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Orto botanico di Padova, con un evento in notturna dedicato ai bambini, al via dal 4 luglio gli eventi estivi

Visite guidate serali, escursioni, spettacoli, degustazioni e attività immersive: l’estate all’Orto botanico di Padova torna con un programma ricco e variegato, grazie al quale l’Orto diventa spazio di incontro e scoperta da vivere di giorno e di notte, tra piante, racconti, stelle e storie dal mondo. La stagione si apre e si chiude con due appuntamenti dedicati ai più piccoli, dalla notte imperdibile il 4 luglio, per addormentarsi e risvegliarsi nell’Orto botanico più antico al mondo, alla giornata dedicata ai giochi, sabato 6 settembre.

L’Orto nei sogni dei bambini

In particolare, il 4 luglio l’Orto patavino propone ai bambini un’esperienza unica: una notte in tenda, lontani dal brusio diurno e immersi nell’orto botanico più antico al mondo. Dopo la cena al sacco, l’esperienza prosegue con una visita guidata con torcia e la partecipazione all’installazione teatrale Arcipelago. Al mattino, mentre gli adulti smontano le tende, i più piccoli affiancano i giardinieri nei gesti quotidiani della cura, a contatto diretto con la vita dell’Orto al suo risveglio. Modalità di partecipazione: l’evento si tiene va partire dalle ore 19.30, ed è rivolto a bambini e bambine dai 6 ai 12 anni accompagnati da un adulto. Si raccomanda di leggere attentamente il regolamento di partecipazione. Il biglietto per ogni persona è di 30 euro (20 euro per gli abbonati), ed è acquistabile online (non rimborsabile). Dopo l’acquisto i partecipanti saranno contattati per la raccolta di informazioni aggiuntive.
Presentando il biglietto della notte in Orto, è possibile visitare l’Orto botanico nella giornata di sabato 5 luglio. In caso di maltempo l’evento è rimandato a venerdì 11 luglio.

Molti gli appuntamenti nel pieno di luglio e agosto…

… che permettono di andare in “escursione al Monte Cinto” (12 luglio) o “Sulle tracce dei giganti del bosco a Lavarone” (26 luglio), di partecipare alla presentazione del libro “Arsenico e altri veleni” (10 luglio) oppure alle visite serali nate per raccontare il forte legame in tutte le culture del mondo tra le piante e la vita dell’uomo (16 luglio) o per guardare le stelle (23 luglio). Se luglio si chiude con lo spettacolo di circo acrobatico Petit frère (30 luglio), ad agosto arriva anche l’opportunità di degustare e conoscere meglio il gin (piante oriGINali, 6 agosto), di visitare di sera il Giardino della biodiversità (13 agosto), di immergersi nello spettacolo (T)Essere Giardino (21 agosto) e di vedere all’opera gli impollinatori di notte (27 agosto).

Tutte le informazioni sulla partecipazione sono nelle pagine dedicate agli eventi, prenotazioni e acquisti sono aperti (https://ortobotanico1545.it).

Mamme No Pfas: ottenuta finalmente giustizia! Raggiunto uno storico traguardo per salute e ambiente

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Comitato Mamme No Pfas Vicenza-Padova_Verona, premio Argav 2021, la seguente nota stampa.

Il 26 giugno 2025 il Tribunale di Vicenza ha pronunciato una sentenza che ripaga anni di impegno, di fatica, di notti insonni e di lotta collettiva. Una battaglia lunga e difficile che ci ha spesso fatto sentire come Davide contro Golia. E, proprio come nella parabola, Davide ha colpito nel segno: 11 condanne su 15 imputati, interdizioni, risarcimenti importanti. Questa volta la verità ha trovato spazio in Tribunale.

Le emozioni sono difficili da contenere. L’incredulità e la commozione si sono mescolate nel momento in cui sono state lette le condanne. Una parte di noi non ci credeva davvero: dopo anni in cui sembrava che nulla potesse scalfire l’impunità di chi ha avvelenato le nostre acque, il nostro sangue, la nostra terra, finalmente è arrivato un segnale forte, chiaro, inequivocabile.

Profonda è stata l’emozione nel sentire i nomi di chi, come noi, ha scelto di costituirsi parte civile. Associazioni, comitati, cittadini che hanno condiviso con noi riunioni, momenti di sconforto, assemblee, audizioni pubbliche, manifestazioni, e che non si sono mai arresi. Questa sentenza è anche il frutto della loro determinazione.

Il processo è stato un maxi procedimento, il più grande mai celebrato in Italia per un inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) e ha affrontato cinque capi d’accusa:

1. Avvelenamento doloso delle acque destinate al consumo umano;

2. Disastro innominato ambientale;

3. Inquinamento ambientale;

4. Gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi (per il quale è stata dichiarata la prescrizione);

5. Bancarotta fraudolenta.

Per uno di questi reati – l’avvelenamento doloso delle acque destinate al consumo umano – la sentenza apre un nuovo capitolo sotto il profilo sia giuridico che scientifico: sarà ora necessario approfondire come interpretare, in chiave moderna, la responsabilità penale per chi inquina risorse fondamentali come l’acqua potabile. Questa pronuncia costituirà un precedente importantissimo per altre situazioni simili, in Italia e nel mondo.

Un risultato che sembrava impossibile, e invece è realtà. Le condanne rappresentano non solo un risarcimento morale, ma anche una vittoria civile e politica. Le ingenti somme riconosciute a favore delle istituzioni dovranno ora tradursi in azioni concrete: chiediamo che vengano utilizzate per finanziare lo studio epidemiologico PARTECIPATO sui danni alla salute, per accelerare la bonifica e il ripristino ambientale, per completare finalmente la rete idrica alternativa nelle aree contaminate.

Chiediamo anche giustizia economica per i cittadini: siamo fiduciosi, quindi, che parte dei fondi vengano utilizzati dai gestori delle acque per togliere dalle bollette voci di spesa che fino ad oggi sono ricadute ingiustamente sulle famiglie, nonostante i danni siano stati causati da aziende private.

Ma la battaglia non finisce qui. Chiediamo allo Stato una legge nazionale che imponga limiti prossimi allo zero tecnico per i PFAS nelle acque potabili, come unica misura efficace per tutelare la salute delle persone. È tempo di avviare un cammino concreto e coraggioso di progressiva riduzione dell’uso dei PFAS in tutti i settori produttivi dove sia possibile. L’Italia deve fare la sua parte anche a livello europeo, impegnandosi per sostenere la messa al bando totale dei PFAS in tutta l’Unione. Queste “sostanze eterne” non possono più trovare spazio nel nostro presente e nemmeno nel nostro futuro.

Noi “Mamme NO PFAS” continueremo a vigilare, a informare, a chiedere trasparenza e responsabilità. Ma oggi possiamo dire che una parte importante della verità è stata riconosciuta.

Questa sentenza è anche vostra, di tutte e tutti voi che non avete mai smesso di credere che un altro futuro fosse possibile.

Forte ondata di calore, aumenta il fabbisogno idrico sul 60% della campagna veneta

“La forte ondata di calore che si preannuncia nei prossimi giorni comporterà un aumento della richiesta irrigua su gran parte del territorio regionale, in un momento molto delicato soprattutto per il mais, che proprio ora comincia ad aver bisogno di irrigazione”. Ad affermarlo è il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini.

L’analisi dei dati probabilistici sulle previsioni dei prossimi 10 giorni condotta dal centro sperimentale CeSPII-Consorzio di Bonifica LEB mostra una netta tendenza verso valori medio-alti di evapotraspirazione. Quasi il 60% dei distretti irrigui del Veneto, ovvero i territori di pianura e fascia pedemontana, secondo le attuali previsioni più critiche, raggiungeranno valori sostenuti nettamente superiori alla media del periodo degli ultimi 10 anni. Si tratta di gran parte della pianura interna dove l’evapotraspirazione registrerà valori fino a 10 mm superiori alla media, con una dispersione in atmosfera, nei 10 giorni, di 55-60 mm di acqua rispetto ai 45-50 mm.

Maggiormente a rischio saranno i territori a ovest dei colli Euganei, la pianura tra le province di Verona e Vicenza e la marca Trevigiana a confine con il Friuli. Situazione nella media si dovrebbe registrare nel Polesine e nella fascia costiera.

Tecnicamente l’evapotraspirazione è il processo con cui l’acqua presente al suolo viene restituita all’atmosfera, il dato include la traspirazione delle piante, ovvero acqua assorbita dalle radici e traspirata dalle foglie. Con un’evapotraspirazione alta le colture perdono molta acqua e servirà dunque più irrigazione.

“In questo periodo – spiega il direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi -, in virtù delle forti piogge della prima metà dell’anno, non siamo in situazione di mancanza d’acqua ma un’estate eccessivamente calda e poco piovosa, anche a causa della scarsità dei ghiacciai, potrebbe causare problemi già dal mese prossimo”.

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

28 giugno, dalle 16 alle 23, a Galzignano Terme, sui Colli Euganei (Padova) si brinda al territorio con l’anticipazione di “Serprino Festival”

Oggi, sabato 28 giugno, dalle 16 alle 23, Galzignano Terme (Padova) si animerà con una serie di eventi che intrecciano paesaggio, gusto, cultura e musica. Organizzata dal Consorzio Vini Colli Euganei, con il contributo della Camera di Commercio di Padova e Venicepromex, la giornata rappresenta un’anticipazione della ricca programmazione del Serprino Festival, che prenderà vita nel weekend del 5 e 6 luglio p.v.

Ore 16, “Caccia al Serprino”

È proprio il Serprino a dettare il ritmo dell’iniziativa, con un’attività che coinvolge sin dal pomeriggio turisti e appassionati in una vera e propria “Caccia al Serprino” attraverso le colline del territorio. L’evento, curato dall’associazione Viaggiare Curiosi, propone un percorso in bicicletta tra natura e storia, dove ogni tappa coincide con una cantina del territorio: un modo per scoprire da vicino chi produce questo vino e, allo stesso tempo, lasciarsi conquistare dalla bellezza rurale e autentica di Galzignano.L’itinerario prende il via alle ore 16.00 dal Bike Point del Galzignano Resort Spa & Golf e si snoda lungo un tracciato panoramico che raggiunge Valsanzibio, cuore antico e suggestivo del comune, per poi fare sosta presso alcune delle cantine più rappresentative. Qui i partecipanti potranno gustare gratuitamente il Serprino in tutte le sue sfumature, grazie all’ospitalità della cantina Marchioro Mauro, dell’azienda agricola La Cengolina, della cantina Il Pianzio e dell’azienda vitivinicola Sturato. Ogni tappa diventa così un’occasione di incontro, tra racconti di vigna, assaggi e paesaggi che parlano il linguaggio lento della tradizione.

Sabato sera Galzignano mostra tutta la vitalità della sua comunità

A partire dalle 18.00, il centro del paese si anima con le degustazioni proposte dagli esercenti locali, che portano in piazza i sapori genuini del territorio, mentre la musica inizia a scandire il passaggio verso il grande evento della serata. Dalle 18.30 alle 20.30, l’intrattenimento “A Star is Born Country Dance” trasforma le vie del centro in una pista all’aperto, mescolando l’energia del ballo con l’ospitalità della comunità, in un crescendo di festa. Questo clima di partecipazione conduce naturalmente verso il concerto delle 21.00 in Piazza Santa Maria Assunta, quando salirà sul palco il complesso strumentale di Galzignano Terme, conosciuto come Galziband. Ma quella che potrebbe sembrare una semplice esibizione musicale è, in realtà, l’apice di un percorso collettivo. Da mesi, infatti, la Galziband collabora con l’Istituto comprensivo Carrarese Euganeo, portando la musica all’interno dei plessi scolastici di Galzignano e Battaglia Terme attraverso 40 ore di lezione. Un progetto che ha coinvolto gli studenti, ma anche le loro famiglie, dando vita a un coro formato dai genitori degli alunni, pronti a salire sul palco per condividere il risultato di questa esperienza dal titolo “Lucy, la Nostra Storia”. L’intreccio tra scuola, musica e territorio dà così vita a un concerto che è molto più di uno spettacolo: è l’espressione di una comunità che si riconosce nei suoi valori e nelle sue passioni, unita da un progetto che valorizza il senso di appartenenza e la bellezza del fare insieme. È in questo spirito che il Serprino diventa simbolo di festa e di identità: non solo un vino, ma un pretesto per ritrovarsi, raccontarsi e celebrare la ricchezza di un territorio che ha ancora tanto da offrire.

Fonte: servizio stampa Comune di Galzignano Terme

Cura dei luoghi e cultura del paesaggio e del giardino, al via le borse di studio per un percorso di ricerca, scadenza il 29 agosto

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino a venerdì 29 agosto 2025 alle ore 12 per partecipare al bando per le borse di studio sul paesaggio istituite annualmente dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, per sostenere giovani laureati desiderosi di intraprendere un percorso di ricerca nel campo della cultura del paesaggio e del giardino, e della cura dei luoghi.

Le borse di studio sono indirizzate a tre aree tematiche che corrispondono al profilo culturale e al campo operativo di tre figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione: Sven-Ingvar Andersson (Progetto di paesaggio), Rosario Assunto (Teorie e politiche per il paesaggio) e Ippolito Pizzetti (Natura e giardino).

L’undicesima edizione, 2025/2026, prevede l’attivazione di due borse di studio residenziali e semestrali (15 gennaio 2026-15 luglio 2026), ognuna corrispondente a una delle tre aree tematiche, a scelta del candidato. Saranno privilegiate proposte dai contenuti originali, innovativi e coerenti con l’indirizzo scientifico della Fondazione.

Il valore di ciascuna borsa è fissato in euro 10.000,00 (lordi).  Le borse sono destinate a laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri, che non abbiano compiuto i 40 anni alla data del 31 agosto 2025. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprano un impiego pubblico o privato e svolgano una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito http://www.fbsr.it

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche

Asiago DOP: sostenibilità di filiera e innovazione di prodotto spingono la crescita

Il 2024 si è chiuso con un bilancio positivo per l’Asiago DOP, che si conferma il formaggio a Denominazione d’Origine Protetta con la migliore performance nei consumi sul mercato italiano: +8,9% a volume e +6,2% a valore (fonte: Circana). Un risultato che riflette la crescente attrattività del prodotto e si inserisce nel percorso di sviluppo tracciato dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che ha scelto di puntare su sostenibilità, innovazione e valorizzazione del legame col territorio trasformandoli in un vantaggio competitivo e in un approccio capace di rispondere all’evoluzione dei nuovi trend di consumo, anche con moderni formati ad alto contenuto di servizio.

Nel 2024 sono state prodotte 1.505.500 forme di Asiago DOP. L’Asiago Fresco ha registrato una sostanziale stabilità, con 1.286.000 forme, in linea con l’anno precedente (+0,03%). L’Asiago Stagionato, dopo il forte incremento del 2023 (+21,8%), ha raggiunto nel 2024 le 219.500 forme, segnando un fisiologico riassestamento. La domanda, tuttavia, è rimasta superiore alla disponibilità, con scorte mediamente inferiori ai dati storici. Questa dinamica ha avuto un impatto positivo anche sull’inizio del 2025: nei primi tre mesi dell’anno, il formaggio Asiago si conferma l’unico formaggio DOP con crescita a doppia cifra a valore dell’11,4% e un incremento a volume del +4,5%, con un aumento della produzione del +5,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 mentre l’export, nel mese di febbraio 2025, segna un +2,5%.

Partendo dalle scelte di consolidamento del legame con la tradizione e il territorio d’origine, il Consorzio di Tutela ha proseguito nel 2024 il suo piano di sostenibilità con un approccio sistemico e di lungo periodo. Asiago è oggi l’unica DOP ad aver certificato l’intera filiera “dall’erba alla forchetta” e il primo formaggio a Denominazione d’Origine Protetta ad aver ottenuto MADE GREEN IN ITALY, la certificazione volontaria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili. Dal 2022, col progetto Asiago Green Edge, il Consorzio di Tutela ha avviato un percorso di miglioramento continuo che promuove l’equilibrio tra sviluppo economico, rispetto per l’ambiente e impegno sociale per creare un impatto positivo e duraturo. Durante l’Assemblea dei Soci del 22 maggio ad Asiago, il presidente Fiorenzo Rigoni ha annunciato: “Aggiungiamo oggi un nuovo tassello al nostro percorso di sostenibilità. Siamo convinti che la tutela di un prodotto identitario come l’Asiago DOP debba andare di pari passo con quella della Comunità che lo esprime. Per questo abbiamo scelto di generare valore condiviso anche attraverso un gesto concreto a favore della salute e della sicurezza: la donazione di defibrillatori ai Comuni della nostra Denominazione. Un’azione simbolica ma al tempo stesso profondamente utile, che prende oggi forma con la prima consegna ufficiale ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Asiago, Gallio, Pozzoleone e Roana.”

Forte delle proprie qualità organolettiche e della varietà delle stagionature, l’Asiago DOP continua  anche ad innovare per rispondere ai nuovi trend di consumo. Da qui nuovi formati pensati per incontrare gusti e abitudini in continuo cambiamento: snack, cubetti, petali, fettine, grattugiato e julienne. Il percorso esplora nuovi orizzonti senza perdere il legame con le proprie radici, ulteriore passo avanti nella strategia del Consorzio Tutela Formaggio Asiago orientata a valorizzare il prodotto, ampliare le occasioni di consumo e rafforzarne la competitività.

L’impegno del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago prosegue anche in ambito internazionale. Nel nuovo contesto di incertezza globale, USA, Svizzera e Germania si confermano i mercati principali per l’export. Contestualmente si stanno avviando nuove iniziative di sviluppo in Corea del Sud, Vietnam e Taiwan con un progetto di promozione triennale co-finanziato dalla Ue da 1,5 milioni di euro. L’iniziativa si svolge in collaborazione conFICT – Fédération des Entreprises Françaises de Charcuterie Traiteur, che riunisce oltre 300 produttori di salumi e gastronomia di alta qualità. Il piano di sviluppo prevede anche il rafforzamento della presenza sul mercato interno europeo che, con i suoi 450 milioni di consumatori, regole armonizzate e tutela delle Indicazioni Geografiche, continua a rappresentare una delle principali opportunità di crescita per l’export del formaggio Asiago DOP.

Lutto in casa Argav, è mancato il socio Renzo Toso

Lo scorso 23 giugno è mancato all’affetto dei suoi cari il socio Renzo Toso (82 anni) di Castelguglielmo (Rovigo). Stimato professionista, è stato per anni responsabile dell’ufficio zonale di Coldiretti di Lendinara. Socio revisore contabile del Manegium di Fratta Polesine, ha sempre contribuito alla diffusione della conoscenza del suo amato territorio sia attraverso le visite al museo etnografico delle civiltà e del lavoro in Polesine, sia con le attività Argav.

Le esequie si svolgeranno oggi, mercoledì 25 giugno, alle 15:30 alla chiesa parrocchiale di Castelguglielmo, con partenza dall’ospedale civile di Rovigo alle ore 14:45.

Il direttivo e i soci Argav si stringono con affetto intorno al figlio Rudy e alla famiglia.

Bilancio positivo per il Consorzio Condifesa Treviso-Vicenza-Belluno: fatturato oltre i 61 milioni nel 2024

Valerio Nadal, presidente Consorzio Condifesa TVB

Il Consorzio Condifesa TVB (Treviso, Vicenza, Belluno) chiude il bilancio 2024 con risultati estremamente positivi, registrando un fatturato che supera i 61 milioni di euro. Il dato è stato reso noto dal presidente Valerio Nadal nel corso dell’assemblea generale annuale, preceduta da quattro assemblee territoriali che si sono svolte nel mese di aprile. All’evento hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria del mondo agricolo e il Consigliere Regionale Roberto Bet, confermando la rilevanza istituzionale e strategica del Consorzio sul territorio.

«La nostra priorità rimarrà sempre la tutela del reddito delle imprese agricole associate – ha sottolineato il Nadal –. Gli sconvolgimenti climatici non sono più una novità, bensì una costante degli ultimi anni. Proteggersi con strumenti assicurativi e mutualistici è diventata una necessità assoluta per garantire la sostenibilità economica delle nostre aziende».

Nel corso dell’assemblea, particolare attenzione è stata rivolta all’importante sforzo finanziario compiuto dal Consorzio per garantire le anticipazioni dei premi assicurativi ai propri associati. Tale intervento si è reso indispensabile a causa degli elevati interessi passivi e del ritardo nell’erogazione dei contributi pubblici, che quest’anno hanno superato ampiamente le attese. «Il ruolo del Consorzio nel mitigare l’impatto dei ritardi burocratici è decisivo per la stabilità finanziaria delle imprese agricole associate», ha spiegato il direttore Filippo Codato.

Durante l’incontro sono state inoltre presentate le iniziative strategiche previste per il 2025, focalizzate principalmente sul rafforzamento dei Fondi mutualistici e sul consolidamento delle attività di supporto agli associati, in particolare negli ambiti fitosanitario e dell’innovazione tecnologica.

Uno degli eventi di riferimento dell’anno sarà nuovamente “Vite in Campo”, in programma a Susegana il 18 e 19 luglio prossimi. L’iniziativa si conferma come fondamentale appuntamento annuale per la promozione, la divulgazione e l’applicazione pratica delle ultime tecnologie e metodologie innovative in campo vitivinicolo, con l’obiettivo di sostenere e migliorare costantemente la competitività e la resilienza delle imprese agricole del territorio.

Fonte: servizio stampa Condifesa TVB (Treviso, Vicenza, Belluno)

Avviata la campagna di raccolta fondi per il docufilm su Demetrio Zaccaria, fondatore della Biblioteca internazionale La Vigna di Vicenza

Prende il via una nuova campagna di crowdfunding per completare “La Vigna di Demetrio Zaccaria”, il docufilm dedicato al fondatore della Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, una realtà unica al mondo per le collezioni sui temi della vite e del vino. Un progetto ambizioso che racconta, attraverso interviste e scene in costume, la figura straordinaria di Demetrio Zaccaria (1912–1993): imprenditore illuminato, appassionato bibliofilo e promotore della cultura enologica.

Il nuovo traguardo punta in alto: coinvolgere l’attore Gianmarco Tognazzi in nuove riprese originali che arricchiranno la narrazione e presentare il film al Festival del Cinema di Venezia, a settembre 2025. La regia è affidata a Manuela Tempesta, la produzione a Kublai Film. Dopo le prime riprese rese possibili grazie al contributo di 82 sostenitori e all’interpretazione dell’attore Guido Laurini nei panni di Zaccaria, il teaser del docufilm ha già emozionato il pubblico con una narrazione intensa e coinvolgente. Ora il progetto si arricchisce con la partecipazione di Gianmarco Tognazzi, che raccoglierà memorie e testimonianze nei luoghi simbolo della vita di Zaccaria — da Vicenza al Lago di Garda — dando voce a un’eredità culturale unica nel suo genere.

Il crowdfunding segue la formula “tutto o niente”: solo se verrà raggiunto l’obiettivo economico previsto, il progetto potrà essere realizzato nella sua forma definitiva e presentato al Festival. Le donazioni saranno destinate alla produzione delle nuove scene, al montaggio finale e alla diffusione dell’opera. Perché sostenere il progetto? Perché la storia di Demetrio Zaccaria merita di essere conosciuta, condivisa e tramandata. Perché è un esempio di visione, generosità e cultura. Perché è un racconto che parla al presente e guarda al futuro.

La campagna è online su http://www.ideaginger.it con il titolo: “La Vigna di Demetrio Zaccaria. Con Gianmarco Tognazzi, una nuova tappa del docufilm”. Ogni piccolo contributo è importante!

Fonte: servizio stampa Biblioteca internazionale La Vigna

Mari dell’Unione Europea: le navi che inquinano passano ancora tra le maglie dei controlli

In una relazione pubblicata lo scorso 4 marzo, la Corte dei conti europea suona l’allarme: navi e imbarcazioni continuano a inquinare i mari dell’Unione Europea. Sebbene la normativa UE mostri miglioramenti e sia a volte più rigorosa delle norme internazionali, la sua applicazione da parte dei 22 Stati membri costieri europei è lungi dall’essere soddisfacente. Le azioni volte a prevenire, affrontare, monitorare e sanzionare i vari tipi di inquinamento provocato dalle navi non sono all’altezza del compito – avverte la Corte.

La normativa dell’Unione Europea incorpora le norme internazionali applicabili, a volte con requisiti ancora più rigorosi, in settori quali l’inquinamento da idrocarburi, i relitti delle navi e le emissioni di zolfo. Tuttavia, la Corte dei conti europea segnala che vi sono anche lacune che l’UE deve ancora colmare, specie per quel che riguarda i rischi di inquinamento.

Per esempio, è ancora possibile per gli armatori eludere l’obbligo di riciclo dei materiali delle navi scegliendo una bandiera di uno Stato non-UE prima di procedere con lo smantellamento. I dati parlano da soli: nel 2022 una nave su sette nel mondo batteva bandiera di uno Stato dell’UE, ma tale cifra scendeva del 50 % per il parco navi a fine ciclo di vita. Analogamente, le norme UE sui container persi in mare sono tutt’altro che a tenuta stagna. In primo luogo, non vi è garanzia che tutte le perdite siano dichiarate; in secondo luogo, vengono recuperati pochissimi container.

“L’inquinamento marino provocato dalle navi rimane un grave problema e, nonostante una serie di miglioramenti negli ultimi anni, l’azione dell’UE non è realmente in grado di tirarci fuori dalle cattive acque”, ha affermato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte responsabile dell’audit. “In realtà, si stima che più di tre quarti dei mari europei abbiano un problema di inquinamento e, dunque, l’ambizioso obiettivo di raggiungere un inquinamento zero per proteggere la salute delle persone, la biodiversità e gli stock ittici non è ancora in vista”.

La Corte osserva inoltre che i paesi dell’UE sottoutilizzano strumenti – quali ad esempio una rete di navi pronte a intervenire in caso di sversamenti di idrocarburi oppure il rilevamento tramite droni – dei quali l’UE li ha dotati per aiutarli a combattere l’inquinamento provocato dalle navi. Un esempio lampante è il sistema europeo di sorveglianza satellitare per il rilevamento di chiazze di idrocarburi (CleanSeaNet), che consente la sorveglianza e il rilevamento precoce di possibili casi di inquinamento. Nel periodo 2022-2023, tale sistema ha individuato in totale 7.731 possibili sversamenti nei mari dell’UE, per lo più in Spagna (1462), Grecia (1367) e Italia (1188).
La Corte ha però constatato che gli Stati membri si sono attivati per meno della metà di queste segnalazioni, confermando l’inquinamento solo nel 7 % dei casi, anche a causa del tempo trascorso tra l’acquisizione dell’immagine satellitare e l’effettivo controllo dell’inquinamento.

La Corte ha inoltre rilevato che le autorità degli Stati membri non espletano sufficienti ispezioni preventive delle navi e che le sanzioni per gli inquinatori restano miti. Coloro che scaricano illegalmente in mare sostanze inquinanti sono raramente soggetti a sanzioni efficaci o dissuasive e l’azione penale è rara. Analogamente, pochi Stati membri segnalano violazioni relative al recupero di attrezzatura da pesca abbandonata, persa o dismessa.

Nel complesso, la Corte conclude che né la Commissione né gli Stati membri monitorano appieno i fondi UE utilizzati per contrastare l’inquinamento delle acque marine. Non dispongono di una visione d’insieme dei risultati effettivamente ottenuti, né delle modalità con cui questi ultimi potrebbero essere replicati su scala più ampia. Al contempo, dall’audit è emerso che l’UE ha difficoltà a monitorare l’inquinamento provocato dalle navi. L’effettivo ammontare di sversamenti di idrocarburi, di sostanze contaminanti e di rifiuti marini provenienti dalle navi resta sconosciuto, così come non si conosce l’identità di chi inquina.

Fonte: servizio stampa Corte dei conti europea