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Lutto in casa Argav

Nella serata di sabato 8 novembre scorso è mancata Carlina Donato, mamma della nostra socia e consigliere Nadia Donato.

Il direttivo e i soci Argav si stringono a Nadia e a tutti i suoi cari in questo momento di dolore.

Le esequie saranno mercoledì 12 novembre alle ore 15:30 nella chiesa del Carmine a Monselice (Padova).

9 novembre, a Illasi (Verona), il Frantoio Bonamini celebra i 60 anni di attività aprendo le porte ai visitatori

Il 2025 rappresenta un traguardo importante per il Frantoio Bonamini (loc. Santa Giustina 9/A, Illasi-Verona), che quest’anno celebra con 60 anni di attività, tra tradizione familiare e ricerca costante. Per festeggiare questo anniversario, domenica 9 novembre, dalle ore 10.00 alle 19.00, la sede dell’azienda (via Santa Giustina 9/A, Illasi – VR) ospiterà la “Seconda Giornata del Frantoiano – Festa dell’Olio 2025”, un evento speciale dedicato all’olio extravergine di oliva e ai valori profondi che da sempre animano questa storica realtà veneta. Non solo. La festa ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico e culturale dell’olio extravergine di oliva, stimolando nei partecipanti la curiosità e la consapevolezza verso le sue qualità e i suoi benefici.

Fondata nel 1965, oggi Bonamini è riconosciuta come una delle eccellenze italiane del settore e un punto di riferimento internazionale per la produzione di olio extravergine di oliva Veneto Valpolicella DOP di alta qualità, pluripremiato in tutto il mondo. L’evento sarà aperto al pubblico e pensato per offrire un’autentica esperienza immersiva. I visitatori potranno partecipare a visite guidate tra uliveti e frantoio (ore 10, 11.30, 14 e 15), seguendo passo dopo passo l’intero processo produttivo: dalla raccolta delle olive all’estrazione a freddo, fino all’imbottigliamento, assaggiare l’olio e le specialità locali. Visite guidate su prenotazione tel. 045 6520558 | 351 5900242 | shop@oliobonamini.com

Durante la giornata verrà organizzato un laboratorio speciale in cui i piccoli potranno creare un sacchettino personalizzato con i nocciolini delle olive, trasformandolo in un cuscino caldo da utilizzare per il benessere e il relax.

Fonte: servizio stampa Frantoio Bonamini

9 novembre, marcia in difesa dell’antica foresta del Cansiglio

(di Toio de Savorgnani e Michele Boato, rispettivamente premio Argav 2016 e 2019). Domenica 9 novembre avrà luogo il 39° incontro di alpinisti e ambientalisti in difesa dell’antica foresta del Cansiglio. Quest’anno, l’incontro avverrà completamente nella parte friulana della foresta, con il raduno alle 9.00 al Passo della Crosetta (metri 1.127), partenza alle 9.30 lungo il sentiero CAI 991 che inizia dietro la grande casa forestale. Si passa per Casera Maset (1.274 ) e si arriva al Col dei S-cios (metri 1.374) alle 11.30-12.00. In caso di maltempo, il ritrovo è alle ore 10 all’hangar in Pian Cansiglio, 300 metri dietro il rifugio S. Osvaldo.

Dalle 12 pranzo al sacco con aggiornamenti e interventi. 13.30 prosecuzione fino all’ex caserma forestale di Candaglia e ritorno per la strada forestale. 15.30-16.00 arrivo al passo della Crosetta. Il percorso si svolge sul sentiero e in parte su strada forestale, anche per ricordare che già esistono in Cansiglio oltre 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tutte connesse, quindi non sono necessarie nuove piste, soprattutto per impattanti eventi sportivi. Si parlerà anche di biodiversità, di salvaguardia degli habitat, della necessità di una nuova selvicoltura e di grandi opere: dalle dighe, agli sbarramenti su Vanoi, Tagliamento, Piave e di Olimpiadi invernali. Esprimeremo il nostro totale dissenso per i tentativi di liberalizzazione della caccia, persino nelle aree demaniali.

I comuni di Tambre ed Aviano hanno smen tito che si stia preparando il progetto di un nuovo percorso “per mountain bike” per collegare la parte friulana del Monte Cavallo (forse da Pian Cavallo stesso) e la sua parte veneta, probabilmente passando sul monte Cornier o da Casera Friz, sotto l’Ander de le Mate, fino a Casera Palantina per scendere a Colindes di Tambre, ma l’Ecoi- stituto del Veneto e Mountain Wilderness Veneto ricordano che, nelle passate campagne per le elezioni in Friuli, più d’un politico aveva sostenuto tale collegamento. Già ora, senza nessuna nuova opera, esistono almeno 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tra Veneto e Friuli, con percorsi diversi e combinabili tra loro.

Quindi i percorsi ci sono e in abbondanza ma questo nuovo toccherebbe una zona integra di grande valore ambientale, ricca di biodiversità vegetale e animale e tutta la Foresta del Cansiglio, sia veneta che friulana, ricade nelle aree tutelate da Rete Natura 2000, come Zona Speciale di Conservazione, quindi l’eventuale progetto dovrebbe essere sostenuto da una VIA, (Valutazione di impatto ambientale) ed una VINCA (Valutazione d’incidenza) molto severe. Ci sono zone che vanno lasciate tranquille, senza eccessi di passaggi, anche se di biciclette. Soprattutto con un nuovo percorso che, per motivi di sicurezza, potrebbe es sere una vera e propria strada larga alme no 3 metri, tenendo conto che, una volta tracciata la strada, prima o poi verrebbe usata anche per altri scopi. Un esempio a riprova è la vicina strada dorsale, tra il Gaiardin e Pian Cavallo, circa 20 km, costruita molti anni fa con la previsione che, essendo agro-silvo-pastorale non sarebbe mai stata aperta al traffico civile, ma i tentativi per far ne un nuovo percorso turistico per automobili sono stati parecchi e anche ora una sola sbarra a metà strada impedisce il transito dell’intero percorso da o per Pian Cavallo. L’eventuale nuovo percorso per la bici di montagna dovrebbe per forza passare attraverso un pezzo di foresta regionale gestita da Veneto Agricoltura; quindi si invita l’Ente regionale a dissociarsi fin d’ora da questo progetto.. 

7-11 novembre, torna il Merano WineFestival

Merano WineFestival, la kermesse all’insegna dell’eccellenza enologica e gastronomica, sarà in scena da venerdì 7 a martedì 11 novembre 2025 nel Kurhaus di Merano, in Alto Adige. La giornata inaugurale di venerdì 7 novembre, dalle 10.00 alle 16.30, sarà dedicata alle espressioni più innovative e sostenibili del panorama enologico contemporaneo, raccolte nel format TasteTerroir – bio&dynamica: ben 200 realtà tra vini biologici, biodinamici, naturali, PIWI, orange, in anfora, underwater e, novità di quest’anno, spazio alle referenze no-low.

All’interno del Kurhaus, inoltre, il percorso Cult Oenologist celebra i 10 migliori enologi italiani selezionati da Helmuth Köcher, mentre l’area ExtraWine è dedicata a partner e sponsor d’eccellenza. In Corso Libertà torna il FuoriSalone, palcoscenico diffuso sul quale territori e consorzi si raccontano al pubblico: presenti le regioni Calabria e Abruzzo, il Consorzio del Vulture, lo spazio collettivo di Casa Campania con i consorzi territoriali del Sannio, del Vesuvio, VitiCaserta e Vita Salernum Vites; infine, Falstaff Italia e Banca per il Trentino-Alto Adige, sponsor ufficiale dell’evento.

In Piazza della Rena, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 17.00 il Mercato della Terra a cura di Slow Food Alto Adige. Da sabato 8 a lunedì 10 novembre, The Festival rappresenta un autentico itinerario sensoriale tra 300 aziende vitivinicole nella sezione Wine Italia, 50 produttori da 9 Paesi diversi per Wine International, con una rappresentanza del 40% proveniente dalla Georgia, e ben 250 etichette selezionate nella WineHunter Area curata dai sommelier FISAR Alto Adige. Tra gli appuntamenti di sabato 8, alle ore 9.00 al Teatro Puccini la presentazione ufficiale della Guida ViniBuoni d’Italia 2026 a cura del Touring Club Italiano, alle 14.00 la sciabolata ufficiale d’apertura della 34ª edizione sul Ponte Lenoir. Lunedì 10 alle ore 17.00 all’Hotel Terme Merano la cerimonia del 31° Premio Godio, riconoscimento alle eccellenze gastronomiche che rende omaggio a chef visionari e appassionati.

Infine, martedì 11 novembre, chiusura nel segno dello stile e della leggerezza con Catwalk Champagne&More, la giornata dedicata all’universo delle bollicine, con più di 120 eccellenze in una raffinata selezione che spazia dallo Champagne, simbolo di eleganza e celebrazione, alle migliori espressioni italiane del metodo classico. Alle 16.30 nella Kursaal, la premiazione della Selezione Nord di EmergenteSala, il concorso a cura di Luigi Cremona e Lorenza Vitali che svela i talenti nel campo della ristorazione.

Sul sito meranowinefestival.vivaticket.it sono aperte le vendite online dei biglietti con la possibilità di acquistare gli ingressi per le singole giornate tra il 7 e l’11 novembre, oppure gli abbonamenti per 2 o 3 giornate della rassegna.

Fonte: servizio stampa Merano Winefestival

6-9 novembre, a Veronafiere torna Fieracavalli con nuovi spazi, nuove storie, identica passione

Fieracavalli, la manifestazione di riferimento del panorama equestre internazionale, si prepara alla sua 127ª edizione, in programma dal 6 al 9 novembre a Veronafiere, presentando un layout completamente rinnovato che promette ad appassionati, cavalieri, amazzoni e operatori del settore un’esperienza di visita ancora più accessibile e coinvolgente.

Il nuovo percorso, più fluido e intuitivo, guiderà il pubblico tra i 12 padiglioni e le sei aree esterne di Veronafiere permettendo di scoprire la biodiversità nazionale, lo sviluppo del cavallo da sella italiano e i migliori esemplari di razza araba, spagnola e americana, tutti in mostra grazie a 35 associazioni allevatoriali e 2.200 esemplari provenienti da tutto il mondo, impegnati in più di 200 appuntamenti tra competizioni sportive, spettacoli e animazioni. A completare l’offerta, 700 aziende espositrici da 25 Paesi trasformano Fieracavalli nel place to be per lo shopping equestre dedicato a cavalli e cavalieri.

Fieracavalli non è solo sport, ma anche scoperta e formazione. Il padiglione Future Riders (pad.1), dedicato ai più piccoli, propone laboratori ludico-didattici e momenti di animazione pensati per avvicinare bambini e famiglie al mondo del cavallo e dell’asino, l’altra metà del mondo equestre. All’esterno, nell’area A, un grande ring coperto accoglie per tutta la giornata spettacoli e dimostrazioni in grado di raccontare il cavallo come compagno di lavoro, protagonista artistico e prezioso supporto nel benessere fisico ed emotivo. Novità di questa edizione è anche l’area Healthcare & Leisure del padiglione 4 dove laboratori esperienziali e attività interattive accompagnano il pubblico alla scoperta del valore terapeutico, educativo e sociale dell’interazione con il cavallo, grazie alla partecipazione di realtà come HOltre, Fieracavalli USA HorseMan Academy, ASD Horse Valley e Il Colle per la Famiglia. In questo percorso dedicato alla conoscenza del mondo equestre si inserisce anche Horse Future Lab – Arti & Mestieri, un progetto che dedica due giornate al mondo della scuola e della formazione, per permettere ai ragazzi di immaginare nuove traiettorie professionali grazie a momenti di orientamento, incontri con le imprese e laboratori.

Fonte: servizio stampa Veronafiere

Università e territorio. 7 novembre, dalla riflessione accademica alle esperienze concrete, le idee prendono forma a Galzignano Terme (Padova)

Il Comune di Galzignano Terme e il MuCE, Museo dei Colli Euganei, tornano protagonisti di un percorso di collaborazione virtuosa con il mondo universitario. Venerd’ 7 novembre si terrà l’incontro “Ecosistema Euganei. Dialoghi aperti tra ricerca e territorio”, nell’Auditorium del MuCE nell’ambito del Progetto RINASCO, finanziato dal Bando per la Terza Missione 2024 dell’Università di Padova.

Un’iniziativa che riunisce alcuni tra i dipartimenti più autorevoli dell’ateneo — BCA: Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione; MAPS: Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute; TESAF: Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali; DAFNAE: Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente; DSCTV; Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica e il DNS: Dipartimento di Neuroscienze – in un lavoro condiviso che unisce medicina, scienze agrarie, ambiente e neurobiologia.

Un incontro interdisciplinare, dunque, che pone al centro un principio tanto semplice quanto cruciale: valorizzare l’ambiente per promuovere la salute. Dalla qualità del paesaggio e delle produzioni agricole, fino agli effetti che il benessere ambientale esercita sulla salute delle persone, il convegno intende aprire un confronto concreto tra accademia, istituzioni locali e mondo produttivo.

Ad aprire i lavori sarà la prof.ssa Antonella Peruffo, seguita da un intervento del prof. Claudio Giulivo, che offrirà una riflessione sulla storia di questo lungo percorso di collaborazione. I professori Benedetto Ruperti, Franco Meggio, Leonardo Cei, Sandro Mazzariol, Enrico Sturaro, Angelo Antonini, la dott.ssa Eleonora Fiorenzato e la prof.ssa Sofia Pavanello illustreranno i campi di ricerca coinvolti — dall’agronomia alle neuroscienze — per mostrare come la conoscenza possa tradursi in strumenti concreti di tutela e sviluppo sostenibile.

Dalle 16.30 in poi, i tavoli tematici daranno spazio al dialogo diretto tra università, amministrazioni, agricoltori e cittadini, in un confronto aperto. A seguire, gli interventi del dott. Leonardo Granata, presidente degli Olivicoltori Confagricoltura, e della prof.ssa Lucia Bailoni chiuderanno i lavori, aprendo simbolicamente la strada a un futuro in cui ambiente e salute saranno sempre più dimensioni intrecciate. La giornata si concluderà con un momento di networking presso il Golf Club Padova, occasione per consolidare relazioni e prospettive comuni.

Fonte: servizio stampa Comune di Galzignano/MuCe

Donne dell’Ortofrutta. In Veneto l’assemblea 2025 dell’associazione, in dialogo con le Donne dell’Olio e le Donne del Vino. Far rete e dare spazio ai talenti il leit motiv dell’incontro

Un clima di dialogo e condivisione ha caratterizzato l’Assemblea 2025 dell’Associazione nazionale Donne dell’Ortofrutta, ospitata a Villa Fiorita a Monastier (Treviso). Un appuntamento che ogni anno rinnova il senso di appartenenza e la forza della rete, offrendo uno spazio di riflessione, crescita e ispirazione per le professioniste del settore.

“Ogni Assemblea è un momento di ritrovo e di riconoscimento reciproco – ha dichiarato Maria Carola Gullino, presidente dell’Associazione –. Ringrazio tutte le socie per la loro partecipazione, in particolare, il gruppo del Veneto per l’impegno e la cura con cui hanno organizzato queste giornate. Occasioni come questa ci ricordano quanto sia importante lavorare insieme, mettendo da parte la competizione per crescere, imparare e contribuire allo sviluppo del settore ortofrutticolo in modo condiviso e solidale”.

Con 142 socie attive (136 ordinarie e 6 onorarie) e 17 nuove adesioni nel 2025, l’Associazione conferma la propria crescita e il ruolo di rete di riferimento per le professioniste del comparto, impegnate nel promuovere un modello di impresa sostenibile, innovativo e inclusivo.

L’apertura dei lavori assembleari ha visto l’intervento di Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, che ha portato il saluto della Giunta regionale, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni, imprese e associazioni femminili rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo del sistema agroalimentare. “Il Veneto crede nel dialogo tra territori e nel protagonismo delle donne come motore di innovazione e sostenibilità,” ha affermato Caner. “La capacità di costruire reti, di fare squadra e di valorizzare le specificità locali è la vera forza della nostra agricoltura, anche di fronte alle sfide europee e globali che abbiamo davanti”.

Nel corso dell’Assemblea sono stati ripercorsi i principali progetti dell’anno: dall’edizione speciale del Premio Danila Bragantini dedicato al cambiamento climatico, al convegno “Women for Agroinnovation” a Macfrut, fino al percorso condiviso con CEFA e AIDDA per la redazione di un manifesto sulla parità di genere che sarà presentato a Marca 2026.

Momento centrale della due giorni è stato il confronto pubblico “Il Veneto accoglie: dialoghi e sinergie tra reti”, dedicato al valore della collaborazione tra esperienze femminili di filiere diverse ma unite dagli stessi obiettivi di crescita. “Abbiamo voluto creare uno spazio di contaminazione tra donne che innovano e condividono, per rafforzarci insieme, migliorare sia a livello professionale sia personale e rendere il nostro settore più forte e trasversale”, ha spiegato la coordinatrice della Regione Veneto Ilenia Nordera.

Dalle Donne dell’Olio è arrivato l’invito a condividere conoscenze per far emergere i talenti, perché – come ricordato dalla coordinatrice nazionale Maria Grazia Bertaroli – “creare opportunità significa far fiorire il meglio negli altri”. La delegata veneta delle Donne del Vino, Corinna Genesini, ha evidenziato l’importanza di fare rete e fare lobby, per rafforzare la presenza e la voce delle donne all’interno dei rispettivi comparti. Infine, la responsabile del Cantiere delle Donne Erika Faresin ha sottolineato come l’uso consapevole di linguaggi e strumenti di comunicazione differenti possa diventare un motore di emancipazione femminile e crescita collettiva.

L’assemblea è stata anche l’occasione per consegnare il Premio di Laurea Annabella Donnarumma a Alessia Ferraia. Il riconoscimento, dedicato alla socia prematuramente scomparsa a luglio 2022, premia le giovani eccellenze che si distinguono nel campo dell’innovazione, della comunicazione e della digitalizzazione nel settore ortofrutticolo.

La visita all’Azienda Agricola Corradi, realtà conferente della cooperativa OrtoRomi, ha chiuso la due giorni, offrendo alle socie l’occasione di conoscere da vicino un esempio di filiera sostenibile e innovativa. “Ospitare l’Assemblea Nazionale Donne dell’Ortofrutta ha rappresentato non solo un’importante occasione di incontro tra professioniste del settore ma anche valorizzazione del nostro territorio. Inoltre, grazie all’intervento delle altre associazioni coinvolte durante il Convegno, abbiamo portato un valore aggiunto al nostro interno, con un confronto autentico, naturale e sentito. Protagonisti assoluti alcuni prodotti dell’eccellenza veneta, che sono stati raccontati con passione e professionalità”, ha concluso Martina Boromello, socia veneta e marketing manager di OrtoRomi a nome di tutte le organizzatrici.

Si ringraziano i supporter che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: Banca delle Terre Venete, OrtoRomi, Terabona, Agrypack, WP Energy e Open Farm. Il prossimo appuntamento sarà nel 2026 nel Fucino, in Abruzzo, dove l’Associazione tornerà a riunirsi per una nuova Assemblea dedicata a innovazione, territorio e comunità.

Fonte: servizio stampa Associazione Donne dell’Ortofrutta

Dati in tempo reale dalle arnie digitali: il Trentino guida l’apicoltura del futuro

Il portale del socio di Co.Di.Pr.A. (Condifesa Trento) si arricchisce di nuove funzionalità, grazie alla collaborazione con Melixa e Agriduemila Hub Innovation. È stata attivata una nuova area dedicata all’interno del portale del socio che consente di accedere in tempo reale ai principali bioparametri ambientali e produttivi rilevati dalle arnie digitali che Melixa nell’ambito del progetto sviluppato con i partner messo a disposizione di oltre 15 apicoltori trentini. Monitoraggio giornaliero e in tempo reale del peso dell’arnia e quindi della produzione di miele, delle attività di volo, della temperatura, dell’umidità e delle condizioni ambientali diventano strumenti pratici per migliorare la gestione degli alveari, sviluppare strategie produttive innovative e contribuire alla tutela della biodiversità.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di evoluzione della polizza collettiva per la copertura dei danni dalla mancata produzione di miele in essere con ITAS Mutua all’insegna dell’innovazione e dell’utilizzo del dato raccolto direttamente, grazie alle informazioni rilevate tramite la tecnologia. Una nuova frontiera per gli attori della gestione del rischio e per il Consorzio che vuole proporre nuovi strumenti ai propri Associati. In questo caso, i dati raccolti durante la sperimentazione saranno preziosi per individuare evoluti criteri di determinazione del danno e quindi di liquidazione dei risarcimenti in favore degli associati assicurati.

“Con questo progetto vogliamo, da un lato, continuare a rafforzare il percorso di digitalizzazione del nostro Consorzio, offrendo ai nostri associati nuove evolute funzionalità nel portale del socio, dall’altro, consolidare l’evoluzione degli strumenti assicurativi grazie all’integrazione dei dati ed all’introduzione di nuovi algoritmi per il calcolo del danno – racconta Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A.. Stiamo affrontando un cambiamento epocale nel modo di affrontare le sfide imposte dalla gestione del rischio in agricoltura, grazie all’avanzare eccezionale delle nuove tecnologie; siamo convinti che la straordinaria opportunità di collaborare con realtà come Melixa e Agriduemila fornisca la possibilità a Co.Di.Pr.A. di continuare ad essere interprete protagonista di questa transizione in favore degli associati non solo nel settore apistico ma in generale nel settore agricolo”.

“L’arnia digitale di Melixa è un esempio di tecnologia applicata al servizio dell’apicoltura – aggiunge Alessandro Zorer, responsabile Ricerca & Sviluppo e A.D. di Melixa – integrare questi dati nel portale del socio e nelle polizze assicurative significa avvicinare ancora di più l’innovazione al lavoro quotidiano degli apicoltori. Abbiamo colto con entusiasmo la possibilità di collaborare con Agriduemila e Co.Di.Pr.A. per l’installazione delle arnie digitali per rafforzare l’attività di monitoraggio che ci sta particolarmente a cuore. Le api sono vere e proprie sentinelle dell’ambiente che possono essere motore di innovazione agronomica e ambientale”.

“Come Agriduemila Hub Innovation siamo particolarmente soddisfatti di questa collaborazione – conclude Andrea Berti, amministratore delegato – investire in Melixa significa credere in un modello di agricoltura più consapevole, che usa i dati non solo per migliorare la produttività, ma anche per rafforzare la sostenibilità e la tutela della biodiversità. Siamo costantemente al fianco di Co.Di.Pr.A. per investire nelle nuove tecnologie e nel trasferimento di innovazione in favore degli agricoltori con progetti sul campo con l’obiettivo di migliorare la competitività e la redditività delle imprese. Oggi le grandi sfide imposte dal cambiamento climatico, dalle criticità dei mercati e dei contesti internazionali devono essere affrontate cogliendo tutte le opportunità che big data, intelligenza artificiale, capacità di calcolo e di previsione possono fornire anche a tutti gli attori del comparto agricolo”.

Questa iniziativa rappresenta un passo concreto verso un’agricoltura digitale più inclusiva, capace di fornire ai soci strumenti di nuova generazione per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate al cambiamento climatico e alla gestione del rischio.

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A. Condifesa Trento

Film Festival della Lessinia, ecco i vincitori della 31a edizione

Vola in una delle terre più inaccessibili del pianeta la Lessinia d’Oro, il massimo riconoscimento in assoluto del Film Festival della Lessinia. Alla trentunesima edizione della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna trionfa infatti il lungometraggio La route (Francia 2025) dell’etnologa e documentarista Marianne Chaud, presentato al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) in anteprima europea.

La Giuria internazionale ha dato questa motivazione: “Per le donne di questa regione isolata dell’India, partecipare all’attesissima costruzione di una strada significa letteralmente aprirsi un cammino verso il mondo moderno, nella speranza di trovare nuove opportunità, nuovi inizi e una maggiore indipendenza. Attraverso una fotografia mozzafiato e un racconto profondamente umano, il film dà voce a un’ampia varietà di donne impegnate in questo lavoro pericoloso e faticoso, mostrando al tempo stesso un incrollabile ottimismo, spirito di sorellanza e orgoglio. Al centro di tutto c’è l’opera straordinaria di Marianne Chaud. La regista che si è immersa giorno dopo giorno nella vita di queste donne, raccontandone la resilienza con compassione e autenticità. Siamo orgogliosi di assegnare la Lessinia d’Oro a un documentario che cattura, con rara sensibilità e potenza, questo momento cruciale per il popolo dello Zanskar”.

Lo Zanskar è una regione del distretto di Kargil, in Ladakh, tra le catene dell’Himalaya e il Karakorum. A un’altitudine media di 4.000 metri vivono genti dedite da sempre ad allevare bestie e coltivare i campi. È una delle terre più inaccessibili del pianeta, ma presto una nuova strada la collegherà al resto del mondo. Gli abitanti hanno venduto parte delle loro terre e delle loro bestie, e da pastori sono diventati operai. Ogni giorno raggiungono il cantiere della strada, in lunghe camminate e a bordo di automezzi, per spaccare rocce e livellare il tracciato con sabbia e ghiaia. Marianne Chaud si avvicina soprattutto alle donne che, pur nel duro lavoro, mantengono il loro sorriso, e ai bambini, ignari del cambiamento epocale che sconvolgerà la loro terra. Perché la nuova strada faciliterà gli spostamenti degli abitanti, ma ugualmente renderà agevole l’accesso a chiunque vorrà raggiungere quella regione. E allora cosa ne sarà dell’armonioso equilibrio che questa terra e la sua gente hanno conservato per generazioni?

La Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio è andato a My Sweet Land (Francia, Giordania, Irlanda, Stati Uniti 2025) della documentarista Sareen Hairabedian. Così si è espressa la Giuria internazionale: “Nelle montagne del Caucaso, dietro questo paesaggio mozzafiato, si cela un conflitto di lunga data tra due Paesi, senza una fine all’orizzonte. Cosa significa essere un bambino in un conflitto senza fine? Il film My Sweet Land esplora questa domanda attraverso la storia di un undicenne, la cui trasformazione mette in luce il devastante impatto della guerra sui bambini, i cui futuri vengono riscritti e plasmati dalla violenza. In riconoscimento della sua potente prospettiva e della narrazione sensibile, la Giuria assegna a My Sweet Land il premio per il miglior lungometraggio, la Lessinia d’Argento”.

L’Artsakh è una regione montuosa del Nagorno-Karabakh. Una terra con paesaggi “da cartolina”, eppure disseminata dalle mine delle guerre che hanno tormentato le montagne del Caucaso post-sovietico. Il film segue la quotidianità di un ragazzo di undici anni, Vrej, e quella della vita nel villaggio: si allevano le api, si cuoce il pane, si gioca alle bocce con le noci. La guerra è un ricordo che monopolizza le discussioni ed entra prepotente anche nei giochi dei bambini. Quando una nuovo conflitto scoppia in quella regione, Vrej è costretto a fuggire con la famiglia. In esilio sognerà la vittoria. Tornato al villaggio ricomincerà a giocare, tra le galline, le mucche e le macerie, ma lo manderanno presto a partecipare a esercitazioni militari perché, com’è scritto sul grande cartello pubblicitario, “strong army, safe future”, il futuro di Vrej sembra essere segnato: deve imparare le regole della guerra nonostante che lui e la sua gente nutrano la speranza per un futuro di pace.

Ad aggiudicarsi la Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio è stato Anngeerdardardor (Danimarca, Germania 2025) dello sceneggiatore e regista Christoffer Rizvanovic Stenbakken. Così si è espressa la Giuria internazionale: “Attraverso una piccola storia, il film Anngeerdardardor unisce il linguaggio della finzione e del documentario, aprendo i nostri occhi su una comunità di popoli indigeni in Groenlandia. Insieme al protagonista, cerchiamo disperatamente il suo cane e al contempo mettiamo alla prova la nostra moralità e amicizia. La Giuria premia il cortometraggio Anngeerdardardor con la Lessinia d’Argento”.La preoccupazione più grande di Kaali è trovare il suo amato cane da slitta. Il suo compagno a quattro zampe è scomparso. Insieme con l’amico Bartilaa, Kaali vaga per le vie di Tasiilaq, cittadina della Groenlandia orientale, alla ricerca del cane. Gli adulti non hanno tempo per aiutarlo, i suoi coetanei lo prendono in giro. «Credo che mi piacciono più i cani che gli umani», dice Bartilaa, e il suo pensiero è condiviso dal silenzio dell’amico. Finalmente i due ragazzi trovano il cane nel recinto di un’altra casa, riescono a liberarlo ma, inseguiti, Bartilaa verrà acciuffato dal proprietario della casa. Dopo aver nascosto il cane, Kaali torna a cercare l’amico, ma scoprirà che la realtà è diversa da quella che pensava: il cane non gli era stato rubato. Il papà l’aveva venduto perché troppo costoso da mantenere. Il ragazzo prega, accarezza il cane e infine decide di restituirlo al suo nuovo padrone. Una tenera storia di amicizia, nel bianco orizzonte della terra natale del regista che ha coinvolto nelle riprese i giovani della sua città.

Il Premio della Giuria è stato assegnato a La muraille (Francia, Svizzera 2025) della regista Callisto Mc Nulty. Questa la motivazione: “La Muraille ci fa scoprire un mondo nascosto nelle montagne della Spagna, circondato da un muro che separa i sani dai malati. Con curiosità inesauribile e un approccio visivo delicato, la regista ricostruisce il passato del sanatorio e lo collega al presente. Gli abitanti di dentro e di fuori ci fanno riflettere se questo luogo isolato sia più di una semplice prigione. Può trasformarsi in una casa o persino in un paradossale paradiso. Il modo in cui Callisto Mc Nulty raffigura una malattia fraintesa è altamente artistico e profondamente umano. Onoriamo il suo film La Muraille con il Premio della Giuria”. La lebbra è nell’immaginario collettivo associata alla paura del contagio e alle deformazioni mostruose che colpiscono chi ne è affetto. Ecco che i lebbrosi sono sempre stati emarginati e reclusi. Nel sanatorio di Fontilles, costruito nel 1905 in un luogo isolato sulle montagne del sud-est della Spagna, un muro separa il mondo dei malati da quello dei sani. La regista, dopo aver scoperto e letto centinaia di “lettere dall’altro mondo” scritte da un padre gesuita durante le sue visite all’ospedale a inizio Novecento, è salita a lassù a incontrare i malati, i medici, i dipendenti e gli abitanti del piccolo paese di Campell. Le testimonianze ci svelano i pregiudizi associati a questa malattia e lo stato d’animo di chi ne è affetto. Il sanatorio, che ancora oggi ospita degli ammalati di lebbra, non è descritto soltanto come un luogo di reclusione, ma anche come una casa dove molti si sono sentiti accolti. La muraglia che lo circonda perde quindi il suo ruolo di confine per diventare un’occasione di incontro.

Fonte: servizio stampa Film Festival della Lessinia

Delta del Po, aumento significativo degli ettari dedicati a risaia, +25,3% rispetto al 2024. Determinante il lavoro del Consorzio di Bonifica Delta del Po

Aumenta la superficie di risaie nel Delta del Po. È presto per parlare di un’inversione di tendenza rispetto al calo pressoché costante che si sta verificando da decenni ma, intanto, nel 2025, il computo degli ettari coltivati a riso riporta valori positivi nel confronto con il 2024: 595 ha rispetto ai 475 ha, un salto in avanti del +25,3%. Il dato è stato presentato lo scorso 20 settembre dal direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti, alla Festa del Riso di Porto Tolle nell’incontro pubblico “Il ruolo dell’acqua, tra agricoltura e territorio” dove ha dialogato con il responsabile del Centro Studi di ANBI Veneto (l’associazione dei consorzi di bonifica) Filippo Moretto sul valore ambientale della pratica irrigua.

Le risaie sono tornate nel tratto finale dell’Isola di Ariano, dove Po di Donzella e Po di Goro scorrono paralleli prima di sfociare in Adriatico. Questa terra, già un tempo vocata alla coltivazione del riso, ha visto negli anni abbandonare progressivamente questa pregiata coltura a causa dell’ingressione salina che sempre più costringe alla chiusura delle derivazioni.

L’avvio a fine primavera di un impianto irriguo presso l’idrovora Goro e, contestualmente, l’ammodernamento della rete irrigua con un’infrastruttura tubata di 3 km, hanno portato garanzia di risorsa – l’acqua di bonifica del canale Veneto – fino a Bacucco. I lavori, progettati e realizzati dal consorzio di bonifica, sono stati finanziati tramite risorse PSRN (Piano di Sviluppo Rurale Nazionale) per 9,8 milioni di euro che hanno consentito anche altri interventi nell’Isola di Ariano.

“120 ettari in più di risaia significa per il Delta del Po aumentare la produzione agricola di qualità ma anche riscoprire il suo paesaggio agricolo originario e quindi preservare la sua identità – spiega Laurenti. –  . È la dimostrazione di come risorse ben utilizzate possano portare a risultati concreti talvolta anche in brevissimo tempo.”

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto