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Treviso. Il rilancio delle storiche Botteghe del vino il primo obiettivo del nuovo CdA della Strada del Conegliano Valdobbiadene

Isidoro Rebuli (nella foto a sinistra) è stato riconfermato alla presidenza della Strada del Conegliano Valdobbiadene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione (CdA) lo ha nominato all’unanimità a rappresentare gli oltre 230 soci della Strada del Vino più antica d’Italia che si snoda in un territorio unico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Sono entrati nel CdA diversi giovani – afferma Rebuli – che sapranno dare nuova linfa all’associazione. Desideriamo infatti imprimere una spinta propulsiva alla nostra attività, richiamandoci per converso ai valori che hanno ispirato i fondatori. Per questo, e per venire incontro alle crescenti esigenze dell’enoturista, che ricerca sempre più la storia e le tradizioni, ci siamo posti l’obiettivo di riaprire le storiche Botteghe del Vino riproponendole attraverso un nuovo format e un nuovo nome:Botteghe del Gusto, luoghi che parleranno delle nostre produzioni locali arricchendo di sfumature l’offerta enogastronomica”.

Un po’ di storia

Nel 1966, all’apertura di quella che era denominata Strada del Vino Bianco, le Botteghe del Vino erano una quindicina e si trovavano lungo l’arteria che da Valdobbiadene portava a Conegliano. Si trattava di punti di ristoro, e di riferimento, per i turisti che avevano la possibilità di degustare e di acquistare i vini locali, nelle diverse tipologie, dai più freschi e fruttati ai più complessi e strutturati. I gestori delle Botteghe, storyteller ante litteram, sapevano raccontare la storia e le tecniche di produzione collegandosi alle antiche tradizioni vitivinicole del territorio. Di quelle botteghe restano solo pochi esempi e qualche insegna.

Il piano d’azione di rilancio

Già nella prossima riunione, promette Isidoro Rebuli, il consiglio di amministrazione affronterà il tema del rilancio sviluppando un piano d’azione. Lo scopo è quello di ripristinare l’antica, e apprezzatissima, iniziativa che sapeva rivolgersi direttamente al consumatore a partire da un bicchiere di buon vino: “Una bottiglia di vino contiene la storia della nostra terra, è emblema di un territorio e testimonial di un’eredità incomparabile, frutto di antichi saperi e di tradizioni consolidate. Oltre ai ristoranti potranno fregiarsi del titolo di Bottega del Gusto anche agriturismi e cantine, ma solo aderendo a uno specifico disciplinare al quale stiamo già lavorando, che individuerà precisi requisiti di qualità ai quali sarà obbligatorio attenersi. La Strada se ne farà garante”.

Insomma, la Strada del Conegliano Valdobbiadene certificherà le Botteghe che torneranno a essere un presidio dell’eccellenza enologica locale. Il progetto prevede un piano di comunicazione per far conoscere e valorizzare le proposte che intrecciano anche la parte gastronomica, molto apprezzata, e rappresentata dalle Botteghe del Gusto, dove sono disponibili formaggi, salumi, olio, miele e quant’altro sappia si traduca in genuinità e tipicità: “In questo modo – aggiunge Isidoro Rebuli – alzeremo ulteriormente il livello qualitativo. Allo stesso tempo recupereremo un frammento importante della storia della Strada del Conegliano Valdobbiadene”.

Il presidente Rebuli sarà affiancato dalla vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg) e da 11 Consiglieri: Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Edoardo Buso (Soc. Agr. Guia), Maurizio Favrel (Az. Agr. Malibràn), Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia), Marco Gatto (Soc Agr. Campion), Marco Miotto (Comune di Valdobbiadene), Ivan Panizza (Comune di Conegliano), Stefano Pola (Az. Agr. Andreola), Luca Ricci (Comune di Pieve di Soligo), Luigi Stramare Bortolomiol (Gemin Spumanti) e Pierina Vibbani (Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori è invece composto da Giuseppe Anselmi, Fabio Curto e Laura Stefani.

Fonte testo e foto: servizio stampa Strada del Conegliano Valdobbiadene

No al Fondo Unico a scapito delle aree interne, il grido d’allarme lanciato a Roma dal Veneto della bonifica. 4 veneti eletti nell’assemblea nazionale

“C’è il rischio concreto che vengano tagliate risorse previste nella Pac, anche per l’agricoltura irrigua, e diluite in un Fondo Unico insieme a ricerca, coesione e innovazione. Da Roma, il Veneto dei consorzi di bonifica unisce la sua voce a quella di ANBI (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni) nell’appello alle istituzioni nazionali ed Europee: il Fondo Unico sarebbe un grave errore che il nostro Paese non può correre, e soprattutto non lo può correre la nostra regione, vista l’importanza che rivestono agricoltura e sicurezza idraulica.” Ad affermarlo è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, rientrato da Roma dove, l’8 e il 9 luglio scorso, si è tenuta l’assemblea nazionale ANBI. “Siamo a fianco di ANBI– continua Vantini –nell’appello rivolto alla politica a riscoprire una nuova centralità per le aree interne che, attraverso infrastrutture idrauliche in grado di trattenere acqua, possono svolgere un ruolo strategico anche a servizio di territori più ampi”.

4 veneti eletti nel Consiglio nazionale ANBI

Al Carpegna Palace di Roma, nelle cui sale si è tenuta l’assemblea, nella mattina di martedì 8 luglio, i presidenti dei consorzi di bonifica d’Italia hanno eletto i nuovi membri del consiglio nazionale. Ben rappresentato il Veneto che fornirà ad ANBI quattro consiglieri. Oltre ad Alex Vantini, che vestirà questo ruolo d’ufficio in quanto presidente di ANBI Veneto e che al contempo ricopre la carica del consorzio di bonifica Veronese, siederanno in consiglio il presidente del consorzio di bonifica Adige Euganeo Fabrizio Bertin, la presidente del consorzio Delta del Po Virginia Taschini, il presidente del consorzio di bonifica Veneto Orientale, Andrea Pegoraro. Spetterà al consiglio deliberare i programmi annuali di attività per la realizzazione delle direttive determinate dall’Assemblea dei presidenti e, quest’anno, eleggere il presidente nazionale di ANBI.

Numerose le personalità che si sono avvicendate nella due giorni di assemblea. Tra queste: il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigidia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Un quarto, il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, è intervenuto con un video messaggio dal Giappone dove si trova in missione. Presenti i rappresentanti delle attività agricole: il presidente di Coldiretti Ettore Prandini con il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il presidente di CIA Cristiano Fini.

Fonte testo e foto: servizio stampa ANBI Veneto

Concorso “Crisi climatica-La grande sfida”, scadenza 30 settembre 2025

Il concorso di comunicazione e creatività per opere edite e inedite sul tema dei cambiamenti climatici, organizzato dall’Associazione Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Europe Direct Veneto del Comune di Venezia e il patrocinio di Cmcc (Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici), Wwf Italia, Legambiente, Isde Italia Medici per l’ambiente, ha lo scopo di valorizzare le opere e i progetti che propongono un messaggio efficace sul tema della crisi climatica e sugli aspetti ambientali e sociali a essa connessi.

Modalità di partecipazione

Possono partecipare al concorso tutti gli autori e i proponenti di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto18 anni al momento della scadenza. Autori di età inferiore ai 18 anni possono aderire attraverso appositi gruppi scolastici o all’interno di collettivi formali o informali.Possono essere candidate opere e progetti inediti di comunicazione creativa attraverso tecniche e modalità espressive di ogni genere. I partecipanti possono partecipare a entrambe le seguenti sezioni e con più opere per ogni sezione: Sezione 1 Candidatura di opere e progetti inediti da parte di autori individuali o collettivi. Sezione 2 Segnalazione di opere edite e progetti realizzati/pubblici a cura di autori, editori o altri soggetti terzi.

Alcuni temi privilegiati

L’edizione 2025 del concorso richiama un’attenzione particolare, anche se non esclusiva, su alcuni aspetti tematici: la “catena” delle responsabilità e la cultura della pubblica amministrazione nelle emergenze ambientali, raccontare creativamente le alternative sostenibili alla fast fashion: il nostro armadio e il “linguaggio” dei vestiti, violenza di genere, identità di genere e azione antropica sull’ambiente; esperienze di adattamento sociale e ambientale; Nord Italia, tra primato economico e hot spot climatico del Mediterraneo (Pianura Padana, zone alpine e costiere); Venezia tra potenziale laboratorio ambientale ed esempio eclatante di gestione insostenibile; trasporto pubblico italiano tra inefficienze, costi inaccessibili ed emarginazione dei giovani. Esempi internazionali virtuosi. – Continente europeo: le temperature crescono più rapidamente che nel resto del pianeta. Dove e come vivere.

Scadenza e contatti

Scadenze per la presentazione delle opere (a concorso@cut.it max 5MB) 30 settembre 2025 – ore 24 per tutti i partecipanti. Il 4 dicembre 2025 si terrà un evento pubblico di condivisione dei risultati nell’Ateneo di Venezia, con letture pubbliche di estratti dei testi, videoproiezione ed esposizione delle opere candidate, con la presenza del climatologo Luca Mercalli e di altri esperti del settore scientifico e culturale. Info complete: www.cut.it o pagina ufficiale di Ca’ Foscari. Per informazioni: Comune di Venezia, Europe Direct Venezia Veneto, Ca’ Farsetti, San Marco 4136 – 30124 Venezia numero verde 800 496200 http://www.comune.venezia.it/europedirect
infoeuropa@comune.venezia.ithttps://www.comune.venezia.it/sites/comune.venezia.it/files/immagini/EuropeDirect/cc13-bandoitaliano.pdf

Fonte: Europe Direct Veneto Venezia

Anche in Francia, con la legge Duplomb, vincono le lobby dei pesticidi

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico socio Argav) Tra i Paesi dell’Unione Europea, la Francia era l’unico a non ammettere l’impiego dell’Acetamiprid (sostanza chimica sintetica utilizzata per uccidere o controllare una vasta gamma di insetti dannosi per le colture). Questo fino a ieri, perché di recente il Parlamento francese ha ceduto alle pressioni delle lobby dei pesticidi, e ha approvato la legge proposta dal senatore Duplomb, che ne autorizza l’uso. Crolla così l’ultimo esempio di virtuosa autodeterminazione di un Paese europeo che, responsabilmente, non si allineava all’utilizzo di prodotti altamente pericolosi per la salute umana.

Vale infatti la pena sottolineare quanto sia diverso il caso in cui un singolo Paese dell’UE non ottemperi al dovere di armonizzarsi a leggi europee che tutelano la salute e l’ambiente, rispetto al caso in cui un Paese appartenente all’Unione eserciti legittimamente, e ben più che responsabilmente, il proprio diritto a vietare l’utilizzo di una molecola pericolosa (quale è l’Acetamiprid, che provoca leucemia soprattutto nei bambini), nonostante che il Parlamento Europeo ne abbia autorizzato con irresponsabile lassismo l’impiego, scegliendo di non allinearsi a considerazioni non condivise.

Per fare un esempio in proposito, che può efficacemente spiegare quanta distanza ci sia tra i termini “armonizzazione” e “allineamento volontario”, basti pensare alla Direttiva 2009/128/CE che sancisce l’obbligo di adottare il sistema di produzione agricola basato sulla difesa integrata, mediante il quale si riduce il più possibile l’impiego dei pesticidi in agricoltura. Tale direttiva, avendo forza di legge, richiede infatti obbligatoriamente agli Stati membri il recepimento e l’armonizzazione delle loro disposizioni normative. Ovviamente, ogni singolo Paese deve poi mettere in atto anche un efficiente sistema di consulenza tecnica indipendente e di controllo presso gli agricoltori. Cosa che, almeno in Italia, è ben lontana dal verificarsi, come ha avuto spesso occasione di lamentare Lorenzo Furlan, entomologo e direttore della Direzione innovazione e sperimentazione di Veneto Agricoltura, premio Argav 2024, che nell’ultimo suo intervento in occasione dell’assemblea Argav a Codevigo (Padova), il 5 luglio scorso, ha spiegato come la patata non trattata, e quindi “con il buco”, sia molto più buona e salutare (vedi foto in alto).

Insomma, da una parte la normativa europea viene aggirata quando l’UE disciplina a favore di un’agricoltura sostenibile e in funzione della salvaguardia della salute umana, ma dall’altra sembra proprio che i singoli Governi non perdano occasione per rinunciare a mantenere livelli di prevenzione responsabili ove erano prima previsti.

Infatti, fare confusione sui concetti espressi dalle parole è facile, soprattutto se si usano le armi della politica irresponsabile, ovvero i sofismi, cioè quegli strumenti della retorica inventati appunto dagli antichi sofisti, i quali si vantavano di poter sostenere in modo altrettanto convincente una tesi e il suo contrario.

Vedasi oggi appunto le argomentazioni politiche che hanno giustificato l’approvazione della legge Duplomb, le quali sono basate sul fatto che la Francia stesse subendo una “concorrenza sleale” in agricoltura, poiché gli altri Paesi europei disponevano di maggiori armi per combattere i parassiti. Monsieur Duplomb ha così spostato l’attenzione dai rischi sanitari, centrandola su vantaggi di tipo socioeconomico.

Peccato che gli agricoltori intervistati in proposito abbiano tutti confermato che non è certo con la reintroduzione del pericoloso pesticida che si possano attenuare nemmeno di un filo i loro problemi: per risolverli – hanno tutti sottolineato – occorrono profondi interventi strutturali, per i quali stanno notoriamente da tempo tentando di far sentire la loro voce, e per cui continueranno a combattere. Anzi, a tale proposito si può anche rilevare che la loro preoccupazione in fatto di concorrenza sleale è stata sollevata, orgogliosamente vantando la qualità dei propri prodotti, nel momento in cui si prospettava un accordo col Mercosur (Mercato comune dell’America meridionale), che avrebbe comportato l’introduzione in Europa di prodotti Ogm.

Se a livello europeo esistesse veramente il rispetto del principio di precauzione, le argomentazioni si baserebbero solamente su rilevanze scientifiche. Più di mezzo secolo fa, quando sono arrivati i pesticidi di sintesi, di principio di precauzione non se ne parlava: la preoccupazione è emersa contemporaneamente agli studi sugli Ogm. Quindi per un principio culturale, e, si potrebbe dire, di fede religiosa (che emerge puntualmente quando si tratti di argomenti di genetica), e non per rilevanze oggettive e certe di carattere scientifico, che non c’erano allora, e che non ci sono, per quanto riguarda gli Ogm nemmeno oggi.

E tutto ciò senza disporre in quel periodo altrettanti provvedimenti di precauzione da estendere a fitofarmaci (la cui pericolosità era già invece ben nota), come se una molecola di sintesi che esce dai laboratori di una farmaceutica fosse immune dall’essere potenzialmente dannosa, solo perché non contiene parti di Dna o Rna.

La Duplomb è comunque passata, confermando lo sbeffeggiamento di tutti gli studi scientifici che hanno dimostrato la cancerogenesi dei neonicotinoidi. Le opposizioni, però, hanno già fatto ricorso, dichiarando che la Duplomb è un “detonatore che andrà ad amplificare l’epidemia di cancro, che già oggi sta fustigando la Francia, e che l’approvazione di tale legge rappresenta una regressione mortifera rispetto alle norme di tutela ambientale” (Cyrielle Chatelain, deputata ecologista al parlamento francese). La collega Amélie Mugey, direttrice di “Reporterre”, sottolinea inoltre che sarà proprio l’agricoltura a soffrire della reintroduzione dei neonicotinoidi, che, notoriamente provocano la moria di api e di altri insetti impollinatori.

Insomma l’UE, che in un primo momento, in base alle evidenze di diversi studi scientifici ne aveva sospeso l’impiego, a partire dal 2009 ne ha riammessi diversi. E anche il famigerato glifosate è stato reintrodotto fino al 2033.

Bisognerà ora vedere come andrà a finire…

Credit foto: Lorenzo Furlan, “La patata con il buco è più buona”, Codevigo (Padova), 5 luglio 2025

Selva di Grigno (Trento). La riserva naturale Fontanazzo si rivela uno scrigno di biodiversità in fatto di insetti impollinatori

(di Giancarlo Orsingher, vice presidente Argav) 4-24-75: non è la terna vincente di un’estrazione del lotto, bensì i numeri che, in un certo senso, sintetizzano il progetto di monitoraggio degli insetti impollinatori realizzato, con sviluppi futuri, all’interno della Riserva naturale provinciale “Fontanazzo” di Selva di Grigno.

Negli anni scorsi, l’associazione Selva Green, con la collaborazione di Fondazione E. Mach,  WBA-World Biodiversity Association e Rete di Riserve del fiume Brenta, ha avviato un “progetto di comunità” rivolto ai residenti della frazione in un’iniziativa di notevole interesse ambientale volta a preservare e a migliorare la biodiversità. L’associazione ha iniziato con il prendere in affitto alcuni appezzamenti all’interno della Riserva, coltivati fino ad allora a mais e a soia per l’alimentazione animale, convertendoli a “prato biodiverso” dopo che una ditta sementiera aveva individuato il miscuglio di sementi locali più adatto alla zona. E, come ci racconta il presidente di Selva Green Stefano Marighetti, la semina è stato il primo momento comunitario, perché si è svolta in occasione di feste e altre iniziative, appunto, “di comunità”.

E’ cresciuto così un bel prato, composto da diverse specie di piante sul quale nel 2021, cioè quattro anni fa – ed ecco il primo numero della “terna vincente” – è iniziato il monitoraggio degli insetti impollinatori. Non tutti però, perché gli impollinatori sono tantissimi: fra questi troviamo infatti ditteri (le varie specie di mosche), lepidotteri come farfalle e falene, odonati come le libellule, le vespe, alcuni coleotteri, uccelli, alcuni rettili come le lucertole, i pipistrelli e poi, naturalmente, le api. Il monitoraggio a Fontanazzo si è occupato proprio delle api o meglio di tutti gli apoidei che non appartengono al genere “Apis”, del quale fa parte l’ape domestica, quella cioè allevata dall’uomo per produrre miele. Perché è da ricordare che sulla Terra esistono addirittura circa 20.000 specie di insetti apoidei, più o meno 2.000 in Europa e 1.017 di queste nella sola Italia.

La tecnica di ricerca applicata al Fontanazzo – come ci spiega Paolo Fontana, l’entomologo della Fondazione E. Mach che ha coordinato il progetto – ha utilizzato le cosiddette “Pantrap”, tre vaschette di tre colori diversi (bianco, giallo e azzurro) per attirare i diversi insetti con all’interno acqua e una piccola goccia di tensioattivo; lasciate esposte per 48 ore a un’altezza di 40 centimetri da terra vengono poi ritirate filtrandone il contenuto e inserendo nelle provette i singoli insetti raccolti. Il campionamento, che prevede cinque gruppi di Pantrap, è stato ripetuto dai volontari di Selva Green una volta al mese da marzo ad agosto dal 2021 al 2024. Quindi sei mesi per quattro anni ed ecco il secondo “numero estratto”: 24, vale a dire i campionamenti nel corso dei quattro anni.

Il passaggio successivo del lavoro è stato quello che ha portato al terzo numero: ogni singolo insetto raccolto è stato infatti analizzato e, grazie alla grande competenza di Livia Zanotelli, entomologa della Fondazione E. Mach, è stato classificato assegnandogli nome e cognome, cioè genere e specie.

E i risultati sono stati molto interessanti perché in soli quattro anni di monitoraggio, lavorando su una striscia molto limitata di prato e con una raccolta di insetti per nulla invasiva, sono state censite ben 75 specie diverse di apoidei, più del 7% di tutte le specie conosciute in Italia!

Questo dato conferma l’importanza dell’area Natura2000 del “Fontanazzo” e in realtà di tutte le altre riserve all’interno della Rete del Brenta, che costituiscono dei veri e propri scrigni di biodiversità, per gli insetti, ma naturalmente anche per il resto della fauna, oltre che per la varietà floristica. Il discorso vale ovviamente per tutte le altre aree naturali presenti nel resto del Trentino e in tutto il mondo: porzioni di territorio, magari anche piccolissime, che consentono la vita a un numero incredibile di esseri viventi portando un grande beneficio, anche alla vita dell’uomo. Se venissero a mancare gli insetti impollinatori, ad esempio, una grande varietà di frutta e verdura non esisterebbe perché non più impollinata e non avremmo così a disposizione il 35% della produzione globale di alimenti, come ad esempio mele, pere, pesche, ciliegie, prugne, kiwi, meloni, pomodori, zucche, zucchine.

Grazie alla semina del “prato biodiverso” il monitoraggio ha anche evidenziato l’importanza ambientale della corretta gestione dei prati da parte dell’uomo. Al Fontanazzo sono state in realtà organizzate diverse altre attività legate alla biodiversità e alla ricerca sugli apoidei, come la produzione di miele nelle arnie posizionate in zona dalla Fondazione E. Mach e la cui analisi del polline trasportato dalle api ha consentito di conoscerne la composizione precisa, con le “preferenze alimentari” degli insetti.

Numerose sono state poi le iniziative di comunicazione, informazione e didattica come il posizionamento di “hotel per insetti”, svariate visite guidate con scolaresche e gruppi di cittadini e incontri di approfondimento come quello di fine maggio scorso quando sono stati illustrati i risultati che qui abbiamo riassunto o quello di giugno incentrato sulla sostenibilità in Valsugana.

Vipiteno (Bolzano). Dal mercato contadino alla Sagra dei canederli, da luglio a settembre 2025 tanti gli appuntamenti che valorizzano le tradizioni agropastorali del territorio altoatesino

Con le variopinte e maestose facciate, i caratteristici bovindi e l’atmosfera di quello che è riconosciuto essere uno dei “Borghi più belli d’Italia”, il centro medievale di Vipiteno (Bolzano) ospita nel corso della bella stagione tanti appuntamenti che danno valore alle tradizioni locali.

Ogni venerdì mattina, il Mercato contadino

Le bancarelle dei produttori locali offrono i prodotti coltivati con passione nei dintorni di Vipiteno, dagli ortaggi alle erbe fino a prodotti di trasformazione come i formaggi, il miele, lo speck dei masi e gli imperdibili kaminwurz, salamini il cui sapore è reso inconfondibile dall’affumicatura.

Fino al 25 luglio, ci sono le Giornate dello yogurt

Lo yogurt a Vipiteno è un’istituzione e a luglio la Latteria Vipiteno organizza le Giornate dello yogurt, un classico dell’estate che è stato reinventato.  Si tratta di una serie di manifestazioni rivolte a residenti e ospiti che invitano alla scoperta dello yogurt locale. La mascotte Matilda inviterà i partecipanti a degustazioni e alla scoperta di tutti i segreti della produzione con una visita in azienda. Da non perdere la visita settimanale alla fattoria biologica Gogererhof nella Valle di Giovo dove le famiglie potranno scoprire il lavoro quotidiano in una fattoria biologica e conoscere da vicino come l’agricoltura sostenibile arricchisce il territorio. Nel programma ci sono anche un pic-nic in quota al Monte Cavallo, un’escursione alla Bergeralm nella Valle di Giovo con diverse tappe tematiche alla scoperta del mondo dello yogurt dove si raccoglieranno i timbri per il “passaporto dello yogurt”.

Dal 27 luglio, escursioni all’alba sul Monte Cavallo

A partire da domenica 27 luglio 2025 fino a mercoledì 3 settembre 2025, ogni mercoledì si terranno suggestive escursioni all’alba. I partecipanti saliranno in cabinovia di prima mattina fino a quota 1.860 metri, per poi proseguire con una guida esperta gli ultimi 350 metri di dislivello fino al“Köpfl”. la vetta del Monte Cavallo. A 2012 metri di quota, accanto alla campana dei desideri, sarà servita una ricca colazione mentre i primi raggi del sole fanno capolino da dietro le vette. Quattro appuntamenti saranno accompagnati anche da concerti live: domenica 27 luglio: Banda musicale di Vipiteno; mercoledì 6 agosto: “Elviras Kiss”; domenica 10 agosto: “Timbreroots”; mercoledì 27 agosto: “Jimi Henndreck”. Per info e prenotazione (obbligatoria): https://www.montecavallo.com/it/info-service-montecavallo/calendario-eventi/322-concerti-all-alba-sul-monte-cavallo.html.

Festa delle lanterne: tutti i mercoledì di luglio e agosto

E’ un must dell’estate vipitenese. Il bagliore delle lanterne illumina il centro di Vipiteno nelle serate estive. Nei mercoledì sera di luglio e agosto bande musicali si esibiscono nei vicoli della città medievale in un’ovattata atmosfera resa ancora più suggestiva dalle esibizioni dei gruppi di danze popolari. Non mancano spunti enogastronomici e prodotti che vengono proposti dagli artigiani locali.

14 settembre, Sagra dei canederli

L’estate si chiude con la celebrazione del più tipico dei piatti sudtirolesi. La Sagra dei canederli si terrà domenica 14 settembre: una grande tavolata di 400 metri allestita nel centro storico dove i tradizionali gnocchi di pane vengono serviti con ogni variazione immaginabile. Da quelli più tradizionali allo speck, a quelli più raffinati al fegato o quelli “stagionali” ai funghi fino a quelli che vengono serviti come dolce. Fanno da corollario a questa iniziativa, organizzata dalla Società cooperativa Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens e dai ristoratori partecipanti, esibizioni musicali in varie location tra Città Vecchia, Città Nuova e Piazza Città. Anche sul Monte Cavallo si festeggia la Sagra dei Canederli con degustazioni organizzati nei rifugi in quota.

Fonte: servizio stampa Società cooperativa Vipiteno-Val di Vizze-Campo di Trens

Dalle Bonifiche Venete all’Europa: il Consorzio Adige Euganeo in prima linea contro la salinizzazione dei suoli con il Progetto VENUS

Nelle aree più depresse della gronda lagunare di Venezia, dove il terreno giace sotto il livello del mare anche di 3-4 metri e la minaccia della salinizzazione si acuisce anno dopo anno a causa della risalita del cuneo salino, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo è pioniere di un’iniziativa fondamentale per il futuro dell’agricoltura e dell’ambiente. Parte integrante del progetto internazionale VENUS, un’operazione finanziata dal programma PRIMA di Horizon 2020, il Consorzio sta conducendo una sperimentazione cruciale per comprendere e contrastare gli effetti devastanti del cambiamento climatico e della crescente salinità dei suoli.

La sfida globale e la risposta locale

La regione mediterranea, infatti, è un epicentro di pressioni ambientali. Il riscaldamento globale, l’aumento demografico, l’agricoltura intensiva e la desertificazione stanno erodendo la disponibilità di acqua dolce e la produttività dei terreni agricoli. Di fronte a queste sfide, il progetto VENUS, del valore di oltre 4 milioni di euro, nasce con l’ambizioso obiettivo di dimostrare il potenziale ambientale ed economico di specie vegetali neglette e sottoutilizzate (NUS). Si tratta di piante resilienti che, richiedendo poca acqua e adattandosi a suoli aridi e salini, possono trasformare terreni marginali in aree produttive, migliorando la qualità del suolo e prevenendo conflitti per le risorse idriche.

Il cuore della sperimentazione nel Veneziano

Nel comprensorio del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, l’applicazione pratica di questa visione è già una realtà. Due aree sperimentali, di 4.000 metri quadrati nei pressi dell’impianto Gesia a Cavarzere e di 8.000 metri quadrati presso l’impianto Zennare (vedi foto in alto) a Chioggia, sono diventate il fulcro di uno studio pionieristico. Qui, alla fine di maggio di quest’anno, dopo approfondite diagnosi sulla salute e la struttura del terreno – parametri confrontabili con quelli delle altre aree coinvolte a livello internazionale – sono state trapiantate alcune delle varietà testate già lo scorso anno, con un preciso sesto d’impianto. Si tratta di specie come la Salicornia, l’Atriplex, la Beta Marittima, la Salsola oppositifolia e la Suaeda Maritima. In alcuni casi, queste piante sono state abbinate a coltivazioni di pomodoro, permettendo un confronto diretto sul successo colturale in terreni limosi e salsi, tipici della gronda lagunare. Un primo trapianto era già stato effettuato lo scorso novembre, e i risultati finora sono incoraggianti: tutte le specie stanno trovando un ambiente favorevole, dimostrando la loro intrinseca resilienza.

Verso il “nuovo mais”

“Ci sono grosse aspettative – spiega Lorenzo Frison, ingegnere del Consorzio di bonifica Adige Euganeo e responsabile del progetto – non solo in termini di risultati colturali, ma soprattutto nella direzione di capire quanto queste piante possano aiutare concretamente nella desalinizzazione dei suoli”. Tra qualche mese, le prime analisi, che saranno condotte da un laboratorio greco, determineranno il valore e la quantità di principi attivi contenuti nelle coltivazioni. È un aspetto cruciale, poiché si tratta principalmente di piante con un elevato potenziale per l’industria farmaceutica. Il progetto VENUS, che coinvolge 12 partner da 8 paesi mediterranei (Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Giordania, Marocco, Algeria, Tunisia), non si limita alla sperimentazione agronomica. Il suo orizzonte è molto più ampio: mira infatti a costruire una filiera completa e un mercato che possa rendere remunerativa la produzione di queste colture. Frison non nasconde l’ambizione: “Per quanto ci riguarda, da queste piante potrebbe nascere il successore del mais. Il nostro intento è proprio quello di offrire una nuova possibilità di coltura a quelle aree che, purtroppo, lottano ogni giorno con la salinizzazione dei suoli”.

Un dialogo costante per soluzioni innovative

Naturalmente, la ricerca richiede prudenza. “Ci sono ancora tante cose da valutare – avverte Frison – per esempio, dobbiamo accertarci che alcune varietà non si rivelino infestanti”. Per questo, il progetto prevede un confronto costante e capillare con i partner internazionali e il coinvolgimento diretto degli operatori agricoli dei territori interessati. La collaborazione con gli altri paesi, infatti, è fondamentale per integrare conoscenze tradizionali e tecniche moderne, sviluppando soluzioni adattabili alle specifiche condizioni del Mediterraneo. Il prossimo appuntamento internazionale del Consorzio sarà il 10-11 settembre, quando si terrà un incontro sull’Isola di Chios, in Grecia, per valutare i progressi. Intanto, per gli agricoltori e la cittadinanza del territorio, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo sta organizzando un open day presumibilmente nel mese di novembre. Sarà l’occasione per toccare con mano l’innovazione che, partendo dalle bonifiche venete, si proietta a livello internazionale per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo. Il progetto VENUS si afferma così come un passo decisivo verso un futuro agricolo più resiliente e sostenibile, un futuro in cui il Consorzio di bonifica Adige Euganeo gioca un ruolo da protagonista.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio di bonifica Adige Euganeo

21 luglio, al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova) la prima edizione della “Festa del giornalismo che non si arrende”

Patrocinata da Ordine Giornalisti e Sindacato Giornalisti Veneto si tiene lunedì 21 luglio prossimo, sull’ aia del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco, la prima edizione della “Festa del Giornalismo che non si arrende”, promossa da Argav. L’iniziativa, che si ripeterà annualmente, vuole essere un momento di incontro fra i gruppi dirigenti delle varie articolazioni organizzative di una categoria che crede nella funzione democratica del proprio lavoro e per questo è impegnata a valorizzarne la professionalità.

La serata, che avrà inizio alle ore 20.00, sarà imperniata sulla figura di Angelo Beolco, detto Ruzante che, attraverso l’arte scenica, fu difensore del mondo dei contadini pavani (padovani). Ne parlerà Francesco Jori, giornalista e scrittore, mentre Ferruccio Ruzzante, giornalista ed editore, focalizzerà l’attenzione sull’opera del critico ruzantiano, Guido Boldrin; toccherà poi a Remigio Ruzzante, giornalista e attore, interpretare alcuni passi del celebre commediografo. Ospiti della serata saranno anche Paolo Perini, cantautore, scrittore e guida ambientale, nonché Luca Perrino, giornalista e presidente dell’associazione “Leali delle notizie”, che organizza il Festival del Giornalismo a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia.

La serata si svolgerà in un rilassante ambiente rurale e sarà accompagnata dal convivio della tradizione, che caratterizza le attività di Argav

A tessere le fila dell’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav, mentre Efrem Tassinato, giornalista chef presidente Wigwam, presenterà a fine serata una selezione di prodotti del territorio: dalle insalate del Medio Brenta (con Elena Marcon de La Marostegana di Piazzola sul Brenta), all’olio evo dei Colli Euganei (con Silvia Callegaro del Frantoio Evo del Borgo di Arquà Petrarca), dalle carni e dai salumi della Bassa Padovana (con Stefano Beltramello di Artèmis di San Pietro in Gu) al Friulano, vino delle terre del Ruzante (con Roberto Lorin, presidente della Conselve Cantine e Vigneti).

Soci Argav all’opera con “Il Naviglio sepolto di Padova”, ultima fatica di Pietro Casetta, edita da Tracciati di Emanuele Cenghiaro

“Lo sfregio a Padova città d’acque è ancora lì, ed è purtroppo irreversibile. Con l’interramento si è ridefinita in profondità la stessa identità urbana, la si è sacrificata a un’insana e per molti versi ingenua idea di sviluppo”, scrive l’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, nella sua introduzione a “Il Naviglio sepolto di Padova” (pag. 144, euro 24), ultima fatica letteraria del socio Argav Pietro Casetta, edita da Tracciati, casa editrice specializzata sul racconto del territorio nata da un’idea di Emanuele Cenghiaro, consigliere Argav.

Il colto quanto appassionato autore ricalca la dose rivelando come “la perdita del Naviglio Interno a séguito del suo tombinamento dopo la metà del secolo scorso è un lutto che Padova non ha mai elaborato, poiché nessuno si è mai occupato di illustrare le Riviere per come sono ora, proponendo ciò che vi è di pregevole (non poco) e ciò che vi è di spregevole. La guida vuole colmare questa lacuna. Percorrere con essa le Riviere Tito Livio, Ponti Romani, Beldomandi (ora Largo Europa) significa misurarsi coi principali capitoli dei 3143 anni di storia di Padova: dalla sua leggendaria fondazione nel 1118 a.C., sino al presente. Lungo Il Naviglio sepolto si incontrano infatti la tomba del leggendario fondatore di Padova Antenore e i graffiti contemporanei del Secret Garden Park; il Ponte Romano di San Lorenzo e le Mura Medievali scampate alla speculazione edilizia; l’architettura storica di Porta Molino e quella contemporanea della Banca d’Italia o della Torre Medoacense. Senza però dimenticare le cicatrici della città come il Grattacielo Europa alle Porte Contarine. Un itinerario, dunque, rappresentativo della storia di Padova. Non certo un triste e banale amarcord, ma una presa di coscienza del valore di quanto è sopravvissuto lungo questo fiume, e delle qualità di ciò che vi è stato realizzato”. Ulteriori info: https://www.tracciatieditore.it/index.php/2025/05/15/il-naviglio-sepolto-di-padova-una-guida-di-pietro-casetta/

18-19 luglio, a Susegana (Treviso) c’è la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione dedicata all’innovazione in viticoltura

I filari dell’azienda agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso) ospiteranno venerdì 18 e sabato 19 luglio la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione organizzata da Condifesa TVB (TrevisoVeneziaBelluno) e da Edizioni L’Informatore Agrario. In campo, saranno presenti le migliori soluzioni tecnologiche in grado di aiutare i viticoltori a far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Il programma

Venerdì 18 luglio dalle ore 14,00 alle ore 18,30 si terranno dimostrazioni dinamiche che lasceranno poi spazio al convegno dal titolo «Strumenti e mezzi tecnici per monitorare la nutrizione della vite alla luce dei cambiamenti climatici» il cui inizio è previsto alle ore 19,00 nella sala consiliare di Susegana. Sabato 19 luglio dalle ore 8,30 alle ore 14,00 si terranno dimostrazioni dinamiche nell’ambito di sei aree tematiche: viticoltura di precisione, innovazione a tutela dell’ambiente; resilienza nei vigneti ai cambiamenti climatici; gestione razionale della risorsa idrica; robotica con presenza sia di robot di terra sia di aria (droni) e automazione; biosolution per il vigneto e la cantina. Per agevolare i visitatori nella due giorni di manifestazione saranno organizzati tour guidati a cura di giornalisti di Edizioni L’Informatore Agrario e tecnici Condifesa TVB.

Alla manifestazione saranno presenti: il presidente Condifesa TVB Valerio Nadal, il consigliere regionale Roberto Bet, il vice presidente della Provincia Roberto Fava, sindaci e assessori dei Comuni che hanno patrocinato la manifestazione, che vede capofila l’amministrazione comunale di Susegana territorio che ospita l’evento e rappresentanti delle organizzazioni sindacali a livello regionale di Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte testo e foto: servizio stampa Condifesa TVB