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Bosco Chiesanuova (VR), Film Festival della Lessinia, tutti i vincitori della 30esima edizione

Si è conclusa sabato 31 agosto scorso a Bosco Chiesanuova (Verona) la 30a edizione del Film Festival della Lessinia. Dieci giorni di proiezioni hanno illuminato, con successo di pubblico, il grande schermo del Teatro Vittoria con 97 film da 48 Paesi e 31 anteprime italiane (nella foto di gruppo, credits Ffdl)  i vincitori, a partire da sinistra Bruno Zanzottera, Vanina Lappa, Matthäus Wörle e Karim Ali).  

Lessinia d’Oro a Where we used to sleep (Germania 2024)

La Giuria internazionale – composta da Dorottya Zurbó (Ungheria), Fredo Valla (Italia), Frode Fimland (Norvegia), Fulvio Mariani (Svizzera) e Tamara Stepanyan (Armenia) – ha assegnato a Where we used to sleep (Germania 2024) del regista Matthäus Wörle la Lessinia d’Oro, il massimo riconoscimento della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. “Un’anziana donna, Valeria, è l’unica abitante rimasta di un villaggio che non esiste più, conseguenza della distruzione della natura da parte dell’uomo: estrazione mineraria, avvelenamento delle acque, spostamenti forzati, che la propaganda del regime di Ceaușescu (presidente della Repubblica socialista di Romania dal 1967 al 1989, ndr)  presentava come modello dei successi economici del socialismo reale. Valeria vive, o meglio sopravvive, con la sua mucca e un cane, ma il ricordo del villaggio sommerso riaffiora costantemente nella sua mente con la punta del campanile che emerge dalle acque del lago. Alla fine anche lei è costretta ad andarsene. Il giovane regista ne raccoglie la testimonianza, rendendo lo spettatore partecipe del dramma. Un film costruito da un regista attento alle piccole cose e a mettere in luce relazioni e sentimenti”, la motivazione data dalla Giuria.

Lessinia d’Argento a La hojarasca (miglior lungometraggio Spagna 2024),

e a Khalil (miglior cortometraggio, Iran 2024)

A vincere la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio è stata l’opera prima della regista Macu MachínLa hojarasca (Spagna 2024). “Tre anziane sorelle si sono date appuntamento nella casa di famiglia, nelle Canarie. Il ritrovarsi è legato alla spartizione dell’eredità, o forse questa ne è soltanto la motivazione apparente. Viene vissuta dapprima svogliatamente, poi come un gioco. L’atmosfera è magica, grigia, addirittura cupa per le esplosioni del vicino vulcano. La suddivisione ereditaria fa affiorare vecchi rancori tra le sorelle, ma è una nuvola passeggera e l’affetto prevale, con i ricordi di un’infanzia e una adolescenza felici. Una narrazione minimalista su cui incombe il vulcano in eruzione”. Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio a Khalil (Iran 2024), del regista e produttore iraniano Seyed Payam Hosseini presentato in anteprima mondiale al Festival. Motivano i giurati: “Per la capacità del regista di raccontare una storia di innocente tenerezza con un alto tasso di poesia. Nella sua semplice bellezza, il film richiama il cinema di Kiarostami, offrendo un’esperienza che trascende il quotidiano e si avvicina all’essenza dell’arte cinematografica”.

Premio della Giuria a Nessun posto al mondo (Italia 2023)

Il lungometraggio Nessun posto al mondo (Italia 2023) della regista italo-tedesca Vanina Lappa si è aggiudicato il Premio della Giuria. “Antonio, un allevatore dell’Italia meridionale, figura al margine della legalità e, come un guerriero solitario, conduce una battaglia personale contro regolamenti assurdi che discriminano e mettono in difficoltà i pastori transumanti. Per Antonio, l’ipocrisia del mondo “normale” è incomprensibile, poiché egli si muove in un contesto di libertà nell’ampiezza di paesaggi che talora richiamano il cinema western”. Questa la motivazione: “Per la capacità della regista di instaurare un legame profondo e autentico con il protagonista, frutto di anni di riprese”.

Menzioni speciali a Un pasteur (Francia 2024) e a La raya (Messico 2023)

La Giuria internazionale ha attribuito anche due menzioni speciali. Al lungometraggio Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet. Questa la motivazione: “Per un linguaggio privo di romanticismi pastorali, caratterizzato da una fotografia che, soprattutto nei campi lunghi, cattura con intensità lo sguardo. Il regista, con molta sensibilità, riesce a guadagnarsi la fiducia di Félix, il giovane pastore protagonista, che non viene mai ritratto come un eroe della vita solitaria. Ogni gesto quotidiano restituisce il senso di una routine che si ripete come un destino ineluttabile. Con momenti di solennità antica, come la sepoltura delle carcasse delle pecore sbranate dai lupi, il film evoca una profonda connessione con la natura e la ciclicità della vita”;  al documentario La raya (Messico 2023), presentato al Festival in anteprima italiana, della regista Andalusia Knoll Soloff. “Per il coraggio nel raccontare la lotta per la sopravvivenza delle comunità dei Monti Guerrero nel sud- ovest del Messico e la crisi legata alla coltivazione del papavero da oppio. In un contesto dove le milizie dell’esercito distruggono le coltivazioni e la violenza dei narcos imperversa, la popolazione è costretta a confrontarsi con un degrado crescente delle proprie condizioni di vita e con l’incertezza dell’emigrazione forzata. Un documentario intenso e incisivo che getta luce su una realtà complessa e spesso trascurata”, motiva la Giuria.

Premi speciali

Nel palmarès del Film Festival della Lessinia, il Premio al Futuro per il miglior film di un regista giovane concesso dal Curatorium Cimbricum Veronense in memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi, è stato vinto da The children behind Zalaga (Egitto, Germania 2023) del documentarista Karim Ali, presentato al Festival in anteprima europea.

Il Premio Montagne Italiane per il miglior film della sezione Montagne Italiane, concesso dalla Cassa Rurale Vallagarina, è andato all’opera cinematografica Pascolo vagante (Italia 2024) di Bruno Zanzottera. Una menzione speciale del Premio Montagne Italiane ha premiato il cortometraggio Piccola cosa (Italia 2023) della regista Mila Costi.

Il Green Planet Movie Award è stato attribuito a Don Benjamín (Spagna, Bolivia 2024) del documentarista Iván Zahinos.

Anche la Giuria MicroCosmo del Carcere di Verona ha scelto di assegnare il suo riconoscimento a Khalil (Iran 2024) di Seyed Payam Hosseini.

Il Premio del Parco della Lessinia è andato a Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet.

Premio dei bambini The wolf of custer (Regno Unito 2023), presentato al Festival in anteprima italiana, di Tanya J. Scott. Infine, il Premio del pubblico è andato a Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

21 settembre – 16 novembre, al via il concorso fotografico Villa Riviera Brenta

449356846_870542878441178_7601467745831994663_nUn ricco programma di visite alle ville della Riviera del Brenta, previste di sabato dalle ore 16 alle ore 17.30, dal 21 settembre al 16 novembre con cadenza quasi settimanale, è al centro del Concorso culturale-fotografico con focus sulle ville della Riviera del Brenta che l‘associazione intercomunale Brenta Sicuro fa ai giovani per condividere con altre realtà del territorio le tematiche ambientali, in particolare quella del rischio idraulico e della conoscenza e il rispetto del territorio.

Com’è nato e come si svolge

A oggi sono tre le edizioni del concorso realizzate. L’idea di dedicare un’ iniziativa formativa per le più giovani generazioni (fino ai 35 anni), nasce dall’intuizione dell’arch. Antonio Draghi nel periodo pre-pandemico, che ha voluto creare dei momenti culturali finalizzati a valorizzare uno dei più significativi patrimoni mondiali: la cultura di villa (e no solo) della Riviera della Brenta con le sue tante e ricche sfaccettature da esplorare sia con la conoscenza diretta, guidati da esperti dei luoghi, sia con l’uso del cellulare per riprendere i momenti e i luoghi significativi. Le riprese fotografiche saranno successivamente valutate dalla commissione giudicatrice del contest (coordinamento storico Massimo Benetollo) ed esposte al termine del percorso. Sarà premiata la foto più significativa con un viaggio in battello per due persone, offerto dal partner del concorso Delta tour.

Programma di visite

21 settembre 2024: Il nodo idraulico di Stra fra Brenta, Piovego e la Tergola, cura di Massimo Benetollo. 28 settembre 2024: visita guidata a Villa Farsetti a S. Maria di Sala, a cura di Loris Vedovato. 5 ottobre 2024: visita guidata del centro storico di Dolo. I mulini,la conca e lo squero: un paese e il suo rapporto con il fiume, a cura di Gianpaolo Zampieri. 19 ottobre 2024: il vecchio Medoaco e la ninfa Seriola: paesaggio d’acqua da scoprire, visita guidata al nodo idraulico di Moranzani-Mira, a cura di Mauro Manfrin. 2 novembre 2024: Villa Sagredo a Vigonovo, nascita e storia della civiltà di Villa Veneta, a cura di Eleonora Tacchetto. 16 novembre 2024: esposizione archeologico – didattica “Gianna Ravagnan” a Campolongo Maggiore a cura del Gruppo Archeologico Mino Meduaco. Costo partecipazione: 40 euro a persona. Ulteriori informazioni: whatsapp 347 230597 eventibrentasicuro@gmail.com 

Partner

L’iniziativa partecipa al Premio Wigwam Stampa Italiana-Edizione 2024-2025 under 25. Altri partner sono: Coop Alleaanza, Bcc Veneta, Coccato Assicurazioni e l’associazione Il Portico, Associazioni amici del Gradenigo, il Gruppo Archeologico Mino Meduaco, Riviera al Fronte Rete Wigwam e sopratutto la prestigiosa partnership dell’associazione Cavalieri dell’ordine del Merito della Repubblica Italiana.

Fonte: Associazione intercomunale Brenta Sicuro

6-8 e 13-15 settembre 2024, ad Asiago si tiene la 12^ edizione di Made in Malga, il festival dei sapori d’alta quota 

Made in malgaMostra mercato dei produttori, masterclass e degustazioni guidate con formaggi abbinati a vini estremi, laboratori artigianali, escursioni in malga, la grande Osteria di montagna con piatti tradizionali a base di formaggio, proiezioni di film a tema: dal 6 all’8 e dal 13 al 15 settembre, torna nelle vie del centro di Asiago (VI) “Made in Malga“, l’evento nazionale dei formaggi di montagna. In contemporanea, nei giardini di piazza Carli, si svolgerà la quarta edizione del Mountain Beer Festival dedicato alle birre artigianali di montagna. La manifestazione prenderà il via al mattino di venerdì 6 settembre, ingresso libero.

Il consiglio è: prenotare per tempo

Asiago e l’Altopiano dei 7 Comuni si stanno preparando per accogliere casari e formaggi in arrivo da tutte le aree agricole montane italiane. Al tempo stesso migliaia di “cheese lovers” stanno organizzando la spedizione per scoprire formaggi e godersi le bellezze e la tranquillità della montagna. Quindi, il consiglio che vi diamo è di prenotare per tempo (anzi da subito!) l’alloggio per avere il tempo di gustare i prodotti e i tanti appuntamenti della manifestazione con calma e relax. Ma, non fatevi ingannare dalla pace e la quiete che troverete nell’Altopiano. Tra i muri delle malghe c’è un’intesa attività produttiva che richiede un costante impegno e molti sacrifici. L’opera viene completata dalle mani sapienti dei casari delle malghe.

Masterclass

Il calendario delle Masterclass propone un ricco ed interessante programma di degustazioni tematiche dei formaggi di montagna più ricercati (Bagòss, Bettelmat, Bitto, Castelmagno, Bleu de Moncenis, Murianeng) abbinati a vini di montagna. L’Asiago Dop in diverse stagionature con i vini del fuoco, formaggi a latte crudo con vini delle Alpi, formaggi del Piemonte con vini di Abbazia europei, formaggi svizzeri con vini delle isole del Mediterraneo, i caprini di Beppe Giovale con le birre di Aleghe, formaggi blue di montagna con vini passiti, i grandi formaggi della Lombardia abbinati a vini estremi italiani e formaggi Principi delle Orobie abbinati alle birre artigianali Pintalpina. Prenotazioni ed il programma completo sono sul sito madeinmalga.it

Gli eventi del Consorzio tutela Asiago Dop

Anche quest’anno il Consorzio ha messo tanto ( buon) formaggio al fuoco con due masterclass: sabato 7 settembre ore 16.30, con “Sapori d’Alpe: Asiago Prodotto della Montagna e Spiriti Estremi”, incontra i distillati alpini evocando emozioni profonde e genuine, forti e decise come i luoghi da cui traggono origine. Dettagli: https://rebrand.ly/20ho2nn Sabato 14 settembre alle ore 16.30, per “L’agricoltura dell’Eroe: Asiago di Montagna e Vini di Fuoco” si esplorano le caratteristiche organolettiche dell’Asiago Prodotto della Montagna in abbinamento con le intriganti note minerali dei vini vulcanici. https://rebrand.ly/kfx3t6c. Tra le novità dell’edizione 2024, anche “Asiago Experience”, 12 eventi dedicati al grande pubblico per conoscere da vicino i protagonisti dell’Asiago Prodotto della Montagna.

Il meglio della salumeria di montagna

Dall’Alto Adige lo speck artigianale, salamini tirolesi, würstel artigianali in varie versioni la bresaola, salumi di cinghiale, cervo e capriolo. La norcineria abruzzese, il Nero dei Nebrodi ed il Nero di Calabria. Ed infine mieli, panificati di montagna, confetture, liquori, aceti balsamici, té e tisane, erbe officinali e cosmetici derivati dall’attività agricola.

Mountain Beer Festival e osteria di montagna

Dedicato alle birre artigianali di montagna, ospiterà 13 birrifici dell’arco alpino italiano. La grande Osteria di montagna, in piazza Carli, proporrà appetitosi piatti tradizionali: gnocchi con le patate di Rotzo preparati da “La Baitina” di Roana, piatti di carne degli allevamenti in Altopiano dell’Agriturismo Gruuntaal, le pizze di Picci Pizza farcite con i prodotti della montagna. Saranno presenti come gli anni scorsi, piatti con i pizzoccheri, bratwurst, tortel di patate, arrosticini, tagliate di pecora di Bracevia e le birre artigianali di montagna. L’Asiago Bistrot sarà gestito dallo Chef Massimo Spallino della Vecchia Stazione di Canove che proporrà gustosi piatti con il formaggio Asiago Fresco e Stagionato.

Organizzatori e sponsor

Made in Malga 2024 è un evento organizzato da Guru Comunicazione con la collaborazione del Comune di Asiago e i mandamenti delle Associazioni di categoria dell’Altopiano Ascom, Coldiretti e Confartigianato. Main Partner Consorzio Tutela Formaggio Asiago e con il supporto degli sponsor: Despar Aspiag service srl, Caseificio Pennar Asiago, Pool Pack (packaging alimentare), BVR Banca, ARA Veneto, Stringhetto (confetture e cioccolato), Caseificio Brazzale, Biomundus (spezie dal mondo) e Latterie Vicentine.

Fonte: Guru comunicazione/Servizio stampa Consorzio tutela Asiago Dop

Vendemmia 2024 in Doc delle Venezie: andamento e prezzi delle uve Pinot Grigio

C’è chi ha già iniziato subito dopo Ferragosto, chi si accinge a raccogliere i primi grappoli in queste ore e chi invece prevede di iniziare a settembre: d’altra parte in un areale così vasto come quello della Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale con 27mila ettari di vigneto – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – gli andamenti stagionali, i volumi, così come il periodo vendemmiale non possono essere omogenei.

Volumi minori ma buona qualità

“In linea generale, rispetto all’anno scorso, questa stagione produttiva si apre in maniera positiva, soprattutto in termini qualitativi – dice Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, e continua – Rispetto ai volumi, in alcuni territori ci attendiamo una minore produzione ma in tutto l’areale riscontriamo soddisfazione rispetto al livello qualitativo delle uve Pinot Grigio raggiunto, un risultato ottenuto grazie all’attenzione e al grande lavoro svolto in vigneto, che ha restituito uve sane e parametri chimico-fisici ottimali”.  

Le considerazioni di Assoenologi Friuli Venezia Giulia,

Veneto Occidentale, Orientale e Trento

Matteo Lovo, presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia, conferma una vendemmia certamente migliore rispetto alla stagione produttiva 2023 “che consente di portare in cantina il +15% rispetto all’anno scorso che, ricordiamo, non è stato molto positivo, con punte di decremento in termini di quantità anche pari a -30%. Complessivamente, rispetto alle medie storiche di raccolta, in Friuli Venezia Giulia dovremmo attestarci intorno al -10%, calo dovuto in parte anche a una contenuta pressione di peronospora della vite. Per quanto riguarda l’inizio della vendemmia – prosegue Lovo – si prevede un avvio dei lavori intorno alla fine di questa settimana, nelle zone in pianura anche inizio della prossima, per concludersi poi in una decina di giorni. Un’annata non semplice rispetto alla gestione tecnica e fitosanitaria ma che nei momenti più salienti si è sviluppata in maniera positiva e che ha dato soddisfazioni ai produttori di Pinot Grigio per l’elevata qualità del frutto”. Vendemmia anticipata invece per la varietà coltivata nel Veneto Occidentale, afferma Alberto Marchisio, presidente Assoenologi Veneto Occidentale: “La raccolta del Pinot Grigio è iniziata e si prevede di finire verso la metà di settembre per le zone ad altitudini maggiori; l’uva è perfetta, sana e con parametri ottimali, buona acidità e presenza di acido malico, da sottolineare inoltre l’uniformità di maturazione che restituisce una bellissima colorazione della buccia; possiamo ritenerci molto fortunati rispetto alla qualità, che definirei eccellente, mentre in termini di quantità siamo mediamente in linea con i volumi degli ultimi anni. Per quanto riguarda l’andamento dell’annata, nonostante le piogge abbondanti di inizio stagione siamo comunque riusciti ad intervenire per garantire una buona difesa del vigneto”. Michele Zanardo, presidente Assoenologi Veneto Orientale commenta: “Abbiamo avuto una primavera abbastanza piovosa che ha lievemente rallentato le prime fasi vegetative, ma a partire da giugno le temperature più miti hanno consentito un ottimo recupero. Possiamo affermare che la qualità delle uve è ottima e che la quantità è buona, in linea con la media delle produzioni degli anni passati”. Situazione ancora differente in Trentino, dove la vendemmia non inizierà prima di fine mese/inizio settembre, tardando addirittura la raccolta di qualche giorno rispetto al 2023. “Lo stato fitosanitario dell’uva è buono – commenta Goffredo Pasolli, presidente di Assoenologi Trentino, e continua – in Trentino la gestione del Pinot Grigio è stata impegnativa, abbiamo avuto tanta pioggia – 1.500 mm di acqua caduti rispetto alla media storica di 1.200 mm – ma comunque siamo riusciti ad intervenire e a contenere l’insorgenza di agenti patogeni. In termini generali – ha detto Pasolli – l’andamento è stato buono, non si sono verificati fenomeni meteorologici importanti, come grandinate o gelate primaverili, e ci sono ottimi presupposti. Inoltre – ha concluso Pasolli – il calo delle temperature di questi giorni, dopo il caldo intenso della prima metà di agosto, le buone escursioni termiche giorno/notte che stiamo registrando a pochi giorni dalla vendemmia sono state determinanti rispetto alla qualità dell’uva”.

Vendemmia in termini di valore

Le prime quotazioni delle uve Pinot Grigio Doc delle Venezie confermano un lieve incremento dei prezzi: la vendemmia parte infatti da un prezzo delle uve pari a 0,53-0,58 euro/kg, contro i 0,50-0,55 euro/kg registrato nello stesso periodo della scorsa annata. “Si tratta di un incremento di valore che interviene tra l’altro dopo l’aumento della quota di produzione libera, pari a 140 quintali/ettaro, +10 quintali/ettaro rispetto alla stagione produttiva 2023 – spiega Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela, e prosegue – un risultato quindi in controtendenza rispetto alla situazione media del settore vitivinicolo nazionale, particolarmente importante tenendo conto di un momento congiunturale di mercato nazionale e mondiale complesso, ma non casuale: si tratta di un percorso di crescita della denominazione, appena iniziato, legato all’applicazione delle misure di governo dell’offerta deliberate dal nostro Consiglio di Amministrazione, che concorrono a mantenere una condizione di stabilità di mercato ed un rapporto qualità/prezzo che, unite alle garanzie fornite dal contrassegno di Stato applicato su 230 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, non trova paragoni. In un tale percorso – ha concluso Armani – l’obiettivo è poter lavorare affinché tutte le categorie della filiera possano poter trovare riconoscimento e adeguata marginalità, condizione necessaria per portare avanti la propria impresa e lavorare con alti standard di qualità”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Doc delle Venezia/Credito foto Enrico Brunelli

Climate ChanCe, concorso sui cambiamenti climatici 2024, scadenza 30 settembre

LOC Climate chance concorso clima def

Anche nel 2024 si tiene il concorso sui cambiamenti climatici “Climate chance” giunto alla 22a edizione dal titolo “Crisi climatica – the walk“. Il concorso internazionale di comunicazione e creatività per opere edite e inedite sul tema dei cambiamenti climatici è organizzato dall’associazione Shylock-Centro universitario teatrale di Venezia, con la collaborazione di Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, Europe Direct Venezia Veneto e con il patrocinio di Cmcc (Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici), Wwf Italia, Legambiente, Isde Italia – medici per l’ambiente. L’iniziativa rientra nel progetto pluriennale “Cambiamenti climatici – the grand challenge” e ha lo scopo di valorizzare le opere e i progetti che propongono un messaggio efficace sul tema della crisi climatica e sugli aspetti ambientali e sociali ad essa connessi.

Il concorso

Possono partecipare al concorso gli autori di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 18 anni al momento della scadenza. Autori di età inferiore ai 18 anni possono aderire attraverso appositi gruppi scolastici o all’interno di collettivi formali o informali. Possono essere candidate opere e progetti inediti di comunicazione creativa realizzati con tecniche e modalità espressive di ogni genere. I partecipanti possono candidarsi a entrambe le sezioni previste e con più opere per ogni sezione: sezione 1 candidatura di opere e progetti inediti da parte di autori individuali o collettivi; sezione 2 segnalazione di opere edite e progetti realizzati/pubblici a cura di autori, editori o altri soggetti terzi. L’edizione 2024 del concorso richiama un’attenzione particolare, anche se non esclusiva, su alcuni aspetti tematici: il rapporto intergenerazionale tra reale emergenza climatica e politiche governative insufficienti; la realizzazione femminile tra crisi climatica e sociale; rapporto tra parità di genere e politiche per l’ambiente; nuovi stili di vita collettivi o individuali: forme di adattamento sociale e ambientale; Nord Italia di contrasti, da primato economico a hot spot climatico della pianura padana, zone alpine e costiere; Venezia tra città laboratorio ambientale/culturale o deriva speculativa incontrollata; Continente europeo: il rapido aumento delle temperature rispetto alla media del pianeta.

Modalità di partecipazione

La scadenza per la presentazione delle opere è il 30 settembre 2024, ore 24, per tutti i partecipanti. Il 28 novembre 2024 si terrà un evento pubblico di condivisione dei risultati presso la sede dell’ateneo veneto di Venezia, con letture pubbliche di estratti dei testi, videoproiezione ed esposizione delle opere candidate, con la presenza del climatologo Luca Mercalli e di altri esperti del settore scientifico e culturale. Ulteriori info: www.cut.it, mail a concorso@cut.it max 5mb, numero verde 800 496200 www.comune.venezia.it/europedirect infoeuropa@comune.venezia.it

Lutto in casa Argav

Lo scorso 22 agosto è mancata Diana Calzavara, mamma del nostro socio, giornalista e consigliere, Mauro Poletto.

La cerimonia funebre sarà celebrata martedì 27 agosto alle ore 9.30 nel Duomo di Dolo.

Il direttivo e i soci Argav si stringono a Mauro, al suo papà Oscar e a tutti i suoi cari in questo momento di dolore.

25 agosto “Luppoleti aperti”, Coldiretti e Consorzio birra italiana promuovono la giornata

Il prossimo 25 agosto 2024 si terrà “Luppoleti aperti”, evento promosso nei birrifici agricoli lungo il territorio nazionale dal Consorzio birra Italiana insieme a Coldiretti che sta rapidamente guadagnando popolarità. Giunto alla sua seconda edizione, l’obiettivo principale è avvicinare il pubblico alla birra da filiera agricola italiana, facendo conoscere i processi di produzione e promuovendo un consumo responsabile.

Durante la giornata i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva

Dalla raccolta del luppolo al taglio della liana, fino alla separazione manuale dei coni. Saranno inoltre organizzate attività di intrattenimento per grandi e piccini, inclusi concerti e spettacoli anche per bambini, con la possibilità di organizzare pic-nic con specialità regionali e birra agricola (maggiori info al sito https://www.consorziobirraitaliana.it/).

In Veneto sono 200 i birrifici artigianali presenti sul territorio regionale

Il 30% dei birrifici veneti è agricolo con una coltivazione in proprio delle principali materie prime come orzo e luppolo. 75 milioni i litri prodotti pari al 13% del totale nazionale con una varietà di gusti legati direttamente ai prodotti agricoli come la birra al radicchio rosso tardivo, al riso, al carciofo. Il comparto coinvolge 1.085 attività e dà lavoro a circa 93.000 addetti, creando un volume di mercato di 9,5 miliardi di euro e un valore pari allo 0,53% del PIL nazionale. La dipendenza dall’estero per i cereali è importante e pesa per il 60% solo per il malto necessario alla produzione. Un successo che è il frutto anche di una normativa regionale, fortemente voluta da Coldiretti Veneto che ha inteso premiare gli agribirrifici in base alla qualità, al metodo di lavorazione ma soprattutto all’origine delle materie prime impiegate. Il provvedimento in questi anni ha favorito anche l’occupazione nel settore degli under 35 riconoscendo questa professione come connessa alla qualifica di imprenditore, creando anche i presupposti del “piccolo birrificio agricolo”.

Cresce il turismo esperienziale

Secondo Coldiretti quasi un viaggiatore su cinque ha visitato un birrificio o partecipato a eventi birrari nell’ultimo anno. Il birraturismo sta diventando quindi di tendenza, con l’abbinamento tra birra e cibo che è l’attività preferita dal 65% degli intervistati. Le birre artigianali, non pastorizzate né microfiltrate, stanno trainando il fenomeno, attirando soprattutto i giovani che cercano qualità. Due terzi dei consumi si concentrano su produzioni nazionali, sostenute dal Consorzio per promuovere l’eccellenza italiana.

Birra agricola al granchio blu

Non mancano anche in questo settore le idee innovative che cercano anche di rispondere alle problematiche più diverse. In quest’ottica è nata da poco la prima birra agricola al granchio blu, un’idea di Alessia Parisatto, agricoltrice di Coldiretti Giovani Impresa (nella foto in alto) che al suo interno ha parecchi ragazzi e ragazze impegnati nella produzione di birra a filiera agricola italiana. Il granchio blu, considerato un flagello soprattutto per la pesca veneta, dopo i tanti impieghi in cucina, è stato trasformato in una risorsa grazie alla creazione di una birra stout di colore marrone molto scuro. Ispirata alla tradizione irlandese della Oyster Stout, questa birra rappresenta una risposta creativa e sostenibile alle sfide ambientali, dimostrando come un problema possa diventare un’opportunità.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Nel Ferrarese, dimostrato il valore ambientale delle colture idroesigenti (risaie e prati stabili) presenti anche a Nordest, il pensiero obbliquo del presidente Argav Fabrizio Stelluto

Virus West Nile nel Nordest: rischi e misure preventive

west-nile-virus-veneto-zanzareLa presenza del virus West Nile (Wnv) nelle zanzare campionate in Veneto e Friuli Venezia Giulia si attesta intorno all’1%. È quanto emerge dagli ultimi dati comunicati dal Laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).

Nonostante la circolazione del virus nelle zanzare sia moderata, 

il rischio per la salute umana non va sottovalutato.

Secondo l’ultimo bollettino sulle malattie trasmesse da vettori della Regione del Veneto, sono infatti 8 i casi di West Nile neuroinvasiva e 4 di febbre West Nile, ma i numeri potrebbero aumentare nelle prossime settimane con il perdurare del caldo estivo. “Fortunatamente quest’anno la diffusione della West Nile è abbastanza contenuta, anche se l’attenzione da parte delle autorità sanitarie è sempre molto alta dopo i recenti casi di Padova e Pordenone – dichiara la dg Antonia Ricci. “A differenza dei casi di Dengue, Chikungunya e Zika, segnalati in persone di ritorno da viaggi all’estero, soprattutto in Sudamerica e paesi tropicali, il virus West Nile è endemico nel nostro territorio e pertanto la probabilità di contrarre l’infezione è maggiore. Pertanto è importante adottare corrette abitudini per evitare le punture di zanzara, come per esempio l’utilizzo di repellenti cutanei, zanzariere in casa e larvicidi nelle aree verdi private. Solo così è possibile ridurre il rischio di infezione, specialmente per le categorie di persone fragili come anziani e immunodepressi”.

Il monitoraggio

La sorveglianza entomologica dell’IZSVe prevede l’utilizzo di 92 trappole per la cattura delle zanzare, distribuite fra Veneto (64) e Friuli Venezia Giulia (28). Il monitoraggio è cominciato nel mese di maggio e proseguirà fino ad ottobre. Le catture avvengono una notte ogni 15 giorni per ciascun sito, in maniera alternata, in modo da avere delle trappole attive ogni settimana per ogni provincia. “Nel giro di pochi anni, con la ripresa del turismo dopo la pausa Covid, abbiamo avuto un aumento progressivo dei casi di Dengue nel nostro Paese, in persone di ritorno da regioni tropicali – ribadisce Antonia Ricci – Per affrontare al meglio un viaggio in zone a rischio, prima di partire è bene consultare i centri di medicina dei viaggi delle ASL per consigli e indicazioni, mentre se al ritorno si accusano sintomi come febbre e malessere occorre rivolgersi immediatamente al proprio medico curante.”

Cosa fare per evitare le punture

Uso di repellenti cutanei: uilizzare prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici al Ministero della Salute o come Biocidi secondo il regolamento (UE) n. 528/2012. I prodotti di comprovata efficacia sono quelli contenenti i seguenti principi attivi: Dietiltoluamide (DEET), Icaridina (KBR 3023), Etil butilacetilaminopropionato (IR3535) e Paramatandiolo (p-menthane-3,8-diol o PMD). In commercio esistono diverse tipologie di prodotti, ciascuno con diverse formulazioni e indicazioni di utilizzo, come indicato in etichetta. Lozioni: facilmente distribuibili con le mani, necessitano di particolare attenzione quando applicati sul volto. Roll-on: pratici, permettono una distribuzione uniforme del prodotto, evitando dispersioni nell’ambiente. Particolarmente adatti per l’utilizzo sui bambini. Spray: non assicurano un dosaggio uniforme. Non devono essere applicati direttamente sul volto, ma applicati con le mani. Comodi per l’impregnazione saltuaria di abiti da lavoro. Attenzione: infiammabili. Braccialetti: non sono molti i braccialetti registrati e che assicurano quindi una reale efficacia. Inoltre la loro azione protettiva si riduce in situazioni di ventosità. Salviette e spugnette: datte per l’utilizzo sul volto, rilasciano però un quantitativo limitato di principio attivo. Formulazioni spalmabili (creme, gel): sono le formulazioni dermatologicamente più tollerate, permettono un adeguato dosaggio e una corretta distribuzione. Ambienti e abbigliamento: eliminare tutti i contenitori che possono accumulare acqua anche in piccole quantità, come i sottovasi, e ricordarsi di tenerli sempre capovolti; evitare il ristagno di acqua nei sottovasi oppure svuotarli almeno una volta alla settimana: le uova di zanzara non si sviluppano e le larve vengono eliminate; mettere pesci in fontane e vasche all’aperto: si nutrono delle larve di zanzare.; coprire con zanzariere o teli di plastica vasche e bidoni senza lasciare fessure: così si impedisce alle femmine di deporre le uova; trattare i tombini privati e le vasche all’aperto con larvicidi, seguendo le istruzioni in etichetta; utilizzare zanzariere alle finestre. Anche l’aria condizionata tiene lontano le zanzare; indossare vestiti preferibilmente di colore chiaro, senza lasciare aree estese del corpo scoperte.

Repellenti a base di estratti vegetali

La maggior parte dei prodotti può essere utilizzata sui bambini di età superiore ai 2 anni. Verificare comunque quanto riportato in etichetta. Non ci sono particolari problemi di utilizzo in gravidanza o in allattamento, tuttavia è consigliato limitare le applicazioni. Per quanto riguarda i prodotti repellenti a base di estratti vegetali, occorre controllare sull’etichetta che si tratti di un prodotto registrato come PMC o Biocida. I prodotti registrati attualmente in commercio sono quelli a base di eucalipto e geraniolo. I formulati a base di citronella, lavanda e bergamotto non garantiscono invece un’efficacia adeguata. Un prodotto non registrato non è stato testato per possibili conseguenze derivanti dal suo uso, e va quindi considerato un prodotto non sicuro.

Scarso progresso dell’Ue sull’idrogeno: confronto con obiettivi 2030

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Fusina (VE), Centrale a idrogeno Enel

Secondo una relazione della Corte dei conti europea, l’Ue è riuscita solo in parte a porre le basi per il mercato emergente dell’idrogeno rinnovabile. Nonostante le svariate azioni positive intraprese dalla Commissione europea, permangono problemi lungo tutta la catena del valore dell’idrogeno ed è improbabile che l’Ue raggiunga gli obiettivi per il 2030 in materia di produzione e importazione di idrogeno rinnovabile. La Corte esorta a fare il punto della situazione per far sì che gli obiettivi perseguiti dall’Ue siano realistici e le scelte strategiche non compromettano la competitività di industrie fondamentali o creino nuove dipendenze.

Informazioni generali

L’idrogeno può essere prodotto in vari modi: a partire dall’acqua utilizzando energia elettrica (elettrolisi) o a partire dal gas naturale (reforming). L’idrogeno rinnovabile, ossia l’idrogeno prodotto utilizzando energia elettrica rinnovabile o biomassa, può consentire di rendere più ecologiche le industrie pesanti dell’Ue.  Il suo uso comporta però una serie di sfide, tra cui i costi di produzione e il fabbisogno di energia elettrica rinnovabile e di acqua. Nel 2022 l’idrogeno rappresentava meno del 2 % del consumo energetico europeo e la maggior parte della domanda proveniva dalle raffinerie. Stando alla relazione della Corte, la domanda che dovrebbe essere stimolata non raggiungerà nemmeno 10 milioni di tonnellate entro il 2030, né tanto meno i 20 milioni di tonnellate previsti inizialmente dalla Commissione.

Assenza di strategia

La Corte rileva che, allo stato attuale, non esiste una strategia generale dell’Ue sulle importazioni di idrogeno. L’idrogeno rinnovabile o “verde” ha significative ripercussioni sul futuro di industrie essenziali dell’Ue, dato che può aiutare la decarbonizzazione soprattutto in settori difficilmente elettrificabili, come la produzione di acciaio, nonché l’industria petrolchimica, del cemento e dei fertilizzanti. Può inoltre aiutare l’Ue a raggiungere l’obiettivo climatico di zero emissioni nette entro il 2050 e a ridurre ulteriormente la dipendenza dell’Ue dai combustibili fossili russi. “Occorre fare il punto della situazione della politica industriale dell’Ue in materia di idrogeno rinnovabile” ha dichiarato Stef Blok, responsabile dell’audit per la Corte dei conti europea. “L’Ue dovrebbe decidere una strategia per progredire sulla via della decarbonizzazione, senza alterare la situazione concorrenziale di industrie essenziali dell’Ue o creare nuove dipendenze strategiche”.

Luci e ombre

Per iniziare, la Commissione ha fissato obiettivi eccessivamente ambiziosi per la produzione e l’importazione di idrogeno rinnovabile (10 milioni di tonnellate per ciascuna entro il 2030). Questi obiettivi non erano basati su analisi approfondite, bensì il frutto di valutazioni politiche. Inoltre, il loro raggiungimento è stato compromesso da un inizio accidentato. Innanzitutto, le ambizioni divergenti degli Stati membri non erano sempre allineate con gli obiettivi dell’Ue. Poi, nel coordinare l’azione degli Stati membri e dell’industria la Commissione non ha fatto sì che tutte le parti spingessero nella stessa direzione. D’altra parte, la Corte riconosce alla Commissione il merito di aver proposto la maggior parte degli atti giuridici in breve tempo: il quadro normativo è quasi completo e ha fornito quella certezza che è indispensabile per creare un nuovo mercato. Tuttavia, c’è voluto tempo per trovare un accordo sulle norme che definiscono l’idrogeno rinnovabile e molte decisioni di investimento sono state posticipate. I promotori dei progetti hanno inoltre rinviato le decisioni di investimento perché l’offerta dipende dalla domanda e viceversa.

Creare una industria Ue dell’idrogeno richiede massicci investimenti pubblici e privati, ma la Commissione non dispone di una visione completa né del fabbisogno né dei finanziamenti pubblici disponibili. Al tempo stesso, i finanziamenti dell’Ue, che gli auditor hanno stimato a 18,8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, sono dispersi tra più programmi: di conseguenza, per le imprese è difficile scegliere il tipo di finanziamento più adatto a uno specifico progetto. Il grosso dei finanziamenti dell’Ue è utilizzato dagli Stati membri con una quota importante di industrie difficili da decarbonizzare e che hanno progetti in fase più avanzata, ossia Germania, Spagna, Francia e Paesi Bassi. Non vi è ancora alcuna garanzia che il potenziale di produzione di idrogeno dell’Ue possa essere sfruttato appieno o che i finanziamenti pubblici consentiranno di trasportare l’idrogeno verde all’interno dell’Ue dai paesi con un buon potenziale di produzione a quelli con una elevata domanda da parte del settore industriale.

Raccomandazioni

La Corte raccomanda alla Commissione di aggiornare la strategia per l’idrogeno sulla base di una valutazione approfondita dei seguenti aspetti: come calibrare gli incentivi sul mercato per la produzione e l’uso dell’idrogeno rinnovabile; come stabilire un ordine di priorità per gli scarsi finanziamenti dell’Ue e decidere su quali parti della catena del valore focalizzarsi; considerare quali industrie l’Ue vuole mantenere e a quale prezzo, date le implicazioni geopolitiche della produzione interna all’Ue rispetto alle importazioni da paesi terzi.

Fonte: Corte dei conti europea