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Il fermo pesca quest’anno in Adriatico, da Trieste ad Ancona, sarà di 42 giorni consecutivi e arriverà fino a domenica 8 settembre. A proclamarlo, il decreto del Sottosegretario alla Pesca Manzato che ha prolungato lo stop obbligatorio ai pescherecci dal 28 agosto sino all’8 settembre dando ascolto e riconoscimento alle istanze di responsabilità e sostenibilità manifestate in modo corale dalle marinerie venete.
Operazione concertata tra associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Consulta per la pesca e l’acquacoltura, e Regione Veneto. “Sono stati gli armatori e gli operatori ittici a segnalarci, per primi gli effetti negativi di un rientro anticipato della pesca, a fine agosto: le specie ittiche pescate post-fermo sarebbero state perlopiù di piccola taglia, con danni alla fauna marina appena riprodotta e conseguenze deleterie dal punto di vista ambientale e commerciale nei mesi successivi. Abbiamo quindi proposto al Ministero delle politiche Agricole e Alimentari e al Direttore generale della pesca marittima e acquacoltura di prolungare il periodo di arresto obbligatorio per i comprensori marittimi di Venezia, di Chioggia e del Delta del Po al fine di tutelare meglio gli stock ittici presenti in Alto Adriatico. E abbiamo trovato ascolto e piena condivisione”, ha commentato l’assessore regionale alla Pesca, Giuseppe Pan.
Regime di pesca controllata anche nel periodo post-fermo. Gli armatori veneti, insieme a quelli friulani, emiliani e marchigiani, faranno quindi confluire nella decade aggiuntiva di fine agosto-inizio settembre le ulteriori giornate di arresto temporaneo obbligatorio previste nel calendario annuale dalla legislazione nazionale in materia di pesca, prolungando così la stagione di ripopolamento di acque e fondali. Inoltre, armatori e pescatori chiedono di poter applicare nelle settimane post-fermo un regime di pesca controllata, che prevede l’esercizio dell’attività per non più di 72 ore distribuite in 5 giorni su base settimanali.
Molti gli eventi in calendario durante la settimana di Ferragosto in Cansiglio (BL-TV), la splendida foresta demaniale regionale gestita da Veneto Agricoltura che ogni estate richiama migliaia di visitatori dalle accaldate città di pianura. Nella piana e tra la fitta, splendida, storica faggeta non mancano le occasioni per lunghe passeggiate, trascorrere qualche ora di assoluto relax. Vediamo alcuni degli appuntamenti in programma.
Mercoledì 14 agosto (15.00-16.30) visita guidata al Giardino Botanico, e giovedì 15 agosto,Ferragosto, (9.30-12.00) è in programma una visita guidata al Museodell’Uomo in Cansiglio e una facile uscita ai cippi confinari della foresta che fu della Serenissima Repubblica di Venezia. Sono previsti spostamenti con auto propria. Inoltre, al mattino (10.30-12.00) e al pomeriggio (15.00-16.30) si svolgeranno due visite guidate al Giardino Botanico Alpino; dalle 15.00 alle 16.30 invece al Museo dell’Uomo. Un altro interessante incontro, “Piante e animali, una lunga storia d’amicizia”, è in programma dalla 16.30 alle 17.30 con l’obiettivo di scoprire le relazioni segrete tra le piante e gli animali per la reciproca sopravvivenza. Nel fine settimana dopo Ferragosto sono in programma ancora visite guidate al Giardino, al Museo e ai villaggi cimbri. Ulteriori informazioni a questo link
La Giunta regionale, su proposta degli assessori all’Agricoltura, Caccia e Pesca Giuseppe Pan e alla Sanità e Servizi Sociali, Manuela Lanzarin, ha approvato un provvedimento che prosegue e consolida un percorso di sostenibilità volto, da un lato, a favorire una convivenza civile tra cittadini e agricoltori, dall’altro, a garantire un elevato livello di tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente circostante.
Le disposizioni approvate, derivano da un lavoro di affinamento delle linee di indirizzo già approvate nel 2016 per un corretto impiego delle sostanze fitosanitarie e della proposta di regolamento comunale che le Amministrazioni locali possono adottare per adempiere alle indicazioni previste dal PAN (Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) nelle aree agricole ed extra agricole frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili. “Le importanti novità contenute nella proposta di Regolamento comunale consentiranno alle Amministrazioni locali, di concerto con le ULSS competenti per territorio di individuare le zone da tutelare con la nuova definizione di “Siti Altamente Sensibili” che –spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan – sono le strutture collettive frequentate in maniera continuativa e prolungata da soggetti in età evolutiva, che costituiscono un sottogruppo di popolazione particolarmente vulnerabile ai possibili effetti sulla salute dei prodotti fitosanitari. Sono, ad esempio, ricompresi in questa categoria i Servizi educativi per l’infanzia, le Scuole per l’infanzia, le Scuole primarie, le Scuole secondarie di I e II grado, le Comunità educative, riabilitative e terapeutiche per minori, i parchi gioco per bambini, i centri estivi e i centri parrocchiali”.
Deriva di prodotto fitosanitario. Al contempo, è stata introdotta anche la tutela delle abitazioni i cui residenti sono soggetti alla possibile deriva di prodotto fitosanitario, che può originarsi durante la distribuzione nelle aree adiacenti. Sono in tal modo definite, una serie minima e inderogabile, di azioni gestionali che l’operatore deve assicurare per evitare lo sviluppo di deriva nei pressi di aree frequentate dalla popolazione.
Nuove coltivazioni arboree permanenti. Il provvedimento, inoltre, dispone di un fac-simile che, in caso di nuovi impianti o di reimpianti di vigneti e frutteti,l’agricoltore deve inviare al Comune e all’ULSS competente per territorio al fine di informare dell’intenzione di mettere a dimora nuove coltivazioni arboree permanenti. La dichiarazione delle aree oggetto di impianto permetterà alle Amministrazioni comunali e all’ULSS di esprimersi, se ritenuto, mediante un parere preventivo sulle modalità e sulle distanze di rispetto da mantenere nei pressi di aree frequentate dalla popolazione, siti altamente sensibili e abitazioni confinanti maggiormente restrittive rispetto a quanto già definito negli Indirizzi regionali per un corretto impiego dei prodotti fitosanitari già approvati. “Con l’approvazione di questi nuovi “Indirizzi” – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin – la Regione Veneto intende tutelare la salute dei cittadini e allo stesso tempo individuare regole che consentano agli agricoltori di esercitare la propria attività di impresa, nel rispetto però della sostenibilità ambientale e sociale”.
Il provvedimento è frutto del confronto con il sistema di Governance istituito dal Programma Regionale per un Settore Vitivinicolo Sostenibile, che ha tenuto conto anche delle osservazioni e del confronto con le altre strutture regionali competenti e con i portatori di interesse, tra cui l’Associazione dei Comuni del Veneto, le Organizzazioni Professionali Agricole, le Associazioni ambientaliste (WWF e Legambiente), le Università, il CRA-VE, l’ARPAV, l’AVEPA, Condifesa regionale, l’AVISP, le rappresentanze dei Consorzi di Tutela e del mondo della cooperazione.
Sebbene la notte di San Lorenzo sia solo una tra le notti estive in cui sia possibile osservare la pioggia di meteore, nell’immaginario collettivo rimane senza dubbio quella più suggestiva. Se poi cade di sabato, come quest’anno, la possibilità di concedersi del tempo per ammirare il cielo stellato diventa ancora più allettante. A questo riguardo, ecco alcune proposte per trascorrerla in vigna, nelle cantine aderenti a Calici di Stelle del Movimento Turismo del Vino Veneto, in montagna o nel Delta del Po.
Un Po di stelle. Navigazione in notturna nel Delta del Po tra natura, letture e stelle cadenti. L’iniziativa è proposta dalle associazioni culturali Magnacharta e Terra Crescente in collaborazione con Il Cormorano B&B e Navigazione Marino Cacciatori. L’imbarco è alle 19:45 al pontile Rifugio al Canarin, aperitivo a bordo, navigazione Busa di Scirocco, Busa Dritta, Batteria, sbarco in foce all’ “Isola che non c’è”, rientro previsto per le ore 24:00. Durante la navigazione ciascun partecipante potrà leggere un suo testo ispirato ai desideri, alle stesse cadenti e…all’isola che non c’è. Biglietto € 22.00 a persona, prenotazione obbligatoria navigazione Marino Cacciatori 0426/380314.
In montagna. VeneziaEventi e Città del Vino, in collaborazione con Movimento Turismo del Vino Veneto propongono sabato 10 Agosto 2019 all’Hotel de la Poste di Cortina D’Ampezzo il consueto appuntamento in alta quota tra le vette delle Dolomiti, “Calici di Stelle a Cortina”, dapprima dalle 17.00 alle 21.00 nella terrazza dell’hotel e poi alle 21.00 con la cena insieme ai produttori. Ulteriori informazioni www.veneziaeventi.com
Nel Veronese/1. In Val d’Illasi, protagonista oltre al vino la luna. L’azienda agricola Trabucchi sabato 10 agosto 2019 dalle ore 21.00 ricorda la missione Apollo 11, che cinquanta anni fa raggiungeva per la prima volta la superficie lunare e Neil Armstrong, davanti al mondo intero, si esibiva nella camminata più famosa della storia dell’umanità. Il fascino che la luna esercita su tutti noi è immutato, così come il nostro desiderio di raggiungerla e di conoscere i suoi segreti. Esiste una quantità impressionante di musica dedicata alla luna e quella che verrà proposta è una selezione molto interessante che spazia tra diversi generi e diverse epoche. I musicisti saranno guidati da Lorenzo Monguzzi, la degustazione sarà guidata dall’attore Davide Riondino e la contemplazione della luna dall’astronomo Aldo Pegoraro. Ulteriori informazioni Tel.045-7833233, www.trabucchidillasi.it
Nel Veronese/2, a Monteforte d’Alpone, tra vini e dipinti, si visita il palazzo Vescovile. Spettacoli e divertimento per i bambini a partire dalle 18:00 nel chiostro del Palazzo Vescovile, alle 19 aprono gli stand enogastronomici in piazza Venturi mentre alle 20, in centro storico (via Dante e via Vittorio Veneto), tra musiche e quadri in mostra, degustazioni dei vini del territorio. Alle 21.30, visita guidata gratuita del palazzo Vescovile. Ulteriori info www.facebook.com/prolocomonteforte
Nel Vicentino, vino, food track “ittico”, osservatorio astronomico e musica. All’azienda agricola Pegoraro di Mossano, in provincia di Vicenza, sabato 10 agosto 2019 dalle 18.30 alle 24.00 è in programma la degustazione dei vini in portico e nel giardino, food truck del pesce con le proposte di mare della pescheria Bedana da poter gustare seduti nei tavoli in cortile, osservatorio astronomico con i Cacciatori di Stelle e la musica di RobyDanza. Ulteriori informazioni: Tel. 0444-886461 www.cantinapegoraro.it
Fonte: Movimento Turismo del vino Veneto/Pro Loco Monteforte d’Alpone/Navigazione Marino Cacciatori
Sabato 10 agosto, alle ore 15, l’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino botanico alpino in Cansiglio, organizza un incontro con l’erborista Carlo Signorini che parlerà dell’eclettica personalità di Santa Hildegarda.
Programma. Dopo alcuni cenni storici dell’epoca (XI sec.), seguiranno una breve storia della Badessa e del suo pensiero, più che mai attuale – visione unitaria del Creato, ricerca della bellezza universale, conoscenza della medicina naturale, pratica dell’alimentazione curativa – ed una personale riflessione di Signorini sull’attuale momento storico, sociale e climatico, una descrizione di alcune “Erbe Sante” ed una breve visita al Giardino botanico. Contributo di partecipazione 10 €, comprensivo del biglietto di entrata al Giardino. L’evento si terrà anche in caso di maltempo in quanto si svolge prevalentemente al coperto.
Il relatore. Carlo Signorini (nato nel 1946), è erborista diplomato all’Università degli Studi di Pisa. Vive in Trentino, in un piccolo paesino della Val di Fiemme. Trascorre la sua vita dedicandosi con passione a piante, erbe e a tutto ciò che esprime natura. La sua scelta di vita è dedicata a coltivare il semplice con l’intento di trasmettere, condividendolo con gli altri, la serenità che infonde ogni luogo quando è lasciato esprimersi nel suo essere selvatico. È studioso di leggende delle Dolomiti e del territorio Trentino, e scrive articoli su alcuni giornali locali. È autore di diverse pubblicazioni.
Fabiano Barbisan, presidente AOP Italia Zootecnica
In merito all’accordo USA-UE sull’importazione di carne, per una corretta informazione dei nostri lettori pubblichiamo la relativa comunicazione del Consiglio Europeo ripresa da Veneto Agricoltura Europa ed il comunicato stampa a commento della questione di AOP (Associazione Organizzazioni Produttori) Italia Zootecnica reso noto dal collega socio Argav Giuliano Marchesin, direttore Unicarve.
Comunicazione UE. Il Consiglio ha dato via libera alla firma di un accordo fra l’UE e gli Stati Uniti per l’assegnazione agli USA di una quota del contingente tariffario per le carni bovine di alta qualità di cui al cosiddetto protocollo d’intesa concernente l’importazione di carni bovine provenienti da animali non trattati con alcuni ormoni di crescitae i dazi maggiorati applicati dagli Stati Uniti a determinati prodotti dell’UE, concluso nel 2009 e rivisto nel 2014. Ricordiamo che nel 2009 il protocollo d’intesa offriva una soluzione provvisoria a una disputa di lunga data in seno all’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) in merito all’importazione di carni bovine USA provenienti da animali trattati con alcuni ormoni di crescita. In base all’accordo, l’UE ha aperto a fornitori qualificati un contingente di carni bovine, provenienti da animali non trattati con ormoni, pari a 45.000 tonnellate. Le norme dell’OMC prevedevano che il contingente dovesse essere messo a disposizione anche di fornitori non statunitensi. Grazie al nuovo accordo, il contingente esistente resterà invariato, ma del contingente tariffario totale di 45.000 tonnellate, 35.000 tonnellate saranno riservate agli Stati Uniti e introdotte gradualmente su un periodo di sette anni. Il contingente tariffario continuerà a coprire soltanto prodotti conformi alle rigorose norme dell’UE in materia di sicurezza degli alimenti e di sanità. Si tratta di una tappa essenziale per risolvere la lunga disputa data fra l’UE e gli Stati Uniti riguardo alle misure imposte nel 1989 dall’UE sulle esportazioni statunitensi di carni contenenti ormoni di crescita artificiali delle carni bovine e sottolinea anche l’impegno dell’Unione nei confronti di un’agenda commerciale transatlantica positiva.
Comunicazione AOP Italia Zootecnica. “L’Unione europea e gli Stati Uniti, rappresentati rispettivamente da Stavros Lambrinidis, ambasciatore dell’UE presso gli Stati Uniti e Jani Raappana, vice capo missione, per la presidenza finlandese del Consiglio dell’UE e Robert Lighthizer, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, hanno firmato il 2 agosto scorso a Washington DC un accordo che rivede il funzionamento di una quota esistente per importare carni bovine senza ormoni nell’UE. Questo è un altro risultato della cooperazione promossa dalla Dichiarazione congiunta rilasciata dai presidenti Juncker e Trump nel luglio 2018 che istituisce un programma bilaterale positivo per il commercio UE-USA. L’accordo stabilisce che 35.000 tonnellate di questa quota saranno ora assegnate agli Stati Uniti, suddivise per un periodo di 7 anni, con la restante quota rimanente disponibile per tutti gli altri esportatori. Il primo ad esultare per l’accordo è stato Donald Trump, convinto che la carne di “manzo americano sia la migliore del mondo”. Peccato che il sistema di allevamento dei bovini da carne in America non sia dei migliori per benessere animale e sicurezza alimentare.“Animali ammassati in enormi Feedlot (allevamenti intensivi), uso consentito degli estrogeni ed integratori a manetta”, strano non aver letto commenti di animalisti e vegani – ha detto Fabiano Barbisan, presidente dell’AOP Italia Zootecnica –; in Europa gli estrogeni sono perseguibili penalmente se utilizzati dagli allevatori, mentre in America è prassi normale usarli. Come faremo a distinguere la carne da loro importata, se senza o con estrogeni? In base alle carte che l’accompagnano? In base a controlli fatti dalle autorità sanitarie europee “a sorpresa”? Tutte domande alle quali la Commissione europea dovrebbe rispondere, afferma Barbisan. Purtroppo la voglia di barattare la zootecnica e la sicurezza alimentare europea con automobili da esportare in Usa è stata più forte e ha dato un’altra spallata al settore dei bovini da carne già in profonda crisi economica“.
Continua la nota: “Il dramma è che il 28 gennaio 2014, grazie ad una Decisione del Consiglio europeo, è stata offerta la possibilità agli USA di prepararsi ad esportare carne verso l’Europa, con caratteristiche di “alta qualità”, che fanno sorridere, per non usare altri termini. Citiamo il testo dell’accordo, dove per “alta qualità” s’intende: “Tagli di carne bovina ottenuti da carcasse di giovenche e manzi di età inferiore a 30 mesi alimentati esclusivamente, almeno nei 100 giorni precedenti la macellazione, con razioni alimentari costituite per almeno il 62% da concentrati e/o coprodotti ricavali da cereali da foraggio, per quanto attiene alla componente di materia secca della razione alimentare. con un contenuto di energia metabolizzabile (ME) superiore a 12,26 Megajoule (MJ) per Kg. di materia secca. Alle giovenche e ai manzi alimentati come sopra descritto è somministrata giornalmente una quantità di materia secca non inferiore all’1,4% del loro peso vivo. I tagli vengono etichettati in conformità dell’Art. 13 del Regolamento (CE) n. 1760/2000. La dicitura “carni bovine di alla qualità” può essere aggiunta alle informazioni che figurano sull’etichetta”. E il rispetto del benessere animale? E l’uso del farmaco? La cosa più grave è che è stato consentito agli USA di utilizzare la definizione “Alta Qualità” mentre noi in Italia non possiamo scrivere in etichetta per l’IGP della Chianina, la Marchigiana, la Romagnola, la Piemontese e le produzione del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, “Carne di Alta Qualità”?
Conclude la nota: “L’Europa non riesce a difendere nemmeno la salute dei suoi 500 milioni di consumatori. Noi – conclude Barbisan – adesso abbiamo bisogno di accelerare il percorso del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, etichettare la nostra carne con il marchio Consorzio Sigillo Italiano, per informare i consumatori affinché decidano serenamente e consapevolmente cosa acquistare: l’entusiasmo di Trump o la carne dei nostri allevatori italiani? Spero che il Ministro Centinaio ci dia una mano, che aspettiamo dal 21 novembre scorso. Nel frattempo attendiamo i commenti di alimentaristi zootecnici, visto che “l’alta qualità USA” è assoluta normalità per noi in Italia.
Nelle foto pubblicate, la carne certificata con il marchio Consorzio Sigillo Italiano nel punto vendita di Campagna Amica a Treviso, gestito dalla Famiglia Bernardi-Cavasin
Il giornale dell’Università di Padova, Il Bo Live, ha cercato di quantificare quanta CO2 si può ancora emettere nell’atmosfera prima di raggiungere il fatidico aumento di 1,5° C di temperatura rispetto all’era preindustriale. Ebbene, abbiamo il 66% di possibilità di raggiungere l’obiettivo massimo (aumento di 1,5 °C) se le emissioni ulteriori di CO2 non superano le 320 Gt (miliardi di tonnellate). Nel 2018, i miliardi di tonnellate di CO2 emessi sono stati 42 e, se continuassimo così, già nel 2026 avremmo raggiunto quota 320. Le possibilità si riducono al 50% se le emissioni ulteriori raggiungeranno le 480 Gt e scendono al 33% se le emissioni toccheranno le 740 Gt.
Ondata di caldo record. Nel sopra citato calcolo non sono stati, però, compresi gli effetti degli incendi che stanno devastando circa tre milioni di ettari di foresta in Siberia – un’area più grande della Sicilia -, nella regione della Jacuzia (dato rilasciato dalla Russia Federal Forestry Agency). Il fuoco divampato sta bruciando alberi e torba, quest’ultima contenente diversi tipi di materiale organico, come ad esempio carcasse di animali o insetti, non totalmente decomposto, per cui estremamente ricco di carbonio. La causa degli incendi, per quanto riguarda le regioni siberiane, sembra dovuta a fattori naturali. Le condizioni insolitamente calde e secche in alcune parti dell’emisfero settentrionale hanno infatti favorito gli incendi che si sono sviluppati nel circolo polare Artico. Il sistema di monitoraggio dell’atmosfera Copernico all’11 luglio scorso aveva segnalato più di 100 incendi intensi e di lunga durata. La Siberia però non è stato l’unico luogo colpito. Anche in Alaska sono stati registrati da inizio anno più di 400 incendi, con temperature che hanno raggiunto, il 4 luglio scorso, i 32 °C. Ondata di caldo record che è presente in tutta Europa e che ha visto, il 25 luglio, raggiungere temperature superiori ai 40° C in Belgio, Germania, Lussemburgo e Olanda. A Parigi inoltre si sono raggiunti i 42.6 °C, cioè la temperatura massima raggiunta nella capitale francese dal quando è attiva la stazione meteorologica (1869, il record precedente era di 40.4 °C).
Temperature medie già aumentate di 1,1°C. Uno degli aspetti principali del cambiamento climatico è l’innalzamento delle temperature. Quest’innalzamento però non è costante in tutto il globo, bensì più evidente ai poli. Le temperature medie sono già aumentate di 1,1 °C rispetto all’epoca preindustriale e la situazione non si sta certo arrestando. Facendo degli esempi riferiti solamente ad un breve periodo (luglio 2019), in questo mese la stazione situata a 900 km dal Polo Nord ha misurato una temperatura di 16 °C, mentre in Groenlandia, e più precisamente a Qaarsut, la stazione meteo ha registrato 20.6 °C il 30 luglio scorso. Le alte temperature alle alte latitudini sono quindi un campanello d’allarme da non sottovalutare. Più aumenta la temperatura infatti e più alto è il rischio che si inneschi un effetto retroattivo. In gergo tecnico questo si chiama feedback positivo, cioè un processo che è in grado di amplificare gli effetti di una forzante climatica.
Rilascio di metano. Facendo l’esempio dei ghiacciai polari, lo scioglimento del permafrost, cioè di quel terreno ghiacciato al cui interno ci sono sedimenti congelati dei fondali marini, rimasti indisturbati dall’ultima era glaciale, causerebbe un rilascio di enormi masse di metano, un gas estremamente “riscaldante” che avrebbe un grande feedback positivo sul clima (è bene in questo caso non lasciarsi distrarre dal termine “positivo”, gli effetti com’è ovvio che sia, sarebbero decisamente negativi per il nostro pianeta e di conseguenza anche per l’uomo).
L’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia ha reso pubblico lo scorso 2 agosto un comunicato stampa che riteniamo d’interesse per i nostri lettori.
“Da alcuni giorni sui canali televisivi nazionali è in onda un video promozionale della nuova tecnologia 5G, per conto di uno dei gestori telefonici nazionali più importanti con protagonista un noto primario cardiochirurgo ospedaliero della Capitale. La campagna pubblicitaria, come risulta dal comunicato stampa della compagnia telefonica, è pianificata sulle maggiori emittenti tv nazionali e sostenuta con una video strategy sulle testate online e sui canali social”.
“La telemedicina è già oggi, senza 5G, una reale possibilitàa disposizione della professione medica ed è ancora da verificare l’ipotesi che il 5G possa apportare concreti vantaggi rispetto a una ottimizzazione delle possibilità tecniche già disponibili e certamente sottoutilizzate. La risposta a questo quesito dovrebbe derivare da adeguati studi costo-beneficio che tengano conto delle possibili conseguenze dell’esposizione di intere comunità alle onde millimetriche in aggiunta alle radiofrequenze sino ad ora utilizzate. Come Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia facciamo presente che la tecnologia 5G è una vera e propria sperimentazione su larga scala gestita in maniera unica dal MISE (Ministero Sviluppo Economico), effettuata senza il coinvolgimento degli Enti istituzionalmente preposti alla tutela ambientale e sanitaria (ad es. Ministeri dell’Ambiente e della Salute, ISPRA) e senza alcuna valutazione preventiva sui rischi per la salute umana e gli ecosistemi viventi“.
“Una corposa letteratura scientifica attesta ormai in modo inequivocabile che gli effetti biologici dei campi elettromagnetici vanno ben oltre l’azione di “riscaldamento” (l’unica presa in considerazione dai limiti di legge) e comprendono viceversa danni ossidativi con aumento di radicali liberi, danni nella trasmissione nervosa, ma anche effetti genotossici, epigenetici e cancerogeni. A livello internazionale l’attenzione e la preoccupazione della comunità scientifica è pertanto molto elevato e si moltiplicano gli appelli per una moratoria in attesa di conoscenze più adeguate; la stessa ISDE da tempo manifesta le motivazioni per le quali è necessario un approccio prudente al 5G ed approfondimenti preliminari alla sua piena implementazione ed una sintesi delle motivazioni è reperibile a questo link”.
(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) E’ un approccio davvero “originale” alla città di Padova quello offerto dal socio Argav Pietro Casetta, giornalista, geografo, guida naturalistica ambientale e Cultore della materia Geografia umana al Corso di laurea in Scienze della formazione dell’Università di Padova, di cui se ne può avere un bell’esempio martedì 6 agosto, in occasione dell’escursione “Padova in battello“, da lui organizzata.
Il progetto culturale. L’obiettivo di Casetta, infatti, è di raccontare la città del Santo sottolineandone gli aspetti artistici e naturalistici, dando valore alle nuove realizzazioni architettoniche, ambientali e paesaggistiche, alle opere di ingegneria, passate – stile massonico compreso – e presenti, alle nuove tecnologie energetiche e alle opere idrauliche.
Programma. Per quanto riguarda l’iniziativa del 6 agosto, l’imbarco in battello è previsto alle 17.30 al molo cinquecentesco del Portello, cui seguirà il racconto storico-artistico de: la Porta, il Ponte, il Capitello della Fraglia dei Barcari, la scalinata; un po’ di navigazione, quindi lo sbarco alla Golena comunale di San Massimo, dove saranno illustrati il Bastione Portello Vecchio (con visita al suo interno e alla sommità), le Mura e il “trabocchetto”, il Bastione Castelnuovo, la Statua di San Prosdocimo, il Leone di San Marco ricollocato e la “cavana”; per quanto riguarda le Mura e le acque di Padova, si parlerà del Bastione dell’Arena con le tracce dello storico Leone di San Marco, dell’attracco e della gru che scaricava il carbone dai barconi, dell’area su cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo Auditorium, del Macello in stile Jappelliano, del Bastione Piccolo, della cortina di Mura cinquecentesche. Dopodiché è previsto il re-imbarco e la visita del fiume sino alla Conca delle Porte Contarine, con il racconto del Monumento alle Vittime delle Twin Towers, del “mandracchio”, della Gora che alimentava il Mulino, delle Mura cinquecentesche. Il rientro è previsto verso le ore 20 circa (costo di partecipazione 15 euro a persona, gradita la prenotazione: padova@padovaoriginale.it -349 320 86 40, l’organizzazione non è responsabile per eventuali danni inferti o subìti da persone e cose nel corso dell’escursione).
Uno sguardo dall’alto verso il pianeta Terra: si presenta così il Film Festival della Lessinia in programma a Bosco Chiesanuova (VR) dal 23 agosto al 10 settembre.
La rassegna cinematograficainternazionale di cortometraggi, documentari, lungometraggi e film d’animazione dedicati esclusivamente alla montagna, al traguardo della venticinquesima edizione, propone 67 opere cinematografiche da 32 Paesi con 19 anteprime italiane. In Concorso quest’anno 25 pellicole da ogni continente, con una selezione che tocca cinematografie inconsuete: da quella del Lesotho al Pakistan, fino alla Palestina. La ricchissima retrospettiva è invece un omaggio alla Madre Terra. Al programma sul grande schermo del Teatro Vittoria si aggiungono numerosi eventi collaterali: dai dibattiti con i registi agli incontri letterari Parole Alte organizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona; dalle escursioni guidate ai concerti di musica dal vivo nella Piazza del Festival; dai laboratori didattici alle mostre (programma completo della rassegna www.ffdl.it, biglietti e abbonamenti in prevendita, da lunedì 5 agosto all’Ufficio Turistico Iat Lessinia di Bosco Chiesanuova oppure on line sul sito www.cinebot.it.
Il genere umano si sta giocando la sua sopravvivenza sul Pianeta. «È un cinema che ci spalanca gli occhi e ci costringe a fare i conti con il pianeta di cui siamo ospiti. L’equilibrio perduto tra il genere umano e la natura è un tema che torna in molti dei film, e la montagna si rivela il laboratorio dove si può sperimentare una convivenza possibile, che sia da esempio», anticipa il direttore artistico Alessandro Anderloni. «Il Festival l’aveva intuito in tempi non sospetti quando, nel 1995, nacque dedicato esclusivamente alla vita sulle terre alte – prosegue –. Oggi, nell’anniversario del quarto di secolo, guarda ai prossimi venticinque anni, quando il genere umano si giocherà la sua sopravvivenza sul Pianeta. Abbiamo dieci giorni per farci un’idea. Posso assicurare che si uscirà dal Film Festival della Lessinia cambiati».
Sfruttamento delle risorse. Filo conduttore che annoda i vari appuntamenti (cinematografici e non) è l’attenzione alle tematiche della salvaguardia ambientale, dei cambiamenti climatici, della biodiversità, delle sfide che attendono le future generazioni. Evento speciale a inaugurare la rassegna è Terra, il documentario del regista austriaco Nikolaus Geyrhalter sui catastrofici sconvolgimenti che l’uomo sta provocando con l’escavazione del sottosuolo. Di sfruttamento delle risorse tratta l’anteprima di Antropocene – L’epoca umana: film canadese, nelle sale a settembre, che testimonia come gli umani stiano sfruttando oltre il possibile le risorse terrestri. A chiudere questa parentesi, un inno d’amore: Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, regista ospite d’onore del Festival.
Giuria. La giuria internazionale che assegnerà la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri premi ufficiali del Film Festival della Lessinia è composta da Igor Igor Bezinović (Croazia), Mandy Denise Dickinson (Regno Unito), Nestor “Tato” Moreno (Argentina), Betty Schiel (Germania) e Federico Spiazzi (Italia, Usa). Accanto ad essa, attribuiranno riconoscimenti speciali la giuria MicroCosmo di persone detenute nel carcere di Verona e quella del Premio Log To Green Movie Award per il miglior film sull’eco-sostenibilità di cui fanno parte, tra gli altri, Gabriella Carlucci e Barbara Carfagna.
FFDL+. Sono 18 le animazioni e i cortometraggi della sezione FFDL+, festival nel festival con una programmazione per bambini e ragazzi, in cui si dice di una terra che sa essere amica e custode delle nostre paure, con anteprime imperdibili da tutto il mondo e il premio assegnato dai più piccoli. I laboratori didattici portano i piccoli a conoscere gli alberi e gli animali da vicino, camminando nei boschi; a cimentarsi perfino nel tosare le pecore che arriveranno nella piazza del Festival, a mungerle e a fare formaggio.
Parole Alte. L’evento di anteprima del Festival, il 23 agosto alle 18, è affidato allo scrittore e performer Alberto Peruffo che, ribaltando il titolo del celebre film di Ermanno Olmi, presenta lo spettacolo multimediale Non torneranno i prati a documentare del più grande caso di inquinamento d’acqua nella storia d’Europa. Il ciclo di incontri Parole Alte organizzato con l’Università di Verona prosegue trattando storie di alberi e silenzi; del bosco com’era una volta, nel dialogo tra Paola Favero e Sandro Carniel. Dell’umanità bisognosa di cibo parla Annalisa Polverari dell’ateneo scaligero con testi tratti da Pane e pace di Antonio Pascale e Nutrire il pianeta? di Emanuela Bozzini. Massimo Natale e Pier Alberto Porceddu Cilione, docenti dell’Università di Verona, raccontano poi di due poeti diversi, ma uniti da un analogo desiderio di colloquio con la natura: Hölderlin e Leopardi. Emblematica è l’affermazione del climatologo Luca Mercalli, che coincide col titolo del libro che presenta a Bosco: Non c’è più tempo. Altro ospite è il vincitore del Premio Calvino, Filippo Tapparelli, con la narrazione di una montagna ostile e fredda. Per concludere, l’attore Vasco Mirandola propone Alberi: canto per uomini, foglie e radici.
Nella natura. Le sei escursioni del Festival si aprono, il 24 agosto, con un team di scienziati e artisti che accompagna gli spettatori nei boschi della Lessinia. Al termine dell’itinerario “Insilva. I boschi raccontano il cambiamento climatico” è possibile assistere al concerto di Giuseppe Dal Bianco con strumenti di legno. Le altre escursioni conducono gli spettatori nelle faggete della Lessinia, nelle contrade di Bosco Chiesanuova, al Cóvolo di Camposilvano, al Buso del Valon, alle cave del Monte Loffa, ai musei preistorici e paleontologici.
Concorso internazionale. Per il secondo anno, il progetto Såm invita in Lessinia artisti, selezionati con un bando internazionale, con protagonisti della giuria i due curatori della residenza artistica: Rafał Milach dell’Agenzia Magnum Photos e la book designer Ania Nałęcka-Milach coadiuvati da Ana Blagojevic, Chiara Bandino e Francesco Biasi co-fondatori dell’iniziativa. Tra più di 150 proposte arrivate, sono stati scelti quattro creativi di diversa nazionalità: Claire Laude (Francia), Martina Zanin (Italia), Krzysztof Światły (Polonia) e Anto Milotta (Italia). La ricerca di ciascuno si è estesa nel periodo da marzo a giugno. Il lavoro di Claire Laude prende ispirazione dalle architetture tipiche della Lessinia, utilizzandone i materiali e le forme per ricreare delle installazioni visitabili in una stalla vicino a Velo Veronese. Krzysztof Światły, partendo dai fossili di Bolca, elabora una riflessione visiva sui linguaggi ormai scomparsi. Martina Zanin individua e racconta per immagini il rapporto tra l’interno della montagna e l’esterno. Anto Milotta ricerca i suoni di un mondo che si interpone tra quello dei vivi e quello dei morti, prendendo spunti da storie popolari.
Piazza del Festival. Rinnovata l’offerta enogastronomica che ha come nuovo partner per la tavola calda Antoniazzi con i vini Bertani e con la collaborazione di: Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese Dop, Ceramiche Benedetti, Lambertini e Lessinia Gourmet. Apre tutti i giorni di Festival la Libreria della Montagna gestita da Bussinelli Editore. Alle 23 la musica chiude le serate di proiezione con un viaggio musicale nel mondo. Il Film Festival della Lessinia ha ottenuto quest’anno l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e il Patrocinio di Wwf Italia Onlus. Importanti riconoscimenti che si aggiungono al sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Regione Veneto, Comunità Montana e Parco della Lessinia, Comune di Bosco Chiesanuova, Provincia di Verona, Fondazione Cariverona, Università degli Studi di Verona, Curatorium Cimbricum Veronense. Sponsor della manifestazione sono Cassa Rurale Vallagarina, Cantine Bertani e Fimauto Bmw.
Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia