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#coltiviamoilrispetto, il progetto Donne Coldiretti che unisce impresa, solidarietà e cultura per la parità di genere, dà i suoi frutti grazie ai “prodotti gentili”. A breve, la creazione di una rete di fattorie della tenerezza per contrastare la violenza di genere

È passato poco più di un anno dalla firma del Protocollo di intesa tra Donne Coldiretti e l’On. Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere. Da questa collaborazione è nato #COLTIVIAMOILRISPETTO, un progetto partito dal Veneto come risposta concreta alla tragica scomparsa di Giulia Cecchettin, che ha profondamente scosso le coscienze di tutto il Paese.

Prodotti gentili e fattorie della tenerezza

L’iniziativa promuove i “prodotti gentili” nei mercati di Campagna Amica e mira a creare una rete nazionale di fattorie della tenerezza impegnate nell’integrazione lavorativa e nel sostegno delle vittime di violenza. Un progetto che non si ferma solo all’assistenza, ma investe anche nel cambiamento culturale attraverso l’istituzione di premi di tesi destinati a giovani studentesse e studenti universitari per la ricerca di nuovi linguaggi educativi e comunicativi con cui diffondere principi di rispetto e uguaglianza.

Risultati tangibili

I numeri raccontano un successo: sono 12.150 gli euro raccolti in tutta la regione nello scorso anno grazie alla vendita dei prodotti gentili nei sette mercati a km 0, animati ogni quarto sabato del mese dalla presenza di volontarie e imprenditrici agricole che hanno organizzato eventi dando vita a relazioni pubbliche, raccogliendo anche testimonianze riservate di persone in difficoltà. Consumatori e agricoltori si sono uniti per sostenere azioni concrete contro la violenza di genere, dimostrando come il mondo rurale possa essere motore di solidarietà e cambiamento. Il progetto ha già portato risultati tangibili: le donne di Coldiretti Padova consegneranno ad aprile la prima borsa di studio universitaria. In una sorta di filo rosso che collega le sette province, durante la conferenza stampa di presentazione organizzata nella Sala Berengo dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Tiziana Lippiello, rettrice del primo ateneo italiano a ottenere la certificazione per la parità di genere Uni/PdR 125:2022, il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan, l’On. Martina Semenzato, la docente Sara De Vido, delegata della Rettrice ai giorni della Memoria, del Ricordo e alla Parità di Genere ed Ermelinda Damiano, presidente del Consiglio comunale di Venezia, hanno sottoscritto l’istituzione di tre premi di tesi da 2 mila euro ciascuno a favore di studentesse/studenti iscritte/iscritti a Ca’ Foscari che redigano una tesi di laurea magistrale sul tema della prevenzione della violenza di genere, con particolare riferimento ai seguenti ambiti: Linguistica – Linguaggio di genere; Diritti umani – Contrasto alla violenza di genere nei confronti delle donne; Finanza – Educazione Economica e Finanziaria finalizzata alla creazione dell’indipendenza economica della donna. La rettrice Tiziana Lippiello ha così commentato: “Desidero ringraziare vivamente Coldiretti per aver voluto sostenere lo studio e la ricerca di giovani studiose e studiosi sul tema della violenza di genere. Un obiettivo che è un impegno concreto di Ca’ Foscari, da anni in prima linea con iniziative didattiche, scientifiche e culturali e servizi specifici volti a promuovere equità, inclusione, dialogo e contribuire a contrastare la violenza sulle donne. L’istituzione di questi premi di tesi è un’ulteriore importante azione educativa e di sensibilizzazione su questi temi”. La restante parte dei fondi raccolti nel 2024 è stata così ripartita: 2.000 euro al Centro antiviolenza del Comune di Venezia, realtà storica con oltre 30 anni di attività; 2.000 euro allastruttura di riabilitazione “Le Farfalle” di Portogruaro (VE), specializzata nel recupero psico-fisico per soggetti con disturbi alimentari; 2.000 euro alla Cooperativa sociale “Iside” di Mestre (VE), impegnata nell’accoglienza e supporto delle donne vittime di violenza.

Puntare sull’imprenditoria femminile

“L’impegno di Coldiretti va nella direzione di riconoscere all’agricoltura il suo ruolo sociale, capace di produrre non solo cibo, ma anche valori – ha detto Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto – sono pienamente convinto che uno degli obiettivi fondamentali per il nostro settore sia puntare con decisione sull’imprenditoria femminile, valorizzando il ruolo centrale che le donne svolgono in agricoltura e nel saper portare punti di vista coraggiosi e innovativi. La loro capacità di portare nuove idee, di promuovere modelli di sviluppo sostenibili e di rispondere ai bisogni sociali rende l’agricoltura non solo un motore economico, ma anche un esempio di welfare territoriale. Credo quindi sia essenziale che Coldiretti Donne si affermi sempre di più come interlocutore autorevole su temi socio-economici, creando un collegamento concreto tra il nostro settore e la società nel suo complesso, coinvolgendo cittadini e consumatori nei percorsi proposti da Coldiretti; potremo cosi costruire un futuro migliore per l’intera società”.

Una donna che sa gestire il proprio denaro è una donna più forte

“E’ una giornata importante perché dedicata a un progetto speciale, realizzato da donne del fare e che fanno impresa e creano lavoro. Parliamo di progetti concreti e che rientrano in quegli “impegni” del Protocollo d’intesa che ho avuto l’onore di firmare da Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere insieme a Donne Coldiretti e Campagna Amica, vale a dire la creazione di una rete di fattorie della tenerezza che dal Nord al Sud del Paese aprono le porte alle donne vittime di violenza per accoglierle, ma anche per offrire opportunità di lavoro e quindi di riscatto sociale. Perché il 62% delle donne vittime di violenza non hanno un’indipendenza economica risultano non avere né lavoro, né un conto corrente. Tuttavia, ancora oggi, molte donne non hanno accesso a queste conoscenze, specialmente nelle fasce sociali più vulnerabili. Per questo motivo dobbiamo promuovere percorsi di educazione finanziaria nelle scuole e nei luoghi di lavoro, ma anche attraverso iniziative rivolte alle donne adulte. La formazione finanziaria non è solo uno strumento tecnico, ma un atto di emancipazione. La capacità di gestire le proprie risorse economiche è una competenza imprescindibile per costruire una vita autonoma. Una donna che sa gestire il proprio denaro è una donna più forte, più libera e più sicura di sé. Ricordiamolo! La rete è fondamentale: tutte insieme per ridare speranza”, “, ha affermato l’On. Martina Semenzato.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

21-23 marzo 2025, ad Alvito (Frosinone), il corso di formazione “Il giornalista e la consapevolezza ambientale” organizzato da Greenaccord, iscrizioni in piattaforma

È cresciuta negli ultimi anni la consapevolezza ambientale del giornalista? O sono ancora i cataclismi a dominare l’informazione? Si scoprirà questo e molto altro al XIX Forum dell’informazione cattolica per la Custodia del Creato, organizzato dall’associazione culturale Greenaccord. L’evento, previsto dal 21 al 23 marzo 2025 al teatro comunale di Alvito (Frosinone), in piazza Marconi 3, avrà come focus la montagna, i parchi e la Carta di Pescasseroli (L’Aquila, Abruzzo), la Carta deontologica che contiene norme e principi per una corretta comunicazione dei temi ambientali. Approvata nel 2023 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, su proposta degli Ordini regionali di Abruzzo, Lazio e Molise, è ancora poco conosciuta. Il corso prevede 14 crediti, di cui due deontologici per i giornalisti, iscrizioni in piattaforma.

«Abbiamo voluto dedicare questo forum alle montagne perché sono un indicatore della salute generale del pianeta – spiega il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio –. Spopolamento dei territori montani significa anche mancanza di manutenzione, la qual cosa si ripercuote anche su chi sta a valle. Ma per continuare a vivere nelle terre alte, servono servizi pubblici, una sanità garantita, connessioni efficienti. Abbiamo poi scelto di inserire un panel dedicato alla Carta di Pescasseroli, perché riteniamo che l’Ordine dei giornalisti abbia dimostrato grande sensibilità nel redigere una carta deontologica per una corretta comunicazione ambientale. Il giornalismo ha, infatti, un ruolo centrale nell’informare, creare una coscienza collettiva e guidare il cambiamento verso un futuro sostenibile». Per informazioni e iscrizioni: segreteria.greenaccord@gmail.com

Fonte: servizio stampa Greenaccord

21 marzo 2025, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) incontro Argav dedicato al cammino “La via degli dei”. Al termine, terzo tempo enogastronomico con gli specialisti di mozzarelle in carrozza e Vespaiolo

Camminare immersi nella natura fa bene alla salute e rafforza lo spirito. Per questi e mille altri motivi, i cammini – siano essi a carattere spirituale, naturalistico o sportivo -, sono aumentati in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, non solo in Italia.

Uno dei cammini più frequentati è “La via degli dei”, antico sentiero che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano collegando Bologna a Firenze. A parlarne, con video e immagini, venerdì 21 marzo dalle 18.30 alle 20.30 al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) sarà il vice presidente Argav Renzo Michieletto insieme a due suoi amici di Mestre (Venezia), che la scorsa estate hanno sperimentato questo percorso. A introdurre la serata sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Al termine dell’incontro, si terrà il consueto “terzo tempo” organizzato per la serata dal consigliere Argav Gian Omar Bison. Saranno quindi ospiti Laura Torchiaro e Marco di Nicola, rispettivamente titolare e direttore commerciale di Cocai Food, specialisti della mozzarella in carrozza (http://www.cocai.food), Thomas Conzato, vignaiolo esploratore di Breganze e (Vicenza) e Bernardo Pasquali, giornalista ed esperto gastronomo. Partecipazione su prenotazione fino a esaurimento posti whatsapp 333-3938555, email arzerello@wigwam.it

L’inquinamento atmosferico e acustico continuano a nuocere alla salute dei cittadini europei

Tre quarti dei cittadini europei vivono in aree urbane e sono quindi particolarmente esposti all’inquinamento atmosferico e acustico. L’inquinamento atmosferico uccide almeno 250.000 persone all’anno in Europa, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente. Inoltre, l’esposizione prolungata a un rumore eccessivo può avere effetti negativi sulla salute, come disturbi del sonno, ansia, disturbi cognitivi e problemi di salute mentale, che ogni anno sono all’origine di 48.000 nuovi casi di patologie cardiache e di 12.000 decessi prematuri in Europa. A questo proposito, l’Unione Europea ha introdotto norme per proteggere i suoi 450 milioni di cittadini dall’inquinamento atmosferico e acustico, destinando 46,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 e 185,5miliardi di euro per il periodo 2021-2027 al conseguimento degli obiettivi in materia di aria pulita.

Il rumore è l’altra faccia dell’inquinamento urbano, ed è spesso trascurato

“Sono stati compiuti progressi nella lotta contro l’inquinamento urbano, ma sarebbe un errore dormire sugli allori”ha dichiarato Klaus-Heiner Lehne, esponsabile dell’audit per la Corte dei conti europea.  L’Ue e i suoi Stati membri devono capire che gli obiettivi ambiziosi potranno essere raggiunti soltanto a prezzo di notevoli ulteriori sforzi”.Gli auditor, infatti, prendono atto del complessivo miglioramento della qualità dell’aria nell’Ue, ma avvertono che l’inquinamento atmosferico, in particolare la concentrazione di biossido d’azoto (NO2) causata da auto e mezzi pesanti, resta un problema grave. Nel 2022, 10Stati membri registravano ancora livelli di NO2 superiori all’attuale limite dell’UE. Dato che ben presto le norme sulla qualità dell’aria dell’Ue verranno inasprite, le città europee dovranno impegnarsi ulteriormente per attuarle ed avvicinarsi così ai livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

La Corte conclude che è praticamente impossibile valutare i progressi conseguiti nel ridurre questo tipo di inquinamento nell’UE. Il monitoraggio delle emissioni acustiche è lacunoso e tardivo nella maggior parte degli Stati membri, per cui non si riesce a definire una tendenza. I dati indicano che è improbabile che venga raggiunto l’obiettivo per l’“inquinamento acustico zero” entro il 2030 di ridurre del 30 % il numero di persone che sviluppano patologie a causa del rumore generato dai trasporti. Le stime mostrano che potrebbe scendere, nella migliore delle ipotesi, del 19 % e, nello scenario peggiore, potrebbe addirittura aumentare del 3 % entro il 2030.

Le città hanno difficoltà a ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico per tutta una serie di motivi, che vanno dallo scarso coordinamento tra le autorità a misure di dubbia efficacia, per non parlare dell’opposizione locale a tali misure. Prendiamo ad esempio le zone verdi, in cui i pedoni e i ciclisti hanno la precedenza sulle auto. La Corte ha riscontrato che tali misure comportano benefici per chi vive in quelle zone, ma peggiorano la qualità dell’aria e i livelli di rumore nelle strade limitrofe. Analogamente, le zone a basse emissioni, che contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, sono un tema sempre più controverso. A Barcellona o a Cracovia, ad esempio, la loro introduzione ha provocato una serie di azioni legali per discriminazione o ostacolo alla libertà di movimento, per cui la misura è stata ridimensionata o ritardata. La Corte ha rilevato inoltre che la procedura d’infrazione della Commissione europea è lunga e non sempre efficace nel garantire il rispetto delle norme dell’Ue sull’inquinamento atmosferico ed acustico nelle città sottoposte ad audit.

Pfas in Veneto, il grande esempio di cittadinanza attiva del gruppo “Zero Pfas del Veneto”

Dopo aver incontrato 8.500 studenti delle scuole secondarie del Veneto e 1.500 adulti nell’arco di 6 anni, Zero Pfas del Veneto, gruppo educativo di esperti e attivisti del movimento No Pfas, che gira gratuitamente nelle scuole secondarie per informare gli studenti sulla gravissima contaminazione da Pfas che ha colpito il Veneto e le sue possibili ripercussioni sulla salute e l’ambiente, si prepara il prossimo maggio a concludere l’itinerario educativo per l’anno 2024/205 “One health. un percorso di cittadinanza attiva per bandire i Pfas”.

Da chi è formato il gruppo Zero Pfas del Veneto

Coordinato da Donata Albiero, già dirigente scolastica, il gruppo è composto da 3 medici Isde e 2 del territorio (Francesco Basso, Francesco Bertola, Giovanni Fazio, Claudio Lupo, Dario Zampieri), supportati da Vincenzo Cordiano, e da altri relatori che intervengono a seconda dei temi trattati e attivisti. L’anno scolastico 2024/25 vedrà l’impegno di ISDE Italia, Medicina Democratica, Greenpeace (sez Vi), Libera (Veneto), CiLLSA, Rete GAS Vicentina, Mamme no Pfas (Veneto), Comitato Zero Pfas, Agno Chiampo (VI), Cittadini Zero Pfas (VI), Zero Pfas Padova, Acqua libera da Pfas (VI) Legambiente (Alta Padovana), Osservatorio Pfas (Italia).

Racconta Albiero: “I nostri incontri sono sempre momenti strutturati, ben pianificati, non cattedratici, stimolanti il protagonismo dei ragazzi. Esponiamo agli studenti quelli che sono, a dodici anni di distanza dalla scoperta della contaminazione, ancora le criticità, i silenzi, le responsabilità di enti e istituzioni, le disinformazioni della cittadinanza sui rischi dei contaminanti eterni. Lo sguardo è rivolto al processo penale in atto a Vicenza, al suo monitoraggio e alle azioni del movimento No pfas per rivendicare il diritto alla salute”.

Continua Albiero: “Evidenziamo ai ragazzi la nostra speranza che il procedimento giudiziario si concluda in tempo utile per accertare e sanzionare le eventuali responsabilità, evitando di cadere nel rischio di prescrizione relativo ai diversi reati contestati. Manifestiamo le nostre preoccupazioni su criticità che non hanno avuto ancora risposta (bonifica, alimenti sicuri…). Esprimiamo la nostra preoccupazione sulla situazione della contaminazione, ben lontana dall’essere risolta e sul silenzio che rischia di avvolgere un disastro ambientale di portata epocale”.

Prosegue Albiero: “Le esigenze di approfondimento di determinate tematiche, nell’ambito dell’itinerario sui Pfas, tiene conto degli indirizzi professionali delle scuole secondarie di secondo grado: settore moda, sicurezza nel lavoro, diritti e tutela ambientale nella Costituzione, naturalmente il tutto correlato alla visione filosofica di One health (salute globale). Portiamo le nostre rivendicazioni di cittadini attivi, le richieste di trasparenza che esigiamo dalle istituzioni, del tutto carenti in merito. Spieghiamo ai ragazzi come sia importante la cittadinanza attiva, per scuotere la politica. C’è un reale interesse tra la maggioranza degli studenti coinvolti nel percorso sui Pfas. Da soli non si vince, ripetiamo. I ragazzi concordano, si sentono chiamati a impegnarsi, responsabilmente, per una visione di futuro che mette al centro il diritto alla Salute e il rispetto del pianeta. Ci incoraggia il risveglio di una sensibilità collettiva che rifiuta di accettare il degrado: nuova consapevolezza, primo passo verso un cambiamento possibile e duraturo. C’è ancora una speranza che si fa largo, nonostante tutti noi siamo testimoni di una drammatica emergenza climatica mentre i Pfas, “inquinanti eterni” continuano ad avvelenare i nostri fiumi, il suolo e, inevitabilmente, anche noi. C’è ancora speranza, sì, ma essa esige, per affrontare le sfide che ci aspettano, l’impegno di tutti. Guardiamo, dunque, avanti, sapendo che uniti facciamo la differenza”.

Ulteriori informazioni
“Conoscere per capire e agire” è il motto del gruppo Zero Pfas del Veneto. Per approfondimenti sul loro lavoro potete consultare il sito https://sites.google.com/view/cillsacom/gruppo-educativo-zero-pfas-del-veneto

14-16 marzo, a Veronafiere si tiene la 12esima edizione della Fiera di Vita in Campagna-VinCa, ricca di espositori del settore e di corsi dedicati a giardino, orto, frutteti e allevamenti

Dal 14 al 16 marzo 2025, a Veronafiere si terrà la 12ª edizione di Vita in Campagna-VinCa, evento di riferimento per gli hobby farmer e per tutti gli appassionati di natura, orti e giardini. Il quartiere fieristico sarà quindi la destinazione per gli appassionati del verde.

Una storia di successo

Vita in Campagna-VinCa nasce dall’esperienza di Edizioni L’Informatore Agrario che, col mensile Vita in Campagna (http://www.vitaincampagna.it), si rivolge agli appassionati del verde da oltre 40 anni. Con la Fiera di Vita in Campagna la Casa Editrice ha vinto la sfida di portare fuori dalla rivista i suoi contenuti e di far incontrare fisicamente il suo pubblico e le aziende di punta  che operano nel mondo del verde. Di seguito una breve descrizione delle sezioni presenti.

Piante, Bulbi e Fiori

Ami il giardinaggio? Trasforma il tuo balcone in un’oasi verde con una vasta selezione di piante, bulbi e fiori. Scopri varietà uniche e ottieni consigli da esperti su come curarle al meglio, creando uno spazio che rispecchi il tuo stile e la tua passione per la natura.

Giardino / Outdoor

Scopri le ultime tendenze del giardinaggio! Dalle piante ornamentali agli accessori indispensabili, troverai tutto ciò che serve per valorizzare i tuoi spazi verdi. Partecipa a workshop e dimostrazioni pratiche per apprendere come creare giardini rigogliosi e accoglienti, perfetti per ogni stagione.

Frutticultura e Viticoltura

Se ami gli alberi da frutto, non puoi perderti il settore dedicato alla frutticoltura e viticoltura. Troverai le migliori varietà di piante da frutto, insieme a consigli su come coltivarle e curarle per ottenere raccolti abbondanti. Impara le tecniche di potatura e gestione per un frutteto rigoglioso!

Orto

Sei appassionato di coltivazione? Che tu abbia un grande giardino o un piccolo balcone, puoi creare il tuo orto ovunque! Scopri tecniche semplici e strumenti innovativi per coltivare verdure e spezie fresche. I nostri esperti saranno a disposizione per fornirti suggerimenti su come ottimizzare gli spazi e ottenere il massimo dai tuoi raccolti.

Animali da cortile

Sei amante dei piccoli animali da cortile? Scopri tutto ciò che serve per coccolarli e prenderti cura di loro al meglio! Visita il nostro stand dedicato, dove esperti del settore ti guideranno su alimentazione, salute e alloggi ideali, rendendo la tua esperienza con gli animali da cortile ancora più gratificante.

Cosmesi naturale

Bellezza e benessere si incontrano nel nostro settore di cosmesi naturale. Scopri prodotti ecologici e ingredienti biologici per prenderti cura del tuo corpo in modo sano e sostenibile. Partecipa a laboratori di bellezza e apprendi come realizzare le tue ricette di cosmesi, per un benessere completo e naturale.

Food

Deliziati con il meglio della natura nel nostro spazio dedicato al food! Troverai espositori che offrono una selezione di prodotti freschi, dal miele alle erbe aromatiche. Scopri i sapori autentici e le prelibatezze locali, partecipando a degustazioni che celebrano il legame tra cibo e natura, per il tuo benessere e il tuo palato!

Ulteriori informazioni: https://www.fieradivitaincampagna.it

29 marzo-8 giugno, al via la nuova edizione del concorso fotografico con visite alle ville della Riviera del Brenta organizzato da “Brenta sicuro”, iscrizioni entro il 15 marzo

L’associazione intercomunale “Brenta sicuro” organizza anche nel 2025 il Contest (concorso fotografico e visite alle bellezze della Riviera del Brenta) in memoria dell’architetto Antonio Draghi, vero e proprio cultore e custode della Riviera del Brenta e dell’ambiente in generale che, prima della sua prematura scomparsa, effettuò molti studi e restauri di ville venete e creò una collana di libri dedicata ai beni architettonici della Riviera.

Il Contest è itinerante fra le ville e i parchi della Riviera del Brenta toccando di volta in volta aree confinati del Miranese e della Saccisica. Ecco il programma:

29 marzo a Dolo, dopo il saluto delle locali istituzioni, accompagnati da Elisabetta Vulcano, si visita villa Concina e si passeggia lungo l’Isola Bassa cittadina per scoprire le origini e le trasformazioni di una località che pienamente rappresenta la storia e la cultura della Riviera della Brenta.

5 aprile, visita alla fattoria Saggiori a Sandon, con Laura Terrin, poi visita con Diego Mazzetto: le opere d’arte dell’antica chiesa di Fossò, esempio di Museo Diffuso.

12 aprile, accompagnati da Elisabetta Vulcano, visita a Palazzo Moro a Oriago di Mira e al ciclo di affreschi dedicato ai Capitani da Mar.

3 maggio, accompagnati da Elisabetta Vulcano, visita guidata a Villa Venier di Mira (Venezia).

10 maggio, accompagnati da Mauro Manfrin, visita di Villa Valier a Mira.

24 maggio, con Giampaolo Rallo, visita al museo lagunare Mustela di Lugo e, accompagnati dal Gruppo Archeologico Mino Meduaco, dei reperti archeologici custoditi a villa Colonda Marchesini (Municipio) di Campagna Lupia.

8 giugno, insieme a Elisabetta Vulcano, gita giornaliera in battello con Deltatour lungo la Riviera della Brenta. Previste visite a villa Foscarini Rossi a Stra ed alla Barchessa Valmarana di Mira. Pranzo leggero a bordo.

Per informazioni: eventibrentasicuro@gmail.it – whatsapp 347 2305979

Fonte: Associazione intercomunale Brenta sicuro

Provvedimenti in materia agricola Ue e proroghe decreto legge emergenze al centro dei “Pensieri obliqui” del presidente Argav, Fabrizio Stelluto

Inquinanti perenni. Prima in Europa, dal 2026, la Francia limita la produzione e la vendita dei prodotti contenenti P-fas

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico socio Argav). Secondo un rapporto parlamentare europeo sono 238 i miliardi di euro – un importo corrispondente al Prodotto interno lordo (Pil)  della Grecia – spesi in Europa per diminuire la concentrazione nelle acque dei P-fas, una famiglia composta da circa 4000 diverse molecole che i francesi giustamente definiscono “inquinanti eterne”. E Dan Lert – presidente delle Acque della municipalità di Parigi – rileva che una tale spesa non dovrebbe essere a carico dei contribuenti, ma da addebitarsi alle aziende chimiche che producono o che semplicemente impiegano i P-fas” (nella foto l’area veneta interessata dallo spargimento nelle acque di PFAS  dello stabilimento Miteni nel vicentino)

La Francia è infatti il primo paese europeo a occuparsi concretamente del problema a livello legislativo, quando in sede comunitaria si sta ancora dibattendo circa la produzione di una legge per bandire i P-fas dagli utensili da cucina. Scienzaveneto.it (la testa di cui Riccardo Paniga è direttore, ndr) lo ha appreso dall’emittente France 24 (che trasmette in tutto il mondo in francese, inglese, arabo e spagnolo), la quale ha annunciato che nel Paese del filosofo francese Montaigne è stato compiuto il primo importante passo: a partire dal primo gennaio 2026 sarà vietata in Francia la produzione, l’importazione e la vendita di tutti i prodotti (dai cosmetici alle scioline per gli sci, dalle padelle da cucina ai vestiti) che finora contengono le dannose molecole in oggetto. I P-fas donano infatti proprietà antiadesive, impermeabilizzanti, sono ritardatori del fuoco, e vengono impiegati perfino in cosmetici come il rossetto per le labbra, dal quale penetrano con grande facilità nel corpo delle donne attraverso la pelle.

La nuova legge ferancese ha intanto anche stabilito una tassa per i produttori inquinanti. Ma quali sono i rischi per la salute umana? A quelli noti da decenni, tra cui l’induzione di cancerogenesi e di disfunzioni ormonali (i P-fas coprendo i recettori dello iodio sulla tiroide, ne riducono l’assorbimento, e hanno determinato negli ultimi anni un notevole aumento nelle popolazioni del morbo di Hashimoto), un recentissimo studio epidemiologico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Helsevier (gennaio 2025) aggiunge che l’esposizione delle donne incinta ai P-fas riduce la misura e la vascolarizzazione della placenta, con la conseguenza per il nascituro di venire alla luce sottopeso, immunodepresso e meno reattivo ai vaccini.

I P-fas si trovano ormai nel corpo di tutti, nessuno escluso (lo si rileva mediante una semplice analisi dei capelli), in quanto tali inquinanti eterni sono ubiquitari nelle acque, al suolo e perfino nell’aria… non ci si può quindi illudere di proteggersi più di tanto, e, quindi, l’unica opportunità di ridurre il rischio di contrarre patologie riconducibili a tali molecole, è quella di vietarne la produzione e l’impiego.

Di seguito alcuni passaggi tradotti da un articolo pubblicato sul sito di France 24:

Una legislazione “pioniera” nell’Unione Europea
Giovedì 20 febbraio il parlamento francese ha approvato a larga maggioranza un disegno di legge ambientale che limita la fabbricazione e la vendita di prodotti contenenti PFAS, “inquinanti eterni” ampiamente presenti nella vita quotidiana, il cui impatto sulla salute preoccupa l’opinione pubblica e le autorità pubbliche.
Il testo, sostenuto dalla sinistra e dalla coalizione di governo, contrario il partito della Le Pen, è stato approvato negli stessi termini del Senato, con 231 voti favorevoli e 51 contrari, e potrà ora entrare in vigore. L’articolo principale prevede di vietare, a partire dal 1° gennaio 2026, la fabbricazione, l’importazione e la vendita di qualsiasi prodotto cosmetico, prodotto in cera (per gli sci) o prodotto tessile per abbigliamento contenente PFAS, ad eccezione di alcuni prodotti tessili industriali o di quelli “necessari per usi essenziali”.
Nel testo è inoltre menzionata una tassa basata sul principio “chi inquina paga”, che colpisce gli industriali le cui attività comportano rilasci di PFAS.
L’ambizione iniziale del testo è stata tuttavia ridotta, escludendo in particolare gli utensili da cucina dal campo di applicazione del divieto. (Paradossale? – n.d.r.)
La ministra per la Transizione ecologica, Agnès Pannier-Runacher (Renaissance), aveva espresso il suo sostegno alla proposta di legge nell’introduzione ai dibattiti, chiedendo al contempo un discorso sfumato, “sempre alla luce della scienza” e “senza cadere in una condanna generale dei PFAS”.
“Ci sono migliaia di PFAS. Alcuni sono ben noti, altri meno. Alcuni sono pericolosi, altri sono considerati a basso impatto”, ha detto.
LINK UTILI:
Petizione per una legge di divieto dei P-fas in Italia
https://act.gp/Stop-PFAS-Feb25
Mamme NO P-FAS Veneto:
https://www.mammenopfas.org/chi-siamo

Insalata in busta, bisogna lavarla?

Nel 76° video della serie IZSVe (Istituto Zooprofilattico delle Venezie) «100 secondi» alcune raccomandazioni per ridurre i rischi per la salute che derivano dal consumo di insalate in busta.

Queste sono un prodotto comodo e pratico: facilitano la spesa e velocizzano la preparazione dei pasti. Ma una volta aperte, è necessario lavarle? La risposta è: dipende da quello che c’è scritto sulla confezione. Se c’è scritto “Prodotto lavato e pronto per il consumo” allora l’insalata è già stata lavata e asciugata dal produttore, e non è quindi necessario rilavarla. Se non è presente questa dicitura allora l’insalata deve essere lavata. A seguire, ulteriori informazioni sui rischi delle insalate in busta e i comportamenti che i consumatori possono adottare per ridurli.