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Vino biologico: stop al progetto della Commissione Europea

Nulla di fatto sul vino biologico. La Commissione europea ha infatti ritirato il progetto di normativa per introdurre nuove regole per la produzione di vino biologico. La motivazione principale è la difficoltà di trovare un compromesso credibile che rispetti i reali standard biologici rispetto a quelli in vigore per il vino convenzionale. La proposta aveva fortemente diviso i 27 Stati membri sulla riduzione della presenza di solfiti nel vino biologico rispetto a quanto proponeva Bruxelles: ossia 100 milligrammi il litro per i vini rossi e 150 per i vini bianchi. Nel vino convenzionale vengono attualmente autorizzati 150 milligrammi per i rossi e 200 per i bianchi.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Il punto sul vigneto veneto

In attesa del tradizionale appuntamento del 1° settembre a Legnaro dedicato alle previsioni vendemmiali nel Nord-Est, si è tenuto a Conegliano (TV) l’incontro organizzato da Veneto Agricoltura volto a fare il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario dei vigneti veneti e sugli aspetti commerciali e promozionali del vino.

Vigneto veneto: grande quantità che non va a scapito della qualità. Nel 2009 il vigneto veneto ha prodotto 1,1 milioni di tonnellate di uva da vino, nessun’altra Regione italiana ha fatto meglio. Il fatto più interessante è che questa grande quantità ha prodotto anche qualità. La produzione di vino e mosto è stata pari a 8,1 milioni di ettolitri, con un aumento di ben il 25% per le produzioni DOCG e DOC. Due sono le grandi province “enoiche”: Treviso (37%) e Verona (36%), sul cui territorio insistono oltre i due terzi dei vigneti regionali (55.000 dei 70.000 ettari totali).

Export. Il Veneto esporta oltre un quarto del vino italiano (28,6%) per un totale che sfiora il miliardo di euro (992.500.000), soprattutto in Germania, USA e Regno Unito. Sono questi i fondamentali del vino “Made in Veneto”, che se per l’esportazione nel 2009 ha comunque segnato una flessione del 5,5% in valore, ma non in quantità (ovvero il prezzo medio a bottiglia è calato, causa la crisi internazionale), rimane uno dei campioni della nostra economia.

Puntare sulla qualità e fare sistema. E’ stata questa la voce unanime emersa dal dibattito sull’export che ha visto coinvolti durante l’incontro a Conegliano nomi importanti del mondo del vino, quali Vasco Boatto, Università di Padova, Andrea Quattrocchi, ICE, Giancarlo Prevarin, Gruppo Collis, Emilio Pedron, Gruppo Italiano Vini, Raffaele Boscaini, Azienda Masi. Tutti concordi nel dire che il vino veneto è un prodotto di alta qualità, un marchio da difendere, che non va banalizzato sul mercato estero abbassando i prezzi. Che si deve fare allora? Bisogna investire in promozione e comunicazione del prodotto. Senza abbassare la guardia sulla qualità, ormai quasi un prerequisito, puntando sull’identità e sul rapporto con il territorio e la sua storia. Tutto questo al Veneto non manca. Il Prof. Vasco Boatto ha ricordato inoltre che grazie all’OCM Vino la Regione metterà a disposizione 5 milioni di euro per la promozione sui mercati internazionali: si tratta di un’opportunità strategica per il settore vitivinicolo, che la Regione intende sfruttare al massimo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa/Veneto Agricoltura)

5-9 luglio 2010: San Michele (Tn) ospita il terzo convegno nazionale di viticoltura

Cinque giorni di studio e dibattito sui temi più rilevanti del settore viti-vinicolo: genetica, biologia, fisiologia, adattamento agli stress provocati da funghi o batteri, ma anche aspetti agronomici, biologici ed economici legati alla gestione del vigneto ed alle tecniche di viticoltura sostenibile.  Il gruppo di lavoro Viticoltura della Società Italiana di Orticoltura ha individuato proprio nell’Istituto Agrario di San Michele la sede ideale per il terzo convegno nazionale di viticoltura, in programma dal 5 al 9 luglio. In questo senso, l’evento costituisce un importante riconoscimento della Fondazione Mach come soggetto di eccellenza nel panorama degli enti di ricerca che si occupano di vitivinicoltura.

Conavi 2010: i temi trattati. Presso i laboratori di San Michele si è infatti consolidata negli anni una forte esperienza su tematiche prevalentemente legate alla caratterizzazione dei processi fisiologici, biochimici e nutrizionali responsabili della produttività e della qualità della vite, al miglioramento genetico di varietà di interesse agronomico, alla valorizzazione e gestione delle risorse viticole attraverso tecnologie avanzate quali GIS e tele-rilevamento. L’adozione di approcci innovativi derivanti dalla genomica e dalla metabolomica – settori di punta presso la fondazione – ha reso inoltre possibile perseguire in concreto una maggiore sostenibilità delle produzioni, sia in termini di strategie di difesa che a livello economico e di minor impatto ambientale, offrendo nuove opportunità nel campo della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico e ricadute apprezzabili a livello locale, nazionale ed internazionale. Saranno dunque questi alcuni dei temi trattati al CONAVI 2010, che offrirà un’occasione di incontro e discussione per quanti operano in Italia nei settori della ricerca, del trasferimento dell’innovazione e della didattica in viticoltura e che non mancherà tuttavia di coinvolgere alcuni studiosi di provenienza internazionale, la cui presenza è già stata preannunciata.

(fonte Istituto Agrario San Michele all’Adige)

Martedì 29 giugno a Conegliano (Tv) le prime previsioni sulla vendemmia 2010 in Veneto

Un’annata molto particolare sta mettendo alla prova il viticoltore veneto. Il brusco calo delle temperature registrato a dicembre ha messo a rischio gli impianti. La primavera piovosa fa quindi pensare a un possibile ritardo di una settimana per la vendemmia, ma se arriverà il caldo tutto rientrerà nella norma. A questo riguardo, martedì 29 giugno ore 14.00 presso l’Aula magna dell’Università di Padova a Conegliano (vicino all’Istituto “Carletti”, TV) si svolgerà il meeting su “Lo stato del vigneto veneto e prime previsioni produttive per il 2010”, organizzato da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione e CRA-VIT di Conegliano. La relazione sarà di Diego Tomasi (CRA-VIT Conegliano) dopo l’introduzione dell’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato.

Il punto su promozione e commercializzazione del vino veneto. L’appuntamento di martedì, una novità che anticipa il tradizionale incontro delle Previsioni vendemmiali di Veneto Agricoltura, già programmato per il prossimo 1° settembre, sarà anche l’occasione per fare il punto sulle problematiche della promozione e commercializzazione del vino veneto. Importanti i partecipanti: Vasco Boatto (Università di Padova), Andrea Quattrocchi (Istituto nazionale per il Commercio Estero), Giancarlo Prevarin (Gruppo Collis), Emilio Pedron (Gruppo Italiano Vini), Raffaele Boscaini (Azienda Masi). Nomi prestigiosi del settore vitivinicolo internazionale, nazionale e veneto. Chiuderà l’incontro l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato.

(fonte Veneto Agricoltura)

Nuova sede per il Corso di Scienze Tecnologiche Viticole ed Enologiche a Conegliano

È stata inaugurata la nuova sede dell’Università di Padova, Facoltà di Agraria, Corso di laurea triennale in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche alla Scuola Enologica di Conegliano. Le nuove aule sono state ricavate da un’opera di ristrutturazione della ex-palestra dell’istituto “Cerletti” e prevedono anche una sala degustazione per i futuri enologi. “Oggi inauguriamo una nuova perla del Cerletti, la nuova sede dell’Università di Padova dove si tiene il corso di enologia – ha detto il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro,-. Ricordo che una formazione di questo tipo è un investimento sia per gli studenti, infatti il 90% dei neolaureati enologi trova lavoro entro 6 mesi, sia per le aziende, perché possono rendersi competitive nel mondo grazie all’inserimento di tecnici qualificati”.

(fonte Cantine di Marca)

Agroalimentare Veneto: un 2009 discontinuo

Discontinuo, ecco il termine utilizzato dai tecnici di Veneto Agricoltura per disegnare l’andamento del settore primario veneto lo scorso anno. Il “Rapporto 2009 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”,  presentato oggi, giovedì 24 giugno 2010, dall’Amministratore Unico dell’Azienda regionale Paolo Pizzolato, nella ormai tradizionale conferenza stampa di fine giugno. Pizzolato non si è soffermato solo al 2009, ma ha anche fornito alcuni dati, alcune proiezioni relative al primo semestre 2010, ormai al termine.

Riorganizzazione di Veneto Agricoltura. Il 2009 – ha detto Pizzolato – è stato un anno difficile per tutti i settori produttivi. Anche l’agricoltura non ha potuto sottrarsi a questo trend negativo. Comunque, il primario ha reagito meglio e quindi si cominciano già ad intravvedere segnali di ripresa. Veneto Agricoltura, azienda della Regione, si sta riorganizzando per rispondere alle richieste provenienti dal mondo agricolo e dalla stessa Regione. L’ente avrà una struttura più flessibile, più veloce nel dare feedback agli input della nostra imprenditoria agricola e agroalimentare, rendendosi sempre più struttura di servizio. Siamo anche un’azienda di ricerca applicata, al fine di portare l’innovazione al mondo agricolo, forestale e agroalimentare: i nostri progetti saranno sempre più finalizzati all’utilità concreta dell’imprenditoria per renderla sempre piú competitiva sui mercati europei e internazionale. Da tempo siamo all’avanguardia in vari settori, ad esempio quello delle agroenergie; procederemo spediti anche in altri tra cui la pesca e l’acquacoltura.

I dati 2009. Con una flessione dell’8,4% rispetto al 2008 per un totale di 4,5 miliardi di euro il fatturato del primario veneto sconta la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli che ha interessato molte colture e allevamenti. Continua il calo delle imprese agricole venete, scese a 79.500 unità (-3,2% rispetto al 2008) e degli occupati in agricoltura (-1,8%). Positiva invece la bilancia commerciale, che registra una diminuzione delle importazioni (-13%), proporzionalmente maggiore di quella delle esportazioni (-8%), con una conseguente  riduzione del deficit di circa il 28% rispetto al 2008.

Attività colturali. Per il mais variazioni lievi rispetto all’anno precedente, che rimane la principale coltura del Veneto. Gli ettari sono scesi a 234.700 (-1,3%) mentre la produzione, grazie all’incremento della resa, è salita a 2.250.000 tonnellate (+1%). Il prezzo medio annuo è invece calato notevolmente attestandosi su circa 130 euro/t (-30%). Non è andata meglio per il frumento tenero: subisce una significativa contrazione della superficie coltivata (-9%) e della produzione (560.000 t, -14,6%), e registra un ribasso dei listini del 32% con un prezzo medio annuo sceso a 146 euro/t. Non dissimili i risultati del frumento duro con una contrazione produttiva del 12% e picchiata dei prezzi pari in media al -44%. Ride il riso, la cui produzione torna a crescere (18.500 t, +17%) e il cui prezzo, in un’annata commerciale particolarmente sfavorevole per i cereali, ha registrato un lieve aumento (+1,5%). Boom della superficie coltivata a colza più che raddoppiata in un anno, raggiungendo i 3.400 ettari, fatto che conferma l’interesse dei coltivatori per le agroenergie. Se cresce il colza, scende la soia, la cui coltivazione è calata 15% (61.000 ettari) come anche il prezzo (-14%); comunque  l’andamento climatico favorevole ha fatto lievitare la resa e di conseguenza la produzione (222.700 t, +26,5%). Superficie e produzione sostanzialmente stabili invece per la barbabietola da zucchero: gli ettari coltivati sono stati 15.700 (+3%) e la produzione 965.000 t (-1%).

Le orticole. Nel 2009 si è registrato un ulteriore calo delle superfici (ora  34.900 ettari, -1%). La variazione riguarda quasi esclusivamente le orticole in serra, scese a 3.650 ha, -8%. Il valore della produzione degli ortaggi segna invece una variazione moderatamente positiva (+1% circa), raggiungendo i 635 milioni di euro.  Bene il radicchio, salito a 9.750 ettari (+3%), con una produzione complessiva pari a 135.000 tonnellate (+2%). Il prezzo medio annuo è risultato in aumento del +15-20% a seconda della varietà con un’impennata dei prezzi nei primi mesi dell’anno, superiori anche del 60%, successivamente scesi a valori nella norma.  Si mangia più verdura? Forse. Si è visto che anche la lattuga ha registrato un significativo aumento di produzione (39.200 t, +7,5%) ma, come insegnano i manuali di economia, con la conseguente flessione delle quotazioni (-6%). Uguale sorte per la fragola, per la quale a una produzione di 225.00 tonnellate (+18%) ha fatto da contraltare una diminuzione di prezzo del -25%. Invariate invece la superfici coltivate a patata (3.200 ha, 126.000 t), con il prezzo in calo del 10%.

Florovivaismo. E’ una bella realtà produttiva regionale. Infatti sono ancora in crescita le superfici che hanno raggiunto i 3.200 ettari (+7%), con un incremento in particolare di quelle in coltura protetta (+11%). Cresce anche il numero delle aziende (1.733, +1%) per una produzione complessiva regionale di 1,38 miliardi di piante (+2,5%) di cui il 76% è costituito da materiale vivaistico. Le quotazioni dei fiori recisi sono risultate in aumento del +14%.

Frutta. Se da una parte la produzione delle principali colture è apparsa in significativa crescita, per effetto di un andamento climatico in molti casi favorevole, dall’altra si è assistito durante l’anno a un crollo dei prezzi all’origine. Qualche esempio? Il melo (produzione +10%) che ha visto abbassare le proprie quotazioni del -17%, ed ancor di più le pesche e le nettarine (produzione +19%, prezzi – 43%). Il pero invece, pur avendo prodotto il 7% in più, ha leggermente incrementato le quotazioni dell’anno precedente (+2%). Listini al ribasso anche per actinidia (-30%) e ciliegio (-15%). Le difficoltà a livello commerciale hanno messo in evidenza le carenze strutturali del comparto frutticolo e la necessità di riorganizzare l’offerta, stipulare accordi con la Grande Distribuzione ed espandere le esportazioni.

Vigne e vini. 70.000 sono all’incirca gli ettari del vigneto veneto. La vendemmia 2009 è da considerare moderatamente favorevole sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Sono stati raccolti circa 1,1 milioni di tonnellate (+1,5%) di uva che hanno consentito di ottenere 8,1 milioni di ettolitri di vino (+0,7%). Significative le variazioni riscontrate nella ripartizione delle tipologie di prodotto: sono aumentate del +25% le produzioni DOC-DOCG e del +71% quelle per i vini da tavola, mentre scendono del – 22% i vini IGT. Variazioni che vanno interpretate come conseguenza della riforma della OCM vino e delle modifiche apportate in alcune importanti denominazioni, in particolare nella DOC Prosecco. Le note stonate arrivano dal versante commerciale: sia per i prezzi delle uve – calati mediamente del -10-20%, con punte anche del 30-40% a seconda delle zone e delle tipologie -, sia per i prezzi dei vini (in particolare i bianchi alla borsa merci di Treviso hanno subìto un calo del -25%; i vini rossi DOC invece, alla borsa merci di Verona, hanno spuntato mediamente un +3% rispetto al 2008). Un miliardo di euro è il valore del vino veneto esportato nel 2009, una bella cifra ma in calo del -5,5% sul 2008.

Latte. La produzione di latte è stata pari a 11 milioni di quintali (-2%, fonte Agea), ma il comparto ha dovuto subire una diminuzione di prezzo notevole (-11%, mediamente 37 euro/100 litri Iva compresa). Il numero degli allevamenti è sceso di un ulteriore -3%, mentre l’annoso problema delle quote latte sembra avviato ormai a una soluzione considerando che gli esuberi di quota individuale sono diminuiti del 73% passando da 137.000 a 37.000 tonnellate. Oltre il 75% del latte prodotto in Veneto è destinato alla trasformazione casearia, con una netta prevalenza per i formaggi DOP (circa il 40%).

Carne. La produzione veneta di carne bovina nel 2009 è di circa 209.000 tonnellate (-2,3%), mentre il prezzo medio dei vitelloni è sceso del -3%. Per quanto riguarda la carne suina, a un moderato aumento della produzione (137.600 t, +1,5) è corrisposto il calo dell’8% dei prezzi, analogamente alla carne avicola che ha registrato una crescita produttiva del +2,4% rispetto al 2008, raggiungendo le 444.000 tonnellate, ma anche una flessione delle quotazioni pari al -2,3%.

Pesca. Nel 2009 si è registrato un aumento delle aziende attive nella pesca e acquacoltura del +3%, con un incremento più che proporzionale delle aziende dedite all’acquacoltura (+4,8%). Ma il numero dei pescherecci è diminuito del -5,4%, scendendo a 730 unità, mentre il prodotto transitato nei 6 mercati ittici regionali è diminuito dello 0,1% in quantità e dell’1,8% in valore, per un fatturato complessivo di circa 117 milioni di euro.

(fonte Veneto Agricoltura)

Vigna e vino, patrimonio mondiale dell’umanità

E’ in corso fino al 27 giugno 2010 il 33° Congresso mondiale della vigna e del vino, a Tbilissi (Georgia). La culla storica e geografica della vitivinicoltura del pianeta riunisce esperti mondiali attorno al tema: ‘Vigna e vino, patrimonio mondiale dell’umanità: tradizione e innovazione‘. Il Congresso, organizzato dall’Oiv, costituisce un evento scientifico di portata mondiale e offre l’opportunità agli esperti del settore di presentare e di confrontarsi in merito ai loro lavori scientifici innovativi, trattando le attuali problematiche del settore.

Ritorno alle origini. La Georgia, che ha dovuto recentemente rivedere la struttura del proprio settore vitivinicolo ricco di una tradizione plurimillenaria per prepararsi a nuove sfide, è una terra di accoglienza emblematica per evocare questi legami tra tradizione e innovazione che costituiscono la ricchezza del settore vitivinicolo. A questo Congresso partecipano delegati ufficiali di 43 paesi membri dell’Oiv, scienziati e personalità del settore vitivinicolo internazionale.

Il programma di lavoro del Congresso. I dibattiti scientifici si svolgono attorno a due assi: ambiente vitivinicolo – protezione e miglioramento, e nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuove sfide della vitivinicoltura mondiale. Nell’ambito della viticoltura i dibattiti verteranno sui sistemi di produzione nel rispetto dell’ambiente, sull’adattamento delle varietà a fronte di nuove sfide del settore e sulle tecniche innovative nella produzione viticola. Le opere presentate nel campo dell’enologia riguarderanno le pratiche enologiche per la produzione sostenibile dei vini, le nuove pratiche enologiche legate alla richiesta del consumatore, l’applicazione delle biotecnologie tradizionali e i metodi di analisi. Nel campo della sicurezza e salute saranno trattati, tra l’altro, il controllo dei rischi sanitari e ambientali, e l’evoluzione delle modalità di consumo. Gli studi nel campo dell’economia e del diritto si focalizzeranno sulla produzione sostenibile e i parametri economici, sui nuovi prodotti e la nuova richiesta dei consumatori, sul bilancio del diossido di carbonio.

(fonte Oiv)

Veneto da “export”: a Dubai la presentazione del Prosecco senza alcool

Iris e Loris Casonato di Iris Vigneti

Che il Prosecco sia un vino di mondo già tutti lo sanno, ma che qualcuno avesse pensato a una formula adatta appositamente anche all’Oriente dove l’alcool non è gradito non era ancora successo. Il brevetto di questo nuovo prodotto, che si chiama ”
Isabella Ice alcohol free” e che sarà presentato oggi, 21 giugno, a Dubai negli Emirati Arabi in occasione di un evento internazionale nel Creek Golf & Yacht Club, è tutto veneto, anzi trevigiano, merito dell’azienda agricola Iris Vigneti di Marano di Piave (Tv).

Adatto per gli osservanti dell’Islam e donne in gravidanza. ”Grazie all’esplorazione di nuovi mercati negli Emirati Arabi, la nostra azienda ha intercettato la richiesta di sceicchi e califfi che nelle loro abitudini d’affari sorseggiano spumante di dattero o altre bevande “a zero gradi” dal nome evocativo di “soft champagne”, raccontano i vignaioli Iris e Loris Casonato. Che dalla vendemmia di uve Glera, lavorando fianco a fianco all’applicazione di nuovi processi, sono arrivati al primo risultato innovativo: un succo d’uva microfiltrato, trasparente e frizzante che versato in un calice è un perfetto vino senza grado alcolico, ideale per gli osservanti dell’Islam, buono per i bimbi, consigliato alle donne in gravidanza.

Uno spumante “non vino” che può assicurare più reddito alle aziende agricole. Tra i puristi del vino alcolico la cosa può suscitare qualche costernazione, ma per chi ha come obiettivo assicurare più reddito alle aziende agricole “ed è questa la stella polare della politica regionale nel settore primario” – conferma Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, uno “spumante” che non è vino, frutto della ricerca e dell’innovazione in una coltura tradizionale, che ha un mercato pronto ad accoglierlo, è una risposta possibile.

(fonte Iris Vigneti)

A Farra di Soligo (Tv), sinfonie tra i vitigni

Iniziato martedì scorso a Soave (VR), l’ottavo congresso internazionale “Terroir”, avrà questa sera 17 giugno (ore 19,00) un momento unico ed esaltante. L’esecuzione della Sinfonia n.29 di Wolfgang Amadeus Mozart in mezzo alle vigne sarà un elogio alla bellezza degli ultimi vigneti storici delle colline del Prosecco DOCG, combinando viticoltura e cultura in un connubio sempre più stretto. Un concerto prestigioso eseguito dall’orchestra dell’Accademia di S. Giorgio di Venezia diretta dal Maestro Alessandro Tortato. Prima esecuzione in assoluto, in una vigna. Il programma prevede la partenza con pulmini da Farra di Soligo (TV) per la località Collagù, alle 18.30.  Il concerto, come detto, è previsto per le ore 19,00.

21 Paesi a convegno. Il Congresso “Terroir” è promosso ogni due anni dall’O.I.V. (Organizzazione internazionale della vite e del vino di Parigi). Questa edizione, predisposta in collaborazione con il CRA di Conegliano, Regione e Veneto Agricoltura vede la presenza di 21 Paesi, il dispiegarsi di una sessantina circa di relazioni ma soprattutto il numero, mai raggiunto in precedenza, di 151 ricerche esibite. E’ presente un folto gruppo di ricercatori dell’Est (Georgia, Bulgaria, Romania, Ungheria), a significare lo sforzo che stanno facendo questi Paesi per far emergere nuovamente le loro viticolture storiche. Le visite tecniche sono state studiate per lasciare una forte e indelebile immagine della viticoltura veneta (Prosecco e i suoi paesaggi, isole di Venezia e i loro vigneti, Amarone e le ville della Valpolicella, suoli calcarei e vulcanici di Soave).

Le novità dal Convegno.  Il vigneto deve essere meno curato per fargli avere un comportamento più naturale e questo per avere una miglior qualità “genetica” e un minor impatto sull’ambiente e sulle risorse naturali (ad esempio  l’acqua); studio dell’ambiente: nuovi software e nuovi strumenti scientifici per lo studio del suolo, del clima, della risposta della vite alle sollecitazioni ambientali; il clima cambia: come si comporta la vite, a quale latitudine e altitudine si è spostata la vite negli ultimi 15 anni? Prosecco e Soave: zonazioni storiche che datano quasi 100 anni, loro presentazione.

(fonte Veneto Agricoltura)

Autunno 2010: nasce wikipedia del vino italiano

In autunno parte la wikipedia del vino, ideata in seno a Vinitaly e destinata a catturare l’attenzione degli appassionati di uno dei prodotti italiani per eccellenza sul web. Lo ha annunciato in conferenza stampa oggi, 16 giugno, a Mosca Stevie Kim, senior advisor per Veronafiere.

Italia troppo arretrata nei social network. Rispondendo a una domanda di Apcom, la manager coreana naturalizzata americana definisce gli italiani “troppo arretrati in termini di social network” e spiega che le altre iniziative in rete riguarderanno principalmente gli amanti del vino stranieri. La wikipedia del vino italiano si chiamerà Italy wine directory e si distinguerà dalle altre precedenti iniziative proprio grazie alla libertà di accesso dei vari produttori, pronti a inserire i dati sulla produzione.

(Fonte: Prima Comunicazione on line/Apcom – Nuova europa)