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Clima e buone pratiche, in Veneto quattro bandiere verdi di Legambiente

gli effetti nelle montagne venete della tempesta Vaia

Dopo il Piemonte, il Veneto è la seconda regione alpina per numero di bandiere verdi assegnate da Legambiente alle buone pratiche locali in difesa dell’ambiente e contro l’emergenza climatica.

Tempesta Vaia. Per tutelare la fragilità delle zone montani causata dai cambiamenti climatici in atto è necessario, secondo l’associazione ambientalista, mettere in campo azioni innovative di difesa del territorio, replicando le esperienze virtuose che vanno in questa direzione. Premiati in Veneto i Comuni della provincia di Belluno Rocca Pietore e Feltre per per gli sforzi tesi a restituire centralità alla montagna e per i lavori di rimessa in sicurezza dei luoghi colpiti dalla tempesta Vaia lo scorso ottobre. «La tempesta Vaia ha mostrato con grande chiarezza quanto il cambiamento climatico possa essere repentino e toccarci in prima persona – dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – per affrontare la crisi climatica serve intervenire subito con politiche mirate ed efficaci e approvare piani di adattamento climatico che partano dai territori colpiti, mettendo al centro il protagonismo delle comunità; si pensi al caso di Feltre, che ha reagito all’emergenza mobilitando cittadini e associazioni: un lavoro incessante che prosegue con la realizzazione di un primo campo di volontariato nazionale per contribuire al ripristino dell’ecosistema.»

Tradizioni rurali preservate. Nella provincia di Verona i riconoscimenti per buone pratiche di sostenibilità sono andati invece all’allevatore Modesto Gugole che porta avanti la transumanza e a Nello e Giorgio Boschi che mantengono viva la tradizione delle carbonaie, attività nata dalla migrazione cimbri dalla Bassa Bavaria nel XII-XIII secolo.

Alpi sempre più calde. Secondo Legambiente per affrontare i cambiamenti climatici – in particolare nelle Alpi che vedono il doppio dell’aumento medio della temperatura – è necessario tanto moltiplicare le esperienze virtuose di gestione del territorio e delle risorse, quanto sviluppare finalmente un modello energetico distribuito e rinnovabile che sia un’opportunità per territori, famiglie, imprese. Perché per fermare l’emergenza climatica serve una radicale inversione di rotta che riduca drasticamente le emissioni e metta al centro il necessario adattamento del territorio.

Fonte: redazione Ecopolis

All’Esac di Vicenza, corso per disoccupati o inoccupati di oltre 30 anni per addetti alla ristorazione collettiva sostenibile finanziato dal FSE, domande entro il 5 luglio 2019

ESAC Formazione promuove un percorso formativo per “Addetto alla ristorazione collettiva sostenibile” con tirocinio finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Si tratta di un percorso professionalizzante rivolto a disoccupati o inoccupati over 30 che intendono diventare addetti alla ristorazione collettiva sostenibile. Obiettivo: formare lavoratori che sappiano coniugare le competenze pratiche del lavoro in cucina a quelle teoriche sui principi nutrizionali e sugli aspetti della sostenibilità alimentare e ambientale.

Profilo professionale. Il percorso, completamente gratuito, grazie alle attività formative (120 ore) e al tirocinio in azienda (480 ore) intende ampliare le conoscenze e competenze richieste dalla tradizionale figura di management aziendale nel percorso di avvicinamento e introduzione di tecniche e procedure operative, finalizzate alla sostenibilità ambientale nella ristorazione collettiva, con l’obiettivo di caratterizzare l’azienda migliorandone l’immagine, l’ambiente di lavoro, le capacità di controllo gestionale e di garantirne la redditività ottimizzando e rendendo efficiente il rapporto fra costi, qualità e prezzi di vendita.

Apertura termini per la presentazione delle domande di ammissioneLe selezioni si terranno lunedì 8 luglio presso il Centro Formazione ESAC. I termini per inviare la documentazione scadono venerdì 5 luglio alle ore 10.00.

Struttura del progetto. Orientamento individuale al ruolo per definizione del progetto di tirocinio (4 ore). Attività formativa in aula (120 ore). Tirocinio in azienda (480 ore) che potrà essere avviato, qualora il progetto venga finanziato dalla Regione Veneto, a partire dal mese di settembre 2019. Attività di accompagnamento al tirocinio (12 ore).

Destinatari e requisiti di ammissione. Essere inoccupati/disoccupati beneficiari e non di prestazioni di sostegno al reddito a qualsiasi titolo. Avere un’età superiore a 30 anni. Essere residenti/domiciliati in Veneto. Verrà data priorità a coloro che sono in possesso di esperienze lavorative pregresse in ambito di preparazione e distribuzione pasti presso aziende appartenenti al mondo della ristorazione collettiva e/o commerciale.

Indennità di frequenza. Per i destinatari è prevista un’indennità di frequenza esclusivamente per le ore effettivamente svolte di tirocinio. L’indennità sarà riconosciuta al solo per le ore effettivamente svolte ed al raggiungimento di almeno il 70% del monte ore previsto in ciascuna attività. Per informazioni e adesioni segreteria didattica allo 0444 964300.

Fonte: Esac formazione

 

 

 

Innovazione in viticoltura ed enologia, il 2 luglio 2019, a San Pietro in Cariano (Vr) formazione in campo con macchine green e workshop de L’Informatore Agrario. Ad organizzare l’evento, il Consorzio tutela vini Valpolicella, che in assemblea ha ridotto rese di produzione per la vendemmia 2019.

Martedì 2 luglio a San Pietro in Cariano (VR), nella Tenuta Pule (via Andrea Monga), dalle 9:30 alle 16 (ingresso libero) si svolgerà Valpolitech in vigneto, primo di due eventi annuali – l’altro, Valpolitech in cantina, si svolgerà il 10 settembre 2019 – sull’innovazione tecnologica in viticoltura e in enologia organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

In esposizione. Ci saranno le macchine agricole ‘green’ come quelle per la gestione meccanica dell’erba sulla fila, le macchine irroratrici, macchine e prodotti per il sovescio, le attrezzature per la gestione della chioma, i droni per i rilevamenti oltre ai nuovi sistemi gestionali, alla sensoristica innovativa e alle energie alternative. Il 2 luglio, spazio anche alla formazione in campo con le prove pratiche dei macchinari tra i filari, e in aula con due workshop organizzati in collaborazione con L’Informatore Agrario, media partner dell’evento: “Il sovescio per equilibrare la fertilità dei suoli in vigneto” alle ore 14:00 e “Le alternative per la difesa sostenibile del vigneto” alle ore 15:00.

Contenimento della produzione. Il Consorzio, che rappresenta oltre l’80% dei produttori che utilizzano la denominazione ‘Valpolicella’, lo scorso 19 giugno ha tenuto l’assemblea dei soci di approvazione bilancio – 2,1 milioni di euro il fatturato dello scorso anno, su cui incidono in particolare le iniziative di promozione in Italia e all’estero oltre che le azioni di tutela dei marchi – e ha ratificato decisioni legate alle politiche di contenimento delle produzioni della D.O., già oggetto di delibere in Consiglio, e ora al vaglio della Regione Veneto. Approvate la riduzione per la vendemmia 2019 della resa totale per ettaro (110 quintali, anziché 120) e la riduzione della cernita per la messa a riposo delle uve per la produzione di Amarone e Recioto al 40% (da disciplinare è al 65%), cernita che però può crescere del 5% per le aziende certificate bio o RRR. Per il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Andrea Sartori: “Si tratta di misure contenitive strategiche per garantire qualità e redditività di una filiera che, negli ultimi 10 anni, ha visto crescere di quasi il 30% la superficie dei propri impianti. Per questo motivo – ha proseguito Sartori -, a salvaguardia dell’esclusività in particolare del nostro prodotto di punta, l’Amarone, stiamo dialogando con la Regione per importanti decisioni legate alla gestione in equilibrio del nostro vigneto”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Vini Valpolicella

 

Latte: accordo di programma, 10 milioni di aiuti per 25 milioni di investimento per lo sviluppo industriale di Lattebusche-Latteria di Soligo

Un progetto industriale del valore di 24,5 milioni di euro aiuterà il settore lattiero-caseario del Veneto a recuperare ulteriore efficienza e sostenibilità e a competere, sul fronte della qualità, con i maggiori produttori internazionali di latte, gelati, formaggi e latticini: questo l’obiettivo dell’accordo di programma tra il Ministero per lo Sviluppo economico, la Regione Veneto e Invitalia, che mette a disposizione 10,2 milioni di agevolazioni pubbliche per lo sviluppo dalla società cooperativa Lattebusche e della Latteria di Soligo.

Si tratta di un progetto quadriennale che investe nella riqualificazione di quattro dei cinque stabilimenti di Lattebusche (Busche, Sandrigo, Carmignano e Chioggia) e nel potenziamento della centrale di Farra di Soligo della Latteria di Soligo, nonché della sede logistica di san Donà di Piave. La Latteria di Soligo avvierà, inoltre, un percorso di ricerca volto ad aumentare la qualità e la conservabilità dei formaggi freschi, riutilizzando e valorizzando il siero che deriva dalla lavorazione dei formaggi. Il programma di investimenti rafforzerà la produttività delle due latterie e creerà 34 nuovi posti di lavoro.

Obiettivi. “Così il settore lattiero-caseario del Veneto potrà guardare al futuro con maggiore competitività portando sul mercato prodotti freschi con maggiori capacità di conservazione – commenta l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – Obiettivo di questo investimento, infatti, è ridurre i costi di produzione, creare un sistema logistico e produttivo efficiente, migliorare l’impatto ambientale e incrementare la qualità dei prodotti e quindi delle vendite. Per questo la Regione Veneto ha scelto di modificare le regole del fondo di rotazione regionale a sostegno dell’agroalimentare e di concedere la quota massima, cioè 500 mila euro, per cofinanziare il contratto di sviluppo siglato con Ministero e Invitalia”.

Nel dettaglio. Il piano di investimenti prevede, nel dettaglio che la cooperativa Lattebusche (che conta circa 380 soci e gestisce 5 stabilimenti e 8 spazi aziendali) investa 15,5 milioni (di cui 6,2 coperti da agevolazioni) nella sede di Busche (Bl) realizzando un nuovo edificio direzionale, un magazzino per lo stoccaggio, spostando il depuratore all’esterno e installando nuovi impianti e macchinari; a Sandrigo (Vi) sono previsti l’ampliamento dello stabilimento, il potenziamento del sistema di affioramento del latte e delle saline, una nuova linea di doppifondi e serbatoi, una struttura adibita a carico e scarico, impianti e macchinari; a Carmignano (Pd) sono in programma l’ampliamento della sala lavorazione, un nuovo impianto di refrigerazione, nuovi macchinari per ottimizzare e automatizzare la produzione e riorganizzare il magazzino; a Chioggia (Ve) amplierà la produzione di gelati. La Latteria di Soligo (che conta anch’essa 5 stabilimenti produttivi e sedi logistiche a Padova, Belluno, San Michele al Tagliamento e a Pagnacco, in Friuli) investe 7,4 milioni di euro (di cui 3 garantiti agli aiuti dell’accordo di programma) per realizzare una nuova piattaforma logistica nella sede di Farra di Soligo e per rinnovare la sede di confezionamento e deposito di San Donà di Piave. Agli investimenti strutturali si aggiunge il progetto di ricerca e sviluppo a Farra di Soligo che, in collaborazione con l’Università di Padova, punta al riutilizzo di scarti di produzione per migliorare la qualità dei formaggi: dal recupero del siero che deriva dalla produzione di formaggi verranno ricavate frazioni proteiche, quali lattoferrina e proteine antiossidanti, che migliorano la conservabilità dei formaggi freschi e la loro qualità nutrizionale, riducendo nel contempo l’utilizzo di conservanti e i costi di smaltimento degli scarti. Il processo produttivo di frazionamento del siero e riutilizzo sarà certificato dal CSQA di Thiene, il più importante ente italiano di certificazione della qualità alimentare.

Fonte: Servizio stampa regione veneto

Report 2018 agroalimentare Veneto: vitivinicoltura locomotiva regionale (produzione +48,9%), cereali e colture industriali con alti e bassi, come pure l’ortofrutta.

Veneto Agricoltura ha pubblicato il report di inizio estate sull’andamento agroalimentare regionale dell’anno precedente e i primi risultati del 2019.

In breve. Nel 2018 l’agricoltura veneta ha raggiunto un valore di 6,3 miliardi di euro, in crescita del +7,5% rispetto all’anno precedente. La buona performance è dovuta essenzialmente all’incremento quantitativo di alcune produzioni, in particolare della vite, mentre i prezzi hanno inciso in maniera piuttosto ridotta. E’ risultato invece in leggero calo il valore della produzione degli allevamenti. Cereali e grandi colture in altalena come pure l’ortofrutta. Il numero di imprese agricole iscritte nel Registro delle Camere di Commercio del Veneto è sceso a 63.186 aziende (-0,7% rispetto al 2017), proseguendo il trend negativo registrato negli ultimi anni. Sul versante import/export è diminuito il saldo negativo della bilancia agroalimentare veneta, scesa a circa 305 milioni di euro (-12,4% rispetto al 2017). In pratica, sono aumentate le esportazioni, che hanno raggiunto i 6,79 miliardi di euro (+0,4% rispetto al 2017), mentre si sono leggermente ridotte le importazioni, che hanno sfiorato i 7,1 miliardi di euro (-0,3%).

Cereali e colture industrialiAndamento climatico sfavorevole per i cereali autunno-vernini che ha determinato un decremento delle rese del -12,1% per il frumento tenero e del -10,6% per il grano duro. In aumento invece la produzione complessiva del frumento tenero (+15%), mentre per l’orzo il calo è stato del -8%. Il mais ha visto crescere le rese di oltre l’11%, ma la diminuzione della superficie coltivata (137 mila ettari, -17% sul 2017) ha determinato una contrazione della produzione del -5,6%. Per la soia le rese sono aumentate del +11,8% per una produzione complessiva pari al+19,4% sul 2017). Male tabacco e barbabietola che hanno risentito di problemi fitosanitari legati al clima e alla cimice asiatica. Bene girasole, al cui ampliamento delle superfici (+21,6%) è corrisposto un aumento della produzione del 28% per via dell’incremento delle rese di oltre il 5%. In calo del 9% la resa della colza per le stesse problematiche manifestate dalle colture autunno-vernine. Listini in crescita per mais, frumento tenero, orzo, riso, girasole e tabacco, negativi per barbabietola, soia e frumento duro.

Colture ortofrutticole. Nel 2018 le superfici investite a orticole sono scese nel Veneto a circa 26.700 ettari (-3% rispetto al 2017). Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, possano attestarsi su circa 23.400 ettari (-4%), mentre le orticole in serra, stimate in circa 3.850 ettari, si riducono del -2,8%; in aumento le piante da tubero (3.270 ha, +5%). Il valore della produzione ai prezzi di base di patate e ortaggi viene stimato a circa 690 milioni di euro, in aumento del +2,5% circa rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la frutticoltura, le superfici investite sono state pari a 17.700 ettari, con un calo del -0,4%, mentre l’olivo è in salita con 5.106 ettari (+2,6%). Il valore della produzione di frutta fresca ha sfiorato i 300 milioni di euro, salendo del +27,8% rispetto all’anno precedente, anche grazie alle buone condizioni climatiche e all’entrata in produzione di nuovi impianti. Produzioni e rese più che raddoppiate per l’olivo.

Florovivaismo. Il numero di aziende attive nel florovivaismo è sceso nel 2018 a 1.451 unità (-2,4% rispetto al 2017). In calo le superfici in piena aria (1.930 ha, -5%), mentre registrano un calo più contenuto gli ettari in coltura protetta (650 ha, -1%). La produzione complessiva regionale è rimasta sostanzialmente invariata attestandosi su circa 1,6 miliardi di piante, con l’83% della quale di natura vivaistica.

Vitivinicoltura. La vendemmia 2018 ha segnato diversi record. La produzione di uve si è attestata sui 16,4 milioni di quintali (+48,9% sul 2017, che però era stata un’annata scarsa). Di conseguenza, anche la produzione di vino è cresciuta, segnando un +51,8% rispetto all’anno precedente. La superficie vitata è pari a 86.973 ha, con un rialzo annuo del +8,4%. Anche nel 2018 il vino veneto, che per il 68% è di tipo DOC/DOCG,  da solo ha rappresentato il 35,8% dell’export italiano del settore. Si pensi che nell’ultimo anno il Veneto ha esportato vino per ben 2,2 miliardi di euro, con un rialzo annuo del +3,6%.

Zootecnia. In Veneto nel 2018 sono state prodotte 1,18 milioni di tonnellate di latte (+0,4% sul 2017) per un valore in leggera flessione pari a 415 milioni di euro (-0,5%), dovuto ad un lieve calo del prezzo del latte crudo attestatosi sui 36,29 euro/hl. La produzione di carne bovina è diminuita del -1% pari a 171.400 tonnellate. Il valore della produzione veneta è risultata pari a 420 milioni di euro. Nella nostra regione sono presenti circa 6.500 allevamenti da carne con almeno 1 capo (-7% rispetto al 2017).

Primi risultati del 2019. Dalle prime indicazioni fornite dagli operatori, sembrano tenere le superfici coltivate a frumento tenero, mentre dovrebbero diminuire quelle a frumento duro (-10/-15%). Per le colture a semina primaverile le superfici a barbabietola dovrebbero aumentare di circa un migliaio di ettari, mentre si stima una ripresa degli investimenti a mais granella (140.000/150.000 ha,+5/10%) a scapito delle superfici coltivate a soia che si prevedono in calo (145.000/150.000 (-5/10%).Il vigneto veneto sta facendo i conti, ma è in fase di recupero, con le conseguenze delle abbondanti precipitazioni di aprile e maggio, mesi questi caratterizzati anche da temperature al di sotto della media stagionale. I dati previsionali della vendemmia saranno comunque presentati il prossimo 27 agosto a Legnaro (Pd) nel consueto appuntamento prevendemmiale del Trittico Vitivinicolo Veneto. Il primo trimestre 2019 vede il Veneto esportare vino per oltre mezzo miliardo di euro, con un ulteriore rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,7%). Nel ranking italiano, il Veneto si conferma al primo posto con circa 504 milioni di euro di export di vino, doppiando di fatto il Piemonte, la Toscana e, ancor più, il Trentino-Alto Adige.

Nei primi mesi del 2019 le consegne venete di latte sotto leggermente scese (-3% rispetto allo stesso periodo del 2018). Le quotazioni del latte sono invece in aumento del +9/10% con valori pari a 40 euro/hl. Buone anche le quotazioni dei principali formaggi, tutte in aumento. Nei primi mesi del 2019 le quotazioni degli animali da macello (Charaloise e Limousine) sono su buoni livelli: intorno ai 2,6 euro/kg il primo e sopra il 2,8 euro/kg il secondo. Su valori più contenuti i baliotti delle razze da carne.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

 

28 giugno 2019, soci Argav in visita all’Oasi Rachello a Musestre di Roncade (TV) e, verso sera, sull’aia del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per l’ultimo convivio prima della pausa estiva

Giornata speciale prima della pausa estiva per i soci Argav, che oggi, venerdì 28 giugno, saranno in visita alla filiera delle Oasi Rachello a Musestre di Roncade (TV).

Filiera 100% italiana e sostenibile per l’agricoltore. Si tratta di territori incontaminati, lontani da ogni forma d’inquinamento, in cui è praticata un’agricoltura virtuosa, rispettosa e controllata. Qui nascono i cereali, che danno vita a farine italiane di origine garantita, all’interno di un progetto di filiera certificata ISO 22005, sostenibile per l’ambiente e basato sulla valorizzazione del lavoro degli agricoltori locali.

Programma. 13:00/13:30 Ritrovo al Molino Rachello Via Everardo 51, Musestre di Roncade TV. A seguire, degustazione di pizza in pala gourmet preparata con le Farine di Oasi e possibilità di confronto con il tecnico pizzaiolo, Michael Sartor. Ore 14:30, Visita all’Oasi di Portegrandi (VE), una delle 30 aziende agricole del progetto, per scoprire e verificare “sul campo” le modalità di agricoltura sostenibile,che gli agricoltori si impegnano ad applicare, secondo i dettami di un rigido disciplinare e supportati in campo da tecnici agronomi. Ore 15:30 Visita al Molino ed all’impianto produttivo in tutte le sue fasi: dall’accettazione ed analisi della materia prima alla pulitura, dalla macinazione del grano fino al  confezionamento. Successivo confronto con possibilità di domande a Gabriele Rachello, uno dei titolari dell’azienda, per un approfondimento sul progetto della Filiera delle Oasi, nonchè su tutti i processi e i controlli necessari per garantire una filiera tracciabile e di qualità. Ore 17:00 Saluti e chiusura della giornata.

Alla sera, i soci Argav si trasferiranno al Circolo di Campagna Wigwam, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), per la tradizionale serata estiva di aggiornamento “sull’aia”. All’incontro, che avrà inizio verso le ore 19, saranno ospiti: Franco Secchieri, glaciologo; Francesco Medici, responsabile culturale del 1° Festival della Cucina Veneta, che si svolgerà dal 5 al 7 luglio 2019 ad Albignasego (PD);Ilaria “Velia” Vellar, cantautrice cimbra, Piero Cosma, contitolare Molino Cosma, Andrea Concina e Andrea Bonalberti, contitolari “Sidro Vittoria”, Paola Mietto, contitolare cantina “Terra del Feudo”.

Iscrizioni ancora aperte per gli incontri all’Ortomercato di Chioggia (VE), di cui uno oggi a partire dalle ore 17.30, su mercato, innovazione e tecniche di difesa del radicchio

Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp e Au Ortomercato Chioggia

Sono aperte le iscrizioni al seminario formativo “Radicchio: prospettive e tecniche di coltivazione“, che si terrà in due serate, di cui la prima stasera, giovedì 27 giugno e venerdì 5 luglio, a partire dalle ore 17:30, all’Ortomercato di Chioggia (VE).

Di un milione e mezzo di quintali di radicchi prodotti in Italia, più della metà sono coltivati nel Veneto. Si differenziano per qualità, pregio e quotazioni gli Igp di Treviso, di Castelfranco, di Chioggia e di Verona. Il mercato sostanzialmente si mantiene su posizioni positive, ma sempre più si avverte la necessità di programmare produzioni, di cercare il coordinamento tra coltivatori, di conciliare la domanda con l’offerta e di creare quindi le condizioni per prezzi più stabili e remunerativi. Nei due incontri si farà il punto sul loro mercato, sull’innovazione e sulle tecniche di difesa. Si cercherà di mettere a fuoco le prospettive e i criteri ed i processi produttivi del radicchio, alla luce di quanto offre la più moderna tecnologia. Inizio dei lavori alle 17.30.

In primo piano il che fare per dare slancio, vitalità e maggiore stabilità e quindi valorizzazione ai radicchi. Saranno illustrate quindi la Strategia nazionale per l’ortofrutta approvata dal Mipaaft e le novità per contrastare infestanti, combattere i parassiti e fare fronte alle avversità atmosferiche. Importante anche la questione della sostenibilità: i consumatori richiedono sempre più prodotti tipici di un territorio di cui si riconosce la bontà e la salubrità. Puntare sulla qualità dell’ambiente che dà prodotti di qualità, è la carta vincente per lo sviluppo di una filiera sostenibile, virtuosa e in grado di remunerare adeguatamente gli sforzi dei produttori. Tale filiera merita di essere riconosciuta, promossa e presentata con efficacia ai consumatori. Uscire dalla logica delle “commodity” per andare verso le “speciality”, valorizzando i diversi territori vocati del nostro paese, è la più adeguata risposta alle aspettative dei consumatori, sempre più attenti e consapevoli nelle scelte d’acquisto.

In programma interventi di: Francesco Arrigoni direttore di OPO Veneto, Cesare Bellò di Unaproa, Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, Valentino Lucchin di Agri2000 Italia, Federico Nadaletto di OPO Veneto e Giuseppe Boscolo Palo, socio Argav, presidente del Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia IGP e amministratore unico di Chioggia Ortomercato del Veneto. Coordinatore dei lavori Mimmo Vita, socio Argav, caporedattore dell’Ufficio stampa di Veneto Agricoltura. L’iniziativa è promossa da Irecoop Veneto, Banca Patavina, Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia IGP, OPO Veneto e Chioggia Ortomercato del Veneto.
Per informazioni e iscrizioni: agroalimentare@irecoop.veneto.it

Fonte: Servizio Stampa Opo Veneto

Borse di studio sul paesaggio, aperto il bando dell’edizione 2019/2020 rivolto a laureati e post laureati, domande entro venerdì 30 agosto 2019

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino alle ore 12 di venerdì 30 agosto 2019 per presentare le domande di partecipazione al bando della quinta edizione delle Borse di studio sul paesaggio, istituite dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche nel quadro delle attività di ricerca sul paesaggio e la cura dei luoghi sviluppate con il proprio Comitato scientifico.

L’edizione 2019/2020 prevede l’attivazione di due borse di studio semestrali, una per ciascuna delle due aree tematiche – Natura e giardino e Progetto di paesaggio -, ispirate rispettivamente alle eredità culturali di Ippolito Pizzetti (1926-2007) e di Sven-Ingvar Andersson (1927-2007), figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione. Per la prima borsa di studio (area tematica Natura e giardino) ai candidati viene richiesto di presentare un progetto di ricerca sul tema dei nuovi paesaggi emergenti nell’Antropocene, con attenzione particolare alle questioni relative al rapporto tra intervento umano e natura, preferibilmente legato alla realtà geografica italiana. Per la seconda (area tematica Progetto di paesaggio) viene richiesto un progetto di ricerca sul tema del rapporto tra accelerazione ambientale e atteggiamento culturale nei confronti del progetto del giardino e del paesaggio. I candidati possono presentare, individualmente, un solo progetto di ricerca, originale e costruito esplicitamente attorno a una delle due aree tematiche.

La durata delle borse di studio, residenziali e non prorogabili, è di sei mesi ciascuna. Il periodo di svolgimento sarà dal 15 gennaio 2020 al 15 luglio 2020.
Il valore di ciascuna borsa è fissato in euro 10.000,00 (lordi). Possono candidarsi alla borsa di studio laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri che non abbiano compiuto i 40 anni alla data del 30 agosto 2019. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprano un impiego pubblico o privato e svolgano una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito www.fbsr.it oppure può essere ritirato presso la segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18). La domanda, con i vari allegati, dovrà essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo paesaggio@fbsr.it con oggetto “Borse di studio sul paesaggio 2019/2020” oppure fatta pervenire con un’altra modalità alla segreteria della Fondazione con la stessa scadenza.

La selezione dei borsisti, insindacabile, sarà effettuata da una commissione appositamente istituita dalla Fondazione, i cui membri provengono dalla sua struttura e dal suo Comitato scientifico. I risultati saranno resi noti entro il 30 ottobre 2019 mediante pubblicazione nel sito http://www.fbsr.it. Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche: Maria Teresa Andresen, Università di Porto; Giuseppe Barbera, Università di Palermo; Hervé Brunon, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Anna Lambertini, Università di Firenze; Luigi Latini (presidente), Università Iuav di Venezia; Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, Università di Girona; José Tito Rojo, Università di Granada. Referenti interni delle borse di studio sul paesaggio: Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico; Silvia Brugnaro, segreteria; Simonetta Zanon, responsabile progetti paesaggio (coordinamento). Per ulteriori informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

L’Unione Europea adotta nuova norme sui concimi

Il Consiglio Europeo ha adottato un regolamento che armonizza i requisiti nell’UE per i concimi prodotti da fosfati minerali e da materie prime organiche o secondarie, aprendo nuove possibilità per laloro produzione e commercializzazione su vasta scala.

Il nuovo regolamento, che fissa dei limiti armonizzati per una serie di contaminanti presenti nei concimi minerali, come ad esempio il cadmio, garantirà che soltanto i concimi che soddisfano rigorosi requisiti e standard in materia di qualità e sicurezza, uniformi in tutta l’UE, possano essere venduti liberamente nel territorio comunitario. Ricordiamo che i contaminanti presenti nei prodotti fertilizzanti fosfatici, quali il cadmio, possono potenzialmente presentare un rischio per la salute umana, animale, vegetale e per l’ambiente. Per questo motivo le nuove norme ne limitano il tenore, promuovendo nel contempo la produzione e l’utilizzo dei concimi fosfatici a basso tenore di cadmio e dei concimi biologici. Inoltre, la nuova normativa offrirà una maggiore scelta agli agricoltori orientati a un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente.

Cosa cambia nella pratica. Secondo il nuovo regolamento, i prodotti fertilizzanti dell’UE che recano la “marcatura CE” dovranno soddisfare determinati requisiti per beneficiare della libera circolazione nel mercato interno dell’UE. Questi riguarderanno, tra l’altro, i limiti massimi obbligatori di contaminanti, l’utilizzo di categorie definite di materiali costituenti e gli obblighi di etichettatura. I fabbricanti di concimi che non recano la “marcatura CE” avranno ancora la possibilità di immetterli sul mercato a livello nazionale. Il nuovo regolamento, che sostituisce il precedente regolamento del 2003, comprende tutti i tipi di concimi (minerali, organici, ammendanti, substrati di coltivazione, ecc.).

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

 

Stasera al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) il direttivo Argav

Stasera, alle 18:30, nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) si svolgerà l’ultimo direttivo Argav prima della pausa estiva con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazioni della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, programmazione prossime attività 2019, varie ed eventuali.