di Venezia da eventi estremi come le alluvioni e dal degrado morfologico, per il quale la laguna sta progressivamente cedendo al mare ed il livello del suolo si sta abbassando. Il Mose è stata avviato nel 2003 alle tre bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia, varchi questi che collegano la laguna con il mare e attraverso i quali si svolge il flusso e il riflusso della marea.

Il programma di venerdì 25 giugno. Partenza ore 9,00 puntuali dal Tronchetto (Ve), nel caso ci fossero delle persone che partono da Venezia, si può prevedere una seconda fermata alle Zattere o a San Marco; ore 10.15 visita area nord Arsenale e presentazione attività di salvaguardia di Venezia e della laguna di competenza dello Stato; 

ore 11.30 visita ai cantieri del Mose – Bocca di porto del Lido (sito di prefabbricazione cassoni di alloggiamento delle barriere mobili). 
Il sopralluogo prevede il giro in barca della bocca e la discesa al cantiere in corso sul lato nord di Treporti, dove sono in costruzione i cassoni di alloggiamento delle barriere mobil; ore 13.15 Arrivo al Tronchetto e conclusione della visita.

Adesioni entro lunedì 21 giugno ore 12.00. Chi avesse già dato in precedenza la propria adesione è pregato comunque di confermare, nuove adesioni e conferme sono da inviare alla segretaria di Argav, Mirka.

5 giugno 2010: Giornata mondiale dell’ambiente all’insegna della biodiversità

Sabato 5 giugno 2010 si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale dell’ambiente, il World enviroment day, istituita dall’Onu per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano del 1972, nel corso della quale prese forma il Programma ambiente delle Nazioni Unite, l’Unep. Il paese ospitante delle celebrazioni della Giornata mondiale dell’ambiente 2010 è il Ruanda, in Africa. L’Unep, infatti, ha deciso di celebrare la Giornata in concomitanza con la cerimonia Kwita Izina, celebrata ogni anno in Ruanda: Kwita Izina è il battesimo dei gorilla di montagna nati durante l’anno, ad ognuno di essi viene dato un nome durante una solenne cerimonia. Il battesimo dei gorilla sarà la cerimonia principale celebrata dall’Onu, ma ci saranno tantissime manifestazioni, concerti, escursioni che ci ricorderanno che la nostra terra ha bisogno degli uomini, proprio come gli uomini hanno bisogno di lei.

Durante questo 2010 la Giornata mondiale dell’ambiente si unisce all’Anno internazionale della biodiversità e concentra la sua attenzione sulla tutela e la salvaguardia delle specie, animali e vegetali, in pericolo di estinzione. Nonostante gli sforzi fatti per salvaguardare l’ambiente in tutto il mondo, infatti, le specie si stanno estinguendo a una velocità mai registrata nella storia geologica, e la maggior parte di queste estinzioni è strettamente legata alle attività umane. Con lo slogan “Molte Specie, Un Pianeta, Un Futuro”, la Giornata mondiale dell’ambiente 2010 vuole mobilitare più persone possibile per realizzare un’ampia gamma di azioni finalizzate alla conservazione della biodiversità. Saranno piantati alberi nelle scuole, ripulite le zone degradate delle città, organizzate escursioni di birdwatching, mostre ed esposizioni tematiche, “campagne verdi” nazionali.

(fonte APCOM)

Dal 1 giugno 2010 nuove regole per la pesca nel Mediterraneo

Niente più seppie, calamaretti e telline nelle tavole degli italiani che potranno dire addio anche a rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza per eccellenza dalla Liguria alla Calabria. Tutto questo a partire da martedì 1 giugno con l’entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo. La Commissione europea, infatti, detta nuove regole per la pesca nel Mediterraneo, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa.

Obiettivo: la tutela di specie a rischio. Prelibatezze che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l’obiettivo dichiarato dell’Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca. Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l’Italia, Paese per antonomasia della piccola pesca a cui è dedita il 5% della flotta. E ora occorre saper affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall’Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe.

La posizione del Ministro Giancarlo Galan. Il Ministro Galan ha dichiarato “Sono pienamente consapevole delle difficoltà che la pesca italiana sta affrontando.  L’entrata in vigore delle nuove regole per il Mediterraneo stanno creando molte preoccupazioni al settore, e mi fanno riflettere sulla esigenza di avviare strategie che non consentano più di accumulare ritardi rispetto alle politiche comunitarie. Proprio per questo  ritengo di condividere l’idea che si costituisca l’unità di crisi e ho richiesto la predisposizione di un dossier pesca che sto analizzando per affrontare con concretezza e  realismo i problemi. D’altra parte con le Associazioni della pesca sono pronto a condividere una politica basata su una pesca responsabile, capace di garantire le imprese nel rispetto del mare. Dobbiamo disegnare insieme un settore capace di affrontare i nuovi scenari economici, soprattutto utilizzando al meglio gli strumenti a nostra disposizione. Dovremo usare in modo corretto la programmazione triennale e la legge delega proprio per ridisegnare il settore alla luce delle ricorrenti emergenze.”
(fonte Ansa/Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

Dolomiti-Unesco, un patrimonio per l’umanità

Dolomiti orientali

“I nove siti che compongono il bene Dolomiti, includono tutte le aree che sono essenziali per il mantenimento della bellezza del bene e tutti, o la maggior parte, degli elementi chiave inerenti le scienze della terra, interrelati e interdipendenti nelle loro relazioni naturali”.

Scoprire la bellezza dei Monti Pallidi. Difficile immaginare un definizione più chiara per riassumere l’unicità delle montagne che fanno da corona al Veneto a settentrione. L’attestazione è contenuta nella parte iniziale della “dichiarazione di eccezionale valore universale, Integrità” con cui l‘Unesco ha motivato l’inserimento delle Dolomiti fra gli iscritti nella lista del Patrimonio mondiale. Un mondo ancora in parte da scoprire, meta per ogni tipo di escursionista o amante delle scalate più ardite, racchiuso in nove aree che vanno dai 79 mila ettari delle Dolomiti Settentrionali agli 818 del gruppo del Bletterbach, passando per le Dolomiti di Brenta, il Pelmo, la Marmolada e altri nomi più o meno noti a chi frequenta i “Monti pallidi” nelle cinque province in cui si estende il sistema, dalla veneta Belluno alle confinanti Trento e Bolzano a Pordenone e Udine.

Sulla roccia, pagine di storia. Un complesso in cui, al di là delle molte considerazioni in positivo di tipo estetico, sono ben visibili le “pagine” della storia geologica del mondo da 280 milioni di anni fa ad oggi. Segni di quando le attuali montagne non erano che accumuli di sedimenti, nel periodo più lontano, il Permiano – lo si vede bene nel gruppo del Bletterbach – per poi diventare nel Triassico le basi di un arcipelago con cime simili ad isole tropicali. Una veduta della Marmolada testimonia come 200 milioni di anni fa, nel Giurassico, queste ‘isole’ si sono allontanate a causa dell’azione di vulcani per, 100 milioni di anni dopo, sprofondare nuovamente, coperte dall’acqua di un oceano che ha lasciato le impronte sui disegni delle vette feltrine. Fin qui la formazione della pietra.

Poi, l’innalzamento delle montagne, 50 milioni di anni fa, nel Paleogene. Lo racconta il Sorapis, con le curve delle rocce che fotografano gli sforzi ciclopici di Europa contro Africa, spinte che deformano gli antichi piani, li piegano e li sollevano ad altezze enormi. Da allora è stata la quiete apparente di una dolce e progressiva erosione, che ha modellato le Dolomiti fino alla forma attuale. Uno sguardo da Pra Longià lo spiega più di qualsiasi altro modello artificiale o disegno. L’erosione è un processo che non si arresta mai, che lavora con pazienza spaccando la roccia con l’acqua che entra nelle fenditure e diventa ghiaccio, allargandole, lungo una scala dei tempi inafferrabile alla ragione umana ma di cui è possibile avere una pur fugace intuizione nella contemplazione degli irripetibili scenari dolomitici.

(fonte Ansa)

28-30 maggio: a Rovigo Fiere c’è Terre d’acqua

Dal 28 al 30 maggio, a Rovigo Fiere, Slow Food Italia e la Regione del Veneto lanciano “Terre d’Acqua”, un nuovo appuntamento interamente dedicato alla salvaguardia degli ecosistemi di delta, stagni e lagune. Tema centrale sarà la risorsa acqua e la complessa e affascinante biodiversità dei delta fluviali, raccontata attraverso la cultura, la tradizione e i sapori di questi ambienti grazie a esposizioni, incontri tecnici, momenti didattici e degustazioni gastronomiche.

Il programma. La tre giorni si aprirà il 28 maggio alle ore 17.00 con un importante convegno che porterà all’attenzione le problematiche delle zone salmastre: “Riflessioni e visioni sull’elemento cardine della vita sul pianeta. Quanta, quale, e di chi sarà l’acqua del futuro.” Il programma proseguirà il 29  maggio, dalle 10 alle 22 ed il  30 maggio, dalle 10 alle 20 offrendo un’immersione nel mondo delle Terre d’Acqua con numerosi appuntamenti. Nell’Area delle Scuole, divise in 5 settori distinti, dalle elementari all’università, ognuno degli istituti coinvolti presenterà una tematica diversa, tra percorsi sensoriali, attività teatrali e di laboratorio didattico, proposte enogastronomiche, dispute filosofiche e giuridiche, pianificazione del territorio e tutela delle biodiversità. Attraverso i Percorsi del Gusto, seminari interattivi che coinvolgeranno i cinque sensi, i visitatori potranno  conoscere i delicati ecosistemi delle terre d’acqua con le proprie economie, tradizioni, culture e sapori. Ogni percorso si concluderà con la degustazione di alcune specialità di quel territorio. Nella colorata Area Mercato saranno proposte alcune selezioni dei migliori prodotti delle aree salmastre italiane. Non mancherà poi lo spazio dedicato all’Enoteca e ai Microbirrifici del Veneto.

(fonte: Slowfood Veneto)

Nasce Apeamica Coldiretti: pronto intervento telefonico per il recupero degli sciami liberi

Coldiretti Rovigo lancia il progetto Apeamica, per la conoscenza e la difesa delle api. L’ambiente naturale e la campagna caratteristici del paesaggio polesano sono infatti ancora salubri, puliti, non inquinati da agenti chimici e ricchi di specie vegetali. Qui vive e prospera l’ape, insetto che non potrebbe vivere in buona salute se non potesse alimentarsi da una grande varietà di fiori diversi e in un ambiente contaminato. Allo stesso tempo, l’ape è fondamentale per la sopravvivenza delle piante perché assicura l’impollinazione.

Ogni fine primavera avviene un fenomeno naturale, la sciamatura delle api. Quando nasce una nuova ape regina, ecco che l’alveare si divide e un gruppo di insetti deve migrare in cerca di una nuova casa, insieme alla propria regina, che protegge a costo della vita, accerchiandola con i propri corpi. L’ape regina, infatti, è l’unica in grado di deporre le uova, sicché la sua sopravvivenza significa sopravvivenza della famiglia. Gli esseri umani del terzo millennio, urbanizzati e tecnologici, guardano a questi sciami con terrore, pronti a mettere in atto le strategie più rocambolesche, pur di non far accasare le indifese apette sotto al proprio cornicione. A dispetto dello spavento delle persone, che non sono più abituate a questo spettacolo della natura, le apette che sciamano sono particolarmente docili, sono nate da poco, sono lontane dalla loro casa d’origine e non sono aggressive perché non hanno covate o provviste invernali da difendere. Stanno solo cercando casa. Cercare di dividere l’agglomerato di api che si avvolge per proteggere la regina equivale ad uccidere l’intera famiglia. Insetticidi, fuoco, acqua e marchingegni vari per imprigionarle sono inutili crudeltà e mettono a serio rischio le specie vegetali. La sopravvivenza di almeno diecimila piante dipende dall’impollinazione delle api.

Iil progetto Apeamica prevede un’attività di salvaguardia e recupero degli sciami liberi di api. Chiamando Coldiretti al numero telefonico 0425-201918, verrà subito inviato sul posto un esperto apicoltore che provvederà a raccogliere le api in un’arnia e le trasporterà in un apiario. Senza costi e senza alcun tipo di disturbo. Nel frattempo, finché si attende l’arrivo dell’apicoltore, meglio approfittare per osservare, a debita distanza, il magico volo delle api che, probabilmente, non capiterà ancora di vedere nella vita.

(fonte: Coldiretti Rovigo)

Al via la Settimana Nazionale della Bonifica e Irrigazione

Dall’8 al 16 maggio 2010 in tutta Italia si svolge la tradizionale “Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione”. La 9a edizione della manifestazione, con riferimento al programma di iniziative previste in Veneto, è stata presentata a Mestre (Venezia) nella sede del Consorzio di bonifica “Acque Risorgive”, alla presenza dei massimi rappresentanti degli Enti consortili della regione.

«La Settimana della Bonifica è nata dal desiderio e dalla necessità, avvertita dai Consorzi operanti sul territorio – ha spiegato Antonio Tomezzoli, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche – di avviare una “comunicazione informale” con le comunità locali e l’opinione pubblica. Si tratta di una manifestazione di apertura e condivisione finalizzata a far conoscere la nostra attività ai cittadini di tutte le età. In sostanza cerchiamo un contatto con la popolazione, provando a far comprendere quanto siano fondamentali la gestione e la distribuzione delle acque. L’ambizione è quella di aprire un dialogo profondo e costruttivo».

Tema 2010: manutenzione del territorio, valore da riscoprire, il contributo dei Consorzi di bonifica. Di anno in anno la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione ha assunto crescente rilievo, grazie alle centinaia di iniziative via via proposte in tutta la Penisola, abbinando finalità ambientali e di prevenzione idrogeologica. «Nel 2010 il tema scelto come denominatore comune è “Manutenzione del territorio: valore  da riscoprire. Il contributo dei Consorzi di bonifica” – ha aggiunto Andrea Crestani, direttore UVB –. Il senso del messaggio che le Unioni Regionali Bonifiche, in totale sinergia con l’A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) vogliono lanciare è riassunto dal logo scelto per la locandina della manifestazione: il triangolo di un cartello stradale indicante “attenzione!”. Tra le iniziative più significative vi è certamente il Workshop itinerante organizzato dai Consorzi Brenta e Piave, nella giornata del 13 maggio, per approfondire “I cambiamenti climatici e le acque sotterranee dell’Alta Pianura Veneto-Friulana”».

In Veneto come sempre le iniziative della Settimana della Bonifica 2010 coinvolgeranno il mondo della scuola, tramite concorsi educativi, visite didattiche, lezioni “all’aria aperta”, mostre e via dicendo. Numerose saranno le occasioni aperte a tutta la cittadinanza: dalle ciclopasseggiate agli spettacoli in impianti idraulici, dalle simulazioni di emergenze a feste popolari, incontri e convegni. Il clou delle iniziative sarà concentrato nei due fine settimana, quando decine di “cattedrali dell’acqua”, vale a dire le grandi centrali idrauliche che garantiscono sicurezza dalle acque al territorio, saranno aperte al pubblico per visite guidate: un successo che promette di ripetersi anche quest’anno.

Intervenuti alla presentazione dell’iniziativa. Alla conferenza stampa tenutasi a Mestre sono intervenuti inoltre: Ernestino Prevedello (presidente Consorzio Acque Risorgive), Antonio Nani (presidente Consorzio Alta Pianura Veneta), Gianluigi Martin (presidente Consorzio Veneto Orientale), Giuseppe Romano (presidente Consorzio Piave), Graziano Tasinato (cda Consorzio AdigeEuganeo), Eugenio Zaggia (presidente Consorzio Bacchiglione) e Fabio Galiazzo (direttore Consorzio Adige Po).

(fonte Anbi)

Sabato 8 maggio ad Abano Terme (Pd) c’è Ambientiamoci

Si tiene sabato 8 maggio 2010 al Centro Congressi sala Kursal di Abano Terme (Pd) alle ore 15:45 “Ambientiamoci 2010“, convegno organizzato da Nuovo Respiro in collaborazione con l’Associazione Caso all’interno del festival “Europe Days” con la partecipazione in video conferenza di Jacopo Fò.

Durante l’incontro, qualificati professionisti del settore parleranno di politiche ambientali efficaci,  di risparmio energetico ed energia pulita. L’ingresso è gratuito e al termine dell’incontro (previsto per le ore 19:00) sarà possibile trasferirsi alla Festa Europea dove sarà allestito lo stand gastronomico e si potrà continuare la serata con le altre attività proposte.

(fonte: Nuovo Respiro)

Dal 7 al 9 maggio, nel piacentino “Le giornate della biodiversità”

A livello mondiale viene ampiamente dibattuto l’argomento relativo alla salvaguardia della biodiversità nell’ambito zootecnico e nell’ambito vegetale. Le minacce alla biodiversità derivano principalmente dalle gravi interferenze operate dall’uomo, dal tentativo di incrementare le produzioni per colmare esigenze alimentari.

In nome della produzione, impoverimento del materiale biologico. Limitatamente alla zootecnia, l’utilizzo di poche razze selezionate, soprattutto in nome della produttività, è avvenuto a scapito di quelle meno produttive, determinando un calo di interesse e, in molti casi, un vero e proprio abbandono delle popolazioni meno remunerative. La scelta dei caratteri produttivi economicamente più interessanti e, necessariamente il lavoro di miglioramento genetico, ha portato a un progressivo impoverimento del materiale biologico tanto che gli stessi ricercatori sono stati i primi ad accorgersi del grave rischio di perdita della biodiversità. L’esodo rurale dalle aree svantaggiate ha prodotto anch’esso danni verso la perdita di germoplasma determinando un distacco crescente dall’ambiente.

Secondo il rapporto FAO, delle 2179 razze identificate tra le principali specie d’interesse zootecnico ne sono state individuate 391 a fortissimo rischio d’estinzione. Il 2010 è stato proclamato dall’Onu “Anno Internazionale della biodiversità” per evidenziare al mondo intero la questione dell’impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi con inevitabili conseguenze sul benessere umano.

Di questo si parlerà al convegno “Multifaria Vita Le giornate della biodiversità” organizzato dal 7 al 9 maggio 2010 a Gariga di Podenzano (Pc) presso “La Faggiola”

(fonte Biozootec)

Concorso per la realizzazione di imballaggi alternativi e funzionali

Crazy Pack è un concorso a premi libero, gratuito e aperto a tutti finalizzato a:
– raccogliere idee di imballaggi alternativi e funzionali;
– favorire la diffusione pubblica di nuove idee e concept di imballaggi innovativi e creativi;
– ripensare il design degli imballaggi attuali per un utilizzo più funzionale del prodotto, anche attingendo ad altre culture e paesi.

Proposte di progetto da inviare entro l’11 giugno 2010
. Una commissione valuterà la conformità delle proposte progettuali rispetto ai requisiti essenziali del concorso e ne decreterà i vincitori che riceveranno in premio prodotti Sostenibili con l’ambiente.

(fonte Crazy Pack)