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Api, 14 comuni trevigiani seminano la Facelia per aiutarle a vivere. Un progetto estendibile anche agli agricoltori, in quanto la Pac dà contribuiti specifici per la semina della pianta nei terreni messi a riposo.

Facelia con ape

Quattordici comuni della provincia di Treviso hanno aderito al progetto “Facelia”, promosso da Apat – Apicoltori in Veneto patrocinato da Confagricoltura, Coldiretti e Cia Treviso, per contribuire alla sopravvivenza degli insetti impollinatori. Il progetto consiste in un’azione di diffusione della Facelia (Phacelia tanacetifolia), pianta ad alto potenziale mellifero, produttrice di nettare e polline e dunque richiamo irresistibile per le api e altri insetti impollinatori.

Il progetto fa leva sulla sensibilità dei comuni, ai quali Apat e Confagricoltura chiedono di acquistare i semi della pianta, seminandoli in appezzamenti comunali e mettendoli a disposizione gratuitamente dei residenti. Viene chiesto anche di organizzare un incontro informativo con un agronomo e un apicoltore. La lettera con la proposta è stata inviata a 140 comuni tra Treviso e Venezia. I primi ad aderire sono stati Spresiano e Ponzano Veneto, seguiti da Quinto di Treviso, Asolo, Cison di Valmarino, Cornuda, Crocetta del Montello, Jesolo, Monastier di Treviso, Musile di Piave, Nervesa della Battaglia, Paese, Revine Lago e Villorba. A breve si unirà Resana e altri comuni partiranno in autunno. A Paese sono stati seminati 5.000 metri quadrati di Facelia a fianco al cimitero e in un’ex cava. A Quinto seminati due campi accanto agli orti urbani.

Azione estendibile agli agricoltori. “L’iniziativa ha incontrato i favori non solo degli apicoltori, ma anche di tanti cittadini attenti ai problemi ambientali e alla biodiversità, consapevoli del prezioso lavoro delle api e degli altri impollinatori – spiegano Stefano Dal Colle, presidente regionale di Apat e Dino Masetto, agronomo di Confagricoltura -. In futuro contiamo di estenderla anche agli agricoltori. La Pac, politica agricola comune, prevede infatti la possibilità di seminare la Facelia nei terreni messi a riposo, con contributi specifici. Negli ultimi anni si è assistito a una grande moria delle api, che sono fondamentali perché il loro lavoro rappresenta un terzo di quello che troviamo nel nostro piatto, direttamente e indirettamente. I foraggi, che servono all’alimentazione degli animali, sono prodotti grazie all’impollinazione, così come fiori, frutta ed erbe hanno bisogno delle api. Ma con l’aumento della popolazione di api potrà tornare a crescere anche la produzione di miele. Oggi, infatti, il miele italiano riesce a soddisfare in termini produttivi appena il 50% del fabbisogno interno. Tanto che dobbiamo importare da Cina, Ungheria e Romania”.

La Facelia è anche ottimale per favorire la biodiversità del territorio, abbellire il paesaggio con l’abbondante e prolungata fioritura dal colore violetto. La pianta, originaria dal Nord Messico e California, raggiunge un’altezza compresa tra i 60 e i 100 centimetri. Una volta sfiorita, si trincia e si interra, incrementando la sostanza organica del terreno (sovescio). Il progetto Facelia prevede anche iniziative di sensibilizzazione rivolte al mondo della scuola. All’istituto comprensivo di Spresiano è stato organizzato il concorso di disegno “La mia ape”, che ha coinvolto oltre 200 ragazzi dalla prima alla quinta elementare. In autunno partiranno conferenze nelle scuole dedicate alle api promosse sempre da Apat e Confagricoltura Treviso.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Treviso

Dai Pfas alla Sesa: è il Veneto, la nuova terra dei fuochi?

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Attenzione: la vicenda Sesa (Società Estense Servizi Ambientali Spa di Este, in provincia di Padova) – Fanpage è una di quelle in cui la comunicazione rischia di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica “sul dito invece che sulla luna” ed è una di quelle, in cui, i colpevoli, se riconosciuti tali, dovranno essere puniti e le chiavi, metaforicamente, buttate via.

Non mi scandalizza la supposta profferta di 300.000 euro in pubblicità pur di “controllare” l’inchiesta giornalistica (non sono nato ieri…), né sono disposto a plaudire, senza ulteriori verifiche, alla “schiena diritta” del sito d’inchiesta (ne ho viste di tutti i colori…), ma vorrei richiamare l’attenzione, oltre al terribile danno all’ambiente ed alla salute pubblica eventualmente arrecati, sulla figuraccia “planetaria”, cui sono stati indotti (ritengo incolpevolmente) Coldiretti e Ministro alle Politiche Agricole (oltre agli altri invitati), promotori di una mega iniziativa, a metà Aprile, per promuovere l’uso di compost di qualità, svolta a Giare di Mira nel veneziano, proprio in un’azienda agricola di Angelo Mandato, coinvolto nell’”affaire” e socio al 49% di Sesa, nel cui compost, allora indicato come esempio di qualità, pare invece siano state riscontrate sostanze altamente inquinanti.

Ora chi glielo dice, al titubante agricoltore mio vicino a quel simposio, che aveva ragione a dubitare di fronte alle forti sollecitazioni dei relatori, ma che l’uso del compost (quello vero) è una scelta indispensabile per un mondo sostenibile? Senza nulla togliere ai gravissimi reati eventualmente commessi e per i quali la giustizia farà, nel caso, il suo corso, è l’uccidere il futuro del Pianeta, l’aspetto che più mi colpisce; di fronte ai sacrosanti appelli dei giovani a garantire il loro domani su questa Terra, è vigliacco approfittare della buona fede del mondo contadino e di chi lo rappresenta. Per questo, se le accuse saranno confermate, è gravissima la “distrazione” del Comune, socio di maggioranza di Sesa: saremmo al paradosso della “terra dei fuochi”, inquinata da suoi stessi abitanti (camorristi). Così, si toglie ogni speranza: le Istituzioni avranno le loro colpe, ma qui, sotto accusa, c’è l’irresponsabilità individuale ed umana di chi non solo avrebbe diffuso materiali inquinanti sulle campagne, ma avrebbe gabbato la fiducia platealmente accordatagli. Per me, è da ergastolo (metaforicamente, perché non sono uomo di legge).

 

Bonifica: tavolo tecnico al lavoro con i Consorzi per ridurre consumi idrici in agricoltura, prorogata di 3 anni la scadenza delle concessioni

L’obiettivo è ridurre del 12 per cento entro il 2022 i prelievi d’acqua a fini irrigui nelle campagne venete coniugando la salvaguardia degli ecosistemi dei corsi d’acqua con le esigenze di una produzione agricola di qualità. Questo il compito che la Regione Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura e alla bonifica Giuseppe Pan, ha affidato al tavolo tecnico costituito dai responsabili delle Direzioni regionali Difesa Suolo, Geni civili e Servizi forestali e Agroambiente, delle Commissioni Via, nonché dal direttore dell’Associazione dei Consorzi di Bonifica.

Il gruppo di lavoro, che si avvarrà della collaborazione dei Dipartimenti di Ingegneria civile e di Agronomia dell’Università di Padova per le attività di studio, dovrà approfondire e proporre interventi per ridurre i prelievi a scopo irriguo dei Consorzi di bonifica, in particolare dai grandi corsi d’acqua, e dovrà programmare al meglio l’uso della risorsa acqua nei 17 sottoschemi in cui si articola la rete irrigua veneta, formata da canali e scoli, che attinge dai principali fiumi. “Gestire la risorsa idrica secondo criteri di efficienza, quando è scarsa, è sempre più difficile – spiega l’assessore Pan – tenuto conto della complessità di coniugare gli usi civili, legati all’approvvigionamento idropotabile e all’allontanamento dei reflui di scarico dei depuratori, con i fabbisogni dell’agricoltura, dell’industria, della produzione di energia idroelettrica, nonché con la tutela degli ecosistemi acquatici. Ci siamo prefissi di riuscire, entro 3 anni, a definire un quadro di programmazione dell’irrigazione nel territorio regionale”. A tal fine, la Giunta veneta ha prorogato per altri tre anni le autorizzazioni ai Consorzi di bonifica per le derivazioni ad uso irriguo in forma collettiva, dando così tempo sino al 2022 per la redazione del quadro programmatorio regionale dell’irrigazione. Intanto, in via sperimentale, i Consorzi sono invitati a ridurre del 12 per cento le principali derivazioni dai corsi d’acqua già autorizzate.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

15 giugno 2019, a Vicenza l’assemblea Argav di metà anno, ospite Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Veneto, Premio Argav 2018

Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Veneto, Premio Argav 2018

L’assemblea Argav per l’approvazione dei bilanci si terrà sabato 15 giugno prossimo, con inizio alle ore 10.30, nella sala Delle Fratte del Centro Congressi Confartigianato, a Vicenza ( via Fermi,201). Al termine degli obblighi statutari, i partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi con Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Veneto (Premio Argav 2018) e Sergio Maset, ricercatore, sul recente studio dedicato a come si sta trasformando il territorio veneto a partire dall’analisti dei flussi residenziali.

L’Assemblea per l’approvazione dei bilanci è convocata in prima convocazione alle ore 7,30 ed in seconda convocazione alle ore 10.30, ordine del giorno: insediamento organi assembleari, relazione Presidente, discussione ed approvazione bilancio consuntivo 2018, discussione ed approvazione bilancio preventivo 2019, varie ed eventuali

13 giugno 2019, a Conegliano (TV) il primo appuntamento del trittico vitivinicolo 2019

Le abbondanti precipitazioni e le basse temperature che hanno caratterizzato questa anomala primavera hanno creato non poche preoccupazioni anche al settore vitivinicolo. L’apparato radicale delle viti sta infatti facendo i conti con un terreno esageratamente umido per le abbondanti precipitazioni di maggio, mentre la vegetazione appare in sofferenza per le basse temperature fin qui registrate. Il risultato, al momento, è un ritardo dello stato fenologico di un paio di settimane rispetto al periodo di germogliamento.

Quale viticoltura praticare in stagione piovose? Una situazione, questa, che i tecnici di Regione, Veneto Agricoltura e CREA-VE stanno seguendo giorno per giorno in vista del primo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto organizzato dall’Agenzia regionale come tradizione a Conegliano (Tv), nella sede dell’Università (CIRVE), il prossimo 13 giugno (ore 9,30). L’incontro, rivolto in particolare ai produttori, analizzerà non solo il rapporto negativo che si è venuto a creare tra l’andamento climatico e la viticoltura, ma soprattutto quale tipo di viticoltura è ancora possibile praticare di fronte a stagioni piovose come quella di quest’anno.

Il programma dell’incontro si presenta interessante fin dal primo intervento, quello di Francesco Rech del Servizio Meteorologico dell’ARPAV che farà  il punto sull’andamento meteo registrato nel Veneto nel corso del primo semestre dell’anno; a seguire, Luisa Mattedi, della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Tn), parlerà  invece delle conoscenze attuali e delle prospettive future della gestione biologica del vigneto, anche alla luce delle nuove normative europee che dimezzano la quantità di rame utilizzabile per ettaro; tema che sarà approfondito attraverso la presentazione di un’esperienza diretta, quella di Christian Marchesini, produttore in Valpolicella, che spiegherà se oggi è ancora possibile gestire un vigneto in conduzione biologica. Infine, Andrea Battistella del Consorzio di Tutela Prosecco Doc farà  il punto sulla gestione della produttività in vigneto nel rispetto dei disciplinari, mentre Diego Tomasi del CREA-VE di Conegliano analizzerà  lo stato vegetativo del vigneto veneto di fronte all’andamento di questa primavera così anomala.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Conto alla rovescia per la seconda edizione del Premio della Cucina Veneta, in programma a Torreglia (PD) il 21 giugno 2019. Nel corso della serata, premiati Bruno Gambacorta, Davide Rampello e Sergio Dussin.

E’ iniziato il conto alla rovescia per la seconda edizione del Premio della Cucina Veneta, in programma venerdì 21 giugno 2019 all’AnticaTrattoria Ballotta di Torreglia (PD), locale storico italiano che vanta il primato di essere il ristorante più antico dei Colli Euganei e culla di alcune fra le migliori tradizioni gastronomiche del Veneto.

I premiati. Nella serata del Premio della Cucina Veneta vengono premiati tre autorevoli personaggi del mondo della cultura, del giornalismo e della storia enogastronomica che più di altri hanno diffuso al di fuori dei confini del Veneto, la conoscenza del patrimonio gastronomico di una regione che abbraccia gusti e sapori dai monti al mare. Dopo aver attribuito i premi nella scorsa edizione ai giornalisti Stefano Edel di Rai 3, Renato Malaman del Gruppo Espresso e Mattino di Padova e al gran patron dell’Harrys Bar, Arrigo Cipriani, per il 2019 la giuria del concorso ha scelto il giornalista Bruno Gambacorta della trasmissione“Eat Parade” di Rai 2, il professor Davide Rampello curatore della rubrica “Paesi, paesaggi…” di Striscia la Notizia di Canale5 e il cuoco “dei tre Papi”, Sergio Dussin. Una terna di personalità che condividerà con il pubblico i gusti e i sapori di un menù ancora in fase di elaborazione ma che si preannuncia già come degno di entrare nell’albo d’oro della cucina dell’Antica Trattoria Ballotta 1605.

Fonte: Servizio stampa Antica Trattoria Ballotta 1605

Premiata “la cultura del fosso” – sempre meno osservata – al corso di educazione ambientale Wigwam patrocinato da Argav

I bambini premiati. Al centro, Efrem Tassinato

Giovedì 6 giugno scorso, alla scuola primaria Guglielmo Marconi di Vallonga di Arzergrande (Pd), sono stati premiati i giovanissimi studenti partecipanti al percorso di educazione ambientale di Rete Wigwam su “La Cultura del Fosso“. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Arzergrande e il patrocinio di Argav, ha premiato con attestato di “Prima classificata” Sofia Buggio e di “Secondo classificato” Davide Gabbatore,  entrambi alunni della 5^ Classe.

I bambini a “lezione”

Corretta manutenzione dei fossi. Intervenuti per l’occasione, Luca Giuseppe Bianchi coordinatore nazionale del progetto Bimbi Botanici e che insieme ad Irene Xodo ha sviluppato il progetto, Efrem Tassinato presidente di Wigwam Clubs Italia e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Arzergrande, la vicesindaco Teresina Ranzato. Benché da solo non sufficiente, il progetto di educazione ambientale cerca di contribuire a sensibilizzare verso il problema della generale caduta di attenzione sulla corretta manutenzione dei fossi privati.

Il fosso, con tutte le sue componenti, rappresenta una dimensione da recuperare in campagna. Le motivazioni primarie sono la migliore regolazione idraulica, ma anche ambientali per il mantenimento della biodiversità sia vegetale che animale. Non di meno importante è l’aspetto economico perché un bel paesaggio, fatto di coltivazioni inframmezzate da boschetti e corsi d’acqua rappresenta di per sé una attrattiva turistica e perché i pesci e gli anfibi di fosso, con l’impoverimento del patrimonio ittico marino, possono tornare a rappresentare una buona fonte di reddito. Oltretutto, la cucina tradizionale contadina ci ha tramandato svariate e saporite ricette come il risotto di pesce gatto e le rane fritte. Oggi, con la desertificazione dei fossati provocata dalla triturazione indiscriminata di qualunque cosa, compresi rifiuti di ogni genere e persino delle stesse paline stradali in plastica coi rifrangenti, oramai sono praticamente introvabili.

Fonte: servizio stampa Wigwam

Un’estate verde in Valsugana, al Parco delle Terme di Levico (TN), con tante attività e la possibilità di “adottare un albero” per contribuire alla rinascita del Parco dopo la tempesta Vaia

Vivere il Parco è un insieme di iniziative estive programmate dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento assieme ad Apt Valsugana Lagorai negli storici Parchi delle Terme di Levico e Roncegno. La rassegna comprende attività per tutti, momenti di svago a diretto contatto con la natura con musica, teatro, laboratori creativi e attività didattiche (la partecipazione a tutti gli appuntamenti è gratuita, è richiesta l’iscrizione ai laboratori:-mail: info@vistivalsugana.it – Tel. 0461 727700).

Ogni martedì si visita il Parco. Simbolo della città termale di Levico Terme, il parco asburgico, creato agli inizi del ‘900 quando Levico Terme era meta prediletta di vacanze della nobiltà austro-ungarica, si estende in un’area di 12 ettari e ospita maestosi alberi di specie autoctone ed esotiche. Anche nel 2019 continuano le visite botaniche guidate al parco. Gli itinerari proposti offrono la possibilità di ammirare e identificare i principali alberi del parco e di conoscere elementi della storia del parco. L’appuntamento è fissato ogni martedì dal 25 giugno al 10 settembre ad ore 16.00 con punto di ritrovo presso l’entrata principale del parco in Viale Rovigo (in caso di maltempo la visita viene annullata).

Laboratori didattico-creativi e corsi su tematiche naturalistiche. Rivolti agli adulti quelli programmati alle ore 15.30 nella serra del parco e sono: venerdì 28 giugno: “Unguenti e ricette salutistiche della tradizione popolare”; Martedì 9 luglio: “ll giardino sul tessuto, stampe naturali su stoffa”; Martedì 16 luglio e 20 agosto: “Imballaggi ecologici e loro trasformazione, dedicato al riciclo e riuso”; Martedì 23 luglio ore 10.00 – 12.00 e 15.30 -18.00: “piccoli bouquet con fiori recisi, come allestire una tavola con fiori e fiori di carta e l’aggiunta di elementi naturali” con il floral designer Oscar Aciar; Martedì 30 luglio: “La bellezza del viso in cucina”; Martedì 6 agosto: “Arte floreale liberty” con incisione e stampa; Venerdì 6 settembre: “Candele in cera d’api”.

Al giovedì laboratori didattici rivolti a bambini e ragazzi. Si tengono nella serra del Parco dal 18 luglio al 22 agosto e prevedono momenti di creazione ed esplorazione con l’intento di stimolare la loro sensibilità nel rispetto dell’ambiente. Giovedì 18 luglio ore 16.00 “Divertente scoperta degli alberi del parco”; Giovedì 25 luglio ore 10. 30 “Giallo come il sole, viola come un fiore”, pigmenti vegetali. Giovedì 1 agosto ore 10.30 “Laboratorio di falegnameria: i piccoli animali selvatici del parco”. Giovedì 8 agosto ore 10.30 “La carta a mano: il riciclo”. Giovedì 22 agosto ore 16.00 “Costruiamo un quadro giorito con la vegetazione del parco”. Programma completo a questo link.

Dopo la tempesta Vaia, si adotta un albero. Il Parco, gestito dalla Provincia autonoma di Trento, Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale, è ora in fase di restauro dopo l’uragano di fine ottobre 2018. Il bilancio della tempesta “Vaia” è stato pesante: 216 grandi alberi caduti, danneggiati circa 3 ha di prato, distrutte circa 4.500 piante erbacee e arbustive, danneggiati arredi e distrutto lo storico gazebo; dopo i primi interventi il parco è di nuovo aperto in tutte le sue aree e molti alberi caduti sono stati ripiantati. Per contribuire alla rinascita del parco è possibile aderire alla campagna di raccolta fondi “Adotta un Albero” versando € 10,00 con le seguenti modalità: 1) recandosi all’Ufficio Info APT di Levico Terme, donando in contanti;2) con bonifico sul seguente C.C: ADOTTA UN ALBERO IT08H0817834940000018157920

Visitare il Parco tutto l’anno. Il Parco è aperto tutto l’anno e conserva ancora il fascino di un luogo speciale per le storiche alberature – ospita monumentali latifoglie conifere esotiche, arbusti, bulbose e prati fioriti – vestite di fronde fino al livello del terreno che sono cresciute liberamente in mezzo ai prati. In primavera si apprezzano le fioriture delle bulbose – tulipani, fritillarie, campanellini, bucaneve e muscari, elsomini, viburni, cornioli ornamentali, spiree e la profumata Lonicera fragrantissima. In estate è gradita la frescura degli alberi monumentali, la fioritura delle ortensie e dei prati non sfalciati oltre alle bordure di rose rifiorenti. In autunno spiccano i colori dei faggi e del Gynkgo, del Liquidambar styraciflua, degli aceri nostrani e americani, dell’albero dei tulipani, Liriodendron tulipifera oltre alle querce rosse. In inverno dominano le maestose conifere: gli abeti rossi e i rari abeti orientali (Picea orientalis), sono notevoli le suggestioni del parco cristallizzato coperto dalla coltre nevosa. Per saperne di più consultate il sito www.naturambiente.provincia.tn.it dove è visibile la “Guida al Parco di Levico” e il tour virtuale.

Fonte: Servizio stampa Provincia autonoma di Trento

Olivi veneti a rischio disseccamento, progetto regionale di monitoraggio con Università di Padova

Laboratori universitari ed esperti fitosanitari chiamati al capezzale delle piante di olivo del Veneto, colpite negli ultimi anni da fenomeni di disseccamento di cui si ignorano le cause.

Tra i possibili fattori, a cui imputare il disseccamento delle infiorescenze e la cascola delle olive, pare ci siano gli squilibri fisiologici creati dalla siccità del 2017 che faceva seguito ad una annata di produzione record. Per individuare con precisione le cause e mettere a punto strategie di intervento che arrestino il degrado dei circa 5 mila ettari di oliveti del Veneto la Giunta regionale ha avviato una collaborazione con il Dipartimento territorio e sistemi agroforestali dell’università di Padova.

Oliveti sotto osservazione. Lo scorso anno i tecnici hanno messo sotto osservazione gli oliveti della fascia pedemontana, in particolare quelli dei Colli Euganei, dei Berici e del Grappa, in modo da monitorare i possibili agenti eziologici, cioè i fattori di causa del disseccamento. Per il 2019 la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e di intesa con le organizzazioni professionali del settore e i consorzi di tutela delle denominazioni d’origine, ha deciso di proseguire la collaborazione con il Dipartimento territorio e sistemi agroforestali dell’università di Padova per dare continuità al monitoraggio fitosanitario avviato e arrivare a mettere a punto interventi che contrastino le cause di disseccamento delle piante. Per la seconda fase del progetto la regione intervenire con un contributo di 50 mila euro, a titolo di rimborso spese dei costi sostenuti dai ricercatori dall’Università.

Difesa produttiva e del paesaggio. “Visti i positivi risultati della prima fase, valutati con interesse e soddisfazione anche dalle organizzazioni dei produttori e dai Consorzi – fa presente l’assessore all’agricoltura Pan – appare utile dare continuità al lavoro di monitoraggio e studio avviato, in modo di poter raggiungere evidenze scientifiche su come intervenire in difesa degli oliveti e della produzione di olio del Veneto. Si tratta infatti di difendere non solo colture di alta collina, che consentono una produzione di alta qualità e valore dalle singolari proprietà organolettiche, ma anche di arrestare il degrado paesaggistico delle zone colpite e di difendere le potenzialità del sistema produttivo veneto”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Sabato 8 giugno 2019, a Sant’Anna di Chioggia (VE), una giornata per la famiglia all’insegna dell’arte e della natura. Partecipazione gratuita su prenotazione.

Land Art, ovvero un percorso artistico-ambientale che punta a valorizzare la biodiversità, sarà inaugurato sabato 8 giugno alle ore 10,00 a Bosco Nordio, la straordinaria Riserva Naturale di Sant’Anna di Chioggia-Ve (via Pegorina 206) gestita da Veneto Agricoltura. L’iniziativa, promossa dall’Agenzia regionale in collaborazione con Etifor, spin-off dell’Università di Padova, si svolge nell’ambito del progetto IMPRECO del Programma europeo di cooperazione territoriale INTERREG-ADRION (Adriatico-Ionio) che coinvolge, oltre all’Italia, anche Slovenia, Croazia e Grecia.

 Le opere di otto artisti, realizzate con materiale naturale diverso quale legno, canne, cortecce, ecc., compongono un itinerario il cui scopo è quello di valorizzare la biodiversità di questo luogo magico, favorendo il benessere di chi lo attraversa che ancora più facilmente potrà apprezzare la bellezza della lecceta, formazione rara che rappresenta un importante relitto delle foreste anticamente diffuse lungo il litorale dell’Alto Adriatico.

Il programma della giornata prevede, dopo il caffè di benvenuto e i saluti istituzionali, una breve presentazione del progetto Adrion IMPRECO, la premiazione dei vincitori dell’Open Call Bosco Nordio ArteNaura, l’apertura del percorso con relativa passeggiata tra le opere di Land Art e, al termine, un piccolo rinfresco. L’occasione è di quelle buone, anche per intere famiglie con bambini, per conoscere da vicino questa bellissima Riserva ubicata lungo la Strada Romea a pochi chilometri dalle città, costituita da una ricca e preziosa biodiversità sia animale che vegetale.La partecipazione all’evento è gratuita ma è consigliata l’iscrizione a questo link

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura