• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Ferragosto, l’Orto Botanico di Padova apre di sera

La sera del 15 agosto, l’Orto botanico, istituito nel 1545, dal 1997 Patrimonio dell’Umanità Unesco, dà appuntamento ai visitatori per un’apertura straordinaria serale delle serre. L’ingresso è da via Orto botanico 15, tramite la biglietteria, dalle ore 19.45 alle ore 22.45.

Biglietto ridotto speciale eventi a 5 euro. Restano valide le gratuità per i bambini fino a 5 anni e per gli abbonati. L’Orto botanico chiuderà alle ore 23.15, così da potersi godere lo spettacolo pirotecnico previsto in Prato della Valle alle ore 23.30.

Fonte: Orto Botanico di Padova

Alimentazione, il Trentino-Alto Adige studia una versione alpina della dieta mediterranea

Nel 2060 oltre il 20% della popolazione di Tirolo, Alto Adige e Trentino avrà più di 65 anni e, attualmente, più del 50% degli 1,8 milioni di abitanti dell’euroregione è sovrappeso e quasi il 20% obeso. Poiché dieta e stili di vita sono e saranno centrali per la salute della popolazione, i principali centri di conoscenza dei tre territori – Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN), coordinatore del progetto, insieme alle aziende per i servizi sanitari di Trento e Bolzano, le Università di Trento, Bolzano, Hall e Innsbruck, i centri di ricerca Laimburg ed Eurac di Bolzano, oltre alle tre Province e al GECT Euregio -, hanno deciso di collaborare per gettare le basi scientifiche di nuovi approcci pratici contro obesità e malattie croniche.

Il progetto triennale EFH (Environment, Food & Health), che sarà finanziato in maniera uguale dalle tre Province con un totale di 1,2 milioni di euro su tre anni, si basa su tre pilastri: l’attivazione di circa 12 percorsi per giovani ricercatori tra dottorati e tirocini post-laurea, la realizzazione di una serie di seminari per i portatori di interesse e i decisori politici e, infine, il rafforzamento di un network di ricerca in grado di attrarre risorse pubbliche e private.

Nello specifico, la rete scientifica di EFH cercherà innanzitutto di sviluppare un’accurata analisi costi-benefici dell’impatto ambientale ed economico del settore agroalimentare locale e delle qualità nutrizionali del cibi ad oggi maggiormente consumati. Inoltre verrà progettata una versione alpina della dieta mediterranea che conservi la composizione nutritiva ed energetica della piramide mediterranea, ma declinata con cibi locali di qualità, compresi i prodotti lattiero-caseari regionali.

Risparmio e ricerca. Gli stessi prodotti avranno un ruolo importante nello studio “Fastmob”, che indagherà la risposta del corpo alla perdita di peso indotta da una dieta mima-digiuno. Attraverso il regime alimentare Fastmob si punterà a migliorare la salute metabolica, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e aiutare le 120 persone obese coinvolte nel test a mantenere la loro perdita di peso nel lungo termine. In conclusione, il progetto EFH permetterà un notevole risparmio in termini di costi sanitari legati ad obesità e cronicità, selezionerà nuovi alimenti funzionali e valorizzerà gli attuali cibi ad alta qualità nutrizionale, dalla mela ai piccoli frutti, passando per asparagi, trota e cereali integrali, supportando un adeguato ritorno economico sia per l’agricoltura sia per l’industria alimentare in Trentino, Alto Adige e Tirolo.

Formare gli specialisti del futuro. “Con questo progetto, nato dall’intuizione del gruppo di lavoro guidato dal prof. Fulvio Mattivi, valorizziamo un’area cruciale della ricerca di San Michele, già premiata dai risultati della valutazione nazionale ANVUR”, ha spiegato il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segrè. “Grazie ad EFH, la Fondazione farà rete con tutti i player euroregionali della nutrizione. Alla base dell’iniziativa c’è la scuola di dottorato: ciò significa che la nostra squadra punta tutto sul vivaio, sui giovani, formando gli specialisti del futuro nel campo della nutrizione. Siamo infatti consapevoli che quella che ci apprestiamo a disputare è una delle partite più importanti per la salute pubblica”.

Fonte: Servizio Stampa Fondazione Edmund Mach

Vendemmia 2017, la siccità premia la qualità delle uve, ma cala la produzione

Nel corso del secondo appuntamento del Trittico Vtivinicolo, organizzato lo scorso 10 agosto a Legnaro (PD) da Veneto Agricoltura, Regione, Avepa, Arpav, Crea-Vit Conegliano, in collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia e le Province di Trento e Bolzano, sono stati presentati le prime stime produttive dell’imminente vendemmia.

In sintesi. Il quadro europeo vede un generalizzato calo produttivo, tra il -10/15% (le ipotesi sono per un computo finale di 42-43 mio/hl per Italia, 40 per Spagna, 38 per Francia). Per l’Italia il calo più marcato sembra provenire dalla Sicilia, con punte di -50%, e dalla Toscana. Principali cause, l’andamento siccitoso consociato alle alte temperature estive e alle gelate tardive di aprile. Anche il Triveneto ha subìto le medesime condizioni negative. Il bicchiere mezzo pieno, è dato però dall’ottima sanità e quindi qualità delle uve, dovuta alla difficoltà di sviluppo degli agenti fungini, che giungono con climi piovosi. Si sono verificati, in verità, episodi di Mal dell’esca nei vigneti di Glera, Corvina e Cabernet, mentre meno preoccupanti sono i danni dovuti al virus del Pinot Grigio.

Meteo determinante nelle prossime settimane. Quindi i viticoltori veneti (e non solo) sono tutti concordi: se da qui in avanti il meteo non farà le bizze, la vendemmia 2017 potrebbe riservare grandi soddisfazioni. Tradotto: il vigneto sta entrando nella fase cruciale e a pochi giorni dall’avvio della vendemmia (a cavallo di Ferragosto saranno vendemmiate le uve Pinot e Chardonnay per base spumante) i “vigneron” incrociano le dita per avere giornate di sole, notti fresche e qualche leggera pioggia ristoratrice.

 

Per quanto riguarda la qualità, al momento l’accumulo zuccherino sta procedendo su livelli normali o superiori al consueto, il calo acido ovviamente risente delle alte temperature e vi sono casi nei quali il Pinot Grigio ha consumato in gran parte il suo contenuto malico. Nei vini rossi vi può essere il pericolo di un disaccoppiamento tra accumulo zuccherino e maturazione fenolica; mentre nei bianchi per ora gli aromi più favoriti dalle condizioni meteo sono quelli legati alla trasformazione della clorofilla e xantofille nei sentori di frutta matura sotto la guida delle alte temperature. Riguardo le rese produttive, allo stato attuale la produttività complessiva del Veneto è su valori medi, non certamente di abbondanza, e questo per due motivi: i citati danni da gelo e la minor fertilità delle gemme, che mediamente ha interessato tutti i vitigni, fatto dovuto anche all’alta produzione del 2016.

Nel dettaglio le prime stime produttive per provincia del Triveneto. Verona. La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli del 2016 per l’area Valpolicella, mentre nei comprensori di pianura sono possibili cali dovuti alle gelate di aprile. L’entrata in produzione dei nuovi vigneti inciderà con un aumento della resa complessiva del +3%. Vicenza. In collina si presume una produzione in linea se non superiore a quella del 2016. Nelle zone di Breganze la produzione potrebbe essere superiore a quella degli ultimi anni a condizione che non si verifichino eventi grandinigeni significativi. Per le zone del medio basso vicentino e quelle di pianura, considerati i danni avuti dalla gelata di aprile e la minor produzione dei vigneti privi di irrigazione di soccorso, si stimano le seguenti rese: Pinot Grigio, Glera, Chardonnay – 20-25% a causa della minor fertilità e danni da brinata; Merlot -15% a causa dei danni da brinata; Garganega -10% a causa dei danni da brinata; Pinot Bianco, Sauvignon, Cabernet e Carmenere, Manzoni Bianco, Tocai Rosso: rese invariate. L’entrata in produzione dei nuovi vigneti inciderà sulla resa complessiva per un +3/4%. Belluno. Salvo imprevisti, le stime produttive prevedono in generale una produzione equivalente a quella registrata nel 2016. Si stima un aumento del +10/15% di resa per l’entrata in produzione di nuove superfici che riguardano in particolare Glera, Pinot Grigio e Pinot Nero. Padova e Rovigo. In condizioni di ordinarietà e grazie al buono stato fitosanitario è possibile stimare una produzione in linea con quella del 2016 sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca. L’entrata in produzione dei nuovi vigneti inciderà con un aumento della resa complessiva del +4-5% per la provincia di Padova e del +2% circa per quella di Rovigo. Treviso. Rispetto al 2016 si stima una produzione inferiore del -10% malgrado l’entrata in produzione dei nuovi vigneti. Le cause sono soprattutto la minore fertilità per il Glera, le gelate del 19-21 aprile e le grandinate che hanno colpito parte del territorio provinciale. Con riferimento ai principali vitigni: Pinot grigio -5%, la maggiore fertilità è controbilanciata dall’effetto della gelata; Glera -10/20% per minore fertilità e rare conseguenze della gelata (si tratta del vitigno dal germogliamento più precoce) tenuto conto della capacità di recupero che caratterizza la varietà. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale si stima intorno al +2-3%. Venezia. La produzione totale è prevista con una diminuzione di circa il -10% a causa delle gelate primaverili e di una minor fertilità delle gemme, tuttavia per il Pinot Grigio e il Glera si stima un aumento del +10% dovuto all’entrata in produzione dei nuovi impianti. Per le uve a bacca nera è previsto un calo produttivo del -15% dovuto alla riduzione delle superfici vitate.

Produzione in Alto-Adige. Bolzano. Si attendono dei quantitativi di uva inferiori di circa il -10% rispetto al 2016. Alcuni vitigni, come per esempio lo Chardonnay, presentano dei grappoli spargoli per cui i quantitativi si annunciano ridotti; riduzione riconducibile ad  una fase di siccità durante la fioritura e per qualche singolo vigneto alle gelate invernali e alle quelle tardive di aprile. I nuovi vitigni che entrano in produzione quest’anno sono principalmente dei vitigni resistenti alle malattie fungine come le varietà Bronner, Muscaris e Solaris. Per ora non si tratta di superfici consistenti, di conseguenza non andranno ad incidere in maniera importante sulla resa complessiva del vigneto dell’Alto Adige. Trento. Fino alla vigilia dell’incontro di Legnaro, in provincia di Trento si prevedeva un incremento complessivo di produzione del +2%. Nella serata di mercoledì 9 agosto è stata registrata però una forte grandinata, segnalata a Veneto Agricoltura dagli stessi Uffici preposti dell’Amministrazione provinciale. I danni sono ancora da quantificare. In ogni caso, viene segnalato un calo della varietà Marzemino, buona invece la produzione di Merlot, Teroldego, Pinot Grigio. Le cause: il peso medio dei grappoli più elevato e il fatto che non si registrano, al momento, danni da patogeni. L’incidenza dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti risulta essere trascurabile (+1%).

Produzione in Friuli-Venezia Giulia. Si prevede, rispetto al 2016, una contrazione della produzione nell’ordine del -5-7% per alcune varietà precoci (Pinot, Chardonnay) a seguito della gelata tardiva dello scorso mese di aprile. Per le altre varietà i livelli produttivi sono simili a quelli degli anni precedenti. Va tenuto presente che con la vendemmia 2017 sono entrati in piena produzione i vigneti impiantati nel 2014 ed iniziano a produrre gli impianti 2015. La produzione totale regionale si stima quindi a un livello prossimo a quello delle due annate precedenti, vale a dire oltre 2,7 milioni di quintali di uva, di cui circa 2,3 a bacca bianca.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Trentino. Accordo tra pubblico-privato per uno sviluppo del territorio più sostenibile

La Fondazione Edmund Mach (FEM) e la Comunità Rotaliana Königsberg hanno sottoscritto una convenzione quadro di collaborazione per uno sviluppo più sostenibile del territorio della Piana Rotaliana, in Trentino.

Le iniziative. Riguardano la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, la realizzazione di progetti didattici ed educativi, inclusa la realizzazione di attività a favore del territorio nella filiera agroalimentare, ambientale e forestale. A ciò si aggiungono iniziative congiunte nell’ambito della certificazione Family audit, recentemente ottenuta da FEM a favore dei propri dipendenti, con l’obiettivo di sviluppare una rete territoriale “family friendly” per i cittadini che vivono in Piana Rotaliana.

Un’azione sinergica per lo sviluppo del territorio. “Da questa convenzione con la Comunità Rotaliana-Königsberg nasceranno numerose iniziative legate alle tre anime di FEM, ovvero alla formazione, alla consulenza e alla ricerca. L’accordo con un ente locale che geograficamente è il nostro “vicino di casa” rafforzerà ulteriormente il legame della Fondazione con il territorio che la ospita. Da parte nostra mettiamo a disposizione tutte le nostre conoscenze e competenze negli ambiti dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Credo infatti che proprio partendo dalla sfide che ci toccano più da vicino si possa poi arrivare a proporre delle soluzioni che abbiano anche ricadute globali”, ha detto il presidente FEM, Andrea Segrè.

La Comunità Rotaliana-Königsberg è una comunità di valle della provincia autonoma di Trento. È stata istituita con la legge provinciale n°3 del 16 giugno 2006 e comprende 8 comuni, prima facenti parte del comprensorio Valle dell’Adige.
Il presidente Gianluca Tait spiega: “Siamo convinti che le collaborazioni tra enti, istituzionali e privati, siano strategiche e fondamentali per il nostro territorio. La sottoscrizione dell’accordo con la prestigiosa Fondazione Edmund Mach e la Comunità Rotaliana-Königsberg è un punto di partenza, un’importante occasione per mettere in campo sinergie e iniziative comuni che vedono i nostri enti, seppur con competenze diverse, operare al servizio della nostra gente. Il confronto su tematiche sociali, ambientali, paesaggistiche e scolastiche, nonché legate al delicato tema delle pianificazioni territoriali sarà terreno fertile nel quale far crescere e raccogliere i frutti dell’impegno e dell’intesa raggiunta tra le nostre due realtà”.

Sul fronte della mobilità sostenibile si intende favorire l’utilizzo della bicicletta nella Piana Rotaliana nonchè per gli spostamenti interni alla FEM. In particolare la Comunità Rotaliana-Königsberg, su delega della Provincia Autonoma di Trento, ha installato 8 nuove ciclo stazioni nei territori dei Comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo, San Michele all’Adige ed all’interno della Fondazione Mach, collegate al sistema “Bike sharing trentino e.motion”. La Fondazione Mach, da sempre attenta ai temi della sostenibilità ambientale, ha aderito pertanto al Progetto Bik Sharing promosso dalla PAT con una stazione di sgancio collocata all’interno del Campus.

Sul fronte formativo si evidenziano le attività inerenti la sicurezza stradale, in particolare per la guida sicura delle automobili e dei trattori con corsi di formazione che si sono svolti in FEM col coinvolgimento di circa 300 studenti.
La Fondazione Edmund Mach ha ottenuto recentemente il rilascio del certificato base Family Audit, strumento manageriale per l’adozione di politiche di gestione del personale orientato al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. Ebbene, ora si fa un passo in più. Con la comunità di Valle Rotaliana saranno messe a punto azioni ed eventi attente alle esigenze delle famiglie che vivono in Piana Rotaliana.

Fonte: Servizio Stampa FEM

Enoturismo. Politica in vacanza e ancora non è legge. E intanto, fino al 14 agosto, torna anche in Veneto Calici di Stelle.

Colline del Prosecco

Se ne parla da anni, ma anche in questa legislatura si rischia di non avere un quadro normativo ad hoc per un settore che vale 14 milioni di arrivi enoturistici e 2,5/3 miliardi di euro (secondo l’ultimo Osservatorio di Città del Vino/Università di Salerno). E mentre impazza in tutta Italia l’estate del vino (a questo riguardo, ecco gli appuntamenti previsti ad agosto 2017 in Veneto da Calici di Stelle, manifestazione organizzata dal Movimento del Turismo del Vino) , tra feste nei luoghi pubblici, sagre, eventi serali, l’Associazione Nazionale Città del Vino ribadisce la necessità di una strategia nazionale per rilanciare il settore.

Necessaria una legge di sistema. Dopo la presa di posizione dei territori e delle Strade del Vino, rilanciata con una nota congiunta nei giorni scorsi, anche Città del Vino torna a far sentire la sua voce sulla necessità di una legge di sistema sull’enoturismo per far decollare un settore dal grande potenziale in termini economici e occupazionali. Auspicando che si arrivi all’approvazione entro fine legislatura, Città del Vino rilancia le proprie posizioni su alcuni punti chiave, condizione necessaria per dare slancio al settore, ovvero: finanziamenti ad hoc ai territori per efficaci strategie di promozione enoturistica di medio-lungo periodo; analisi e monitoraggio costante del mercato e delle tendenze; sostegno e finanziamento delle Strade del Vino, ideali cabine di regia sui territori per fare da collante tra il pubblico e gli operatori privati coinvolti a vario titolo (cantine, alberghi, ristoranti, enoteche, musei, agenzie di servizi, Comuni, proloco, etc); ma anche norme più chiare per la somministrazione e la vendita dei vini in cantina.

No a modelli privatistici di enoturismo oltreoceano, qui il turimo del vino è legato al territorio. “Pieno sostegno alle preoccupazioni di chi opera sui territori, a stretto contatto con gli enoturisti, con impegno, poche risorse e un vuoto normativo che da anni chiediamo di riempire con una legge che dia dignità e giusto peso all’enoturismo come settore strategico nazionale, un fenomeno che le Città del Vino promuovono e studiano da anni con strumenti, azioni, iniziative; tra queste l’Osservatorio realizzato con l’Università di Salerno, ad oggi l’unica e puntuale fotografia del mercato enoturistico in Italia – sottolinea il presidente di Città del Vino Floriano Zambon -. Sbaglia chi pensa a modelli all’americana o all’australiana: in Italia il turismo del vino non prescinde dai territori. Abbiamo bellezze, prodotti, tradizioni, una storia lunga secoli che ci ha lasciato in eredità patrimoni artistici e monumenti che tutto il mondo sogna di visitare. Sono questi i contesti dei vari attori in campo, dalle cantine a chi fornisce i servizi all’enoturista.

Amministrazioni locali, necessaria una visione a lungo termine. Continua Zambon: “Lasciamo quindi i modelli privatistici a chi non può vantare una storia e un’eredità come la nostra e di altri Paesi in Europa. Smettiamola anche di pensare alle amministrazioni locali come mere erogatrici di servizi, dalla raccolta differenziata alla segnaletica. L’impegno dei politici e dei sindaci, che hanno un mandato elettorale conferitogli dai cittadini sui programmi, è anche di favorire una visione di lungo periodo che faccia crescere tutti, il privato e il pubblico, entro orizzonti condivisi. Questo vale per tutto, ma riportando la questione all’enoturismo – conclude Zambon – è chiaro che le Strade del Vino possono essere uno strumento, anche se non esclusivo, per realizzare questi obiettivi sui territori. Certo, alcune funzionano, altre non sono decollate per incapacità gestionali o mancanza di risorse. Ma non generalizziamo, anzi prendiamo ad esempio quelle Strade che rappresentano una buona pratica enoturistica e ripartiamo da queste per ridisegnare il futuro”.

Fonte: Servizio stampa Città del Vino

Sicurezza alimentare in ambito domestico, tutti i rischi e dubbi consultabili nel blog dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Amate la carne di maiale cruda o poco cotta? Sappiate che rischiate di prendere l’epatite E. Se preferite sushi o pesce crudo, invece, il rischio si chiama “Anisakis“, il parassita dei pesci più diffuso. Altro dubbio amletico, legato ai tempi ridotti della quotidianità: l’insalata in busta, bisogna lavarla? Per avere una risposta a questi dubbi e domande, basta consultare “Sale, pepe e sicurezza“, il portale del corso di formazione on-line sulla sicurezza alimentare in ambito domestico realizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, diventuto un blog con articoli e approfondimenti sui rischi per la salute connessi alla preparazione e al consumo di alimenti.

L’obiettivo del blog è promuovere corrette pratiche alimentari, fornendo conoscenze scientifiche e indicazioni pratiche da applicare al supermercato e in cucina attraverso post scritti da esperti in sicurezza alimentare dell’IZSVe. Il blog è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca RC IZSVe 04/2014, finanziato dal Ministero della Salute.

I contenuti del blog. I post sono organizzati in tre categorie principali, corrispondenti alle tipologie di rischio alle quali si fa riferimento nell’ambito della sicurezza alimentare: “Rischio biologico”, “Rischio chimico” e “Rischio nutrizionale”. Nella categoria “Rischi e ricette” sono invece pubblicate delle ricette scelte dalla redazione o inviate dagli utenti, in cui vengono fornite informazioni sui principali rischi per la salute derivanti dagli alimenti usati e dalla loro preparazione. Infine, sono disponibili video-lezioni e infografiche della versione precedente del sito web, che si possono visualizzare alla pagina Corso di formazione.

E’ possibile inviare la propria ricetta. Pubblicandola sul sito Sale, pepe e sicurezza si ricevono i consigli degli esperti IzsVe. Per farlo basta compilare il modulo pubblicato nella pagina Inviaci la tua ricetta. La ricetta sarà elaborata dalla redazione per valutarne rischi biologici, rischi chimici e valori nutrizionali, quindi pubblicata nella categoria “Ricette & Rischi”.

Fonte: IzsVe

Zootecnia, al via i controlli a campione regionali sull’etichettatura obbligatoria delle carni

La Giunta regionale del Veneto ha approvato il programma operativo regionale 2017 inerente ai controlli a campione sull’etichettatura obbligatoria delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine.

Investimento di circa 100 mila euro. “L’Unione Europea ha stabilito le modalità di applicazione del sistema che assicura la tracciabilità del relativo prodotto attraverso l’etichettatura, con lo scopo di informare il consumatore sull’origine e le altre caratteristiche importanti del prodotto acquistato. La Regione Veneto, che dal 2007 è impegnata a garantire la qualità delle carni con un processo di verifica e monitoraggio dell’intera filiera produttiva, finanzia controlli a campione dei Servizi veterinari delle Aziende sanitarie locale impegnando quasi 100 mila euro del bilancio del settore primario”, spiega l’assessore all’Agricoltura Pan.

Quest’anno i controlli coinvolgeranno 333 operatori sui complessivi 3.900 operatori della filiera che vede il Veneto primo produttore nazionale nel comparto zootecnico per la carne bovina. “La qualità è il principale carattere distintivo anche della carne bovina, ciò significa selezione delle razze, allevamenti che assicurano il rispetto della salute e del benessere degli animali e dell’ambiente, alimentazione corretta del bestiame con controlli costanti in allevamento, alla macellazione e ai punti di vendita a garanzia del necessario livello di protezione”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

Vendemmia 2017, in Veneto parte a Ferragosto, cautela nelle previsioni

La vendemmia 2017 è alle porte. Nel Veneto, già nella settimana di Ferragosto inizierà la raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per base spumante e da lunedì 21 agosto per vini tranquilli. Per ora, viene confermano l’anticipo di vendemmia di una decina di giorni, in un quadro storico di anticipi vendemmiali, causato probabilmente dai cambiamenti climatici in atto. Il quadro completo sullo stato di maturazione delle uve e sulle prime stime di produzione sarà fornito giovedì 10 agosto nel secondo appuntamento in programma al Trittico Vitivinicolo 2017, che si terrà alle ore 9,30 a Legnaro (Pd) ad Agripolis (viale dell’Università 14).

Una vendemmia quella di quest’anno che si annuncia, al momento, molto interessante un po’ ovunque nel Veneto. Buone notizie arrivano in particolare dalle aree di collina del veronese, vicentino e trevigiano, dove gli addetti ai lavori sostengono che in questo momento nel vigneto si stanno creando i presupposti per una buona vendemmia, in particolare sotto il profilo qualitativo. In altre aree, invece, in particolare di fondovalle e di pianura delle diverse province, la quantità risulterà purtroppo penalizzata dalle gelate dello scorso mese di aprile, comunque in parte compensata dall’entrata in produzione di nuovi impianti.

Al momento, questa calda estate sta “lavorando” a favore delle uve: malattie ridotte al minimo grazie anche alle giornate calde e soleggiate e alle notti decisamente più fresche; le precipitazioni, pur non abbondanti, sono giunte finora al momento opportuno. Saranno comunque le prossime due settimane a dare l’impronta decisiva a questa attesissima vendemmia. Non resta che incrociare le dita.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Campagna “Salva il suolo”, petizione on line per una legge europea

Sulla scorta della forte discussione in corso nella Bassa Padovana per le ricadute negative su ambiente, paesaggio e viabilità in seguito alla possibile edificazione di un centro commerciale, che sarebbe il più grande in provincia di Padova, nelle vicinanze del casello A13 di Terme Euganee, in comune di Due Carrare, a poche centinaia di metri dal cinquecentesco Castello del Catajo, Coldiretti Padova informa, nella nota che riceviamo e pubblichiamo, della petizione – anche on line – “Salva il suolo”.

Ettari di terreno persi per sempre. “Negli ultimi cinque anni la provincia di Padova ha perso oltre 160 ettari di terreno agricolo, vale a dire più di 200 campi da calcio di suolo strappato alla campagna. Se si allarga lo sguardo all’ultimo ventennio, il quadro è ancora più desolante, con oltre 5 mila ettari di terreno coltivato perso per sempre, per far posto a strade e quartieri, ma anche a zone artigianali poi dismesse o semi deserte. “Ciononostante si continua a parlare di nuove lottizzazioni, di nuovi grandi centri commerciali, come quello di Due Carrare, di ampliamenti”, afferma il presidente di Coldiretti Padova Federico Miotto.

Oltre al danno ambientale, aumentano i costi a carico della colletività. “Oltre che un danno diretto per l’agricoltura, il consumo del suolo ha delle ripercussioni anche sulle tasche di ciascun cittadino. Un recente studio ha calcolato che in Veneto ogni ettaro di terreno cementificato comporta maggiori costi per la collettività di 6.500 euro, perché un suolo urbanizzato va gestito in termini di deflusso delle acque, di sicurezza idraulica, di manutenzione e altro. Ciò significa che nell’ultimo anno, a Padova la perdita di suolo agricolo è costata qualche decina di milioni di euro. Dobbiamo invertire questa tendenza perché minor suolo agricolo significa meno agricoltura e tipicità locali, ma anche un ambiente più fragile dal punto di vista idrogeologico e una superficie “irrecuperabile” sempre più vasta. Da qui, la nostra adesione alla campagna “Salva il suolo” insieme a molte altre associazioni e organizzazioni che condividono la nostra battaglia per la tutela delle nostre campagne e dell’ambiente”. Nella provincia di Padova la raccolta di firme è già attiva nei mercati di Campagna Amica Padova come negli agriturismi di Terranostra e in occasione delle iniziative di Coldiretti Padova sul territorio. E’ anche possibile firmare on line direttamente sul sito salvailsuolo.it.

L’invito a firmare vale per tutti, perché quello del consumo indiscriminato delle nostre campagne è un aspetto che ci riguarda da vicino come cittadini – aggiunge Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova. In Europa non esiste ancora una legge europea che difenda il suolo. Eppure tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali. Senza un suolo sano e vivo, che ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dai veleni nel piatto, non c’è futuro.  Con Coldiretti e Campagna Amica oltre 450 associazioni formano la coalizione “People4Soil” che chiede all’UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria. Fare una nuova legge europea è possibile e il punto di partenza è proprio questa sottoscrizione”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

19-27 agosto 2017, a Bosco Chiesanuova (VR) si tiene la 23^ edizione del Film Festival della Lessinia, vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo

Dal 19 al 27 agosto, a Bosco Chiesanuova, si riaccende il grande schermo del Film Festival della Lessinia, viaggio nella vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo. La ventitreesima edizione del Festival riserva nove giorni di proiezioni, con 56 film in programma  – di cui 21 in concorso e altrettanti in anteprima italiana -, una retrospettiva su briganti, contrabbandieri e passatori, numerosi eventi speciali (ospiti attesi, dal regista Alessandro Comodin all’autore Maurizio Maggiani, dall’antropologo Annibale Salsa allo scrittore Paolo Rumiz).

Provengono da 31 Paesi i 56 film selezionati quest’anno. Un viaggio intorno al mondo tra Europa, Argentina, Cile e Perù; tra India, Afghanistan, Kazakistan, Nepal e per la prima volta Myanmar. Ciò a conferma della ricerca internazionale che fa arrivare in Lessinia il meglio della recente produzione internazionale nelle sezioni Concorso, Montagne italiane, Eventi speciali e nella ricca programmazione dedicata a bambini e ragazzi FFDL+.

Al programma cinematografico si affianca il ciclo di incontri letterari Parole Alte, organizzato con l’Università degli Studi di Verona, al quale sia aggiungono convegni, mostre, escursioni guidate, laboratori per bambini, concerti e novità editoriali da sfogliare nella Libreria della Montagna. Immancabile lo spazio riservato nella Piazza del Festival, con bar e tavola calda, all’enogastronomia con i prodotti tipici del territorio, tra cui i formaggi del Consorzio Monte Veronese Dop. Main sponsor della rassegna sono la Cassa Rurale Vallagarina, il Gruppo Fimauto Autogemelli BMW e le Cantine Bertani con il sostegno di Comune di Bosco Chiesanuova, Comunità Montana della Lessinia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Fondazione Cariverona e Consorzio Bim Adige.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia