Sicurezza idraulica del territorio veneto, a che punto siamo? Informazioni e dati sullo stato di attuazione dei lavori di difesa del suolo realizzati, in fase di realizzazione e pronti a partire nel 2017 sono stati forniti dall’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin. Si tratta di un “pacchetto” di interventi che tocca i 600 milioni di euro, utilizzando risorse regionali, nazionali ed europee e che riguardano non solo grandi opere, come i bacini di laminazione, ma anche lavori di difesa idraulica minori e di sistemazione idraulico-forestale che hanno comunque un grande impatto sulla sicurezza dei territori interessati.
Redatto un piano dopo l’alluvione del 2010. Ha riferito l’assessore: “In generale, nel dare le priorità, seguiamo un tipo di approccio impostato secondo criteri legati all’indice di rischio. E’ sicuramente un percorso lungo, ma che deve essere fatto. Noi lo abbiamo intrapreso e i risultati ci sono”. Dopo l’alluvione del 2010, sotto la supervisione del prof. Luigi d’Alpaos è stato infatti redatto un piano che individua tutti gli interventi necessari in una regione dove nei precedenti 80 anni non era stata realizzata nessuna nuova opera di difesa. “La spesa complessivamente individuata – ha aggiunto l’assessore – ammonta a 2,7 miliardi di euro, una cifra esorbitante per le sole finanze regionali”.
Per quanto riguarda le grandi opere infrastrutturali, quelle in fase di attuazione ammontano 255.250.000 euro e quelle in fase di programmazione a 214.100.000 euro. Sono interventi che impegnano cifre considerevoli e finalizzate alla difesa di interi centri abitati. Nel Vicentino, in avanzata fase di realizzazione ci sono, ad esempio, il bacino di laminazione nel comune di Caldogno (41 milioni), collaudato nel corso del 2017; il bacino in comune di Trissino (25 milioni), realizzato al 60%; in provincia di Verona, il bacino della Colombaretta nel comune di Montecchia di Crosara (11 milioni), realizzato al 90%. In fase di prossimo avvio ci sono i lavori del bacino sul Muson (18 milioni) nei comuni di Riese Pio X e Fonte (TV), il bacino di San Lorenzo (5 milioni) nei comuni di Soave e San Bonifacio (VR), e il bacino sul Bacchiglione, a monte di viale Diaz nel comune di Vicenza (18 milioni). L’assessore ha ricordato che fra la grandi opere ci sono anche gli interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore nel comune di Venezia, finanziati con fondi statali per 62 milioni di euro.
Interventi di difesa idraulica a cura dei Geni Civili. Quelli attuati e in fase di attuazione ammontano a circa 33 milioni di euro e quelli in fase di avvio a più di 18,5 milioni di euro. Si va dalla manutenzione ordinaria alla realizzazione di opere ex novo, distinte fra quelle eseguite nelle zone montane prettamente di difesa idrogeologica, quelle realizzate in pianura di difesa idraulica e quelle riguardanti la fascia costiera che spaziano da interventi di ripascimento ad interventi di realizzazione di opere rigide di difesa costiera (pennelli e barriere sommerse);
Gli interventi di sistemazioni idraulico forestali realizzati e in fase di realizzazione ammontano a più di 10 milioni e quelli in fase di avvio a 9,5 milioni di euro, a cura delle Unità Organizzative Forestali della Regione. Incidono sulla rete idrografica minore interessando prevalentemente il territorio montano o comunque sottoposto a vincolo idrogeologico. La tipologia dei lavori riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria e la realizzazione di opere in cui si applicano prevalentemente tecniche di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e di ingegneria naturalistica.
Banca dati geografica. L’assessore ha infine annunciato che la Regione ha avviato il lavoro di costruzione di un’importante banca dati geografica che individui le opere di sistemazione idraulica presenti nel territorio veneto ed allo stesso tempo fornisca strumenti per consentire di inserire le nuove opere in maniera semplice e veloce. Tale operazione consentirà di fotografare il territorio come è stato infrastrutturato con opere idrauliche dal dopoguerra ad oggi e di migliorare così la programmazione e la progettazione delle opere future.
Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto
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Acqua, nella siccitosa estate 2017 in Veneto, l’emergenza è su Adige e Po.
Si intitola “Conoscere gli alberi della nostra campagna” il laboratorio didattico naturalistico che l’associazione Wigwam realizzerà dal 28 agosto all’8 settembre 2017 al Wigwam Circolo di Campagna di Arzerello a Piove di Sacco nell’ambito di “Bimbi al Wigwam 2017″, destinato a coinvolgere una sessantina di bambini del GREST della parrocchia e del territorio della Saccisica.
Didattica
Bastano pochi dati dell’annata 2016 per comprendere l’importanza del settore vitivinicolo veneto: 87.183 gli ettari di superficie vitata, 13 milioni di quintali di uva, 10,1 milioni gli ettolitri di vino prodotto, corrispondenti al 19,5% della produzione italiana e al 3,5% di quella mondiale. 25.538 i produttori di vino nel Veneto di cui 15.315 hanno conferito alle Cantine Sociali. I2 miliardi di euro di export veneto valgono il 35,6% del valore complessivo delle esportazioni nazionali e il primo posto in Italia.
La Giunta regionale del Veneto ha deciso di aumentare di un milione di euro l’importo messo a bando nell’’anno 2017 per gli investimenti per la trasformazione dell’uva in vino previsti a favore delle imprese agricole e agroalimentari nell’ambito del Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. Il fondo disponibile per il programma di sostegno al settore sale quindi quest’anno a 7.099.949 euro.
Domenica 30 luglio a partire dalle 10 fino a sera nella Tenuta Coffele di Castelcerino a Soave (VR), nel corso di un evento aperto a tutti, sarà presentato il progetto Cascina Albaterra, nato dall’iniziativa di un’associata di Confagricoltura, l’azienda agricola Coffele, che ha recentemente siglato un accordo con l’associazione Sulle Orme onlus che prevede la realizzazione – a partire dal 2018 – di una fattoria sociale e didattica con un allevamento biologico di ovini e caprini e un orto sinergico, per la produzione e la vendita di prodotti biologici nei terreni dell’azienda agricola ubicata tra le colline soavesi.
“La gestione dell’acqua deve privilegiare gli usi prioritari, quello potabile e quello irriguo, e non il profitto di società che usano la risorsa idrica per scopi diversi e rispondono unicamente agli interessi dei propri azionisti. Non è più tollerabile che la gestione della risorsa idrica sia lasciata in mano a società che tendono ad ottimizzare i ricavi anziché preoccuparsi del corretto uso di una risorsa limitata, indispensabile per la vita umana e la società civile”. E’ la posizione assunta dalla Regione Veneto nel confronto avvenuto ieri con il Ministro per l’Ambiente Galletti nella Conferenza Stato-Regioni.
Venerdì 28 luglio 2017, con inizio alle ore 19:00, sull’aia del Circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) è in programma l’ultimo incontro Argav prima della pausa estiva realizzato in collaborazione con Wigwam e moderato dalla vice presidente, la giornalista Marina Meneguzzi.