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13-18 agosto 2019, a Caorle (VE) il giro del mondo si fa “in ottanta food track”

Dal 13 al 18 agosto a Caorle (VE), nell’area di piazzale Olimpia si svolgerà lo Street Food Festival, sei giorni all’insegna  dei sapori del mondo grazie agli ottanta food truck presenti in area.

Divertimento ma anche occasione per conoscere cibi e usanze di regioni e paesi stranieri. Dal “dio dei carciofi alla romana” allo specialista della carne di cinghiale, passando per il re degli hamburger fino allo chef del thai e lo specialista della Picanha’s, senza dimenticare le griglie argentine con il loro asado, per citarne solo alcuni: ce n’è davvero per tutti i gusti. “Abbiamo selezionato le migliori proposte gastronomiche basandoci sulla qualità, il gusto e il servizio. Quest’anno farete il giro del mondo culinario in ottanta food truck”, spiegano gli organizzatori. Lo Street Food Festival è anche un’occasione culturale per conoscere i cibi e le usanze di regioni e paesi stranieri, o per approfondire le nostre eccellenze made in Italy. Grazie alla crescita vorticosa dalla sua nascita nel 2017, il festival veneziano è considerato a livello qualitativo la più importante manifestazione nel panorama italiano del “cibo da strada” anche in forza del fatto che questa terza edizione ha fatto il salto di qualità con una line up artistica di respiro internazionale grazie alla presenza, tra gli altri, della star mondiale Steve Aoki.

Ci saranno dei truck specializzati, sia per prodotto che per specialità regionali (cucina veneta, cucina marchigiana, pugliese, arrosticini abruzzesi, il cacio impiccato, frittura di pesce e piadina romagnola). Tra le specializzazioni vanno citati anche la Cannolomania (Ape), stand siciliano con cannoli croccanti e ricotta fresca e Fritz&Spritz di Massimo Barnabei, l’ape con i cocktails: il gestore è stato barman dell’Hotel Danieli di Venezia. Grande varietà anche sul fronte beverage, per gli amanti delle bollicine chic ci sarà lo Champagne, immancabile poi la selezione di vini bianchi e rossi regionali, tra tutti il Prosecco, mentre per i cultori della birra è stata pensata un’area interamente dedicata all’arte del luppolo, si chiama “Birra Art” e propone particolari miscele da luppoli ricercati. Per coloro invece che adorano la frutta, a disposizione un ampio ventaglio di opzioni tra frullati, succhi bio tra cui di mela e uva e una chicca, ma anche il succo di canna di bambù, preparato al momento. Ulteiori informazioni: www.streetfoodandsound.com

Fonte: Servizio stampa Street food festival

Allagamenti negli orti di Chioggia (VE), a rischio i raccolti di settembre. Boscolo Palo chiama in causa il Consorzio di bonifica Delta Po.

La pioggia caduta tra venerdì 26 e domenica 28 luglio scorso ha provocato vasti allagamenti a Chioggia (VE), negli orti di Ca’ Lino/Isolaverde, un’area vasta centinaia di ettari. “I circa 140 mm caduti possono aver compromesso la produzione del radicchio che sarebbe stata raccolta nel mese di settembre. Le piantine trapiantate sono state letteralmente sommerse dall’acqua e si teme una volta riemerse che il caldo estivo le porti all’asfissia, visto che il terreno è e rimarrà impregnato d’acqua per diversi giorni. Questa situazione andrà a pregiudicare il regolare trapianto delle varietà tardive. Ovviamente anche le altre produzioni, come ad esempio le carote seminate a giugno e le patate ancora da raccogliere, corrono glistessi rischi”, ha affermato Giuseppe Boscolo Palo, amministratore unico del Mercato di Chioggia/Brondolo.

Problemi strutturali? “Aldilà del fatto contingente – continua Boscolo Palo – il problema dello scolo delle acque in questa vasta area è strutturale e lo avevo segnalato al Consorzio di Bonifica Delta Po a febbraio di quest’anno a seguito dell’evento atmosferico del settembre 2018, che aveva causato anche allora allagamenti e perdite di prodotto. In quel caso il Consorzio di Bonifica aveva rilevato che la mancata manutenzione dei fossi dei terreni di proprietà privata era stata una delle cause, sostenendo che la rete di scolo consortile risultava ottimamente idonea per garantire il deflusso delle acque anche in caso di eventi metereologici di severa entità. La mia missiva al Consorzio di Bonifica – conclude Boscolo Palo – aveva voluto evidenziare che le criticità e le inadeguatezze della rete di scolo consortile sono sempre esistite, prova ne sia che molti anni fa era stato posizionato un tubo sotto la strada arginale del Brenta per permettere ad una pompa di smaltire l’acqua in eccesso. Questo intervento, come le tombinature sotto le rampe di accesso alle capezzagne che dall’argine si diramano verso gli orti, è stato rimosso alcuni anni fa quando sono stati eseguiti i lavori del rialzamento dell’argine. È evidente che bisogna intervenire attraverso un progetto complessivo che metta in sicurezza tutto il territorio orticolo“.

Sinergia d’intenti. L’assessore all’Agricoltura Daniele Stecco ha affermato: “Convocherò nei prossimi giorni il Consorzio di Bonifica Delta Po, il Mercato Orticolo di Brondolo e le tre organizzazioni di rappresentanza agricola al tavolo verde per capire quali interventi bisogna mettere in campo per contrastare con efficacia gli effetti sempre più violenti del cambiamento climatico, che mettono gravemente a repentaglio la produzione e quindi la redditività delle aziende agricole”.

Fonte: Servizio stampa Mercato ortofrutticolo di Chioggia

Firmato protocollo d’intesa tra Istituzioni, enti e organizzazioni agricole per contrastare le infiltrazioni mafiose in Veneto

i tre rappresentanti di Confagricoltura (Bonaldi), Cia (Passarini) e Coldiretti (Salvagno) che hanno siglato l’accordo come organizzazioni agricole insieme ai rappresentanti istituzionali del Veneto

Ieri, martedì 30 luglio 2019,  è stato firmato a Venezia un Protocollo d’Intesa con la Regione Veneto e altre organizzazioni sindacali ed enti per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali nel tessuto sociale e produttivo, che si sta diffondendo anche in Veneto.

Uniti contro le mafie e per sostenere le vittime del racket in Veneto. Al riguardo, Confagricoltura Veneto, esprimendo soddisfazione per l’intesa, commenta: “Come organizzazioni agricole lo scorso maggio abbiamo siglato il protocollo di intesa in materia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura – sottolinea Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presente per l’organizzazione agricola come membro del direttivo-. Ora compiamo un ulteriore sforzo per combattere le mafie, che minacciano l’economia veneta e di conseguenza la sicurezza lavorativa e la competitività. Come agricoltori vogliamo impegnarci a fondo per promuovere servizi e progetti sui temi della legalità, adottando anche percorsi formativi rivolti agli imprenditori agricoli e assistendo chi cade nella rete criminale. Intendiamo avviare anche azioni di supporto finanziario alle aziende in difficoltà, per ridurre il rischio che chi è vittima della mafia cada anche in mano agli strozzini. Infine, non esiteremo a segnalare i comportamenti illeciti alle forze di polizia e alla magistratura”.

Veneto non immune dal malaffare, specie nel settore primario. Daniele Salvagno (Coldiretti Veneto) ha evidenziato la costituzione dell’Osservatorio contro la criminalità nell’agroalimentare presieduto dall’ex Procuratore Giancarlo Caselli avvenuta nel 2014. “Studi, dossier, ricerche e indagini svolte dal Comitato Scientifico della Fondazione rivelano che il Veneto non è immune al malaffare – ha sottolineato Salvagno – in particolare per quanto riguarda il settore primario dove il patrimonio enogastronomico, con tipicità blasonate conosciute ai vertici mondiali, è copiato e scimmiottato in Europa come a livello internazionale. Il rischio è che per le Olimpiadi invernali, tra fake news e infiltrazioni, turisti ed atleti chiedano nelle tavole dei ristoranti locali il ‘Parmesan’ al posto del Parmigiano Reggiano o ‘Kresecco’ come spumante italiano. L’industria dei tarocchi – ha concluso – è più furba della buona reputazione delle nostre aziende agricole. Gli agricoltori meritano la stessa disciplina e il rispetto che mettono ogni giorno nel loro lavoro”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto

Il mondo della viticoltura veneta piange la scomparsa di Franco Zanovello, un uomo che voleva il bene del territorio

Franco Zanovello

(foto e testo di Maurizio Drago, consigliere Argav) L’improvvisa scomparsa di Franco Zanovello, presidente della Strada del Vino dei Colli Euganei, nel Padovano, ha lasciato sconcertati tutti coloro che lo conoscevano.

Stroncato da infarto il 27 luglio 2019 mentre si trovava per una breve vacanza a Creta, era stato il fondatore della cantina vitivinicola “Ca’ Lustra” di Cinto Euganeo. 64 anni, 2 figli (Linda e Marco che ora seguono la cantina), ingegnere, aveva abbandonato quell’attività e si era dedicato totalmente alla coltura della vite e alla realizzazione del vino “buono”, valorizzando le 12 Doc e le 3 Docg dei Colli Euganei, insistendo sempre con i suoi colleghi vignaioli di produrre un vino di qualità. Una determinazione che lo aveva portato ad assumere, qualche anno fa, la carica di presidente della Strada del Vino dei Colli Euganei, facendo conoscere con la sua attività il vino sia in Italia che all’estero.

Franco Zanovello era un uomo di poche parole, anche quando veniva intervistato dai giornalisti. Quelle che diceva, le calibrava e le usava in modo giusto per portare avanti i suoi progetti visionari. Che poi concretizzava. Tempo fa parlava di realizzare un evento importante sui Colli Euganei, i “Vulcanei” (importante rassegna enologica dei vini vulcanici) e ci è riuscito. Voleva portare Calici sotto le stelle ad Arquà Petrarca e ci è riuscito. Voleva costruire un palcoscenico naturale nei Colli Euganei, a ridosso del Monastero degli Olivetani per promuovere concerti, musica e teatro all’aperto e ci è riuscito. Diceva che i Colli Euganei rappresentano un “unicum” mondiale grazie alla loro formazione vulcanica e al terreno, puntava sulla qualità dei vini e ci è riuscito a dar valore a territorio e vini! Quando si intestardiva su un obiettivo andava avanti sino in fondo e ci riusciva.

Franco Zanovello, conosciuto e rispettato da moltissimi colleghi italiani e non, si batteva constantemente per il rispetto del territorio, dell’ambiente e della natura. Fin dallo scorso anno, sempre più assiduamente, portava avanti il suo più grande progetto: far divenire i Colli Euganei PARCO BIOLOGICO D’ITALIA! Sarebbe stato il primo in assoluto nel Belpaese. Era un visionario, un visionario filosofo. Amante del buono e del bello. Ma, soprattutto, con la voglia di svilupparlo e farlo apprezzare a un sempre maggior numero di persone. Non aveva nessuna mira politica o ambizione istituzionale, non voleva questo. La sua passione erano la moto, la letteratura, il saper gustare attimo per attimo la vita con la voglia di condividere. Come degustare lentamente un bicchiere di vino, quello migliore, sorseggiando e misurando il tempo della vita. Lui l’aveva capito facendo di questa sua passione il suo lavoro e la sua filosofia di vita.

Il direttivo e i soci Argav porgono le più sentite condoglianze alla famiglia Zanovello

29 luglio 2019, con oggi l’uomo ha consumato tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare nell’anno. In Italia inizia anche il fermo pesca ma, secondo Coldiretti, lo stato delle risorse comunque peggiorato.

Oggi, 29 luglio 2019, è la giornata che, a livello mondiale, segnala che l’uomo ha già utilizzato le risorse naturali che la Terra può rigenerare nell’anno in corso. Una data che arriva sempre prima, 30 anni in fa in ottobre, 20 anni fa a settembre. In Italia, il giorno coincide anche con l’avvio del fermo pesca.

Le varie date in Italia. Il fermo pesca – sottolinea Coldiretti Impresapesca – bloccherà le attività dei pescherecci per 30 giorni consecutivi, dal 29 luglio fino al 27 agosto dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, dall’Emilia Romagna fino a parte delle Marche e della Puglia. Il blocco inizialmente varrà da Trieste ad Ancona e da Bari a Manfredonia, mentre lungo l’Adriatico nel tratto da San Benedetto e Termoli le attività si fermeranno il 15 agosto (fino al 13 settembre). Per quanto riguarda il Tirreno lo stop scatterà da Brindisi a Roma dal 9 settembre all’8 ottobre e da Civitavecchia a Imperia dal 16 settembre al 15 ottobre. Per Sicilia e Sardegna – spiega Coldiretti Impresapesca – sarà, invece, fissato per un mese tra agosto e ottobre su indicazione delle Regioni.

Ulteriori giorni di blocco. Aggiunge Coldiretti: “La novità di quest’anno è che in aggiunta ai periodi di fermo fissati i pescherecci dovranno effettuare ulteriori giorni di blocco che vanno da 7 a 17 giorni, a seconda dalla zona di pesca alla quale sono iscritti. Le giornate di stop saranno decise direttamente dai pescatori che dovranno darne comunicazione scritta entro le ore 9 del giorno stesso. L’intero ammontare delle giornate aggiuntive dovrà essere obbligatoriamente effettuato entro il 31 dicembre 2019. In un Paese come l’Italia che importa dall’estero 8 pesci su 10, nei territori interessati dal fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Per non cadere in inganni occorre garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria ‘carta del pesce’”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall’indicazione della data in cui il prodotto è stato pescato”.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.

Nei 33 anni di fermo pesca, stato delle risorse peggiorato. Nonostante la riduzione del periodo fisso di blocco delle attività, l’apertura alla tutela differenziata di alcune specie e la possibilità per le imprese di scegliere i restanti giorni di stop, il giudizio di Coldiretti Impresapesca sull’assetto del fermo pesca 2019 non può essere positivo poiché la misura continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 33 anni di fermo pesca è progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. Questo ha determinato nel periodo un crollo della produzione, la perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18.000 posti di lavoro. L’auspicio è che dal 2020 si possa partire dalle novità positive per mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie.​

Fonte: Servizio stampa Coldiretti

Il Mercato Ortofrutticolo di Chioggia ammoderna la propria struttura, obiettivo diventare sempre più un polo agroalimentare esteso

Costruito nel 1972 su progetto dell’architetto Pier Luigi Nervi e ristrutturato nel 2010, il Mercato Ortofrutticolo di Chioggia – Brondolo (VE) il 24 luglio scorso ha inaugurato una serie di migliorie, realizzate grazie ai fondi del Patto Territoriale Chioggia, Cavarzere, Cona: innanzitutto, due nuove celle frigo utili per la conservazione dei prodotti orticoli nonché un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia elettrica a copertura di una quota di consumo delle celle stesse, un impianto con telecamere di sorveglianza e la costruzione di pedane mobili per il carico e lo scarico merci dagli automezzi.

Giuseppe Boscolo Paolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia

Migliorie a servizio delle imprese agricole. L’amministratore unico del Mercato Ortofrutticolo Giuseppe Boscolo Palo, nel suo intervento introduttivo, ha spiegato che questi progetti sono stati sviluppati negli anni da due amministrazioni, ascoltando anche le nostre indicazioni per apportare le opportune modifiche, prevedendo celle più grandi, che ora misurano 281 e 168 mq, per un volume complessivo di 1350 metri cubi. L’abbattimento dei prodotti che vi saranno stoccati consentirà di offrire un servizio in più alle imprese agricole che vorranno lavorare direttamente nei campi il prodotto consentendo così che il valore
aggiunto possa rimanere in azienda. Da oggi si può partire verso questa nuova sfida, le celle sono un primo passo verso una riorganizzazione anche interna del mercato. Con un futuro progetto di coibentatura sul padiglione Est (3.000 mq) e una macchina per selezionare il prodotto si potrà ulteriormente ampliare i servizi disponibili anche verso la grande distribuzione.

da sx assessore Stecco e Giuseppe Boscolo Palo

Anno di forti cambiamenti per il mercato. «È una giornata emozionante arrivare a una fine di un percorso, ma che è anche un nuovo inizio – aggiunge l’assessore all’agricoltura e alle partecipate Daniele Stecco -, abbiamo messo una base per la riqualificazione e valorizzazione dell’ortomercato di Chioggia, a seguito di un anno di forti cambiamenti per il mercato: come la convenzione per la gestione del mercato ortofrutticolo firmata circa un mese fa tra Sst e Chioggia Ortomercato del Veneto srl per garantire l’operatività della struttura fino al 2033, il lavoro di squadra con SST e con i sottosegretari Pesce e Manzato al fine di togliere il vincolo, almeno per il settore orticolo, imposto dal decreto Madia, affinché il Comune possa invece mantenere la partecipazione all’interno di una società sana come Chioggia Ortomercato del Veneto Srl. Inoltre ricordo una novità molto importante, ovvero la liberà dei privati di investire all’interno del mercato, con il riconoscimento degli investimenti tramite l’ammortamento delle quote in concessione. L’amministrazione comunale vuole tutelare le attività produttive locali, parlo della pesca, ma anche dell’agricoltura: un altro obiettivo sarà il recupero della seconda cupola, per continuare il lavoro di riqualificazione dell’area. Dobbiamo continuare questo lavoro di innovazione, creare le condizioni per investire in servizi, rendere il Mercato Orticolo sempre più competitivo e salvaguardare le aziende agricole e commerciali, garantendo loro delle entrate più eque nelle trattative con la grande distribuzione e puntare ad accordi di rete tra mercati specializzati».

taglio del nastro

taglio del nastro

Investimenti per il rilancio del Mercato ortofrutticolo. «Società Servizi Territoriali, società per azioni interamente partecipata dal Comune di Chioggia – spiega l’amministratore unico di SST Emanuele Mazzaro – è proprietaria del Mercato Ortofrutticolo, ma ci tengo a dire che è anche socia della società che gestisce il mercato e questo è un passaggio molto importante, che fotografa la collaborazione in essere tra gli enti. Anche prima della convenzione, abbiamo garantito la continuità delle attività con atti utili affinché tutta l’area del compendio sia dedicata al mercato. Io personalmente credo molto al mercato, che è fondamentale per il territorio e la società. Sono contento, come proprietario e come socio». «Sono orgoglioso di questa giornata – conclude il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro. Queste celle sono un piccolo passo per la riqualificazione del Mercato Ortofrutticolo e condivido appieno la visione lungimirante dell’amministratore unico Giuseppe Boscolo Palo, che si spende con passione e con idee innovative come un imprenditore deve fare, per esempio nell’utilizzo del nostro buonissimo radicchio in tanti prodotti diversi, dal gelato alla birra. Mi piace la formula che lui vede del mercato, come futuro polo agroalimentare esteso. La nostra amministrazione, dopo alcune incertezze dovute anche alla Legge Madia, ci tiene ad un rilancio completo del mercato ortofrutticolo: ci impegneremo ad esempio nel dirottare dei fondi della legge speciale per qualche ulteriore opera e struttura necessaria, perché sono convinto che abbiamo una grande opportunità, prodotti meravigliosi come il radicchio e un’infrastruttura unica nel suo genere, che merita di essere all’altezza. Dico che bisogna iniziare dal settore primario. Mi unisco anch’io nel ringraziamento di tutti i presenti».

Fonte: Servizio stampa Mercato ortofrutticolo di Chioggia

 

Commissariamento Parco Colli Euganei, l’ex consigliere del parco Sandon scrive a Zaia

Riceviamo e pubblichiamo da Gianni Sandon, ex consigliere Parco Colli Euganei

“Neanche più del rispetto delle scadenze per il rinnovo del commissariamento dei parchi si preoccupa la Regione. Commissariamento che dura da più di 3 anni e di cui il 30 giugno scorso è scaduta anche l’ultima proroga. E ancora non si sa se, e di quanto, sia stata decisa l’ulteriore, inevitabile proroga. Semplice “dimenticanza” o la riprova della profonda ostilità della Regione per i parchi? Da quando l’attuale maggioranza amministra la Regione, dal ’95, (e Zaia ne è alla guida dal 2005) non si è fatto un solo nuovo parco. Ci si è accontentati di quei miseri 5 istituiti tra fine anni ’80 e primi anni ’90. Come se pensare ai parchi fosse un frivolo fastidio e non un’operazione d’avanguardia per qualificare la politica del territorio”.

“Ostilità certo favorita dalla gestione a dir poco scialba che dei parchi si è fatta. Risultato cui ha non poco contribuito anche il sostanziale boicottaggio della stessa Regione, che con la crisi epocale del 2008/2009 ha visto finalmente l’occasione per lo smantellamento definitivo di questa istituzione. Per “ridurre le spese di funzionamento” con la finanziaria del 2011 aveva preannunciato un apposito disegno di legge di “riordino e razionalizzazione degli enti strumentali”. Che viene presentato nel luglio 2012. Ma l’obiettivo di fondo, altro che risparmio e razionalizzazione, diventa quello di limitare le competenze dei parchi al solo aspetto “naturalistico”, togliendo loro quelle in materia di territorio, ambiente e persino di paesaggio. E per 4 anni la si è confusamente smenata questa grande riforma”.

“Nel 2016 l’affondo finale: il 17 maggio anche il parco dei Colli, come gli altri, viene commissariato. Ma solo in attesa della nuova legge, recita la delibera di Giunta, e al massimo per un anno, rinnovabile solo “per gravi ragioni”. Che chissà quali sono perché il commissariamento viene successivamente prorogato nell’agosto e nel dicembre 2017, e ancora nel giugno 2018 fino al 30 giugno scorso. In una situazione peraltro divenuta ancor più sconcertante. Perché infatti nel frattempo la legge di “riordino” è arrivata. Una legge “topolino” che in realtà si limita a rimescolare un po’ le carte. E dal giugno dello scorso 2018 la legge contiene scadenze ben precise per riavviare la macchina dei Parchi, messe anche per iscritto dal competente assessore regionale. Ma tutte immancabilmente disattese, continuando a prendere in giro mezzo mondo”.

“Caro Zaia, se l’apposita commisione ministeriale prendesse questa gestione dei Parchi come esempio, forse si convincerebbe che l’autonomia della Regione, invece che ampliarla, bisognerebbe limitarla”.

Energia pulita. ITER e il Consorzio di Padova costituito da CNR, ENEA, INFN, Università di Padova e Acciaierie Venete SpA firmano accordo per sviluppare il sistema di riscaldamento del futuro reattore a fusione

foto di gruppo in occasione della firma dell'accordoIl Direttore Generale dell’ITER International Organization, prof. Bernard Bigot, e il Presidente del Consorzio RFX (costituito da CNR, ENEA, INFN, Università di Padova, Acciaierie Venete SpA), prof. Francesco Gnesotto, hanno firmato un accordo decennale che darà il via alla sperimentazione, a Padova, sul più potente sistema di accelerazione di fasci di particelle neutre mai realizzato. Il sistema garantirà ad ITER le condizioni di temperatura estreme, 150 milioni di gradi, necessarie ad accendere le reazioni a fusione per produrre un’energia pulita, senza emissioni di CO2, sostenibile e sicura.

SpiderTemperature mai misurate nell’Universo conosciuto. “Per dare l’idea di cosa avviene, pensiamo a un grande accendino in grado di produrre un fascio di particelle accelerate all’energia di 1 megaelettronvolt (MeV) che, incontrando le particelle del plasma, la cui energia è circa 100 volte inferiore, avviano un numero enorme di intensissime collisioni, cedendo la propria energia fino a riscaldare la materia all’interno del reattore a temperature mai misurate nell’Universo conosciuto”, spiega il project manager Vanni Toigo del CNR.

panoramica dell'area di ricerca CNR a PadovaL’accordo firmato a Cadarache, in Francia, regola le collaborazioni tra il Consorzio RFX e l’ITER International Organization per la conduzione sperimentale dei due prototipi di questo sistema: SPIDER, la sorgente di ioni più potente al mondo, in funzione da giugno dello scorso anno, e MITICA, l’iniettore completo, uguale ai due che saranno installati su ITER. Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, ha confermato a nome del Governo l’impegno finanziario del MIUR che, sommato a quello dei Soci del Consorzio, porterà, nel decennio 2020-2030, a un contributo italiano complessivo di 55 milioni di euro (M€), a fronte di un contributo internazionale a carico di ITER pari a 99 M€. In parallelo, nuovi accordi tra il Consorzio RFX e l’agenzia europea Fusion for Energy (F4E) sono in via di definizione per regolare la collaborazione nella fornitura dei componenti di MITICA, che si prevede sarà completata entro il 2023, e successivamente nella fornitura dei due iniettori che saranno installati in ITER.

Si conferma, in tal modo, la leadership italiana nel settore della ricerca sul sistema di riscaldamento del plasma attraverso iniezione di fasci di particelle, frutto di una sinergia di competenze presenti trasversalmente negli Enti di ricerca italiani, in atto da diverso tempo. Il Consorzio RFX è stato costituito nel 1996 da CNR, ENEA, Università di Padova, Acciaierie Venete SpA, per avanzare le conoscenze sulla fisica e tecnologia della fusione, concentrando circa 160 risorse di personale tra ricercatori, personale tecnico e amministrativo, e realizzando infrastrutture di ricerca. La macchina RFX per lo studio del confinamento magnetico è entrata in funzione nel 1992. L’ingresso dell’INFN nel Consorzio RFX, con le proprie competenze sull’accelerazione di particelle, è avvenuto nel 2006. Alla realizzazione di ITER, il reattore sperimentale in costruzione a Cadarache, partecipa una cordata di 7 Paesi (Unione Europea, Cina, Corea, Giappone, India, Russia e Stati Uniti), che rappresentano oltre la metà della popolazione mondiale.

Dichiarazioni. Francesco Gnesotto, presidente Consorzio RFX: “Il Consorzio RFX è orgoglioso di aver siglato questo accordo di stretta collaborazione con ITER, una delle maggiori organizzazioni di ricerca e sviluppo a livello mondiale, su un aspetto determinante per il successo del reattore sperimentale, un passo decisivo verso la realizzazione del sogno dell’energia da fusione. Per il gruppo di ricerca di Padova è una grande sfida, che ci accingiamo ad affrontare consapevoli delle difficoltà scientifiche e tecnologiche che essa comporta, ma anche fiduciosi nelle nostre competenze maturate in 50 anni di lavoro sulla fusione, competenze che, grazie all’accordo, saranno integrate con i contributi dei partner di ITER impegnati nel progetto”. “Nei prossimi dieci anni, lavoreremo soprattutto agli aspetti scientifici dell’impresa, dalla quale si attendono risultati importanti per il futuro energetico dell’umanità”, ha affermato Massimo Inguscio, presidente del CNR. “Questo accordo conferma l’eccellenza della nostra ricerca e la capacità di porsi obiettivi sfidanti in un settore, quello della fusione, dove l’Italia ha una leadership consolidata a livello scientifico e nello sviluppo di tecnologie di frontiera”, ha sottolineato il presidente dell’ENEA Federico Testa. “Nuove sfide, sempre più ambiziose: solo ponendosele, e vincendole, si può costruire un futuro migliore.” afferma Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova. “L’accordo appena firmato terrà Padova al centro dell’attenzione internazionale. Non è iperbolico dire che gli occhi del mondo guarderanno con attenzione i risultati del programma, come sempre quando si parla di scenari energetici che potrebbero coinvolgere l’intero pianeta. L’Università che ha ospitato Galileo come sempre farà la sua parte, conscia del credito a livello scientifico che vanta il Paese nel campo della fusione”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio RFX

 

 

 

Manodopera stagionale, al Veneto destinata la metà del numero necessario, CIA e Confagricoltura Veneto chiedono alla Regione unità d’intenti contro il capolarato

Lotta al caporalato: occorre uno sforzo congiunto e non di parte. CIA Agricoltori Italiani Veneto e Confagricoltura Veneto, a poco più di un anno dalla sottoscrizione del protocollo con la Regione Veneto (avvenuta il 21 maggio 2018), fanno il punto sulla reperibilità della manodopera stagionale e sulle iniziative per incrociare domanda e offerta di lavoro.

Per tutto il Veneto sono arrivati infatti solo 831 lavoratori stagionali non comunitari, assegnati dal Ministero, quando le domande di manodopera sono state il doppio. Una carenza che rischia di favorire il lavoro illegale. Per la provincia di Treviso sono arrivati solo 40 lavoratori stagionali, quando il fabbisogno sarebbe stato di 150 braccianti. «Quest’anno – spiega Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura Veneto – si sta acuendo il problema relativo alla reperibilità della manodopera. Sono tre anni che le quote per l’ingresso di cittadini non comunitari per il lavoro stagionale in Veneto sono state ridotte di due terzi, mentre quelle di altre regioni sono aumentate. Stiamo cercando di avere spiegazioni dal Ministero dell’Interno e di riavere le quote che ci sono state sottratte. Lo scopo rimane quello di contrastare forme illegali di somministrazione di manodopera, perché un migliaio di lavoratori in meno concessi equivalgono ad altrettanti lavoratori concessi al Far West del lavoro illegale».

A Venezia 20 quote di lavoro stagionale. «Ci sono casi eclatanti – conferma Maurizio Antonini, direttore di CIA Veneto – come quello di Venezia. Una città che vive di turismo, che conta (solo a livello alberghiero) 8.000.000 di arrivi l’anno, ha avuto 20 quote per lavoro stagionale. Con questi 20 lavoratori, vanno coperti tutti i settori stagionali: bar, ristoranti, alberghi, spiagge e imprese agricole. Una situazione insostenibile, che va nella direzione opposta a quanto firmato con la Regione del Veneto. A Padova sono stati concessi 80 posti su quasi 400 richieste. A Verona i 500 concessi potrebbero sembrare tanti, ma se si considera che si comincia ad aprile con la raccolta delle fragole, a luglio con le pesche, in agosto con le pere, in settembre con l’uva, a novembre con kiwi e olive, si capisce che la stagionalità da coprire diventa ampia».

Necessità di unità di intenti. In sede di firma del protocollo, Confagricoltura e CIA avevano sottolineato come anche gli enti bilaterali per l’agricoltura potessero svolgere un ruolo importante per far incontrare domanda e offerta di lavoro. «Ora prendiamo atto – commentano Bassani e Antonini – di un accordo sottoscritto dalla Regione Veneto con un’altra associazione (Coldiretti, ndr), che prevede di fare quello che noi stiamo già facendo a livello locale. Ci chiediamo se sia opportuno che su un tema così delicato e cruciale, sul quale la Regione Veneto ha deciso di impegnarsi a fondo, abbia senso interloquire con soggetti che rappresentano solo una parte del vasto mondo dell’agricoltura e non coinvolgere tutto il mondo della rappresentanza agricola».

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

 

 

 

Consorzi di bonifica, stilato un protocollo di gestione delle crisi idriche nella stagione estiva

Un uso corretto e controllato del servizio irriguo è esempio di rispetto. Per questo il Consorzio di bonifica Bacchiglione, in accordo con la Regione del Veneto e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive, ha stilato un protocollo di gestione delle crisi idriche per regolamentare l’utilizzo dell’acqua, garantendo un servizio efficiente e riducendo gli sprechi.

Le indicazioni sulle derivazioni dell’acqua dal canale Novissimo prevedono la limitazione del prelievo in fasce orarie stabilite e il coordinamento con il personale consortile per manovre particolari. Le zone interessate sono in particolar modo i comuni di Chioggia e Codevigo, dove sono presenti colture che necessitano di un apporto idrico giornaliero. «I cambiamenti climatici e le loro conseguenze sul nostro territorio non possono più rimanere inascoltati. Dobbiamo intervenire con manovre preventive per far fronte alle possibili crisi idriche. Quest’anno siamo riusciti a disciplinare l’utilizzo dell’acqua anche nelle zone delle valli da pescaafferma il presidente del Consorzio di bonifica Bacchgilione Paolo Ferraresso -. Il Consorzio Bacchiglione sta facendo la sua parte attraverso l’installazione di elettropompe e l’immissione d’acqua dal canale L.E.B. in modo tale da garantire sempre un servizio efficiente».

Le misure straordinarie per la stagione estiva prevedono la concentrazione delle operazioni di attingimento nelle ore diurne, in cui i livelli sono mantenuti alti, mentre durante le ore notturne i livelli vengono abbassati per ridurre i costi energetici di pompaggio e gli sprechi. Inoltre sono state predisposte delle pompe di emergenza da posizionare presso gli impianti idrovori per poter pompare acqua nel canale Novissimo in caso di necessità. In caso di criticità è richiesta la riduzione dei prelievi a tutti gli utenti.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione