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29 novembre, a Galzignano Terme (Padova) l’incontro “I giovani e l’agricoltura”

Il 29 novembre 2025 alle ore 18:00, a Galzignano Terme (Padova), nell’Auditorium del MuCE – Museo dei Colli Euganei (via Fabio Filzi, 4 ), il Comune di Galzignano Terme organizza l’incontro “I Giovani e l’Agricoltura – Una professione legata al nostro territorio”, un appuntamento dedicato agli studenti e alle loro famiglie, con l’obiettivo di far conoscere le opportunità formative e professionali offerte dal settore agricolo. L’iniziativa nasce dal desiderio di valorizzare le tradizioni agricole dei Colli Euganei e, allo stesso tempo, di mostrare ai giovani come l’agricoltura moderna rappresenti oggi un comparto ricco di innovazione, sostenibilità e possibilità di crescita personale e professionale.

L’incontro è rivolto principalmente ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, alle loro famiglie e a tutti coloro che desiderano scoprire il valore delle professioni agricole nel territorio euganeo.  Per maggiori dettagli: info@museodeicollieuganei.it tel. 049-9131023

Programma dell’incontro. Durante la serata interverranno docenti, esperti e giovani professionisti che porteranno testimonianze concrete, utili per orientare gli studenti verso percorsi scolastici e professionali nel mondo agricolo. Interventi previsti: “L’offerta formativa presente nel nostro territorio”a cura di Stefano Beria, docente presso l’IIS J.F. Kennedy di Monselice – indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria. Un focus sui percorsi scolastici disponibili, sulle competenze richieste e sulle prospettive occupazionali del settore. “Agricoltura: un lavoro antico per professioni moderne”, a cura di Franco Contarin, direttore AdG FEASR Veneto. Un approfondimento sulle nuove professioni legate all’innovazione in campo agricolo e sulle opportunità offerte dai fondi europei. A seguire, due testimonianze dirette dal mondo agricolo e digitale: Enrico Toniolo, dell’azienda “Toniolo Vini”, che porterà la sua esperienza di impresa familiare radicata nel territorio. Andrea Beccaro, alias “Andrea Bekk”, influencer e giovanissimo titolare di un’azienda agricola, che racconterà come agricoltura e comunicazione online possano dialogare e creare nuove opportunità professionali.

“Questo incontro rappresenta un momento fondamentale per i nostri giovani. Il Comune guarda con grande attenzione alle nuove generazioni, perché saranno loro a custodire e innovare il patrimonio agricolo dei Colli Euganei, fucina di tradizioni e innovazione, territorio con una crescente reputazione di livello internazionale. Offrire strumenti, testimonianze e orientamento significa dare ai ragazzi la possibilità di immaginare un futuro solido, radicato nel territorio ma aperto alle sfide dell’innovazione”, afferma Riccardo Masin, sindaco di Galzignano Terme.

Fonte: servizio stampa Comune Galzignano Terme

Dinamiche e prospettive della pesca veneta: il report di Veneto Agricoltura

I mercati ittici del Veneto resistono nonostante le difficoltà settoriali. A certificarlo il report “La Pesca in Veneto 2024”, realizzato dall’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto Agricoltura e pubblicato sul sito internet dell’Agenzia.

Lo studio, che fornisce una visione dettagliata e approfondita delle dinamiche attuali del comparto della pesca regionale e delle sue prospettive future, mette in evidenza una serie di criticità, dovute perlopiù all’invasione del granchio blu, ma un aspetto positivo comunque emerge: le prestazioni dei sei mercati ittici del Veneto (Caorle, Chioggia, Pila-Porto Tolle, Porto Viro, Scardovari e Venezia) nel 2024 sono state superiori a quelle del 2023. Nella scorsa annata, infatti, hanno venduto 16.881 tonnellate di pesce locale, producendo un valore di 52,6 milioni di euro: i volumi di prodotto ittico distribuiti sono così cresciuti del 10,2% rispetto al 2023, mentre i fatturati complessivi hanno evidenziato un incremento dell’8%, nonostante il calo dei prezzi medi alla produzione (-1,9%).

Protagonisti di queste crescite significative sono stati il pesce azzurro, che ha conosciuto un rialzo produttivo del 20% (8.057 t vendute nel 2024), e il pesce bianco, che ha ben supportato con un aumento del 6,4% (4.418 t vendute). Stabili invece i crostacei, assestati sulle 1.200 t come nel 2023, mentre gli unici a mostrare un calo si sono rivelati i molluschi (-1,3%, con 3.204 t vendute). Nello specifico, il principale mercato per quantitativi di pesce locale venduto nel 2024 è stato Pila-Porto Tolle con 7.390 t, che ha staccato Chioggia al secondo posto con 6.607 t: questi due siti, insieme, hanno rappresentato quasi l’83% dell’intera produzione alieutica veneta.

Al di fuori dei mercati ittici, però, la situazione per il settore regionale appare più complicata. Le aggressive predazioni del granchio blu, combinate con l’anossia causata dalle mucillaggini piuttosto diffuse nel 2024, hanno determinato ingenti perdite nel comparto della pesca ai molluschi bivalve di mare (i due Consorzi veneti hanno prodotto in totale, tra vongole di mare e fasolari, solo 2.827 tonnellate, -25,6%) e nell’acquacoltura: la miticoltura, in termini di volumi venduti, ha fatto segnare un -37% rispetto al 2023, la venericoltura addirittura un -67,5%. Maggiore tenuta per piscicoltura, con un calo dell’1%.

A soffrire sono anche le imprese impegnate nella filiera ittica regionale, diminuite del 9,8% in confronto al 2023. Le uniche a restare numericamente invariate sono state le aziende dedite al commercio all’ingrosso dei prodotti ittici lavorati, mentre le restanti presentano tutte una variazione annua in diminuendo: l’apice negativo è toccato dal -13% dell’acquacoltura, le cui piccole imprese, soprattutto nel rodigino, hanno patito particolarmente la problematica del granchio blu. In leggero calo pure la flotta di pescherecci veneta, come da tendenza nazionale: nel 2024 erano 653 quelli registrati nel Registro dell’EU (-0,5% rispetto al 2023), rimasti invariati per stazza, ma non per potenza motore (-0,2%).

«Il granchio blu» dichiara l’assessore regionale a Caccia e Pesca, Cristiano Corazzari «sta mettendo in grave difficoltà il settore della pesca ai molluschi e ciò ha evidentemente un peso importante sui numeri complessivi dell’acquacoltura veneta. Se però ci concentriamo sulle produzioni ittiche, emerge ottimismo: i rialzi produttivi di pesce azzurro e pesce bianco sono chiari segnali che il settore della pesca regionale, nonostante le difficoltà che sta incontrando in questo periodo storico, sia ancora tra i più performanti della costa adriatica. Questo è un dato molto rassicurante da cui ripartire, nell’attesa che gli strumenti messi in campo dalla Regione per fronteggiare la piaga del granchio blu producano gli effetti sperati, offrendo nuove soluzioni e opportunità al comparto».

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

28 novembre, Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova) ospita la conviviale Argav dedicata alla salvaguardia dell’avifauna nella Laguna Nord di Venezia

Come consuetudine, i soci Argav si ritroveranno venerdì 28 novembre p.v.dalle ore 18.30 per la “conviviale” di fine mese nella sede del Circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova).

Si parlerà di monitoraggio dell’avifauna per la sostenibilità della mobilità aerea e per la salvaguardia delle aree naturali sensibili, presentando un’innovativa esperienza in corso nel Veneto Orientale. La serata, infatti, proporrà un caso di studio sul monitoraggio dell’avifauna in un’area test della Laguna Nord di Venezia, territorio da salvaguardare per l’ambiente naturale e le specie selvatiche animali, che lo popolano, ma soggetto a un forte impatto antropico, determinato dalla frequentazione turistica estiva, tra le più consistenti d’Europa. Il test è finalizzato a fornire dati utili ai soggetti decisori, nonché a trasmettere ai cittadini un’informazione fondata su dati scientifici, certi e verificati, nonché mirata ad ingenerare rispetto per l’ecosistema.

Programma: Ore 18:25 – Saluti e introduzione, Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente ARGAV e vicepresidente UNARGA, Ore 18:30 – “Il Lab-Village di Trieste: per i progetti di innovazione impresa-ricerca”, Diego Santaliana, innovation manager del Polo Tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani” di Pordenone; Ore 19:00 “Dalla gestione delle acque alla tutela della biodiversità: il ruolo del Consorzio di bonifica Veneto Orientale nella gronda lagunare”, Graziano Paulon, vicedirettore e dirigente dell’Area Agraria-Ambientale del Consorzio di bonifica del Veneto Orientale; Ore 19:30 “BCMS all’interno del Progetto LAGUNAS: risultati e prospettive” Fabio Masci, ceo di TEC, pilota militare in congedo, laureato in coordinamento delle attività di protezione civile; esperto di flight safety e bird strike; Ore 20:00 – “L’intelligenza artificiale a supporto del monitoraggio ambientale”, Christian Angelici, biologo, ornitologo, esperto di conservazione della natura; Ore 20:30 “La pianificazione marittima e spaziale integrata terra-mare”, Elena Marchigiani, architetta e docente associata in urbanistica presso il dipartimento di ingegneria ed architettura dell’Università di Trieste.

A seguire ci sarà il consueto “terzo tempo”, grazie all’ospitalità di Efrem Tassinato e dell’associazione dei Circoli Wigwam; saranno protagonisti i prodotti del’Agribirrificio biologico Espuma Punk. Per meglio organizzare la serata è necessaria la segnalazione della propria presenza all’e-mail: argav@fastwebnet.it;  tel.cell. 339 6184508).

 

Coldiretti/Censis: 8 italiani su 10 chiedono di vietare per legge i cibi ultra processati nelle mense scolastiche

Otto italiani su dieci chiedono di vietare per legge la presenza, nelle mense scolastiche, dei cibi ultra processati o formulati — dai piatti precotti alle merendine confezionate — seguendo l’esempio della California, che ha recentemente approvato una norma per tutelare la salute di bambini e ragazzi rispetto alla diffusione di prodotti pieni di additivi chimici. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto”, dedicato alle sfide al buon cibo italiano e presentato in occasione del XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti a Zagarolo (Roma), nelle sale di Palazzo Rospigliosi.

Di fronte alla crescente diffusione dei cibi ultra formulati, il 91% degli italiani ritiene fondamentale introdurre forme accessibili di educazione alimentare fin dalle scuole elementari. Un’esigenza resa ancora più urgente dal fatto che, per il 62% dei cittadini, la scelta delle pietanze in casa o durante i pasti con parenti e amici è condizionata dalle preferenze dei figli o dei nipoti.  Per evidenziare i rischi legati al consumo di tali alimenti, a Palazzo Rospigliosi è stato realizzato un allestimento dimostrativo con esempi concreti di prodotti di largo consumo — energy drink, snack dolci e salati, merendine confezionate, cibi precotti esposti sopra dei banchi di scuola, ad evidenziare in maniera netta i rischi che corrono i più giovani. Secondo un rapporto della Fondazione Aletheia, in questi ultimi anni sono aumentate le evidenze scientifiche che segnalano la stretta correlazione tra il consumo sistematico di alimenti ultra-formulati e la diffusa obesità che colpisce soprattutto i più piccoli e altre diverse malattie croniche.

Bevande dall’alto contenuto di caffeina e zuccheri possono favorire insonnia, ansia e disturbi cardiaci, mentre la presenza di taurina può contribuire all’insorgenza di leucemia. Le merendine industriali o le barrette energetiche, ricche di zuccheri raffinati e grassi saturi, contribuiscono a sbalzi glicemici e aumento di peso, mentre i piatti precotti o preconfezionati, come bastoncini di pesce o budini, contengono quantità elevate di sodio, conservanti e additivi che possono incidere sul rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.

Nonostante la crescente consapevolezza, questi prodotti restano molto diffusi, anche nelle mense scolastiche. Per questo, accanto ai cibi ultra formulati, l’allestimento propone anche un’area dedicata ai cibi sani e genuini: pane e marmellata, latte e frutta, pasta al pomodoro, pollo con patate e il classico ciambellone della nonna, a testimoniare l’importanza di una dieta equilibrata e basata su prodotti della filiera corta e dei mercati contadini.

“I cibi ultra formulati stanno compromettendo il futuro dei nostri ragazzi – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – La qualità di ciò che portiamo in tavola è una scelta che pesa sul destino del Paese: da un’alimentazione consapevole nasce una generazione più sana e più forte”. “Educare al cibo significa costruire salute, rispetto e speranza per il domani – aggiunge il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – Per questo, lo scorso giugno, al Villaggio Coldiretti di Udine, abbiamo presentato il Manifesto di Udine, con cui chiediamo più cibo a km zero nelle mense, un patto con le famiglie e un solido programma di educazione alimentare nelle scuole, oltre a rivedere il contenuto dei cibi all’interno dei distributori automatici”.

Tra le iniziative concrete già in campo spicca SEMIN’SEGNI, il progetto di educazione civica alimentare  e ambientale promosso nelle scuole del Veneto dalle Donne Coldiretti, che ogni anno coinvolge oltre 20mila studenti. Un’attività che unisce il mondo agricolo con quello dell’istruzione, attraverso laboratori, visite didattiche e percorsi sensoriali che portano i più giovani a conoscere da vicino l’origine del cibo, la stagionalità e il valore del prodotto locale. “Nella regione che per prima ha legiferato sull’orientamento nelle mense collettive e private verso il consumo di prodotti a km zero, la responsabilità di insistere su questo tema è forte — spiega Valentina Galesso, presente al XXII Forum Internazionale dell’Agroalimentare — un impegno che va oltre la quotidianità del lavoro in azienda e coinvolge operatori didattici, senior e giovani imprenditori, perché l’importanza del cibo è strategica. Un’educazione al gusto e alla qualità che contribuisce a formare cittadini consapevoli, capaci di compiere scelte sane per sé e per il pianeta”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

La Commissione europea mette a disposizione 13,8 milioni di euro per i partenariati nel settore del giornalismo transfrontaliero e del pluralismo dei media

La Commissione europea ha messo a disposizione un totale di 13,8 milioni di euro per la collaborazione nei settori del giornalismo transfrontaliero e del pluralismo dei media attraverso il sesto invito annuale a presentare proposte nell’ambito del programma Europa creativa (https://culture.ec.europa.eu/creative-europe).

Parte dei finanziamenti proviene da un invito a finanziare collaborazioni nel settore del giornalismo (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/funding/call-proposals-journalism-partnerships-collaborations-2026) e a sostenere i partenariati transfrontalieri tra mezzi di informazione. L’iniziativa mira a rafforzare la resilienza del settore europeo dei mezzi di informazione, che si trova ad affrontare molteplici sfide, tra cui la sostenibilità finanziaria del giornalismo professionale. Il bilancio disponibile per il presente invito è di 6,9 milioni di €, con un massimo di 2 milioni di euro per progetto biennale.

La seconda dimensione dell’invito sostiene il pluralismo dei media (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/funding/call-proposals-journalism-partnerships-pluralism-2026) ed è aperta alle organizzazioni che possono fungere da intermediari per istituire e distribuire finanziamenti ai media locali e regionali, ai media comunitari, al giornalismo investigativo o ai media specializzati in notizie di interesse pubblico. Il bilancio disponibile per il presente invito è di 6,9 milioni di €, con un massimo di 2,5 milioni di € per progetto biennale.

Con il passaggio dei lettori a fonti di informazione online, i media tradizionali lottano per sopravvivere e la stessa esistenza di molte piccole organizzazioni di media indipendenti è a rischio. È pertanto necessario sostenere queste realtà affinché migliorino la loro posizione, adattino i loro metodi, continuino a offrire una fonte di informazione di prima mano ai cittadini, contribuiscano a far sì che i responsabili politici rispondano del loro operato e, in ultima analisi, contribuiscano a un settore dei media più diversificato e indipendente. Entrambi gli inviti rimangono aperti fino al 4 febbraio 2026.

Rafforzare la resilienza della società, sostenere l’alfabetizzazione mediatica e il giornalismo indipendente rientra nel più ampio sforzo della Commissione volto a consentire agli europei di prendere decisioni consapevoli e di partecipare attivamente ai processi democratici. Questo sarà inoltre un elemento centrale del prossimo scudo europeo per la democrazia, come annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione 2025 della Presidente von der Leyen (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/speech_25_2053).

Fonte: Commissione europea

22 novembre, a Rovereto (Trento) l’incontro “Coltivare il futuro”: agricoltura, clima e innovazione al centro del Festivalmeteorologia di Rovereto

Il mondo agricolo sarà protagonista al Festivalmeteorologia 2025 con la giornata tematica “Coltivare il futuro: agricoltura, clima e nuove frontiere dell’innovazione”, organizzata da Agriduemila Hub Innovation in collaborazione con Co.Di.Pr.A., Condifesa Bolzano, Asnacodi Italia e con il supporto di università, enti di ricerca e partner istituzionali. L’iniziativa, che si terrà sabato 22 novembre tra il Teatro Rosmini e il Progetto Manifattura di Rovereto (Trento), offrirà un’occasione unica di confronto sui temi del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica anche delle trattrici agricole e della sostenibilità del settore primario. Ingresso libero, previa iscrizione, bit.ly/meteo2025

Mattina – Clima, ricerca e agricoltura a confronto

La mattinata, ospitata al Teatro Rosmini, sarà dedicata alla lettura degli impatti del cambiamento climatico sul territorio alpino e al ruolo della ricerca scientifica, della meteorologia e delle istituzioni nel supportare le aziende agricole. Seguiranno quattro focus tematici che esploreranno il contributo della tecnologia e dei dati all’agricoltura sostenibile: dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione climatica, al monitoraggio ambientale attraverso le api, fino all’evoluzione digitale in campo e alla nuova gestione del rischio agricolo. Tra i protagonisti: Fondazione Edmund Mach, Università di Trento – C3A, Università di Padova, Fondazione Bruno Kessler, Meteotrentino e rappresentanti del mondo assicurativo e del Sistema Asnacodi Italia-Condifesa. “Il cambiamento climatico ci impone di ripensare il modo in cui gestiamo il rischio in agricoltura – spiega Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – come Condifesa, vogliamo accompagnare gli agricoltori in questo percorso di innovazione e consapevolezza, unendo strumenti assicurativi, tecnologia e formazione. La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un modo nuovo di fare impresa agricola, perseguendo la redditività”.

Pomeriggio – Demo live: “L’intelligenza in campo”

Nel pomeriggio, l’evento si sposterà al Progetto Manifattura, dove si terrà la demo live “L’intelligenza in campo: la rivoluzione parte dai trattori”. Una dimostrazione dal vivo di macchine agricole intelligenti, dotate di guida autonoma, riconoscimento degli ostacoli e sistemi di raccolta dati, per mostrare concretamente come la tecnologia stia trasformando il lavoro nei campi. Durante l’esperienza, agricoltori e tecnici racconteranno le proprie esperienze dirette con l’automazione e l’agricoltura digitale, aprendo un confronto sulle prospettive di una filiera sempre più sostenibile, efficiente e connessa. “L’innovazione è la leva strategica per costruire un sistema agricolo più resiliente e competitivo – evidenzia Andrea Berti, direttore generale di Asnacodi Italia e Amministratore Delegato di Agriduemila Hub Innovation – la gestione del rischio oggi passa attraverso i dati, la digitalizzazione e la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Coltivare il futuro rappresenta un passo importante per condividere visioni e soluzioni concrete al servizio delle imprese agricole italiane”.

Un laboratorio di idee per l’agricoltura del futuro

L’evento “Coltivare il futuro” si inserisce nel programma del Festivalmeteorologia come spazio di dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’agricoltura nella transizione ecologica e climatica. “La collaborazione tra scienza, tecnologia e mondo agricolo è la chiave per costruire un futuro più resiliente e competitivo – afferma Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. –. Questo evento che rappresenta un passo concreto in quella direzione, ha appunto l’obiettivo di portare soluzioni in campo; gli agricoltori sono curiosi e disponibili all’innovazione ma giustamente dobbiamo responsabilmente trovare soluzioni che portino vantaggi concreti anche economici alle imprese agricole”. Ai partecipanti sarà consegnato un gadget agritech simbolo del legame tra innovazione, tecnologia e sostenibilità.

Fonte: Condifesa Trento

18 novembre 2025: a Verona si esplora il futuro di ristorazione, logistica e catene retail tra digitalizzazione e nuovi modelli di consumo, partecipazione gratuita

Come stanno cambiando i modelli di distribuzione e fruizione del cibo? Quali tecnologie stanno trasformando il settore Food Retail & HoReCa rendendolo più sostenibile, efficiente e vicino alle esigenze dei consumatori? A queste domande risponde il nuovo appuntamento VAIH Talk, il ciclo di incontri gratuiti e aperti a tutti firmato Verona Agrifood Innovation Hub, il polo veronese per l’innovazione agroalimentare etica e sostenibile dedicato ai grandi temi dell’AgriFoodTech. A queste domande risponde il nuovo appuntamento VAIH Talk, il ciclo di incontri gratuiti e aperti a tutti firmato Verona Agrifood Innovation Hub – il polo veronese per l’innovazione agroalimentare etica e sostenibile – dedicato ai grandi temi dell’AgriFoodTech.

Il 18 novembre 2025, alle ore 18, nella Vecomp Academy, via Alberto Dominutti 2, Verona, imprenditori, startup, studenti e operatori del settore sono invitati a partecipare all’incontro dal titolo “The future of Food Retail & HoReCa”, un momento di confronto unico tra aziende leader e startup emergenti per scoprire come le nuove tecnologie e i modelli di business innovativi stiano ridisegnando il modo in cui il cibo viene prodotto, distribuito e vissuto. L’evento è gratuito, ma i posti sono limitati. Per ulteriori informazioni e per iscriversi all’evento, visita il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-the-future-of-food-retail-horeca-1856652630999?aff=admirabilia.

Dalla digitalizzazione della logistica alla sostenibilità della catena del freddo, fino alle soluzioni per migliorare l’esperienza del consumatore, l’appuntamento offrirà una panoramica concreta delle sfide e opportunità che stanno plasmando il futuro della ristorazione e del food retail. Nel corso della serata, due tavole rotonde daranno voce ai diversi protagonisti della filiera: una dedicata alla prospettiva delle aziende corporate – come Autogrill, Veronamercato, Rossetto Trade ed Eismann Italia – e una centrata sull’esperienza delle startup più dinamiche dell’ecosistema, tra cui Soplaya, Feral Drinks e Quisto, impegnate a innovare il settore con soluzioni digitali e sostenibili.

Fonte: servizio stampa Verona Agriffod Innovation Hub

Elezioni regionali del Veneto, presentato dai Consorzi di bonifica a Manildo e Stefani il patto “Costruiamo insieme il Veneto di domani” per fronteggiare il cambiamento climatico

Gli 11 Consorzi di bonifica del Veneto e l’associazione che li raggruppa ANBI Veneto hanno incontrato nel pomeriggio di imartedì 12 novembre 2025, a San Donà di Piave (Venezia), nella storica sede del Consorzio di bonifica Veneto Orientale, i candidati alla presidenza della Regione del Veneto Giovanni Manildo (Centro Sinistra) e Alberto Stefani (Centro Destra) per un confronto sui temi del cambiamento climatico e della gestione idraulica del territorio. I candidati sono intervenuti in due momenti distinti, in un confronto a distanza che in entrambi i casi è stato aperto da una relazione del direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi e da un intervento conclusivo del presidente Alex Vantini.

Di fronte a 100 rappresentanti dei Consorzi di Bonifica, Manildo e Stefani, alla fine dei rispettivi interventi, hanno sottoscritto il patto “Costruiamo insieme il Veneto di domani”, 10 punti che rappresentano le linee guida dei Consorzi di bonifica per adattare il territorio Veneto alle sfide del cambiamento climatico.

Il PIANO DEI CONSORZI DI BONIFICA

I Consorzi di bonifica uniscono la propria voce al comparto agricolo per chiedere un unico assessore regionale che riunisca le deleghe per agricoltura, gestione irrigua e sicurezza idraulica. Chiedono, inoltre, risorse per realizzare bacini multifunzione e riconversione irrigua, un maggiore consapevolezza dei servizi ambientali generati dall’irrigazione (con riferimento specifico alle normative comunitarie sul Deflusso Ecologico), stop al consumo di suolo, finanziamenti per la manutenzione della rete consortile, per la ricarica della falda, la tutela delle risorgive e il contrasto al cuneo salino, chiedono infine una voce forte della Regione verso il Governo per il rifinanziamento della Legge Speciale per Venezia e la sua Laguna e per la Legge sulla Subsidenza.

RISORSE ECONOMICHE

“La capacità progettuale dei Consorzi ha consentito di recuperare oltre 540 milioni di euro negli ultimi 10 anni, risorse quasi esclusivamente ministeriali, ha affermato Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto. Sono il frutto di un proficuo lavoro di squadra con la Regione con la quale operiamo con grande sintonia quotidianamente, ma non possiamo nascondere le risorse che da anni la Regione stanzia ai Consorzi nel suo bilancio sono davvero esigue”. Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto ha spiegato: “I Consorzi hanno in gestione oltre l’80% dei corsi d’acqua che scorrono in pianura, oltre a 400 idrovore e migliaia di manufatti idraulici. Per la manutenzione ordinaria di questa gigantesca rete strategica, possiamo fare affidamento su appena 150 milioni di euro all’anno di contribuenza che pagano anche le attività di progettazione e bolletta, che incide da sola per 23 milioni di euro. È molto difficile operare in queste condizioni”.

I CANDIDATI

Entrambi i candidati hanno espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dai Consorzi di bonifica, lavoro che peraltro conoscono bene in ragione delle esperienze di sindaco che ciascuno di essi ha svolto in passato. Hanno, inoltre, concordato sulla necessità di individuare linee nuove di finanziamento, anche nel bilancio regionale, per sostenere l’operato dei Consorzi, valutando anche la possibilità di aumentarne le competenze in ragione della loro efficienza e della profonda conoscenza del territorio.

In merito ai finanziamenti regionali ai Consorzi di Bonifica, Giovanni Manildo ha sostenuto che “Devono essere rimpinguati in modo sostanziale. Ciò è conseguente all’idea di una governance partecipata della Regione e del consolidamento sempre più stretto e un ampliamento delle competenze dei Consorzi di Bonifica supportate da specifiche risorse nel quadro di una coprogrammazione e coprogettazione”. Sul consumo del suolo ha affermato che “La legge del 2017  “Misure per il contenimento del suolo” va cambiata perché è piena di deroghe che la rendono inattuabile“. Manildo ha poi evidenziato la necessità di investimenti infrastrutturali a servizio dell’attività primaria, importanti anche per il turismo lento e una gestione diversa dei flussi turistici. In merito alla necessità di un rifinanziamento nazionale della Legge Venezia e della Legge sulla Subsidenza, Manildo ha evidenziato la necessità di una politica regionale unita perché:  “La nostra capacità di incidere come Veneto a livello nazionale ha risentito di divisioni, non siamo stati una forza”.

In merito alle risorse Alberto Stefani ha affermato che le progettualità dei Consorzi meritano un contributo maggiore dalla Regione. “È importante rimpinguare le risorse a disposizione ma valutare anche altre forme di entrate – non mi riferisco alla leva fiscale -; abbiamo lanciato delle proposte in materia di holding autostradale e di federalismo fiscale, in materia di entrate, per poter poi rifinanziare ulteriormente i Consorzi di bonifica.”  Stefani ha anche affermato: “Nei bandi per ottenere finanziamenti regionali abbiamo proposto l’aumento dei punteggi per le amministrazioni che fanno rigenerazione urbana e interventi di rinaturalizzazione”. In merito all Legge speciale per Venezia e alla Legge per la Subsidenza: “Queste leggi sono grimaldelli per avere risorse importanti per tutto il territorio regionale; dobbiamo parlarne in sede di manovra, consapevoli che questi temi vengono poi presentati negli emendamenti, auspico che tutti i parlamentari veneti li voteranno”.

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Premio “Laura Conti” per tesi di laurea in campo ambientale e consumeristico, entro il 30 novembre la consegna dei lavori

Entro il 30 novembre 2025 (farà fede il timbro postale) è possibile inviare all’Ecoistituto del Veneto e alla Fondazione ICU (Istituto consumatori utenti) tesi di tutti i livelli, comprese quelle di dottorato e Master, discusse nelle Università italiane negli anni accademici dal 2010-2011 in poi. Le tesi potranno concorrere al Premio “Laura Conti”, arrivato alla 26a edizione e nato per ricordare l’importante figura di questa pioniera delle tematiche ambientaliste, attiva negli anni Sessanta del secolo scorso. Laura Conti fu infatti tra i fondatori della Lega per l’Ambiente, scrittrice e autrice di talento sulla questione dell’educazione, dell’assistenza sociale e d’ambiente.

Il Premio ha come obiettivo la valorizzazione e la divulgazione delle tesi di laurea che si occupano delle problematiche legate alla società sostenibile, alle energie rinnovabili, alla mobilità intelligente, al riciclo, ai rifiuti, alla bioedilizia, al commercio equo, alla difesa della natura, allo studio e alla difesa dei diritti dei consumatori e di molto altro ancora. Tutte le informazioni per la partecipazione sono reperibili nel sito http://www.ecoistituto-italia.org e in particolare a questo link https://ecoistituto-italia.org/cms-4/modulo-di-iscrizione-25-premio-icu-laura-conti-2025/

Oltre, ai premi in denaro di 1000 euro al vincitore, di 500 euro al secondo classificato e di 250 euro al terzo, il Premio assegna ogni anno una serie di premi speciali per categoria, inviando ai meritevoli di segnalazione uno specifico attestato. Questo perché la Fondazione ritiene che la maggior parte delle tesi siano il frutto di un grande impegno di ricerca e studio da parte degli studenti e meritano di essere conosciute. Per tale ragione, i migliori lavori diventano libri editi dall’Ecoistituto del Veneto, o dalla stessa Fondazione ICU, mentre altri vengono fatti conoscere attraverso la rivista Gaia. Inoltre, tutte le tesi di laurea, verranno nel tempo archiviate con parole chiave in un database on-line. In questo modo potranno essere trovate per soggetto e i vari autori avranno la possibilità di essere messi in contatto con chi volesse approfondire le tematiche affrontate. La giuria è composta da Michele Boato, Anna Ciaperoni, Franco Rigosi, Paolo Stevanato.

Con oltre 4000 tesi visionate, da 25 anni, la Fondazione Icu, in collaborazione con l’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, attraverso il Premio Laura Conti, svolge un ruolo significativo nel diffondere e promuovere tematiche di interesse socio-ambientale che sono diventate anche utili strumenti in mano ad associazioni e comitati.

12 novembre, alla Biblioteca Internazionale La Vigna (Vicenza), l’incontro dedicato a come i fiumi sono rappresentati negli affreschi delle ville palladiane

Mercoledì 12 novembre alle ore 17.30, la Biblioteca Internazionale “La Vigna” ospiterà l’incontro culturale “I fiumi negli affreschi delle ville palladiane”, a cura del prof. Fernando Rigon, storico dell’arte. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con gli Amici dei Musei e dei Monumenti di Vicenza e il CISA Palladio ed è inserita nel ciclo “I mercoledì della Vigna”, una serie di incontri culturali promossi dal Consiglio scientifico della Biblioteca. Il programma propone temi legati a libri, storia, arte, scienza e cultura, con uno sguardo sempre attento alle collezioni della Biblioteca, per valorizzarle e farle conoscere al pubblico.

Come per tutta l’umanità, l’acqua e i fiumi sono una “linfa vitale” per la vita e l’economia della civiltà palladiana. Ma nella sua cultura i corsi d’acqua divengono “immagine” di prestigio di un’intera società. Personificati “umanisticamente” in figure umane di vegliardi sdraiati e ignudi, appoggiati a un otre che riversa fiotti abbondanti del prezioso liquido, essi vengono rappresentati secondo le regole dell’iconografia classica greco-romana dai grandi artisti, collaboratori del Palladio in quasi tutti gli edifici da lui progettati in villa e in un paio di casi anche in palazzi di Vicenza. Ne sono autori nomi illustri di frescanti come G.B. Zelotti e G.A. Fasolo.

Modalità di partecipazione in presenza, è gradita la registrazione: https://bit.ly/4nG21PR