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Bottega Gold premiato in India

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Il 16 luglio scorso, in occasione di Spiritz Selection Awards 2002, è stato assegnato un prestigioso riconoscimento all’azienda veneta Bottega Spa, più volte ospite dei nostri incontri mensili organizzati in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). In particolare,  al concorso indiano dedicato ai vini e agli spirits, Bottega Gold, prosecco Doc Brut, ottenuto dalla vinificazione di uve Glera provenienti da Valdobbiadene, ha conseguito una medaglia Gold e una medaglia Grand Gold per la qualità del vino e per iI packaging. La cerimonia di premiazione si è tenuta a New Delhi presso l’hotel The Leela Palace che fa capo a una catena indiana di hotellerie di lusso. Il vino vittorioso si caratterizza per la bottiglia dalla livrea dorata, realizzata con un esclusivo processo di metallizzazione, grazie al quale il colore oro diventa parte integrante della superficie esterna del vetro.

Fonte: Servizio stampa Bottega Spa

Dal produttore al consumatore: nuove norme per accelerare l’autorizzazione dei pesticidi biologici

agricoltura

Per sostenere la transizione dell’UE a sistemi alimentari sostenibili e la riduzione dell’uso di pesticidi chimici nell’ambito della strategia “Dal produttore al consumatore”, la Commissione europea ha adottato nuove norme volte ad aumentare la disponibilità e l’accesso ai prodotti fitosanitari biologici da utilizzare negli Stati membri.

Impegno a ridurre l’uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2030. Le nuove norme faciliteranno l’autorizzazione dei microrganismi da usare come sostanze attive nei prodotti fitosanitari e offriranno agli agricoltori dell’UE ulteriori opzioni per sostituire i prodotti fitosanitari chimici con alternative più sostenibili. Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “La transizione a sistemi alimentari più sostenibili implica la necessità di trovare alternative ai pesticidi chimici che rispettino il nostro pianeta e la nostra salute. La Commissione si è impegnata ad agevolare questo processo aumentando il numero di alternative biologiche e a basso rischio sul mercato: dall’inizio del nostro mandato abbiamo già approvato 20 alternative a basso rischio. Grazie a queste nuove norme, faremo sì che le alternative biologiche possano raggiungere i nostri agricoltori ancora più rapidamente. Quanto più investiamo collettivamente risorse nella valutazione dei prodotti fitosanitari, tante più alternative sicure avremo a disposizione per tenere fede al nostro impegno a ridurre l’uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2030.”

Le nuove norme saranno applicate da novembre 2022. porranno le proprietà biologiche ed ecologiche di ciascun microrganismo al centro del processo di valutazione scientifica dei rischi, che deve dimostrare la sicurezza prima che i microrganismi possano essere approvati come sostanze attive nei prodotti fitosanitari. Tali norme dovrebbero accelerare l’autorizzazione dei microrganismi e dei prodotti fitosanitari biologici che li contengono. Già approvate dagli Stati membri nel febbraio 2022, le nuove norme si applicheranno a partire dal novembre 2022. 

Fonte: Commissione europea in Italia

9 Settembre 2022, al Wigwam di Arzerello (PD) assemblea Argav per l’elezione dei delegati al congresso Unaga

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Venerdì 9 Settembre 2022, è convocata l’Assemblea Argav per l’elezione dei delegati al congresso Unaga, che si svolgerà a Cavallino Treporti (VE) dal 7 al 9 Ottobre prossimo, alle ore 6.00 in prima convocazione e alle ore 18:30 in seconda convocazione nella  sede del circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto, 8.

Ordine del Giorno: elezione organismi congressuali, relazione Presidente, dibattito, presentazione candidature delegati a Congresso Unaga, votazione e proclamazione eletti, varie ed eventuali. L’Assemblea è aperta a tutti i Soci/e, ma in questo caso, per Statuto, il diritto di elettorato attivo e passivo è riservato ai g iornalisti/e, in regola con le iscrizioni all’Ordine ed al Sindacato Giornalisti del Veneto (F.N.S.I.).

10-11 Settembre 2022, Festa del Formaggio: i caseifici aprono le porte al pubblico per approfondire la conoscenza del formaggio

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La filiera lattiera-casearia italiana è uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese, tanto che con quasi cinquecento varietà di formaggi (tra freschi, spalmabili e stagionati), l’Italia è il terzo produttore dell’Unione Europea, preceduta solo da Germania e Francia. Nello specifico, sono ben cinquanta le eccellenze casearie Made in Italy riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con il marchio Dop (Denominazione di origine protetta), una voce sempre più importante del food italiano, anche dal punto di vista dell’export. E in questo scenario il Veneto gioca un ruolo di assoluto protagonista: Asiago DOP, Casatella Trevigiana DOP, Montasio DOP, Monte Veronese DOP, Piave DOP, Burro, Grana Padano DOP, Stracchino, Morlacco, Pecorino dell’Adige, Caciotte speziate e classiche, Inbriago sono solo alcuni dei prodotti caseari di alta qualità che nascono dalla passione e dalla maestria degli esperti casari veneti.

Numerosi sono anche i caseifici e le latterie degni di essere visitati per le specialità casearie prodotte, da gustare a tutte le ore e in ogni stagione. Ciò che spesso manca nei consumatori, però, è il desiderio di approfondire la cultura del formaggio, la conoscenza legata alla storia, alla tradizione e alle lunghe lavorazioni che stanno dietro a questo meraviglioso prodotto. Eppure, la conoscenza e l’informazione consentirebbero di effettuare delle scelte mirate all’acquisto di prodotti di alta qualità, magari ottenuti da un latte con caratteristiche chimiche e microbiologiche del tutto uniche. Per fortuna, da qualche anno esistono eventi ed iniziative che permettono a tutti, dai foodies e appassionati ai curiosi, grandi e piccini, la possibilità di partecipare e immergersi nella produzione del formaggio. Perchè il formaggio è arte, il formaggio è cultura e come tale dev’essere divulgato nel rispetto degli attori che prendono parte al suo ciclo di vita e a quello dell’animale allevato a produrne il latte, questo elemento così prezioso quanto spesso bistrattato. A questo proposito, un appuntamento da non perdere è la  Festa del Formaggio, che quest’anno si svolgerà nei giorni 10 e 11 Settembre, quando 60 caseifici agricoli e artigianali di 15 regioni apriranno le porte a curiosi, appassionati, professionisti e neofiti del settore.

Open Day? Green Day! Una giornata dedicata alla natura, all’aria buona, agli animali, al latte e allo stare insieme, a cui aderisce anche Latteria Perenzin, l’azienda casearia del trevigiano, da sempre nota per l’alta qualità dei suoi prodotti biologici.  “Abbiamo con piacere aderito all’open day, – spiega la titolare Emanuela Perenzin – perché siamo convinti che la cultura casearia si diffonde anche e soprattutto tramite il turismo. Da molti anni la nostra azienda ha aperto le porte al visitatore, con visite guidate, degustazioni, cheese making experience, questo perché crediamo che il visitatore appassionato sia il migliore veicolo di diffusione della nostra eccellenza. In questa speciale occasione, apriremo anche le sale di produzione, evento più unico che raro in quanto, per motivi sanitari le aree produttive sono interdette al pubblico. Inoltre, poiché il mondo del formaggio ha un fascino particolare per i più piccoli, da sempre accogliamo scolaresche dalla scuola materna fino ai ragazzi che frequentano l’università. E proprio perché i più piccolini sono i più sensibili e curiosi, abbiamo pensato di far loro fare un’esperienza a 360°, facendogli provare l’emozione di far coagulare il latte e creare con le proprie mani una piccola caciotta”. Programma. Sabato 10 settembre: ore 11.00 tour caseificio, museo, magazzini e degustazione 6 formaggi, ore 15.00 Cheese Making Experience per i più piccoli, ore 17.30 Tour caseificio, museo, magazzini e degustazione di 6 formaggi. Domenica 11 settembre: ore 10.30 tour caseificio, museo, magazzini e degustazione 5 formaggi (ore 11.30), ore 11.30 La Cantastorie dei formaggi Miglior Assaggiatrice d’Italia, Valentina Bergamin racconta Perenzin nella degustazione di 5 Formaggi, ore 17.00 Il miglior formaggio d’Italia Roberto Guermandi, gli altri finalisti del concorso ed un rappresentante di PER Bottega Cheese Bar, si sfideranno a chi farà il più bel tagliere a tema Le meravigliose colline del Prosecco DOCG (Grand Plateau), alle 19.00 gran finale con degustazione per tutti (3,50€ con calice di Prosecco DOCG e gettone per votare il migliore).

Fonte: Servizio stampa Latteria Perenzin

Finapp, start up padovana che opera in ambito di prevenzione e tutela ambientale, cresce ed assume

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In un’estate con temperature sempre torride, Finapp, start up innovativa di Padova, fondata nel 2018 da Luca Stevanato con altri due ricercatori, Marcello Lunardon, Sandra Moretto e l’imprenditore Angelo Amicarelli, che sono stati nostri ospiti n occasione degli incontri mensili organizzati in collaborazione con Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per presentare le sonde da loro prodotte che permettono di rilevare la quantità d’acqua nel terreno su vasta scala, una tecnologia che trova molteplici applicazioni in ambito di prevenzione e tutela ambientale, sta riscuotendo maggiore interesse e molte aziende hanno deciso d’investirvi, dimostrando di essere una delle realtà più interessanti del panorama tecnologico veneto.

Un esempio virtuoso di spin off dell’Università di Padova che ha sviluppato un sensore innovativo per misurare il contenuto idrico del suolo, basato sulla misura dei neutroni ambientali prodotti dai raggi cosmici (Cosmic-Ray Neutron Sensing). In particolare, l’idea sfrutta i neutroni ambientali, sottoprodotti dei raggi cosmici, che investono il nostro pianeta 24 ore su 24. I processi di interazione dei neutroni sono descritti da modelli matematici che permettono di risalire alla quantità media di acqua presente attorno alla sonda, non solo nel suolo ma anche fuori suolo sottoforma di neve o di biomassa. Grazie a nuove metodologie e materiali, Finapp è riuscita a innovare la misurazione dei neutroni ambientali. E in questo momento di siccità, questo dispositivo è in grado di dare una grossa mano all’agricoltura e poter irrigare al meglio. «L’importante siccità, i fenomeni climatici con piogge violenti che stiamo vivendo e i cambiamenti climatici a livello mondiale – spiega il fondatore Luca Stevanato – ci pongono degli obiettivi importanti per il futuro, è ora di agire subito per mitigare il più possibile quello che sta accadendo. Finapp in questo contesto, grazie all’innovativo sensore per la misura dell’acqua tramite raggi cosmici, può dare un grande contributo. Lo può dare sia in termini di risparmio idrico, come nel caso dell’agricoltura o nella ricerca di perdite idriche lungo gli acquedotti, sia nel monitoraggio climatico e/o previsioni di eventi estremi, anch’essi purtroppo in forte crescita a causa dei cambiamenti climatici».

Dopo l’estate, Finapp prevede il trasferimento a Montegrotto Terme (PD), per aumentare personale, produzione ed essere sempre più competitivi. L’azienda è intenzionata a mantenere tutta la struttura in Italia, compresa la produzione tecnologica; nuovi uffici dove si trasferiranno gli attuali dipendenti, che diverranno otto per la fine del 2022 con l’obiettivo di raddoppiarli entro la fine del 2023 e avere una capacità produttiva più ampia (450 metri quadri), passando dalla possibilità di creare 30 sonde annue a oltre 200 per poter guardare, oltre al mercato italiano anche a quelli internazionali. Inoltre, a fine luglio 2022, c’è stato un nuovo aumento di capitale, che vede protagonisti Progress Tech Transfer, Crédit Agricole e Tech4Planet per una raccolta complessiva di oltre 1,2 milioni di euro. Dopo l’ingresso nell’estate 2020 di Progress Tech Transfer (il fondo lanciato da MITO Technology e finalizzato alla valorizzazione delle tecnologie nel campo della sostenibilità) con un investimento di 200 mila euro, grazie a questo ulteriore round potrà proseguire nel progetto di espansione. L’ingresso di nuovi soci permetterà a Finapp di essere sempre più all’avanguardia e di aumentare il portafoglio clienti su scala mondiale. «Questo aumento di capitale –prosegue Stevanato – per noi è molto importante, perché potremo accelerare lo scaleup del business su tutti i mercati e a livello mondiale. Gli ultimi anni sono stati molto intensi, abbiamo validato e sviluppato nuove applicazioni, abbiamo predisposto il sensore per la produzione su larga scala e abbiamo acquisito molti clienti in tutto il mondo. Nei prossimi mesi ci concentreremo sull’avvio della produzione in serie e sull’ampliamento dell’organico per scalare il business in tutto il mondo. Ringrazio moltissimo Progress Tech Transfer per aver rinnovato la fiducia in noi dopo un biennio di forte crescita e collaborazione. Inoltre, siamo orgogliosi di avere a bordo due realtà importanti come Credit Agricole e Tech4Planet che daranno un importantissimo contributo in termini di scalabilità del business e visibilità a livello internazionale».

Fonte: Servizio stampa Finapp

Dopo essere stati ospiti i ricercatori Luca Stevanato, Marcello Lunardon, Sandra Moretto e l’imprenditore Angelo Amicarelli della star up padovana Finapp, informano del

Previsioni vendemmiali 2022, presentati i dati per il Nord Est

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“Il 2022 è un’annata caratterizzata da andamenti climatici anomali e da una siccità mai vista prima, che ha messo a dura prova i viticoltori veneti, impegnati anche a contrastare insidiose fitopatie”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura ha introdotto il secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (48^ edizione) organizzato lo scorso 24 agosto da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con AVEPA, ARPAV, CREA-VE e UVIVE, dedicato alle previsioni della vendemmia in Veneto, nel restante Nord Est, nelle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicialia), nonché in Francia e Spagna. “Si è temuto che la produzione ne risentisse fortemente – ha proseguito l’assessore – ma le piogge di agosto, un’oculata gestione dei vigneti e la preparazione dei nostri viticoltori, hanno consentito di mantenere le produzioni su discreti livelli, pur se con qualche riduzione che, secondo le ultimissime stime, potrebbe raggiungere mediamente nella nostra regione il 10% rispetto allo scorso anno, con punte superiori nei vigneti di collina non irrigati. L’andamento meteo delle prossime settimane sarà determinante per una buona riuscita della vendemmia. A confortare è la buona qualità delle uve che dovrebbe consentire al vigneto veneto di mantenere il primato che già occupa a livello nazionale e a rafforzare la considerazione che i nostri vini hanno acquisito presso i consumatori nei mercati internazionali”.

I dati previsionali. Anche nel Veneto dunque si è acceso il semaforo verde che segna il via della vendemmia. I primi grappoli a cadere nei cesti sono quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per basi spumante), ma va detto che in alcune aree del vicentino e del padovano la raccolta è iniziata subito dopo Ferragosto. Seguirà la vendemmia di tutte le altre varietà: Glera (Prosecco) dal 10 settembre, Merlot dal 13, Corvina dal 16, Garganega dal 19, solo per citare alcuni tra i principali vitigni veneti.  Il denominatore comune che ha caratterizzato, praticamente ovunque, l’annata vitivinicola in corso sono state le alte temperature e la scarsità di piogge, due fattori che avranno senz’altro una certa incidenza sulla produzione vendemmiale nel Veneto, ma anche nelle altre aree vitivinicole. Fortunatamente le precipitazioni registrate nel mese di agosto hanno raddrizzato una situazione che stava diventando allarmante, in particolare nei vigneti non serviti da irrigazione di soccorso. Anche le temperature, in particolare quelle notturne, da qualche giorno si sono notevolmente abbassate facendo ben sperare per una vendemmia molto interessante soprattutto per le varietà medio-tardive. Il Report analitico è disponibile al seguente link, unitamente alle slide presentate nel corso dell’incontro e ai video riguardanti la situazione pre-vendemmiale nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna: https://bit.ly/3PKLPMi

Belluno. Rispetto allo scorso anno, la produzione in provincia di Belluno potrebbe risultare inferiore addirittura del 30% rispetto allo scorso anno. Stress idrico e danni dovuti ad alcune forti grandinate non hanno lasciato un buon segno. Padova e Rovigo. Nell’area vitivinicola patavina e rodigina, come del resto in altre zone del Veneto, la situazione nei vigneti si presenta molto variabile in funzione della disponibilità di sistemi di irrigazione di soccorso e – nel padovano – a seconda che i vigneti si trovino in zona collinare o in pianura. Anche le numerose estirpazioni di vite colpite da Flavescenza dorata contribuiscono a ridurre le quantità che saranno vendemmiate. Sui Colli Euganei, rispetto al 2021, la produzione dovrebbe risultare in calo del 20%; nelle zone di pianura, invece, dove lo scorso anno la quantità di uva raccolta aveva subito una riduzione a seguito delle gelate primaverili, si stima un incremento di produzione di circa il 10%, soprattutto nei vigneti serviti da irrigazione di soccorso. La messa a dimora di nuovi impianti non ha certo compensato le riduzioni previste, per cui dovrebbe incidere solo di qualche punto percentuale (1-5%) sulla vendemmia complessiva. Treviso. Rispetto al 2021 nella Marca ci si aspetta una vendemmia in contrazione, con un range che va dal -10% al -20%, solo parzialmente compensato dall’entrata in produzione di nuovi vigneti. Le cause di questo calo sono molteplici: minore fertilità delle gemme, siccità, eventi grandini geni Flavescenza dorata che ha causato, soprattutto in alcune aree della provincia, l’estirpo/capitozzatura di numerose piante nei vigneti. Questo quadro potrebbe migliorare, soprattutto per le varietà meno precoci, qualora si verificassero delle piogge significative in tempo utile per la vendemmia, in parte sopraggiunte nei giorni scorsi. Venezia. La siccità e soprattutto le alte temperature di questa torrida estate hanno causato nei vigneti del veneziano un blocco della maturazione del frutto, causando la formazione di acinellature e scarso ingrossamento degli acini. Di conseguenza, le rese saranno sicuramente inferiori rispetto alle annate precedenti: per le uve a bacca bianca precoci (Pinot, Chardonnay) si prevede una diminuzione del 15-20% e probabilmente difficilmente si riuscirà a soddisfare i quantitativi massimi previsti dai disciplinari DO; per le uve bianche medio tardive e le uve nere le rese saranno inferiori alla media di circa il 10%, ma molto dipenderà dall’andamento climatico delle prossime settimane. In sostanza, eventuali piogge potrebbero influire positivamente sulle rese che comunque resteranno inferiori alle medie. Va ricordato che le viti giovani risultano essere le più colpite da siccità e alte temperature, per cui sia le rese che la qualità dell’uva risulteranno quest’anno al di sotto dei minimi stagionali e purtroppo ci saranno delle ripercussioni anche nelle prossime annate. Vicenza. Nel vicentino si prevede un calo produttivo del 15% rispetto allo scorso anno dovuto alle grandinate primaverili, ma soprattutto alla prolungata sofferenza delle viti dovuta alla calura estiva e alla siccità dei terreni. Per la sua fertilità, la Glera avrà una produzione di circa un 10% in più rispetto allo scorso anno, anche in considerazione che quest’anno non ci sono stati danni da gelo. La produzione dei vitigni medio-tardivi sarà invece influenzata dalle eventuali precipitazioni che si registreranno fino alla raccolta. I nuovi vigneti messi a dimora incideranno sulla produzione totale di circa il 2%. Verona. Anche nel veronese la vendemmia 2022 dovrebbe risultare leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, in modo particolare per le produzioni a bacca rossa del comprensorio collinare che potrebbero risultare in calo anche del 10%. I motivi dell’eventuale variazione rispetto al 2021 riguardano in modo particolare la consistenza più ridotta del grappolo dovuta al prolungamento dell’insolazione e all’assenza di precipitazioni in tutti gli stadi vegetativi. Sulla resa complessiva l’entrata in produzione dei nuovi vitigni potrebbe incidere, da una analisi consorziale, tra l’1% e il 2%. Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige. In provincia di Trento si prevede un’annata media, leggermente inferiore al 2020 e superiore al 2021. Il peso medio del grappolo si stima inferiore alle premesse a causa dell’estate calda e dell’assenza di precipitazioni, nonostante la disponibilità di irrigazione di soccorso. In sintesi: annata media q.li +7%; Pinot grigio: invariato; Chardonnay: -5%; Muller Turgau.: +7%; Teroldego: +10%: Merlot: +7%: Marzemino: +7%. In provincia di Bolzano si stima un 10% di raccolta in più rispetto allo scorso anno. Il fattore principale è il ritorno alle rese massime per la DOC Alto Adige e DOC Lago di Caldaro, che erano state abbassate per decreto come misura per mitigare gli effetti negativi sul mercato e sulle cantine a causa della pandemia per Covid19. Per quanto riguarda i diversi vitigni, si può constatare che il numero di grappoli è simile alla media degli ultimi anni, tranne per Chardonnay e Pinot grigio per i quali si osserva un numero di grappoli minore rispetto all’anno scorso. Rispetto al 2021, i grappoli sono più compatti, con un numero di acini per grappolo superiore del 10%/20%; il peso degli stessi è invece inferiore con percentuali analoghe. In Friuli-Venezia Giulia si stima, in via prudenziale, una riduzione del 10% con punte fino al 15/20% laddove non è stato possibile irrigare.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

2-4 e 9-11 settembre 2022, Asiago (VI) ospita in due fine settimana la 10^ edizione di Made in Malga 

Foto Made in Malga

Fervono i preparativi per la decima edizione di Made in Malga, manifestazione che si rivolge ai tanti appassionati dell’arte casearia. Dopo l’edizione “smart” dello scorso anno, Made in Malga  torna con il format completo, con tutte le attività. Tanti gli appuntamenti per gustare i sapori della montagna: dalla mostra mercato con espositori da tutte le regioni italiane alle masterclass, ovvero le degustazioni guidate di formaggi e vini d’alta quota; dai laboratori dell’artigiano alle escursioni sulle montagne dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni, dagli appuntamenti dedicati ai bambini alle proiezioni di film a tema. In contemporanea a Made in Malga nei giardini di Piazza Carli, si svolgerà il Mountain Beer Festival dedicato alle birre artigianali di montagna dove parteciperanno 10 birrifici dell’arco alpino italiano.

Nel bistrot del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago si potrà gustare il formaggio Asiago DOP in diverse stagionature e piatti gourmet. Per la prima volta, quattro chef dell’associazione JRE (Jeunes Restaurateurs D’Europe) si avvicenderanno per proporre piatti creativi col formaggio Asiago nell’Asiago Bistrot: Alberto Basso del ristorante Trequarti, di Val Liona (Vicenza) e Davide Botta del ristorante l’Artigliere di Isola della Scala (Verona) nel primo weekend, e nel secondo Renato Rizzardi de La Locanda di Piero di Montecchio Precalcino (Vicenza) e Paolo Trippini del ristorante Trippini di Civitella del Lago-Baschi (Terni). In particolare, sabato 3 settembre, alle ore 16.30 ci sarà il primo show cooking Asiago Dop Prodotto della Montagna, con degustazione e dolce gourmet, la pannacotta all’Asiago DOP, proposto dallo chef Alberto Basso; sabato 10 settembre, alleore 16.30, secondo show cooking dedicato al formaggio Asiago DOP Prodotto della Montagna con degustazione e tributo di un primo piatto di grande tradizione rivisto dallo chef Paolo Trippini,  il risotto con estratto di cicoria, fonduta di Asiago DOP Prodotto della Montagna Mezzano e polline in fiore.

La manifestazione è organizzata da Guru Comunicazione e dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione con il Comune di Asiago e i mandamenti delle associazioni di categoria dell’Altopiano Ascom, Coldiretti e Confartigianato. Partecipa alla manifestazione il Consorzio Parmigiano Reggiano con il prodotto di montagna. “Made in malga è a manifestazione più importante per Asiago e per l’Altopiano. Rappresenta la migliore vetrina per comunicare tutto il grande lavoro di questa comunità fatta di agricoltori, allevatori, produttori, stagionatori, commercianti, albergatori, un’unica grande filiera che per noi significa famiglia”, ha riferito Nicola Lobbia, assessore al Commercio e Turismo Comune di Asiago. Ulteriori info: www.madeinmalga.it www.facebook.com/madeinmalga www.instagram.com/madeinmalga

Fonte: Servizio stampa Guru Comunicazione/Consorzio Tutela Formaggio Asiago

In agricoltura si espande l’utilizzo del caporalato

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La vergogna del caporalato continua farla da padrona nell’agricoltura italiana: la prima indagine nazionale su “Le condizioni abitative dei migranti che lavorano nel settore agroalimentare”, firmato da Anci e Ministero del Lavoro, stima che ci siano non meno di 10.000 i lavoratori agricoli migranti in Italia che vivono in condizioni di privazione dei diritti e di sfruttamento, vittime del caporalato.

Circa quattro milioni di lavoratori agricoli operino senza documenti. Nel capitolo “Il lavoro migrante in agricoltura: tra precarietà e rischio sfruttamento” ricorda che la filiera agroalimentare rappresenta il 25% del Pil nazionale e dà lavoro a più di 3,8 milioni di persone, ma a partire dal 2020 le condizioni di vita e lavoro della popolazione migrante sono ulteriormente peggiorate per diversi fattori tra i quali l’impossibilità di raggiungere i luoghi di lavoro a causa delle limitazioni negli spostamenti; la mancanza di ammortizzatori sociali; le difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Il settore agroalimentare risulta essere particolarmente a rischio sfruttamento e i lavoratori stranieri “hanno una posizione di debolezza contrattuale che si riflette sulle condizioni di lavoro e genera marginalità, creando zone d’ombra che minacciano la sostenibilità sociale del settore agricolo italiano e ne danneggiano l’immagine internazionale”. L’Osservatorio Placido Rizzotto stima che circa quattro milioni di lavoratori agricoli operino senza documenti, in condizioni di lavoro precario e di sfruttamento. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha rilevato che l’evasione fiscale per i lavoratori dipendenti irregolari nel settore agricolo risulta compresa tra i 642 milioni e il miliardo di euro.

Secondo le analisi contenute nel Piano Triennale, nel 2018 il settore agricolo italiano, che rappresentava il 2,1% del valore aggiunto dell’intera economia nazionale, ha registrato un valore totale pari a 59,3 miliardi di euro. Viene stimato che l’economia sommersa in agricoltura abbia raggiunto il 16,9% del valore aggiunto, ben oltre il 12,3% dell’economia totale. I comparti che vedono una maggiore partecipazione di stranieri sono quelli zootecnici e di colture ortive e arboree, specializzazioni che richiedono una gran quantità di lavoro stagionale, specialmente in corrispondenza dei periodi di raccolta.

Fonte: Garaintaly.it

Export vino italiano, allarmanti i dati di acquisto nella grande distribuzione di Usa, Germania e Regno Unito

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È allarme per il mondo del vino Made in Italy: non vanno male le esportazioni, ma i dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly elaborati su base Nielsen parlano di un crollo nella Grande Distribuzione Organizzata dei tre Paesi che sono la principale destinazione dei vino italiano: Usa, Germania e Regno Unito. E va subito detto che la GdO è il canale che smercia quasi il 70% delle esportazioni italiane: il pericolo maggiore è quindi che, in presenza di scorte che si sono accumulate e di una domanda debole, nei prossimi mesi gli ordini subiscano un pesante rallentamento.

Stando alle rilevazioni effettuate in Usa, Germania e Regno Unito il calo dei volumi è del -10,6% per un controvalore di 2,26 mld di euro, cioè un -8,1%. La contrazione riguarda tutte le principali denominazioni: negli Usa il Pinot grigio, che rappresenta quasi la metà delle vendite di vini fermi, cede in volume quasi il -3% e viene superato a valore dai concorrenti neozelandesi del Sauvignon blanc; in difficoltà anche il Lambrusco e il Chianti, che vendono rispettivamente il -16% e il -11% delle bottiglie commercializzate nel pari periodo 2021. Nel Regno Unito il Prosecco è segnalato in forte calo, al -18%, come pure il Pinot grigio (-9%), il Sangiovese (-22%), il Primitivo (-18%) e il Montepulciano (-15%). In Germania il Primitivo cede oltre il -9% ma ancora peggio fanno il Pinot grigio (-18%), il Nero d’’Avola (-24%) e il Chianti (-19%). «Il timore – dice il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – è che la contrazione dei consumi determini un rallentamento degli ordini nei prossimi mesi, ancor più quando il peso dell’inflazione si farà sentire più nettamente anche sugli scaffali esteri. La nostra speranza è nel canale della ristorazione che risulta essere in netta risalita. L’auspicio è che possa attenuare il più possibile l’effetto di una congiuntura che non aiuta».

Fonte: Garantitaly.it

Semaforo Nutriscore in etichetta, a cui è contraria l’Italia, spiegato ai consumatori nelle Gdo che lo adottano 

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Le società del gruppo Carrefour GS spa, Carrefour Italia e Interdis dovranno informare i consumatori nei punti vendita e nel loro sito il perché dell’apposizione in etichetta su alcuni prodotti del semaforo “Nutriscore” . L’imposizione viene dall’Antitrust italiana il cui intervento è stato sollecitato da Confagricoltura, che ritiene come questa misura potrebbe essere contraria ai principi comunitari, visto che la Commissione europea intende adottare entro la fine del 2022 una proposta per l’etichettatura nutrizionale fronte pacco obbligatoria e armonizzata.

Una nota dell’azienda Carrefour informa che, in accordo con l’Autorità, non applicherà l’etichetta Nutri-score su: prodotti private label, commissionati da Carrefour Italia ai propri fornitori e commercializzati in Italia e/o all’estero; prodotti a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP), sulle specialità tradizionali garantite (SPT), sui prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), prodotti della tradizione gastronomica italiana (salumi, formaggi, olio di oliva), a prescindere dal luogo di produzione (Italia o estero), prodotti a marchio Terre d’Italia. Carrefour Italia continuerà ad includere nel proprio assortimento una selezione limitata di prodotti private label, commercializzati in Italia dalla società francese Interdis, facente parte del Gruppo Carrefour France, che adotta il sistema di etichettatura nutrizionale volontaria Nutri-score. L’offerta verrà accompagnata da una campagna d’informazione in tutti i punti vendita e sul sito internet, sui motivi per cui alcuni prodotti recano il Nutri-score. Tale campagna d’informazione è stata infatti giudicata idonea dall’Autorità a orientare le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione senza generare fraintendimenti.

Fonte: Garantitaly.it/Servizio stampa Carrefour Italia