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21 marzo, Equinozio e…Tiramisù day

Domenica 21 marzo si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale del Tiramisù Day 2021. A questo proposito, la Tiramisù World Cup ha convocato 30 dei suoi migliori concorrenti per una gara “virtuale” del tutto particolare: dalla propria abitazione, gli aspiranti chef si cimenteranno in una lunga diretta durante la quale affronteranno le tradizionali fasi, esattamente come nella TWC: Selezioni, Semifinali e Finale. 

Grazie alla piattaforma online Reno (da questo link è possibile vederne il funzionamento > clicca qui ), trenta concorrenti si sfideranno in una gara virtuale divisa in due momenti: ore 11-13: due ore dedicate alle Selezioni sulla piattaforma Reno, visibili attraverso i canali social della TWC;  ore 14-16: due ore dedicate alla fase Finale, che avrà luogo sulla piattaforma Zoom e in diretta sui canali social della TWC. Infine, a conclusione della giornata, dalle 18,00 alle 21,00 ci sarà un collegamento di 3 ore con food blogger, chef ed istituzioni estere (in particolare dagli USA, Russia e Canada), che preparando il tiramisù dialogheranno con Francesco Redi e Alessandra Gambini, autrice italiana residente a Los Angeles nota per i suoi libri “A Queen in the Kitchen” e “No Ketchup on Spaghetti”. I canali social attraverso i quali sarà possibile seguire la diretta dalle ore 11,00 del 21 marzo “Tiramisù Day” sono Youtube Facebook.

La vera storia del dolce al cucchiaio più famoso al mondo. Come per ogni evento della TWC, anche questo appuntamento vedrà la partecipazione di nomi illustri del settore dolciario, personaggi ed esperti che verranno svelati a pochi giorni dalla sfida. Fra loro, anche Clara e Gigi Padovani, gli “inventori” del “Tiramisuday”, che hanno stabilito di festeggiare il 21 marzo, quando si celebra l’arrivo della primavera. Il primo evento si è svolto nel 2017 negli Stati Uniti, a New York City, e a Trieste, negli stores Eataly delle due città. Nel 2018 e nel 2019 si sono svolti due contest nel parco agroalimentare Fico di Bologna: «Nonostante nel mondo si celebrino decine di “food days” in nome di un prodotto, un piatto, un cibo – dicono i food writer Clara e Gigi Padovani -, nessuno aveva ancora pensato a dedicare un giorno al Tiramisù, il dolce italiano più conosciuto nei cinque continenti. Noi abbiamo pubblicato nel 2016 il libro Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato (Giunti), con il quale abbiamo ricostruito la vera storia di questo dessert, nato nel Nord Est dell’Italia, tra Friuli Venezia Giulia e Treviso, e ci è sembrato giusto lanciare questa idea, che nelle prime edizioni ha avuto grande successo. Questa sarà la seconda volta, purtroppo, con eventi virtuali, ma abbiamo trovato un ottimo partner negli organizzatori della Tiramisù World Cup e quindi anche in questo periodo difficile facciamo squadra per celebrare il tiramisù: ci meritiamo un momento di dolcezza!».«Abbiamo una grande community che ci segue con entusiasmo – racconta Francesco Redi, ideatore ed organizzatore della Tiramisù World Cup -. In questa nuova fase di limitazioni alla socialità, il Tiramisù Day nazionale rappresenta un modo per restare a casa seguendo le proprie passioni e sfruttando la tecnologia a disposizione. Ovviamente, nel giudizio finale della gara (che non sostituisce quella autunnale, ndr.) manca la possibilità di assaggio; ci si basa su altri criteri quale l’esecuzione tecnica e la presentazione estetica».

Fonte: Servizio stampa TWC

L’Abbazia di Praglia (PD) sposa la bio-economia circolare

La presentazione dell’impianto

L’innovazione incontra la tradizione con un occhio particolare alla salvaguardia ambientale. La millenaria Abbazia di Praglia (PD), fondata tra l’XI e il XII secolo, si affaccia al ventunesimo secolo con un tema di scottante attualità: la riduzione dei gas serra a favore di una mitigazione dei cambiamenti climatici.

Lo scorso 11 marzo, l’Abbazia ha aperto le proprie porte per presentare un innovativo impianto di abbattimento dell’anidride carbonica proveniente dalla propria centrale termica a biomassa. Il tutto in un’ottica di bio-economia circolare. Infatti, il cippato ottenuto dagli scarti di potatura dell’azienda agricola dell’Abbazia stessa e di altre aziende partner viene impiegato nella caldaia a biomasse, mentre le emissioni dell’impianto termico sono convogliate in un prototipo di fotobioreattore per alimentare il processo di accrescimento di bioalghe, da usare come fertilizzante in agricoltura, chiudendo così il circolo virtuoso della filiera legno energia.

Tutto questo grazie al contributo del Gruppo di Azione Locale (GAL) Patavino e del PSR Veneto, insieme a Coldiretti Padova e alle altre organizzazioni agricole padovane: i fondi destinati allo sviluppo rurale hanno permesso la realizzazione del progetto denominato “Remed”, che sta per “Reduction of EMission by bioEnergy as rural areas Development”. I partner del progetto sono: l’azienda agricola a responsabilità limitata Abbazia di Praglia, che ospita l’impianto prototipale, Biomass Green Energy Srl e azienda agricola Colli del Poeta, che forniscono il materiale per il mantenimento della caldaia a cippato, Università degli Studi di Padova – Centro Levi Cases, che si occupa della progettazione e test dell’impianto prototipale, ed Eco-Management srl, capofila di progetto, che oltre a coordinare tutte le azioni del partenariato, si occupa delle analisi LCA e SWOT del progetto.

L’abbattimento di gas climalteranti della combustione degli scarti attraverso il prototipo del fotobioreattore consente inoltre di aprire nuovi scenari di ricerca verso l’uso delle alghe che in esso sono inserite, quali ammendanti e/o fertilizzanti, creando uno spazio di ulteriore ampliamento della redditività della soluzione sperimentate in Remed.“Tutto parte dalle ramaglie – spiega Mirco Muraro di Eco Management – le quali, anziché venire trattate con un rifiuto vengono recuperate a basso costo e utilizzate in caldaie a biomassa come quella dell’Abbazia di Praglia. Il Gal Patavino la finanziato con 145 mila euro la costruzione di un impianto pilota che prevede il reimpiego dell’anidride carbonica in un fotobioreattore  per la produzione di alghe da usare come fertilizzante in agricoltura. In questo modo si riducono le emissioni e si rafforza la filiera”.

L’Abate padre Stefano Visintin sottolinea il significato di questo progetto: “la nostra abbazia è anche una società agricola e cerchiamo di mantenere approccio sostenibile e rispettoso della natura, anche nell’uso delle caldaie. E’ una iniziativa che si inserire in una visione ben più ampia perché guarda alle future generazioni e alla tutela dell’ambiente. Nelle nostre abbazie ragioniamo in un’ottica di secoli, pensando a chi verrà dopo di noi”.  Il professor Alberto Bertucco, docente dell’Università di Padova nonché direttore del Centro Levi Cases, illustra il funzionamento del fotobioreattore: “questo prototipo che rimarrà in funzione per tutto l’anno è stato progettato dall’ingegner Vecchiato. Noi abbiamo fornito la consulenza scientifica sulle micro alghe e il loro processo di accrescimento che qui viene favorito. Il fumo che esce dalla caldaia viene convogliato e pompato nella vasca. Grazie all’anidride carbonica aumentiamo fino a dieci volte la fotosintesi e le alghe crescono in modo esponenziale. A regime l’impianto produrrà mezzo metro cubo di alghe dalle particolari proprietà biostimolanti e fertilizzanti. Al termine delle sperimentazione pubblicheremo uno studio scientifico su tipologia di approccio utile per abbattere le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, un tema molto attuale che va risolto”. Erminio Cappellari del Gal Patavino osserva che questo progetto il risultato “di un lungo percorso che abbiamo fortemente voluto che fa diventare punto di forza gli scarti delle ramaglie”. “Con questa iniziativa l’economia circolare diventa realtà – aggiunge Paolo Minella che ha seguito il progetto per Coldiretti Padova – perché gli scarti della potatura si trasformano in risorsa per alimentare la caldaia dell’abbazia, un impianto a bassa emissione che comunque produce anidride carbonica. Anziché essere dispersa in atmosfera viene convogliata nel prototipo bioreattore, nel quale abbiamo inserito anche delle piastre a led perché alghe si producano anche di notte. Queste microalghe tornano poi all’agricoltura come fertilizzante: è la realizzazione del circolo virtuoso che fa bene all’ambiente e alle nostre aziende agricole”. Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova conclude: “Ci auguriamo che questo progetto permetta di realizzare il nostro sogno di replicare questi impianti anche in altre strutture come scuole, edifici pubblici per favorire una politica energetica veramente green. Nel prossimo futuro gli interventi a favore della sostenibilità ambientale saranno sempre più incoraggianti e finanziati, questo progetto può essere un primo passo significativo”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Aumenta il fabbisogno idrico dell’agricoltura veneta, ma l’acqua irrigua fa bene a tutto il territorio

Per mantenere i suoi alti standard di qualità, l’agricoltura veneta necessita di una quantità d’acqua maggiore rispetto al passato. Questo è dovuto a due fattori: da un lato i sempre più lunghi periodi siccitosi causati dai mutamenti climatici, dall’altro l’estensione del periodo in cui le campagne necessitano di acqua, ben oltre la consueta stagione irrigua che inizia il 15 marzo e si conclude il 15 ottobre.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi regionali di bonifica e irrigazione, nel webinar “Giornata dell’Irrigazione 2021” tenutosi ieri mattina in occasione dell’apertura della stagione irrigua 2021. 

Le principali sfide. “Per quanto riguarda la gestione della risorsa irrigua, non potendo utilizzare più risorsa di quanta già se ne utilizzi, è necessario efficientare la rete di distribuzione realizzando bacini di accumulo e provvedendo, ove necessario, alla riconversione dell’irrigazione a scorrimento in irrigazione a pressione – spiega Cazzaro –. Per far fronte alla sempre maggiore richiesta d’acqua nei periodi “pre” e “post” stagione irrigua è importante concordare con la Regione del Veneto una rimodulazione più flessibile dei prelievi dai grandi fiumi.” “Ma il concetto di “risparmio idrico” è fuorviante – precisa il presidente di ANBI Veneto -. L’acqua irrigua non è mai sprecata, anzi, da essa derivano fondamentali servizi ecosistemici a beneficio di tutti i cittadini”.

L’acqua trasportata dalla rete irrigua dei Consorzi di bonifica (27 mila km di canali, dei quali 8,7 mila km a uso irriguo e 10 mila km a uso sia di scolo sia irriguo; 600 mila ettari di territorio, pari a un terzo della regione, che necessita di irrigazione) oltre a nutrire le campagne svolge compiti di vivificazione ambientale dei corsi d’acqua, ricarica di falda, salvaguardia di biodiversità, produzione idroelettrica, attività produttive quali turismo, pesca, sport d’acqua. “È giusto parlare di efficientamento idrico, bene la riconversione degli impianti che permette di utilizzare fino al 50% in meno di acqua sulle coltivazioni, ma occhio a non sottrarre al territorio acqua vitale” chiosa il direttore di ANBI Veneto Andrea Crestani

Il contesto generale è quello profondamente condizionato dai mutamenti climatici. “Vi sono effetti del cambiamento climatico particolarmente evidenti sul territorio regionale, a partire da un aumento delle temperature di oltre 2 gradi – sia in inverno che d’estate – negli ultimi 50 anni  – ha spiegato Francesco Rech, tecnico di Arpav – . Per quanto riguarda le precipitazioni è complesso prevedere quale sarà il futuro andamento ma è necessario prepararsi a fronteggiarne la scarsità anche eventualmente a fronte di una concentrazione della piovosità in periodo non irriguo”. In questo contesto i finanziamenti previsti dal Recovery Plan sono di fondamentale importanza. “Il Recovery Plan è un treno da non perdere – ha affermato Crestani – , la Regione ha infatti accolto nel Piano Regionale per la Ripresa e Resilienza (PRRR) 13 schede progettuali dei Consorzi di bonifica riguardanti l’irrigazione per un valore di 345 milioni di euro. Cifre importanti che si sommano agli oltre 213 milioni di euro già ottenuti dai Consorzi negli ultimi 3 anni per l’ammodernamento della rete irrigua e si è già provveduto alla riconversione di 21 mila ettari”. “Nella Giornata dell’irrigazione 2021 vorrei prima di tutto ringraziare i Consorzi di bonifica per la vivacità dimostrata in occasione della redazione delle proposte relative a VAIA e al Piano di ripresa e resilienza (PRR) della Regione Veneto – ha affermato l’assessore Regionale all’Agricoltura Federico Caner – . In occasione della tempesta si sono impegnati da subito per sostenere le popolazioni colpite, realizzando successivamente importanti opere per garantire la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio di competenza. Per quanto riguarda il Piano di ripresa e resilienza grazie al loro prezioso contributo sono stati stilati 21 progetti, relativi all’irrigazione e alla sicurezza idraulica, per un importo complessivo di 708 milioni di euro”.

Il canale LEB apre le paratoie. Il webinar, promosso da ANBI Veneto e dal Consorzio di Bonifica Lessinio Euganeo Berico (LEB), si è svolto in occasione dell’apertura delle paratoie del canale LEB, principale arteria irrigua del Veneto (48 km, 82 mila ettari serviti grazie a 34 derivazioni), a servizio delle campagne delle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Nel corso del webinar, spazio è stato dato alla diretta video, tramite drone, dell’apertura delle paratoie a Cologna Veneta (VR) dove il Consorzio LEB ha sede e dove il canale, che inizia a Belfiore (Vr), si intuba per proseguire sottoterra fino a Montegaldella (Vi) dove si immette nel Bacchiglione, portando quindi le sue acque fino a Chioggia.  “Il Consorzio LEB sta realizzando, attraverso un finanziamento di 20 milioni di euro ricadente nel Piano Invasi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 4,6 km di nuovo rivestimento del canale Adige Guà, oltre ad importanti interventi di controllo telematico dei sistemi di rilevamento delle portate – ha spiegato il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza -. E’ stato di recente approvato dal Consiglio di amministrazione del Consorzio LEB il progetto esecutivo, di importo pari a 33 milioni di euro, per dare continuità all’opera di rifacimento del Canale per i restanti 8 km, con l’obiettivo di arrivare al rifacimento completo dell’infrastruttura irrigua”.  “Con la riapertura delle paratoie del Leb oggi si apre simbolicamente la stagione irrigua del Veneto – ha affermato l’assessore Regionale all’Agricoltura Federico Caner -. Un modello quello del Leb che, dalle problematiche conseguenti ai Pfas, alla valorizzazione della risorsa idrica nell’irrigazione di territori caratterizzati dalla presenza di colture di pregio, anche orticole, unitamente alle colture seminative legate alla presenza di un vivace settore zootecnico, vogliamo estendere all’intera regione.”

Il problema del deflusso ecologico. Nel corso della conferenza grande spazio ha avuto il tema del Deflusso Ecologico (DE), criterio previsto nella Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, che definisce la portata minima d’acqua che deve essere mantenuta nei fiumi per preservarne caratteristiche, la flora e la fauna, e la cui effettiva applicazione è prevista dal 1° gennaio 2022. La criticità del DE è legata al fatto che il rispetto di tali valori, determinati rigidamente a livello comunitario, comporterebbe la riduzione, fino all’azzeramento, delle derivazioni della rete idraulica minore che innerva la stragrande maggioranza del territorio regionale garantendo agricoltura, vivificazione ambientale, paesaggio, produzione elettrica, turismo, sport, pesca, e soprattutto mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici. “Condivido – ha concluso Caner – con i presidenti e i tecnici dei Consorzi la preoccupazione per l’evidente danno che il deflusso ecologico sta creando a tutto il territorio. Assicuro che anche su questo fronte siamo al loro fianco, per affrontare insieme le difficoltà per l’attività irrigua provocate dalla impulsiva applicazione della disposizione comunitaria”.  “L’acqua produce ambiente e territori – ha chiosato il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi – dobbiamo lavorare anche per le generazioni che verranno consapevoli che raccogliendo la sfida della sostenibilità possiamo rendere migliore anche il mondo in cui viviamo oggi”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto e Consorzio di bonifica LEB

15 marzo 2021, inizia in Veneto la stagione irrigua, per l’occasione webinar di Anbi Veneto con apertura in diretta video del canale LEB

Anbi Veneto e Consorzio di Bonifica LEB invitano al webinar “Giornata dell’Irrigazione 2021lunedì 15 marzo alle ore 10.30. L’incontro virtuale, coordinato dal presidente Argav, Fabrizio Stelluto, avviene nel giorno in cui in Veneto inizia la stagione irrigua ed il canale LEB apre le paratoie.

Partecipanti. Dopo i saluti di Moreno Cavazza, presidente Consorzio di bonifica LEB e di Francesco Cazzaro, presidente Anbi Veneto, sono previsti i seguenti interventi: ore 10.40 Francesco Rech,referente scientifico servizio meteorologia Argav, che parlerà delle evidenze del cambiamento climatico in Veneto; Matteo Bisaglia, agronomo, autorità di Bacino distrettuale Alpi Orientali, che parlerà dell’analisi di rischio degli usi agricoli della risorsa idrica in relazione ai cambiamenti climatici; Nicola Dell’Acqua, direttore Veneto Agricoltura, parlerà dei possibili futuri ruoli dell’agenzia regionale del settore primario; Gianluca Fregolent, direttore Agroambiente Regione Veneto, parlerà dell’importanza dell’irrigazione nella gestione degli investimenti pubblici in agricoltura; Luigi De Lucchi, direttore scientifico UO Bonifica e Irrigazione regione del Veneto, parlerà dell’irrigazione come garanzia dei servizi ecosistemi; Andrea Crestani, direttore Anbi Veneto, parlerà di investimenti e sfide per l’irrigazione del Veneto alla luce delle norme sul deflusso ecologico.

Apertura del canale LEB in diretta video da Cologna Veneta. Alle 11.40 si apriranno le paratoie del canale in diretta video con drone e con il commento di Matteo Dani, capo settore tecnico consorzio LEB.

Tavola rotonda virtuale. Alle ore 12 è previsto il confronto tra Daniele Salvagno, presidente Coldiretti Veneto, Giordano Emo Capodilista, vice presidente Confagricoltura Veneto, Gianmichele Passarini, presidente Cia Veneto, Federico Caner, assessore all’Agricoltura regione Veneto, Francesco Vincenzi, presidente Anbi.

Per ricevere il link di collegamento, inviare un’email con oggetto “giornata irrigazione 2021″a comunicazione@anbiveneto.it indicando nome, cognome, ente/organizzazione.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

Polesine, noccioli sotto i riflettori

Compie un anno il noccioleto sperimentale dell’azienda pilota  “Sasse Rami” di Veneto Agricoltura a Ceregnano (Ro). Con le fioriture arrivano anche i primi attesissimi dati che aiuteranno a capire se la coltura del nocciolo può essere una interessante alternativa per gli agricoltori polesani.

Nei giorni scorsi sono iniziati i primi rilievi sulle fioriture delle piante del noccioleto. Le osservazioni e i rilievi forniranno ai tecnici dell’Agenzia regionale preziosi dati per valutare l’adattabilità del nocciolo nell’area polesana, zona priva di storicità per quanto riguarda la corilicoltura, ovvero la coltura del nocciolo. Obiettivo di questo progetto sperimentale è proprio quello di individuare le varietà più adeguate per il Polesine, la tipologia di piante più vantaggiosa (piante da pollone, da innesto, micropropagate) e le tecniche di coltivazione da utilizzare (forma di allevamento, potatura, controllo dei parassiti, ecc.).

Le varietà. Sotto il profilo tecnico, va ricordato che le varietà messe a dimora a Ceregnano sono la Tonda Giffoni, Tonda Romana, Tonda Francescana®, Tonda Gentile delle Langhe; mentre le varietà impollinatrici sono la Camponica e Nocchione. L’impollinazione nel nocciolo è quasi esclusivamente anemofila (polline trasportato dal vento) e pertanto l’elevata umidità nel periodo di fioritura, in questi areali, potrebbe costituire un problema. Per questo è importante precedere fin dal primo anno con i rilievi, in corso in questi giorni.

Dalle prime osservazioni effettuate dai tecnici di Veneto Agricoltura risulta che, tra le varietà impollinatrici, la Nocchione è quella che al momento presenta il maggior numero di fiori maschili (amenti) ed è ben dotata di fiori femminili; la varietà Camponica, invece, presenta uno scarso numero di fiori maschili e una dotazione sufficiente di fiori femminili. La Tonda Giffoni sembra essere la più precoce, mentre la varietà Tonda Francescana® si colloca, per epoca di fioritura, poco prima della Tonda Romana, che pertanto risulta essere la più tardiva. Discorso a parte merita la Tonda Gentile delle Langhe che sembra collocarsi tra la Tonda Francescana® e la Tonda Romana ma, in ogni parcella sperimentale, mostra essere in grande difficoltà, con piante disomogenee, fiori maschili spesso rinsecchiti, scarsi fiori femminili e alcune piante che addirittura non hanno attecchito e sono morte. Va comunque ricordato che le piante del noccioleto sperimentale di Ceregnano sono molto giovani. L’impianto è stato costituito infatti tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo del 2020 e proprio per questo i primi dati rilevati dovranno essere verificati in futuro.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Buone prassi di filiera corta e interscambio tra comunità locali marine e montane, oggi alle 16:30 su Zoom anche la Birreria di Pedavena (BL)

foto di repertorio, soci Argav in visita allo stabilimento Birreria Pedavena

La Birreria di Pedavena (BL) sarà la testimonial di buone prassi del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi per il progetto “Filieracorta del Cerrano: prodotti locali nel circuito della ristorazione” nell’incontro sulla piattaforma web Zoom di mercoledì 10 marzo 2021 alle ore 16:30 organizzato dal comune di Pineto (PE) col supporto di Rete Wigwam.

Interscambio tra comunità locali. L’iniziativa si inquadra nel progetto di valorizzazione e promozione delle produzioni agroalimentari del territorio del Cerrano nel canale Horeca ad iniziare da quello locale. Ovvero la realizzazione di un rapporto diretto, organizzato e continuativo, perciò di filiera corta, tra le disponibilità offerte dall’agricoltura e dagli allevamenti, nonché dalla piccola pesca e dall’artigianato alimentare cui possono accedere i punti vendita e di somministrazione del territorio stesso. Questo, con l’applicazione del modello delle “Comunità locali di offerta e di interscambio” che si va affermando per la transizione dei territori verso uno sviluppo che sia sostenibile ma anche equo, solidale e duraturo. Il paniere delle disponibilità offerte dai produttori locali è già formato ed ora, anche con questa iniziativa, sarà creato il raccordo col mondo della ristorazione e, più in generale, della somministrazione in un territorio che, in tempi normali, essendo a forte vocazione turistico-balneare, già di suo rappresenta un mercato appetibile e che lo potrà essere ancora di più qualificandosi con l’offerta di prodotti freschi ed in ogni caso realizzati a km zero. L’incontro sarà quindi occasione di confronto di esperienze tra gli attori locali e gli operatori e gli esperti di comunità di offerta anche di altre regioni. Perché giova a tutti, estendere una dinamica che prediliga il locale ma, nel contempo, si apra agli altri territori con l’interscambio delle produzioni tipiche di ognuno.       

InterverrannoRobert Verrocchio – sindaco del comune di Pineto; Marta Illuminati  – assessore del comune di Pineto; Fabiano Aretusi – presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano; Stanislao D’Argenio – direttore dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano; Aurelio Damiani – chef di Filieracorta; Antonella Gorza – titolare del ristorante Birreria Pedavena di Pedavena (BL); Elio Basili – hotel Rivamare di Marina di Massignano (AP); Enzo Malavolta – produttore Bio di Marina di Massignano (AP); Donato Fioriti – giornalista, presidente di ARGA Abruzzo e vicepresidente Nazionale di Unaga (Unione Nazionale delle Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili e rappresenta il gruppo ufficiale di specializzazione sui temi citati, della FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana); Avelio Marini – responsabile dei Progetti di Filieracorta del Wigwam Circuit; Efrem Tassinato – chef e presidente del Wigwam Circuit. Modera l’incontro la giornalista Evelina Frisa – corrispondente di Radio 24 e collaboratrice de Il Centro – Quotidiano d’Abruzzo. 

Per ricevere il link di accesso è necessario qualificarsi inviando una mail a: wigpineto@gmail.com

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Viticoltura. 7 varietà “resistenti” sono pronte a portare più sostenibilità nei vigneti trentini

Nermantis, Termantis, Valnosia e Charvir, le quattro varietà risultato del programma di miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach, unitamente alle tre cultivar Solaris, Souvignier Gris e Pinot Regina si presentano oggi al territorio trentino in tutte le loro caratteristiche e potenzialità, con un denominatore comune: la tolleranza a oidio e peronospora, le principali patologie della vite.

Queste cultivar sono state protagoniste in diretta streaming sul canale youtube della FEM dell’incontro conclusivo del progetto VEVIR coordinato dal Consorzio Innovazione Vite (CIVIT) con partner Fondazione Edmund Mach per gli aspetti scientifici e il mondo produttivo con Cavit, Mezzacorona, Cantina di Lavis e Cantine Ferrari. In base ai risultati di questo progetto, tra la 30 varietà di vite presenti sul mercato tolleranti a oidio e peronospora, queste sette si sono dimostrate particolarmente performanti in Trentino oltre a rappresentare un’opportunità per areali viticoli confinanti con aree sensibili, dove le limitazioni ai trattamenti fitosanitari rappresentano un grosso limite e nelle aree dove la meccanizzazione a causa della forte pendenza è impossibile.

I tecnici e i ricercatori della Fondazione Edmund hanno testato per tre anni dal punto di vista agronomico ed enologico oltre 30 varietà di vite resistenti presenti sul mercato. Le hanno attentamente studiate nei campi sperimentali dislocati in Piana Rotaliana, Vallagarina e Valsugana, per capire innanzitutto come si adattano a diverse altitudini e a diverse condizioni climatiche, ma valutandone anche la fenologia, la fertilità, la produttività, la tolleranza alle principali malattie fitosanitarie, il potenziale enologico rispetto a due varietà tradizionali: Chardonnay e Marzemino. 

All’incontro sono intervenuti in apertura il presidente di FEM e il vicepresidente di CIVIT. Il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani  ha spiegato: “La collaborazione integrata di ruoli ed esperienze complementari, che sorregge il progetto VEVIR, ha prodotto un risultato estremamente positivo, perchè pienamente rispondente agli obiettivi previsti, in grado di fornire un valido supporto ai viticoltori ed agli operatori commerciali, armonizzando la produzione in campagna con le necessità urgenti di preservare la salubrità del territorio a beneficio di quanti lo abitano e frequentano. Per FEM è un’ ulteriore sprone nella propria missione di sostegno e affiancamento agli agricoltori, che è stata ragione della sua fondazione”. Fabio Comai, vicepresidente del Consorzio Innovazione vite, che avrà il compito di promuovere queste varietà tra i viticoltori, ha spiegato che il progetto ha dato molte soddisfazioni in quanto oltre a CIVIT sono state coinvolte le cantine del Trentino che hanno potuto sperimentare in prima persona i risultati raggiunti. Lorenzo Gretter, responsabile tecnico di CIVIT, ha evidenziato obiettivi e opportunità del progetto, Marco Stefanini ha parlato dell’attività di miglioramento genetico. Nell’intervento di Maurizio Bottura, Alberto Gelmetti, Michele Margoni, Bruno Mattè, Flavio Mattedi sono stati messi in luce i risultati agronomici delle varietà resistenti in Trentino; Duilio Porro e Stefano Pedò hanno portato l’attenzione sugli aspetti nutrizionali delle varietà resistenti. Infine, gli aspetti compositivi dei vini sperimentali ottenuti da varietà resistenti in Trentino sono stati messi in luce da Sergio Moser e Tomas Roman. L’incontro è stato moderato da Vincenzo Betalli del CIVIT. 

Fonte: Servizio stampa FEM

8 marzo, per la giornata della donna nuova collezione del “cuore della gratitudine”

Agrisarte al lavoro: dal distretto tessile di Como e dalla collaborazione tra le imprenditrici di Coldiretti Lombardia e del Veneto nasce la nuova collezione del “Cuore della Gratitudine” in seta. Su modello originale ispirato da Katia Zuanon di Prayers Collection che prevede il doppio tessuto, la parte italiana è tutta in seta 100% Made in Italy mentre l’altra rimane coi disegni Wax in puro stile africano, l’interno sempre con imbottitura in fibra naturale.

Abilità e competenza sartoriale e varie prove in laboratorio hanno prodotto la formula adatta per rispettare il materiale e la sua storia che unisce Oriente e Occidente abbracciando l’Africa. Attraverso due regioni uniamo anche l’Italia grazie ad un sottile ma resistente filo di seta – spiega Chiara Bortolas, vice presidente nazionale delle imprenditrici di Coldiretti – per festeggiare la Giornata della Donna prevista per il prossimo 8 marzo 2021”.  “Da quando il progetto #solodalcuore è decollato per sostenere i Medici con l’Africa CUAMM – spiega Bortolas – sono state molte le testimonianze politiche, del mondo dello spettacolo, dello sport, del giornalismo che hanno voluto condividere questa iniziativa. Il nostro book fotografico si arricchisce giorno dopo giorno grazie ai post sui social: da Michelle Hunziker a Chiara Luppi e i volti di tante altre persone di buona volontà che hanno compreso la giusta causa. Oggi voglio ricordare anche chi insiste nel ricordare quanto è bello fare del bene: come l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin che ci ha regalato il suo secondo appello su facebook”.

Obiettivo. “In un momento di chiusura e difficoltà come quello che sta passando il nostro Paese e l’intero pianeta noi non ci fermiamo– commenta Bortolas –  dopo aver superato già i primi 10mila euro raccolti continuiamo a promuovere a livello nazionale questa operazione per aiutare le giovani madri africane in un momento delicato e miracoloso come quello della maternità, dando loro un reparto dedicato e un ospedale a Rumbek in Sud Sudan. Con l’incremento della beneficenza puntiamo anche a costruire una scuola per ostetriche per formare le operatrici sul posto”.

Per ordinare le piccole opere d’artigianato che collegano due mondi lontani, pezzi unici che parlano diverse lingue ma intrecciano letteralmente varie culture in modo indissolubile basta consultare il sito www.solodalcuore.it

Fonte: Coldiretti Veneto

Norme UE più rigide a protezione dei propri prodotti

Sono entrate in vigore nuove e rigide norme UE (Reg. 167/2021 che modifica il Reg. 654/2014) in materia di scambi commerciali tra l’Unione e gli altri Paesi del mondo. Obiettivo: rafforzare il pacchetto di strumenti a disposizione dell’UE per difendere i propri interessi nel mercato globale. Con l’aggiornamento di questo importante regolamento sarà ora possibile, tra l’altro, conferire all’Unione il potere di agire con più forza nella protezione dei propri interessi commerciali in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).  Qui il nuovo regolamento: https://bit.ly/3b3qmLW  

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

Lutto in casa Argav, ci ha lasciati Fabio Vantini

(di Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unaga, presidente Wigwam) Classe 1938 ma non lo dimostrava, l’amico Fabio di noi tutti dei Wigwam e di Argav, col suo savoir faire da antico signore, discreto e cortese fino all’ultimo, lunedì 28 febbraio 2021 ci ha lasciati. Non il Covid questa volta ma un male senza scampo, scoperto solo di recente che lo ha portato ad auto isolarsi, chiedendo ai famigliari di non trapelare la notizia. 

Questa pandemia, ahinoi tuttora in corso, ha letteralmente azzerato le relazioni in presenza e quindi anche l’intera programmazione dei workshop con Argav che, da oltre venticinque anni, hanno rappresentato l’appuntamento degli ultimi venerdì del mese al Wigwam Circolo di Campagna di Arzerello, occasioni alle quali Fabio era pressoché sempre presente. Ci eravamo comunque sentiti per gli auguri del recente Natale e l’avevo trovato cordiale e spiritoso come al solito ed anzi, desideroso di ripartire con le attività, delle quali lui era un attivo protagonista. 

Fabio Vantini, una vita professionale da manager spesa nel mondo dell’arredamento di alta gamma in quel di Milano, raggiunto il tempo della pensione, era tornato in pianta stabile nella sua Lendinara, e come Operatore Wigwam, con tanto di patentino, aveva creato le condizioni per l’istituzione dalla Comunità Wigwam dell’Alto Polesine collaborando anche alla determinazione della tappa locale su La Via di Karol incardinandola sul Santuario della Madonna del Pilastrello.  

Un punto fermo, soprattutto per la persona equilibrata ed affidabile che è stato, per noi che abbiamo avuto la fortuna di averlo per amico. 

Mi piace ricordarlo sorridente, intraprendente e maitre di relazioni e di bon ton verso gli organizzatori, gli ospiti e i colleghi che furono con noi al memorabile educational tour tra Taormina e l’Etna una decina di anni fa. Con alcuni di loro abbiamo mantenuto i contatti e sempre mi chiedono di riportare i saluti a Fabio. Ecco l’eredità di grande umanità che il nostro comune amico ci ha lasciato. Grazie Fabio. Un caro abbraccio da noi tutti alla moglie Nadia e ai figli Fabrizio e Fabia.   

L’ultimo saluto avverrà oggi, martedì 2 marzo 2021, alle ore 10:30 nella Chiesa Arcipretale di San Biagio di Lendinara. I soci e il direttivo Argav si stringono intorno ai familiari di Fabio e porgono loro sentite condoglianze.