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13-31 ottobre 2023, a Longarone (Bl)la mostra fotografica “Testimoni del tempo – Quando le immagini raccontano la storia”, edizione speciale del Premio “Bepi Zanfron”

Bepi-Zanfron

Due tragedie: così diverse e lontane nel tempo. Eppure così vicine. Da un lato, il disastro del Vajont. Dall’altro, l’alluvione che ha coinvolto l’Emilia Romagna, lo scorso mese di maggio. E così, in un incontro tra epoche e mondi apparentemente differenti, ecco che le immagini di Giuseppe “Bepi” Zanfron, sulla catastrofe del 1963, si intrecciano con quelle di una giovane fotografa faentina: Nicoletta Valla, mirabile nel ritrarre l’evento calamitoso che ha coinvolto la sua terra.  Grazie a loro, a “Bepi” e a Nicoletta, prende forma la mostra fotografica “Testimoni del tempo – Quando le immagini raccontano la storia” al centro culturale “Parri” di Longarone; l’esposizione verrà inaugurata venerdì 13 ottobre (ore 18) e rimarrà aperta fino alla fine del mese ed è un’edizione speciale del Premio “Bepi Zanfron”.

La tragedia del Vajont. Con questa iniziativa Assostampa Belluno e Sindacato giornalisti Veneto – in collaborazione con Pro loco e Comune di Longarone e Fondazione Vajont – intendono ricordare, nel 60. anniversario, la sciagura del 9 ottobre con i suoi 1.910 morti e stimolare riflessioni, analisi e confronti su come è cambiato – o è rimasto uguale – il racconto di eventi così drammatici attraverso la lente del fotogiornalismo. Sarà quindi l’occasione per rivedere le immagini di Zanfron, il primo fotoreporter a raggiungere i luoghi del Vajont dopo la terribile ondata che ha portato lutti e distruzione. Immagini che hanno fatto il giro del mondo, di grande impatto emotivo, rispettose e rigorose nel delineare i contorni di un disastro epocale.

L’alluvione in Emilia-Romagna. La mostra rappresenta l’opportunità di conoscere il talento e la sensibilità artistica di Nicoletta Valla, venticinquenne di Faenza, i cui scatti, dopo essere stati pubblicati sul Il Resto del Carlino, hanno dato vita al volume “Quello che abbiamo perduto. Quello che abbiamo salvato”, realizzato insieme allo scrittore e giornalista Maurizio Maggiani.

Oggi come allora, le foto professionali raccontano, indagano, scuotono le coscienze.  Oggi come allora, “per non dimenticare”.

Fonte: Sindacato dei giornalisti del Veneto

Metti un giorno i soci Argav in visita nel Vittoriese, tra prosecco “celestiale”, grotte, vetri d’arte e mercato agricolo

Suore monastero produttore prosecco

(testo e foto di Romina Gobbo, consigliere Argav) Dove vai se il sabato mattina vuoi fare una gitarella fuori porta? A Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Al monastero cistercense dei santi Gervasio e Protasio in località San Giacomo di Veglia. Corre voce che le 18 monache producano il miglior nettare di Dio che si produce in Veneto: l’unico prosecco d’abbazia, rigorosamente Docg. E vorrei anche vedere. Se non qui, dove?

Soci Argav visita monastero suoreIl costo della vita è aumentato per tutti. Lo sa bene la madre badessa, suor Aline Ghannachi Pereira, 38 anni, laurea in Business Administration, brasiliana, occhi blu ben spalancati sul mondo, perché clausura non vuol dire morte civile. Accanto a lei, la priora, suor Maria Paola Dal Zotto, 74 anni a cui si deve la cura della vigna. Suor Aline, giovane d’età, entrata in convento a vent’anni, e il suo braccio destro, suor Maria Paola, giovane di vocazione, entrata in convento a cinquantadue anni, assieme ad altre sorelle, sabato 7 ottobre, hanno aperto le porte alla delegazione Argav, guidata da Fabrizio Stelluto, per raccontare la loro attività di produzione di vino. Non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Sarah Dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”, brillante imprenditrice vitivinicola, che ha avviato esperienze originali, come la vendemmia notturna.

suore con vigna di sarahL’incontro tra Sarah e suor Aline è singolare. «Mi dicono che c’è una ragazza che mi aspetta al parlatorio – racconta suor Aline -. Vado, convinta che volesse “provare” il convento, non sapendo che aveva già due figli. Infatti, voleva solo conoscermi. Chiacchierando, le dissi che avevamo una vecchia vigna di glera, è cominciato tutto così, due anni fa. Oggi abbiamo un vigneto di 6.000 mq che produce circa 5.000 bottiglie l’anno. Se Dio vuole, conduce lui». Per chi non lo sapesse, l’ordine cistercense fu fondato nel 1098 in Borgogna, dal desiderio di Roberto di Molesme di tornare alla regola di san Benedetto e al lavoro manuale.

Foto 2 Suore con vigna

Suora con api

L’ora et labora dalle suore di Vittorio Veneto viene declinato in vari modi: aloe, oli essenziali, unguenti, miele, cera d’api, allevamento di conigli e poi rammendo per i conventi, produzione di ostie per le parrocchie, e l’orto, che curano assieme ai ragazzi con sindrome di down della cooperativa “Terra fertile”. Al monastero vittoriese, le cui origini risalgono al 1909, spiritualità e praticità non sono in contrapposizione. Le suore non possono uscire, mentre i loro prodotti sì, così come la loro storia che è giusto far conoscere.Soci Argav con suora serra

Ma la giornata non è finita. È tempo di un bel tagliere e della degustazione dei vini della vitivinicola Barazza, nell’annesso agriturismo Borgo Portinor, in località Cappella Maggiore, alle porte di Vittorio Veneto. Accompagnata da Flavio Cilla e con la sorpresa dell’accoglienza della sindaca Mariarosa Barazza, la delegazione ha vissuto un momento magico per le papille gustative.

Grotte Caglieron soci Argav

Grotte Caglieron sociArgav

E vai di prosciutto, e vai di salame, e vai di formaggio, quattro passi sono d’obbligo. Il parco grotte del Caglieron, a Fregona, sempre nei dintorni della città medaglia d’oro al valor militare, è la meta ideale. Escursioni per tutte le gambe. Anche per quelle traballanti dopo il buon bere.

Romina grotte CaglieronIl ritorno a Cappella Maggiore riserva ancora sorprese. Il laboratorio di vetro artistico di Elisa Cillo è un bijoux: vetrate personalizzate, sculture da parete, vasi, bicchieri, oggettistica. La chicca sono le piastrelle in vetro di Murano, meravigliosi inserti per i parquet. Così come chicche – ma di altro genere – sono i prodotti del mercato agricolo “La Mattarella”. Tutti i sabati, vento, pioggia, o neve, dalle 14.30 alle 17.30, i produttori locali vendono verdure formaggi, ma anche pane, olio, uova, miele e frutta di stagione. Tra questo ben di Dio – e così ritorniamo al protagonista della giornata – la gita Argav si conclude. Chi ha partecipato è stato soddisfatto, chi è mancato, ha commesso peccato. Da parte mia, coordinatrice della giornata, e cronista non per caso, è tutto.

Treviso “Foglia verde europea 2025”

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Lo scorso 5 ottobre sono stati annunciati i vincitori del premio per la Città verde europea 2025: Vilnius (Lituania) sarà la Capitale verde europea 2025, mentre il titolo Foglia verde europea 2025, riservato alle città più piccole, è andato a Viladecans (Spagna) e a Treviso. La cerimonia di premiazione  si è svolta nella capitale verde europea in carica, Tallinn, in Estonia. Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Complimenti a Vilnius, Viladecans e Treviso! Benvenute nel gruppo delle Città verdi europee. Avete lavorato intensamente per rendere le vostre città più verdi, sane e piacevoli da vivere. I cambiamenti climatici inaspriranno gli eventi meteorologici estremi, quali siccità e inondazioni, che abbiamo dovuto affrontare quest’estate. La nostra risposta a tali eventi devono essere città più verdi, meno inquinate, città che si preoccupano di più del benessere dei cittadini: proprio ciò che stanno facendo le vincitrici premiate oggi.”

Motivazioni. La giuria di esperti ha incoronato Vilnius come vincitrice del premio per il suo impegno a favore di un futuro sostenibile, compreso l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. La giuria ha riconosciuto che Vilnius è riuscita a ridurre le emissioni attraverso varie misure, quali l’aumento delle fonti energetiche rinnovabili e la ristrutturazione delle infrastrutture di riscaldamento. Ha inoltre apprezzato l’approccio innovativo e tecnologico nei confronti del coinvolgimento e della partecipazione dei cittadini. Per quanto riguarda Viladecans, la giuria ha riconosciuto che a Viladecans, i residenti e i portatori di interessi, a diversi livelli, hanno partecipato a vari processi decisionali e che la città ha compiuto progressi significativi nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. In qualità di vincitrice della Foglia verde, la città si concentrerà su due obiettivi in parallelo: la transizione ecologica e la promozione di uno stile di vita sano. Per quanto riguarda Treviso, la giuria ha apprezzato il modo in cui la città ha coinvolto i giovani, nonché i suoi sforzi di comunicazione intergenerazionali e il raddoppio del numero di alberi presenti in città.

Premi. Le città vincitrici riceveranno una sovvenzione volta a sostenerne ulteriormente l’impegno ecologico: un premio di 600 000 € per la capitale verde Vilnius e di 200 000 € per le città della Foglia verde Viladecans e Treviso. Quest’anno, hanno partecipato in totale 14 città. Un gruppo internazionale di esperti, composto da sette esperti indipendenti in materia di sostenibilità urbana, ha valutato ciascuna candidatura e ha selezionato cinque città finaliste.

Fonte: Rappresentanza italiana Commissione europea

Al Festival dell’acqua a Mirano (VE), in programma sino al 15 ottobre 2023, anche i convegni organizzati da Anbi Veneto e Consorzio di bonifica Acque Risorgive, valevoli per crediti formativi giornalisti e altri ordini professionali

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Anbi Veneto e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive hanno accettato l’invito del Comune di Mirano (VE) a contribuire al Festival dell’Acqua, organizzato dal comune stesso, in programma fino al 15 ottobre, in termini di contenuti, con la realizzazione di alcuni convegni che prevedono il coinvolgimento anche di ordini professionali.

I convegni. Mercoledì 11 ottobre 2023, ore 9.30, Cinema Teatro di Mirano. “L’uso della risorsa irrigua tra esigenze di sostenibilità e mitigazione dei cambiamenti climatici”, realizzato in collaborazione con Coldiretti Venezia, Confagricoltura Venezia e Cia Venezia. Valevole per il conseguimento di crediti formativi per gli iscritti a Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e Ordine dei Giornalisti. Giovedì 12 ottobre 2023, ore 9.30, Moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, Cinema Teatro di Mirano, “Dal cambiamento climatico al cambiamento della pianificazione”, realizzato in collaborazione con Ordine degli Ingegneri e Ordine degli Architetti, Pianificato, Paesaggisti e Conservatori. Valevole per il conseguimento dei crediti formativi degli Ordini coinvolti oltre che dell’Ordine dei Giornalisti (iscrizioni in piattaforma). Giovedì 12 ottobre 2023, ore 21.00, sala Conferenze di Corte Errera, via Bastia Fuori, 58 Mirano, “Il borgo e l’acqua. il nodo idraulico di mirano: ieri, oggi e domani”, intervengono: Mauro Varotto, docente di Geografia, Università degli Studi di Padova; Carlo Casoni, responsabile ambiente, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.

Opera di sensibilizzazione. “Il tema della gestione dell’acqua acquisisce un valore sempre più centrale in epoca di mutamenti climatici – afferma Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto e Acque Risorgive -. Accogliamo con piacere la richiesta di collaborazione del Comune di Mirano per il Festival dell’Acqua perché tra i nostri compiti vi è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche che ogni giorno ci vedono impegnati: la gestione della risorsa irrigua, la prevenzione del rischio idraulico e la tutela del territorio e dell’ambiente.”

Mirano città d’acqua. «Siamo orgogliosi di presentare la prima edizione del Festival dell’Acqua di Mirano, un evento che vuole promuovere il territorio, il suo paesaggio, la sua storia, le sue bellezze e, nello stesso tempo, proporre una riflessione sull’acqua quale bene e diritto primari ed essenziali. Il Festival celebra ed esalta l’acqua come valore pubblico e umano, rappresentandola come cultura, scienza, sostenibilità, paesaggio e solidarietà, come icona di chi siamo e di dove vogliamo andare», dichiara il sindaco di Mirano Tiziano Baggio che continua: “D’altra parte, Mirano è città d’acqua, città di fiumi, canali, laghetti, salti d’acqua, fossi: un’affascinante realtà economica e paesaggistica, un sistema idrico naturale eccezionale, una capillare regimentazione irrigua nata dalla laboriosità dell’uomo fin dai tempi antichi. Un sistema che ha determinato la storia di Mirano, una città agricola che l’acqua ha collegato a Venezia e a Padova e attraverso di esse al mondo conosciuto, segnandone lo sviluppo e la qualità di vita che è stata conservata fino ai nostri giorni”.

Molti gli appuntamenti in programma, che culmineranno con il convegno sulla navigabilità del canale Taglio previsto sabato 14 ottobre e a cui parteciperanno tra gli altri, la vice presidente della Regione Veneto Elisa De Berti e il professore dell’Università di Ca’ Foscari Francesco Vallerani. «Con la prima edizione del Festival – prosegue il primo cittadino – vogliamo riflettere sul dramma del Vajont, di cui ricorre il sessantesimo anniversario e sulla crisi climatica, studieremo, proprio come facevano gli antichi, come migliorare la gestione delle acque e migliorare il sistema irriguo e, infine, godremo delle nostre bellezze e del nostro paesaggio».

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto/Comune di Mirano

Agricoltura, Verona e il Veneto locomotive d’Italia

Veronamercato

Verona e il Veneto sono sempre più la locomotiva agricola d’Italia. Nel 2022 il valore della produzione agricola regionale ha sfiorato i 7,4 miliardi di euro, pesando per oltre l’11% del totale nazionale, con una crescita del 18,6%: quasi 3 punti in più dell’Italia. Verona rimane leader, con un valore aggiunto (la differenza tra il valore delle produzioni e il costo dei beni e servizi intermedi) che la vede seconda provincia in Italia dietro a Bolzano e seconda dopo Cuneo per l’export dell’agroalimentare. La città scaligera fa segnare il segno positivo (+1,8%) per il valore aggiunto, mentre il Veneto presenta una perdita del 0,4% rispetto al 2021 e del 4,4 per cento guardando ai dati 2019. A pesare sono ancora il forte aumento dei costi e la siccità, che hanno penalizzato fortemente il settore.

Sono i dati del report semestrale 2023 “Economia, agricoltura e agroalimentare” di Confagricoltura Verona, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Studi CGIA di Mestre, illustrati lo scorso 15 settembre nella sede dell’associazione agricola, con il consuntivo 2022 e le prime proiezioni sul 2023 relativi ai diversi comparti agricoli, ai prezzi e all’escalation dei costi, e numeri aggiornati sulla manodopera e sull’export. Di particolare interesse un’appendice dedicata al meteo degli ultimi 15 anni, con le medie annuali di precipitazioni nelle province del Nord Italia.

Dall’elaborazione CGIA su dati Istat si nota come sia stato il processo inflattivo a determinare una salita molto netta del valore nominale delle produzioni nell’ultimo biennio: nel 2022, rispetto al 2019, i prezzi pagati agli agricoltori sono risultati infatti superiori del 27,3%. Per valore delle produzioni sono gli allevamenti zootecnici a fare da traino, con un + 25,4% rispetto al 2021 grazie alla buona performance di carne, latte, uova e miele. Dopo un pessimo 2021, ripartono le produzioni di frutta, con crescita boom dei kiwi in termini quantitativi e di valore, e buone performance per le pere, le pesche e le mele. Per i prodotti vitivinicoli, gli ortaggi e i cereali si registrano incrementi meno rilevanti, ma vantaggi relativi: a variazioni nominali positive, corrispondono infatti riduzioni dei volumi prodotti.

Costi. Ma se il valore della produzione regionale nel 2022 è di 7,4 miliardi di euro, il valore aggiunto è di 3,3 miliardi: in termini reali – 0,4% rispetto al 2021 e addirittura – 4,4% rispetto al 2019. Sono soprattutto i costi, in particolare energetici e dei fertilizzanti, a ridurre i margini degli agricoltori: in appena 3 anni il peso dei costi sul valore della produzione è salito di 6 punti percentuali schizzando al 58,6% nel 2022. Pesano anche l’impennata dei costi dei mezzi di produzione (+28,4% nell’ultimo biennio) e del costo del denaro. Per il 2023 le previsioni indicano un’ulteriore flessione del valore aggiunto (-0,5%), ad eccezione di Verona, che con 1 miliardo di euro pesa per il 30% sul totale regionale, per la quale il segno si prefigura positivo (+0,6%).

Primati scaligeri. La provincia veronese presenta, infatti, una marcia in più grazie all’export agroalimentare, che vale circa il 45% di quello Veneto e il 7% di quello nazionale. Dal 2007 al 2022 il suo valore è più che raddoppiato, passando da 1,6 miliardi a 4 miliardi (+147%), mentre il Veneto non va oltre i 9 miliardi. Una crescita più veloce, per l’agroalimentare scaligero, rispetto al totale dell’export di Verona (+82%), tanto che si piazza al secondo posto in Italia dopo Cuneo e davanti a Milano, Bologna e Parma. Nei primi venti posti del ranking si inseriscono tre province venete: Treviso, con l’undicesimo piazzamento, Vicenza con il quindicesimo e Venezia con il diciassettesimo. Anche in termini di manodopera il peso veneto e veronese è rilevante, con 94.600 unità di lavoro in Veneto (dati 2022) su 232.000 del Nordest e 1,1 milioni dell’Italia. Le previsioni 2023 confermano, però, la flessione in atto da alcuni anni, con 90.800 unità nelle campagne. Verona manterrà il numero più elevato, con 25.500 lavoratori (30%), davanti a Treviso con 18.700, Padova con 13.200, Venezia con 11.700, Vicenza con 9.800, Rovigo con 9.000 e Belluno con 2.900.

Verona è tra le prime posizioni anche nella classifica dolente delle città più siccitose, occupando l’ottavo posto, rispetto alle 10 principali province agricole, per precipitazioni più scarse, con una media annua di 788 millimetri dal 2006 al 2021. È il grado di piovosità tra i più bassi del Nord d’Italia, con Venezia (679 millimetri) e Rovigo (667 millimetri) che seguono a ruota, mentre Belluno si distingue per indice di precipitazioni molto alto (1.563 millimetri), seguita da Vicenza (1.137 millimetri) e Treviso (1.111) con indice alto, mentre quello di Padova è medio (922 millimetri).

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Trento. Summer school Sergio Ferrari, conclusa la prima edizione

Sergio Ferrari

Gestione del rischio in agricoltura, cambiamento climatico, miglioramento genetico, sostenibilità, innovazione tecnologica, sono solo alcuni dei temi della prima edizione della Summer School Sergio Ferrari organizzata da Agriduemila Hub Innovation con il supporto della Cooperazione Trentina, di Casa del Vino e del Comune di Isera che si è conclusa lo scorso 22 ottobre, con la cerimonia di consegna dei diplomi. Gli studenti, 13 persone tra giornalisti, blogger e comunicatori provenienti da tutta Italia, hanno avuto la possibilità di conoscere dalla voce dei protagonisti della ricerca e dell’ambito imprenditoriale agricolo e associazionistico le diverse sfaccettature che l’agricoltura conserva.

Chi era Sergio Ferrari. Giornalista agricolo corrispondente delle principali testate tecnico-scientifiche nazionali e di testate generaliste, già docente presso la Fondazione Edmund Mach, allora Istituto Agrario di San Michele all’Adige, socio Argav e molto altro. Da sempre molto attento verso la formazione, in particolare dei giovani, per riuscire a comunicare in maniera chiara e reale il mondo agricolo con lo scopo di far conoscere il più possibile la vera agricoltura ai consumatori, ma non solo. Pignolo, accurato e preparato, un maestro e un esempio per tanti giornalisti. “Vi è la forte necessità di comunicare bene, specialmente gli argomenti delicati e complessi del mondo agricolo – ha spiegato Attilio Scienza, presidente del comitato scientifico della Summer School Sergio Ferrari – in modo particolare in questo periodo storico effervescente dove assistiamo ad una evoluzione del mondo e della società. Dobbiamo essere portatori di innovazione e impegnarci a raggiungere in maniera ottimale sia i comunicatori che i lettori, con tutte le declinazioni possibili” – ha concluso Scienza. “L’innovazione tecnologica e il trasferimento di conoscenza – ha evidenziato Andrea Berti, amministratore delegato di Agriduemila Hub Innovation e membro del comitato scientifico della scuola – sono gli asset sui quali dobbiamo lavorare per riuscire a sviluppare un settore resiliente e sempre più forte verso i cambiamenti che ogni giorno tocchiamo con mano. Proprio per questo abbiamo supportato in maniera fattiva la Summer School dedicata a Sergio Ferrari, del quale ho un buon ricordo e con il quale siamo sempre riusciti a confrontarci in maniera costruttiva, a volte anche scontrandoci. La Summer School vuole proprio essere un momento di reale confronto con tutti i portatori di interesse del nostro mondo a favore di comunicatori che hanno la possibilità di sentire raccontata la vera agricoltura”.

La prima edizione ha visto una verticalizzazione sulla viticoltura e sull’enologia con i massimi esperti di questo mondo che si sono susseguiti sulla cattedra in lezioni frontali e in tavole rotonde. I partecipanti hanno potuto anche conoscere la realtà di Melinda, le ultimissime novità nate dalle sperimentazioni condotte dalla Fondazione Edmund Mach in vigneto, assaggiare vini del territorio trentino con l’aiuto ragionato di sommelier professionisti e conoscere i segreti della distillazione. Entusiasmo e soddisfazione da parte dei partecipanti che hanno sottolineato in maniera unanime l’elevata qualità dei contenuti della Summer School Sergio Ferrari, l’ottimale organizzazione, curata da Costanza Fregoni, tutor della scuola, con il supporto del direttore della scuola Nereo Pederzolli e di Pietro Bertanza, socio Argav. Il comitato scientifico è già al lavoro per organizzare la prossima edizione della Summer School Sergio Ferrari, in primis per individuare la filiera da abbracciare e raccontar agli studenti comunicatori, tra le altre solo al vaglio l’ortofrutta, il comparto lattiero-caseario e l’olio.

Fonte: Servizio stampa Agriduemila srl

30 settembre e 1 ottobre, a Piazzola sul Brenta (PD) c’è Caseus, con oltre 500 formaggi in gara

CaseusVenetiSabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 2023, dalle 10:00 alle 19:00 a Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (PD), si svolgerà Caseus, il più importante evento regionale sui formaggi, promosso dalla Regione del Veneto.

La manifestazione riunirà grandi caseifici e piccoli produttori di malga, dando vita a un confronto che continua da ben 19 anni e che ha visto una crescita esponenziale di partecipanti e interesse. Nel 2022, infatti, i visitatori hanno raggiunto quota 80.000, e oltre 500 formaggi hanno partecipato al concorso. Per l’edizione 2023 verrà mantenuto lo spirito internazionale avviato l’anno scorso, ospitando e presentando tre percorsi: Caseus Veneti, Caseus Italie e Caseus Mundi. Anche quest’anno è confermata la presenza dello stand regionale “Casa Veneto”, in cui Veneto Agricoltura offrirà un programma ricco di degustazioni e incontri a tema con il supporto di Csqa, Bioagro, Intermizoo, il Consorzio PPL (Piccole Produzioni Locali) del Veneto e l’Accademia del Tartufo. Si preannunciano, quindi, due giornate di grandi occasioni per apprezzare il gusto autentico dei formaggi, con degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici, incontri con i casari, masterclass e momenti di formazione e confronto. Di seguito il calendario completo della manifestazione: https://caseusitaly.it/programma/

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Energie rinnovabili offshore (in mare aperto): la Corte dei conti europea mette in evidenza il dilemma ecologico

Fonti Rinnovabili 101

Premessa. Le energie rinnovabili offshore (Ero) possono essere generate dal vento (con turbine fissate al fondale e galleggianti), dagli oceani (con centrali cimoelettriche o mareomotrici) e da pannelli fotovoltaici galleggianti. Attualmente, nell’UE sono prodotte quasi esclusivamente con tecnologia eolica. Di tutti i paesi dell’Unione, la Germania conta la maggiore capacità offshore (8,1 GW a fine 2022, prevalentemente nel Mare del Nord), seguita da Paesi Bassi (3,2 GW), Danimarca e Belgio (entrambi attorno ai 2,3 GW). Nel 2020 la Commissione europea ha adottato la strategia per promuovere lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili offshore e sfruttarne appieno il potenziale. Dal 2007 sono stati erogati 2,3 miliardi di euro a favore delle tecnologie Ero dal bilancio UE. In aggiunta, la Banca europea per gli investimenti ha fornito prestiti ed effettuato investimenti azionari per 14,4 miliardi di euro.

L’espansione delle Ero racchiude in sé un “dilemma ecologico”: se da un lato queste fonti energetiche sono essenziali per la transizione verde dell’Ue, dall’altro il loro sviluppo può nuocere all’ambiente marino. Benché la strategia Ue cerchi di conciliare le Ero con la biodiversità, la Commissione europea non ne ha stimato i potenziali effetti sull’ambiente, in termini fra l’altro di spostamenti di specie e cambiamenti nella struttura delle popolazioni, disponibilità del cibo o modelli migratori. Nel complesso, gli auditor della Corte dei conti europea temono che l’espansione delle Ero in Europa possa danneggiare l’ambiente, sia sopra che sotto la superficie marina. 

È raro che le rinnovabili offshore coesistano con altri settori di attività. In particolare, i conflitti con la pesca restano per la maggior parte irrisolti e spesso, al momento di valutare i singoli progetti, le Ero vengono osteggiate. Parimenti, i paesi dell’UE che condividono le stesse acque raramente pianificano progetti in comune e perdono così l’opportunità di usare in modo più efficiente lo scarso spazio marittimo disponibile. Inoltre, le implicazioni socio-economiche dello sviluppo delle energie rinnovabili offshore non sono state studiate in modo sufficientemente approfondito.

Ritardi e obiettivi. Gli auditor osservano peraltro che il dispiegamento delle energie rinnovabili offshore in Europa potrebbe subire un rallentamento a causa dei rischi per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Al momento, queste provengono quasi esclusivamente dalla Cina, che ha un ruolo cruciale anche nella produzione dei magneti permanenti per i generatori a turbine eoliche. La dipendenza dell’Ue può creare strozzature e gli auditor esprimono preoccupazione per la sicurezza dell’approvvigionamento nel contesto delle attuali tensioni geopolitiche. Un’altra barriera è rappresentata dalle lunghe procedure nazionali di autorizzazione. Ad esempio, la Francia è uno dei paesi che ci impiega di più ad approvare gli impianti eolici offshore (fino a 11 anni). Ciò nonostante, l’UE ha fissato obiettivi ambiziosi, volendo raggiungere i 61 GW di capacità installata entro il 2030 e i 340 GW entro il 2050 quando ora sono appena 16 GW. Sarà quindi necessaria una rapida diffusione su larga scala degli impianti Ero nei paesi dell’UE, il che richiede vasto spazio marittimo e circa 800 miliardi di euro, in gran parte provenienti da investimenti privati. Questi obiettivi potrebbero risultare difficili da raggiungere, stando agli auditor.“L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in risalto l’importanza dell’indipendenza energetica dell’Ue e la soluzione a questo problema potrebbe risiedere in parte nei nostri mari”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, iresponsabile dell’audit per la Corte dei conti europea . “Ma la rivoluzione blu dell’UE non va perseguita a qualunque costo: le rinnovabili offshore non devono provocare alcun danno significativo sul piano sociale o ambientale”. 

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

29 settembre , corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), tema “Le attività di pesca nel Veneto fra tradizione, vincoli e nuove minacce”

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Venerdì 29 settembre p.v., dalle 18.30 alle 20.30 si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal titolo “Le attività di pesca nel Veneto fra tradizione, vincoli e nuove minacce”. Il corso dà diritto a 2 crediti, iscrizioni piattaforma Formazione giornalisti entro il 27 settembre.

Il progetto per l’inserimento della pesca tradizionale italiana fra i patrimoni Unesco arriva in un momento particolarmente complesso per il settore, costretto fra vincoli europei e profonde trasformazioni dell’ambiente mediterraneo in conseguenza dei cambiamenti climatici, che stanno favorendo la proliferazione di specie alloctone, penalizzando ulteriormente il patrimonio ittico del nostro Paese. La pesca tradizionale come patrimonio Unesco: il progetto; Come sta cambiando il mercato del pesce; Crisi climatica; quale futuro per il Mar Mediterraneo?; Specie aliene; da problema a risorsa?; Cambia il clima, cambiano i gusti? Il corso si propone di offrire informazioni per capire quanto sta accadendo e quali siano i margini di resilienza per convivere con specie finora sconosciute.

RelatoriGiancarlo Pegoraro, direttore VEGAL – Agenzia di Sviluppo; Igor Coccato, presidente Consorzio Ittico Veneziano; Thomas Galvan, biologo; Alessandro Faccioli, referente veneto Coldiretti Impresa Pesca; moderatore Omar Bison, giornalista, direttivo Argav

23 settembre, i soci Argav si riuniscono in Assemblea a Codevigo (PD), nel Museo delle Idrovore del Consorzio di bonifica Bacchiglione

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Francesco Cazzaro

Oggi, sabato 23 settembre, alle ore 6.30 in prima convocazione e alle ore 10.30 in seconda convocazione si svolgerà a Codevigo (PD) nel salone del Museo delle Idrovore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione l’Assemblea Argav.

Ordine del giorno: insediamento organi assembleari, relazione del Presidente Fabrizio Stelluto, presentazione ed approvazione bilancio consuntivo 2022, presentazione ed approvazione bilancio preventivo 2023, dibattito, intervento di Francesco Cazzaro, presidente ANBI, Premio Argav 2022, varie ed eventuali.