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Fine dei Mondiali di Cortina 2021, il pensiero di Mountain Wilderness Italia

(di Luigi Casanova, presidente onorario Mountain Wilderness Italia) I mondiali di sci alpino di Cortina d’Ampezzo sono arrivati alla conclusione.  Dieci stupende giornate di sole e temperature fredde hanno facilitato l’organizzazione, ma i limiti sono apparsi a tutti evidenti. Proprio nei punti critici sollevati dagli ambientalisti, laddove è stato usato l’esplosivo per demolire la roccia (piste Vertigine e Labirinti), laddove si sono messi i Gasez (i bomboloni di gas, inseriti per liberare i versanti dall’incombenza delle valanghe). Per chi sa giudicare con equilibrio è risultato evidente che le piste di Supergigante e Discesa libera sono inadeguate a gare internazionale di tale livello, troppo brevi. Che l’aver voluto stupire con una serie di salti impossibili si è rivelata una bravata che ha lasciato ulteriori scompensi al territorio, sia in roccia che nel settore boscato. I salti sono infatti stati tutti addolciti in corso d’opera, o inserendovi curvoni da formula 1 (le chicane) o spianando la neve, facendo comunque imbestialire gli atleti.

Come del resto l’incubo valanghe sulle piste rimane: gli organizzatori sono stati fortunati per il fatto che non si siano verificate nevicate importanti, altrimenti tutta l’organizzazione saltava (vedere i primi tre giorni, tutte le gare annullate). In questa situazione Cortina deve rassegnarsi: per le Olimpiadi 2026 le gare maschili rimangono in Valtellina. Nonostante le aggressive intemperanze contro la Lombardia del governatore veneto Luca Zaia e del sindaco di Cortina Gianpiero Ghedina. Le piste non si possono ulteriormente allungare, a meno che non si demolisca del tutto la Tofana di Mezzo (abbiamo già visto di cosa sia capace certa imprenditoria).

Con discrezione abbiamo seguito lo svolgersi dei mondiali anche rimanendo sul territorio. Abbiamo preso atto dell’improvvisazione e di tanta superficialità (la gara del gigante parallelo, ma non solo). Più che ad un importante evento sportivo abbiamo assistito ad una rassegna mediatica e di esplosione di pubblicità, anche molto aggressiva, vedasi le firme delle auto. Un evento economico che ancora ha tolto soldi alla montagna. Contemporaneamente allo svolgersi delle gare Luca Zaia stanziava 52 milioni di euro per la sanità veneta. Non un centesimo viene investito nel bellunese. mentre ci si impegna alla costruzione di devastanti e costose circonvallazioni, tipo San Vito di Cadore o a Longarone e Castelavazzo, una vergogna, 270 milioni di euro per distruggere la montagna. Tutto tace sulle potenziali ferrovie che potrebbero risolvere problemi cronici della mobilità del bellunese o sul potenziamento, stabile, del trasporto pubblico. Come si rimane sconcertati dal fatto che la Regione Veneto utilizzi soldi pubblici per ripianare la Fondazione dei mondiali del mancato introito della vendita di biglietti, 3 milioni di euro pubblici tolti ai servizi essenziali alle persone e alla cura della montagna.

Sono stati i mondiali del trionfo cemento sulla montagna. Lo abbiamo ripetutamente documentato con efficacia, anche grazie al lavoro del nostro caro amico Francesco Pistollato, filmmaker paesaggista che ci è sempre stato vicino, anche durante le ricognizioni di questa settimana. Ora ci attende una grande e lunga sfida. Per vincerla abbiamo bisogno del contributo di tutte le sensibilità e intelligenze attive, dove possibile anche istituzionali delle Alpi, e specialmente del bellunese. Vanno impediti i tre grandi collegamenti legati ai mondiali appena conclusi e alle prossime Olimpiadi Lombardia Cortina 2026: Cortina – Arabba – Marmolada, Cortina – Val Badia, Cortina – Alleghe – Civetta. Qualora realizzati questi assurdi collegamenti lasceremo in eredità ai giovani le Dolomiti in alta quota definitivamente distrutte, ovunque, come già avvenuto in valle di Fassa, Val Gardena e Badia. Avremo modo di approfondire e lavorare sul per costruire le necessarie alleanze, anche di profilo internazionale.

Al via l’evento Valpolicella Annual Conference, una due giorni digitale dedicata al gusto e al business del vino

Effetto Covid per i top 5 mercati della domanda di vino nel mondo: il 2020 restituisce un mercato globale in profondo rosso ovunque, con il top buyer Usa in calo dell’11,1% e l’emergente domanda cinese che affonda a -26,7%, con Germania e Uk che perdono circa il 4% e il Canada a -0,9%. In questo contesto, l’Italia limita le perdite e fa meglio della media mondo in aree chiave come gli Usa (-3,3%) e Germania (+1,1%). Sono i dati di base a fonte dogane elaborati da Nomisma Wine Monitor, sotto la lente alla Valpolicella Annual Conference, il nuovo evento 100% digitale del Consorzio di tutela della prima Dop di vino rosso in Veneto e tra le più importanti d’Italia, in programma venerdì 26 e sabato 27 febbraio con focus su mercati, politiche e strategie di posizionamento, ma anche tasting e approfondimenti sul futuro della denominazione, a partire dalla sostenibilità.

La due giorni. Secondo le anticipazioni di Nomisma Wine Monitor per il Consorzio, il Belpaese è riuscito a contenere le perdite (-2,9% nei primi 11 mesi a base Istat) grazie ad una parziale ma importante redistribuzione dei canali di vendita, con la rivincita della Gdo. E proprio il tema della multicanalità sarà al centro dell’appuntamento di apertura della 2-giorni, dedicato al futuro commerciale del vino tra ‘Gdo, horeca, e-commerce’ (26/2, ore 11.00), con i contributi di Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor; Francesco Scarcelli, responsabile alcolici Coop Italia; Paolo Zanetti, fondatore Callmewine; Alessandro Boga, specialist Wilson Daniels portfolio Italia; Luca Pizzighella, brand manager Signorvino, e Roberto Burro, docente di psicologia Università di Verona. All’analisi di dati e trend farà eco, in apertura della seconda giornata (27/2, ore 10.00), il punto di vista di istituzioni e filiera con il confronto sulle ‘nuove politiche a sostegno del mercato del vino italiano’, un dialogo tra Federico Caner, assessore Agricoltura Regione Veneto, Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, entrambi membri della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere, Paolo Castelletti, segretario generale Unione italiana vini e Christian Marchesini, presidente Consorzio vini Valpolicella. Seguono (dalle ore 11.00) gli approfondimenti sul ‘posizionamento dei vini della Valpolicella sui principali mercati target’ (a cura di Denis Pantini) e la relazione sul ‘cambiamento climatico: le influenze in Valpolicella’ di Diego Tomasi, ricercatore Crea-Vit.

In primo piano anche le degustazioni, sempre in formato completamente digitale: sono 1200 i campioni di Amarone, Valpolicella e Ripasso che hanno raggiunto 25 Paesi e che ora sono pronti per essere “stappati” – rigorosamente live – dai 100 stakeholder (operatori del trade, wine specialist, Master of wine e stampa specializzata). Si parte venerdì (ore 14.00) con “Amarone della Valpolicella: come implementare bisogni e visione per il futuro”, una full immersion su appassimento e invecchiamento condotta da Wojciech Bonkowski, wine expert e giornalista, Enrico Nicolis, enologo, Maurizio Ugliano, professore dell’Università di Verona, e Jc Viens, Wset educator. Punta invece i riflettori sul Ripasso dopo la modifica del disciplinare nel 2019 il secondo appuntamento (26/2 ore 15.00) presentato da Michelle Cherutti-Kowal, Master of wine, Alessandro Bellotto, enologo e consulente Giotto Consulting, Tone Veseth Furuholmen, senior product manager Vinmonopolet As e Alberto Brunelli, enologo e consulente del Consorzio vini Valpolicella. In chiusura di giornata (ore 16.00), Alberto Ugolini, Sensory analyst e Wine Educator, Gabriele Gorelli, ceo Brookshaw&Gorelli, assieme ai due Master of wine Nick Bielak e Lin Liu, guideranno la degustazione sul Valpolicella con lo sguardo rivolto a futuro, tra rinnovamento e posizionamento in un mercato globale sempre più orientato ai vini “light-bodied”. Tutti i sette appuntamenti nel calendario della Valpolicella Annual Conference saranno trasmessi in diretta streaming sulla piattaforma Zoom e sui principali canali social del Consorzio (Facebook e Instagram).

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

 

Graziano Cortese, primo testimonial della bontà e della versatilità del Broccolo Fiolaro di Creazzo (VI)

Graziano Cortese

(testo e foto di Maurizio Drago, consigliere Argav). Creazzo è un comune che si integra nella confinante città di Vicenza. Metà in collina e metà in pianura, in questo territorio sono presenti cose interessanti e da conoscere. Qui è nata La Piccionaia, una delle compagnie teatrali storiche più famose, quella dei Da Carrara con il teatro popolare e la commedia dell’arte.  Qui troviamo l’università del gusto dove i giovani cuochi imparano il loro percorso.  Ma anche la pista Bmx del ciclismo fuoristrada, una specialità olimpica.

Il Broccolo fiolaro. Creazzo è anche famosa per il broccolo fiolaro, l’ortaggio che anche Michelle,  l’ex moglie del presidente americano Obama, piantò nel suo giardino della Casa Bianca. E del broccolo fiolaro di Creazzo (ora prodotto DE.CO., ossia Denominazione Comunale) ce ne parla con ricchezza di particolari Graziano Cortese, cuoco e titolare della trattoria-pizzeria Bellavista di Creazzo, in cima alla collina, a due passi dal comune.  “Bellavista”  perché  sovrasta il colle e dalla sua terrazza si vede dall’alto la città di Vicenza. 

La pizza con il Broccolo Fiolaro di Creazzo della pizzeria Bellavista

Graziano Cortese e il broccolo fiolaro di Creazzo. Graziano Cortese ne ha da dire sul broccolo fiolaro, perché è stato tra i primi a promuovere questo ortaggio, diventato un piatto “cult” sempre più conosciuto e apprezzato  da giovani generazioni e meno giovani.  Graziano ha inventato la pizza al broccolo fiolaro. Ma anche la pizza “Terra mare alla vicentina”, con il broccolo fiolaro, il baccalà e nel mezzo la polenta: un mix che rappresenta in toto la cucina vicentina. 62 anni, ha vissuto sin dalla giovanissima età in cucina, con la sorella Laura (anche lei ora cuoca). Bisogna ritornare indietro nel tempo quando papà Tullio prese in gestione la Trattoria Cortese, ristorante di famiglia sempre nel paese vicentino.  A un certo punto, Graziano si buttò nell’autotrasporto  merci. Un’attività che gli procurava anche soddisfazioni economiche, con una squadra di collaboratori e un futuro interessante a livello aziendale. Ma il cuore di Graziano lo aveva in cucina e nella sala, ricordando che qui c’era l’aspetto culinario e sociale che lo affascinava. E lui sapeva anche trattenere la gente per i suoi piatti sempre apprezzati. Così, nel 1999, l’autotrasportatore cambiò radicalmente mestiere. Vendette la sua attività e acquistò il locale Bellavista, inizialmente era una pizzeria che lavorava solo la sera. Lui l’aprì anche di giorno con un menu fisso per operai e impiegati.  Un passo alla volta e il suo locale crebbe nel piccolo centro storico di Creazzo. Il salto di qualità lo fece con il broccolo fiolaro.  Fu Graziano l’inventore della pizza al broccolo fiolaro. Partì quindi questo grande sviluppo della comunicazione che portò questa verdura locale a farsi conoscere ed apprezzare nelle tavole dei ristoranti. Nacque così la Confraternita del Broccolo Fiolaro

Graziano Cortese con la moglie Marina

Nel 2000 Graziano aprì l’azienda agricola con la coltivazione degli ortaggi, in particolare del broccolo fiolaro, arrivando a una produzione di 60-70 mila piante all’anno. Ma la sua passione per questa pianta lo ha portato alla realizzazione della caciotta con il broccolo, la crema con il broccolo, la grappa con il broccolo, l’aceto balsamico con il broccolo. Ovviamente, solo ed esclusivamente broccolo fiolaro, quello “giusto”, quello Fiolaro di Creazzo De.Co. A una trasmissione televisiva, ci confida Graziano,  a occhi chiusi riuscì a distinguere il vero broccolo fiolaro di Creazzo DE.CO. perché gradevole, nato a un’altezza di alcune decine di metri, sulla collina, con il sole e il freddo giusti…“Nei nostri piatti c’è sempre. Quando la produzione finisce, non ne abbiamo più”.  Sposato con Marina (con un figlio, Diego), continua la sua attività nella sua trattoria-pizzeria Bellavista, aiutato dal cuoco Andrea e dal personale. Una bella storia di un cuoco ristoratore: dove il cuore lo ha buttato nella cucina!

risotto Bellavista

La ricetta che Graziano Cortese ci propone è il risotto Bellavista, con l’immancabile broccolo fiolaro, la zucca, lo speck e la ricotta affumicata. Gli ingredienti (per 4 persone): 1litro di brodo, 300g di riso Carnaroli, 300g di zucca tagliata a cubetti,  mezza cipolla di Tropea,  300g di broccolo fiolaro di Creazzo DE.CO, 100 g di ricotta affumicata,  50 gr di parmigiano reggiano, 100g di spek, olio extravergine d’oliva qb, sale qb. Per realizzare il risotto, stufiamo il riso Canaroli con cipolla di Tropea e olio extravergine  di oliva. Portiamo il risotto a metà cottura aggiungendo il brodo, poi la zucca a cubetti, i broccoli spadellati, al momento di mantenere lo spek alla julien, burro e formaggio. Una volta impiattato aggiungiamo ricotta affumicata sopra. Il vino?  Possiamo consigliare un  rosso Bonarda dell’Oltrepo Pavese, un vino strutturato ma al tempo stesso morbido e  “solare” adatto a questo piatto  che Graziano ci propone.

 

Oggi, mercoledì 24 febbraio 2021, alle ore 18,45 comune e pro loco di Segusino svelano on line il loro nuovo logo turistico ed i futuri progetti

Comune e pro loco d Segusino (TV) invitano media e pubblico a partecipare alla conferenza stampa on-line di presentazione del nuovo logo turistico comunale, primo step del progetto turistico per il paese. L’incontro sarà trasmesso in diretta sulle pagine social e web Valdo TV, mercoledì 24 febbraio 2021 alle ore 18,45. Sarà possibile interagire  e porgere domande attraverso i commenti durante la diretta su You Tube, Facebook e Twitter. Per partecipare basta cliccare al seguente link:  https://youtu.be/VBqeHDitGqY

Fonte: Associazione amici Presepio Artistico di Segusino

«Raccontare la verità» contro le fake news: al via il corso di alta formazione UniPd, avvio il 10 aprile, iscrizioni entro mercoledì 10 marzo 2021

“Raccontare la verità – Come informare promuovendo una società inclusiva e combattere le fake news”: è il primo corso universitario “anti-bufale” rivolto ai giornalisti e a quanti, a vario titolo, si occupano di comunicazione. A organizzare l’offerta didattica di alta formazione è l’Università di Padova insieme a Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), Sindacato giornalisti Veneto (Sgv) e Articolo 21, con la collaborazione di Ordine dei giornalisti del Veneto, Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e Inpgi. Si tratta di un progetto pilota in Italia nato dall’alleanza fra il mondo della ricerca e dello studio (università) e il mondo dell’informazione (i giornalisti) all’insegna della multidisciplinarità per fornire strumenti culturali e tecnici utili ad affrontare la complessità dell’ecosistema dei mass media al tempo dei social e della pandemia.

Dieci lezioni on line, con cadenza quindicinale, per un totale di 60 ore, al sabato mattina dalle 9 alle 13 e al venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30: avvio il 10 aprile, conclusione a fine ottobre, con tesi e conseguimento diploma universitario. Il bando per iscriversi – termine ultimo il 10 marzo 2021 – è sul sito dell’Università di Padova, titolo di studio richiesto il diploma di scuola superiore. La quota richiesta è fissata in 500 euro, il minimo imposto, e comprende il volume ‘La passione per la verità’ in omaggio. Sconto per i primi venti giornalisti non dipendenti under 45 che formalizzeranno la propria adesione. INFO E ISCRIZIONI QUI

«Le fake news? Una delle principali cinghie di trasmissione delle diseguaglianze, fra i temi più caldi della nostra società. La realtà è complessa e non può essere semplificata da una visione parziale o da un approccio stereotipato o peggio ingabbiato da pregiudizi o manipolato da “bufale”. Serve il pensiero critico che va costruito con l’analisi, lo studio, l’impegno, il confronto e l’ascolto». A parlare è Laura Nota, professoressa ordinaria del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata all’Università di Padova, delegata del Rettore per l’Inclusione e la Disabilità: è lei a dirigere il corso che vede tra i docenti giornalisti esperti e insegnanti universitari di facoltà umanistiche e scientifiche (psicologia, sociologia, economia, matematica, ingegneria, informatica). Lo spunto arriva dalla consapevolezza della necessità di una sfida culturale e civile per condividere il valore della conoscenza / informazione quale baluardo di democrazia e strumento di crescita sociale. Ma anche dal tentativo di fornire ai giornalisti e agli addetti ai lavori, nella pratica quotidiana della professione, strumenti concreti per porsi e proporsi come mediatori qualificati e leali fra la fonte e il lettore / telespettatore / radioascoltatore / navigatore, in grado di utilizzare al massimo delle loro potenzialità i vari media con cui si trova a operare.

Le lezioni sono state organizzate in maniera da favorire lo scambio, il dialogo, l’interazione fra i docenti e i corsisti per stimolare la riflessione e l’apprendimento attivo, anche con esercitazioni pratiche e giornate di approfondimento su tematiche di attualità come la divulgazione scientifica e l’infodemia da Covid. Queste le tappe programmate: L’ecosistema socio-economico e mediatico complesso e frammentato e il pensiero critico quale antidoto; L’industria editoriale, la disintermediazione, le discriminazioni, l’informazione e la comunicazione; L’innovazione tecnologica e i social media: ricadute in termini di caos informativo; la responsabilità della Rete, moltiplicazione dei mezzi non significa pluralismo informativo e accessibilità consapevole; linguaggio della discriminazione e dell’odio; Costruire contesti inclusivi, improntati a giustizia sociale e sostenibilità: cosa vuol dire inclusione, cos’è la giustizia sociale, ruolo dei diritti umani, come questi elementi si intersecano con le azioni giornalistiche; cosa sono gli stereotipi e come si formano, come si contrastano; Linguaggio inclusivo, attento alla parità di genere, e come controllare attendibilità e validità nei processi di raccolta delle informazioni; come riconoscere e fronteggiare forme linguistiche aggressive e svalutanti anche a vantaggio di un ruolo educativo dell’attività giornalistica; Tecnologie, piattaforme digitali, accessibilità e innovazione sociale nel settore giornalistico a vantaggio della qualità, la costruzione degli algoritmi nell’informazione, oltre il fact checking; Il giornalismo di inchiesta sociale tra oscurità e querele bavaglio, come riconoscere e fronteggiare la fabbrica del falso che inquina le democrazie, l’informazione scientifica e il proliferare delle superstizioni della pseudoscienza; La deontologia professionale come assunzione di responsabilità civile, la libertà di stampa in Europa e nel mondo tra “editti bulgari”, le carte dei giornalisti, i diritti dei giornalisti a partire dal contratto di lavoro.

Fonte: Refusi

23 febbraio 2021, ore 18, webinar Argav sulla gestione sostenibile delle acque

Martedì 23 febbraio p.v. alle ore 18 si svolgerà su Teams il webinar Argav “Gestione sostenibile delle acque: strategie per valorizzare gli ecosistemi urbani e rurali“. L’iniziativa è promossa in collaborazione con Laboratorio Spazi Rurali e Boschi Urbani – Vicenza, Biblioteca Internazionale “La Vigna” – Vicenza, Delegazione Veneto Pubblici Giardini.

Interventi. Introduce il webinar: Lab. Spazi Rurali & Boschi Urbani. Relatori: Camilla Venturini – neolaureata in Ingegneria edile-architettura Università di Trento, Paesaggio come sistema di valori: una cintura verde e blu per Vicenza; Lucia Bortolini Tesaf Unipd – Life Beware, Strategie di adattamento al cambiamento climatico e al rischio di alluvioni e allagamenti in aree urbane e rurali; Silvia Calatroni e Alessandro Trivelli – Studio Sdarch MI, Strategie e soluzioni per la rinaturalizzazione del territorio urbano (Make your city greener); Giustino Mezzalira – Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Ripensare il rapporto con l’acqua nei territori rurali. Modera: Argav.

Si ringrazia ANBI Veneto, Associazione dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione, per il supporto al collegamento web.

Stasera meeting on line su “La via di Karol”, progetto di interconnessione tra comunità locali

Stasera, venerdì 19 febbraio 2021, alle ore 20:30, avrà luogo l’incontro su Google Meet organizzato da FIDAPA – Distretto Nord Est (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto e da Rete Wigwam per parlare del progetto europeo di interconnessione tra le comunità locali denominato “La via di Karol”. L’iniziativa, si inserisce nel tema di FIDAPA Nazionale “Progetto tesori da scoprire”, che si propone lo scopo di promuovere politiche di sostenibilità e di protezione sociale per favorire una crescita economica inclusiva per l’uguaglianza di genere.

Relatori. Introdurrà Fiammetta Perrone, vice presidente nazionale FIDAPA e coordinerà la conferenza Patrizia Graziani, vice presidente del Distretto Nord Est cui seguiranno, sempre di FIDAPA, i saluti istituzionali di Marisa Saggiotto, presidente della Sezione di San Bonifacio (Vr), di Susanna Benetti, presidente Distrettuale Nord Est e di Maria Concetta Oliveri, presidente nazionale che anche farà le conclusioni. Interverranno: Efrem Tassinato, presidente di Rete Wigwam International; Avelio Marini, responsabile nazionale ed europeo del progetto La Via di Karol; Elisa De Berti, vice presidente della Giunta Regionale del Veneto; Elisa Venturini, consigliera regionale del Veneto e già assessore per il Turismo della Provincia di Padova; Barbara Lori, assessora alle Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna; Alessandra Moretti, Eurodeputata.

Per richiedere il link di accesso al meeting: fidapa.sanbonifacio@gmail.com

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Idrovia Padova-Venezia, 8 associazioni chiedono ai politici veneti unità d’impegno per il suo completamento attraverso il Recovery Plan

Idrovia Padova-Venezia in località Saonara (PD)

Otto associazioni venete – Amissi del Piovego, Associazione Intercomunale Brenta Sicuro,  Cia Agricoltori Italiani – Città Metropolitana di Venezia, Comitato “Che aria respiriamo” – Padova, Comitato spontaneo alluvionati di Abano e Montegrotto Terme, Rete Wigwam – hanno sottoscritto congiuntamente e inviato all’intera classe politica veneta l’appello che riceviamo e pubblichiamo.

“L’ultimo evento di piena dei primi giorni di dicembre ha riproposto con forza il rischio alluvione che interessa una vasta area del territorio di bassa pianura del Padovano e del Veneziano, con oltre 500.000 abitanti, e l’urgenza di procedere al completamento dell’Idrovia Padova – Venezia, secondo la previsione della progettazione preliminare già realizzata dalla Regione Veneto, come canale navigabile di V Classe, con funzione di  scolmatore del  Sistema Bacchiglione Brenta e ricomposizione ambientale del territorio. L’opera si configura come un vero e proprio corridoio ecologico fra Venezia e Padova in quanto alla mitigazione del rischio alluvione aggiungerebbe lo straordinario potenziale trasportistico fra il mare e l’Interporto di Padova, alternativo al trasporto su gomma delle merci, oltre ad essere fruibile per l’uso irriguo, la diportistica ed il turismo a basso impatto. Per questo abbiamo fortemente apprezzato che il Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza nel Macro-progetto numero 7. – Mitigazione del rischio idrogeologico – abbia previsto al primo punto come indispensabile la realizzazione dell’Idrovia Padova – Venezia. Ci appelliamo pertanto al Presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, ai Parlamentari e ai Sindaci del territorio padovano e veneziano affinché uniscano i loro sforzi per ottenere che il completamento dell’Idrovia Padova – Venezia faccia sicuramente parte del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza da finanziare con il Recovery Fund, onde procedere quanto prima al completamento della progettazione per dare corso ai lavori”.

16 febbraio 2021, direttivo Argav on line

Stasera, alle 18:45, il direttivo Argav si riunirà on line con il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, convenzione con Anni Veneto per utilizzo piattaforma web, attività, varie ed eventuali.

Patuanelli e Cingolani i neo ministri all’Agricoltura e alla Transizione ecologica del governo Draghi

Stefano Patuanelli, neo ministro all’Agricoltura

Alle 12 di ieri, sabato 13 febbraio 2021, hanno giurato i ministri del governo Draghi. All’Agricoltura è stato nominato Stefano Patuanelli, triestino, 46 anni e tre figli, laureato in Ingegneria edile, già ministro dello Sviluppo economico dello scorso governo. 

Roberto Cingolani, neo ministro alla Transizione ecologica

Al nuovo ministero per la Transizione ecologica, è stato nominato Roberto Cingolani, milanese di 59 anni, fisico e docente, è stato per circa un anno e mezzo responsabile dell’Innovazione tecnologica del gruppo Leonardo dopo aver ricoperto il ruolo per 14 anni di direttore scientifico all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, da lui stesso fondato nel 2005.