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Le cozze di Pellestrina (VE) riconosciute Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat)

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Le cozze di Pellestrina (VE) sono state ufficialmente riconosciute come Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Il riconoscimento attesta l’eccellenza e la storicità che questo prodotto rappresenta, enfatizzandone il profondo legame con la cultura e le tradizioni del territorio. Un valore non solo culinario il suo ma anche culturale, perché guarda alla salvaguardia delle tecniche produttive tradizionali.  Un riconoscimento che celebra la dedizione di produttori e pescatori, la cui passione e sapienza hanno permesso di conservare e valorizzare questa specialità nel tempo. La comunità di Pellestrina si appresta a festeggiare il riconoscimento con diverse iniziative, tra cui eventi enogastronomici e incontri culturali.

Fonte: Servizio stampa Mitilla® la cozza di Pellestrina, foto Mitilla®

I “Pensieri obliqui” di Fabrizio Stelluto, presidente Argav, per Verde a nordest: quello del 2024 è il marzo più caldo della storia con 14,11 °C sulla crosta terrestre

Fabrizio Stelluto

La scorsa Pasqua, Italia divisa a metà, tra il Nord ricco di pioggia e neve e il Sud assetato, con temperature estive e comuni già con l’acqua razionata. Ne parla in modo approfondito Fabrizio Stelluto, presidente Argav, nella rubrica “Pensieri obliqui” tenuta per la trasmissione Verde a nordest.

12-15 aprile, Verona capitale dei winelover con Vinitaly and the city, quattro giorni di tasting, masterclass e brindisi tra arte, musica e cultura 

VinitalyandtheCity2023_Veronafiere_Ennevifoto__SM13064Torna dal 12 al 15 aprile Vinitaly and the City, il fuori salone di Vinitaly (14-17 aprile Veronafiere) che ogni anno trasforma Verona nella capitale dei winelover. Quattro giorni tra degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate con incursioni culturali, artistiche, musicali e geografiche per l’appuntamento più “epicureo” della rassegna fieristica veronese, che farà pulsare di passione enoica anche il cuore del capoluogo. A fare da scenografia sarà infatti il triangolo tra Piazza dei Signori (Loggia di Fra Giocondo, Loggia Antica), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, punti di interesse iconici della città patrimonio Unesco.

In Piazza dei Signori, nella Loggia di Fra’ Giocondo, si potranno levare i calici a Dante nella Grande Enoteca di Vinitaly and the City, un banco di assaggio dedicato al Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, mentre nella Loggia Antica si agiteranno gli shaker dei più accreditati bartender del momento, uno spazio dedicato alla magia della Mixology con partner come Bartenders Group Italia, Nespresso, Dicisano, Molinari, Italia Wine Brands, 9diDante, Fiol Prosecco Doc, Martini, Malfy Gin e The Organics by Red Bull. Spazio alle contaminazioni anche sul palco della Loggia dove, dopo il brindisi inaugurale venerdì 12 aprile (18.00) con l’Official Wine Donnafugata Brut 2019, si alterneranno eventi e performance artistiche, culturali e musicali. Al centro della piazza, la Lounge di Banca Passadore & C. rappresenterà il fulcro dell’experience art&wine, un’occasione di degustazione immersiva tra le architetture suggestive di quella che era la Corte della Signoria degli Scaligeri. Non mancheranno infine le masterclass nella sala consiliare del Palazzo Scaligero, sede della Provincia di Verona, con tasting (su invito) dedicati ai vini di Bertani, di Micro Mega Wines, calabresi, ungheresi e siciliani, ma anche al formaggio Asiago, official cheese dell’evento.

Confermato anche il brindisi in quota del Consorzio del Lugana alla Torre dei Lamberti, la terrazza panoramica a 84 metri di altezza che svetta dal Cortile Mercato Vecchio, trasformato per l’occasione in un hub di degustazione tra i banchi di assaggio della Regione Calabria e della Regione Marche, affiancati dai prodotti della linea Fior Fiore Coop, con al centro i Wine Talk condotti dall’enologo e divulgatrice del vino Sissi Baratella. Il percorso enogastronomico proseguirà poi nel cortile del Tribunale con la selezione vini a cura del Gambero Rosso, la Regione Sicilia e la Fiera del Riso, che proporrà per l’occasione, oltre al classico risotto all’isolana, il risotto all’Amarone e quello alle mele della Val di Non e Prosecco. Ad accompagnare il viaggio, gli appuntamenti e il sound di Radio Monte Carlo, radio ufficiale di Vinitaly and the City 2024 che animerà con i propri dj set i wine party quotidiani (dalle 18 alle 20). Sempre nel cortile del Tribunale, all’interno della Lounge degli Affreschi l’Associazione Buchette del vino di Firenze allestirà, in collaborazione con il Consorzio Vino Toscana, una porta di legno con una tipica buchetta per la mescita del vino.

Sul fronte degli eventi, il programma di Vinitaly and the City si arricchisce delle visite guidate alle tre piazze protagoniste dell’evento ma anche, tra le altre, a Palazzo Maffei Casa Museo, Museo Archeologico Nazionale di Verona, Salone delle Feste di Palazzo Balladoro, Fondazione Museo Miniscalchi- Erizzo, Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, Santa Marta, oltre ad altri percorsi proposti dalla Fondazione Verona Minor Hierusalem. In continuità con le scorse edizioni, domenica 14 aprile sarà presentata la terza tappa della mostra dedicata a Dante a cura di Franco Nembrini e dell’associazione “Rivela”, giunta al Paradiso dopo le due edizioni su Inferno e Purgatorio gli scorsi anni. Confermati anche gli incontri giornalieri firmati da Feltrinelli, mentre riporta l’attenzione sul rapporto tra vino e cambiamento climatico il convegno organizzato da Fisar, “Intelligenza In-naturale”, in programma per sabato 13 aprile (ore 21, Palco Loggia di Fra Giocondo). Tra le novità più curiose, la presenza delle Cesarine, la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia che porteranno anche a Vinitaly and the City qualche saggio della loro inestimabile sapienza culinaria.

Dal teatro al piccolo schermo, il fascino del vino animerà poi sia l’evento “Calici di Jazz Preview con Max Ionata & Danish trio”, organizzato dal Teatro Ristori in programma sabato 13 aprile alle 17 (Palco Loggia di Fra Giocondo), ma anche la presentazione (14/4, ore 21, Palco Loggia di Fra Giocondo) della terza stagione e anticipazione della quarta di B.E.V.I. – L’Arte del Vinificare ̧ prima e unica serie TV sull’arte nel mondo del vino in onda su Sky Arte e Now Tv. Sul filone artistico è poi confermata la collaborazione con ArtVerona, che porterà in scena (15/4, ore 18, Palco Loggia di Fra Giocondo) Lives! La vita di Marina Abramovic in parole e musica, a cura di Nicolas Ballario con Rodrigo D’Erasmo e Andrea Faccioli. Le note musicali sono al centro anche di Calabria straordinaria, un viaggio tra musica e paesaggi (13/4, ore 21.15, Palco Loggia Fra Giocondo) con l’esibizione dal vivo di Sarafine, la cantante vincitrice dell’ultima edizione di X Factor. Tornano anche i “Calici in vetrina”, l’iniziativa di Veronafiere che coinvolge i negozi del centro, invitati ad esporre il grande calice simbolo di Vinitaly (40 cm) sino al 17 aprile.

Vinitaly and the City sarà aperto con il seguente orario: venerdì 12 aprile 18:00-23:00 (inaugurazione ore 18.00), sabato 13 aprile 15:00-23:00, domenica 14 aprile 15:00-23:00, lunedì 15 aprile 18:00-23:00. Dall’11/04 al 15/04 si potrà acquistare il biglietto sia al desk in Piazza dei Signori che online al costo di €20 (Info e shop su http://www.vinitalyandthecity.com). Vinitaly and the City è organizzato in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona con il patrocinio della Regione Veneto.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

19 aprile 2024, corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello (PD) sulla nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità

Vino con grappolo

Venerdì 19 aprile 2024, dalle 18.30 alle 20.30, nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, si terrà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal tema “L’andamento del mercato del vino e i nuovi modelli di consumo tra storia e prospettiva. La nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità”, iscrizione piattaforma formazione giornalisti entro il 17 aprile 2024 (2 crediti).

Il settore internazionale del vino sta affrontando una sfida nuova che nasce dai nuovi e diversi modelli di consumo e di abbinamento col cibo delle bevande, alcoliche e non, in particolare guardando alle giovani generazioni. Come impatta tutto ciò nei mercati internazionali e come sta andando e dove sta guardando il settore del vino italiano e veneto? Come è cambiato il consumo e l’approccio al vino e quali i cambiamenti storici, sociali e di costume? Come deve adeguarsi l’informazione agroalimentare ed enogastronomica agli albori di un nuovo e diverso modello di narrazione.

Relatori. Gian Omar Bison, giornalista, consigliere nazionale Unarga e membro del direttivo Argav; Danilo Gasparini, professore di Storia dell’agricoltura, Storia dell’alimentazione, cibo e globalizzazione e Storia e cultura del cibo all’Università di Padova; Gianpaolo Breda, presidente Associazione Italiana Sommerlier Veneto; Angelo Peretti, giornalista, autore del libro “Esercizi spirituali per bevitori di vino”; Dom Stefano Visintin, abate di Praglia, professore di Teologia Fondamentale al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo (Roma).

Terme di Levico (TN). Dal 12 al 14 aprile nel parco asburgico è tulipomania!

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Da venerdì 12 a domenica 14 aprile 2024, nei prati del Parco di Terme di Levico (TN) il tulipano sarà protagonista. Oltre 100 varietà di questo fiore, con diverse tonalità di colore, saranno esposte nel vivaio  vicino alla serra e andranno a integrare le ricche fioriture dei 50.000 bulbi che adornano il parco.

Un po’ di storia. Originario della Turchia, il tulipano deriva il nome dal turco tülbend=turbante. Fu introdotto in occidente nel XVI secolo dall’ambasciatore austriaco in Costantinopoli e presto divenne uno status symbol ricercato sul mercato al punto tale da raggiungere prezzi incredibilmente alti: un singolo bulbo poteva costare l’equivalente di sei mesi di paga di un lavoratore. Nel 1637 la domanda di bulbi ormai eccedeva ampiamente l’offerta. Non si vendevano più bulbi ma futures, titoli che impegnavano i produttori a fornire i preziosi fiori e in poco tempo si scatenò la prima bolla speculativa della storia. Il genere Tulipa, della famiglia delle Liliaceae, comprende ora un gruppo di bulbose fra le più diffuse nei giardini di tutto il mondo.

Notizie storico-botaniche, note di coltivazione, laboratori e visite botaniche animeranno le tre giornate. Nella serra del parco nei tre pomeriggi dal 12 al 14 aprile a partire dalle ore 15.00 si propongono laboratori didattico-creativi rivolti ai bambini (TUlibroPANI e Disegna il tuo tulipano). L’accesso alle attività è a rotazione senza iscrizione. Venerdì 12 alle 15.30 e sabato 13 alle 16.00 sono in programma i laboratori per fare un centrotavola di tulipani, rivolto agli adulti e tenuti dalla floral designer Vincenza Molignani (iscrizione obbligatoria). Sabato 13 e domenica 14 alle 15.00 verrà proposto l’incontro divulgativo “Il Tulipano, tutto quello che c’è da sapere”, dove si illustreranno note di coltivazione, suggerimenti e curiosità, a cura di Michele Grieco, tecnico del verde del parco. Nelle stesse giornate, alle 14.30 e alle 11.00 si potrà partecipare alla visita storico-botanica del Parco delle Terme. L’itinerario proposto narra la storia del parco e offre la possibilità di ammirare e conoscere i principali alberi del parco. Domenica 14 alle 16.00 sarà la volta del reading “Il lungo viaggio dei tulipani, dall’Oriente all’Europa“, viaggio alla scoperta dell’origine dei tulipani, del significato simbolico che il fiore ha assunto nelle diverse culture, dell’uso che se ne faceva nei giardini e nelle corti orientali, fino ad arrivare al loro approdo in Europa e alla alla famosa ‘febbre dei tulipani’ nell’Olanda del 1600. Basato sul testo de ‘La febbre dei tulipani’ scritto da Mike Dash, a cura di Elisa Breda, adattamento del testo e voce narrante a cura di Annamaria Moro, violoncello e voce.

Sarà inoltre visitabile la mostra “Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente“ allestita nella Villa Paradiso all’interno del parco. La mostra evidenzia, attraverso una selezione di immagini, filmati, documenti e oggetti, le peculiarità dei giardini e parchi che sono sintesi di saperi e forme artistiche diverse, per sensibilizzare nei confronti di un patrimonio storico-culturale quanto ambientale da salvaguardare e tutelare. Gli sguardi sui giardini storici di diverse epoche si concentrano sull’evoluzione degli stili e del concetto stesso di giardino da luogo ideale a luogo reale.

Ingresso libero. Le attività proposte sono gratuite ma è obbligatoria l’iscrizione, esclusi i laboratori per bambini: Parco delle terme di Levico: tel 0461 495788 – parco.levico@provincia.tn.it APT Valsugana: tel 0461 727700 – info@visitvalsugana.it

Fonte: servizio stampa Apt Valsugana

L’edizione 2023/24 del Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino “torna” ad esplorare l’America Latina

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All’Espacio Escultórico nel Pedregal de San Ángel, a Città del Messico, viene dedicata la trentatreesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, 2023-2024. Il Premio, ideato e realizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e incentrato su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione, torna a esplorare per la seconda volta, dopo la sua prima edizione del 1990 che vide la scelta del Sítio Santo Antônio da Bica di Roberto Burle Marx, in Brasile, luoghi appartenenti al vasto mondo dell’America Latina.

L’Espacio Escultórico è un luogo costituito da una grande opera d’arte collettiva che emerge dalla stessa superficie lavica sulla quale, nel secolo scorso, a partire dalla fine degli anni Quaranta, nascono e si sviluppano nuovi quartieri e soprattutto un’intera città universitaria, quella dell’Universidad Nacional Autónoma de México (unam). Un anello dentato, composto da sessantaquattro prismi in cemento che poggiano su un basamento circolare del diametro di 120 metri, circoscrive un brano di suolo lavico “intatto”, rendendo manifesta la potenza espressiva di questo paesaggio, ma anche la sua condizione mutevole e fragile.

Opera fortemente voluta dall’Università e inaugurata nel 1979, l’Espacio Escultórico esprime in modo esemplare il valore e il significato di un paesaggio – quello del Pedregal de San Ángel, così forgiato da un’eruzione vulcanica – con il quale la città, le istituzioni e le comunità universitarie, l’ambiente culturale e la società messicana si confrontano e dialogano sul piano del suo valore ambientale ed ecologico, della sua potenza evocativa, ma anche dei conflitti generati in seno all’espansione urbana di una megalopoli che ne accerchia il perimetro e ne modifica nel tempo la natura e i significati.

Frutto dell’eruzione del vulcano monogenetico Xitle, – che in termini geologici risulta recente, avendo avuto luogo, approssimativamente, solo millecinquecento o forse duemila anni fa –, il Pedregal (che in italiano potremmo chiamare “pietraia”) ci appare come una distesa di roccia lavica, disseminata di vegetazione e variazioni morfologiche, che si evolve nel tempo e si manifesta come un paesaggio vivo, ricco di valore ecologico, e tuttora denso di richiami alla storia preispanica che lo ha preceduto, nonostante l’enorme riduzione del suo perimetro e della sua estensione originaria. L’Espacio Escultórico rappresenta un capitolo importante di questo paesaggio in divenire e, a dispetto (o forse grazie a essa) della fissità scultorea della sua immagine, stabilisce un punto d’incontro tra passato e futuro, a cavallo tra la grande vicenda della costruzione della Città Universitaria e l’evolversi di una coscienza ecologica del suo campus, “paesaggio di resistenza” più che pacifico e rassicurante scenario di una comunità per alcuni aspetti privilegiata.

Del valore dell’opera si è scritto molto e molte sono le sue interpretazioni. Risulta oggi significativo il metodo e il processo costruttivo scelto per l’Espacio Escultórico, quello di convocare sei artisti della Escuela Nacional de Artes Plásticas – Helen Escobedo, Manuel Felguérez, Mathias Goeritz, Hersúa, Sebastián e Federico Silva – per realizzare un’opera collettiva, dunque priva di carattere monoautoriale, totalmente tesa all’interazione con il paesaggio presente e con la sua eredità storica, e che assume un significato più vasto – oggi diremmo “non antropocentrico” –, aperto alle istanze ecologiche che sarebbero emerse a breve, e che lì, nel Pedregal, proprio il lavoro di questo gruppo di artisti contribuisce a far emergere. La stagione successiva alla costruzione dell’Espacio Escultórico sarà infatti improntata alla difesa di ciò che rimane del Pedregal, della protesta rispetto alla sua progressiva distruzione, e della presa di coscienza da parte della comunità scientifica e studentesca del suo valore, con la creazione ufficiale, nel 1983, della Reserva Ecológica del Pedregal de San Ángel (repsa), voluta dall’unam. Nella visione del Premio Carlo Scarpa, l’Espacio Escultórico è un luogo di meditazione personale e insieme di azione collettiva: la sua storia ci porta a riflettere sul rapporto tra gesto artistico e coscienza ecologica; la dimensione corale della sua concezione ci invita a ragionare sull’impegno individuale nel campo del paesaggio, a stabilire nuove coordinate e nuovi compiti progettuali.

Nel mese di aprile i vari appuntamenti. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2023-2024 si svolgeranno, a Treviso, venerdì 12 aprile, ore 18, Ca’ Scarpa: inaugurazione della mostra dedicata all’Espacio Escultórico e al suo contesto, che sarà aperta al pubblico fino a domenica 30 giugno;  sabato 13 aprile, ore 10-13, auditorium della Fondazione Benetton in Palazzo Bomben: presentazione del libro e del film documentario dedicati al luogo e ai temi di questa edizione del Premio, preceduta da una conferenza di Louise Noelle; sabato 13 aprile, ore 17, Chiesa di San Teonisto: cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio a Leonardo Lomelí Vanegas, rettore dell’Universidad Nacional Autónoma de México, segnalando, nel contesto della stessa unam, altre due figure che esprimono il senso della cura di questo luogo, Silke Cram e Louise Noelle, entrambe impegnate negli organismi di gestione e tutela del luogo premiato.

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino – così intitolato in onore di Carlo Scarpa (1906-1978), architetto e inventore di giardini – è un progetto di ricerca e di cura dedicato a un luogo, ideato e realizzato, dal 1990, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Un progetto che ogni volta prende avvio da approfondimenti ed esplorazioni indirizzati a luoghi e culture diversi. Comitato scientifico della Fondazione e coordinamento del Premio: Luigi Latini, architetto, Università Iuav di Venezia (presidente); Giuseppe Barbera, agronomo, Università di Palermo; Hervé Brunon, storico del giardino, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Thilo Folkerts, architetto paesaggista, 100Landschaftsarchitektur, Berlino; Anna Lambertini, architetto e paesaggista, Università di Firenze; Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, geografo, Università di Girona; Juan Manuel Palerm, architetto, Università di Las Palmas, Gran Canaria; José Tito Rojo, botanico, Università di Granada. Carmen Añón, paesaggista, Università di Madrid, membro onorario dal 2011; Domenico Luciani, architetto, ideatore e responsabile del Premio dal 1990 al 2014, membro onorario dal 2015. Le attività del Premio Carlo Scarpa sono curate e coordinate da Patrizia Boschiero, responsabile delle Edizioni della Fondazione, e Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico e direttore della Fondazione. Iniziativa culturale con il patrocinio di: Uniscape, Ministero della Cultura, Regione del Veneto, Città di Treviso.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

10-14 aprile, a Bibione (VE) una rassegna di eventi dedicati al mare e alla difesa del suo ecosistema attraverso le arti e la divulgazione scientifica

CALMAPIATTA_CARTOLINAIncontri divulgativi pubblici, spettacoli teatrali, cinema, arte e laboratori: dal 10 al 14 aprile prende il via a Bibione (VE) “Calma piatta. Pensieri per smuovere le acque”, il primo festival dedicato al mare in occasione della “Giornata nazionale del mare”, che ricade annualmente l’11 aprile.

La mostra nasce dal desiderio di smuovere le coscienze e incoraggiare pensieri e azioni tesi verso l’obiettivo comune di salvaguardare l’importante patrimonio ambientale marino, fortemente colpito dagli effetti della crisi climatica e dall’impatto antropico sul suo ecosistema” ha spiegato Tommaso Sandri, presidente dell’associazione “Menti libere” che ha organizzato il festival in collaborazione con importanti partner, quali il Wwf Area Marina Protetta di Miramare, Ispra Cn-Cos Area Lagune e Maree, Università Ca’ Foscari di Venezia e Veneto Agricoltura – il programma è patrocinato e finanziato dal Comune di San Michele al Tagliamento con il contributo della società benefit e agenzia Bibione Green&Smart e Lions Club Bibione e Lignano. “La tutela del patrimonio ambientale, e in particolare di quello marino” ha commentato il sindaco Flavio Maurutto, “è un elemento fondante per la nostra località. Siamo per questo entusiasti di poter ospitare a Bibione la prima edizione di questo festival che, attraverso i linguaggi della scienza, dell’arte e della cultura, siamo certi saprà ispirare il pubblico, sensibilizzandolo in merito all’importanza di adottare comportamenti e stili di vita in linea con i valori positivi dell’ecologia. “Calma piatta” può contribuire a divulgare un messaggio importantissimo: salvaguardare le bellezze naturali significa salvaguardare noi stessi, la nostra salute e il nostro benessere, sia fisico che psicologico.”

Il faro portavoce di nuove correnti di cambiamento. Il luogo prescelto per questo importante appuntamento sarà il faro di Bibione, che  con la sua eredità storica di stazione di segnalazione marittima, ha anche suggerito il tema di questa edizione di ‘Calma piatta’: le corrispondenze. Il richiamo va alle bandiere di segnalazione, che un tempo venivano issate nell’alto palo da segnali che si stagliava sul mare. Le bandiere erano portatrici di messaggi, di corrispondenze graficamente codificate e universalmente riconosciute. “Il festival intende reinterpretare la memoria storica del faro, calandola nei temi urgenti della contemporaneità e chiedendosi quali messaggi voglia consegnarci, oggi, il mare.” ha spiegato Sandri. “Solo quando saremo capaci di fondere la nostra prospettiva con quella del mare, ci accorgeremo che l’essere umano è il mare, gli corrisponde, e ci sentiremo parte di un unico, universale, racconto.”

La programmazione degli eventi. Il festival prevede un calendario di eventi che spaziano dall’arte allo spettacolo e a dibattiti divulgativi pubblici, oltre ad attività didattiche e laboratori creativi rivolti ai giovani. Ad aprire la programmazione di questa prima edizione è stata una residenza artistica che ha visto ospite a Bibione l’artista piemontese Laura Pugno. Durante la settimana di residenza a contatto con l’ambiente costiero di Bibione, l’artista ha lavorato a un’opera la cui restituzione pubblica avverrà il giorno 11 aprile, con una marcia-performance lungo l’arenile della spiaggia di Bibione. Per tutta l’estate sarà allestita una mostra in una delle sale del faro, che illustrerà nel dettaglio il progetto, corredato da materiale fotografico e video. Mercoledì 10 aprile al Savoy Beach Hotel sarà ospite Fabio Trincardi, geologo marino e geofisico, direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, che parlerà del futuro dei sistemi costieri e delle sue spedizioni di ricerca in Antartide. A seguire, la proiezione del docu-film “Into the ice” del regista Lars Ostenfeld, in versione originale sottotitolata, a cura di Cinemazero. Domenica 14 aprile è prevista un’intera giornata di attività al faro. Tra le proposte, una lettura musicata tratta dal libro “Lettere tra due mari” di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, che verrà eseguita dalla compagnia Teatro della Sete, l’incontro divulgativo pubblico “Storie di resilienza: le sfide della crisi climatica e l’importanza degli habitat costieri” e un’eco-camminata alla scoperta della biodiversità dell’ambiente costiero di Bibione, a cura di Foce del Tagliamento o.d.v. e Wwf Area Marina Protetta di Miramare. Anche i bambini potranno esplorare il mondo marino, grazie ai laboratori organizzati da Eupolis. Verranno coinvolte anche le scuole, grazie al supporto di Lions Club Bibione e Lignano, in particolare la scuola primaria “Aristide Gabelli” di Bibione, i cui alunni parteciperanno all’ultima fase di piantumazione nell’area di foce della pineta che fu colpita da un incendio nell’estate 2022. In caso di maltempo, ove possibile, le attività verranno spostate nella sala convegni della Delegazione Comunale di Bibione, in Via Maja 84. Per maggiori informazioni, consultare le pagine social dell’associazione ed il sito www.mentilibere.org

L’associazione Menti libere nasce a Lignano nel 2012 per promuovere il rispetto ambientale e l’inclusione sociale attraverso il linguaggio universale dell’arte e le sue potenzialità quale veicolo di comunicazione, cambiamento e azione. Con “Calma piatta. Pensieri per smuovere le acque” il collettivo approda per la prima volta a Bibione, con il desiderio di avviare un percorso condiviso di rigenerazione del legame tra uomo e mare, superando i confini regionali e unendo Lignano e Bibione nella costruzione di nuovi comportamenti di cura ambientale. Il mare che abitiamo non conosce confini.

Fonte: Servizio stampa comune di Bibione, crediti fotografici Federico Pilli

Dalla terra il futuro, i 150 anni della Fondazione Edmund Mach in mostra sino al 29 settembre 2024 a Trento

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Nel 150° anniversario della nascita dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, oggi Fondazione Edmund Mach, ha ideato una mostra in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, aperta al pubblico sino al 29 settembre 2024 nello Spazio archeologico sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti, a Trento. La mostra, curata da Marta Villa e Katia Malatesta con la collaborazione di Silvia Ceschini, Erica Candioli e Lucia Zadra, ne rilegge la genesi e l’evoluzione, mettendo a fuoco le sue molteplici attività nei settori: agricolo, agroalimentare e ambientale, tra istruzione e formazione, ricerca scientifica, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese.

Ripercorrendo le fasi di un dialogo sempre fertile tra tradizione e innovazione, il percorso, con il progetto espositivo dell’architetto Manuela Baldracchi, si intreccia con uno sguardo generale agli sviluppi del contesto agrario trentino, interpretati, senza pretesa di completezza, attraverso la soggettività di cinque dei più importanti fotografi e atelier fotografici attivi sul territorio tra la fine del XIX secolo e il terzo millennio. Il percorso espositivo che si snoda tra gli ambienti della Tridentum romana dando forma visiva alla lunga storia dell’ente, attraverso pubblicazioni, manufatti storici e soprattutto centinaia di fotografie selezionate nell’archivio fotografico della Fem e tra i fondi dell’Archivio fotografico storico provinciale.

Una storia lunga 150 anni. La storia dell’Istituto iniziò il 12 gennaio 1874, quando la Dieta regionale tirolese di Innsbruck deliberò di attivare a San Michele all’Adige una scuola agraria con annessa stazione sperimentale. Alla direzione dell’Istituto fu posto Edmund Mach, giovane e brillante assistente dell’Istituto enologico e pomologico di Klosterneuburg (Vienna). Fin dalle origini, con un’intuizione che rimarrà a connotare tutta la storia successiva dell’istituzione, lo statuto prevedeva la simbiosi tra formazione agricola e sperimentazione in azienda, a favore del progresso dell’agricoltura trentina. Sotto la magistrale regia di Mach, la scuola di San Michele e la stazione sperimentale si affermarono come istituto modello e la loro fama varcò ben presto i confini regionali.

Dopo Edmund Mach si susseguirono altri validi direttori, fra i quali spiccano le figure di Enrico Avanzi, professore accademico che diede un forte impulso scientifico all’Istituto e al quale si deve l’importante attività nel settore cerealicolo, frutticolo e viticolo, nelle quali fu supportato dall’opera infaticabile di Rebo Rigotti, ricercatore di grande talento che seppe spaziare in molteplici campi, in particolare nel miglioramento genetico della vite (si deve a lui l’incrocio che fu poi battezzato con il suo nome, “Rebo”).
Alla fine degli anni Cinquanta emerse la figura di Bruno Kessler che, nella duplice veste di presidente della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Agrario, seppe sviluppare le attività dell’ente comprendendo il fondamentale valore delle scienze agrarie per il territorio trentino e non solo. È soprattutto merito di Kessler se la scuola di San Michele negli anni Settanta si rinnovò e si preparò alle sfide dei tempi moderni, sviluppando, tra l’altro, collaborazioni con altre realtà scientifiche europee, soprattutto nel mondo di lingua tedesca.

Nella storia recente la data più significativa è il primo gennaio 2008. L’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ente funzionale della Provincia autonoma di Trento si trasformò in una Fondazione, il cui nome tributò i dovuti meriti al suo primo e storico direttore, Edmund Mach. Nacque, quindi, un nuovo ente di interesse pubblico con personalità giuridica di diritto privato, assorbendo anche le attività del Centro di Ecologia Alpina contribuendo così ad ampliare il mandato a favore della ricerca ambientale.
Istruzione e formazione, trasferimento tecnologico e ricerca nei settori agricolo, ambientale e agroalimentare si delineano così come i tre pilastri della nuova organizzazione. La Fondazione Mach è oggi una “cittadella dell’agricoltura”, un unicum a livello nazionale: sempre più impegnata a diffondere gli studi nei settori di competenza ma allo stesso tempo radicata sul territorio. Da 150 anni la missione è sempre la medesima: supportare l’agricoltura, l’ambiente e il territorio affrontando mediante l’innovazione le nuove sfide quotidianamente proposte.

Info per la visita. La mostra, curata dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – UMSt soprintendenza per i beni e le attività culturali e con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, è patrocinata dall’Euregio con la partecipazione del Mets – Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige, della Fondazione Museo storico del Trentino e del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del percorso di eventi dedicati alle celebrazioni per i 150 anni della Fem organizzato dal Comitato presieduto dal prof. Attilio Scienza, che culminerà il 28 settembre 2024 con la cerimonia conclusiva. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti, Trento. Fino al 31 maggio 9-13 / 14-17.30. Dal 1° giugno al 29 settembre 9.30-13 / 14-18 Chiuso il lunedì (escluso i lunedì festivi).

Fonte: Ufficio comunicazione e relazioni esterne Fem

Sos cacao, l’innovazione va in soccorso della filiera grazie a due start up italiane che utilizzano carrube (al posto del cacao) e tecnologia blockchain (per una tracciatura etica)

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Tra cambiamenti climatici, crisi geopolitiche e logistiche sempre più complesse, la filiera del cacao affronta una crisi senza precedenti, aggravata da un allarmante aumento dello sfruttamento minorile.

L’instabilità climatica in Africa occidentale con un innalzamento delle temperature e una riduzione delle precipitazioni, sta destabilizzando il settore del cacao, in particolare in Ghana e Costa d’Avorio, che insieme costituiscono il 60% della produzione mondiale. Queste variazioni climatiche, unite ai picchi di forti alluvioni stagionali, favoriscono una violenta diffusione di malattie e parassiti che devastano le coltivazioni. Inoltre, l’uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti compromette la salute dei lavoratori e dell’ambiente, mentre la deforestazione per la coltivazione del cacao intensifica l’inquinamento e il consumo di CO2. Anche le sfide logistiche si intensificano con l’instabilità geopolitica e i forti rincari nei costi di trasporto e di energia.

Il risultato finale è un’impennata dei costi della materia prima senza precedenti, con aumenti fino al +30/40% e un conseguente rincaro (+15%) dei prezzi al dettaglio. Inoltre, l’incremento del lavoro minorile, passato dal 31% al 45% tra il 2008 e il 2019 in Africa Occidentale, con 1,5 milioni di bambini sfruttati, aggiunge una dimensione etica e sociale alla crisi del settore. Uno scenario che mette quindi a dura prova la filiera del cacao e che esprime l’urgenza di soluzioni innovative e sostenibili per ripensare l’intera catena di produzione del cioccolato.

Innovazione made in Italy per un Futuro sostenibile nella filiera del cacao. In risposta alle sfide globali, dall’Italia arrivano innovazioni promettenti a supporto della filiera e delle aziende dolciarie italiane, grazie a due startup innovative selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione e sviluppo AgriFoodtech e Open Innovation della Rete nazionale di Cdp Venture Capital Sgr – sostenuto da partner promotori e co-investitori quali Fondazione Cariverona e UniCredit, Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech su scala globale, in qualità di co-investitore e gestore operativo del programma.

Foreverland: con Freecao, la carruba come alternativa sostenibile al cacao. Un progetto pionieristico nel settore dolciario è Freecao, il cioccolato senza cacao. Sviluppato dalla startup pugliese Foreverland, questo prodotto rappresenta una svolta sostenibile per l’industria del cioccolato. Realizzato con carruba, tipica dell’area mediterranea dove l’Italia eccelle nella produzione, Freecao offre una deliziosa alternativa al cioccolato tradizionale, con benefici significativi sia in termini di riduzione dei costi di trasporto sia di impatto ambientale. L’innovativo cioccolato taglia drasticamente le emissioni di CO2 del 80% e il consumo di acqua del 90% rispetto al cacao, offrendo una scelta più sana grazie all’assenza di glutine, caffeina, ingredienti artificiali e una minore quantità di zuccheri. E proprio per la Pasqua 2024, Foreverland ha introdotto sul mercato il primo uovo di Pasqua senza cacao: un prodotto da 500 grammi, completamente plant-based, arricchito di nocciole, senza lattosio e senza glutine.

Trusty: Innovazione Blockchain per una Filiera Etica. Dall’Abruzzo, Trusty emerge come una startup innovativa, focalizzata sullo sviluppo di infrastrutture digitali per rendere trasparenti le filiere agroalimentari, utilizzando la tecnologia blockchain. Specializzata nella filiera del cacao, collabora con attori chiave in vari paesi tropicali, fornendo strumenti e consulenza per l’integrazione e la raccolta dati tra agricoltori, cooperative, operatori logistici e industrie. La sua tecnologia, in conformità con le normative europee, quali la EUDR, si dedica a questioni cruciali come la sicurezza alimentare e la sostenibilità. Ciò contribuisce a garantire un commercio internazionale più trasparente e a incrementare la fiducia dei consumatori in filiere eticamente responsabili e regolate. Quest’anno, per Pasqua, Trusty, in collaborazione con Loretta Fanella, chef pâtissier di Livorno, lancia una novità: il primo uovo di cioccolato tracciato via blockchain. Un QR Code sull’uovo certifica l’origine sostenibile del cacao, in conformità con le norme europee per una produzione etica. Questa massa di cacao è stata acquistata tramite il marketplace di Trusty, che mira a semplificare l’approvvigionamento sostenibile per le aziende, sottolineando l’impegno della startup verso la trasparenza e la sostenibilità nelle filiere agroalimentari. “Il cacao riveste un’importanza fondamentale sia in campo gastronomico che nell’economia dei paesi europei. Tuttavia, è evidente la necessità di ridefinire il futuro dell’intera filiera che oggi è tra le più insostenibili a livello mondiale”, dichiara Alberto Barbari, regional VP Italy di Eatable Adventures. “Con Foreverland e Trusty ci stiamo muovendo verso una direzione più etica, sostenibile e innovativa, aiutando le aziende dolciarie ad affrontare le nuove importanti sfide della catena di produzione del cioccolato all’insegna dell’Open Innovation”.

Fonte: Servizio stampa Rete nazionale di Cdp Venture Capital Sgr

27 marzo: alla Biblioteca internazionale La Vigna di Vicenza la presentazione del libro “L’uomo è ciò che beve. Una storia del bere, dagli alcolici ai caffeinati”

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Mercoledì 27 marzo alle ore 17.30 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” la presentazione del libro “L’uomo è ciò che beve. Una storia del bere, dagli alcolici ai caffeinati” di Gianni Moriani, storico della cucina e del paesaggio agrario. L’ incontro fa parte del ciclo Liber&Lectio, una serie di appuntamenti culturali promossi dal consiglio scientifico della Biblioteca su temi attuali, ma con radici antiche, a rispecchiare il prezioso patrimonio de La Vigna, con opere che dal XV secolo arrivano ai giorni nostri.

Non beviamo esclusivamente per dissetarci. Quando consumiamo moderatamente alcolici come vino, birra, distillati, liquori, o caffeinati come caffè, tè, cioccolata, cola, mate, lo facciamo per puro piacere. Quello che beviamo rientra in un sistema culturale: bere è un fatto sociale capace di generare sia identità sia alterità. Siamo di fronte a bevande che, per i loro effetti psicofisici, sono state considerate da numerose civiltà un dono degli dei e per questo elevate a strumento di ritualità, ma anche un dono da offrire all’ospite in segno di benvenuto o da consumare in compagnia, dato il loro innegabile potere socializzante. Per tale motivo esiste una storia del bere radicata nelle origini della vicenda umana, con le sue elaborazioni leggendarie e mitologiche. Il libro che sarà presentato, edito da Cierre Edizioni 2023, le riprende e le interpreta, analizzando il presente e illustrando i prodotti e le loro modalità di consumo. La convivialità che ne sortisce riafferma la natura dell’uomo, in quanto animale sociale. Perciò possiamo dire che, più ancora di ciò che mangia, l’uomo è ciò che beve.

Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio scientifico della Bibl. Int. “La Vigna, Gianni Moriani, autore del libro. Ingresso libero, è gradita la registrazione: https://bit.ly/3Um82Gm

L’appuntamento viene proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards Food2030”, a valere sul bando “Food 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Fonte: servizio stampa Biblioteca La Vigna