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Consumo del suolo, rapporto Ispra 2019, il Veneto è la regione con gli incrementi maggiori

Si passeggerà sempre più a piedi nudi…nel cemento e sempre meno nelle aree verdi cittadine! Aumenta, infatti, lo spreco di suolo, soprattutto all’interno delle città italiane. In particolare, nelle aree urbane ad alta densità, solo nel 2018 abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. In totale, quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane, il 15% in quelle centrali e semicentrali, il 32% nelle fasce periferiche e menodense. A denunciarlo, i dati sul consumo di suolo in Italia del Rapporto ISPRA SNPA 2019, presentato di recente.
La cementificazione avanza senza sosta soprattutto nelle aree già molto compromesse: il valore è 10 volte maggiore rispetto alle zone meno consumate. A Roma, ad esempio, il consumo cancella, in un solo anno, 57 ettari di aree verdi della città (su 75 ettari di consumo totale). Record a Milano, dove la totalità del consumo di suolo spazza via 11 ettari di aree verdi (su un totale di 11,5 ettari). In controtendenza Torino, che inverte la rotta e inizia a recuperare terreno (7 ettari di suolo riconquistati nel 2018). Il fenomeno non procede di pari passo con la crescita demografica: ogni abitante italiano ha in “carico” oltre 380 m2 disuperfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali, un valore che cresce di quasi 2 metri quadrati ogni anno, con la popolazione che, al contrario, diminuisce sempre d i più. È come se, nell’ultimo anno, avessimo costruito 456 m2 per ogni abitante in meno.
Il Veneto è la regione con gli incrementi maggiori +923 ettari, seguita da Lombardia +633 ettari, Puglia +425 ettari, Emilia-Romagna +381 ettari e Sicilia +302 ettari. Rapportato alla popolazione residente, il valore più alto si riscontra in Basilicata (+2,80 m2/ab), Abruzzo (+2,15 m2/ab), Friuli-Venezia Giulia (+1,96 m2/ab) e Veneto (+1,88 m2/ab).
Il consumo di suolo in città ha un forte legame anche con l’aumento delle temperature: dalla maggiore presenza di superfici artificiali a scapito del verde urbano, infatti, deriva anche un aumento dell’intensità del fenomeno delle isole di calore. La differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi. A livello generale, lo screening del territorio italiano assicurato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente segna in rosso altri 51 chilometri quadrati di superficie artificiale solo nel 2018, in media 14 ettari al giorno, al ritmo di 2 metri quadrati ogni secondo. Anche se la velocità sembra essersi stabilizzata, è ancora molto lontana dagli obiettivi europei che prevedono l’azzeramento del consumo di suolo netto (il bilancio tra consumo di suolo e l’aumento di superfici naturali attraverso interventi di demolizione, deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione).
Triste primato per Nogarole Rocca, in provincia di Verona. Roma, con un incremento di superficie artificiale di quasi 75 ettari, è il comune italiano con la maggiore trasformazione, seguito da Verona (33 ettari), L’Aquila (29), Olbia (25), Foggia (23), Alessandria (21), Venezia (19) e Bari (18), tra i comuni con popolazione maggiore di 50.000 abitanti. Tra i comuni più piccoli, si distingue Nogarole Rocca, in provincia di Verona, che ha sfiorato i 45 ettari di incremento. Più della metà delle trasformazioni dell’ultimo anno si devono ai cantieri (2.846 ettari), in gran parte per la realizzazione di nuovi edifici e infrastrutture e quindi destinati a trasformarsi in nuovo consumo permanente e irreversibile.
Il consumo di suolo – non necessariamente abusivo – cresce anche nelle aree protette (+108 ettari nell’ultimo anno), nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica (+1074 ettari), in quelle a pericolosità idraulica media (+673 ettari) e da frana (+350 ettari) e nelle zone a pericolosità sismica (+1803 ettari). Negli ultimi sei anni, secondo le prime stime, l’Italia ha perso superfici che erano in grado di produrre tre milioni di quintali di prodotti agricoli e ventimila quintali di prodotti legnosi, nonché di assicurare lo stoccaggio di due milioni di tonnellate di carbonio e l’infiltrazione di oltre 250 milioni di metri cubi di acqua di pioggia che ora, scorrendo in superficie, non sono più disponibili per la ricarica delle falde aggravando la pericolosità idraulica dei nostri territori.
Danni economici. Il recente consumo di suolo produce anche un danno economico potenziale compreso tra i 2 e i 3 miliardi di euro all’anno dovuti alla perdita dei servizi ecosistemici del suolo. Le nuove coperture artificiali non sono l’unico fattore che minaccia il suolo e il territorio, che sono soggetti anche ad altri processi di degrado come la frammentazione, l’erosione, la perdita di habitat, di produttività e di carbonio organico, la desertificazione. Una prima stima delle aree minacciate è stata realizzata dall’ISPRA per valutare la distanza che ci separa dall’obiettivo della Land Degradation Neutrality, previsto dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Dal 2012 al 2018, le aree dove il livello di degrado è aumentato coprono 800 km2, quelle con forme di degrado più limitato addirittura 10.000 km2. ISPRA e SNPA, all’interno del progetto europeo SOlL4LIFE, stanno lavorando con le Regioni alla realizzazione di Osservatori Regionali sul consumo di suolo, ai quali spetterà il compito di supportare, con il monitoraggio del SNPA sul consumo di suolo, le attivitàdi pianificazione sostenibile del territorio.
Fonte: Servizio stampa Ispra

Attività Argav: questa sera direttivo a Mestre (VE) e venerdì 20 settembre convivio mensile ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

da sx Paolo Pizzolato, Fabrizio Stelluto, Paolo Perin,

Questa sera, giovedì 19 settembre, il direttivo Argav si riunirà alle 18.45 nel verde “feudo” del consigliere Renzo Michieletto a Mestre (VE) con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; programmazione premio Argav; prossime attività 2019; varie ed eventuali.

Domani, venerdì 20 settembre, riprenderanno i consueti convivi letterari organizzati da Argav in collaborazione con Wigwam nella sede di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Saranno ospiti: Gianni Meneghetti, presidente Adescoop, per presentare Flormart 2019 ed illustrare il GPP (Green Public Procurement); Mario Poppi, storico e scrittore, per parlare dei 1200 anni dalla fondazione (809 D.C.) del Monastero Benedettino di “Sant’Ilario” a Dogaletto di Mira (VE) e dell’importanza spirituale, amministrativa e militare rivestita nei territori di terraferma della Repubblica di Venezia; Romina Gobbo, giornalista inviata del settimanale Famiglia Cristiana, per anticipare un suo reportage sull’Amazzonia in vista del Sinodo convocato dal Papa.

 

 

Cimice asiatica, Regione Veneto chiede sostegno economico a Governo ed Europa per quello che è diventato uno stato di calamità. In Trentino, danni per 5 milioni di euro.

Cimice asiatica su una mela (foto Codipra Trento)

“La Regione Veneto ha già stanziato quasi un milione di euro del proprio bilancio nel biennio 2019-2020 per fronteggiare l’emergenza cimice asiatica, finanziando in particolare la ricerca, affidata all’Università di Padova, e sostegni agli agricoltori per reti antinsetto, trappole, dissuasione feromonica. Ma questa non è una battaglia che potremo vincere da soli, serve l’impegno unitario e coordinato di associazioni e istituzioni ad ogni livello per predisporre un piano nazionale straordinario di interventi, che sia condiviso e sostenuto anche dall’Unione Europea”. Con queste parole Giuseppe Pan, assessore all’agricoltura regionale ha salutato i lavori del tavolo verde sulla cimice asiatica riunito ieri in Regione.

Un problema agricolo, ma non solo. “Al governo nazionale e all’Europa chiediamo la stessa attenzione riservata alla Xylella, il batterio che ha colpito gli olivi mediterranei e che ha messo a rischio l’olivicoltura, così la cimice asiatica sta compromettendo l’intero comparto frutticolo e le produzioni che più caratterizzano il nostro sistema produttivo. Inoltre, danni causati dalla proliferazione dall’insetto alieno non sono solo un problema agricolo, ma anche sociale e turistico. Il problema ha assunto dimensioni tali che richiedono un piano quinquennale di sostegno al settore dal 2019 al 2023 da 100 milioni di euro l’anno”.

Impegni e interventi. L’assessore ha quindi proposto ai rappresentanti delle organizzazioni dei produttori una sequenza di impegni e di interventi da condividere: ricerca chimica sugli insetticidi più idonei e meno volatili e ricerca biologica sugli antagonisti mirata non solo all’introduzione della ‘vespa samurai’, ma anche alla valorizzazione di insetti autoctoni; coinvolgimento diretto del Crea e delle sue sperimentazioni; un tavolo nazionale nel quale Governo e Regioni possano condividere velocemente gli esiti di ricerche e sperimentazioni, individuare parametri ed eventuali deroghe per l’utilizzo di prodotti fitosanitari, attivare forme di indennizzo e di sostegno.

La situazione in Trentino. Se il Veneto piange, il Trentino non ride. In una nota stampa del Co.Di.Pr.A. di Trento, risulta che, da una prima stima effettuata attraverso i periti in azione per i rilievi dei danni da grandine, i danni causati dalla cimice asiatica alle produzioni della Provincia ammontano a già circa 5 milioni di euro. Tra  gli studi in corso sul territorio provinciale per capire come contrastare la cimice, vi è il Partenariato europeo per l’Innovazione Innovation Tecnology Agriculture (PEI ITA 2.0) che sta cercando di capire come attivare una tutela mutualistica per gli agricoltori trentini al fine di indennizzare i danni causati da cimice asiatica. I partner del Progetto sono Co.Di.Pr.A. (capofila), Agriduemila srl, Fondazione Edmund Mach, Università di Padova, Coldiretti Trento, Asnacodi, C.A.A. ATS (Confagricoltura), Itas Mutua e A&A. “In pratica – evidenzia Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A., – abbiamo strutturato un fondo mutualistico e richiesto il riconoscimento in qualità di Soggetto Gestore al Ministero dell’Agricoltura che nel 2020 andrà a coprire anche le perdite di produzione causate dalla cimice. Il fondo fitopatie, così è stato denominato, ha già riscosso un notevole successo tra gli agricoltori e, appena avremmo il via dal Ministero dell’agricoltura, saremo in grado di attivare eventuali indennizzi già a partire dal 2020. Va evidenziato che questo tipo di fondi godono di una elevata contribuzione pubblica pari al 70%, una vera e propria risorsa economica per l’agricoltura provinciale”.

Fonte: Servizio stampa regione Veneto/Co.di.pr.a.

23 settembre 2019, all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD) cena benefica “Sotte le stelle per Adamitullo”

Lunedì 23 settembre 2019, nella corte dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD), alle ore 20, sarà organizzata in collaborazione con l’associazione Amici di Adamitullo, onlus che collabora da oltre 10 anni con i padri Salesiani sostenendo progetti di sviluppo in Etiopia, la cena d’autore e di beneficenza “Sotto le stelle per Adamitullo“. La serata sarà supportata dalla collaborazione di 11 chef e 2 pasticceri che “doneranno” 1 creazione gastronomica ciascuno e 14 aziende che metteranno a disposizione le loro migliori etichette.

I protagonisti a tavola. A dar vita alla serata saranno:  Peppe Zullo – Il cuoco contadino;  Luca Tomasicchio – Tola Rasa, Padova; Andrea Valentinetti – Radici, Padova; Nelson Meneghello – Garibaldi, Chioggia (VE); Davide di Rocco – Fuel Ristorante in Prato, Padova; Silvia Moro – Aldo Moro, Montagnana (PD); Paolo Giraldo – Corte Verde Chiara, Correzzola (PD); Franco Favaretto – Baccalà Divino, Mestre (VE); Davide Filippetto – Storie d’amore, Borgoricco (PD); Gregorio Scicchitano – Grand Hotel Terme Spa Montegrotto Terme (PD); Filippo Riatti – Osterie Meccaniche;  Roberto dalla Bona – Pasticceria Dalla Bona Montegrotto Terme (PD);  Jacopo Braggion – Gelateria da Bepi. Le etichette: Zenato, Verona; Vignalta, Colli Euganei; Astoria, Susegana; Tunella, Premariacco; Belon du Belon, Franciacorta; Tramin, Termeno; Ca’ della vigna, Colli Euganei; Montegrande, Colli Euganei; Ca’ Lustra, Colli Euganei; Birra Antoniana, Padova; Vicentini, Colognola ai Colli (VR); Comunian, Padova; Poli1898, Bassano del Grappa (VI); Tu coffe. Contributo di partecipazione a partire da 50 euro a persona, prenotazioni tel. trattoria Ballotta 049.5212970, oppure 049-8070631 info@amicidiadamitullo.org, max 200 partecipanti.

don Cesare Bullo

Il progetto di solidarietà. La missione salesiana di Adamitullo si trova in Etiopia e ospita, nutre e istruisce più di 900 bambini provenienti dalle aree rurali più povere della regione. La coesione dei volontari dell’onlus Amici di Adamitullo, la loro passione e lo spirito di amicizia che li lega a don Cesare Bullo, missionario in Africa dal 1975 e referente delle 13 missioni salesiane in Etiopia, di cui la più piccola è proprio quella del villaggio di Adamitullo, a circa 170 km da Adis Abeba, hanno presto convinto l’Antica Trattoria Ballotta della famiglia Legnaro/Cucco ad organizzare l’evento, con le brigate di sala e cucina dello storico ristorante ai piedi dei Colli Euganei pronte a dare tutto il supporto logistico agli chef e ai vigneron delle cantine partecipanti ma anche a un mastro birraio e a un gran caffettiere.

Fonte: Servizio stampa Antica Trattoria Ballotta

La nuova Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, da chi è composta e obiettivi

E’ stata formata la nuova Commissione Agricoltura (COMAGRI) del Parlamento europeo. Tredici gli eurodeputati italiani tra titolari e sostituti, su un totale di 93 membri. Le priorità di lavoro sono: riforma della PAC, Mercosur e finanziamento al capitolo agricolo del bilancio UE per il periodo 2021-2027.

Composizione. Il nuovo Presidente della COMAGRI è il tedesco Norbert Lins, mentre gli europarlamentari italiani eletti sono: Paolo De Castro (socialisti e democratici), Mara Bizzotto (Identità e democrazia), Angelo Ciocca (Identità e democrazia), Herbert Dorfmann (Gruppo del Partito popolare europeo), Dino Giarrusso (non iscritto, Movimento 5 stelle) e Pina Picierno (socialisti e democratici) quali membri effettivi, mentre Massimo Casanova (Identità e democrazia), Francesca Donato (Identità e democrazia), Giuseppe Ferrandino (Socialisti e democratici), Giuseppe Milazzo (Partito popolare europeo), Nicola Procaccini (Conservatori e riformisti europei), Daniela Rondinelli (non iscritta, Movimento 5 stelle) e Massimiliano Smeriglio (Socialisti e Democratici) quali membri sostituti.

Il ruolo della Commissione. Compito della COMAGRI è quello di sostenere e incentivare lo sviluppo del mercato alimentare inerente all’agricoltura, di portare avanti la lotta al cambiamento climatico attraverso misure attuabili nel settore e sostenere economicamente le aziende agricole. Per queste ragioni, l’UE investe molto in progetti quali Horizon 2020, un progetto che incentiva la ricerca in vari settori tra cui l’intelligenza artificiale e la robotica applicate all’agricoltura, gli accordi di libero scambio con Paesi extra-comunitari, tra tutti il Mercosur (mercato comune Sud-americano), e attua politiche agricole comuni (PAC) a livello europeo rendendo il
mercato agricolo più stabile e controllabile dal punto di vista della produzione e della sicurezza alimentare. Nel 2018 sono stati investiti, per la sola PAC, oltre 58 miliardi di euro.

Le priorità del neopresidente Norbert Lins. Il neopresidente della COMAGRI ha indicato le sue priorità tra cui, in primis, la riforma della PAC: “Dobbiamo decidere come vogliamo procedere: se includere il lavoro fatto nella scorsa legislatura o se ricominciare da capo”. Il rischio concreto è quello di dover prorogare di un anno l’avvio della nuova programmazione 2021- 2027. Il cambio dei membri della COMAGRI comporta infatti la possibilità di mantenere tutte le modifiche proposte (ma non ancora approvate) alla PAC nella precedente legislatura o rivederle completamente o in parte, facendone slittare i tempi di attuazione. Altra questione bollente, sottolinea Lins, sono gli Accordi con il Mercosur, che nelle scorse settimane hanno sollevato molte perplessità tra i membri della COMAGRI e pertanto “necessita di un tempo maggiore per stabilire le prospettive, i vantaggi e gli svantaggi per gli agricoltori dell’Unione Europea”. Altro punto toccato da Lins è il piano di finanziamento europeo 2021-2027 che stabilirà il budget disponibile per le politiche agricole della nuova Commissione. Lins è parso piuttosto
tranquillo, trattandosi l’agricoltura di “una delle più importanti aree politiche all’interno dell’UE, con il 38% del budget totale. Nel futuro – ha concluso il neo presidente della COMAGRI – le risorse a disposizione saranno sicuramente minori, ma come capo della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento mi impegnerò a mantenere a questi livelli il budget per gli agricoltori europei, per la produzione del cibo, per lo sviluppo rurale e le misure ambientali”.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

La Corte dei conti europea esamina nuove tecnologie di produzione e trattamento delle immagini ai fini del monitoraggio della PAC

La Corte dei conti europea sta svolgendo un audit, la cui pubblicazione è prevista per l’inizio del 2020, per valutare l’uso da parte dell’UE delle nuove tecnologie di produzione e trattamento delle immagini ai fini del monitoraggio della politica agricola comune (PAC).

Effettuati controlli sul 5 per cento dei richiedenti aiuti UE. In particolare, esaminerà il sostegno fornito dalla Commissione europea e le pratiche in uso negli Stati membri e analizzerà le problematiche che ostacolano un’applicazione più rapida e diffusa di queste nuove tecnologie. Ogni anno, infatti, gli Stati membri effettuano circa 900 000 controlli in loco sugli aiuti dell’UE nel settore agricolo. Tali controlli coprono tuttavia solo il 5 % dei richiedenti. Le nuove tecnologie di produzione e trattamento delle immagini, invece, possono fornire prove più complete delle attività agricole realmente svolte dagli agricoltori e della loro conformità alle norme della PAC, oltre ad accrescere l’efficacia delle future misure climatiche e ambientali della PAC. Potenzialmente, può anche ridurre i costi dei controlli negli Stati membri, esaminando al contempo un numero maggiore di beneficiari.

Da circa due anni, il programma dell’UE che si avvale del satellite Sentinel di Copernicus fornisce immagini ad alta risoluzione disponibili gratuitamente. I dati forniti dal satellite possono facilitare i controlli concernenti, ad esempio, l’attività agricola svolta sulle parcelle, la classificazione delle colture o talune aree di interesse ecologico. La Commissione e gli Stati membri stanno promuovendo anche altri progetti, che prevedono l’uso di foto geo-referenziate e di droni e soluzioni per il monitoraggio dei terreni. Tutti offrono opportunità per monitorare la PAC in un modo più completo, efficace ed efficiente sotto il profilo dei costi.

L’audit della Corte valuterà se la Commissione europea e gli Stati membri abbiano preso provvedimenti per sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie in materia di immagini per il monitoraggio della PAC. In particolare, analizzerà: se la Commissione abbia incoraggiato l’impiego diffuso delle tecnologie in questione; se gli Stati membri abbiano preso provvedimenti per porle in atto. L’audit prevede anche visite informative in quattro Stati membri che hanno iniziato a utilizzare le immagini satellitari per il monitoraggio della PAC, ossia Belgio, Danimarca, Italia e Spagna.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

A.A.A. Cercansi “giudici buongustai” di 600 tiramisù

giudice buongustaioTorna il test online per poter diventare uno dei 100 “giudici buongustai” alla Tiramisù World Cup 2019. In tutto, 600 piatti da assaggiare e quattro le possibilità per avere il proprio posto al tavolo della giuria: 21 e 22 settembre a Villa Passariano di Udine1 e 2 novembre a Treviso.

Chiunque, se maggiorenne, può iscriversi al test online e rispondere alle 15 domande riferite al Tiramisù e al regolamento di gara. Nel 2018, oltre 7200 persone da tutto il mondo avevano tentato il test: «Quest’anno i quesiti si sono fatti un po’ più duri – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore ed organizzatore della competizione – . Sarà necessario aver letto a fondo il regolamento di gara, consultabile sul sito www.tiramisuworldcup.com, per poter ottenere il punteggio più alto e sperare di far parte della giuria». Le domande variano dalla conoscenza della ricetta del dolce ai casi specifici che si possono presentare in fase di gara: «Vogliamo assicurare serietà e preparazione nella scelta dei nostri giurati e questo a garanzia della qualità della competizione e dei vincitori finali – ha detto ancora Redi – . Coloro che vengono selezionati come giudici devono essere in grado di valutare il dolce, secondo tutti i criteri previsti, sia nella ricetta originale sia in quella creativa del tiramisù».

I criteri di giudizio. Armati di cucchiaini, i giudici dovranno valutare i Tiramisù secondo i già collaudati cinque punti: l’esecuzione tecnica (per l’organizzazione del tavolo, la pulizia, la gestione degli ingredienti, la capacità esecutiva), la presentazione estetica (l’aspetto, la disposizione del piatto, le decorazioni e la gradevolezza estetica finale), l’intensità gustativa (la forza e la permanenza in bocca dell’assaggio), l’equilibrio del piatto (l’equilibrio tra gli ingredienti utilizzati), la sapidità e l’armonia (la gradevolezza, l’intensità e l’armonia dei sapori, la giusta dosatura degli ingredienti). Per il Grand Final del 3 novembre a Treviso ci sarà una giuria di soli “addetti ai lavori” (fra cui chef, professionisti ed esperti di settore, docenti di pasticceria), nelle Selezioni chiunque può diventare giudice, proprio perché il tiramisù è il dolce popolare per eccellenza.

Fonte: Servizio stampa TWC 2019

Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, vino italiano verso record surplus commerciale (6 mld di euro), export in crescita moderata, giù il prezzo medio, in Cina si affacciano gli spumanti

L’Italia del vino italiano si appresta quest’anno a superare per la prima volta i 6 miliardi di euro di saldo di una bilancia commerciale strutturalmente attiva, sebbene nel primo semestre la crescita (+3,3%, a circa 3 miliardi di euro) sia meno vigorosa rispetto al passato e il prezzo medio registri un calo significativo, specie nell’area Ue. Volano le vendite nei Paesi terzi oggetto di trattati di libero scambio (Giappone, Canada, Corea del Sud), mentre l’incremento negli Usa è inferiore rispetto alla media del mercato e in Cina si affacciano gli sparkling, unica tipologia segnalata in crescita nel Dragone. È l’aggiornamento sul mercato del vino dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha analizzato i dati semestrali export a fonte Istat e le performance della domanda extra-Ue a base doganale nei primi sette mesi del 2019.

Export e prezzo medio, il semestre (Istat). Il pur positivo +3,3% a valore (base Istat) sottende un export italiano di vino che ha risentito nel primo semestre di una brusca frenata registrata nel mese di giugno (-7,6%), ma soprattutto di un prezzo medio in calo. Complice in particolare la caduta dello sfuso e la contemporanea minor contrazione dell’imbottigliato, il prezzo medio segna a livello globale un -5,1% sul pari periodo dello scorso anno, con punte del -7,9% per l’area comunitaria. Giù tutte le principali piazze europee, in primis la top buyer Germania (-10,1%), la cui quotazione media si è fermata a 1,9 euro al litro. Scende anche il prezzo di acquisto in Regno Unito, a -3,6% (-9,9% lo sparkling) e Francia (-9,4%), che detiene il primato del low cost (1,8 euro/l) anche per effetto dei maxi acquisti di sfuso. Meno netta la situazione nei Paesi terzi, con Stati Uniti, Canada e Svizzera in leggera crescita, Norvegia e Russia stabili, mentre si deprezza in modo significativo il vino italiano in Giappone e in Cina. Nel complesso, il vino italiano nel mondo (sfuso compreso) è venduto in media a 2,9 euro/litro, nell’Ue a 2,3 euro/litro. Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: «Tra i top exporter mondiali, quella dell’Italia rappresenta la quarta miglior performance per il primo semestre, dopo quella della Nuova Zelanda (+13,2%), il cui export cresce sensibilmente in Usa e Uk, del Cile (+8,2%) e della Francia (+5,9%), quest’ultima in forte spolvero negli USA, Uk e Giappone con aumenti superiori al 10 per cento».

Extra-Ue: le importazioni di vino nei primi 7 mesi di quest’anno (dogane). Prosegue l’incremento del vino italiano nei Paesi terzi, seppur a ritmi meno decisi rispetto al recente passato. Le importazioni di bianchi e rossi made in Italy nei primi 10 Paesi buyer, che da soli valgono l’87% del mercato extra-Ue, sono infatti cresciute nel complesso del 2,8% a valore. Meglio dei competitor (import da mondo a +0,9%), e in particolare della Francia, che paga la pesante contrazione transalpina in Cina e a Hong Kong. L’analisi su base doganale dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha riguardato i principali buyer extra-Ue (ad esclusione della Russia), dimostra inoltre come il trend italiano sia sostenuto dai soliti sparkling, a +9,8%, e dagli incrementi registrati dalle aree oggetto di recenti trattati di libero scambio. Il Giappone, in particolare, che avanza del 15% sullo stesso periodo dello scorso anno, ma anche il Canada, a +4,5% e ormai prossimo a raggiungere la Svizzera al secondo posto tra i top buyer extraeuropei. Negli Stati Uniti (+3%) la crescita è dimezzata rispetto al valore delle importazioni totali di vino (+8%) e, ancora una volta, gli spumanti (+11,1%) indorano il dato italiano bloccato dal +1% dei fermi imbottigliati, questi ultimi timidi anche nel complesso della domanda extraUe (+1,6%). Le importazioni cinesi, in gran parte bloccate nel primo quadrimestre di quest’anno a causa di un eccesso di scorte ma soprattutto di un rallentamento economico, riducono il trend negativo e chiudono, per l’Italia, a -7,3%. Mentre la sorpresa nel Dragone (come a Hong Kong) sono gli sparkling: +6,2% il dato italiano, +12,2% quello globale.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

15 settembre 2019, in bici tra Piovego e Brenta per unire al divertimento la conoscenza dei rischi idrogeologici del territorio

Le Associazioni Brenta Sicuro, Slow Bike and Food ed il Gruppo Archeologico Mino Meduaco, propongono per domenica 15 settembre 2019 un itinerario di 32 km di facile esecuzione da percorrere in bicicletta tra il Veneziano e il Padovano finalizzato a far conoscere e rispettare il territorio. Il ritrovo è alle ore 8.30 nel parcheggio del ristorante “Da Marziano” – Ponte di Strà (VE) per la registrazione dei partecipanti (contributo 8 euro a persona comprensivo di assicurazione, guide al percorso e alla sua storia, ristori e piccolo rinfresco finale), possibilità di noleggio bici, obbligatoria la prenotazione al numero 339-2875881 (William).

Il percorso. Si costeggeranno i fiumi a partire dalla provincia di Venezia entrando anche nel centro storico del comune capoluogo di Padova. Molti sono i punti d’interesse: il ponte fra Stra e Noventana è uno dei più significativi con l’arrivo da nord del Brenta e l’immissione del Piovego, oltre che la partenza del Naviglio e del Brenta “Cunetta”, il pezzo più recente di una millenaria storia di corsi d’acqua. Altro punto molto interessante è quello di Riviera Ponti Romani, con l’arrivo del tronco maestro del Bacchiglione che fino agli anni ‘50 rappresentava uno snodo fondamentale per i traffici in arrivo dalla laguna veneziana che, poi proseguivano per il canale Battaglia al mare attraverso il Bacchiglione.

Un tour a valenza strorico-ambientale e culturale. A Vigonovo (Ve), si conoscerà anche la grande incompiuta: l’idrovia Padova mare, indispensabile opera di salvaguardia idraulica ed importante via trasportistica che potrebbe, una volta completata, unire l’interporto di Padova alla laguna veneziana e tutti i porti dell’alto Adriatico. Purtroppo, con l’avvento dei trasporti su “gomma”, tutti i fiumi hanno perso la loro centralità economica e sono stati relegati a meri scarichi di acque, molto spesso fortemente inquinati. E’ indispensabile, invece, rivalutare e rispettare le positive funzioni dei nostri piccoli e grandi corsi d’acqua, sia come elementi di composizione del territorio dal punto di vista ambientale (fruibili corridoi ecologici estremamente utili all’uomo, alle piante, agli animali), oltre che essenziali riserve d’acqua ed invasi in caso di forti precipitazioni.

Fonte: Associazione intercomunale Brenta sicuro

Foreste bellunesi, si parlerà di buone pratiche e opportunità economiche nei due convegni in programma a Longarone Fiere durante “Fiera & Festival delle foreste”

Energia pulita dalle biomasse forestali, nuove opportunità per gli operatori forestali, sicurezza per chi sta lavorando nei boschi all’indomani della foresta Vaia. Sono i temi che verranno affrontati in due convegni che si svolgeranno a “Fiera & Festival delle foreste” di Longarone Fiere (BL) il 14 e 15 settembre.

Sabato 14 settembre, alle 14.30, Confagricoltura, Cia e Associazione italiana energia agroforestali (Aiel) promuovono il convegno “Energia dalle biomasse forestali”, che affronterà i temi della certificazione, della sostenibilità, della qualità dell’aria e delle buone pratiche. Dopo l’introduzione dei presidenti Diego Donazzolo, di Confagricoltura Belluno e Luca Cosul Cuffaro, di Cia Belluno, Stefano Campeotto di Aiel spiegherà quali sono le novità normative sui biocombustibili legnosi e sulla loro certificazione. Luca Canzan, di Cifort, illustrerà le buone pratiche delle imprese del territorio, esempio delle filiere locali che stanno innovando: dai progetti di It-For, con la compravendita di legname e biomasse mediante un portale on-line per il Veneto; a Dolomiti Green Brick con addensati locali come il bricchetto verde delle Dolomiti. Stefano Grigolato, di Tesaf dell’Università di Padova, parlerà del miglioramento della logistica dei cantieri forestali per l’approvvigionamento delle biomasse di LogistiCiPlus. Seguirà Massimo Negrin, di Biomass Green Energy, con “Residui della filiera legno-energia per dare più valore e carbonio agli ammendanti compostati – Il progetto Res4Carbon”; e infine Valter Bonan e Mauro Moretto racconteranno il Progetto Feltre Rinnova, per riscaldarsi meglio, con meno, per un’aria più pulita. Conclusioni affidate a Domenico Brugnoni, presidente di Aiel.

Domenica 15 settembre, alle 10, nella sala A, si svolgerà il convegno “L’operatore forestale, dalla sicurezza alle opportunità economiche”, promosso da Confagricoltura Belluno e dal Coordinamento nazionale delle imprese boschive (Conaibo). Apriranno la giornata Livio Bozzolo, presidente di Conaibo e Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno. Quindi Claudio Cervellati, del settore forestale di Confagricoltura, parlerà di “La figura dell’operatore forestale. Nuova normativa e opportunità”. Seguirà Francesco De Mori, libero professionista, che spiegherà quali sono gli obblighi del committente e dell’operatore per garantire la sicurezza nei cantieri. Sergio Boso, dello Spisal, Aulss 1, relazionerà sulle criticità riscontrate nei cantieri forestali in provincia di Belluno. Infine Luca Canzan, del Consorzio imprese forestali del Triveneto, illustrerà le proposte per una maggiore professionalità degli operatori.

Innovare il modo di utilizzare le risorse boschive. “Il tema dell’energia pulita dalle biomasse forestali è importante in tempi di sostenibilità e di crescente sensibilità verso i temi ambientali e della gestione del territorio, spiega Diego Donazzolo. I consumatori e il mercato accordano sempre di più la preferenza all’energia pulita e ai manufatti realizzati con legname certificato e proveniente da foreste gestite in modo sostenibile. Una tendenza che può dare una grande spinta a quella che a lungo è stata l’attività economica più importante della provincia e che può servire, in un’ottica futura, a creare filiere che portino lavoro e occupazione. Molto importante è anche il convegno di domenica sulla sicurezza forestale, dedicato a chi opera nei boschi. In seguito alla tempesta Vaia il lavoro nei boschi si è intensificato notevolmente e perciò bisogna prestare la massima attenzione nei cantieri per scongiurare infortuni anche gravi. In troppi si improvvisano boscaioli, anche persone di età elevata, mentre invece chi opera nel bosco deve essere in regola ed essere dotato delle nozioni sia teoriche che pratiche sull’abbattimento degli alberi e sull’uso della motosega secondo i criteri di sicurezza”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto